In che mani mi metto?
26/5/09
Si può definire terapeuta colui che attraverso tecniche fisiche, mentali, farmacologiche o chirurgiche, pratica una specifica azione terapeutica con l’obiettivo di curare o lenire un disturbo.
Ma come saper riconoscere un buon terapeuta? Non basta aprire le pagine gialle, non basta il sentito dire, bisogna toccare con mano; non è possibile affidarsi ciecamente ad un terapeuta senza una personale opinione in merito e senza una fiducia data dalle proprie valutazioni.
Attenzione però a non cadere nel tranello; non sempre ciò che piace fa bene. Un terapeuta che vi da’ sempre ragione, un medico che vi da’ sempre una medicina per ogni disturbo, non sempre è la miglior cosa da cercare.
In Italia un agopuntore deve essere necessariamente laureato in medicina e chirurgia e lo stesso vale per l’omeopatia e la fitoterapia. All’estero omeopati, naturopati, agopuntori e fisioterapisti non sono di solito laureati in medicina ma hanno una preparazione professionale che di solito è di gran lunga superiore alla nostra e che consente loro di esercitare un ottimo livello di professionalità terapeutica.
Certo la laurea e magari la specialità sono rassicuranti almeno 10 anni di studio in materia medica non sono proprio niente, e questo dobbiamo considerarlo, ma anche una specifica scuola di almeno 3o 4 anni iperspecialistica come per esempio agopuntura o osteopatia sono fondamentali, perchè dopo una laurea in medicina e un corso di poco più di 2 mesi non si può improvvisarsi agopuntori o altro.
Ecco perchè parlo di terapeuti e non solo di dottori.





