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Febbraio e il polmone nella medicina cinese

Catherine Bellwald Febbraio e il polmone nella medicina cineseDal calendario cinese con il 4 Febbraio entriamo in Li chun che significa inizio della primavera e primo giorno del nuovo anno. La visione di iniziare l’anno con l’inizio della primavera ha una sua logica nel dare all’anno la stessa ciclicità e dinamismo di tutti gli esseri viventi.

Il ciclo dell’anno esattamente come il ciclo della vita: un primo tempo di sviluppo e crescita con la primavera, di massima espressione solare con l’estate, di iniziale rallentamento e decadimento con l’autunno e infine di interiorizzazione e morte con l’inverno.

L’organo collegato al mese di Febbraio è il polmone, il suo animale correlato è la tigre e il suo orario è compreso tra le 3 e le 5 del mattino.

Con un inspiro si viene al mondo con un espiro si lascia questo mondo. La respirazione è collegata con la vita del corpo umano e anche con l’aspetto più materiale della vita: la dualità che altro non è che la legge dello yin e dello yang. Se non si accettano e utilizzano entrambe le componenti, si perde l’equilibrio e la forza. Un tempo per inspirare-uno per espirare, un tempo per fare-uno per non fare, un tempo per ogni cosa ascoltandosi e senza cadere nella meccanicità dell’atto ma sfruttando la sua potenzialità.

La respirazione è da sempre considerata il fulcro più importante di lavoro di tutte le più antiche arti marziali, del qi qong e dello yoga. Pur essendo una funzione automatica del corpo viene eseguita  mediante l’utilizzo della volontà e della concentrazione e a tutt’oggi ancora poco considerata e utilizzata nella comune educazione occidentale.

Cha dire della Tigre,  nella mitologia classica rappresenta esotericamente la dualità bene-male, creazione-distruzione. Mentre nella filosofia cinese con il famoso detto “cavalcare la tigre“, si considera la possibilità di sfruttare la nostra natura aggressiva, domando l’animale pericoloso e rendendolo mansueto. Un atto di controllo completo, di grande forza potenziale e di scelta, nulla a che vedere con la visione dell’ agnello che nulla altro può fare che essere mansueto. Un obiettivo che in ogni arte marziale è racchiuso: mettere la violenza al servizio della non violenza.

Infine anche l’orario è particolare; è l’ora in cui l’alba si sente arrivare ma è ancora lontana oppure solo parziale la sua luce. In questo orario moltissime persone si svegliano e non riescono più a riprendere sonno.  Non credo sia un caso, potremmo considerarla come una impazienza del corpo a risvegliarsi presumibilmente data da un sovraccarico o sovreccitazione o iperstimolazione.

Il polmone è il primo canale della circolazione energetica e riceve la staffetta dal canale che lo precede, quello di fegato che, come abbiamo visto nel mese precedente, è quello che maggiormente trattiene e tende ad andare in tensione e quindi in eccesso. Per lavorare su questo tipo di insonnia è necessario lavorare sul fegato e sui suoi organi correlati e non solo sul polmone esattamente come in tutte le forme asmatiche.

Le patologie da raffreddamento che colpiscono il polmone sono aiutate dal trattamento diretto del canale polmonare. Pensate che con il semplice punto LU 9 (punto shu  del canale di polmone) (in inglese Lung meridian), si esegue un trattamento stagionale invernale secondo il metodo degli I Ching applicato al canale del polmone, utilissimo come prevenzione.

Nei casi acuti è utile  lavorare in associazione con la milza con la quale il polmone forma il grande canale detto Tai yin ovvero lo strato più superficiale dello yin sul quale è  possibile trattare le forme catarrose e con eccessiva produzione di muco. Ricordiamo che il polmone è collegato direttamente anche con il grosso intestino con il quale forma un legame di organo-viscere, interno-esterno e con il quale è possibile facilitare l’eliminazione  attraverso le feci del calore in eccesso formato a causa della patologia acuta.

Infine il polmone è collegato con la vescica urinaria, che rappresenta il suo opposite clock rispetto all’orologio cinese o se preferite al calendario. Il trattamento in fase acuta anche di questo canale può nuovamente favorire l’eliminazione dell’eccesso di calore attraverso le urine, drenandolo e riequilibrandolo esattamente come fanno i rimedi fitoterapici mirati sulle forme acute dell’albero respiratorio.

Come ho detto in altri post  questo organo incredibile che è il polmone soffre il freddo, la secchezza e la tristezza che è la sua emozione. Un modo per aiutarlo è sicuramente quello di limitare e se possibile evitare il fumo e lo smog e respirare aria pulita. E ancora di evitare l’eccessiva secchezza causata dai termosifoni che in questa stagione spesso sono a manetta. Infine di non alimentare l’emozione della tristezza come atto di attaccamento nei confronti di quello che abbiamo perso. In sintesi non stringiamo i pugni per tentare di recuperare ciò che nella mano non c’è più.

Lasciamo andare e facciamo scorrere anche la sofferenza qualcosa d’altro colmerà non solo le nostre mani  ma anche il nostro interiore esattamente come fa l’aria nei polmoni.

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Patologie da aria condizionata: come difendersi

Catherine Bellwald Patologie da aria condizionata: come difendersiIl caldo è arrivato! ci siamo! I grandi consumatori di aria condizionata l’hanno certamente già accesa e messa in funzione, in macchina, in casa o in ufficio. La loro è una dipendenza non aspettano di avere veramente caldo ma ai primi caldi, trac accendono il condizionatore a manetta!

Molte raccomandazioni quindi a tutte le persone che sono normalmente sensibili al colpi d’aria o che sudano facilmente; l’aria condizionata  può portare facili raffreddamenti imprevisti con frequenti comparse di algie muscolari, sinusiti, bronchiti, otiti o gastroenteriti. Non fatevi sorprendere, portate sempre con voi una sciarpa e una felpa di cotone soprattutto se dovete frequentare negozi, uffici e mezzi  di trasporto pubblici.

Il problema però non è solamente il colpo di freddo improvviso su una pelle con tutti i pori dilatati dal caldo che ne facilita quindi l’entrata ma anche la possibile contaminazione da parte di batteri, virus, funghi, polveri e pollini  presenti sui filtri del condizionatore.

Si raccomanda  quindi molta attenzione e rigore nella pulizia e sterilizzazione regolare dei filtri dell’aria condizionata  prima dell’utilizzo dell’ impianto. Alcuni specialisti sostengono che il loro utilizzo indiscriminato possa influire sull’aumento delle allergie respiratorie oltre che portare infezioni dell’albero respiratorio, talora anche severe, con vere e proprie polmoniti acute decisamente  da non sottovalutare anche in questa stagione.

E’ rimasta storica e famosa l’infezione che colpì un gruppo di reduci di guerra durante un loro ritrovo. Al batterio responsabile dell’epidemia  venne dato il nome di Legionella (da qui il nome della patologia, detta infatti anche “Morbo del Legionario“). Questo evento, che risale ormai al 1976,  mise in ginocchio più del 10% dei partecipanti alla conferenza con una polmonite acuta e fu responsabile della morte di 34 persone.

Il rischio di contrarre un’infezione da un condizionatore non adeguatamente trattato  è quindi una situazione non scevra di pericoli anche gravi soprattutto per soggetti anziani e piccoli e per tutti i soggetti che sono sotto terapia farmacologica oppure affetti da altre patologie croniche.

E’ quindi raccomandabile quando possibile non dimenticare di eseguire una corretta  pulizia del proprio impianto  di casa e del proprio veicolo oltre che richiedere la pulizia dell’impianto del luogo di lavoro. In casi sospetti o se vi sembra di sentire attraverso le narici un’infiammazione particolare con irritazione delle mucose, potete ricorrere al comodo e nuovo utilizzo di filtri nasali acquistabili in qualunque farmacia.

Questi piccoli filtri di tre taglie diverse a seconda dell’anatomia del nostro naso si infilano nelle narici e non sono praticamente visibili dall’esterno. Possono fermare polveri, pollini e batteri. Il loro impiego per momenti particolari è una valida ideea per i viaggi in aereo o in autobus e in tutte quelle circostanze a elevato rischio.

In particolare se siete allergici a specifiche polveri o pollini e se dovete per turismo stare molto all’aria aperta o se dovete visitare una città a piedi ad elevato tasso di inquinamento come quelle indiane o cinesi o giapponesi non esitate a provarli.

Comprateli e metteteli in borsetta, un gesto semplice e banale che potrebbe salvarvi  le vacanze e  conservare la salute del vostro albero respiratorio.

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Tracce di Profumo. E’ come volare nella nebbia – By Valeria

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. E come volare nella nebbia   By Valeria

È soltanto acqua, in una delle sue tante forme… È costituita da minuscole goccioline sospese nell’aria.

Gli oggetti sono avvolti in un alone biancastro e la visibilità risulta ridotta, le forme appaiono quasi ammorbidite, il tempo sembra subire una breve sospensione.

Una sensazione di silenzio si diffonde attorno a noi e ci raggiunge anche all’interno.

Quando la nebbia è molto fitta produce un misto di disorientamento, piacere, senso del mistero.

Osservo attraverso un ricordo ma non riesco a vedere nitidamente, i particolari sfumano nelle pieghe del tempo; vorrei sapere, ma non so. Vorrei capire, ma non capisco.

Qualcosa che non avevamo previsto arriva talvolta come una semplice brezza marina e può dissolvere la foschia, mostrare verità dimenticate, far vibrare corde assopite.

Può possedere un potere sorprendente. Le immagini si fanno più nitide, le linee nette.

Alzarsi in volo allora consente di cogliere con lo sguardo ogni cosa, i dettagli rimpiccioliscono ma il mondo si manifesta in tutta la sua ampiezza, e bellezza.

Un ampio respiro ci riempie i polmoni, ampio come tutto ciò che gli occhi riescono a abbracciare, ampio come tutto ciò che il cuore riesce a percepire.

Passato, futuro e ogni distanza sembrano, per un istante, raccogliersi in un unico punto, e una gioia incontenibile ci pervade.

L’aria rarefatta e fredda ha un sapore marziale.

Noi siamo, e soltanto siamo, sospesi nell’aria senza un dubbio, con la sola forza dell’intensità.

Ma poi la brezza cala, la nebbia si sparge ovunque, e di nuovo un timore ci assale. Quando si perde l’orizzonte, tutte le comunicazioni devono essere in chiaro.

Fa che il mio cuore non perda la traccia affinché il ritorno mi conduca all’antica dimora.

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A pieni polmoni – by Philippe Galard

Catherine Bellwald A pieni polmoni   by Philippe GalardLa prima volta ero davvero giovanissimo, appena tredici anni.

Ero con mio cugino e lui ne aveva soltanto undici.

“Guarda” mi disse  “Le ho fregate dalla borsa di mia madre!”

Anche se più giovane di me di due anni,  è stato lui a invitarmi a fumare la mia prima sigaretta. Solo undici e tredici anni, è pazzesco se ci ripenso.

Ci siamo rinchiusi nei bagni, abbiamo aperto la finestra e… via con la siga.

Non sapevamo neanche inghiottire il fumo ma ci sentivamo grandi; era il nostro  primo gesto di emancipazione, di affermazione e di ribellione.

Il gusto, me lo ricordo benissimo, era infame ma fu piuttosto il senso di trasgressione del vietato ad incidersi  nella mia memoria.

La seconda volta fu ancora più eccitante; ero in vacanza in Marocco, con mia sorella e Anna, una sua amica. Io avevo quattordici anni e loro diciasette. Anna era davvero una bella ragazza ed io non ero che un piccolo moccioso; ai miei occhi, lei era già una donna fatta e finita e per me del tutto inacessibile.

Alla sera si divertiva a prendermi in giro:

“Allora piccoletto,  quand’ è che vieni nel mio letto? ti aspetto! Potremmo fare follie insieme!”

Mi ballava  intorno in camicia da notte, ridendo di gusto. Ero timidissimo,  arrossivo come un pomodoro ed ero assolutamente incapace di profferire parola.

Mia sorella all’epoca doveva studiare per gli esami di recupero di settembre; ebbi quindi il privilegio e l’onore di accompagnare Anna al mare.

Il lungo mare era pericoloso e noi eravamo praticamente soli, su questa immensa spiaggia di sabbia dell’Oceano Atlantico.

In assenza di mia sorella, Anna si faceva più sensuale, misteriosa, meno esuberante e più calda nei miei confronti. Un giorno aveva  disposto il suo asciugamano fianco fianco al mio,  era sdraiata  sul ventre con un libro in  mano, i suoi  lunghi capelli rossi e ricci  e gli occhiali da sole sul naso. Confesso che mi faceva letteralmente impazzire.

Ad un tratto girandosi verso di me, abbassò gli occhiali e si  tuffò letteralmente nei miei occhi. Era così vicina che potevo sentire la sua pelle sfiorare la mia. Non avevo mai condiviso una simile intimità con una ragazza.  Immaginavo la  pienezza dei suoi seni, meravigliosamente disegnati dal suo costume da bagno. Il suo odore, il suo alito, il calore del suo corpo, erano un’ esplosione nel risveglio dei miei cinque sensi. Continua a leggere

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La respirazione è un atto fisiologico, meccanico come il battito cardiaco, che rappresenta una funzione di vitale importanza per la nostra sopravvivenza. Esiste quindi in ogni corpo un meccanismo anatomico fisiologico in grado di garantire la funzione respiratoria indipendentemente dalla  volontà, sostenuto dal sistema nervoso detto vegetativo.

Ma esiste la possibilità di interagire volontariamente sul respiro, potenziando e modulando la lunghezza delle diverse fasi respiratorie che sono quattro: l’inspiro, la pausa a polmoni pieni, l’espiro, la pausa a polmoni vuoti.

In questo filmato del Maestro Iyengar, considerato oggi uno dei più autorevoli maestri di yoga vivente, potete vedere  quanto è modulabile la possibilità di allungare l’inspiro e l’espiro. Il respiro come dice Iyengar  è il re della mente, in effetti il respiro interagisce immediatamente di essa, generando uno stato di stop della frenetica attività mentale.

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