tendinopatie

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Correzione posturale: i dolori professionali, un caso di dolore da pianista.

Catherine Bellwald Correzione posturale: i dolori professionali, un caso di dolore da pianista.Recentemente mi è capitato il caso di un  giovane pianista professionista che lamentava dolore alle braccia e ai polsi. La sua attività professionale di strumentista richiedeva alle dita ma soprattutto ai polsi un continuo e intenso lavoro fisico e quindi una predisposizione alla possibile insorgenza di tendinopatie inserzionali.

I muscoli sia flessori che estensori del polso e delle dita  si possono contrarre in modo eccessivo producendo uno stato infiammatorio che viaggia lungo le fasce muscolari per raggiungere e di solito focalizzarsi sui tendini dei rispettivi muscoli in particolare sulla porzione più distale e ovvero quella parte che, inserendosi sull’osso, ne promuove e imprime il movimento.

A parte i trattamenti di miofibrolisi e di agopuntura che hanno velocemente contenuto il dolore localizzato sull’epitroclea e sull’epicondilo, peraltro ancora molto lievi e di recente insorgenza, ho considerato che la cosa più importante per questo paziente così giovane e nel pieno della sua carriera professionale fosse non tanto trattare l’infiammazione generatasi ma soprattutto evitare che nel futuro si generasse nuovamente.

Ecco che ho iniziato a dargli esercizi per il collo, le spalle, i gomiti e ovviamente mani e  dita, esercizi in realtà molto semplici di allungamento muscolare e di elasticità articolare atti a contrastare la continua tensione e accorciamento muscolare delle diverse aree. Esercizi di massaggio dei ventri muscolari e delle inserzioni tendinee più sollecitate meccanicamente.

Un’educazione all’auto-trattamento che ha trovato un buon consenso e riscontro nel giovane musicista che in realtà, essendo spesso in tournée, possedeva già un adeguato e sano senso di responsabilità nei confronti della propria salute fisica. Una mentalità che purtroppo è spesso totalmente assente nei pazienti delle generazioni precedenti ma che ancora oggi non è superata. In passato infatti  il sacrificio al lavoro richiedeva una sorta di pedaggio talora anche molto salato al quale difficilmente si cercava di porre contrasto se non quando ormai il danno era diventato irrimediabile.

La medicina del lavoro oggi affronta queste problematiche ma ancora molto deve essere fatto in ogni specifico campo professionale per limitare al massimo i possibili danni fisici e psichici collegati alle diverse attività da quelle apparentemente più pesanti a quelle più leggere. E’ necessario più che mai non solo calcolare i rischi di ogni singolo lavoratore ma far crescere una conoscenza allargata e un’autocoscienza di quanto individualmente si possa fare sin dall’inizio per prevenire i possibili effetti negativi della sua specifica professione.

 

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Per la discopatia non c’è solo l’ortopedia!

Catherine Bellwald Per la discopatia non cè solo lortopedia!Recentemente, parlando del più e del meno con una giovane donna incontrata in piscina, dove cerco di andare a nuotare per mantenermi in movimento e rinfrescarmi allo stesso tempo, siamo arrivati a parlare dei suoi dolori cervicali.

Mi ha  meravigliato come questa persona, quando le ho suggerito di provare con l’agopuntura, mi abbia risposto convinta:” ma io ho delle protrusioni discali!” e poi ha aggiunto “ma l’agopuntura non agisce solamente come panacea contro il dolore?”

Questa è una idea divulgata comunemente, l’unica cosa per la quale viene riconosciuta l’agopuntrura; per la sua azione anestetica o antidolorifica. La conclusione è quindi che usarla quando esiste un problema fisico non ha senso!  Questo è un errore grossolano sia di valutazione della causa del dolore, che della possibilità di curarlo.

Il primo grande errore sta nel considerare il dolore come il frutto diretto della patologia riscontrata dagli esami strumentali; discopatia, artrosi, tendinite, trauma pregresso. Certo, queste problematiche non vanno negate anzi, possono essere  la causa primaria del disturbo doloroso ma il ragionamento non deve fermarsi qui.

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sport che passione

Catherine Bellwald sport che passioneMolti frequentatori del mio studio medico sono sportivi, sportivi appassionati direi… insomma  soggetti così appassionati da sottoporre il proprio corpo ad una  dura disciplina fisica, ore e ore di allenamento.

Talora succede che i microtraumi ripetuti possano generare, nelle strutture tendinee più sotto stress, importanti quadri infiammatori cronici fino ad arrivare a vere e proprie lesioni.

In questi casi non sono più sufficienti il riposo, l’applicazione di pomate locali con massaggi, esercizi di allungamento o un lavoro muscolare progressivo: occorre curarsi, e farlo nel modo più naturale possibile, ossia assumendo sostanze con i minori effetti tossici.

In Omeopatia  è possibile trarre giovamento dall’Arnica Montana ma anche dal Rhus Toxicodendron per il suo tropismo per le strutture tendinomuscolari.

L’Agopuntura può migliorare l’irrorazione di sangue e di energia locale bloccata dal micro o macrotrauma in modo molto più mirato e specifico rispetto alle terapie di calore esogene, comunque utili come ultrasuono e laser.

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