Il momento della giuggiola
Quello tra fine settembre e inizio ottobre è il momento migliore per trovare le giuggiole. Una volta usate come cibo per i maiali oggi dalle nostre parti ormai nessuno le usa e le cerca più. Ma le giuggiole si possono trovare nei nostri comuni mercati regionali e dai fruttivendoli.
In cina si possono comprare a ogni angolo di strada dentro a dei cesti posti sul pavimento, oppure messe su uno stecchino e passate nel carmello…una delizia.
Sono comode da mangiare perchè non sono delicate e la loro dimensione consente di consumarle come noccioline o come cioccolatini senza alcuna difficoltà di trasporto ne di ingombro. Un ottimo e salutare snack, anche se da noi non più a buon mercato come ci si attenderebbe!
Possono essere consumate ancora un pò verdi e i loro sapore è più acido e simile alla mela, se si aspetta diventano scure e più dolci, infine come le mele non marciscono ma si raggrinzano. I cinesi le mangiano anche secche ed è facile trovarle in enormi sacchetti nei supermercati orientali.
Questo piccolo frutto dimenticato è considerato uno dei pochi alimenti in grado di nutrire lo yin. Infatti la componente yin intesa come quella liquida ovvero dei liquidi corporei più interni, come il sangue e linfa, una volta consumata non si rigenera facilmente e soprattutto non è sufficiente idratarsi, anche se resta importantissimo, con liquidi e acqua.
Un frutto utile non solo alle donne che maggiormente soffrono di deficit dello yin e del sangue ma anche per molti uomini magari forti consumatori di caffè, per esempio.
Un’altra notizia importante è che il frutto della Giuggiola chiamato anche Ziziphus jujube e Fructus Jujubae in latino e Da zao in pin yin viene da milleni inserito in numerosissime ricette fitoterapiche cinesi; citiamo la sua presenza in 43 ricette prese dal testo Essentials from the golden Cabinet e 40 dal testo Discussion on Cold Damage.
Dall’antico testo “Divine Husbandman’s” di materia medica si dice che la giuggiola “tratta il qi perverso nel cuore e nell’addome, calma il centro, nutre la milza, assiste i 12 canali, quieta il qi di stomaco, libera i 9 orifizi, supplementa il qi e i liquidi corporei quando insufficienti, tratta la paura e la pesantezza nei lombi e modera le altre erbe.”
La ricetta più semplice e più conosciuta è Gan Mai Da Zao Tang e viene usata per alleviare stati ansiosi viscerali in associazione ad altre ricette che trattano la costituzione del paziente.
Il mio consiglio è quello di inserire nuovamente le giuggiole nelle nostre abitudini alimentari se possibile evitando la speculazione dei fruttivendoli. La giuggiola è un cibo povero e semplice ma estremamente ricco e nutriente che rischia di andare perso e dimenticato.
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La ricetta in fitoterapia cinese: un’antica arte ancora attuale
In questi giorni di festa ho potuto stare ai fornelli e pensare come una ricetta possa, se adeguatamente equilibrata, esaltare un sapore piuttosto che un altro, rendere un piatto indigesto piuttosto che digeribile e come ogni dettaglio e dosaggio degli diversi ingredienti sia semplicemente fondamentale. La ricetta è qualcosa di unico.
Nella fitoterapia cinese si usano proprio delle ricette. Provengono da antichi manoscritti inediti, fra i testi tramandati troviamo il famoso Shang Han Lun tradotto nel testo Discussion on Cold and Damage finito di scrivere nel 265 a.d e stampato e reso pubblico nel 1065 a.d e completato con il famoso testo Essenzial Formulas of the Golden Cabinet pubblicato l’anno successivo.
Questi testi antichi sono considerati i classici della fitoterapia cinese e contengono migliaia di formule e ricette, le più vecchie presumibilmente create per le varie famiglie imperiali e provate e testate su innumerevoli contadini fino a farle diventare perfettamente equilibrate e moderate.
La pensata è proprio la stessa della ricetta culinaria, lo stesso ingrediente di base associato ad altri ingredienti ne può potenziare o moderare gli effetti.
Un singolo rimedio sotto dosato può non arrivare ad ottenere effetti terapeutici significativi, d’altro canto se sopra dosato può arrivare ad essere potenzialmente tossico o evidenziare oltre agli effetti terapeutici contemporanei effetti collaterali.
Un insieme di rimedi invece consente di poter usare dosaggi terapeutici sufficientemente alti riducendo al minimo gli effetti tossici e collaterali. La capacità di mischiare i diversi rimedi realizzando una ricetta equilibrata è un’arte esattamente come lo è mischiare i sapori in cucina; pensate alla monotonia e alla scarsa attrattiva di un cibo basato su un singolo ingrediente; è più facile saziarsi e stufarsi velocemente. Continua a leggere



