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16/06/09
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L’inadeguatezza del metodo scientifico

Le informazioni contenute in questo sito non possono ASSOLUTAMENTE sostituire una visita o il parere forniti dal proprio medico o specialista, ne sostituire, modificare o affiancare eventuali terapie o cure in corso.
Termini e Condizioni

E’ da anni ormai che le medicine alternative vengono screditate per presunta insufficienza di prove scientifiche.

Dal recente convegno Medicina occidentale e medicina cinese a confronto, svoltosi mercoledì 10 giugno all’ospedale Sacco di Milano, emerge un primo dato confortante; non vi è da parte di tutti i medici convenzionali ostilità nei confronti delle medicine alternative ma estrema mancanza di conoscenza e confusione.

Su una cosa siamo giunti a concordare, seppur con fatica; non è possibile applicare le regole dell'”evidence based medicine” alla medicina non convenzionale.

Infatti i lavori attesi su ogni principio attivo o su ogni agopunto per convalidarne l’efficacia  non sono realizzabili perchè la medicina cinese, come molte altre medicine non convenzionali, non parte dalla molecola o dal punto da trattare ma dall’individualità e dalla specificità di ogni singolo paziente, per non parlare dei diversi metodi per arrivare alla stessa azione.

Lo stesso statista e inventore delle basi della “Medicina dell’evidenza” oggi, ad anni di distanza, ne coglie e ne denuncia i limiti, spiegando come si sia persa la persona a favore del rimedio.

 

In effetti la maggior parte delle ricerche sovvenzionate dalle case farmaceutiche è volta al dimostrare l’efficacia di una molecola nei confronti di un sintomo o di un segno. Ecco che compaiono lavori scientifici su un numero elevatissimo di soggetti ma tutti diversi tra loro anzi, oserei dire diametralmente diversi tra loro.

Possiamo paragonare un uomo di 50 anni, 120 chili con ipertensione arteriosa, diabete mellito  e ipercolesterolemia con una donna di 80 anni, 40 chili con ipertensione arteriosa in esiti di infarto del miocardio e segni di insufficienza renale?

Lo stesso farmaco per entrambi non è comunque la stessa cosa, su questo siamo tutti d’accordo.

Purtroppo al vertice dei comitati etici e dei vari comitati scientifici che si riuniscono magari con buona volontà, ci sono medici la cui formazione non rende possibile l’accettazione di un nuovo modello da seguire, ed ecco che tutti i lavori anche validi non avranno mai i requisiti giusti.

Solo delegando agli esperti nei vari settori la creazione di un nuovo modello e metodo scientifico alternativo, sarà possibile far partire dei lavori ad ampia scala che potranno finalmente dimostrare in modo inequivocabile l’efficacia delle cure alternative.

Alle porte del 2010 sono davvero molti gli scienziati che sono arrivati a pensare che serva una svolta nel  metodo scientifico; non si parla più di biologia d’organo o molecolare ma di biologia di sistema.

Manca ancora però da parte dei più, la reale volontà di procedere in questa nuova direzione.

Forse un giorno, quando veramente l’economia non saprà più come fronteggiare le sempre più elevate spese sanitarie, tireremo fuori il coniglio dal cappello.

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