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Le crisi da costume da bagno

Catherine Bellwald Le crisi da costume da bagnoPer molte anzi moltissime persone il mettersi a nudo in costume da bagno rappresenta un problema estetico talora insormontabile.  Che si tratti di obesità o adiposità localizzata, di smagliature, di mancata tonicità della pelle, di  capillari visibili sulle gambe,  o della tanto odiata cellulite sui glutei, il risultato è lo stesso: si  rinuncia al mare!

Su questo l’industria della cosmesi e della chirurgia estetica si gettano talora senza alcun riguardo all’etica. Slogan con scritto “il ritocco estetico last minute” sono comunissimi, si presentano diversi interventi di chirurgia plastica come se fossero delle vere passeggiate; cicatrici sempre più piccole, tempi di convalescenza ridotti al minimo.

Tutto per attrarre un pubblico che proprio perchè preso dal disagio estremo e dalla disperazione (spesso del tutto esagerata) si lancerebbe anche nel fiume con la promessa di migliorare il suo aspetto estetico.

Nessuno nega che veramente oggi le tecniche chirurgiche continuino a migliorare e che veramente i tempi di recupero siano sempre più brevi. Ma a mio personale parere per affrontare un intervento chirurgico come una mastoplastica, per fare un esempio è opportuno non farsi condizionare dalla fretta,  ma programmarlo con molta calma sapendo esattamente a cosa si va incontro e ciò che si desidera.

Non solo perchè è necessario vederci chiaro e non dover poi essere scontente come molte attrici oggi hanno il coraggio di amettere, ma per un infinità di motivazioni importanti che vanno  prese in considerazione prima e non dopo avere fatto l’intervento. Un fisico femminile androgino ovvero con poco  seno potrebbe perdere la sua naturalezza e intrinseca pecularietà con un seno della taglia diciamo normale, questo per fare un piccolo esempio, e ancora un seno rifatto anche alla perfezione su una pancia molle o su un sedere tropppo ingombrante non è detto che sortisca l’effetto estetico desiderato.

Bisogna togliersi dalla mente che il risultato arriva in poco tempo, questo è uno slogan pubblicitario. Il lavoro di abbellimento fisico per la prova costume dovrebbe  partire a Marzo-Aprile  per i casi più lievi e Gennaio-Febbraio per i casi più impegnativi. Una volta fatta la scelta di eseguire un intervento di correzione chirurgica è auspicabile che  questo intervento diventi la spinta per lavorare a 360°  su se stessi. Partendo da una corretta dieta e da un corretto allenamento fisico che in 3-6 mesi di lavoro daranno certamente dei frutti importanti anche sulla mente oltre che sul corpo.

In questo modo l’intervento di chirurgia plastica è raggiunto attivamente e non passivamente e  sarà il tocco finale di un lavoro più completo  di ricostruzione non solo esteriore. Sarà possibile  trovare  un nuovo modo di vedersi e di volersi bene in quanto si diventa i protagonisti  del nostro cambiamento.

Veniamo educati al consumismo anche in senso salutistico. Più impegno dovrebbe voler dire più merito. Non è pensabile affrontare il problema sovrappeso e cellulite solo in vista del costume da bagno

Inoltre l’estate  è fatta per stare all’aria aperta, per godere della natura, e non per stare in casa con l’aria condizionata in convalescenza post chirurgica o con l’ansia delle cicatrici che non devono prendere il sole.  Il rischio è che ci perdiamo il bello della vita  con la propensione a un concetto di bello del tutto privo di fondamento .

Si perchè la vera bellezza è un altra cosa è un concetto di armonia e come dice Gregg Braden il potere di vedere la bellezza rappresenta una scelta e corrisponde alla disponibilità di riconoscerne la presenza oltre che la disponibilità di trovare la perfezione in quello che spesso definiamo imperfezione.

Non facciamoci condizionare troppo dalle nostre paure e cerchiamo di trovare in noi stessi quella bellezza fatta anche dai nostri difetti, godiamoci l’estate e la natura e il mare senza nasconderci perchè è un vero peccato non sfruttare questa grande opportunità di sentirci liberi  e quando riusciamo a vivere  in questo modo diventiamo belli nel vero senso della parola.

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Viaggio a Marrakech: trucchi e medicina berbera

Catherine Bellwald Viaggio a Marrakech: trucchi e medicina berberaSono recentemente tornata da un long week end a Marrakech. Viaggiare è sempre un ottimo investimento, ti mostra luoghi, usanze, storia e culture lontane da quelle a noi note.

Mi ha piacevolmente colpito la cortesia del popolo marocchino che a differenza di quello egiziano o maldiviano, accomunati dalla religione musulmana, non sembra avere nessun disprezzo per il turista anche se inevitabilmente è indubbiamente infedele  al Corano.

Nessun problema a servire il vino anche se come spiegava il cameriere non potrebbero neanche toccarlo, nessun problema con i vestiti femminili alla europea; jeans, smanicati, gonne e pantaloncini corti non creano disappunto ne scandalo.

Un fatto di business direte voi.  Si il commercio questo popolo lo ha nel sangue ma forse non è solo questo. Mi è sembrato di cogliere da parte di tutti coloro che ho incontrato un sincero desiderio di mostrare quanto per loro la religione permei ogni cosa, dal cibo, al fumo, al modo di vestire e lavarsi. La vicinanza con la quale vivono  la loro religione consente loro di vivere in modo più intenso e di cogliere attraverso di essa un forza ma senza prevaricazione sulle altrui idee.

I marocchini aspettano con ansia il loro Ramadan che quest’anno arriva in agosto, un mese molto caldo, in cui non bere e non cibarsi fino al calar del sole richiederà un grosso sforzo. Un impegno che però li unisce al di là di ogni rango sociale e che i Marocchini sono davvero contenti di svolgere e di portare a termine.

“Le 5 preghiere al giorno scandite dai Muezzin sono come le dita della mano” mi ha detto la guida della scuola coranica e chiudendomi pollice e indice con le altre dita distese mi ha mostrato che la mano formava un mudra identico all’ideogramma rappresentante il mome di Allah. Interessante non trovate? In India  nella pratica antica dello Yoga questo Mudra è molto praticato e lo troviamo presente anche in molte altre religioni. Sono infatti tantissime le iconografie cattoliche e protestanti dove Gesu Cristo è disegnato con la mano in questo gesto. E il numero 5 poi non parliamone.. proprio permea tutta la filosofia cinese e si ritrova come simbolo in numerose religioni.

Quante similitudini  anche tra la medicina cinese e quella  berbera. Partendo dalle  bevande marocchine più comuni, spremuta di arancia, the verde e menta, casualmente tutte bevande altamente rinfrescanti e considerate dalla dietetica cinese tutti alimenti con qualità fredda.  Il fiore di Gelsomino in essenza è usata per le sue proprietà repellenti nei confronti delle mosche e delle zanzare un pò come da noi il Geranio, il fiore della rosa per le sue proprietà lenitive e decongestionanti e il fiore dell’arancio amaro per calmare e rilassare. Queste essenze si ritrovano ovunque e vengono adoperate come profumazione insieme all’olio che chiude il rituale dell’Hammam.

Anche questa una usanza che mostra come nell’accuratezza delle pulizia personale vi sia anche il desiderio di eseguire un gesto che non è solamente esteriore, togliere la pelle morta con il guanto e il sapone nero, per poi ungersi con il famoso olio di Argan e profumarsi di rosa o gelsomino. Gesti e usanze antiche che richiamano un significato interiore del concetto di pulizia.

Ho trovato curate e pulitissime non solo tutte le persone che ho incontrato ma anche l’ambiente, i tappeti in particolare che, nonostante il caldo, sono incredibilmente profumati e igienizzati grazie all’utilizzo di essenze varie mischiate a quella dell’Albero del The, noto per la sua proprietà germicida.

Lo Zafferano e il Karcadè vengono usati per le loro proprietà antivirali  nel trattamento dell’herpes simplex labialis. Cinque tipi diversi di fungo essiccati vengono adoperati per combattere le micosi. E’ curioso vedere che il fungo combatte il fungo, con il principio del  similimum  dell’omeopatia.

Per andare sull’estetica la polvere  di antimonio, chiamata khol, viene ancora usata sull’interno della rima palpebrale non solo per avere uno sguardo più intenso ma anche per proteggere gli occhi dalle infezioni e dal sole, mentre la polvere  del minerale detto rosa del deserto è utilizzata dai berberi per sbiancare i denti. Avete mai notato come sono bianchi i denti e gli occhi dei Touareg? Un marocchino di origini berbere mi ha detto “sorella… sono le uniche cose che possiamo usare per conquistare le fanciulle!”

Ma ancora non è finita, usano moltissimo le erbe aromatiche che come è noto nella medicina cinese muovono e aprono gli orifizi. I grani di Nigelle, detti anche grani eterni, possono essere messi in piccola quantità in un fazzoletto  e servire attraverso le loro proprietà diaforetiche per aprire il naso, utilissime in caso di sinusiti, riniti, cefalee  e russamenti molesti, “ronflement” come dicono loro in francese. Il fazzoletto ben chiuso viene strofinato prima sulla mano per riscaldarlo e poi appoggiato su una nari; l’effetto di liberazione del naso è sorprendente, una volta confezionato si può tenere in tasca o sotto il cuscino a vita! Una soluzione decisamente troppo economica ecco perchè non arriva da noi!

Come è possibile intuire, questa è una terra molto povera con minimi sbocchi di lavoro e di impiego, le risorse restano confinate al turismo e all’artigianato; dalla concieria e lavorazione delle pelli, alla lavorazione del legno, dell’argento, dei tessuti, dei tappeti e del vasellame.

Un luogo dove è difficile tirare a campare ma dove è ancora possibile respirare profumi d’oriente e vivere  atmosfere da mille e una notte.

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Il potere terapeutico dei fiori

Catherine Bellwald Il potere terapeutico dei fioriil potere terapeutico dei fiori non sta solo nella loro bellezza e intrinseca armonia che li rende adatti come  regalo e decorazione in ogni momento e in ogni occasione. I fiori hanno  potere terapeutico intrinseco ovvero legato alle loro caratterische  chimiche.

La fitoterapia cinese  utilizza tutte le diverse parti delle piante, gemme, semi, radici, rami, foglie, bulbi, polline, corteccia, frutti e ovviamente anche  moltissimi  fiori per le loro importanti proprietà terapeutiche.

I prodotti terminano tutti con Hua che significa fiore. Fra i più  conosciuti citiamo: Flos Magnoliae Houpo Hua, Flos Carthami Hong Hua, Flos di Lonicerae Jin Yin Hua, Flos Crhysanthemi Ju Hua, Flos Inulae Xuan Fu Hua, Flos Prunellae Xia Ku Hua, flos crocus Zhang Hong Hua, Flos Pueraria Ge hua, flos imperatae Bai Mao hua, flos Sophorae Huai Hua.

Ognuno di questi rimedi ha un’azione specifica ma non voglio tediarvi con una lista di azioni, vi parlerò solamente del fiore di crisantemo  usato comunemente in estate anche a scopo preventivo per limitare i colpi di calore. In Cina bustine di crisantemi si trovano comunemente in tutti i supermercati da usare come fosse una tisana. In dosaggi più elevati la sua azione è quella di disperdere il vento caldo  usato in particolare come rimedio per curare le congiuntiviti, gli eczemi e le sinusiti allergiche da calore esterno.

Quello che è importante sapere dalla medicina cinese è che agisce prevalentemente sulla materia ovvero sul disturbo o sulla costituzione fisica; è per questo che  servono, per disturbi di un certo rilievo, quantità importanti del rimedio perchè questo agisca con efficacia ed è per questo che i suoi effetti, quando il rimedio è prescritto a dovere, sono velocissimi anche dopo la prima assunzione.

Per tornare semplicemente ai fiori più conosciuti e comuni, ricordiamoci che sono molti, e non solo il fior di zucca, ad essere comestibili e utilizzabili  in cucina.  Si ritiene che fosse una abitudine comune nel medioevo e in alcune tradizioni orientali quella di cibarsi di fiori.  Oggi usare i fiori in cucina è tornato di moda in parte per il loro valore estetico in parte per il loro sapore. Margherite, rose, viole, violette, primule, tulipani, garofani, anemoni,  camomilla, acacia, calendula,  lavanda, glicine,  gelsomino, fior si sambuco, fior di salvia, fior di rosmarino, fior di basilico, e molti altri sono tutti fiori comestibili.

Si possono fare fritti, in insalata, o utilizzarli per preparare liquori, marmellate, canditi, come per aromatizzare pane e dolci e infine metterli nei cubetti di ghiaccio per decorare un cocktail. Sono deliziosi e sicuramente di grande effetto scenico, vale la pena di provarli in qualche occasione speciale come un compleanno o un anniversario.

E’ ovviamente importante raccoglierli su terreni non concimati con additivi chimici e lontano da fonti di inquinamento e non dal fioraio! Inoltre nella tradizione dietetica macrobiotica cibarsi di fiori in questa stagione dell’anno ha un significato importante in quanto i fiori sono l’espressione di questo momento e di clima caldo come la frutta e la verdura di stagione.

Per finire è possibile nutrirsi di fiori anche inalandoli; avete provato a passeggiare o correre dopo il tramonto, il profumo del glicine, dei tiglio, del caprifoglio e di numerose altre piante emana in modo vigoroso. E’ come se il sole avesse estratto naturalmente la loro essenza.

Non smetterò mai di ripeterlo: guardiamoci intorno e gustiamo quello che abbiamo anche vicino a casa nostra. Non rintaniamoci solo sul divano o in un locale a bere, pronti solo a lamentarci  di quanto faccia caldo e di quanto siano ancora lontane le ferie.

Quando abbiamo finito di lavorare usciamo all’aria e gustiamoci i suoi profumi: è già una cura, i fiori sono una grande ricchezza e a mio parere possiedono una natura un pò magica.

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Come andare in vacanza tutti i giorni

Catherine Bellwald Come andare in vacanza tutti i giorniSono molte le persone che mi dicono “non vedo l’ora di partire per le ferie, non ne posso proprio più”. Ma in fondo le ferie cosa sono? Non è solo il non dover fare niente, non avere quindi doveri da adempiere?

Non ci sono forse persone che in vacanza si mettono a fare grandi manovre di pulizia, di giardinaggio, di falegnameria o altro? Grandi scalate in montagna, grandi cene o pranzi con amici. Insomma non è il fare il vero problema è la libertà di fare ma soprattutto il contatto con la natura la vera forza della vacanza.

Che sia montagna, lago o mare è la possibilità di aprire la finestra e vedere la natura e stare all’aria aperta il vero cardine della vacanza. Ma quello che mi chiedo è ma quando siamo in città ci capita di pensare che la natura è comunque intorno a noi o semplicemente ce ne dimentichiamo?

Ci sono fantastici parchi o aree verdi in quasi tutte le città, ci andiamo regolarmente ogni volta che abbiamo una pausa o una giornata più leggera o nel week end? In Cina è comune vedere tutte le mattine persone di tutte le età praticare arti marziali  e esercizi fisici di vario genere.

Ci capita in città di alzare il naso al cielo non solo per lamentarci del brutto tempo, pioggia o afa che sia ma semplicemente per apprezzare il colore azzurro del cielo, il colore rosa del tramonto e l’infinito tappeto di  stelle?

In questi giorni di calore moderato mi capita spesso di andare a correre o camminare sull’argine del fiume Po al tramonto, il colore ancora verde  dei campi coltivati e dell’erba, le farfalle che danzano tra di loro, gli uccellini che avvolgono il silenzio.  Si entra magicamente in una condizione  di vacanza.

E’ molte più  facile di quanto non si creda  trovare  colori, profumi e  suoni della natura, a un passo da casa nostra per giunta. Ci sono oasi verdi meravigliose anche nelle più grandi città del mondo e guarda caso anche nella nostra città e magari neanche ci abbiamo  mai messo il piede. E’ sufficiente davvero poco, ma  molti preferiscono aspettare di partire per le vacanze e lamentarsi per il resto dei 340 giorni dell’anno

Se è vero che la vacanza è una condizione mentale è altresì vero che la natura esiste al di là degli edifici e dei palazzi delle grandi città. Anche se fiumi di petrolio la hanno aggredita e le radiazioni la stanno violentando lei  per ora tiene botta con grande e incessante generosità. Rincasare con la testa china e dirsi continuamente: adesso è tardi,  sono stanco, devo ancora fare alcune faccende, ho fame, ho proprio bisogno di fare una doccia, devo fare quella e quella e tal’altra faccenda… le scuse e le priorità sono tutte buone.

Perché non uscire nel parco più vicino regolarmente? E’ forse necessario avere un cane o un bambino per andare a cercare un’area verde vicino a casa e fare due passi? Perché non farlo sistematicamente?  Abbiamo bisogno di luce come fossimo fiori e la natura è un nutrimento essenziale capace di fare emergere dal nostro corpo quello che abbiamo di più sacro; il nostro essere e la nostra energia interna.

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Regolare la funzione della tiroide in modo naturale

Catherine Bellwald Regolare la funzione della tiroide in modo naturaleLe disfunzioni tiroidee sia in ipofunzionamento che in iperfunzionamento sono in aumento negli ultimi anni.

La Tiroide come tutti sanno funziona come gli organi sessuali ovvero secerne ormoni sotto l’influenza  dell‘asse ipotalamo ipofisario con una serie di meccanismi di controllo a feed back negativo.

Che vuol dire? Il capo ( l’ipotalamo) ordina al suo vice (l’ipofisi), di dare ordini al suo direttore di produzione (l’ipofisi), di far lavorare i suoi operai (cellule tiroidee), per produrre un gel lubrificante a base di iodio. Una volta prodotto la sua presenza arresta il sistema di richiesta.

La presenza del gel (ormoni tiroidei) facilita la velocità della nostra macchina riducendo l’attrito degli ingranaggi, se il gel è troppo la macchina rischia di accelerare senza controllo se è troppo poco si ingrippa e rallenta ben al di sotto del suo potenziale di motore!

La regolazione esatta della quantità di ormoni prodotti e presenti in circolo è per la nostra macchina corpo, di fondamentale importanza. Tutti sanno che un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei determina sovrappeso, temperatura basale inferiore alla norma, facile affaticabilità e anche apatia e depressione del tono dell’umore, fino al mixedema pretibiale. Una sua eccessiva produzione e concentrazione ematica è responsabile di tachicardia, dimagramento eccessivo e fino ai quadri di esoftalmo. Questo non significa che tutti i soggetti grassi e depressi soffrono di ipotiroidismo  e tutti i pazienti magri e nervosi di ipertensione!

Gli ormoni tiroidei gestiscono il metabolismo e di conseguenza la temperatura corporea e il sistema catabolismo-anabolismo, ma la cosa non è così semplice. Le interferenze con questi sistemi sono molteplici: gli ormoni sessuali, il cortisolo, il glucagone e l’insulina. Infine la leptina che è un ormone di recente scoperta sembra poter agire direttamente sulla tiroide e sulla produzione di ormoni tiroidei superando e il feed back negativo ipotalamo ipofisario. Ogni ormone poi a sua volta varia con il variare di numerose altri ormoni e il network bioumorale si rende molto più complesso di quanto non si possa immaginare.

E’inoltre noto che le disfunzioni della tiroide sono più frequenti in menopausa e durante la gravidanza, questo legame tra funzione ormonale tiroidea e funzione ormonale riproduttiva sembra proprio sottolineare l’interferenza e l’interfaccia funzionale di questi ormoni. Anche la libido può modificarsi in corso di disfunzioni della tiroide .

Ricordiamo che alcune sostanze farmacologiche come il litio, l’ interferone, l’amiodarone, i mezzi di contrasto , ma anche conservanti oltre che alcuni saponi e dentifrici contenenti triclosan possono ridurre la funzionalità della tiroide. Molto rumore per niente fu data anche alla soia a questo proposito ma lavori scientifici hanno dimostrato che la soia non è dannosa per la tiroide neanche dei piccoli.

L’assunzione regolare di iodio con l’alimentazione è indispensabile per garantire la funzionalità della tiroide  proprio perché gli ormoni tiroidei contengono Iodio ed è necessaria una assunzione orale giornaliera pari a 150 mcg, dosi minime (pari o inferiori a 50mcg/die) prolungate nel tempo producono ipotiroimo e dosi elevate pari o superiori a 1000 mcg/die prolungate nel tempo producono ipertiroidismo.  Dal 2005 sono stati introdotti in Italia il sale iodato e l’aggiunta di iodio all’acqua potabile per limitare l’ipotiroidismo endemico, sempre per questo motivo si raccomanda l’utilizzo di pesce, alghe, noci di cocco nelle diete a basso contenuto di iodio.

Altri fattori noti per la capacità di modificare la funzionalità tiroidea sono  la temperatura e lo stress. In particolare se la temperatura si abbassa e se aumenta il livello di stress viene aumentata la produzione di ormoni tiroidei. A questo proposito il mantenere costante la temperatura attraverso ambienti riscaldati e climatizzati facilita il rallentamento e in un certo senso il torpore del meccanismo tiroideo. Vice versa una condizione permanente di stress sul luogo di lavoro o in casa produce una iperstimolazione tiroidea che inizia con un aumento del FSH.

Non uscire mai di casa o dal proprio ufficio e vivere intere giornate al chiuso senza vedere la luce naturale in atmosfere viziate a temperatura costantemente medio alta è di per sé causa di possibili alterazioni bioumorali. In effetti i bambini si portano fuori al parco almeno un’oretta al giorno e così per i cani. Ma chi pensa agli  uomini? No; loro devono lavare e basta! Ecco che praticare sport o attività aerobica all’aria aperta anche in inverno ovviamente se abbigliati in modo congruo consente di stimolare in modo naturale  questo misterioso e sofisticato organo.

Non è un caso se negli allevamenti intensivi di bestiame la temperatura è mantenuta  sistematicamente e costantemente invariata, per far ingrassare le bestie e rallentando il loro metabolismo basale e tutte le reazioni enzimatiche del complesso network biochimico del corpo. Quindi se potete almeno nei giorni festivi evitate di  rimanere costantemente blindati in casa con il riscaldamento a paletta!

Limitare lo stress è certamente la parola d’ordine di questo secolo ma non solo per la tiroide oggi tutti gli scienziati sono d’accordo nell’affermare che questa condizione se mantenuta a lungo può essere la causa principale di numerosi disturbi e patologie fra cui anche la possibile formazione di noduli tiroidei come risposta alla ipersollecitazione mediata dall’aumento del  TSH.

Le patologie autoimmuni sono un discorso a parte ma spesso colpiscono la tiroide un esempio è dato dalla  tiroidite di Hashimoto. Per alcuni studiosi le patologie autoimmuni sono considerate  il risultato di una sollecitazione  eccessiva del sistema immunitario, paragonabile a un poliziotto  psichicamente squilibrato capace di sparare con il mitra su chiunque usi il clacson per strada…insomma  non più un controllo contro la malavita ma un autentico pericolo latente pronto a scatenarsi.

L’utilizzo dei vaccini così come la continua irritazione dell’intestino sede della maggior parte della risposta immunitaria sono per alcuni la possibile causa di queste sempre più frequenti irritazioni del sistema immunitario che al posto di difenderci contro agenti esterni e alterazioni cancerogene attacca i propri  tessuti sani non riconoscendoli come tali.

Mantenere un assetto ormonale equilibrato è cosa molto complessa e il risultato di un network biochimico ancora sconosciuto, non basta sostituire l’ormone tiroideo mancante  o ipoprodotto o impedire farmacologicamente la sua attivazione per  risolvere il problema. La terapia non è sufficiente a ripristinare i delicati rapporti esistenti tra i diversi assetti ormonali e tanto meno a risolverne le cause di squilibrio.

Lo stile di vita, la dieta sono fondamentali così come la capacità di limitare lo stress sia cercando un atmosfera di lavoro e famigliare in sintonia con la nostra natura, che uscendo il più possibile  all’aria aperta, o praticando sport e possibilmente anche discipline orientali come lo yoga, il taichi, il chi gong, la meditazione  e molte altre.

L’agopuntura può  essere considerata un valido strumento per il ripristino di un equilibrio interno, perché non lavora  su un singolo ormone in modo diretto o chimico ma su l’intero assetto e network biochimico in modo indiretto. Infine numerosi fitoterapici possono essere utili per regolarizzare la funzionalità tiroidea, soprattutto nei casi di disfunzione subclinica.

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Ancora neve!

Catherine Bellwald Ancora neve!

“Quel che ha da succedere succede”

Vi ricordate questa frase nel film “Passage to India”? mi è venuta in mente questa mattina quando, svegliandomi, ho trovato la neve che scendeva fitta e che aveva già messo giù circa 15 cm di coltre bianca. Bella… bellissima da vedere, il silenzio che la accompagna è magico…..ma quanto mi costa?

Peccato dover misurare la neve con il denaro e con le spese , ma non possiamo fare diversamente. Siamo in un certo senso costretti a fare sempre i conti, lo sanno tutte le attività commerciali che oggi vedranno calare i loro incassi di oltre l’80%, per non parlare delle spese dei comuni per pulire e rendere fruibili le strade e ridurre le spese dei possibili danni alle vetture e alle persone che scivolano e franano sul pavimento.

In quel momento ho sentito la gioia di due bambini che per strada esultavano per la presenza della neve e ho pensato: che bello essere bambini, non sei costretto a fare i conti anzi, non ci pensi proprio e te la godi esattamente  così com’è.

E come un raffredore quando arriva si deve stare a casa al caldo e fermarsi, senza fare i conti una settimana di lavoro mancata,  due lezioni di tennis mancate e quant’altro. Stop…. è uno stop, la neve è uno stop, e Dio solo sa quanto a noi servono gli stop, ci costano denaro e tanta fatica ma hanno una loro intrinseca ragione di essere.

Se potessimo farlo con mezzi tecnologici sono sicura che eviteremmo la neve, ma sono altresì certa che così facendo  altereremmo la natura non so esattamente come  ma so che è così. Lo stesso vale per gli OGM ormai approvati per le patate, che la modificazione genetica avvenga in modo casuale, attraverso i microrganismi è possibile oltre che temibile, ma a noi basta sapere che non sono dannosi da mangiare.

Quindi mi dico:  Che venga la neve e come insegna il mio amico e maestro Dott. Picozzi:

” Che venga l’inverno così tutti sapranno che pini e cipressi non perdono le foglie”.

Rilassiamoci e smettiamo di fare i conti, oggi faremo altro, magari penseremo e ci adopereremo per progetti importanti.


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Cliccare la vita: chi è Philippe Galard?

Catherine Bellwald Cliccare la vita: chi è Philippe Galard?

Dato che qualche volta su queste pagine appare un articolo di Philippe Galard, mi è sembrato il caso di presentarlo un po’ dettagliatamente con queste poche parole.

Philippe Galard  di professione  è fotografo come  forse avrete capito dal gusto con il  quale compone i suoi filmati; ama le cose belle e ricerca nel suo fare un significato più profondo della vita.

Nato a Casablanca in Marocco è francese di nazionalità ma ha vissuto gran parte della sua gioventù in Italia.

Dopo tanti anni di vita parigina ha deciso  di trasferirsi con la sua famiglia vicino a Lione,  in mezzo alla natura,  per avvicinarsi ad un modo di vivere che sente più consono alla sua indole da artista e al suo sentire più intimo.

Ancora oggi non é mai riuscito a staccare il cordone ombelicale con il nostro paese che resta nel suo cuore come un amante, ecco perché con estremo piacere  legge in italiano e scrive articoli che, come detto prima, molto volentieri accolgo sul mio blog.

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Una compilation sui gatti per qualche minuto di relax

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Tuoni e pioggia fatti da un coro!

Ringraziando il blog “Il Potere della Fantasia” che l’ha scovato e messo in linea su questo post, guardate questo video (attenzione che l’audio entra dopo qualche secondo).
Come detto nel post originale: “La capacità di creare rumori che imitano i suoni della natura può essere considerata arte in tutto e per tutto. “

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La natura è una insegnante esperta per i disturbi emotivi

Catherine Bellwald La natura è una insegnante esperta per i disturbi emotiviMolti pazienti riferiscono disturbi ansio-depressivi. Questi due frequentissimi stati emotivi vanno infatti spesso a braccetto anche se in alcuni prevale un l’aspetto ansioso mentre in altri quello depressivo.

Tutti indistintamente descrivono comunque stati di agitazione mentale caratterizzati da pensieri angosciosi riferiti alla propria persona o a parenti, alle loro incapacità, al futuro incerto, talora anche alla mancanza di un senso della vita stessa.

In alcuni casi si possono presentare palpitazioni, insonnia, alterazioni digestive, dell’alvo o dell’appetito.

Credo che il lavoro, diventando sempre più mentale, sia responsabile di un aumento di questi stati e alterazioni, soprattutto neI soggetti particolarmente intelligenti e sensibili

Molti di loro mi chiedono: “Ma come fa l’agopuntura ad aiutarmi?”

Come per dire il problema è nella mia testa e questa non posso cambiarla!

E’ importante spiegare che l’agopuntura certamente non cambierà la testa, ma darà la possibilità di essere semplicemente emotivamente più stabili e mentalmente più lucidi, cosa che porterà a cogliere quali siano le influenze esterne in grado di alterare lo stato emotivo e quali sianno realmente i veri sentimenti e possibilità.

Utilizzo spesso l’analogia climatica delle perturbazioni del tempo, perchè sono eventi comuni ai quali siamo abituati. Per le emozioni è la stessa cosa; ci sono molti i fattori esterni, che possiamo chiamare perturbazioni e che possono colpirci: un lutto in famiglia, un amico che non si fa mai vivo, un problema di salute, i soldi che non bastano mai, il lavoro che non piace e molti altri.

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