Articoli a proposito di ‘Stagioni’

Il grande freddo è arrivato difendiamoci

23/1/12

Catherine Bellwald Il grande freddo è arrivato difendiamociDal calendario cinese entriamo dopo la seconda metà del mese di gennaio nella piccola stagione lunare detto Da Han o Grande Freddo iniziato quest’anno precisamente il  20 gennaio.

Non possiamo non essere d’accordo, il termometro parla chiaro, si va in molti momenti del giorno e della notte vicino e sotto gli zero gradi centigradi. E il corpo umano come quello delle piante e dello stesso pianeta inizia ad aver sempre meno risorse di calore interno e quindi a sentire e soffrire di più il freddo.

Il buio e il freddo non sono malattie o fenomeni da rifiutare o di cui avere paura, sono fenomeni della natura che hanno un loro perchè e che fanno il loro decorso ciclico. Non bisogna quindi   chiudersi in casa e al riparo nella nostra casuccia. Diventa però in questo periodo molto rischioso  sfidare il freddo, per esempio aprendo le finestre di casa per cambiare l’aria come fosse primavera!

Avevo una paziente che faceva le pulizie di casa e i letti con le finestre spalancate lamentando una ricorrente  lombalgia, completamente regredita dopo che con suo grande rammarico le ho vietato di fare i letti nella corrente in camicia da notte!

Non ci si ascolta! Non si ascolta il corpo durante i movimenti per capire quando fermarsi e non si ascolta il corpo per modulare la temperatura corporea a seconda delle necessità e delle circostanze che possono cambiare anche molto velocemente la nostra capacità di resistere al freddo: umidità, stanchezza fisica e mentale, stato generale, digestione  in corso, rilassamento e abbandono, oppure azione ed espansione.

Tutti  stati completamente diversi che possono modificare di molto la nostra capacità di resistere al freddo. E’ quindi necessario avere una grande consapevolezza anche della propria capacità di percepire il freddo senza consentirgli di entrare ma solo di restare in superficie e anche di togliere e metttere indumenti a seconda del clima esterno oppure semplicemente bere o mangiare qualcosa di caldo al momento giusto.

Come sempre e ancora una volta è necessario ascoltare il corpo e porre rimedio e non fare le orecchie da mercanti. Certamente i rischi non sono gravi: una contrattura muscolare oppure uno stato influenzale o un semplice raffreddore che però possono essere molto fastidiosi e indebolire le nostre energie.

E’ quindi importante capire quando si prende freddo e porre immediato rimedio senza subirlo passivamente aspettando che il freddo entri nel corpo.

Una particolare attenzione è raccomandabile alla gola e al naso, queste due zone sono una apertura ai virus. Quando sentite chiaramente un prurito alle narici, al velo pendulo o alla gola è un sintomo da non sottovalutare. Per i cinesi il prurito è un segno di vento e il vento è il vettore con il quale il freddo e per parlare in termini più occidentali i virus o microorganismi possono farsi strada.

In queste particolarissime situazioni se siete attenti e vigili, potete porre un immediato rimedio.   Una inalazione di timo in olio essenziale e magari una spuzzata di propoli in gola possono essere semplici ed efficaci rimedi  ma solo se  eseguiti tempestivamente. Strumenti banali reperibili in qualunque erboristeria, farmacia e parafarmacia oggi presenti ad ogni angolo di strada che consiglio di portare in borsetta o in tasca se preferite.

Vi sono poi rimedi più specifici  che possono aiutare a proteggere la superficie come la ricetta Yu ping feng sang che  viene tradotto in Jade windscreen powder ovvero Polvere di parabrezza di giada. Nome come sempre molto romantico ma decisamente significativo. Per tutti coloro che sono andati in moto è possibile capire come il parabrezza ci difenda in modo efficace dal vento e dalle intemperie: immaginate di non averlo!

Una ricetta fitoterapica cinese  antichissima e molto maneggevole che può darci una mano a superare indenni anche questa stagione più fredda meglio ancora se mischiata ad altre ricette idonee alla nostra specifica costituzione ma che può essere  preso anche da sola.

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Medicina cinese: l’importanza del ritmo

11/10/10

Catherine Bellwald Medicina cinese: limportanza del ritmo

Il ritmo è fondamentale e rende il trascorrere della vita semplice e fluido come un corso d’acqua, esattamente come ben fanno la musica e la danza quando ben eseguite.

Saper sfruttare il ritmo nella vita consente di lavorare e raggiungere obiettivi con un minor consumo di energia, sfruttando alcune leggi fisiche come l’ energia potenziale e di nuovo la legge che potremmo definire universale, quella dello yin e dello yang.

Essere sempre in ritardo, avere sempre qualcosa che resta  indietro, ci porta ad essere continuamente di corsa, concludendo poco e niente. Equivale a non essere nel ritmo giusto ma sempre inesorabilmente una frazione di secondo in ritardo.

Avete mai notato che per battere le mani a ritmo bisogna non anticipare ma essere già lì pronti con le mani? Per partire al semaforo verde o frenare in tempo è la stessa cosa; non ti devi far sorprendere ma essere già pronto. E per essere pronti bisogna metterci la testa, conoscere o intuire quello che sta per accadere e soprattutto non dormire.

No non si tratta di fare sforzi di chiaroveggenza ma trucchi del mestiere, niente altro che seguire le leggi della natura e della materia in cui siamo immersi.

Esiste una sostanziale differenza tra prepararsi alla corsa, correre partendo in tempo perfetto, avere una prestazione più o meno buona, per poi riposare e infine ricominciare e invece correre sempre e arrivare sistematicamente a corsa già finita da un pezzo, per poi non riposare perché si deve continuare, un po’ per autopunizione un po’ perché si percepisce di non aver partecipato alla corsa.

Il primo c’era, il secondo non c’era ovvero i suoi sforzi non portano alcun risultato anche se talora anche maggiori.

Ci sono progetti che necessitano di tempo; avete visto la moda con che anticipo si pone con il tempo? Ci sono vetrine  allestite con capi invernali in agosto, giusto? E per Natale i commercianti si organizzano già a settembre, non è così?

Perché noi non facciamo lo stesso?

Il problema è che nessuno ci ha mai insegnato che per vincere una gara non è importante solo ll momento della gara stessa ma tutto l’allenamento che lo ha preceduto e lo stato emotivo con il quale il giorno della gara si arriva in spogliatoio, il momento che precede la partenza come focalizzazione mentale e la partenza esatta è fondamentale oltre che poi mantenere lo sforzo per tutta la durata della gara fino al traguardo ovviamente.

La gara inizia molto prima esattamente come con le stagioni  il 23 settembre  che corrisponde all’inizio dell’autunno è  per così dire come il momento della partenza dalla gara, Li  qio invece  il 9 agosto è il primo giorno di autunno per i cinesi  e possiamo considerarlo come la preparazione  atletica in programmazione della gara.

Un progetto inizia quando nasce il suo seme, la sua idea, poi germoglia più o meno lentamente prende forma e solo alla fine diventa il progetto visibile e riconoscibile da tutti. I tempi possono essere brevi e in questo caso è più facile vedere le scadenze e capire a che punto ci troviamo del percorso, mentre per i progetti a lungo termine è facile perdersi strada facendo solo perché non si sa più dove ci si trova, non si riconosce il percorso e non si hanno punti di riferimento.

E li che si perde il ritmo, se non sappiamo più dove siamo sul nostro percorso, non sapremo neanche prevedere quando arriveremo, abbiamo perso il tempo. Possiamo anche trovare scuse sul perché ciò è capitato ma è la lucidità che non deve mancare. Se arriviamo per correre una gara a corsa già finita, dobbiamo fermarci e pensare cosa è andato storto; chiedere della prossima gara e ricominciare in modo corretto.

Ci sono persone che non si fermano mai e ammucchiano ritardi su ritardi, senso di disagio e frustazione crescente. E poi quando si fermano per le fatidiche vacanze estive, per esempio, ci mettono magari anche uno o due mesi prima di tornare in pista a correre.

Si aspetta ottobre per iscriversi in palestra per esempio o per farsi curare  o per programmare altro. Non si sfrutta l’energia della vacanza per partire con il piede giusto, si tende a trascinare la vacanza che non è più vacanza, lamentandosi del fatto che non si è più in vacanza!

La ciclicità della vita e il ritmo ci permettono di poter riprogrammare il nostro obiettivo senza difficoltà aspettando un’occasione ideale per portare a termine il nostro progetto.

La maggior parte delle persone che affermano continuamente di non avere tempo, non sono persone che lavorano 24 ore su 24 non stop, semplicemente lo perdono  il tempo, non lo sanno gestire. La  loro incessante corsa, non consente loro di capire che stanno correndo a fianco alla vita senza mai cavalcarla, senza mai afferrare il ritmo giusto.

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La terra chiede aiuto

12/5/10

Catherine Bellwald La terra chiede aiutoIn questi giorni di tempo assolutamente incerto e piovoso, ci ritroviamo nuovamente  in prossimità della quinta stagione ovvero dell’ennesimo periodo di transizione, dalla primavera, che  a dire il vero ancora non abbiamo visto un gran che, verso l’estate. Osservo  in molti pazienti problematiche collegate alla funzionalità gastroenterica  oltre che a quelle respiratorie.

Moltissimi sono i disagi caratterizzati da nausea, inappetenza, gonfiore e digestione rallentata, sono di nuovo la milza oltre che il fegato  gli organi in difficoltà.

Il fegato è l’organo della stagione primaverile e a lui spetta la pulizia del sangue da varie sostanze e quindi un certo sovraffaticamento, mentre la milza, che è collegata all’elemento terra e alla quinta stagione, corrisponde all’organo deputato a fornire energia al complesso digestivo. E la milza proprio come la terra  rischia di essere un pò esaurita.

Chiediamo infatti sempre tanto alle nostre risorse energetiche in qualità di impegni, pensieri e attività e la milza esattamente come la terra tende ad esaurirsi e impoverirsi. Cosa fanno i contadini perchè ciò non avvenga? La lasciano riposare giusto?

(continua…)

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La quinta stagione:come prepararsi alla primavera

7/3/10

Catherine Bellwald La quinta stagione:come prepararsi alla primaveraSi, per i cinesi le stagioni sono 5 e non 4, come per Vivaldi e per il resto del pianeta. Ma direte voi, ‘sti cinesi son proprio matti!

La quinta stagione, come ho già spiegato  è una stagione di passaggio tra le altre quattro, il suo elemento di collegamento è la terra e i suoi organi: stomaco e milza.

Le persone sensibili in questi due organi lo hanno già percepito. Da alcune settimane lamentano gastrite, gonfiore  o fastidio allo stomaco e intestini, la frequenza di gastroenteriti poi è sicuramente stata impressionante come diffusione di massa.

Molte persone spontaneamente  si sono limitate a ridurre l’assunzione di caffè  e delle gomme da masticare,  altri sono ricorsi a farmaci antiemetici e anticidi, insomma i più delicati e i più attenti hanno già osservato direttamente sul loro corpo che qualcosa sta cambiando.

Gli sbalzi di temperatura sono notevoli, la luce è in continuo aumento e la voglia di metter via gli abiti invernali per far spazio a quelli primaverili è grande. Ho già visto ragazze senza calze e con giubottini leggerissimi, non c’è modo migliore per ammalarsi e se siete sfuggiti all’influenza che quest’inverno non ha praticamento dato segni di vita, potremmo cadere in altre infezioni virali  e rovinarci il week end e magari anche l’intera settimana e più.

(continua…)

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  • La forza del perdono: trasformare lo svantaggio in vantaggio!

    Sarà capitato a tutti di subire un torto, un gesto di totale mancanza di attenzione nei confronti della vostra persona e libertà o una scorretezza!  Quando la persona che agisce in tale modo è una persona a voi cara, di solito la ferita è più profonda. Smettete subito di piangervi addosso,
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