Articoli a proposito di ‘metodo scientifico’

Vero, Falso e tutte quelle cose lì…

21/4/11

Catherine Bellwald Vero, Falso e tutte quelle cose lì...Negli ultimi decenni la medicina occidentale si pone orgogliosamente come testimone della intoccabile e infallibile evidenza scientifica definendosi la medicina basata sull’evidenza o evidence based medicine

Per evidenza si intende un concetto definito senza dubbio alcuno come un dato certo ovvero una verità comprovata e testata secondo il criterio scientifico del pensiero Cartesiano.

Ma pensiamoci su bene; sappiamo noi dire con certezza assoluta cosa è vero e cosa è falso senza stabilire dei parametri? Assolutamente no, non esiste  in senso lato un vero e un falso, non esiste in senso assoluto un giusto e un non giusto. Come non esiste un vuoto assoluto o un pieno assoluto nella materia che ci circonda e tanto meno possiamo contemplare  un vero silenzio o un’assenza totale di movimento.

In senso matematico, chimico o fisico e quindi scientifico tutto questo non esiste. Per essere precisi il pieno, il vuoto, il silenzio e il non movimento  esistono in relazione a dei parametri, ovvero ad un sistema di riferimento, ben definito. La vista è il parametro più usato per identificare quello che consideriamo la nostra realtà oggi aumentata da ogni genere di ausilio tecnologico.

Ma per allargare il concetto  il semplice fatto di vedere una determinata cosa con i nostri occhi non è sufficiente a renderla reale in senso assoluto. La terra una volta si pensava piatta e questa era una verità. Lo stesso vale per le orecchie e per tutti i nostri 5 sensi. Oggi è possibile alterare il contenuto di una  conversazione telefonica usando un sintetizzatore vocale. Pensiamoci bene: cosa ci rende assolutamente sicuri di essere svegli e di vivere realmente ciò che stiamo vivendo? Moltissimi autori hanno scritto e girato film molto interessanti a questo proposito fra cui Matrix e per ultimo Inception. Una cosa può sembrare in un modo e essere  totalmente diversa.

Tutto questo non per il gusto di fare filosofia spicciola ma per sottolineare che di certo non esiste proprio nulla. La certezza a modo suo uccide la mente  che pigramente in essa si rifugia per non avere responsabilità. La certezza rallenta l’evoluzione perchè paralizza e sclerotizza il pensiero.

Per molti medici la medicina dell’evidenza conferisce la tanto cercata  sicurezza e  desiderio di ogni medico di agire per il meglio e di fare sempre la scelta migliore. I tempi di assunzione della terapia prevista in un protocollo di lavoro però  non sono mai quelli reali  e lo stesso vale per le osservazioni degli effetti a distanza di tempo. Inoltre i pazienti di solito assumono terapie multiple capaci di modificare anche enormemente le possibili reazioni di ogni singolo farmaco e infine sono molteplici le situazioni capaci di alterare sia l’efficacia che la sicurezza di ogni singola terapia.

Il pericolo di questo modo di agire è quello di costruire uno stereotipo di cura e di malato che rischiano di allontanarsi dalla realtà, allo stesso modo in cui un piano inclinato senza attrito non ha nessuna possibilità di esistere. Ma ancora peggio il grosso pericolo consiste nella perdita del ragionevole dubbio, si fa così e basta è il protocollo! Non sono più i medici a cercare nuove strategie ma sono le case farmaceutiche. Si rischia di perdere l’intuizione medica preziosa non solo nella diagnosi ma anche nella ricerca di nuove strategie terapeutiche.

Se dopo anni si abbandona un farmaco considerandolo inutile e dannoso o si lasciano totalmente da parte alcune pratiche mediche perchè considerate barabare come l’elettroshock  o la lobotomia, perchè non farsi venire un dubbio sulla utilità e necessità di terapie considerate oggi come protocollo ordinario?

Il sentirsi certi o assolutamente certi di una verità parziale applicandola ciecamente senza pensare ai parametri significa rischiare di prendere Roma per toma, significa pensare di aver capito tutto senza aver capito un bel niente. Lungi da me il voler demonizzare il pensiero Cartesiano che tanto ci sostiene  e ci da’ forza “cogito ergo sum”. Ritengo  però sia una vera illusione convincersi di essere solo perchè si crede di pensare, non è il dubbio  che dobbiamo temere ma è la certezza a renderci ciechi e a farci correre il rischio di vivere non già la realtà ma il sogno di essa.

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Ancora perdiamo tempo a parlare di falsa agopuntura?

26/5/10

Catherine Bellwald Ancora perdiamo tempo a parlare di falsa agopuntura?Ho partecipato come relatore al  24° Congresso Internazionale di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese organizzato dall’AMAB (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi)  e dalla Scuola Italo Cinese di Agopuntura svoltosi Sabato 22 maggio a Bologna presso il Palazzo della Cultura.

Il Congresso ha rappresentato l’evento più importante a livello nazionale in tema di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese, con la presenza di oltre 500 medici agopuntori provenienti dall’Italia e dall’estero.

Tra i relatori stranieri di quest’anno erano presenti il Prof.  Pierre Rabischong, Preside Onorario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Montpellier, Francia e la Prof.ssa Wang Ling Ling dell’Università di Nanchino, Cina.

Tra i relatori italiani elenchiamo  Il Prof. Giovanardi, Il Prof. Picozzi, il Prof. Mazzanti, Dott. essa Gulì, Il Dott.  Sotte, Dott. Alais, Dott.essa D’angelo, Dott. Vanacci, Dott. Matrà.

Il tema di quest’anno è  stato il trattamento delle patologie dolorose, che rappresentano le patologie su cui l’efficacia dell’Agopuntura  viene maggiormente riconosciuta.

Sono ormai numerose le evidenze scientifiche che dimostrano come l’Agopuntura nel dolore cronico, in particolare  nelle cefalee e nella lombalgia, rappresenti una terapia tranquillamente considerabile più efficace dei farmaci e, soprattutto, anche se su questo argomento non si pone l’accento, priva di effetti collaterali.

Nei lavori presentati, in cui è stata confrontata con trattamenti farmacologici o terapie fisiche generiche,  risultava evidente come l’agopuntura rappresenti una valida alternativa afarmacologica per affrontare il dolore.

Quello che stupisce è che  si passi ancora del tempo a parlare della Sham agopuntura considerandola un problema, visto che questa agopuntura, cosiddetta “falsa”, funziona in modo solo minimamente inferiore rispetto all’agopuntura “vera”.

In altre parole, dai lavori scientifici emerge che non vi è un significativa differenza tra le due: funzionano entrambe!

(continua…)

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Agopuntura e metodo scientifico: parte seconda

5/2/09

Catherine Bellwald Agopuntura e metodo scientifico: parte seconda Uno degli aspetti da affrontare quando si parla di lavori scientifici in agopuntura è il tema del “gruppo di controllo”.

Un lavoro scientifico, per essere tenuto in considerazione, deve innanzi tutto raccogliere un numero significativo di partecipanti più possibile omogenei ed avere un gruppo di controllo.

Vale a dire che i partecipanti vengono suddivisi casualmente in due gruppi, ognuno dei quali viene trattato diversamente, per fornire un riferimento. In questo caso si tratta di studio randomizzato e controllato. Quando nei pazienti ne i medici sanno quale tipo di terapia venga somministrata ad un gruppo e quale all’altro, si parla di “studio a doppio cieco”.

Già nel caso degli studi sui farmaci è un criterio estremamente difficile da applicare. Nel caso dell’agopuntura diventa impossibile.

Possiamo infatti selezionare 2 gruppi omogenei e trattarli uno con l’agopuntura e l’altro con altri metodi: farmaci, TENS, ultrasuoni, massaggi o altro. Va da sè comprendere che un simile lavoro è realizzabile solo in una struttura sanitaria pubblica ove si pratichi abitualmente l’agopuntura cioè non in Italia.

(continua…)

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Agopuntura e metodo scientifico: prima parte

4/2/09

Catherine Bellwald  Agopuntura e metodo scientifico: prima parteVisto che nell’ultimo periodo sono comparsi ben tre articoli che sputano sentenze sull’efficacia dell’agopuntura,  mi sembra corretto scriverne almeno altri due per par condicio.

Mi scuso sin d’ora se sarò un pò tecnica ma l’argomento in questione mi sta a cuore non solo perchè è del mio lavoro che si parla, ma soprattutto perchè ritengo che l’agopuntura sia realmente uno strumento eccezionale, tanto che, se dipendesse da me, lo inserirei negli ospedali tra le terapie e i protocolli abituali.  

Partiamo dal metodo scientifico visto che spesso è su questo terreno che la lotta viene praticata ad “armi dispari”.

In effetti non esiste un insieme definito di punti da usare per trattare ogni sintomo; il paziente deve essere trattato nella sua totalità, considerando per esempio se oltre alla cefalea sono presenti altre problematiche; vedi stitichezza o disfunzioni sessuali o irregolarità del ciclo mestruale o insonnia, tanto per capirci.

(continua…)

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