Articoli a proposito di ‘stress’

Regolare la funzione della tiroide in modo naturale

25/11/10

Catherine Bellwald Regolare la funzione della tiroide in modo naturaleLe disfunzioni tiroidee sia in ipofunzionamento che in iperfunzionamento sono in aumento negli ultimi anni.

La Tiroide come tutti sanno funziona come gli organi sessuali ovvero secerne ormoni sotto l’influenza  dell‘asse ipotalamo ipofisario con una serie di meccanismi di controllo a feed back negativo.

Che vuol dire? Il capo ( l’ipotalamo) ordina al suo vice (l’ipofisi), di dare ordini al suo direttore di produzione (l’ipofisi), di far lavorare i suoi operai (cellule tiroidee), per produrre un gel lubrificante a base di iodio. Una volta prodotto la sua presenza arresta il sistema di richiesta.

La presenza del gel (ormoni tiroidei) facilita la velocità della nostra macchina riducendo l’attrito degli ingranaggi, se il gel è troppo la macchina rischia di accelerare senza controllo se è troppo poco si ingrippa e rallenta ben al di sotto del suo potenziale di motore!

La regolazione esatta della quantità di ormoni prodotti e presenti in circolo è per la nostra macchina corpo, di fondamentale importanza. Tutti sanno che un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei determina sovrappeso, temperatura basale inferiore alla norma, facile affaticabilità e anche apatia e depressione del tono dell’umore, fino al mixedema pretibiale. Una sua eccessiva produzione e concentrazione ematica è responsabile di tachicardia, dimagramento eccessivo e fino ai quadri di esoftalmo. Questo non significa che tutti i soggetti grassi e depressi soffrono di ipotiroidismo  e tutti i pazienti magri e nervosi di ipertensione!

Gli ormoni tiroidei gestiscono il metabolismo e di conseguenza la temperatura corporea e il sistema catabolismo-anabolismo, ma la cosa non è così semplice. Le interferenze con questi sistemi sono molteplici: gli ormoni sessuali, il cortisolo, il glucagone e l’insulina. Infine la leptina che è un ormone di recente scoperta sembra poter agire direttamente sulla tiroide e sulla produzione di ormoni tiroidei superando e il feed back negativo ipotalamo ipofisario. Ogni ormone poi a sua volta varia con il variare di numerose altri ormoni e il network bioumorale si rende molto più complesso di quanto non si possa immaginare.

E’inoltre noto che le disfunzioni della tiroide sono più frequenti in menopausa e durante la gravidanza, questo legame tra funzione ormonale tiroidea e funzione ormonale riproduttiva sembra proprio sottolineare l’interferenza e l’interfaccia funzionale di questi ormoni. Anche la libido può modificarsi in corso di disfunzioni della tiroide .

Ricordiamo che alcune sostanze farmacologiche come il litio, l’ interferone, l’amiodarone, i mezzi di contrasto , ma anche conservanti oltre che alcuni saponi e dentifrici contenenti triclosan possono ridurre la funzionalità della tiroide. Molto rumore per niente fu data anche alla soia a questo proposito ma lavori scientifici hanno dimostrato che la soia non è dannosa per la tiroide neanche dei piccoli.

L’assunzione regolare di iodio con l’alimentazione è indispensabile per garantire la funzionalità della tiroide  proprio perché gli ormoni tiroidei contengono Iodio ed è necessaria una assunzione orale giornaliera pari a 150 mcg, dosi minime (pari o inferiori a 50mcg/die) prolungate nel tempo producono ipotiroimo e dosi elevate pari o superiori a 1000 mcg/die prolungate nel tempo producono ipertiroidismo.  Dal 2005 sono stati introdotti in Italia il sale iodato e l’aggiunta di iodio all’acqua potabile per limitare l’ipotiroidismo endemico, sempre per questo motivo si raccomanda l’utilizzo di pesce, alghe, noci di cocco nelle diete a basso contenuto di iodio.

Altri fattori noti per la capacità di modificare la funzionalità tiroidea sono  la temperatura e lo stress. In particolare se la temperatura si abbassa e se aumenta il livello di stress viene aumentata la produzione di ormoni tiroidei. A questo proposito il mantenere costante la temperatura attraverso ambienti riscaldati e climatizzati facilita il rallentamento e in un certo senso il torpore del meccanismo tiroideo. Vice versa una condizione permanente di stress sul luogo di lavoro o in casa produce una iperstimolazione tiroidea che inizia con un aumento del FSH.

Non uscire mai di casa o dal proprio ufficio e vivere intere giornate al chiuso senza vedere la luce naturale in atmosfere viziate a temperatura costantemente medio alta è di per sé causa di possibili alterazioni bioumorali. In effetti i bambini si portano fuori al parco almeno un’oretta al giorno e così per i cani. Ma chi pensa agli  uomini? No; loro devono lavare e basta! Ecco che praticare sport o attività aerobica all’aria aperta anche in inverno ovviamente se abbigliati in modo congruo consente di stimolare in modo naturale  questo misterioso e sofisticato organo.

Non è un caso se negli allevamenti intensivi di bestiame la temperatura è mantenuta  sistematicamente e costantemente invariata, per far ingrassare le bestie e rallentando il loro metabolismo basale e tutte le reazioni enzimatiche del complesso network biochimico del corpo. Quindi se potete almeno nei giorni festivi evitate di  rimanere costantemente blindati in casa con il riscaldamento a paletta!

Limitare lo stress è certamente la parola d’ordine di questo secolo ma non solo per la tiroide oggi tutti gli scienziati sono d’accordo nell’affermare che questa condizione se mantenuta a lungo può essere la causa principale di numerosi disturbi e patologie fra cui anche la possibile formazione di noduli tiroidei come risposta alla ipersollecitazione mediata dall’aumento del  TSH.

Le patologie autoimmuni sono un discorso a parte ma spesso colpiscono la tiroide un esempio è dato dalla  tiroidite di Hashimoto. Per alcuni studiosi le patologie autoimmuni sono considerate  il risultato di una sollecitazione  eccessiva del sistema immunitario, paragonabile a un poliziotto  psichicamente squilibrato capace di sparare con il mitra su chiunque usi il clacson per strada…insomma  non più un controllo contro la malavita ma un autentico pericolo latente pronto a scatenarsi.

L’utilizzo dei vaccini così come la continua irritazione dell’intestino sede della maggior parte della risposta immunitaria sono per alcuni la possibile causa di queste sempre più frequenti irritazioni del sistema immunitario che al posto di difenderci contro agenti esterni e alterazioni cancerogene attacca i propri  tessuti sani non riconoscendoli come tali.

Mantenere un assetto ormonale equilibrato è cosa molto complessa e il risultato di un network biochimico ancora sconosciuto, non basta sostituire l’ormone tiroideo mancante  o ipoprodotto o impedire farmacologicamente la sua attivazione per  risolvere il problema. La terapia non è sufficiente a ripristinare i delicati rapporti esistenti tra i diversi assetti ormonali e tanto meno a risolverne le cause di squilibrio.

Lo stile di vita, la dieta sono fondamentali così come la capacità di limitare lo stress sia cercando un atmosfera di lavoro e famigliare in sintonia con la nostra natura, che uscendo il più possibile  all’aria aperta, o praticando sport e possibilmente anche discipline orientali come lo yoga, il taichi, il chi gong, la meditazione  e molte altre.

L’agopuntura può  essere considerata un valido strumento per il ripristino di un equilibrio interno, perché non lavora  su un singolo ormone in modo diretto o chimico ma su l’intero assetto e network biochimico in modo indiretto. Infine numerosi fitoterapici possono essere utili per regolarizzare la funzionalità tiroidea, soprattutto nei casi di disfunzione subclinica.

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Sesso e stress non vanno insieme!

6/8/10

Catherine Bellwald Sesso e stress non vanno insieme!E già, lo sanno tutti gli uomini: avere pensieri per la testa può rendere difficile, se non impossibile, avere rapporti sessuali soddisfacenti. Per le donne è uguale: i pensieri riducono il desiderio e uccidono il piacere.

La cosa che non tutti sanno è che questa dissociazione tra sesso e stress si fonda su basi biochimiche oltre che squisitamente pratiche.

Lo stress incrementa  la produzione del cortisolo da parte del surrene; questo ormone determina una riduzione della produzione di testoterone. Inoltre, a lungo andare, produce una aumento della massa grassa e quindi nuovamente una riduzione del testoterone che viene sequestrato dagli adipociti e trasformato in estrogeno.

Il cortisolo è responsabile anche di una riduzione della massa magra, ovvero della quantità di muscolo, quindi anche della forza e della resistenza complessiva. Infine la ridotta attività sessuale generata dal ridotto desiderio o paura del fallimento abbassa ulteriormente la concentrazione e produzione di testoterone creando un classico  circolo vizioso.

La quantità di testosterone invece è sostenuta e  sostiene a sua volta un buon trofismo muscolare, facilita l’attività fisica, oltre a sostenere una sana e regolare attività sessuale e promuovere il relativo desiderio, fattori questi validi sia per gli uomini che per le donne.

Ma, come per tutto quello che che è biologico, il segreto sta nell’equilibrio tra queste due sostanze ormonali; cortisolo e testoterone. E’ impossibile alterare artificialmente una delle due senza interferire su tale equilibrio in senso negativo, generando  possibili scompigli ormonali anche gravi. Il cortisolo è necessario al corpo e consente il recupero dopo una intensa attività oltre che garantire la presenza di energia agli organi vitali.

L’equilibrio biochimico  di questi due ormoni, come di molti altri, è un delicatissimo e complicato meccanismo sul quale è difficile agire chimicamente dall’esterno. Quello che invece abbiamo compreso è che, modificando alcuni stili di vita, è possibile bilanciarlo e normalizzarlo in modo anche importante e senza rischi per la salute.

Il primo possibile accorgimento  parte da una corretta alimentazione. E’ risaputo infatti che digiuni prolungati, come l’abitudine molto frequente di saltare la prima colazione, aumentano il cortisolo. Eccedere nell’assunzione di alcolici è un altro modo per aumentare il cortisolo e certamente tutti gli uomini sapranno che non facilita affatto la prestazione sessuale. Le diete estreme prive di carboidrati sono infine un altro modo di  aumentare la produzione di cortisolo.

Dal punto di vista fisico, sforzi fisici severi o troppo prolungati sono infine un ulteriore sistema per aumentare il cortisolo e lo stesso vale per tensioni emotive collegate all’ansia da prestazione e ad importanti responsabilità in senso lato.

(continua…)

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Il coraggio dove si compra?

14/3/10

Catherine Bellwald Il coraggio dove si compra?Il coraggio non si compra,  e se si comprasse sono sicura che sarebbe esaurito, vista l’elevata richiesta del prodotto! E’ la domanda di una mia paziente e affezionata lettrice questa, e la risposta è degna di  essere pubblica.

Il coraggio per i cinesi è collegato al viscere straodinario vescica biliare, ancora oggi in cina per dire che uno possiede coraggio si dice che ha una grande vescica biliare. Mentre da noi si dice aver fegato. Possiamo dedurre che questi due organi siano importanti nella gestione del coraggio.

Ma in sostanza cosa è il coraggio? Non è un emozione ma una capacità. In particolare corrisponde alla capacità  di prendere una decisione finale e quindi di poter agire. Chi non riesce a prendere una decisione resta continuamente nel timore di sbagliare e spesso non si muove o si muove goffamente per esasperazione e non per decisione.

Chi soffre di mancanza di coraggio vive un profondo senso di disagio e di inadeguatezza proprio perchè percepisce per l’appunto una sorta di incapacità di realizzare e di incompiutezza.

La mancanza di coraggio per i cinesi è considerato una patologia specifica che coinvolge cuore e vescica biliare, che risultano carenti ovvero con insufficiente energia e forza. Si nasce così potremmo chiederci, forse esiste una predisposizione costituzionale ma è possibile che questa carenza sia anche il frutto di esperienze emotive presumibilmente traumatiche. (continua…)

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Quando il bambino non ti fa dormire….

1/12/09

Catherine Bellwald Quando il bambino non ti fa dormire....Recentemente mi è capitato un caso di una giovane mamma che non dorme da oltre 2 anni e mezzo, da quando la sua piccola creatura è venuta al mondo. Da sempre il suo bambino ha presentato risvegli frequenti notturni, impedendole un sonno che superi i 40 minuti. La sua notte è quindi fatta da piccole pause di sonno che non raggiungono mai l’ora piena!

Questo problema sembra molto diffuso, entro i due anni di età l’ incidenza dell’insonnia è circa del 20-30%. Quello che è interessante è che l’Italia sembra soffrire maggiormente di questo problema rispetto agli USA e al resto dell’Europa.

E’ possibile che il senso di dovere e le attenzioni materne italiane siano più radicate culturalmente in questa nazione ma forse è anche dovuto al fatto che in Italia la madre è decisamente meno sostenuta da servizi e aiuti esterni. E’ in un certo modo totifacente: mamma, moglie, casalinga, donna al lavoro.

Di  solito l’unico aiuto valido sono le nonne alle quali certo non puoi chiedere di più. Inoltre succede spesso nel mondo del lavoro che una neo mammma perda  autorevolezza o venga messa in posizioni di limitata responsabilità e talora anche degradata di ruolo in modo più o meno visibile, oppure venga costretta ad orari ingestibili per la sue necessità familiari.

La mia paziente appunto mi ha riferito un suo totale cambio di  mansioni e posizione, causa  innnegabile di tensioni e probabili inconsci malcontenti.

Una cara amica mi riferisce di soffrire dello stesso problema di insonnia da risvegli molto frequenti, insorti dopo il settimo mese dalla nascita da quando ha ripreso la sua attività lavorativa.

E’ possibile che lo stress lavorativo e gestionale complessivo tutto a carico delle donne, possa esso stesso generare e stabilizzare questa insonnia, instaurando un circolo vizioso, meno si dorme più si è tesi e più si diventa facilmente risvegliabili. (continua…)

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Gastrite: evitiamo di farci venire un’ulcera!

9/11/09

Catherine Bellwald Gastrite: evitiamo di farci venire unulcera!I disturbi gastrici sono al giorno d’oggi fra quelli più comuni; digestione lenta, bruciore, rigurgito, eruttazione insistente, gonfiore  e senso di pesantezza sono solo i più frequenti sintomi gastrici indicativi di un problema che riguarda il viscere stomaco  e la sua funzione.

Possono essere semplici eventi occasionali a remissione spontanea, disturbi ricorrenti, oppure disturbi che possono diventare cronici, segno di una patologia che da disfunzionale diventa organica e potenzialmente severa.

Quello che sorprende è la terapia; si va dalla frequente e consueta indicazione e prescrizione, da parte del medico generico o specialista, di farmaci anti H2 o farmaci inibitori della pompa protonica per tutte le forme di iperacidità e gastriti conclamate.

Fin qui tutto normale; sono farmaci potentissimi in grado di ridurre le secrezione acida e normalizzare in pochi giorni una mucosa anche seriamente danneggiata, il cui utilizzo ha ormai eliminato la gastroresezione dalle indicazioni per ulcera gastrica.

Ma l’uso a lungo termine degli inibitori della pompa protonica è stato correlato da un recente lavoro scientifico (The Canadian Medical Association Journal, August 2008 ) con un notevole aumento dell’osteoporosi e delle fratture da osteoporosi.

Non solo; i classici antiacidi da banco, come il comune carbonato di calcio, oltre che non curare affatto la gastrite perchè dopo la prima momentanea e apparente riduzione dell’acidità  segue una risposta caratterizzata da una ipersecrezione acida, possono, se assunti senza criterio, causare squilibri biochimici severi anche potenzialmente letali.

(continua…)

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  • A pieni polmoni - by Philippe Galard

    La prima volta ero davvero giovanissimo, appena tredici anni. Ero con mio cugino e lui ne aveva soltanto undici. "Guarda" mi disse  "Le ho fregate dalla borsa di mia madre!" Anche se più giovane di me di due anni,  è stato lui a invitarmi a fumare la mia prima sigaretta. Solo undici e t
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