omeopatia

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Curare la psoriasi

Catherine Bellwald Curare la psoriasiLa psoriasi  è una patologia infiammatoria della pelle la cui causa è tuttora sconosciuta.

In questa patologia le cellule dell’epidermide presentano un turn over accelerato, responsabile della formazione di un circolo vizioso di infiammazione generato da  mediatori chimici cellulari.

Sino ad ora le terapie topiche, anche con i più potenti antinfiammatori come il cortisone, si sono  rivelate di scarsa utilità e causano a lungo termine un assottigliamento della cute che la espone ad altre patologie, anche serie.

Le cure con chemioterapici e immunosoppressori proposte si sono rivelate estremamente tossiche e dannose per l’intero organismo e soprattutto non giustificate, essendo la patologia priva di conseguenze sistemiche, anche se molto seria e fastidiosa.

Negli ultimi anni con la ricerca sul DNA, sono emerse terapie chiamate  biologiche che utilizzano diversi mediatori chimici, analoghi a quelli prodotti dal corpo umano, per interferire direttamente sulla flogosi, riducendola.

Questi nuovi farmaci sono in tutto e per tutto anticorpi monoclonali ad azione mirata, volti alla riduzione delle formazione di sostanze “pro infiammazione”, all’aumento di sostanze “anti infiammazione” e all’utilizzo di sostanze in grado di interferire su con essa. Vengono prodotti, mediante tecniche avanzate di  biotecnologia, da modificazioni genetiche su culture di cellule animali, successivamente filtrate e purificate.

E’ ancora molto limitato l’uso commerciale di questi prodotti a lungo termine per poter valutare quale siano le possibili conseguenze e gli effetti sul sistema immunitario che comunque in un modo o nell’altro andiamo a modificare nel suo delicato e complicato meccanismo un pò come per la vaccinazione  e per le immunoglobuline.

Come dice il Dott Lozio, specialista in disbiosi e immunità:

meno smanettiamo il sistema immunitario e meglio è

La psoriasi non è considerata ereditaria ma è stata evidenziata una predisposizione genetica.

E’ interessante vedere come in omeopatia, già agli inizi del novecento, Hannemam aveva evidenziato la costituzione psoriasica come una delle tre più importanti costituzioni.

In particolare  oltre ad alcune caratteristiche di questa costituzione, si utilizza anche il riconoscimento del cosiddetto “segno della psora“, caratterizzato da una o più macchie, in genere rosa con epitelio esfoliante, di solito presenti all’attacatura dei capelli.

La popolazione portatrice di questo “segno“, assai vasta numericamente, non è affetta dalla malattia ma è potenzialmente predisposta a svilupparla. Continua a leggere

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L’omertà nei confronti della medicina non convenzionale

Catherine Bellwald Lomertà nei confronti della medicina non convenzionaleNel nostro paese esiste ancora una forte discriminazione da parte del mondo medico ufficiale nei confronti delle cure cosiddette alternative o non convenzionali.

Ad eccezione  dei medici di base che abbracciano, consigliano e si curano loro stessi con queste tecniche, la maggioranza dei medici italiani si sente quasi offesa e non accetta la possibilità di questa scelta da parte dei propri assistiti.

Compare l’omertà; molti pazienti non dicono al curante di essere in cura o di aver usato le metodiche alternative, perchè temono la derisione, la non accettazione o peggio. Il medico intuisce ma non chiede e non si informa,  la conclusione è un vero disastro.

L’autoprescrizione, la sottovalutazione di problematiche serie, la confusione e la sensazione di abbandono in caso di scelta non convenzionale. Ecco che molti risultati dei trattamenti non vengono mai rivelati, ci si rivolge al curante solo quando le cose non vanno per il verso giusto. Continua a leggere

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In che mani mi metto?

Catherine Bellwald In che mani mi metto?Si può definire terapeuta colui che attraverso tecniche fisiche, mentali, farmacologiche o chirurgiche, pratica una specifica azione terapeutica con l’obiettivo di curare o lenire un disturbo.

Ma come saper riconoscere un buon terapeuta? Non basta aprire le pagine gialle, non basta il sentito dire, bisogna toccare con mano; non è possibile affidarsi ciecamente ad un terapeuta senza una personale opinione in merito e senza una fiducia data dalle proprie valutazioni.

Attenzione però a non cadere nel tranello; non sempre ciò che piace fa bene. Un terapeuta che vi da’ sempre ragione, un medico che vi da’ sempre una medicina per ogni disturbo, non sempre è la miglior cosa da cercare.

In Italia un agopuntore deve essere necessariamente laureato in medicina e chirurgia e lo stesso vale per l’omeopatia e la fitoterapia. All’estero  omeopati, naturopati, agopuntori e fisioterapisti non sono di solito laureati in medicina ma hanno una preparazione professionale  che di solito è di gran lunga superiore alla nostra e che consente loro di esercitare un ottimo livello di  professionalità  terapeutica.

Certo la laurea e magari la specialità sono rassicuranti almeno 10 anni di studio in materia medica non sono proprio niente, e questo dobbiamo considerarlo, ma anche una specifica scuola di almeno 3o 4 anni iperspecialistica come per esempio agopuntura  o osteopatia sono fondamentali, perchè dopo una laurea in medicina e un corso di poco più di 2 mesi non si può improvvisarsi agopuntori o altro.

Ecco perchè parlo di terapeuti e non solo di dottori.

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