Articoli a proposito di ‘Medicine non convenzionali’

L’omertà nei confronti della medicina non convenzionale

6/7/09

Catherine Bellwald Lomertà nei confronti della medicina non convenzionaleNel nostro paese esiste ancora una forte discriminazione da parte del mondo medico ufficiale nei confronti delle cure cosiddette alternative o non convenzionali.

Ad eccezione  dei medici di base che abbracciano, consigliano e si curano loro stessi con queste tecniche, la maggioranza dei medici italiani si sente quasi offesa e non accetta la possibilità di questa scelta da parte dei propri assistiti.

Compare l’omertà; molti pazienti non dicono al curante di essere in cura o di aver usato le metodiche alternative, perchè temono la derisione, la non accettazione o peggio. Il medico intuisce ma non chiede e non si informa,  la conclusione è un vero disastro.

L’autoprescrizione, la sottovalutazione di problematiche serie, la confusione e la sensazione di abbandono in caso di scelta non convenzionale. Ecco che molti risultati dei trattamenti non vengono mai rivelati, ci si rivolge al curante solo quando le cose non vanno per il verso giusto. (continua…)

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L’inadeguatezza del metodo scientifico

14/6/09

Catherine Bellwald Linadeguatezza del metodo scientificoE’ da anni ormai che le medicine alternative vengono screditate per presunta insufficienza di prove scientifiche.

Dal recente convegno Medicina occidentale e medicina cinese a confronto, svoltosi mercoledì 10 giugno all’ospedale Sacco di Milano, emerge un primo dato confortante; non vi è da parte di tutti i medici convenzionali ostilità nei confronti delle medicine alternative ma estrema mancanza di conoscenza e confusione.

Su una cosa siamo giunti a concordare, seppur con fatica; non è possibile applicare le regole dell’”evidence based medicine” alla medicina non convenzionale.

Infatti i lavori attesi su ogni principio attivo o su ogni agopunto per convalidarne l’efficacia  non sono realizzabili perchè la medicina cinese, come molte altre medicine non convenzionali, non parte dalla molecola o dal punto da trattare ma dall’individualità e dalla specificità di ogni singolo paziente, per non parlare dei diversi metodi per arrivare alla stessa azione.

Lo stesso statista e inventore delle basi della “Medicina dell’evidenza” oggi, ad anni di distanza, ne coglie e ne denuncia i limiti, spiegando come si sia persa la persona a favore del rimedio.

(continua…)

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Case farmaceutiche a caccia di brevetti!

27/2/09

Catherine Bellwald Case farmaceutiche a caccia di brevetti!E’ forse poco noto a tutti quanto le case farmaceutiche, vedendo l’interesse crescente per le sostanze naturali, decidano di acquistare o accaparrarsi i diritti o brevetti su ricette antiche o singole sostanze naturali come se avessero inventato qualcosa.

Vada per la biotecnologia, in grado di creare composti attivi in estratti secchi e prodotti di sempre di più facile utilizzo. Immaginate la fatica di dovere fare un decotto e poi applicarlo sulla pelle, una volta si faceva così, erano necessarie dosi importanti di sostanze naturali e la preparazione poteva anche richiedere ore di lavoro per non parlare dell’applicazione locale!

Viene riportato su La Stampa un bellissimo articolo che riferisce appunto della vittoria del governo Indiano nei confronti di multinazionali farmaceutiche che avevano abusato di brevetti e  diritti su sostanze naturali e antiche ricette, non solo ayurvediche. Dopo anni di lavoro oggi queste sostanze sono dichiarate patrimonio universale, e viene offerta una traduzione in diverse lingue dei testi antichi a disposizione di chiunque la voglia utilizzare con coscienza.
(continua…)

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La cefalea si può sconfiggere

6/1/09

Catherine Bellwald La cefalea si può sconfiggereHo sofferto di cefalea dall’età di 15 anni,  figlia di madre e nipote di nonna cefalalgiche; tre generazioni di donne, tutte con la cefalea.  
Mia nonna dopo anni di sofferenza era passata durante la menopausa dalla cefalea a una serie infinita di disturbi per arrivare all’Alzheimer.
Mia madre fino alla menopausa passava interminabili giorni a letto al buio e silenzio imbottita di farmaci  aspettando che passasse.

Non potevo accettare di essere così e nonostante le mie crisi di cefalea, resistevo al letto e cercavo di continuare a vivere la mia vita,  finchè potevo ovviamente.
Rifiutavo i farmaci un pò per principio, un pò perchè non trovavo sollievo, ma solo un aumento del malessere e del senso di inadeguatezza.
Temevo sempre che la crisi arrivasse nel momento meno opportuno, quando dovevo fare qualche cosa di speciale e di importante. Solo parlare della mia cefalea mi faceva sentire una lieve oppressione in regione temporale sinistra. La cefalea anche se assente era una presenza continua.

(continua…)

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