Articoli a proposito di ‘silenzio’

L’agopuntura è educazione al rilassamento

25/8/11

Catherine Bellwald Lagopuntura è educazione al rilassamentoIn questi anni di lavoro dedicati esclusivamente all’agopuntura ho potuto osservare che quando un trattamento produce un profondo rilassamento, il lavoro è sempre profondo e il risultato ottenuto più velocemente. E’ come se gli aghi trovassero più rapidamente la strada da compiere o la percorressero con minor intoppi e quindi più facilità.

Il rilassamento come conseguenza al trattamento è un ottimo segnale di efficacia. Attenzione: non vuole dire che se emergono ansia, emozioni come il pianto, la rabbia, decisioni da prendere, dolore  o altro il lavoro non è buono. In questi casi di solito il percorso passa da una epurazione, da una sorta di eliminazione verso l’esterno di tensioni emotive o fisiche.

Ma tornando al rilassamento come dicevo quando si produce è di solito un buon segno ma è giusto anche vedere  la questione dal lato opposto.

Produrre un rilassamento mentale ed emotivo prima di iniziare e durante la seduta sono infatti un ottimo aiuto e potenziamento all’agopuntura. Educare il paziente a effettuare una sorta di pulizia mentale prima di iniziare la seduta è un ottimo esercizio, come anche insegnarli che questo spazio di terapia è simile a uno spazio personale da proteggere.

Educare il paziente a spegnere il cellulare o silenziarlo a meno che non vi siano urgenze importanti ha questo significato. Imparare ad avere un atteggiamento positivo nei confronti della cura è altrettanto importante.  Usare il respiro ed espirare mentre si mettono gli aghi è un altro esempio per buttare fuori la tensione e accettare meglio e con più serenità la puntura percepita sulla pelle che in questo modo svanisce all’istante.

Ovviamente anche il medico deve entrare in questa ottica e all’inizio assecondare i bisogni del paziente, soprattutto se questi sente dolore e fatica a rilassarsi. Si possono usare aghi sottili, pungendo in modo graduale e veloce evitando di aggredire in modo eccessivo il paziente poco preparato che imparerà via via a lasciar andare.

Ritengo inoltre sia di fondamentale importanza dare rilievo alla cura dell’ambiente dove viene effetuato il trattamento. Il silenzio è fondamentale, quindi imparare a parlare sottovoce non è solo per la privacy ma anche per limitare l’inquinamento acustico e permettere al paziente di entrare in un ambiente protetto.

Anche con l’ agopuntura fatta in poltrona insieme ad altre persone questa attenzione consente di creare uno spazio comune dove l’esperienza e il rilassamento di uno aiuta quello delle altre persone meno esperte. Si tratta di una vera e propria esperienza condivisa che può in alcuni casi essere ancora più potente e profonda.

La scelta della luce è altrettanto importante, evitando una luce diretta che aggredisca gli occhi ma preferenedo piuttosto una penombra che favorisca un ambiente raccolto e di quiete. La stessa attenzione deve essere rivolta alla temperatura, il paziente rimanendo fermo con gli aghi spesso si raffredda e necessita di una protezione con coperte e una temperatura ambientale idonea.

Utilissima infine è la selezione musicale che in molti casi aiuta proprio il paziente a mollare lo spazio ristretto nel quale è prigioniera la sua mente e partire per un viaggio verso il proprio benessere fisico e mentale.

Il rilassamento in questo modo fa da guida  all’agopuntura e ne è guidato a sua volta; la capacità di restare fermi durante la seduta all’inizio può sembrare difficile ma diventa uno strumento utilissimo in molte situazioni della vita, si integra con il trattamento e potrà accompagnare il paziente alla ricerca e sperimentazione di questa esperienza terapeutica anche in altri ambienti e situazioni.

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Sappiamo ascoltare il silenzio?

24/3/11

Catherine Bellwald Sappiamo ascoltare il silenzio?Qualche giorno fa dopo il mio allenamento domenicale fatto in palestra perchè fuori pioveva selvaggiamente, mentre ero sdraiata nella sauna in rilassamento, sento dalla così detta zona relax il dialogo animato di due persone che si raccontavano le proprie sfighe ortopediche: fratture sugli sci, ricoveri in ortopedia, interventi chirurgici, il tutto raccontato molto animatamente.

Nella sauna insieme a me un signore mostrava una forte insofferenza a questo vociare inintterroto, dal canto mio non ho potuto far a meno di pensare che in Italia più che mai non sappiamo stare in silenzio.

Per molte persone il silenzio produce disagio, produce pensieri talora anche sgradevoli, tra due persone il silenzio viene vissuto come una incapacità di comunicare se non come un franca dichiarazione di guerra o di disaprovazione profonda.

Stare da soli in silenzio è già difficile ma stare insieme in piacevole silenzio non è proprio contemplato.

In Italia più che in ogni altro paese del mondo si parla sempre, senza far caso al volume della propria voce adesso che ci sono i cellulari si parla in treno, in autobus, in ascensore, nelle sale di attesa di uno studio medico, nella zona relax di un thermario e  via dicendo. All’estero non è così! non esiste questa sorta di incontinenza verbale e  totale mancanza di rispetto dello spazio acustico altrui.

Non sappiamo ascoltare il silenzio, il silenzio è musica, non  si tratta di un vuoto ma di un pieno. Sarà capitato a tutti spero dopo un rapporto sessuale di vivere un momento di stasi, come di sospensione mentale, nessun pensiero, nessun movimento, nessuna parola, solo ascolto. Si percepisce come una sorta di dolce abbraccio dell’aria che ci circonda come se fosse di un materiale più denso, una sorta di coccola e nutrimento dell’anima. E’ la possibilità di entrare in contatto con la parte più intima e profonda di noi se stessi.

Il silenzio è una porta di accesso a questo contatto, è una ricchezza inesauribile alla portata di chiunque. Il silenzio è pura poesia, è forza, è l’anima della preghiera.  Perché privarcene per ascoltare  parole assolutamente vuote? Perché non educhiamo noi stessi e i nostri simili a rispettarla, e a coltivarla. Impariamo a modulare e controllare il tono e il volume della nostra voce a seconda del luogo dove ci troviamo. Impariamo ad ascoltarlo e a farci penetrare dal silenzio.

E’ un modo per andare in vacanza ogni volta che lo desideriamo, un metodo facile  per non sentirsi soli ma vicini alle persone che amiamo e per di più è gratis!

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Tracce di Profumo. Nelle mie mani petali di rosa – By Valeria

28/7/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. Nelle mie mani petali di rosa   By ValeriaIl profumo si spande nell’aria come un’offerta.

Ne osservo l’intenso colore rosso, la forma morbida e regolare, la superficie vellutata; sembrano piccole onde che si propagano nel palmo della mano.

La vita ha toni accesi, così forti che solo un cuore ardito ne può sostenere la vista.

Quell’ardimento ciascuno di noi lo ha portato in se stesso quando era fanciullo ma il tempo, poi, lo ha trasformato.

Le intemperie, le delusioni, la noia, il rumore di quest’epoca che non accorda una tregua, non concede pause o silenzi, hanno trasformato il desiderio di farsi attraversare dalla vita in paura di esserne toccati, anche solo sfiorati.

Ma nell’ascolto immoto, raccolto, a volte lo si può ritrovare, soltanto lasciando che il silenzio agisca a suo modo.

E nel lasciarlo espandere, può affiorare un ricordo lontano, memoria di tempi remoti, traghettatore di un antico messaggio.

Dal profondo del proprio essere emerge qualcosa; una sorta di relitto che riaffiora portando con se il sapore di epoche austere nelle quali bellezza, forza, tragedia, volontà, tutto era contenuto in pochi gesti, in pochi atti decisi e semplici.

Allora sopraggiunge la certezza che… si, si può fare.

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