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Patologie che toccano la sfera emotiva e psichica

Da tempo lavoro su pazienti definiti genericamente come “ansiosi”; tutti conoscono il significato di questa parola cosi come del suo alleato e capro espiatorio; il famigerato “stress”.

Recentemente ho potuto toccare quasi con mano una paziente nel suo vorticoso pensiero improduttivo durante un attacco d’ansia, é come essere in un mare in tempesta soli su una zattera.

Quello che ho potuto vedere è che il pensiero inteso come possibilità di vedere la realtà é completamente inaccessibile e obnubilato dalla confusione e da una sorta di accelerazione vorticosa interna, dove l’azione piu’ semplice diventa un ostacolo insormontabile, e il suo fallimento genera uno sconforto capace di nutrire il disagio profondo che si vive internamente.

Alle volte, anzi molto spesso, questi pazienti si sentono trattati con superficialità, “dai… rilassati”, “fai un bel respiro e vedrai che passa”… Non è cosi semplice quando la patologia, perché di patologia si tratta, prende il sopravvento. E’ molto forte anche il giudizio che questi soggetti ricevono dall’ambiente lavorativo  ” quella o quello è isterica o isterico”, oppure dalla famiglia, quando mariti e genitori non accettano di buon grado che i loro famigliari assumano psicofarmaci e valutazioni psichiatriche. Insomma insieme alla difficoltà del vissuto ansioso che aggredisce con la forza di un toro in corsa il malcapitato, esiste tutta la fatica dell’etichetta sociale senza parlare dell’ immancabile e severissimo giudizio e senso di fallimento nei confronti di se stessi.

Se per stare bene esiste la necessità di assumere dei farmaci, e questo non dovrebbe in nessun modo essere considerata una colpa, significa che il corpo è chimicamente squilibrato per eccesso o difetto di specifiche sostanze neuroattive endogene. Il problema, anche se ha una partenza squisitamente psicoemotiva, diventa fisico ne piu’ ne meno di altre patologie: si sente forse in colpa il diabetico nell’assumere l’insulina?

Di grande aiuto  e supporto per curare queste disarmonie interne, soprattutto se non ancora strutturate, è la medicina Spagyrica, definita l’erede della medicina Egizia, basata sulla capacità alchemica delle piante di trasformare e trasportare nell’uomo  Principi Archetipici e qualità che vanno dall’alto verso il basso dove per basso si intende il piano fisico come ultimo gradino, transitando dal piano mentale a quello emotivo; si parla di Fitopsichia .

Il concetto di Archetipo in Egizio si definisce Neter, i sette principali Neter sono associati ai 7 pianeti delle sequenza Caldaica; Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna a loro volta analoghi dei 7 centri energetici dell’uomo chiamati Chakra. Un mondo complesso e davvero affascinante questo, dove ogni pianta medicinale possiede quella che viene definita una segnatura planetaria e zodiacale in virtu’ delle sue specifiche informazioni Archetipiche.

Nei classici disturbi d’ansia possiamo intravedere un possibile squilibrio e disarmonia, tra Sole e Luna interni, dove il Sole collegato con il cuore rappresenta il nostro centro interiore e la capacità di guardare e  allargare  il nostro personale orizzonte senza la paura di perdersi ma con il piacere profondo di donarsi e la Luna invece  è collegata con il cervello e rappresenta la nostra capacità di riflettere ovvero di tradurre ogni nostra esperienza ed emozione in pensieri, sentimenti e comprensione interna.

Sono due archetipi complementari, uno maschile l’altro femminile, uno centrifugo l’altro centripeto il che significa che se uno aumenta l’altro si indebolisce e vice versa come lo yin e lo yang in medicina cinese. Servono entrambi questi aspetti complementari anzi serve un equilibrio complesso poliedrico dei 7 geni e delle corrette interferenze tra di loro, un fluido alternarsi delle diverse qualità e caratteristiche di ogni Archetipo.

Una Luna eccessiva ma soprattutto disarmonica e alterata non produce riflessione e pensieri ma continua in un incessante pensiero meccanico e improduttivo che non lascia spazio al Sole e a quello che viene anche definito insight. E’ come se se si disallineasse dal Sole, come se si dimenticasse che la sua luce riflessa é sempre quella del Sole. Questo spiegherebbe anche perché ansia e depressione vanno cosi spesso a braccetto. Il Sole é fonte di vitalità sempre. Spiegherebbe perché l’ombra di chi si sente depresso è cosi devastante e incombente e perché nonostante si possano avere affetti intorno a sé oppure situazioni favorevoli non si riesca a percepire la gratitudine e il senso della vita:  è come se la luce non arrivasse al nostro interno e l’orizzonte fosse perso. Trovo significativo che la vitamina D sia sempre piu’ spesso carente negli ansiosi e nei depressi; è il sole esterno a produrla fisicamente e naturalmente nel nostro corpo e per analogia è il sole interno a donare vitalità ed energia.

Ovviamente si tratta di una spiegazione molto riduttiva in quanto gli altri 5 astri influenzano l’intero organismo  e psichismo. In particolare Giove simbolo di coraggio, giustizia, espansione crescita sostiene il Sole, il Sole è suo figlio prediletto. La salute di Giove, del Sole e della Luna sono fortemente dipendenti da quella di Saturno con i quali ognuno di questi 3 astri é nuovamente legato in maniera complementare. In sintesi un Saturno eccessivo e patologico deprime sia il Sole, che il suo piu’ grande sostenitore Giove, oltre che la Luna rendendola incapace di trasformare l’emozione in pensiero maturo.

Si dice in medicina Spagyrica che Saturno in eccesso produce il quadro tipico della nostra società che potremo sintetizzare con una semplice parola: ipercontrollo; i genitori spazzaneve, i figli che non se ne vanno mai e che non volano fuori dal nido. La statistica e la sicurezza dei numeri che si sostituisce all’ascolto individuale del paziente in campo medico. In Spargyria questo ipercontrollo è definito Saturnismo. Molte patologie psichiche sono un esempio di saturnismo: i tipici quadri di anoressia, bulimia ne sono un esempio classico dove il controllo del proprio peso, delle calorie ingurgitate e poi eliminate prendono il sopravvento su tutto. Ogni comportamento maniacale può allo stesso modo considerarsi come un eccesso di fissazione e di organizzazione riconducibile ancora a Saturno.

Interessante come la medicina Spagyrica oggi  individui una disarmonia non solo nell’uomo ma nell’intera società, uno squilibrio al quale dovremo porre rimedio, con la giusta considerazione e individuazione del problema, con i farmaci necessari ma soprattutto con il tentativo di ripristinare un Equilibrio Energetico Superiore che non passa necessariamente dalla parola e dalla mente. Ecco che le pratiche di riequilibrio energetico di antiche discipline, come lo Yoga, la Meditazione,  il Taichi, il Qi gong, cosi come la giusta scelta e conoscenze dei rimedi fitoterapici e delle loro complesse tecniche di preparazione Spagyriche sono capaci non solo di riequilibrare il nostro interno ma di collegarci con l’armonia del Creato, inteso come l’origine e la somma degli Archetipi,  riconducendoci all’Uno e alla sua intrinseca e inesauribile Armonia.

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