La negazione del piacere sessuale femminile
La negazione del piacere sessuale femminile ha radici molto antiche ed è a mio parere ancora profondamente radicato nella società e in molte donne consapevoli o meno di questo fardello.
Bellissimo il film Hysteria che descrive come nell’ingilterra preVittoriana il massaggio vulvare e clitorideo fosse praticato come terapia medica rilassante e pacificante contro la sindrome isterica nella quale veniva inclusa un’infinità di sintomi fisici e psichici delle donne.
Il piacere sessuale non era assolutamente considerato come possibile, lo si negava a priori e quindi le pazienti dopo il loro orgasmo valutato come parossismo terapeutico si sentivano sollevate e decisamente più serene e questo era quanto bastava per promuovere la cura…sicuramente gradita dalle pazienti.
Divertente pensare che in quel periodo collocato alla fine dell’800 le donne con malesseri di vario genere venissero trattate con degli orgasmi regolari eseguiti professionalmente con molta serietà e impegno da parte di alcuni medici specializzati nel settore che si arricchivano in questo modo.
Impensabile poi concepire che prima del ferro da stiro o del tostapane il vibratore come strumento di benessere e di salute fosse entrato nelle case degli inglesi come uno dei primi elettrodomestici, quando oggi forse ancora solo 1 donna su 2 ne fa uso e ne possiede in casa almeno uno.
Sono moltissime le donne che ancora oggi non andrebbero mai a comprarsene uno per vergogna anche se il commercio via internet è un modo discreto per acquistarli. Esistono ancora moltissimi tabù riguardo a questi oggetti, oggi definiti sexy toys, anche nelle più giovani. Consigliare come medico di acquistarli e di provare a usarli per conoscere meglio il proprio piacere è quasi amorale e non affatto facile anche se riconosco che sarebbe uno strumento terapeutico molto utile per mollare le tensioni che si accumulano volenti o nolenti nella vita di tutti giorni.
Sono invece davvero moltissime le donne di varia età che mi dicono che il sesso a loro non interessa affatto e che ne farebbero a meno indipendentemente dalla presenza di un uomo al loro fianco magari anche amato e di bella presenza fisica.
Il desiderio femminile delle coccole e dell’affettuosità che si esprime attraverso le carezze ma anche attraverso la sola vicinanza fisica, oppure anche attraverso le parola resta per molte donne non un concetto di preliminare o di contorno gradito all’amore ma l’unica espressione di amore che riescono a vivere
Secondo la ginecologa agopuntrice autrice del libro “Femme désireé, femme désirante”, Danièle Flamenbaum, si tratta di un problema che origina nell’infanzia e da una sorta di mancata strutturazione di una sessualità adulta che resta come dire bambina. Secondo l’autrice del libro anche nelle donne giovani che hanno avuto una libertà sessuale da ragazze data dai tempi moderni, la vita di coppia prolungata, la nascita di un figlio e qualche volta anche la menopausa o altri eventi esterni o interni sono responsabili di quello che lei definisce una regressione infantile della sessualità e una sorta di ritorno al retaggio dei tabù sessuali delle proprie nonne e bisnonne.
Molte delle mie pazienti dichiarano di vedere il marito o compagno come un fratello o come un padre e quindi si sentono gradualmente sempre più imbarazzate come se l’atto sessuale vero e proprio diventasse una specie di incesto. Per prime si giudicano e hanno paura di essere giudicate male. Ecco che le coccole sono ammesse ma solo quelle e se le coccole significano che poi si deve fare sesso allora anche quelle vengono castrate per evitare che la coccola possa sembrare un esplicito invito sessuale.
Molte di queste donne affermano che all’inizio non era così oppure che non sono state sempre così, alcune dichiarano la perdita dell’interesse a causa del cambiamento fisico del proprio marito che nel corso degli anni è ingrassato o cambiato caratterialmente, altre dichiarano che la menopausa è la vera causa della perdita di interesse sessuale nei confronti del sesso maschile in senso assoluto. Altre dichiarano che il loro vero desiderio ed espressione sessuale sono stati presenti solo in assenza di un consolidato legame di coppia. Queste sono le motivazioni più frequenti che ascolto da numerosissime donne che sentono il rapporto sessuale nei confronti del loro compagno come un dovere al quale rinunzierebbero volentieri.
Incredibile se ci pensate; la negazione del piacere sessuale femminile, da sempre imposta dal mondo alle donne, oggi è come se fosse voluta da loro stesse, anche se in modo per lo più inconsapevole, in un processo volto a perpetuare la loro stessa castrazione, senza neanche accorgersi di perdere così facendo uno fra i più importanti valori dell’evoluzione umana: il rispetto e la considerazione dell’irrinunciabile quanto libera espressione sessuale femminile.
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Anche James ha perso la sua leggerezza
Per tutto il mese di ottobre i film di James Bond sono stati tutti rimessi in visione in attesa del nuovo e ultimo episodio uscito ieri sera in prima visione a Londra. James Bond in televisione a tutte le ore della sera! Carino e poi rivedere alcuni film totalmente dimenticati è stata un’esperienza interessante. L’evoluzione nel tempo di questa serie cinematografica mi ha permesso di osservare i cambiamenti dei gusti, del pensiero e dei costumi avvenuti nel corso di questi ultimi 50 anni.
Il nuovo James è un vero guerriero, sa combattere e difendersi in modo decisamente più credibile ed efficiente, il suo aspetto fisico è più prestante e atletico oltre che il suo modo di vestire più tecnico, tattico e francamente più adatto al suo lavoro pur restando elegante nelle occasioni mondane con l’intramontabile smoking.
Le scene di inseguimento delle ultime pellicole sono mozzafiato e tutte girate con super effetti speciali che certamente una volta scarseggiavano o mancavano del tutto. Quello che però emerge maggiormente alla mia attenzione è che il personaggio di James (solo dire il nome suscita emozioni positive) ha perso la sua patina onirica e di leggerezza.
Niente più sigarette, superalcolici a ogni occasione, niente svaghi o promiscuità sessuale in tal caso forse ci farebbero vedere un preservativo temo.
James giocava con i mitici trucchetti di Q facendolo sempre arrabbiare per la sua mancanza di serietà quasi fanciullesca. Anche con M i rapporti erano di rispetto ma un pò più rilassati e lasciavano intravedere qualche mezzo sorriso della bellissima e inossidabile Judi Dench.
Le battute erano costanti, le espressioni buffe con occhio furbino anche nelle situazioni più pericolose, i doppi sensi a sfondo erotico una costante. Senza parlare della presenza di un’infinità di donne affascinanti quasi a formare dei veri e propri harem. James era noto per la sua profonda e penetrante dedizione al mondo femminile e ovviamente il suo fascino maschile non mancava di fare sospirare come minimo due donne a puntata con la nota esclamazione:
“Oh… James!”
I vecchi film finivano immancabilmente con 007 e la bond girl di turno tra le lenzuola sotto gli occhi sbigottiti dei superiori.
Si trattava di un personaggio volutamente irreale e giocoso che si prendeva anche in giro da solo, di una leggerezza a mio parere ormai non più di questi tempi. Il poco sesso e divertimento è certamente un segno del momento. Se pensate al riferimento di alcune pubblicità di cui non faccio ovviamente il nome : “Non lo mangio perchè è buono ma perchè è sano” credo avrà colpito anche voi soprattutto perchè detto da una bambina. Ma non è che stiamo diventando un po’ troppo moralisti? Il fatto che sia sano non dovrebbe prescindere dal fatto che sia buono e che possa piacere.
Sono la prima a fare attenzione all’alimentazione e a dirlo costantemente ai miei pazienti ma credo ancora che la leggerezza, la spensieratezza e il gioco siano ingredienti fondamentali. Prendere tutto e tutti e soprattutto prendersi troppo sul serio non credo sia poi così sano. Dimentichiamo così che la nostra data di scadenza non è prevista sulla nostra fronte e che alcune volte la giostra della vita va presa esattamente per quello che è; un gioco divino ma sempre un gioco.
Vi lascio con una delle splendide sigle di apertura, in attesa di vedere anche noi prestissimo, James in super forma smagliante, per farci sognare e sorridere, se possibile senza troppe censure!
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I massaggi per trattare in modo naturale il calo del desiderio
Il calo del desiderio sessuale è da sempre considerato un problema prevalentemente femminile che si aggrava con l’avvicinarsi della menopausa quando gli ormoni sessuali femminili iniziano a calare fino a venire a mancare completamente.
Ma oggi questo disturbo sembra colpire sia il sesso femminile che maschile talora anche in giovane età. Si ritiene che possa essere collegato con un aumento dello stato di stress e di depressione del tono dell’umore. Amori disillusi, mancanza di stima in sé stessi, problemi economici, problemi sul lavoro e in famiglia: tutti fattori questi che possono portare un calo del desiderio sessuale.
Per lavorare su questo problema esistono diversi approcci, da quello farmacologico-chimico che si basa prevalentemente sull’utilizzo del testosterone a quello psicologico, fino ad arrivare all’agopuntura; tutti metodi validi e usati per cercare di eliminare questo disturbo talora vissuto molto male da chi ne soffre.
In realtà esistono altri modi meno medicalizzati ovvero non supportati da medici e dottori variamente specializzati. Il primo è quello di eseguire un attività motoria e un programma di lavoro fisico personalizzato che indirettamente agisca sia sull’aumento del testosterone che su quello dell’autostima, riducendo la tensione psichica e spesso sollevando anche l’umore.
Il secondo è un regno più sensoriale che ha a che vedere con il piacere fisico e con la capacità di rilassarsi, di toccare e farsi toccare. E’ il mondo del massaggio; ne esistono di tutti i tipi: thai, giapponese, cinese, ayurvedico, con le pietre, con le essenze, a quattro mani, drenante, rilassante, stimolante, tonificante e chi più ne ha più ne metta. Da che mondo è mondo e in ogni cultura popolare esiste un modo di usare le mani allo scopo di alleviare sofferenze e dare piacere. Non per nulla il massaggio è da sempre usato anche come preliminare all’atto sessuale, come dono e contatto tra due persone.
Inoltre è possibile sfruttare le proprietà terapeutiche di molteplici olii essenziali che potranno essere impiegati per uso esterno, diluiti negli oli vegetali, come l’olio di mandorle dolci per fare un esempio classico, oppure l’olio di argan per fare un esempio più costoso. Quello che conta è la purezza degli olii essenziali che avranno un’efficacia attraverso la loro componente chimica volatile e quella energetica vibrazionale che si può trasmettere attraverso il contatto cutaneo.
La cosa più importante è quella di non superare il dosaggio terapeutico che è considerato al 5%, inteso come 100 gocce di olio essenziale per 100ml di olio vegetale. (20 gocce =1 ml, 100 gocce=5 ml). Per le pelli sensibili si consiglia di restare su una diluizione al 2-3% 40-60 gocce per 100ml, per i bambini mai superare l’1% e comunque chiedere quali siano le indicazioni idonee al caso al medico specialista per facilitare il rilassamento e curare l’insonnia, per esempio.
Ma torniamo al calo del desiderio; è comunque raccomandabile prima di iniziare un massaggio a queste diluizioni testare i diversi olii essenziali sulla piega del gomito per valutare l’eventuale presenza di allergie, si segnala inoltre che sono pochissimi gli olii essenziali utilizzabili in caso di gravidanza.
Fra gli olii utili al femminile ricordiamo per primo il gelsomino (jasminum officinalis sambac); è indicato per le donne che fanno fatica a lasciar andare e accogliere e donare se stesse, è particolarmente utile alle donne virili che vogliono condurre il rapporto oppure alle donne molto impegnate nel lavoro o in famiglia incapaci di mollare la mente e il loro ruolo superattivo per seguire l’uomo nell’atto amoroso.
Un altro olio essenziale utile è la cannella (cinnamum verum) particolarmente usato in caso di freddezza della coppia; serve a riscaldare il rapporto e l’intesa, in senso fisico riscalda e riequilibra la temperatura del corpo, in senso psichico si dice che aiuti a superare le difficoltà create da delusioni o tensioni emotive.
Il neroli (citrus aurentis fiori) si dice sia un potente antistress e afrodisiaco, permette di ritrovare se stessi, la propria fiducia e la fiducia nei rapporti e negli altri. Si ritiene sia utile per superare le proprie paure e lo stato di depressione del tono dell’umore favorendo l’amore.
Particolarmente dedicati agli uomini il pino silvestre (pinus sylvestris), che si considera rafforzi l’energia sessuale e permetta di combattere la stanchezza e il vetiver (vetiveria zizanoides) che considerato utile per sviluppare la naturale forza sessuale.
L’odore raggiunge direttamente la parte del cervello considerata più emozionale del lobo limbico e dell’ippocampo in grado di produrre una memoria olfattiva che collega i diversi odori con stati emozionali fra cui anche il piacere. Ecco perchè è comunque importante che l’essenza sia comunque piacevole e scelta anche anche solo col naso. Ricordiamo che sono molteplici le piante e le proprietà benefiche di ciascuna essenza e che il corpo possiede una sua intelligenza talora superiore alla nostra capacità di analisi mentale.
E’ certamente vero che in casi importanti di disturbo della sfera sessuale ed emotiva questi prodotti non saranno sufficienti ma è altresì vero che un massaggio settimanale fatto da mani esperte con l’essenza più adatta possa essere un ottimo sistema per allentare le tensioni e aiutarci a vivere maggiormente il piacere fisico.
E’ ovviamente importante scegliere il massaggiatore o la massaggiatrice a noi più congeniali che non dovranno essere troppo invadenti ne troppo superficiali. A questo proposito spezzo una lancia a favore dei tanti professionisti nel campo che oggi sono spiazzati dalla presenza sul commercio di centri massaggi che fioriscono a tutti gli angoli di strada a prezzi certamente estremamente convenienti ma che non possono di certo implicare l’utilizzo di materie prime di qualità.
Il prezzo è in questi casi per lo più adeguato a ciò che si riceve state quindi attenti a non giudicare il massaggio solo considerando il suo costo. Sono infatti importanti il luogo dove viene praticato il e la sua qualità oltre che ovviamente la professionalità di chi lo esegue e la purezza dei prodotti usati.
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L’autoerotismo è peccato?
Premesso che non sono una sessuologa ne una psicologa, gli ultimi commenti mi hanno fatto pensare che ancora poco si parla di alcuni aspetti collegati alla vita sessuale e che sono ancora moltissimi i tabù che la cultura nella quale viviamo ci ha condizionato a pensare.
Sono molte le visioni religiose che in questa, come in molte altre attività della normale vita sessuale, attribuiscono significati peccaminosi, colpe e possibili effetti negativi sulla salute in genere. Moltissimi erano i bambini che poco più di 50 anni fa credevano di compromettere la propria salute oculare nell’atto della masturbazione.
L’autoerotismo è innanzitutto un modo per prendere contatto con il mondo della sessualità. Il nostro corpo è la materia prima su cui si deve lavorare, il movimento, il cibo sono per esempio fondamentali per mantenerlo in salute e già da piccoli è importante capire cosa ci fa bene e cosa ci fa male e soprattutto capire che, come per tutto, anche le dosi sono importanti, il dialogo inizia dapprima con noi stessi.
Gli odori, i sapori, la vista, il tatto sono gli strumenti sui quali si costruisce la vita dei sensi. E’ possibile preparare una cena senza prima conoscono i sapori degli alimenti presi anche singolarmente o una cena importante senza aver provato a usare le pentole e i fornelli per conto nostro e fatto un pò di esperienza?
Con il corpo non vedo perchè dovrebbe essere tanto diverso. Ci vuole una minima conoscenza di base, un minimo addestramento personale.
La masturbazione, sia femminile che maschile non è appannaggio dei soli giovan; anzi, secondo molti sessuologi si tratta di un metodo per migliorare le proprie prestazioni sessuali. Per la donna che fa fatica a raggiungere l’orgasmo rappresenta un esercizio e una pratica per trovare i punti di maggior piacere e conoscersi meglio senza troppi pudori anche con l’uso di eventuali vibratori e lubrificanti. Imparare a stimolare il clitoride e i capezzoli e cercare il tipo di penetrazione più gradita e studiando quali tipi di contrazioni vaginali e del pavimento pelvico possono essere utili alleati al piacere.
Per l’uomo che soffre di eiaculazione precoce la masturbazione fatta con calma è una possibilità di capire come fare a ritardare il piacere attraverso un lavoro sul respiro che può portare l’attenzione e l’energia, dal ventre al petto. Può anche essere condotto un esercizio di conteggio mentale per allontanare la mente dal desiderio di concludere troppo velocemente e infine possono essere sfruttati e conosciuti punti meno sensibili alla palpazione come la base e l’attaccatura del pene, l’utilizzo della mano sinistra anzi che della destra oppure di veri e propri strumenti ritardanti come creme o spray anestetici o anelli di silicone magari utili all’inizio per addestrarsi a mantenere una valida erezione per un tempo sempre maggiore.
In entrambi i sessi questo tipo di pratica e di lavoro individuale per essere costruttivo e quindi utile, non deve essere eseguito con frettolosità e neanche con sensi di frustrazione e tanto meno con sensi di colpa ma come un lavoro scrupoloso che comunque deve dare piacere. Non una routine sempre uguale o un sistema di piacere facile e veloce ma un lavoro conoscitivo dove anche le posizioni possono essere cambiate, in piedi, in ginocchio e giù di fantasia. Un lavoro anche di anni non solo per coloro che fanno più fatica a entrare con naturalezza in questo campo di sperimentazione. Bravi amanti non si nasce ma lo si diventa come con ogni cosa con studio e pratica dedicati. Solo in questo modo è possibile diventare responsabili e consapevoli e non cadere nella comune tentazione di dare sempre agli altri la colpa della nostra insoddisfazione oppure di restare confinati a una esperienza sessuale che rischia di essere parziale e incapace di rinnovarsi.
I film erotici possono essere uno strumento di studio attraverso una stimolazione aggiuntiva uditiva e visiva oltre che una fantasia o comportamento talora anche totalmente diversi dai nostri ma pur sempre utile per aumentare il nostro campo di conoscenza dell’argomento, riconoscere per esempio quali sono le pose e quali sono invece le vere espressioni del piacere. I film sono preferibilmente da evitare nell’uomo che soffre di eiaculazione precoce, mentre nella donna che raggiunge faticosamente l’orgasmo e nell’uomo che faticosamente raggiunge un’erezione potranno essere usati come supporto stando comunque attenti a non generare troppa dipendenza.
La capacità poi di condividere con il partner le proprie esperienze individuali sarà il passo successivo. Quindi quando necessario è utilissimo affrontare l’argomento su cosa piace e cosa non piace o mette a disagio. Quali sono per esempio anche le difficoltà di ognuno oppure i sogni proibiti. In questo modo diventa più facile trovare una comunicazione sessuale che può trasformarsi in complicità e intesa.
Fatta questa piccola premessa ritengo (del tutto personalmente) che sia un peccato arrivare a 50 o 60 anni senza aver ancora capito cosa ci piace veramente e come provare piacere con il nostro corpo.
Credo sia un vero peccato non sapere o non riuscire a condividere il proprio piacere con le persone che più amiamo. Infine considero un peccato non usare questa grande fonte di energia per donare e per crescere nella consapevolezza di come donare piacere agli altri.
Questo si, lo considero un peccato!
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Il senso di colpa e i suoi danni
Sembra di dire cose risapute ma quello che non tutti sanno è che il senso di colpa si traveste nelle più svariate forme e tormenta la mente di un numero davvero elevato di persone destabilizzandole e nei casi peggiori facendo fare loro esattamente quello che non vorrebbero.
Avete capito bene; molte azioni compiute, anche quelle apparentemente più nobili, spesso non son altro che un riparare al senso di colpa.
Sono moltissime le persone che usano consapevolmente o inconsapevolmente questo sistema per far fare agli altri quello che a loro interessa. Me lo devi! E’ il minimo che tu possa fare! Allora non ti importa niente di me o di noi! Sei il solito a noi non pensi! Non ti fai mai vivo! Non ci sei mai!
Tutte frasi comuni, tutti ricatti, sottili ricatti mentali!
Difficile, se non sei stronzo dentro o se veramente non riesci a leggere tra le righe, comportarsi in modo libero e sincero. I bambini di questa tecnica hanno l’arte ma anche molti adulti. Si finisce per fare quello che l’altro pretende da noi, ovvero il più delle volte si subisce il ricatto e non si capisce veramente cosa sta succedendo.
Il pericolo di questo atteggiamento è che un giorno il vento gira in modo diverso e alla mente appare palese quante scelte siano state guidate da questo orrendo sentimento: il senso di colpa.
Accade ad alcuni di cadere in depressione come sentendosi in prigione, ad altri accade la ribellione e allora sonori vaffanculo si alzano al cielo e si infrangono anni di convivenza o di relazioni purtroppo cresciute saldamente sul senso di colpa.
Il senso di colpa va cercato ed eradicato in ogni gesto e in ogni momento per non diventarne schiavi. Si può stare seduti per ore e giornate intere davanti alla scrivania a concludere poco sotto il profilo lavorativo, oppure concludere anche un discreto lavoro in termini pratici ma con un sottofondo musicale che canta continuamente: “Povero me quanto lavoro o quanto mi tocca sacrificarmi” e ovviamente il senso di ingiustizia o di invidia nei confronti di chi sembra faticare molto meno di noi e che di conseguenza diretta ci deve qualcosa… è sottile questo passaggio ma cercate di seguirlo.
Oppure si può lavorare sapendo onestamente che è quello che è meglio fare per noi e per gli altri ma con un sorriso sulla bocca senza rivendicazioni su altri, capite la differenza sostanziale? Ma anche stare sdraiati in panciolle su un letto a oziare può significare fare molto; può permettere per esempio di costruire un rilassamento mentale e un prezioso isolamento e contatto con se stessi. Senza che nessuno lo sappia o lo veda avremo costruito qualcosa. Magari anche solo la consapevolezza di quanto abbiamo di più prezioso, di cosa fare e di come farlo al meglio.
Avete capito? E’ il dover continuamente dimostrare o l’aver paura di non essere mai abbastanza: bravi, onesti, impegnati e lavoratori, buone moglie, mariti, genitori o figli che ci rovina e condiziona tutte le nostre scelte.
Un po’ di sano egoismo non è un male! Lo faccio per me! Per me e solo per me! E’ quello che piace a me! Non c’è niente di cui vergognarsi. Frasi tipo: vado a fare una passeggiata, esco con gli amici a cena, faccio un week end in montagna, una settimana al mare non hanno bisogno di una giustificazione!
Conosco un sacco di persone che al rientro dalle vacanze sembra che si debbano giustificare e allora vengono fuori discorsi sull’orlo dell’assurdo, quasi come se andare in vacanza fosse uno sforzo o un compito e non un piacere!
Attenzione non dico che delle altrui necessità ci si debba lavarele mani alla Ponzio Pilato! Ma occorre rendersi conto che è una nostra scelta fare o non fare una cosa per gli altri, che non siamo affatto costretti a farlo e se la facciamo la vogliamo fare perchè la riteniamo giusta e corretta e non per paura di non essere abbastanza bravi.
Tra il fare per gli altri e il fare per noi deve esistere un equilibrio sano. Avere figli non giustifica l’assenza di importanti momenti di intimità che siano a sfondo sessuale o solo conviviale. Essere sposati non giustifica il fatto di non avere mai momenti per se stessi ovvero cose da fare, interessi personali, amicizie o altro. E non deve per forza esserci uno sfondo di lavoro che giustifichi la nostra assenza da casa, possiamo farlo semplicemente perchè ci va o ci piace!
Sono importanti i momenti di coppia, sono importanti i momenti con gli amici, sono importanti i momenti in famiglia più o meno allargata, ma sono importanti e sacrosanti i momenti con noi e basta! Esattamente nello steso modo e non hanno un valore inferiore; siamo, noi condizionati dal perbenismo, che lo consideriamo inferiore. Ma il vero errore sta nel credere che questi gesti a sfondo altruistico siano dimostrazione d’amore; l’amore quello vero non deve essere dimostrato, questa è cosa certa.
Fate degli esperimenti, buttatevi sul letto quando meno gli altri se lo aspettano, vi chiederanno se state male, oppure sentirete il giudizio vostro e delle altre persone cadervi addosso come una ghigliottina e allora ascoltate e cercate di fare qualcosa per essere più liberi anche nelle mura di casa vostra. E’ il primo passo! Poi iniziate a costruire momenti solo vostri senza giustificarli. Ricordate i primi giudici di noi stessi siamo sempre noi!
Se invece siete dei fancazzisti incalliti e non avete legami con nessuno… beh allora per voi la regola e l’esperimento funzionano all’opposto! Non fatevi fregare!
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Le controindicazioni all’agopuntura

Come ho già scritto in precedenza l’agopuntura, in quanto terapia medica, non possiede vere e proprie controindicazioni e, anche se ancora poco conosciuta e riconosciuta, è indicata nelle più svariate situazioni patologiche.
E’ utile non solo nelle patologie ansiose o a sfondo psicosomatico ma può essere una valida cura e sostegno in molteplici patologie croniche degenerative tanto quanto nelle situazioni acute soprattutto se accompagnate da importanti quadri dolorosi.
Inoltre nelle patologie gravi come quelle neoplastiche può aiutare il paziente a sopportare il peso della chemioterapia. Infine è una terapia utilissima nella prevenzione delle patologie ovvero per mantenere il più a lungo possibile un buono stato di salute.
Parlare oggi giorno del rischio infettivo degli aghi da agopuntura che sono, non solo sterili ma anche monouso e sottilissimi è davvero ridicolo oltre che vergognoso. Vuole dire non essere aggiornati e non sapere di cosa stiamo parlando. Non ho mai visto un solo punto infettarsi ma neanche arrossarsi, non stiamo parlando di cento anni fa quando l’agopuntura si faceva su pelli sporche con aghi vecchi e mal sterilizzati.
Per favore cerchiamo di restare con i piedi per terra, infezioni da camera operatoria e da punture intramuscolari ne esistono ancora ma sono rarissime. Ebbene le infezioni da agopuntura sono proporzionalmente da considerare eventi da fantascienza la cui entità non supera quella di un graffio microscopico. Non sfruttiamo questa paura umana per parlare di quello che non si conosce, abbiate almeno un pò di onestà.
Esiste però una controindicazione alla tecnica dell’agopuntura che deve essere segnalata; il paziente la deve “accettare”. In caso contrario sopporta malamente l’inserzione degli aghi che vive come una sorta di tortura capace solo di aggiungere sofferenza alla sua già poco accettata sofferenza sia essa fisica che psichica.
Ho detto più volte che l’agopuntura non agisce sulla psiche come molti credono ma sul corpo fisico; il rifiuto della cura non è solo un atteggiamento psichico ma si trasforma in ostacolo fisico. Un trattamento di agopuntura può essere considerato un circuito elettrico capace di fare circolare aria fresca nella “casa corpo” riattivando l’iniziativa di ordine e pulizia degli abitanti della casa assopiti e asfittici.
La tensione psichica del rifiuto diventa facilmente tensione fisica o muscolare e questa si traduce in una sorta di chiusura delle porte del nostro circuito elettrico o della casa-corpo impedendo all’aria di circolare e quindi di riattivare gli abitanti. Anche se è una semplice immagine o metafora la mia spiegazione vuole fare capire che stiamo ancora nel mondo fisico, magari non visibile ma decisamente non solo mentale.
E’ come se gli aghi reclutati al lavoro dovessero continuare ad aprire sistematicamente le porte per passare e fare il loro dovere. Come poterete capire il trattamento risulta meno efficace non per il mancato effetto placebo che tanto piace decantare in caso di agopuntura e che dobbiamo considerare presente in qualunque terapia si pratichi ma per la presenza di un ostacolo vero e proprio prodotto dalla tensione del paziente.
La tensione mentale e fisica presente durante la seduta come ha sempre spiegato il mio maestro ostacola direttamente il lavoro degli aghi. Quello che accade è che in questo modo il risultato viene rallentato mentre il paziente facilmente sospende anzitempo la sua cura vanificando completamente il risultato.
Che fare in questi casi? E’ utile e corretto provare comunque; sono molti i pazienti che arrivano in questa condizione ma, seduta dopo seduta, iniziano a rilassarsi e il risultato inevitabilmente arriva. E’ importante in questi casi una maggiore attenzione: più cura che la posizione non crei tensione, che la presenza di altre persone non dia fastidio, che la temperatura sia sufficientemente calda, che si usino pochi aghi e molto sottili magari accompagnando la terapia con un massaggio o una chiacchierata.
In alcuni casi però queste attenzioni non bastano, il paziente neanche le vede, ha solo fretta di finire e in alcuni casi è quasi arrabbiato per il dover sopportare la puntura degli aghi. Per questi pazienti l’agopuntura è decisamente controindicata anche se potrebbe aiutarli a stare meglio.
Non è necessario crederci come molti sostengono, la fede tenetela pure per questioni più importanti ma serve una condizione diversa, per curarsi e per guarire serve soprattutto una accettazione di sè e del proprio problema oltre che una dolcezza e determinazione non solo del medico ma anche del paziente.
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Educazione sessuale ai ragazzi: prima aggiorniamoci noi.
Invece di parlare di cavoli e cicogne, oppure altre improbabili metafore, perchè ai ragazzi non si dicono le cose come stanno?
Due giovani di sesso opposto, una volta raggiunta una certa maturazione sessuale, si attraggono reciprocamente per cause ormonali, una comune reazione biochimica. Ovviamente questo è solo un aspetto ma è sicuramente il più concreto; per il resto, ovvero le varie visioni e concezioni, lasciamo ad ognuno la libertà di fare e pensare come meglio crede.
Limitiamoci ai fatti: una volta raggiunta la pubertà, cosa che in media avviene tra gli 11 e i 16 anni, i giovani sono in grado di procreare ovvero di concepire figli attraverso un rapporto sessuale. Se un evento del genere nel passato poteva essere considerato normale, oggi non è più accettabile; a quell’età si è troppo giovani infatti e, non a caso, è considerato reato il rapporto sessuale con persone di 14 anni, anche se consenzienti, mentre film particolarmente violenti, o con scene sessuali troppo esplicite, sono comunemente vietati ai minori di tale età.
Un età da tutti considerata critica, che segna il passaggio fisico da bambini ad adulti (emotivo e psiche, di solito, si strutturano successivamente). In questo particolare periodo della vita, la tempesta ormonale influenza fortemente la psiche che, il più delle volte, si trova impreparata a gestire la situazione. Vivere la pubertà oggi non è affatto più semplice che ai nostri tempi, i giovani sembrano più disinibiti e tranquilli nei confronti del sesso ma sono molto spesso ignoranti e spaventati tanto, se non più, di quanto non lo fossero i ragazzi ben oltre 25 anni fa.
Magari fare sesso orale a scuola per fare vedere alle compagne che si è in gamba e all’altezza è un fenomeno recente ma i giovani di oggi hanno altre paure; di innamorarsi, di lasciarsi andare alle emozioni o di soffrire e vivono una sessualità più cinica, più calcolatrice, talora anche più mercenaria, che spesso non consente loro di scoprire veramente cosa significhino i sensi e la ricerca di quella espansione coscenziale cui il piacere può condurre.
Se ai ragazzi una volta si diceva “lo devi fare solo con la persona con la quale ti vuoi impegnare seriamente”, oggi si dice “non ti devi impegnare con il primo con cui vai a letto”. I ragazzi, ovviamente, eseguono alla lettera. Sono entrambe raccomandazioni assurde, ma nessuno che dica loro quanto sia importante ascoltare se con una persona si riesce ad essere se stessi, se esistono una comunicazione e un intesa profonda che dal fisico passa al mentale e all’emotivo oppure se è solo uno sfogo o peggio un abitudine o una posa o un bisogno di mostrarsi agli altri.
Ma passiamo alla prevenzione delle malattie e delle gravidanze.
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Lasciarsi andare
L’estate, e in particolare le vacanze estive, per molte persone rappresentano un’occasione per lasciarsi andare, ma non nel senso positivo del termine.
In Italiano e anche in Francese “lasciarsi andare” ha una connotazine anche positiva, intesa come abbandonarsi a e concedersi uno spazio vuoto e senza pensieri. No, non parlo di quel lasciarsi andare, parlo del senso di trascurare se stessi con la fantastica scusa che è più comodo così!
E’ qualcosa che colpisce uomini e donne nello stesso modo, è la possibilità per gli uomini di girare in casa con boxer e canottiere oscene con ai piedi delle ciabatte terribili. Per le donne è la possibilità di indossare grembiuli e ciabatte oltre che, ovviamente, un intimo inguardabile senza un velo di trucco e senza sistemare i capelli perchè “il phon fa caldo”. Il caldo e la vacanze sono scuse per essere ancora più sciatti.
Cosa costa cercare un abito leggero e facile da lavare e una calzatura comoda ma allo stesso tempo gradevoli? Inoltre un velo di trucco e un aggiustata ai capelli non sono affatto incompatibili con il caldo… anzi, possono essere un’occasione per avere maggior attenzione per i piedi e le gambe che sono sempre all’aperto e in bella vista.
Anche un semplicissimo e umilissimo pareo con infradito colorati sono strumenti sufficienti per rendere una donna elegante con niente. I capelli raccolti con qualche pinzetta, uno smalto sfizioso sui piedi e un tocco di trucco agli occhi e alle labbra, un pò di profumo adatto alla stagione e il gioco è fatto. Niente di più facile e, soprattutto, di gradevole alla vista e all’olfatto.
Sono cresciuta con un padre che mi faceva ascolare la famosa canzone di Aznavour “tu te lasse aller” e una madre che mi ha sempre dato il buon esempio, presentandosi in modo elegante e attraente in ogni occasione e non solo per uscire con gli amici. Lei era sempre a posto senza eccessi con il semplice, sempre caro e mai troppo, buon gusto.
E questo modo di fare lo aveva anche con la casa e con il suo modo di preparare da mangiare; niente, mai niente era buttato li; un pollo arrosto anche precotto, insieme alla sua insalata, veniva comunque servito con grazia e sembrava sempre di essere al Riz.
Un grande insegnamento che solo oggi apprezzo per il suo reale valore e mi rendo conto di quanto sia stato importante per la mia crescita e per la formazione della mio carattere.
Mi sono permessa di presentarvi la canzone di Aznavour dal titolo assolutamente non casuale di “tu te laisse aller” . La lingua francese cantata magari non è facile da capire, ma merita di essere ascoltata. In questa versione inoltre esiste un preambolo in inglese per facilitare la comprensione del testo. E’ la storia di uno uomo che dopo cinque anni di matrimonio non riconosce più la moglie che ha sposato, la paragona a sua madre, totalmente incapace di ispirare amore, calze molli, bigodini in testa, inguardabile e insopportabile.
La invita a riprendere il suo posto… un pò di sport per dimagrire, un sorriso sulle labbra, un pò di trucco e di tempo davanti allo specchio ma soprattutto a lasciarsi nuovamente andare sul suo petto…ritornando ad essere la piccola ragazza che era. Il testo e la canzone non so perchè mi commuovono sempre un pò .
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Il piacere dei fiori
Molti fiori sono conosciuti per le loro proprietà mediche, ma i fiori sono anche dei gioelli della natura, basta guardarli con attenzione per innamorarsi follemente e rimanere affascinati dalla loro intrinseca bellezza e perfezione.
Usati con sapienza possono trasformare un ambiente, possono decorare in modo estremamente raffinato un letto o una tavola, rendere elegante una casa e semplicemente ridente e gioioso un balcone.
Comprare fiori e curarli è un buon metodo per entrare in contatto con la terra mentre impiantarli e innaffiarli serve per spostare l’attenzione dalla propria persona verso l’esterno ed è attività utilissima nei soggetti depressi, di solito concentrati solo sulle loro personali disavventure per non dire sfighe.
Scegliere i fiori preferiti, imparare a disporli come nell’arte dell’Ikebana può essere un modo di entrare in contatto con qualcosa di più ampio e vi assicuro che per me le lezioni e la pratica dell’ Ikebana sono state un’ esperienza estremamente intensa e unica, anche perchè una volta appreso il metodo, ti bastano pochi fiori, anche uno solo per creare una composizione elegantissima. Continua a leggere
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L’orgasmo femminile: un universo da scoprire
E’ sorprendente sapere che molte donne vivono un forte disagio, non nei confronti del sesso ma nei confronti della propria capacità o incapacità di raggiungere l’orgasmo. Molte per questo motivo soffrono e sviluppano un’idea di non compiutezza.
Mentre l’uomo teme di raggiungere troppo in fretta l’orgasmo o di non avere una erezione valida, la donna si preoccupa e teme di non raggiungerlo affatto.
La definizione da dizionario dell’orgasmo è: “l’ apice del piacere”; ma non esiste un piacere uguale all’altro, non esiste un orgasmo uguale all’altro, e certamente l’orgasmo femminile non assomiglia a quello maschile.
Infatti fra le tante cose assolutamente straodinarie delle donne, vi è quella di poter avere più orgasmi anche a breve distanza l’uno dall’altro, che possono potenziarsi l’un l’altro o prolungare il piacere stesso. Direi che l’orgasmo è una sorta di esplosione di energia ma non si manifesta sempre nello stesso modo e bisogna anche imparare a riconoscerlo e viverlo.
Credo che il problema sia proprio nella scarsa conoscenza del proprio corpo. Da parte di molte donne infatti la masturbazione viene praticata frettolosamente, con infiniti sensi di colpa e senza una adeguata educazione.
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Yoga:imparare a respirare la vita
La respirazione è un atto fisiologico, meccanico come il battito cardiaco, che rappresenta una funzione di vitale importanza per la nostra sopravvivenza. Esiste quindi in ogni corpo un meccanismo anatomico fisiologico in grado di garantire la funzione respiratoria indipendentemente dalla volontà, sostenuto dal sistema nervoso detto vegetativo.
Ma esiste la possibilità di interagire volontariamente sul respiro, potenziando e modulando la lunghezza delle diverse fasi respiratorie che sono quattro: l’inspiro, la pausa a polmoni pieni, l’espiro, la pausa a polmoni vuoti.
In questo filmato del Maestro Iyengar, considerato oggi uno dei più autorevoli maestri di yoga vivente, potete vedere quanto è modulabile la possibilità di allungare l’inspiro e l’espiro. Il respiro come dice Iyengar è il re della mente, in effetti il respiro interagisce immediatamente di essa, generando uno stato di stop della frenetica attività mentale.



