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Sempre più a rischio il cuore delle donne

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Termini e Condizioni

Sembra in notevole aumento il rischio cardiovascolare nella popolazione femminile. Dalle statistiche rese note dalla Unità di Cardiologia del Policlinico di Modena, emerge che i decessi femminili per cause cardiovascolari superano il 54%.

Anche per le donne quindi e non solo per gli uomini, sono molto più elevate le morti per patologie cardiovascolari di quanto non siano quelle dovute a patologie tumorali.

Le motivazioni di questo aumentato rischio cardiovascolare in gonnella e quindi di una  temibile quanto probabile futura riduzione della risaputa longevità femminile possono essere multiple.

Ma vale la pena di pensare alle diverse possibilità; certamente lo stress da lavoro è da tenere in considerazione, ricordo che oggigiorno una donna con figli che lavora e non possiede sufficiente reddito per permettersi aiuti domestici e “tate” varie, è sottoposta ad un’accelerazione e uno stress davvero non indifferenti e così anche le nonne, che oggi sono super nonne! Devono badare ai nipotini per molte ore al giorno oltre alla casa e alla spesa, e molto spesso anche stirare e cucinare per i figli oltre che per loro.

In Francia e in molti paesi Europei esistono molti servizi aziendali e non, in grado di offrire alle donne ma anche agli uomini che lavorano, delle facilitazioni nella gestione della prole.  Per esempio esiste la “multitata”: i bambini del condominio non ancora in età scolare vengono seguiti dalla stessa tata senza difficoltà  riducendo enormemente il costo dell’accudimento; in Italia ovviamente è una cosa impensabile.

E’ in aumentato la percentuale di donne fumatrici ma vorrei far notare che anche se si parla sempre e solo di fumo di sigarette lo smog nei centri urbani e limitrofi sono un fattore da prendere in considerazione. Certamente è ridotto il tempo per se stessi e quindi anche il tempo da dedicare all’attività motoria e se aumenta lo stress di solito peggiorano anche le abitudini alimentari volte anche alla praticità nella preparazione dei pasti.

Infine non sottovaluterei, anche se non se ne parla affatto, l’utilizzo a largo spettro degli anticoncezionali in età fertile per minimo 10-15 anni per poi passare all’irrinunciabile ormonoterapia in menopausa; questi farmaci, come tutti sanno, aumentano il rischio cardiovascolare.

Ritengo che questo metodo anticoncezionale rappresenti una benedizione in gioventù quando l’attività sessuale deve essere come giusto naturalmente fervida e spensierata e soprattutto deve formarsi con serenità. Ma a parte questo periodo della vita, la pillola ormai superata dal cerotto e dall’anello vaginale, non sono affatto l’unico metodo contraccettivo.

Innanzitutto l’odiato preservativo è in realtà più sicuro in caso di promiscuità sessuale e infine quando una coppia è ben consolidata, non vedo perchè la contraccezione debba essere solo a carico della donna; comodo certo,  ma vorrei ricordare che si tratta di un farmaco, anche se rispetto ad una volta il dosaggio ormonale è bassissimo.

Inoltre le caratteristiche del ciclo sono nella Medicina Cinese dei chiari segni indicatori del nostro stato di salute e del nostro tipo di costituzione. Infine mettere in panchina per così tanti anni gli organi di riproduzione e poi pretendere che al momento giusto siano in grado di giocare la partita che ci attendiamo, portando l’atteso goal di una gravidanza mi sembra poco probabile.

In conclusione i fattori possono essere molteplici ma vale la pena di modificare per quanto possibile le comuni abitudini comportamentali al fine di migliorre la qualità della vita e preservare la salute delle donne e ovviamente del futuro della nostra razza.

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