A proposito dell’agopuntura sui pazienti cronici
13 Dicembre, 2022

Agopuntura per non rinunciare alla montagna: lombalgia e sport invernali

Ogni volta che inizio un nuovo post dedicato alla lombalgia mi dico: ma ne hai già scritti a bizzeffe! Credo in effetti di aver perso il conto, ma cosa ancora vuoi scrivere su questo argomento cara Catherine?

E invece ogni volta mi stupisco perché non ho ancora scritto un articolo uguale all’altro. Si tratta non solo di un argomento complesso e strutturato ma anche molto comune e spesso mal compreso da chi ne soffre e con il dilagante numero di proposte terapeutiche, ausili “antimaldischiena” di ogni genere e attrattiva ed esercizi vari proposti sul web, è sempre più facile andare in confusione e prendere lucciole per lanterne anche da parte dei  più accorti ed esperti in materia.

Il rischio è quello di rinunciare oppure di paciugare. Spesso si rinuncia, con un languido “ormai”  e badate bene non si rinuncia solo al piacere della montagna ma anche allo stare seduti correttamente e a tutte le indispensabili attenzioni posturali e successivamente anche agli esercizi e alle cure semplicemente perché in pratica si perde completamente la speranza di stare bene e quindi di potersi godere ancora la amata montagna.

Mi è capitato spesso in questi anni di lavoro di poter ridare la gioia di tornare serenamente in montagna a persone con severa lombalgia e lombosciatalgia oppure di consentire ai mountain bikers e agli amanti della montagna estremi di non dover rinunciare alla loro passione facendo regolarmente durante tutto l’anno dei trattamenti di agopuntura e coppettazione ed esercizi mirati di sostegno.

L’agopuntura, se fatta regolarmente, consente  grazie ad una attivazione della circolazione energetica e sanguigna in regione lombare di limitare grandemente la componente infiammatoria e consente ai tessuti anche degenerati e sofferenti come i dischi intervertebrali e le cartilagini delle faccette interapofisarie di essere maggiormente idratate, ovvero imbibite di liquido intra articolare e quindi di poter eliminare le componenti di catabolismo ovvero le tossine intracellulari e arricchirsi invece di componenti essenziali al suo funzionamento cellulare. Questo in nessun modo potrà eliminare un’ernia oppure far rientrare un disco protruso e neanche riuscirà a eliminare una grave discartrosi. La regione lombare però sarà meno pesante e più leggera, proprio grazie al miglioramento del microcircolo tessutale profondo e consentirà al paziente di iniziare ad eseguire gli esercizi e le attenzioni posturali indispensabili per la salute della schiena.

Perché la montagna è potenzialmente alleata del mal di schiena? ovvero nemica della salute della nostra schiena? La risposta è molto semplice: perché la pendenza è meccanicamente a sfavore della fisiologica e ben compensata lordosi lombare. L’atto di dover salire a piedi oppure con le ciaspole, oppure con gli gli sci ai piedi cosi come in bike porta il tratto lombare in automatica cifosi. In caso di discopatie lombari già esistenti oppure in caso di un instabilità lombare conclamata, un marcato dislivello, uno zaino troppo pesante, uno scarso allenamento muscolare mirato alle gambe, all’addome e alla schiena possono essere inesorabilmente sufficienti a scatenare una lombalgia oppure una lombosciatalgia acute.

Rinunciare alla montagna non è la risposta, prepararsi alla montagna è la risposta. Lo sci alpino è fra tutti gli sport di montagna quello meno vincolante per la regione lombare in quanto non esistono praticamente le salite ma solamente le discese, saranno le ginocchia ad essere le articolazioni maggiormente sollecitate dal peso e dal sovraccarico della velocità (non di meno servirà un lavoro specifico analogo di sostegno di queste fragili articolazioni). Lo sci di fondo e in particolare lo skating (dove l’extrarotazione delle anche limita fortemente la partecipazione dei muscoli addominali stabilizzatori)  presenta frequentemente anche su salite non troppo ripide, un discreto sforzo lombare per contrastare l’indesiderata possibilità di scivolata indietro legato alla totale assenza di presa sul terreno sia dello sci che dello scarpone, soprattutto nei principianti che dovranno stare attenti a non esagerare. Per lo sci da alpinismo cosi come per le ciaspole oppure la salita con semplice scarpone saranno i pesi dello zaino, il tipo di neve ( poco battuta, bagnata, fresca) e soprattutto il marcato  dislivello a cambiare completamente la difficoltà dello sforzo richiesto alla regione lombare.

Procedere per gradi e ascoltarsi è ovviamente un requisito fondamentale per affrontare percorsi sempre più impegnativi, ma conta soprattutto prepararsi in tempo utile con i giusti trattamenti antinfiammatori e di nutrimento tessutale se esistono delle problematiche ricorrenti e croniche (vedi quanto detto sopra) e, ovviamente, con il giusto allenamento individuale di correzione posturale e di rinforzo degli indispensabili muscoli addominali profondi, intervertebrali e delle cosce.

Per gli amanti della montagna è un ottima motivazione per mantenersi in forma e ben allenati indipendentemente dall’età anagrafica. Inutile dire che il vero montanaro, inteso colui che regolarmente e quasi quotidianamente sale in vetta è di solito il miglior rappresentante del soggetto allenato nel migliore dei modi la cui età anagrafica è spesso superiore a quella biologica e fisica ma non di meno con l’avanzare degli anni e alzando troppo l’asticella delle sue mete può incorrere in limiti fisici che possono facilmente essere superati senza dover rinunciare alla amata e insostituibile Signora Montagna.

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