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Sindrome da arto fantasma: la cura esiste!

Le informazioni contenute in questo sito non possono ASSOLUTAMENTE sostituire una visita o il parere forniti dal proprio medico o specialista, ne sostituire, modificare o affiancare eventuali terapie o cure in corso.
Termini e Condizioni

La sindrome da arto fantasma è la percezione fisica, molto spesso fastidiosa e dolorosa, di un segmento del corpo in seguito ad amputazione dello stesso.

Per lunghissimi anni in occidente i pazienti affetti da questa patologia, in particolare i reduci di guerra, sono stati considerati visionari e trattati con dosi massicce di farmaci antidepressivi e antipsicotici.

La triste ma reale somma algebrica era: alterazione della realtà uguale disturbo della personalità.

Sono dovuti passare anni, e descrizioni lucide e dettagliate  da parte degli sfortunati pazienti, prima di ammettere che una base scientifica all’origine di questo disturbo potesse esistere.

Ecco che oggi la cosa si spiega  con la presenza  nel cervello di uno  schema rappresentate l’intero corpo che non si modifica dopo l’avvenuta amputazione.

E’ come se  i nervi recisi andassero in tilt e continuassero a mandare  informazioni  in salita sul segmento amputato. Il più delle volte non si tratta solo della sensazione di avere ancora il segmento, ma di sensazioni esasperate (che in neurologia vengono descritte come disestesie) e che di solito sono la conseguenza di una nevralgia o infiammazione del nervo colpito.

Prurito, freddo, caldo, dita accavallate, dolore, sono di solito sensazioni sgradevoli ma soprattutto che non danno tregua. In un certo senso è come se il cervello fosse sopraffatto e invaso da queste informazioni fasulle in entrata. Non esiste farmaco  in grado di dare  sollievo a questo disturbo in modo permanente e soddisfacente. Meglio sarebbe dire che purtroppo sono moltissimi  i farmaci utilizzati in questo campo in modo del tutto sperimentale. La Marihuana è fra le sostanze più utilizzate, anche se in molti casi la dipendenza e le dosi inevitabilmente aumentano col tempo.

Anche in questo caso i medici le tentano tutte, pur consapevoli dei danni secondari di molte sostanze farmacologiche, e ancora  nessuno pensa al possibile utilizzo dell’agopuntura. Sono andata a cercare su Pubmed e sono in effetti pochi e poco significativi i lavori scientifici proposti a favore dell’utilizzo dell’agopuntura nella sindrome dell’arto fantasma (come per moltissimi altri disturbi, d’altronde).

Io stessa, fino a qualche mese fa, non avevo mai avuto modo di trattare nessun paziente affetto da questa patologia. Cionostante, quando un paziente mi ha chiesto telefonicamente se poteva funzionare, in modo impulsivo e senza avere dubbi ho risposto in modo affermativo. Questi anni di lavoro con la sola agopuntura mi hanno permesso di percepire, anche se talora in modo del tutto istintivo, le possibilità terapeutiche di questa antica disciplina.

Sul dolore in genere, e in particolare sul dolore nevralgico, l’applicazione dell’agopuntura è potentemente antalgica ed efficace; perché non dovrebbe esserlo anche sull’arto fantasma? Presa da entusiasmo ho subito telefonato al mio maestro, il Dott. Picozzi, che si occupa di agopuntura da oltre 20 anni ed è forse l’agopuntore Italiano  con più alta casistica di pazienti trattati. Anche lui mi ha detto di non avere mai trattato pazienti amputati e che ricordava solo il caso di un paziente, all’inizio della sua carriera, che per giunta si era sottoposto a pochissimi trattamenti.

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