Perchè l’agopuntura fa tanta paura?
17/01/09
Meglio cambiare no?
21/01/09
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Essere profondamente superficiali

Le informazioni contenute in questo sito non possono ASSOLUTAMENTE sostituire una visita o il parere forniti dal proprio medico o specialista, ne sostituire, modificare o affiancare eventuali terapie o cure in corso.
Termini e Condizioni

Alcune volte capita di incrociare  persone di grande valore e  non accorgerci minimamente della loro presenza; sono a fianco a noi e non li notiamo neanche.

Ci si aspetta che un maestro di agopuntura degno di questo nome abbia gli occhi a mandorla, una bella barba bianca e dispensi perle di saggezza a destra e a manca, mantenendo un tono e un atteggiamento di sempiterna moderazione e pacatezza. Ma l’apparenza spesso inganna.

Tutti sanno che anticamente, molti maestri si celavano  dietro comportamenti o sembianze atipiche, ma soprattutto non parlavano molto e non davano molte spiegazioni filosofiche,  per lo più facevano praticare moltissimo anche cose che apparentemente non sembravano essere collegate. La comprensione arrivava con la pratica da dentro, per insight. Vi ricordate il simpatico film Karate Kid… “dai la cera, togli la cera” avete presente?

Sembrava il più superficiale dei docenti del corso di agopuntura. Quello che se la tirava di meno da guru e che a molte domande rispondeva semplicemente “non so esattamente spiegare come e perchè, le possibilità possono essere molteplici, ma secondo la mia esperienza questo sistema funziona molto bene”.

Quello che, ridendo e scherzando, ti dava sempre una risposta pratica alle domande e non una serie di filosofiche spiegazioni inconcludenti ma intellettualmente soddisfacenti.

Quello che alla fine del primo anno di corso, dava il consiglio profondamente superficiale di iniziare a pungere anche se non era ancora conseguita una completa capacità di ricordare i singoli punti e la loro azione, “praticate lo stesso e magari andate a sfogliare il libro di nascosto” .

 

Ci ero cascata anche io, non avevo capito che questa apparente superficialità nascondeva uno spessore  e una visione d’insieme estremamente profonda, data da una maturata esperienza di anni di fervida e seria attività sul campo.

Anche se non capivo ancora, io l’ho seguito quel consiglio, assolutamente non condiviso dalla maggioranza della classe che ancora oggi dopo anni dal conseguimento del diploma finale e il soggiorno in Cina, tratta con l’agopuntura i loro parenti e al massimo 5-10 pazienti  alla settimana nel tempo libero dalla loro attività di base.

Alla fine del primo anno di corso di agopuntura ho chiesto il part time e alla fine del quarto anno di corso il licenziamento dalla struttura pubblica dove lavoravo. Adesso lavoro solo con l’agopuntura e la medicina cinese e posso dedicarmi interamente alla pratica e allo studio di questa disciplina, senza comunque rinnegare le conoscenze acquisite dalla nostra medicina in campo generale, fisiatrico e chinesiologico.

Se doveste scegliere un chirurgo scegliereste uno che opera nel tempo libero o uno che opera dalla mattina alla sera?

Il Dott. Giulio Picozzi studia e pratica l’agopuntura  da oltre 25 anni, la sua esperienza come agopuntore, data appunto dall’attività professsionale interamente dedicata, è talmente estesa che non è paragonabile a quella di nessun altro agopuntore Italiano che io conosca.  Solo all’estero è facile trovare medici il cui lavoro è totalmente dedicato all’agopuntura e alle medicine non convenzionali.

Inoltre anche se docente di agopuntura da non so quanti anni, continua a frequentare corsi di approfondimento all’estero arricchendo continuamente la sua pratica, ormai andata oltre gli schemi canonici di agopuntura classica, ma decisamente efficace nel trattamento sia del dolore, che di molte patologie.

Un grazie quindi, un grazie di cuore, per avermi indicato la strada da seguire. Per avermi condotta  a quella    semplicità che ti permette di sbrogliare le matasse anche più intricate, partendo semplicemente da quello che è più grossolano per poi raffinare solo in seconda e terza istanza.

Ecco da dove viene il nome di questo blog; Uno Due Tre: sono tre passaggi fondamentali, una meravigliosa sintesi, non solo di un metodo terapeutico, ma anche di un modo di affrontare la vita; con serietà e impegno ma anche con estrema  leggerezza.

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