La negazione del piacere sessuale femminile
La negazione del piacere sessuale femminile ha radici molto antiche ed è a mio parere ancora profondamente radicato nella società e in molte donne consapevoli o meno di questo fardello.
Bellissimo il film Hysteria che descrive come nell’ingilterra preVittoriana il massaggio vulvare e clitorideo fosse praticato come terapia medica rilassante e pacificante contro la sindrome isterica nella quale veniva inclusa un’infinità di sintomi fisici e psichici delle donne.
Il piacere sessuale non era assolutamente considerato come possibile, lo si negava a priori e quindi le pazienti dopo il loro orgasmo valutato come parossismo terapeutico si sentivano sollevate e decisamente più serene e questo era quanto bastava per promuovere la cura…sicuramente gradita dalle pazienti.
Divertente pensare che in quel periodo collocato alla fine dell’800 le donne con malesseri di vario genere venissero trattate con degli orgasmi regolari eseguiti professionalmente con molta serietà e impegno da parte di alcuni medici specializzati nel settore che si arricchivano in questo modo.
Impensabile poi concepire che prima del ferro da stiro o del tostapane il vibratore come strumento di benessere e di salute fosse entrato nelle case degli inglesi come uno dei primi elettrodomestici, quando oggi forse ancora solo 1 donna su 2 ne fa uso e ne possiede in casa almeno uno.
Sono moltissime le donne che ancora oggi non andrebbero mai a comprarsene uno per vergogna anche se il commercio via internet è un modo discreto per acquistarli. Esistono ancora moltissimi tabù riguardo a questi oggetti, oggi definiti sexy toys, anche nelle più giovani. Consigliare come medico di acquistarli e di provare a usarli per conoscere meglio il proprio piacere è quasi amorale e non affatto facile anche se riconosco che sarebbe uno strumento terapeutico molto utile per mollare le tensioni che si accumulano volenti o nolenti nella vita di tutti giorni.
Sono invece davvero moltissime le donne di varia età che mi dicono che il sesso a loro non interessa affatto e che ne farebbero a meno indipendentemente dalla presenza di un uomo al loro fianco magari anche amato e di bella presenza fisica.
Il desiderio femminile delle coccole e dell’affettuosità che si esprime attraverso le carezze ma anche attraverso la sola vicinanza fisica, oppure anche attraverso le parola resta per molte donne non un concetto di preliminare o di contorno gradito all’amore ma l’unica espressione di amore che riescono a vivere
Secondo la ginecologa agopuntrice autrice del libro “Femme désireé, femme désirante”, Danièle Flamenbaum, si tratta di un problema che origina nell’infanzia e da una sorta di mancata strutturazione di una sessualità adulta che resta come dire bambina. Secondo l’autrice del libro anche nelle donne giovani che hanno avuto una libertà sessuale da ragazze data dai tempi moderni, la vita di coppia prolungata, la nascita di un figlio e qualche volta anche la menopausa o altri eventi esterni o interni sono responsabili di quello che lei definisce una regressione infantile della sessualità e una sorta di ritorno al retaggio dei tabù sessuali delle proprie nonne e bisnonne.
Molte delle mie pazienti dichiarano di vedere il marito o compagno come un fratello o come un padre e quindi si sentono gradualmente sempre più imbarazzate come se l’atto sessuale vero e proprio diventasse una specie di incesto. Per prime si giudicano e hanno paura di essere giudicate male. Ecco che le coccole sono ammesse ma solo quelle e se le coccole significano che poi si deve fare sesso allora anche quelle vengono castrate per evitare che la coccola possa sembrare un esplicito invito sessuale.
Molte di queste donne affermano che all’inizio non era così oppure che non sono state sempre così, alcune dichiarano la perdita dell’interesse a causa del cambiamento fisico del proprio marito che nel corso degli anni è ingrassato o cambiato caratterialmente, altre dichiarano che la menopausa è la vera causa della perdita di interesse sessuale nei confronti del sesso maschile in senso assoluto. Altre dichiarano che il loro vero desiderio ed espressione sessuale sono stati presenti solo in assenza di un consolidato legame di coppia. Queste sono le motivazioni più frequenti che ascolto da numerosissime donne che sentono il rapporto sessuale nei confronti del loro compagno come un dovere al quale rinunzierebbero volentieri.
Incredibile se ci pensate; la negazione del piacere sessuale femminile, da sempre imposta dal mondo alle donne, oggi è come se fosse voluta da loro stesse, anche se in modo per lo più inconsapevole, in un processo volto a perpetuare la loro stessa castrazione, senza neanche accorgersi di perdere così facendo uno fra i più importanti valori dell’evoluzione umana: il rispetto e la considerazione dell’irrinunciabile quanto libera espressione sessuale femminile.
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L’andropausa esiste?
Andropausa per alcuni studiosi è considerato un termine improprio. In effetti l’andropausa dove per “pausa” si dovrebbe intendere il concetto di sospensione da parte delle cellule testicolari della produzione di testosterone, non è fisiologica.
Nell’uomo diversamente che per la donna la produzione di testosterone da parte dei testicoli diminuisce gradualmente e progressivamente con gli anni, ma non si sospende. A 80 anni un uomo sano può essere ancora fertile e con una produzione di testosterone pari a 4 mg/die.
Questo non toglie che i livelli di testosterone possono abbassarsi in modo eccessivo anche precocemente dopo i 40 -50 anni e questo fenomeno aumenta di incidenza con l’avanzare degli anni. L’andropausa o meglio sarebbe definirla “androinsufficienza” esiste e come la menopausa può generare dei disturbi molto simili, disturbi del tono dell’umore, alterazioni della qualità del sonno, aumento del grasso corporeo e cambiamento della sua localizzazione, riduzione della massa magra, riduzione del desiderio sessuale e ovviamente della prestazione sessuale.
Si riducono le erezioni spontanee al risveglio e con soli stimoli visivi, l’erezione può essere raggiunta e mantenuta con più difficoltà, l’orgasmo può essere di minor intensità, la quantità di seme ridotta e il tempo refrattario più lungo. Attenzione però che questi sintomi non siano semplicemente il risultato di uno stato di stress prolungato e della presenza di una partner abituale con la quale ormai vi sia decisamente scarso interesse e magari anche scarsa intesa.
L’attività sessuale e il desiderio sessuale da soli producono una attivazione ormonale e un aumento della produzione di testosterone. Non è un caso se la cosiddetta crisi di mezza età colpisce la maggioranza degli uomini. La ricerca di una nuova compagnia femminile sembrerebbe il risultato di una esigenza del tutto fisiologica e sana. Sono moltissimi gli uomini che cambiando partner semplicemente ringiovaniscono di 20 anni. Alcuni neurofisiologi lo ritengono una svolta su base biochimica e bioumorale importantissima che se bloccata per motivi ideologici può portare ad un precoce invecchiamento e decadimento delle prestazioni su diversi piani.
Oggi la terapia più consigliata in caso di andropausa non è quella di favorire e non condannare nuove storie sentimentali e sessuali ma piuttosto di proporre una sostituzione o correzione ormonale. Fra i trattamenti più in uso negli USA troviamo il gel al testosterone. E’ giusto considerare che non ci sono dati accertati sull’ innocuità della terapia e sul bilancio benefici controindicazioni, inoltre è necessario stare molto attenti a non trasmettere il testosterone per via transdermica attraverso il contatto cutaneo con altre persone, in particolare a bambini e donne.
L’attività motoria se non estrema e regolare si sa aumenta la produzione di testosterone, la contenuta presenza di grasso periaddominale è anch’essa responsabile di una limitata riduzione del testosterone. Il controllo dei livelli di stress da solo riducendo il cortisolo non contrasta la produzione del testosterone. Da questi noti e semplici dati si evince che lavorare in modo completo sulla dieta, sul movimento, sul rilassamento e soprattutto sulla conservazione dell’interesse sessuale siano da soli atti terapeutici e preventivi che devono per primi essere consigliati e proposti prima di arrivare alla terapia sostitutiva.
La fitoterapia cinese poi è un ottimo strumento terapeutico di grande utilità per sostenere i disturbi della menopausa ma anche per ritardare o limitare l’androinsufficienza o andropausa. Non parlo di semplici fitocomposti come la bromelina o lo zinco che non hanno da soli la capacità di aumentare la concentrazione di testosterone ma di cure molto più importanti volte a ripristinare un equilibrio bioumorale e globale del paziente.
E’ molto frequente nel maschio adulto avere disturbi sessuali legati non tanto a una situazione di deficit inteso come vuoto ma piuttosto a una situazione infiammatoria ovvero di eccesso e di stasi. Sono infatti numerossissime i pazienti che soffrono di prostatite cronica anche senza saperlo e di ipertrofia prostatica, entrambe situazioni che generaro calore locale.
La prostatite è come dice la parola uno stato infiammatorio della prostata, non sempre dovuto a una infezione vera e propria. Infatti le forme croniche sono prevalenti e rispondono poco alla terapia antibiotica. Per ipertrofia prostatica invece si intende un ingrandimento della prostata la cui origine è ancora sconosciuta anche alla medicina occidentale più all’avanguardia.
Entrambe queste patologie sono estremamente diffuse nell’uomo adulto e aumentano nell’età evolutiva alla stessa stregua dell’incidenza della cistite, della vaginite, della cistosi ovarica e del fibroma uterino della donna in età fertile. Presumibilmente si tratta di disturbi la cui origine potrebbe essere simile. In medicina cinese pur essendo i sessi diversi di parla di stasi e calore del basso, la cui causa può essere alimentare, esterna come da infezione, ma anche interna da tensione di tipo emozionale e viscerale.
Non è un caso se per evitare la prostatite si consiglia di eliminare cibi che generano calore, ma spesso non è sufficiente. Ecco che diventa utile un lavoro più preciso e mirato attraverso specifiche ricette fitoterapiche cinesi studiate appositamente per togliere il calore e a muovere l’energia in basso riducendo anche il fenomeno della stasi che aumenta il calore proprio attraverso il ristagno.
La fitoterapia e l’agopuntura associate, sono tecniche estremamente efficaci per raffreddare quadri di calore anche importanti e cronicizzati e lavorare anche sullo stato emozionale e sullo squilibrio emotivo e ormonale sottostanti. E’ però sempre necessaria una valutazione complessiva del paziente e dei suoi polsi prima di iniziare una terapia.
Certo è che spesso i fitoterapici più conosciuti per stimolare la virilità e il così detto” yang di rene” spacciati come innocui integratori sono prodotti la cui azione è riscaldante e quindi in molte situazioni addirittura controindicati. L’utilizzo di queste sostanze non è controindicato in senso assoluto ma andrebbe prima convalidato da una diagnosi corretta del paziente e non solo dai sintomi di deficit erettili o di eiaculazione precoce, cosa che purtroppo è consuetudine da parte della maggioranza dei non addetti ai lavori.
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L’autoerotismo è peccato?
Premesso che non sono una sessuologa ne una psicologa, gli ultimi commenti mi hanno fatto pensare che ancora poco si parla di alcuni aspetti collegati alla vita sessuale e che sono ancora moltissimi i tabù che la cultura nella quale viviamo ci ha condizionato a pensare.
Sono molte le visioni religiose che in questa, come in molte altre attività della normale vita sessuale, attribuiscono significati peccaminosi, colpe e possibili effetti negativi sulla salute in genere. Moltissimi erano i bambini che poco più di 50 anni fa credevano di compromettere la propria salute oculare nell’atto della masturbazione.
L’autoerotismo è innanzitutto un modo per prendere contatto con il mondo della sessualità. Il nostro corpo è la materia prima su cui si deve lavorare, il movimento, il cibo sono per esempio fondamentali per mantenerlo in salute e già da piccoli è importante capire cosa ci fa bene e cosa ci fa male e soprattutto capire che, come per tutto, anche le dosi sono importanti, il dialogo inizia dapprima con noi stessi.
Gli odori, i sapori, la vista, il tatto sono gli strumenti sui quali si costruisce la vita dei sensi. E’ possibile preparare una cena senza prima conoscono i sapori degli alimenti presi anche singolarmente o una cena importante senza aver provato a usare le pentole e i fornelli per conto nostro e fatto un pò di esperienza?
Con il corpo non vedo perchè dovrebbe essere tanto diverso. Ci vuole una minima conoscenza di base, un minimo addestramento personale.
La masturbazione, sia femminile che maschile non è appannaggio dei soli giovan; anzi, secondo molti sessuologi si tratta di un metodo per migliorare le proprie prestazioni sessuali. Per la donna che fa fatica a raggiungere l’orgasmo rappresenta un esercizio e una pratica per trovare i punti di maggior piacere e conoscersi meglio senza troppi pudori anche con l’uso di eventuali vibratori e lubrificanti. Imparare a stimolare il clitoride e i capezzoli e cercare il tipo di penetrazione più gradita e studiando quali tipi di contrazioni vaginali e del pavimento pelvico possono essere utili alleati al piacere.
Per l’uomo che soffre di eiaculazione precoce la masturbazione fatta con calma è una possibilità di capire come fare a ritardare il piacere attraverso un lavoro sul respiro che può portare l’attenzione e l’energia, dal ventre al petto. Può anche essere condotto un esercizio di conteggio mentale per allontanare la mente dal desiderio di concludere troppo velocemente e infine possono essere sfruttati e conosciuti punti meno sensibili alla palpazione come la base e l’attaccatura del pene, l’utilizzo della mano sinistra anzi che della destra oppure di veri e propri strumenti ritardanti come creme o spray anestetici o anelli di silicone magari utili all’inizio per addestrarsi a mantenere una valida erezione per un tempo sempre maggiore.
In entrambi i sessi questo tipo di pratica e di lavoro individuale per essere costruttivo e quindi utile, non deve essere eseguito con frettolosità e neanche con sensi di frustrazione e tanto meno con sensi di colpa ma come un lavoro scrupoloso che comunque deve dare piacere. Non una routine sempre uguale o un sistema di piacere facile e veloce ma un lavoro conoscitivo dove anche le posizioni possono essere cambiate, in piedi, in ginocchio e giù di fantasia. Un lavoro anche di anni non solo per coloro che fanno più fatica a entrare con naturalezza in questo campo di sperimentazione. Bravi amanti non si nasce ma lo si diventa come con ogni cosa con studio e pratica dedicati. Solo in questo modo è possibile diventare responsabili e consapevoli e non cadere nella comune tentazione di dare sempre agli altri la colpa della nostra insoddisfazione oppure di restare confinati a una esperienza sessuale che rischia di essere parziale e incapace di rinnovarsi.
I film erotici possono essere uno strumento di studio attraverso una stimolazione aggiuntiva uditiva e visiva oltre che una fantasia o comportamento talora anche totalmente diversi dai nostri ma pur sempre utile per aumentare il nostro campo di conoscenza dell’argomento, riconoscere per esempio quali sono le pose e quali sono invece le vere espressioni del piacere. I film sono preferibilmente da evitare nell’uomo che soffre di eiaculazione precoce, mentre nella donna che raggiunge faticosamente l’orgasmo e nell’uomo che faticosamente raggiunge un’erezione potranno essere usati come supporto stando comunque attenti a non generare troppa dipendenza.
La capacità poi di condividere con il partner le proprie esperienze individuali sarà il passo successivo. Quindi quando necessario è utilissimo affrontare l’argomento su cosa piace e cosa non piace o mette a disagio. Quali sono per esempio anche le difficoltà di ognuno oppure i sogni proibiti. In questo modo diventa più facile trovare una comunicazione sessuale che può trasformarsi in complicità e intesa.
Fatta questa piccola premessa ritengo (del tutto personalmente) che sia un peccato arrivare a 50 o 60 anni senza aver ancora capito cosa ci piace veramente e come provare piacere con il nostro corpo.
Credo sia un vero peccato non sapere o non riuscire a condividere il proprio piacere con le persone che più amiamo. Infine considero un peccato non usare questa grande fonte di energia per donare e per crescere nella consapevolezza di come donare piacere agli altri.
Questo si, lo considero un peccato!
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Il potere terapeutico della danza
Le danze da sala, Tango e Salsa in particolare, sono per alcune persone un vero e proprio rimedio dell’animo e del cuore. Una sorta di trattamento antidepressivo oppure un tonico e in alcuni casi un modo per riappropriarsi della propria identità sessuale e del proprio sentire e sentirsi.
Sono molte le persone, uomini e donne di solito over 30, che sfruttano più o meno consapevolmente il potere terapeutico delle piste da ballo. Tantissimi i vedovi, le vedove ( anche bianchi e bianche ) e i cuori infranti che qui ritrovano forza e voglia di vivere grazie all’effetto rivitalizzante e antidepressivo.
Un modo per muovere il corpo per il piacere di stare e di sentirsi in forma, questo è uno dei primi pensieri di molti frequentatori delle sale. Infatti è comune che un ballerino, nonostante in ambito serale e ludico, solitamente non indugi sulle bibite alcoliche ma piuttosto su bevande e cibi più salutistici come si usa nelle normali palestre.
Il ballo di coppia produce poi una sorta di gioco di ruoli di uno dei rapporti più importanti, quello tra uomo e donna. Sulla pista l’uomo conduce, è lui che decide cosa far fare alla sua compagna di ballo o partner, girare a destra o a sinistra, andare piano o veloce, stare stretti o lontani. E la donna ascolta e segue, non anticipa, non fa di testa sua. Si fa ricettiva, vuoto per accogliere e trasformare.
Una possibilità di esprimersi liberamente al di là del giudizio, nella quintaessenza del proprio essere femine o maschi. Un dialogo tra corpi che consente alla testa, eterna protagonista della vita di tutti i giorni, di farsi da parte e per una volta di guardare come fosse uno spettatore, lasciando che le energie degli opposti producano la magia dell’alchimia più complessa: l’unione. Non a caso l’abbraccio del tango è da molto maestri di danza considerato al pari, del simbolo delllo yin e dello yang, espressione universale di perfetta armonia.
Inoltre per la donna è possibile riappropriarsi della sua femminilità, partendo dal modo di vestire, solitamente trascurato a causa della immancabile fretta e irrinunciabile comodità alla quale ci si adegua sempre più. Per ballare in pista il vestito sostituisce sempre i pantaloni e le scarpe sono rigorosamente con il tacco lasciando appena possibile nuda la pelle delle gambe . Si ritorna “donne con le gonne”
Molti sono convinti che in realtà siano i sensi e la caccia di facili avventure il vero volano della sala da ballo, ma non è proprio così. E’ vero si che un intesa sulla pista può diventare facilmente un intesa tra le lenzuola, ma non funziona al contrario. E’ altresì vero che il sudore e il contatto dei corpi è qualcosa che può diventare intimo, ma non necessariamente sessuale.
Uno scambio tra uomo e donna dunque, un modo per vivere tramite il corpo sensazioni romantiche e passionali, per ascoltare i propri sensi e per sentirsi vivi e pieni di energia. Per il ballerino e la ballerina una possibilità di sentirsi più uomo o più donna e vivere un piacere fisico sofisticato ed elegante, in grado di regalare spensieratezza e leggerezza mentale.
In poche parole… balla che ti fa bene!
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Asessualità o anoressia sessuale?
E’ frequente parlando con i pazienti scoprire che sono molte le persone sui quarant’anni ma talora anche molto più giovani, prevalentemente del sesso femminile ad avere un totale rifiuto della vita sessuale, una sorta di chiusura della sfera erotica, si diventa come assessuati.
Il più delle volte il problema inizia gradualmente con dei semplici “non mi va” “oggi non ho voglia” che però diventano sempre più frequenti. Infatti se una volta era necessario inventare il mal di testa oggi bastano queste frasi per chiudere il discorso e metterlo da parte.
Ci si chiude totalmente a questa espressione senza saper esattamente perché. Talora il tutto parte da dei malcontenti o insoddisfazioni di vario genere e come in tutti gli atteggiamenti potenzialmente patologici si pensa che è un momento passeggero e che poi passerà da solo. Ma non è sempre così, può capitare che ci prenda lui la mano e diventi con il passar del tempo, sempre più difficile riportare la coppia a vivere una normale vita sessuale.
Quello che succede di solito è che l’uomo si sente ferito e rifiutato, la sua identità maschile è respinta e diventa in parte inespressa, proprio nella connotazione per lui più fisica. L’uomo costretto alla asessualità non si sente veramente uomo anche se ovviamente non è vero. Un po’ quello che succede alle donne che non possono o non riescono a vivere la maternità anche loro non si sentono donne complete. Il problema si pone anche nell’altro sesso, la donna che non si sente più desiderata crede di non essere più attraente e può perdere sicurezza in se stessa.
Le conseguenze sono diverse l’uomo può diventare aggressivo verbalmente, talora anche fisicamente, inizia una vera e propria guerra psicologica fatta di risentimenti, chiusure, sensi di colpa, insoddisfazioni, battute e critiche. Per quello che riguarda la donna la sua reazione è di solito meno aggressiva e direttamente espressa e non è infrequente che si possa chiudere in se stessa giudicando anche inconsciamente che la colpa possa essere la sua. A meno che non vi sia un reale motivo, un benestare reciproco o la ricerca di una vita sessuale al di fuori delle mura domestiche, per evitare di scatenare il desiderio nel compagno si rischia di arrivare a una eliminazione quasi totale dell’affettività, niente baci, niente carezze, nessuna espressione di affettuosità.
Una relazione non solo asessuata ma anche pericolosamente anaffetiva.
Ho recentemente considerato che questa modalità è molto simile ai disturbi comportamentali legati al cibo, l’anoressia per esempio parte da un desiderio di vedersi più magri e gradualmente si trasforma in un totale rifiuto del cibo. Entrambi questi atteggiamenti sono un rifiuto del nutrimento non solo fisico, ma anche emozionale e sensoriale, un rifiuto del piacere insomma, per arrivare nei casi più gravi a un rifiuto della vita stessa. Molte volte è presente una depressione del tono dell’umore sottostante magari mascherato.
E’ però da considerare che da alcuni anni la assessualità sta dilagando un pò come una moda tra i e le giovanissime oltre che tra personaggi dello spettacolo, che dichiarano apertamente di vivere molto più serenamente senza il sesso e senza questa ossessiva necessità e di ricercare una espressione più sentimentale e romantica dell’amore. In questi casi la relazione assessuata è desiderata da entrambe le parti e come alcuni dicono “è il paradiso per gli uomini che soffrono di impotenza” e a questo punto direi ma perché no? Basta che non lo si consideri un vanto o un orgoglio ma una scelta individuale e rispettosa delle altrui necessità e desideri.
E’ possibile che questo sia il risultato della nostra ricerca di perfezione, e dell’allargare il nostro spazio esperienziale: con quello vado a teatro, con quello faccio sport, con quello lavoro, con quello faccio il romantico, con quello faccio sesso e qui nasce il famoso scopamico. Anche questa è una novità di questo secolo molte amicizie, molta libertà, molta scelta e possibilità di vivere esperienze diversificate tra di loro e non per questo meno arricchenti.
Esiste la possibilità di dar vita a un puzzle di io con diverse personalità, che da un lato possono generare confusione e instabilità ma dall’altro possono essere un ottimo training e terreno per non fossilizzare la nostra mente in un unico personaggio che ripete se stesso fino alla morte. Un tempo si restava dove si nasceva si lavorara vicino a casa ci si sposava il più comodamente possibile. L’importante è non perdere il collegamento con la nostra unità e centralità, mantenendo il desiderio di creare una vera e profonda relazione con gli altri individui e non solo con noi stessi.
Ma per tornare all’assesualità in senso lato credo che una cosa sia scegliere di non far sesso e un’altra sia il non riuscire a fare sesso in modo soddisfacente; la differenza è sostanziale, direi.
Quando iniziamo a capire di avere una totale mancanza di desiderio è necessario correre subito ai ripari, e girare subito il timone nella direzione giusta. Il primo passo è capire che il problema siamo noi, infatti il più delle volte si tende a dare la colpa alla stanchezza ma soprattutto al compagno, troppo grasso, alito pesante, si trovano difetti sicuramente presenti ma ai quali si da troppo peso. In realtà sono delle scuse o meglio si vede l’altro come se indossassimo degli occhiali che distorcono la realtà, esattamente l’opposto degli occhiali rosa dell’innamorato.
Una volta individuato che di un problema si tratta, è necessario non accettare passivamente questa condizione di chiusura ma cercare tutte le possibili soluzioni per facilitare una riapertura. E’ importante condividere il problema ovvero parlarne con il proprio compagno cercando in prima istanza di spiegare che non è lui il problema e che desideriamo cambiare velocemente. Si tratta di una richiesta di aiuto per superare il momento difficile, un po’ come quando si decide di smettere di fumare. In questo modo si dà la possibilità al compagno di diventare più attento ad alcuni dettagli che ci danno fastidio, si potranno fare dei viaggi o dei week end insieme per uscire dal tran tran.
Il problema è più subdolo quando non esiste un compagno; in questo caso è più facile credere che siamo così solo perché siamo sole, ma è spesso il contrario e spetta a noi uscire da questo torpore. A parere mio è sbagliato e troppo facile concludere che non essendoci più desiderio sessuale il rapporto tra due persone è da considerarsi esaurito. E’ più facile chiudere e ricominciare con un altro compagno dove tutto è nuovo e possibile. Facilmente le stesse dinamiche si riproporranno nel tempo magari anche peggiori. Si può rimettersi in pista anche con il compagno di oltre 20 anni.
Come fare? Prima di tutto bisogna volerlo! esattamente come quando si decide di smettere di fumare, quindi ci deve essere una motivazione forte questo è il punto di partenza e non è facile. E’ più semplice rinunciare ad essere felici che lottare per la nostra felicità e poi è necessario darsi da fare in più direzioni.
L’attività motoria è la più semplice e prima raccomandazione, soprattutto se fatta all’aria aperta, da una parte perchè il movimento aumenta la produzione di testosterone e quindi aumenta l’appetito sessuale, dall’altra perchè la natura apporta sempre la sua meravigliosa armonia intrinseca e ci dona la possibilità di ritrovare un equilibrio.
Quando questo non basta è utile affrontare l’argomento con uno specialista psicologo o sessuologo per vedere di risolvere la causa del problema magari anche in coppia. L’agopuntura può essere un valido supporto specialistico non verbale uno strumento capace di far circolare l’energia in tutto il corpo evitando che si concentri e blocchi in alcuni distretti. Il trattamento di agopuntura si può paragonare a un motore acceso capace di far circolare la benzina nel carburatore senza che si ingolfi riattivando e armonizzando il network ormonale e bioumorale alla base del desiderio sessuale.
Si attiverà il corpo come una ventata di energia aggiuntiva che potete utilizzare fisicamente ma anche mentalmente per aggiustare il tiro ovvero per essere più elastici. Il corpo e la mente si influenzano vicendevolmente se alle donne serve una cena romantica, alcune attenzioni e comodità per mollare la fatica della giornata e della settimana, uomini perchè non provate ad assecondarle? E per le donne se a un uomo serve un bel pasto caldo servito con affetto e un bell’intimo e la vostra disponibilità, anche se di fronte a una richiesta non programmata e talora troppo istintiva, perché negarglieli?
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La riabilitazione sessuale nel rapporto di coppia
Un medico riabilitatore, così si chiamano i fisiatri come me, doveva vedere anche questa! Si riabilita la vescica urinaria nei casi di incontinenza, la mobilità e coordinazone della faringe nella disfagia e, perchè no, oggi si riabilita anche il rapporto di coppia e la sessualità.
Recentemente ho visto una coppia con due figli di età compresa tra i 10 e i 14 anni i cui genitori sembravano tra loro estranei, i figli si relazionavano normalmente con entrambi ma l’atteggiamento corporeo era assolutamente inequivocabile, il marito in piedi in metropolitana dava le spalle alla moglie seduta e si girava solo occasionalmente per interagire con lei. Usciti dal vagone lui con i due figli uno a destra e l’altro a sinistra a passo svelto si allontanavano lasciando indietro di almeno 20 metri la moglie.
Ho pensato tra di me se questi due vivono sotto lo stesso tetto a letto manco si toccheranno per sbaglio! Forse sono separati ma forse no, potrebbe essere solo un problema di relazione e precisamente di relazione squisitamente fisica. Succede molto spesso infatti che tra coniugi, anche se verbalmente il rapporto è buono, non ci siano proprio più contatti fisici, carezze, baci, abbracci, assolutamente zero.
Insomma una distanza enorme, fisicamente parlando e allora, quando arriva il momento del sesso, è come qualcosa di senza senso, di sgraziato, di goffo, di stonato. Questa disarmonia viene percepita da entrambi e il risultato è che si genera ulteriore distanza. Così il sesso viene vissuto frettolosamente e con disagio quasi come un dovere o non viene vissuto affatto. Il concetto di ricevere e donarsi piacere si perde totalmente. Mentre crescono internamente i sensi di colpa, insoddisfazione e di frustrazioni.
Le cause più frequenti possono essere la nascita di un figlio, una problematica individuale e il dubbio o il conosciuto tradimento del patner oppure semplicemente la mancanza di attenzioni reciproche, che producono un progressivo blocco della relazione fisica e dei rapporti sessuali. Può nascere da uno dei due, l’altro poi si adegua un pò per risentimento un pò perchè magari non vuole essere invadente.
Il risultato del disagio fisico diventa tangibile e visibile dall’esterno, come appunto nel caso del metrò.
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Pubblicità regresso
Sono molti gli spot pubblicitari che mi fanno sorridere loro malgrado, ma questo ultimo sul test di gravidanza e sul test di ovulazione mi ha lasciata senza parole!
Tre donne se la discutono sulla difficoltà di lettura del test di gravidanza.
Premesso che anche un idiota patentato sarebbe in grado di leggere un test di gravidanza, se sei incinta compare una particolare barretta che confronti con il disegno figuratore stampato sul bugiardino interno, niente di complicato.
Ma queste tre donne, che in tutto e per tutto sembrano acefaliche, non solo affermano di non saper leggere un normalissimo test di gravidanza ma poi una afferma di voler sapere quando ha l’ovulazione: “così non ci penso più!” dice lei serafica. Me la vedo la scenetta coniugale: oggi il test mi dice che sto ovulando quindi datti da fare, per gli altri giorni non se ne parla proprio, troppa fatica! E già mi passerebbe la voglia se fossi un uomo!
Sex on demand; se non mi serve per la riproduzione della razza lasciamo pure perdere, si perde tutta la poesia.
Se volete rimanere incinte il modo migliore è fare sesso, sesso, sesso a manetta e prenderci gusto magari. Desiderare un figlio è anche desiderare l’unione con il proprio compagno. Fare sesso solo sperando di fecondare l’ovulo è davvero molto più animalesco di quanto non possa sembrare, altro che evoluzione e poi è la volta che non ci riuscirete, statene pur certe. Continua a leggere
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Contraccezione: il pericolo della pillola RU 486
Si fa un gran parlare della pillola abortiva RU 486 o pillola della discordia, che in italia stenta ad entrare in commercio per un evidente maggior resistenza dovuta all’etica religiosa cattolica. Ma questo si può comprendere essendo il nostro il paese ad accogliere il vaticano e la sede del clero.
Si danno come scuse a questo ritardo il voler accertare la potenziale dannosità del farmaco; ci sono state in effetti delle morti legate al suo uso, ed è quindi più che legittimo volerne capire meglio la pericolosità e per una volta andare anche contro l’interesse delle case farmaceutiche.
Certamente si stratta di un farmaco non innocuo e dagli effetti tossici e potenzialmente negativi non indifferenti; ricordiamo che un aborto non è una passeggiata e soprattutto la gravidanza non desiderata non è un raffreddore. Non per fare del moralismo ma la cosa è davvero più seria e necessiterebbe un pò di attenzione, di cultura e di maturità in più.
Di fatto questo farmaco non è paragonabile a nessun medicamento fino ad ora esistente sul mercato, in quanto sostituisce a tutti gli effetti un intervento volontario di sospensione della gravidanza e le sue possibili conseguenze; il confronto da fare è quindi tra costi, benefici e rischi del farmaco nei confronti di costi benefici e rischi dell’intervento chirurgico.
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Essere sessualmente attivi
Mi capita spesso di incontrare uomini ma soprattutto donne che riferiscono di non avere nessun desiderio sessuale, di essere come spenti da quel punto di vista, di non provare assolutamente nulla.
Questa situazione è indipendente dall’età dei soggetti, nel senso che si trova purtroppo anche in donne e uomini relativamente giovani.
Ebbene è un campanello di allarme da non sottovalutare perchè di solito sottende a delle turbe fisiche e molte volte psichiche importanti, come la depressione. Quello che è interessante è che queste persone sono riconoscibili; cambia la pelle, la luce degli occhi, il modo di affrontare le difficoltà.
Essere sessualmente attivi non vuol dire solamente far sesso regolarmente, che so, due, tre o quattro volte alla settimana: è un’energia vitale che pervade tutto il nostro corpo. Essere sessualmente attivi significa essere disponibili a questa possibilità ma non solo in senso strettamente sessuale, se per motivi vari preferiamo l’astinenza volontaria questo non è essere sessualmente spenti. Continua a leggere
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Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto
Recentemente hanno proiettato alla televisione questo film ormai storico ma memorabile, vuoi per l’interpretazione degli attori all’epoca giovanissimi, vuoi per la trama assolutamente insolita e condotta in modo originale.
Troviamo una Mariangela Melato che si esibisce nella parte della ricca e aristocratica Signora da Yacht, con la puzza sotto il naso e un erre moscia da far raddrizzare i capelli, soprattutto quando chiama il suo da prima marinaio a servizio ” Gennarino” e poi amante e padrone “Signor Carunchio “.
Giancarlo Giannini, il cui sguardo lascia sempre trasparire oltre le rozze modalità, un cuore sensibile e onesto, diventa un mito per tutti gli uomini per la sua capacità di domare la femmina, “bottana industriale” e giù di sberle! Oggi scherzare su un tema tanto scottante come i maltrattamenti delle donne non si potrebbe più fare, non con tanta leggerezza.
Ma in questo film nonostante l’evidente maschilismo che viene comunque deriso, quando ormai lui l’ha spogliata completamente a forza e suon di botte, ancora arrabbiato, anzi incazzato nero per i suoi comportamenti altezzosi, si rifiuta di possederla perchè lei si deve innamorare e così succedde.
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Possedere non è sottomettere
Interessante considerare il valore che diamo alla parola possesso che di solito fa pensare a connotati negativi; non vi è nulla di male nel possedere interamente una cosa. Vuol dire viverla totalmente, penetrarla in profondità.
Gli oggetti possono essere posseduti ma anche le persone! Nell’atto di amare si entra nel cuore dell’amato e nella sfera sessuale esiste la possibilità di essere penetrati e di penetrare.
Non si tratta solamente della penetrazione fisica di un segmento corporeo, è un atto di fusione che ci da’ la possibilità di scambiare qualcosa che va al di là della semplice materia. Durante l’atto sessuale possiamo quindi assorbire e donare qualcosa di impalpabile all’altro.
Lasciarsi possedere consente di possedere e questo è un modo del tutto femminile ma possedere consente di essere posseduti e questa invece è una modalità prettamente maschile.
E’ comunque bello osservare che non e’ possibile essere posseduti senza un abbandono a tale possesso. Non e’ quindi possibile in questo senso, infliggere violenza. Ma non solo, non e’ possibile essere posseduti senza possedere e non e’ possibile possedere senza essere posseduti. Non e’ un gioco di retorica ma una semplice legge. Continua a leggere
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La libido aumenta in estate?
Credo sia un dato di fatto vedere aumentare con l’arrivo dell’estate la libido e il desiderio sessuale. Con la stagione calda anche i soggetti più “orsi” escono dal letargo.
Dal punto di vista fisiologico la nostra energia si sposta maggiormente in superficie, non vuol dire che non si riflette più, ma forse si è più disposti ad ascolatre le esigenze del corpo, piuttosto che quelle della mente.
Il ridotto utilizzo di vestiti consente di vedere corpi più nudi e anche questa vista contribuisce ad aumentare il desiderio. Non solo le gambe nude, ma anche le spalle, il decolté, ma anche i piedi possono richiamare la nostra attenzione aumentando la fisicità.
Essere meno vestiti aumenta il senso di libertà ed è possibile osservare maggior eleganza e bellezza nei corpi in movimento. Inoltre oggi è possibile osservare una maggior attenzione del corpo, con i primi caldi molti sono già leggermente abbronzati ed è più difficile, rispetto a qualche anno fa, trovare nelle donne piedi callosi e trascurati o ascelle pelose fare capolino dai vestiti. Esiste una maggior ricercatezza del senso estetico in genere anche nei giovanissimi.
Lo stesso sudore che rende lucida la pelle non è più associato nella grande maggioranza dei casi ad un cattivo odore, è un sano e oserei dire anche piacevole sudore.
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Giochi sessuali
A letto, si sa, è bello anche giocare, ovvero lasciare spazio alla fantasia. Si può usare il cibo, la frutta come le fragole con la panna montata, trasformarsi in un piatto per il sushi o spruzzarsi di bollicine di spumante o del più nobile champagne.
E’ possibile giocare con intimo e scarpe soffisticate o aggressive e anche travertirsi o mascherarsi, questo permette ad alcuni di uscire dai soliti consueti personaggi assunti dalla propria personalità.
Si possono usare le corde, forzando un rapporto di dominanza o di dominazione, si possono usare le bende sugli occhi lasciando quindi all’altro il potere di agire a nostra insaputa.
Si possono usare i giochi di luce, il caldo e il freddo o il divertimento di scivolare su un corpo interamente unto.
Insomma i gusti possono essere diversi e variopinti, l’importante è sapere che durante l’atto sessuale si può penetrare l’altro e non solo in senso fisico. Ecco che allora è importante sapere controllare la propria aggressività, anche se stiamo giocando o semplicemente esprimendo la nostra potenza sessuale; è necessario che vi sia sempre estrema complicità e capacità di ascolto reciproco per poter dosare la propria energia sessuale. Continua a leggere
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L’orgasmo femminile: un universo da scoprire
E’ sorprendente sapere che molte donne vivono un forte disagio, non nei confronti del sesso ma nei confronti della propria capacità o incapacità di raggiungere l’orgasmo. Molte per questo motivo soffrono e sviluppano un’idea di non compiutezza.
Mentre l’uomo teme di raggiungere troppo in fretta l’orgasmo o di non avere una erezione valida, la donna si preoccupa e teme di non raggiungerlo affatto.
La definizione da dizionario dell’orgasmo è: “l’ apice del piacere”; ma non esiste un piacere uguale all’altro, non esiste un orgasmo uguale all’altro, e certamente l’orgasmo femminile non assomiglia a quello maschile.
Infatti fra le tante cose assolutamente straodinarie delle donne, vi è quella di poter avere più orgasmi anche a breve distanza l’uno dall’altro, che possono potenziarsi l’un l’altro o prolungare il piacere stesso. Direi che l’orgasmo è una sorta di esplosione di energia ma non si manifesta sempre nello stesso modo e bisogna anche imparare a riconoscerlo e viverlo.
Credo che il problema sia proprio nella scarsa conoscenza del proprio corpo. Da parte di molte donne infatti la masturbazione viene praticata frettolosamente, con infiniti sensi di colpa e senza una adeguata educazione.
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Troppo poco sesso
Oggi si parla molto di sesso e si pratica sempre di meno. Il sesso sembra diventare una idea, un fatto virtuale. Anche tra i giovani l’attività sessuale, che dovrebbe essere fervida, è davvero molto ridotta.
Al di la della difficoltà di incontrare la persona giusta e delle problematiche di rapporti uomo donna, all’interno di una copia consolidata, indipendentemente dall’età, il sesso è davero vissuto in modo marginale. A ben guardare i nemici del sesso sono molteplici.
Il primo, forse il più compreso nemico è il tempo, quel maledetto tempo che non si trova mai! E che mai si troverà senza volerlo cercare. Qui fanno da padroni il lavoro e la stanchezza, chi a fine giornata non si sente come se li fosse passato un camion adosso? E al mattino non farebbe un patto con il diavolo per restare ancora pigramente tra le lenzuola?
Ma poi esiste un altro vero nemico: i pensieri negativi e le preoccupazioni; quelli non danno alcuna possibilità alle nostre idee sessuali di farsi avanti! E su questo argomento credo valga la pena di approfondire in un secondo tempo quali siano i metodi utili per limitare il brusio della mente e l’incedere aggressivo dei pensieri negativi.



