Articoli a proposito di ‘stampelle’

Stampelle: a chi sono controindicate

4/8/11

Catherine Bellwald Stampelle: a chi sono controindicateFino ad ora abbiamo parlato di come devono essere fatte ed usate le stampelle intese come ausilio per scaricare il peso da un arto inferiore accidentato o ipofunzionante. Quello su cui poco ci siamo soffermati è a chi questo ausilio si rivolge e a chi invece è francamente controindicato.

Le stampelle o canadesi sono uno strumento molto instabile e richiedono da parte di chi le usa diverse caratteristiche indispensabili, senza le quali questo ausilio può diventare un pericolo di caduta.

La prima qualità che non deve mancare nel paziente che usa le stampelle è l’equilibrio, indispensabile per trasferire il peso da un piede all’altro e spostare i bastoni.

La seconda caratteristica è la coordinazione motoria anch’essa indispensabile per coordinare il movimento delle braccia con quello delle gambe in perfetta sincronia.

La terza indicazione è la presenza di un controllo emotivo che consenta di eseguire le varie fasi in modo corretto e senza troppa fretta .

La quarta caratteristica è data dall’integrità della forza degli arti superiori.

Quattro requisiti indispensabili per il corretto utilizzo dei canadesi, il cui vantaggio è certamente dato dalla loro maneggevolezza che li rende facilmente trasportabili e poco pesanti.

I quadripodi o tripodi per esempio sono molto utili quando il peso del paziente è molto elevato o quando la forza e l’equilibrio siano più compromessi. Il quadripode infatti corrisponde a un punto più stabile al suolo sul quale è possibile appoggiarsi con maggior forza. Oggi sono molto più leggeri di una volta ma il difetto è che sono meno maneggevoli per fare le scale e rallentano  il passo in quanto l’ausilio deve essere appoggiato con molta calma su tutti i quattro o tre piedini e non di corsa su uno solo. Il vantaggio è che consentono di usare le mani per rispondere al telefono o fare altre attività senza doverli appoggiare a muri da dove sistematicamente scivolano al suolo!

Infine il poco amato e in realtà grandemente usato deambulatore una volta chiamato girello, è un ausilio di grande utilità in tutti quei pazienti non più giovani che abbiano un deficit di attenzione, di coordinazione e di equilibrio. La possibilità di avere ruote piroettanti anteriori ne consente una valida stabilità e una discreta maneggevolezza anche in piccoli ambienti. La possibilità di avere ruote grandi ne permette l’utilizzo anche su terreno accidentato ed esterno.

Oggi giorno anche questo strumento è diventato molto leggero e  personalizzabile a seconda  delle necessità individuali del paziente: cestini, borse, freni, ruote fisse o piroettanti, piccole o grandi, puntali, sistema di regolazione in altezza e di chiusura sono tutti aggiuntivi utilissimi e da valutare attentamente.

E’ importante che anche per noi questo strumento come tutti gli altri non sia uno strumento di cui ci si debba vergognare. All’estero è più facile vederlo utilizzare con maggior disinvoltura e anche simpatia, addobbi vari e colori e borse che rendono lo strumento simpatico e capace di aumentare l’autonomia e la possibilità di muoversi e di andare in giro anche cimentandosi in viaggi all’estero e non solo tra le mure domestiche.

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Video Tutorial: come si usano le stampelle.

24/2/11

Ho ricevuto parecchie email con richieste di chiarimenti sulla tecnica corretta per usare le stampelle. Dato che un’immagine vale mille parole, ho pensato che un video vale mille immagini… e ho realizzato questo piccolo tutorial video con alcune indicazioni di base sull’uso delle stampelle, dette anche  “canadesi”.


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Stampelle: istruzioni per l’uso

7/6/10

Catherine Bellwald Stampelle: istruzioni per lusoLe stampelle sono chiamate anche canadesi ma scordatevelo; non si tratta di due giovanotti biondi e alti! Sono gli ausili più usati in caso di trauma a un arto inferiore. L’appoggio delle mani sull’impugnatura e il sostegno dei gomiti consentono di fare forza in modo sufficiente anche per scaricare completamente un arto dal suo peso.

Ma attenzione: non sono così facili da usare anzi direi che è molto facile usarle in modo scorretto, il ritmo del passo deve essere totalmente coordinato e ben organizzato mentalmente.

In caso contrario  questo ausilio può anche essere uno strumento potenzialmente pericoloso per spalle, gomiti, polsi ma anche ginocchia e rachide e per cadere ovviamente! Insomma un vero disastro; eppure ci si preoccupa ancora poco di insegnare il loro corretto utilizzo.

Quindi la prima raccomandazione è  quella che, se dovete usarle in ambiente domestico per un trauma minore come una distorsione, se potete non esitate e fatevi insegnare da un fisioterapista le basi del loro corretto utilizzo, è sufficiente una mezzo’ora  di training per imparare.  E poi come con la bici,  non si scorda più! In particolare è necessario capire come scaricare il peso sul piano e  il modo di usarle per salire e scendere le scale.

Per alzarsi in piedi partendo dalla posizione seduta usate  la gamba sana e entrambe le braccia possibilmente sui braccioli se presenti,  non usate le stampelle per alzarvi in piedi rischiate di fare leva sulle spalle e procurarvi delle lesioni. Per quello che riguarda l’arto coinvolto o se preferite la gamba malmessa! a meno che non vi sia un gesso o un tutore o un  indicazione al completo scarico, si consiglia  di piegarla e atteggiarla esattamente come fate con la gamba sana. A  questo punto è sufficiente  caricare maggiormente o completamente, a seconda delle necessità, la gamba sana, evitando così atteggiamenti eccessivi di evitamento dal carico su quella malata, che possono poi ritardare il processo di guarigione e il normale recupero funzionale.

Una volta in piedi il punto chiave è non avere fretta di  camminare, infatti prima partono le stampelle e questa è la prima regola, poi segue la gamba offesa e questa è la regola numero due.

Se si desidera scaricare molto il peso non serve piegare la gamba e saltellare, anzi è pericoloso. Si esegue un carico chiamato sfiorato, ovvero solo il 10-20 % del peso andrà sull’arto malato, ma  il piede della gamba malata a meno che non vi siano tutori particolari, viene appoggiato a piatto e non solo la punta.

Una volta portate avanti le stampelle quindi  la gamba malata viene attentamente messa in mezzo ai bastoni, questa è la fase oscillante, ovvero fino ad ora si carica ancora solo sulla gamba sana. In questa fase  detta oscillante è necessario evitare di tenere la gamba malata troppo rigida, modello gamba di legno per intenderci, ma è utile piegarla delicatamente e farla oscillare in avanti in modo naturale ( in caso di tutore il discorso è chiaramente legato alla rigidità del tutore). La fase oscillante deve essere considerata come una fase di preparazione al carico e deve essere eseguita attentamente e con calma.

La  fase successiva detta di carico, prevede di trasferire il carico sulla gamba malata per fare oscillare in avanti la gamba sana, il peso  del corpo viene a questo punto  portato il più possibile sui bastoni e il passo sarà eseguito in modo veloce portando la gamba sana alla stessa altezza del piede malato.

(continua…)

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