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Il potere delle parole e del pensiero

Le informazioni contenute in questo sito non possono ASSOLUTAMENTE sostituire una visita o il parere forniti dal proprio medico o specialista, ne sostituire, modificare o affiancare eventuali terapie o cure in corso.
Termini e Condizioni

Capita spesso di ascoltare i miei pazienti e di sentire esattamente il contrario di quello che vorrei sentire. Il più delle volte dietro a quello che crediamo essere una buona dose di umorismo e di leggerezza, le persone dicono frasi il cui peso è davvero da non sottovalutare.

Eh, ormai...” é molto frequente come affermazione, in alcuni casi è quasi un intercalare e significa chiaramente che la situazione non cambierà in meglio e che ormai siamo destinati a una vita dove rinunciamo all’idea di poter stare meglio. Se si ascolta parlare il nostro paziente è frequente sentire frasi come  ” sono un catorcio“, ” non pretendo miracoli“, “non posso guardarmi allo specchio“.

Sono tantissime le affermazioni che sul lettino scappano dalla bocca pur controllandoci, il che significa che di non detto esiste un mondo ancora più ricco di frasi deleterie che non verbalizziamo ma che si associano a sensi di colpa profondissimi, dove quel disturbo e  quel dolore sono quasi il minimo da pagare, da scontare, capite?

E molto difficile avere un paziente che si immagina guarito soprattutto se il suo è un disturbo di vecchia data; l’idea che non possa andarsene proprio più è quasi inserita nel DNA come una certezza granitica che nessuno può scalfire. In alcuni casi esiste proprio un sentore di punizione che alleggia inconsapevolmente nell’aria… “eh ma me lo merito” che poi è “non merito di stare bene“. Si ricorre all’agopuntura per dare sollievo non per guarire e in alcuni casi perché non si tollerano alcuni farmaci. In altri casi si tratta di una paura di assumerli a lungo termine e in altri un reale problema epatico e renale.

Ma stare bene non significa diventare perfettamente sani, ma vivere imparando a gestire alcuni nostri disturbi con grande maestria al punto da toglier loto il peso che hanno. Il massimo che sento dire dai miei pazienti è “devo guarire” e non “voglio guarire!”. Lo “devo” a chi? Di solito questo “devo” è legato a cose da fare, doveri da compiere, aspettative su di noi. E se fosse solo per me? E se fosse un regalo per me, tutto mio, che mi merito e che desidero e basta? Sarebbe chiedere troppo?

Molti miei pazienti, davvero tanti, mettono loro stessi in fondo alla lista dei desideri. Il lavoro, la famiglia occupano quasi tutto il loro tempo ma anche in assenza di doveri e ruoli pesanti questo meccanismo non cambia. E’ troppo costoso! E’ troppo complicato è troppo… per me? Forse?

La disperazione aiuta solo se ben direzionata verso il cambiamento, diversamente alimenta i pensieri di sconfitta e del non merito.  Alcuni pazienti arrivano disperati e fanno quello che definirei un vero salto. Non sono tantissimi, è richiesto un grande impegno, seguono la dieta  antinfiammatoria a basso contenuto di zuccheri  e talora un digiuno intermittente serale, si applicano con attenzione ai movimenti giusti appresi oppure assumono regolarmente gli integratori e le sostanze fitoterapiche consigliate.

Si tratta di pazienti che ora sono al timone della loro vita e quando fissi i loro occhi vedi che sono convinti delle loro scelte e che mai tornerebbero indietro. Sono loro ad aver fatto il miracolo, con la loro lucidità, hanno compreso cosa serve per stare bene. Le terapie ma anche le mie parole sono diventate azioni concrete e hanno prodotto fatti concreti inconfutabili che loro toccano con mano; stanno sempre meglio!

Succede che molti sintomi svaniscono completamente,  come stitichezza, poliuria, stanchezza,  dolore ma non sono guariti nel senso classico della medicina. La severa discopatia è ancora presente oppure la patologia autoimmunitaria è sempre sottostante anche se sopita ma loro non sono più le vittime del loro star male ma sanno invece esattamente come fare per stare bene e soprattutto godersi quello che la vita ha loro da offrire.

Se li ascolti parlare capisci che sono loro stessi ad aver capito. Non esiste alcun tono da vittima nelle loro voci, nessun “ormai” ma solo la consapevolezza di poter fare qualcosa per loro stessi. In alcuni casi hanno capito ancora meglio di me quanta strada hanno percorso e il valore del loro potenziale di salute.

E come dice Bruce Lee  “… Egli può perché pensa di potere

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