Articoli a proposito di ‘responsabilità’

La responsabilità: un principio allieno

6/10/11

Catherine Bellwald  La responsabilità: un principio allienoPiù passa il tempo e più sembra di assistere al tramonto della responsabilità come scelta. E’ un pensiero che mi è venuto in mente quest’estate, un giorno quando mi sono accorta che la spiaggia era disseminata da mozziconi.

Al di là della raccolta ordinata della spazzatura e del suo smaltimento organizzato, problema ancora non risolto in tutte le aree Italiane, l’attenzione al mozzicone non dovrebbe essere considerata di secondaria importanza. Credo si dovrebbe capire e spiegare meglio al fumatore quanto siano sgradevoli  spiaggie, parchi e montagne disseminati da questi orrendi filtri ciucciati e lasciati all’aria, quasi a segnare il territorio.

Senza voler fare la morale e tanto meno inventare nuovi divieti o multe come fanno in California, sono sicura che basterebbe l’esempio come in tutto; se sempre più persone raccogliessero i mozziconi altrui o altri rifiuti, sono sicura che il fumatore, non trovando migliaia di altri mozziconi si sentirebbe più a disagio a gettare il suo.

Quest’estate ero in Sicilia al mare e nonostante l’evidente miglioramento della pulizia delle spiaggie e delle strade rispetto a qualche anno fa, restava ancora molto evidente l’abbondanza dei mozziconi abbandonati sulla spiaggia oltre a piccoli rifiuti qua e là.

Mi sono trovata a pulire alcune aree dalle carte, plastiche e soprattutto dai mozziconi. Le persone accanto a me all’inizio pensavano cercassi conchiglie poi capivano, dopo il primo disagio che leggevo nei loro occhi che stava a dire “non l’ho mica lasciata io quella roba!”… non ci crederete ma molti facevano lo stesso.

Tutto il giorno sdraiata al sole, tra un bagno e l’altro una lettura e una chiacchiera, dov’è il problema a fare un pò di pulizia della nostra spiaggia? Se avessimo i mozziconi in casa o nel nostro giardino lo faremmo di corsa non credete? In silenzio senza tante sceneggiate o dimostranze, solo per il piacere di vedere  quanto bello è lo spettacolo del mare.

La natura è la casa di tutti e quindi anche la nostra, purtroppo non abbiamo tanto denaro per far pulire gli ambienti naturali come facciamo con le strade, resta quindi a noi tenerli in ordine e rispettarli.  E basta con lo scaricare la responsabilità sugli altri, “non sono stato io” e frasi simili, sono espressioni da bambini. Direi: “E chi se ne frega di chi è stato, ho le mani? Perchè non dovrei toglierlo io?”

A dire che è ingiusto e che non dipende da noi siamo bravissimi, a parlare per ore senza dire niente, poi, dei veri esperti. E questo vale in ogni ambito “Mi dispiace signora non dipende da me“, quante volte lo abbiamo sentito? E alla domanda  “…e da chi dipende allora? mi faccia parlare con il responsabile“… niente! Da lì in poi sempre la stessa musica, come una costruzione piramidale perfetta per produrre innefficienza e deficienza, direi.

Il grosso problema è che nessuno si vuole prendere la responsabilità anche di fronte a una piccola scelta sensata e ragionata. Ma siamo bambini o cacasotto? E’ il principio sul quale i briganti, i ladri e i veri delinquenti basano la loro forza e grazie al quale, nel nostro paese l’omertà ha penetrato il tessuto sociale a profondità inimmaginabili.

E allora, iniziamo a essere responsabili del nostro piccolo, a rispondere in modo diverso e occuparci per quanto possibile di fare del nostro meglio per noi stessi e per gli altri.

E’ così che si diventa adulti!

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L’insostenibile pesantezza del senso di responsabilità – By Valeria

13/10/09

 

Catherine Bellwald L’insostenibile pesantezza del senso di responsabilità   By Valeria

Credo sia capitato alla maggior parte di noi almeno una volta:

parte un pensiero che non si sa da dove arriva ne perché. Poi la mente cerca di rimuoverlo ma poco dopo ci si accorge che il tentativo è fallito: il pensiero è ancora lì.

Quello si è ostinatamente radicato nel cervello ed evidentemente non rimane altro da fare che andare a fondo e rifletterci su.

Sulle prime sembra trattarsi di un dettaglio irrilevante e invece, ripensandoci, è tanto sostanziale da poter mettere a dura prova l’idea che ci siamo fatti del mondo e degli uomini.

Bene, tempo fa due vecchi amici – che io a mia volta conosco da tanti anni – si rivedono e naturalmente cominciano a raccontarsi. Come sta una, come sta l’altro, cos’hanno fatto delle loro vite.

Io li osservo, ma qualcosa mi sembra non quadrare. C’è come una sorta di mancanza, anche se l’apparenza direbbe il contrario. (continua…)

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Terremoto in Abruzzo: a caccia di responsabili

8/4/09

Catherine Bellwald Terremoto in Abruzzo: a caccia di responsabiliIl terremoto come tutti gli eventi catastrofici ha la caratteristica di essere per l’appunto catastrofico, certo questi eventi si possono e si potranno in futuro individuare in anticipo in modo sempre più preciso, ma la sicurezza non è certamente la parola da utilizzare.

Anche con la miglior capacità di preavviso, spostando i cittadini in strutture più solide possibili, non sapremo mai quanto, non sapremo mai dove esattamente sarà il centro di maggior gravità sismica e soprattutto non sapremo con esattezza i tempi e tanto meno il livello di gravità, insomma sarà comunque un terno al lotto.

Ci sono persone che dedicano la loro vita a questo lavoro di ricerca e lo fanno con passione e fervore e andrebbero incorragiate o quanto meno ascoltate.  Le case antisismiche che non sono così antisismiche, lo si può vedere solo dopo l’avvenuta catastrofe e non mi sentirei di accusare nessuno, la responsabilità a questo punto è difficile da stabilire e sicuramente il costo di una costruzione fatta con i sacri crismi è molto alta.   (continua…)

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