medicina cinese
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La stagione delle piogge non sembra voler finire

Catherine Bellwald La stagione delle piogge non sembra voler finireParlare del tempo è spesso considerato un modo per non comunicare niente di sé agli altri, in tempi come questi però il fattore esterno-meteo è molto importante da considerare e può essere utile per fare delle riflessioni costruttive.

Come sempre una cosa non impedisce l’altra anche se di segno opposto. Il saper circolare da un pensiero al suo esatto contrario non significa affatto superficialità e mancanza di coerenza ma elasticità e capacità di adattarsi all’esterno che muta continuamente.

Ma torniamo al meteo inteso come fattore esterno, nella medicina cinese il fattore esterno viene anche chiamato patogeno esterno. In questo caso si attribuisce al tempo atmosferico una potenzialità patogena quando questa è eccessivamente forte oppure quando siamo noi ad essere eccessivamente permeabili ad esso per mancanza di energia difensiva di superficie.

Si la stagione delle piogge sembra ancora non volgere al suo termine, dopo massimo una o due giornate di tregua riprende più agguerrita che mai. Ecco di nuovo un elemento interressante che ci mostra come non esiste il bene e il male in senso stretto del termine, come noi uomini tendiamo a voler incasellare. L’acqua è un bene per la terra e per gli uomini un bene indispensabile ma la troppa acqua è potenzialmente dannosa.

In questi giorni allora mi sono soffermata a guardare la Terra e la natura tutta e lei non sembra avere problemi, gli alberi sono fioriti, i prati verdissimi, gli uccellini canterini come sempre. La natura intesa come un macrosistema non sembra affatto soffrire di questa stagione delle piogge fa riserva di acqua per tempi di siccità e fa crescere i suoi alberi robusti e forti.

Certo la terra in assenza di alberi capaci di stabilizzarla al suolo può andare in contro a cedimenti. Nella legge dei 5 elelementi  si dice che il legno controlla la terra e poi che la terra controlla l’acqua ecco che la terra anche con un eccesso di acqua non soffre ma riesce a controllarla ma gli uomini che possono fare?

Nel nostro piccolo certamente siamo più fragili ed esposti rispetto alla terra intesa come macrostruttura. Alcuni soggetti lo saranno di più di altri a seconda del loro elemento di forza maggiore. Possiamo comunque cercare di coltivare l’elemento terra attraverso i suoi principi: che sono quella di nutrire e di essere fertili. Possiamo emotivamente diventare rotondi e grandi e far scivolare la pioggia e gli eventi negativi sulla nostra superficie esterna. Possiamo anche far crescere  i nostri alberi anche se non è propriamente facile.

Possiamo ovviamente avere attenzione al nostro abbigliamento e alla nostra alimentazione e queste cose le ho già spiegate a lungo in altri post.

Se invece ci sentiamo piccoli allora è possibile che le nostre spalle e il nostro umore si pieghino come una pianticella sotto l’acqua torrenziale….è comprensibile e umano ma la mente può resistere a questo e a molto altro. Il sole arriverà presto anzi il sole non si è mai allontanato e si trova esattamente al suo solito posto pronto a riscaldarci.

 

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La medicina cinese e la saggezza del corpo: uno per tutti, tutti per uno

Catherine Bellwald La medicina cinese e la saggezza del corpo: uno per tutti, tutti per unoQuale è l’organo più importante del corpo? Tutti risponderanno: il cuore! In effetti un corpo senza un cuore ben funzionante è morto o destinato a vita breve!

Il cuore è fondamentale per la vita, ma a ben guardare anche il rene pur essendo doppio può essere indispensabile se consideriamo la funzionalità renale un’unica entità, così la funzionalità polmonare, e quella epatica.

L’unico organo della medicina cinese che si potrebbe considerare non fondamentale per la sopravvivenza è la milza ma essa non va  intesa come organo ma come l’insieme delle capacità digestive e quindi come un insieme di sistemi localizzati in diversi distretti fisici assolutamente fondamentali per il nutrimento del corpo.

In sintesi ognuno di questi cinque organi o funzioni organiche è fondamentale per il corpo. Ritornando al cuore semplicisticamente potremmo considerare che ogni organo e tessuto serve a far funzionare bene il cuore e il cuore serve a far funzionare bene tutti gli organi e tessuti dell’intero corpo. Un sistema dove non esiste un concetto di separazione ma di unità, il lavoro di ogni singolo organo è svolto non per sé stessi ma per gli altri: in poche parole in equilibrio e in armonia con tutto il resto.

Questa è l’intelligenza del corpo, l’intelligenza che la nostra mente ancora non riesce neanche lontanamente a concepire. Si perché la mente  usa schemi che finiscono per essere  o troppo fissi o semplicemente disordinati e caotici. La mente, come dice Osho, non solo è sempre estremamente tesa ma vive solo di estremi e non conosce la via di mezzo.

Nella medicina cinese in ogni stagione dell’anno uno dei cinque organi principali diventa a turnazione imperatore e svolge il ruolo centrale. Lo stesso sembra accadere in modo più limitato ma altrettanto significativo ogni mese e ogni 2 ore  secondo il calendario e l’orologio cinese dove secondo antichi insegnamenti l’energia sembra scorrere a turni nei 12 meridiani del corpo. Ogni organo poi è collegato agli altri attraverso relazioni che possiamo definire di parentela; ne consegue che esiste un ruolo preciso per ogni momento.

Un momento per dare e un momento per prendere uno per controllare e uno per essere controllati. Il tutto in un sistema circolare dove la legge dei cinque elementi e dello yin e yang non sono affatto un concetto filosofico ma leggi inserite profondamente nella materia dando al ritmo e al tempo un significato fondamentale.

Un sistema complesso nel quale ogni organo dipende inevitabilmente dallo stato funzionale di tutti gli altri. Una banalità forse ma oggi nello studio della medicina la tendenza è quella di guardare solo il piccolo orticello di ogni singola specialità avendo totalmente perso di vista l’insieme del corpo.

Il dentista penserà solo ai denti, alle gengive e alle ossa mascellari e mai al collegamento con lo stomaco e con i visceri interni nella cura del suo paziente anche se la parola stomatologico non a caso attiene a stomaco, dove  “stomia” corrisponde all’apertura esterna dello stesso. La bocca quindi intesa come l’apertura esterna dello stomaco: niente di tanto strano eppure ci siamo allontanati così tanto che per un dentista non ha spesso nessun senso valutare la salute dello stomaco dei suoi pazienti.

Lo stesso vale per il dermatologo che non si preoccupa della salute dell’intestino prima di avviare una cura antibiotica per l’acne che può durare mesi. E i ginecologi dal canto loro  non possono collegare le molteplici cause di irregolarità mestruale e di disturbi collegati con il mestruo con l’organo fegato perchè l’unica cosa che sanno è che l’organo è un serbatoio di sangue  e un laboratorio chimico ma non possono conoscere i collegamenti interni e funzionali esistenti tra fegato e genitali.  Questo solo per fare due esempi classici.

Quello che voglio dire è che è fantastico che ogni specialista sappia tutto del distretto corporeo di cui si occupa e dei farmaci più recenti proposti dal mercato della farmaindustria ma il collegamento fisico e funzionale tra i diversi organi dovrebbe essere enfatizzato non solo nei primissimi anni di medicina con lo studio di anatomia, embriologia, istologia e fisiologia ma anche con il sapere di antiche medicine che collegano appunto i diversi organi tra loro dando spiegazioni talora estremamente semplici dei più comuni malesseri  per i quali spesso non è necessario un intervento farmacologico così aggressivo e purtroppo molto spesso solo sintomatico.

La separazione in specialità dovrebbe infatti prevedere un continuo lavoro e studio atto a mantenere unita la visione e la salute dell’intero corpo.  ”Uno per tutti e tutti per uno” sembra un concetto ideologico e romantico di tempi ormai lontani ma se il nostro corpo funziona così perché mai la medicina che si occupa della salute del corpo dovrebbe comportarsi diversamente? I medici di base con sempre meno responsabilità e i medici specialisti sempre più rinchiusi in visioni e trattamenti che non prevedono la visione completa del paziente ma la sua frammentazione.

Un sistema questo dello studio della medicina che resta a tutti gli effetti a scatola chiusa e che infatti  trova sempre più ostacoli nella cura di patologie disfunzionali che tendono a cronicizzare.  Il medico non dovrebbe  fornire  farmaci ma trovare valide soluzioni per mantenere il benessere evitando per quanto possibile di prescrivere farmaci il più a lungo possibile. Una filosofia che oggi  va sempre meno di moda e che viene sempre meno insegnata e perseguita oltre che quasi messa da parte e ostacolata per il suo evidente scarso rendimento economico.

A mio parere, all’interno del corso di studi di una qualsiasi scuola di medicina, dovrebbero essere introdotte l’antica visione e cultura della medicina cinese, in parallelo con le più moderne acquisizioni biochimiche e funzionali della medicina più avanzata. Il tutto non solo come corso facoltativo ma come struttura fondamentale, propedeutica ad un più profondo lavoro di integrazione di dati ed informazioni che oggi non ha pià senso tenere separati.

Arrivati al 2012 la medicina dovrebbe integrare il nuovo con l’antico, creando un nuovo modo di studiare e insegnare la medicina  arricchendola di contenuti e legami che dovrebbero unificarsi lungo tutto il percorso formativo di un medico e dovrebbe poi proseguire  a vita in modo continuo ma non sostenuto dagli evidenti interessi della farmaindustria.

Altrimenti il rischio (che poi coincide con la realtà attuale) è quello di andare verso una visione da “tutti per uno e l’uno solo per sé stesso” .

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L’intestino secondo la medicina cinese

Catherine Bellwald Lintestino secondo la medicina cineseL’intestino è, per la medicina cinese come per quella occidentale, un viscere costituito da due parti, Xiao Chang detto piccolo intestino e Da Chang grande intestino, dove il piccolo intestino si occupa prevalentemente di assorbire i macronutrienti provenienti dall’alimentazione e il grosso intestino si occupa della eliminazione delle impurità o materiale di scarto o tossine attraverso le feci.

Quello che non tutti sanno è che l’alterazione funzionale di questi visceri si ripercuote su altri organi a distanza secondo un preciso motivo e collegamento ben conosciuto dall’antica medicina cinese.

Il primo collegamento fondamentale è quello tra i dolori cervicali e i dolori alle spalle. Oggi si ritiene che molti disturbi cervicali siano legati alle tensioni emozionali; è comune pensare che alcuni tipi di tensioni psicologiche gravino quasi fisicamente sul collo come con una pressione.

Ebbene il piccolo intestino è la struttura organica fatta per assorbire; pensate che  la sua  particolare anatomia corrisponde a una superficie pari a 300mq. Secondo la medicina cinese questo organo fa parte del livello energetico definito Tai yang ovvero più superficiale del corpo, se lo vogliamo estrapolare pensando alla sua estensione e particolare struttura a villi interna potremmo immaginarla come una gigantesca espansione fisica del nostro corpo, come delle antenne che in questo caso non sono interne ma esterne e non assorbono  strutture fisiche ma sensazioni, emozioni e aspetti decisamente più impercettibili della vita.

Ecco che l’estrema sensibilità di alcuni soggetti si riflette sull’intestino e viceversa. La presenza di forme di intolleranza alimentari come le patologie autoimmuni sono sicuramente collegate a una sorta di irritazione delle parete intestinali.  Nello stesso modo  i canali del piccolo intestino come quello del grosso insestino decorrono dalla mano al viso passando per la spalla e per il collo e potranno essere responsabile di molti dolori presenti appunto in questi distretti, dolori che possono essere definiti viscerali presenti nel sistema osteoarticolare e che molti psicologi considerano come una possibile risposta all’entrata di emozioni vissute come  negative o oppressive.

Attenzione a non pensare che tutti i dolori del collo e delle spalle siano collegati con una malfunzione viscerale; ci sono disturbi fisici collegati a posture scorrette, sforzi ripetuti, traumi pregressi per arrivare al colpo di freddo e di vento esterni. Ma è altresì importante non dimenticare di questo importante collegamento tra collo- spalla e intestino.

L’intestino crasso invece  fa parte del livello energetico yang più profondo in collegamento con il sangue e diventa un sistema per eliminare il calore interno che secondo la medicina cinese è la forma con la quale il corpo reagisce all’agressione esterna, alle infezioni e alle disfunzioni interne che a lungo andare  creano ristagno e accumulo di calore.

Molti dolori lombari possono essere collegati a una disfunzione intestinale anche per una corrispondenza davanti-dietro, molti disturbi della pelle come l’acne e la pelle impura oppure sfoghi eczematosi, possono essere collegati a un calore proveniente dall’intestino, per un collegamento tra grosso intestino e polmone  e pelle come manifestazione esterna diretta. Anche le afte e molti disturbi gengivali e labbra molto screpolate possono essere un segno di un disturbo del grosso intestino, rappresentato sul viso come corrispondenza anatomica con la bocca e le labbra.

Quindi è importante sapere che non solo il gonfiore, la diarrea, la stitichezza e l’irregolarità dell’alvo sono segni di una possibile disfunzione intestinale ma anche altri disturbi possono essere considerati come campanelli di allarme per migliorare la salute del nostro intestino.

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Sanità in svizzera: equità, economicità e libertà

Catherine Bellwald Sanità in svizzera: equità, economicità e libertàIn svizzera ogni medico che si iscrive all’ordine dei medici del rispettivo cantone dichiara al momento dell’iscrizione all’ordine di accettare le tariffe sanitarie del TARMED. Si tratta di un elenco di codici e relative tariffe nazionali che prevede oltre 4000 voci diverse.

Il TARMED nasce  dopo numerosi anni di lavoro alla ricerca di un sistema di estrema precisione per qualificare e quantificare le molteplici  possibilità di lavoro medico. Il tariffario è stato successivamente modificato e aggiustato fino ad arrivare ad oggi a una stesura considerata definitiva e completa seppur suscettibile di eventuali ulteriori modifiche.

Ogni tipo di prestazione medica prevede un codice diverso che ne assicura un pagamento equo rispetto al tempo e alla difficoltà, responsabilità e agli studi necessari per eseguirlo. Ecco che raccogliere l’anamnesi, visitare, valutare una specifica funzione o articolazione, preparare una ricetta, leggere gli esami in assenza del paziente, fare una consultazione telefonica, preparare un certificato, spiegare una terapia, insegnare delle manovre o degli esercizi, eseguire delle manovre, ma anche sostenere psicologicamente un paziente o un parente, oppure indicare una dieta precisa sono tutte prestazioni codificate in modo diverso.

Devo confessare che nonostante la mia nazionalità svizzera al primo impatto ho pensato con panico, “è troppo difficile! non è mica possibile starci dietro”. Ma poi leggendo con calma le diverse voci, ho capito facilmente il criterio su cui si basa e lo considero sicuramente un sistema molto efficace e ben studiato per far si che il pagamento sia equo rispetto alla prestazione indipendentemente da chi la eroga.

Quanti pazienti andati a visita da un medico considerato famoso per una specifica area medica o patologia sono tornati da me delusi, affermando di avere avuto una visita estremamente superficiale e veloce. Non è una novità. In Italia esiste la tariffa minima ma non esiste ancora la tariffa massima di una prestazione, il che lascia capire come alcune visite specialistiche possano avere anche prezzi assolutamente fuori scala.

Se una visita specialistica dura 10 minuti, il pagamento sarà anche quello più alto della valutazione specialistica ma congruo con la durata della stessa e non con l’esperienza del medico. Una visita specialistica di un’ora e mezza con valutazioni, test specifici, esercizi e trattamenti mirati avrà un prezzo fino a  4 volte superiore. E’ vero che un medico con maggior esperienza dovrebbe essere più capace e veloce e quindi richiedere minor tempo per eseguire alcune manovre. Ma questo fatto dovrebbe andare a vantaggio del medico che in meno tempo fa più prestazioni e a beneficio del paziente che con minor tempo e quindi minor spesa avrà una valutazione corretta del suo caso! E questo  criterio  è possibile trovarlo  nel TARMED ovvero una volta pagata la qualifica della prestazione ( che sottintende gli anni di studio per raggiungere tale qualifica) il tempo, più è veloce più è a vantaggio di entrambi: medico e paziente.

Nel tariffario infatti sono previsti tempi ma anche la tipologia esatta della prestazione. Una prima visita dopo un incidente ha una tariffa molto più alta perchè maggiore è la responsabilità del medico e il tempo in questo caso non può essere inferiore a una certa durata a salvaguardia della salute del paziente e verrà riconosciuta su tutto il territorio nazionale anche se il paziente non si è recato in ospedale perchè magari non era necessario effettuare alcun accertamento o radiografia di controllo. Questa procedura alleggerirebbe il pronto soccorso che invece dovrebbe prendersi cura delle reali urgenze e non dei colpi di frusta per fare un piccolo esempio.

Esiste poi una tariffa diversa se il paziente è inviato a parere da un altro collega, che comprende  il tempo delle telefonate, del passaggio di dati personali e della risposta scritta che abitualmente viene fatta. Ogni certificato o comunicazione scritta ha un valore sulla tipologia dell’informazione e sulla lunghezza in numero di righe della comunicazione.

Quante volte mi è capitato di scrivere una lunga lettera di presentazione di un paziente a un collega senza mai avere una risposta! Solo recentemente con un chirurgo francese fra l’altro di una certa fama e ovviamente con il quale non sono in amicizia, ho avuto un riscontro sia scritto che telefonico, sia prima che dopo l’intervento, una lettera sulla valutazione e una lettera precisa sul tipo e caratteristiche specifiche relative all’intervento chirurgico che la mia paziente aveva ricevuto. Un miraggio che in Italia mai in oltre 20 anni mai mi era capitato di vedere e non dico altro!

La collaborazione tra specialisti non avviene solo per conoscenza diretta ma è la base del lavoro, allo scopo di produrre un inquadramento a 360° del paziente in carico e senza paura di perderlo. Non esiste il pericolo che lo specialista dal quale invii il tuo paziente lo fagociti lasciandoti fuori. Il chirurgo francese in questione, per fare un esempio, ha detto alla mia paziente che era un bene che il suo dolore fosse stato trattato dall’agopuntura e ha tenuto a sottolineare alla paziente che il suo recupero postchirurgico lo aveva sorpreso positivamente.

Una bella differenza con altri chirurghi o ortopedici Italiani talora in grado di deridere i pazienti perchè in cura con l’agopuntura oppure  capaci di fare affermazioni false come “L’agopuntura è come l’anestesia: una volta finita non produce alcun miglioramento”! Perchè non è così! Insomma si può collaborare con il rispetto totale delle altrui specialità e la sicurezza che il paziente ritorna con qualcosa in più data appunto dalla professionalità e esperienza di un altro specialista.

Ecco che in questo modo il paziente extraospedaliero o  privato non sarò mai considerato una sorta di proprietà da difendere ma un essere umano bisognoso  di cure, da trattare in equipe e in armonia tra le diverse aree specialistiche all’unico scopo di migliorare la sua qualità di vita in senso ampio ed esteso del termine.

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La prostata e i tabù maschili

Catherine Bellwald La prostata e i tabù maschiliNon ci crederete ma la prostata preoccupa l’uomo tanto quanto la menopausa preoccupa le donne. Andando avanti negli anni infatti questo piccolo organo assolutamente indispensabile per una valida attività sessuale tende ad ammalarsi.

Almeno un episodio di prostatite colpisce la maggioranza degli uomini adulti over 40, e spesso  cronicizza senza guarire completamente. La cosa che però è frequente è che l’uomo non ne parla un gran che. Farsi visitare da un andrologo, il che prevede la palpazione della prostata per via rettale o l’ecografia transrettale è per la maggior parte degli uomini un tabù.

Farsi mettere un dito o una sonda nel retto da un altro uomo anche se medico è per molte persone di sesso maschile,  più che sufficiente a impedire la visita e solo l’idea della visita. Pensate quanto sono indietro rispetto a noi donne. Nessuna donna oggi penserebbe di non andare a visita dal ginecologo perchè se uomo …uhm chissà! Il medico non ha sesso ci hanno insegnato da piccole ed è così!

No dico se ci pensate bene è roba da medioevo…Ma  che razza di cultura hanno inculcato agli uomini se solo l’idea di un fatto del genere mette a disagio se non molto peggio. L’dea poi di poter avere un erezione durante la visita è inaccettabile, ma piuttosto comune perchè la prostata secondo molti andrologi corrisponde al punto G nella donna, se palpata favorisce l’erezione e se massaggiata favorisce l’eiaculazione e lo svuotamento del secreto prostatico.

Non vi sono dati certi se la pratica sessuale tra omosessuali avendo rapporti anali possa ridurre o aumentare l’incidenza di prostatite e di ipertrofia prostatica, il che la dice lunga. Una cosa invece sembra accertata,  sono molti gli uomini che provano piacere sfruttando il loro punto G prostatico senza per questo essere gay. Recenti interviste fatte a prostitute o transessuali rivela che sono in aumento gli uomini che amano potenziare il loro piacere sfruttando la penetrazione anale durante il rapporto sessuale anche di tipo orale ma non lo confesserebbero mai alla mogli e talora neanche a loro stessi, ma nella protezione  di un rapporto a pagamento tutto è lecito.

E’ ancora infine utile sapere che durante la guerra era pratica assai comune eseguire il massaggio prostatico ai  marinai o soldati a lungo in astinenza sessuale proprio per drenare la prostata evitando che il liquidi prostatico si densifichi troppo e possa poi ostruire  i canali o dotti escretori come da comune ingorgo delle ghiandole esocrine. Ma questa pratica è considerata obsoleta e non consigliata per mancanza di dati  sulla sua efficacia nonostante la sua semplicità ed economicità. Si preferisce sperimentare farmaci! Anche questa la dice lunga!

Nelle antiche tecniche yogiche esistono poi moltissime pratiche  respiratori e e fisiche ottenute mediante specifiche contratture del pavimento pelvico e dello sfintere anale utilissime per favorire una circolazione energetica e sanguigna di questa zona che corrisponde a un area energetica molto importante chiamata 2° chakra o Svadisthana  per la cultura indiana e  Tan tien per la cultura cinese e giapponese. Pratiche queste antichissime utilizzate non solo per aumentare il piacere ma per dare vigore in senso lato  e per aumentare la concentrazione e la capacità di focalizzazione. Tecniche ancora oggi poco conosciute e poco divulgate se non in modo superficiale e incompleto usate un tempo per sfruttare a pieno  questo importante serbatoi energetico collegato con l’energia sessuale.

Nel mondo scientifico la frequenza di rapporti sessuali invece è consigliata apertamente per limitare la prostatite, si raccomandano da 4 a 5 eiaculazioni alla settimana che se facciamo i conti significa quasi tutti giorni  eccetto due di pausa!  Ma quando? oggi non credo che neanche i giovani abbiano una attività sessuale con questo ritmo, figuriamoci i maschi adulti e quelli sposati. Si va mediamente  da una volta alla settimana quando va bene a una volta al mese. Mi pare che il debito sia notevole!

Non sono una matematica ma da 1 a 5 c’è una bella differenza. La stessa differenza tra numero di  di femmine e maschi, un dato che farebbe pensare, e per i musulmani si arriva a 5 mogli come massimo concesso anche questo è interessante da considerare, al di la dei credo religiosi e ideologici ma solo come dato biologico e culturale.

Recentemente un mio ex compagno di classe mi raccontava di essere  andato dal medico generalista che in Francia corrisponde al medico di base dicendoli che soffriva di prostatite. La risposta del medico pare sia stata: “beh è normale che succeda”, e la cura ha dovuto trovarla lui, trovando grande efficacia nell’utilizzo di rimedi fitoterapici.

In effetti sono pochi gli strumenti farmacologici per trattare la prostatite, e a tutt’oggi non sono note le relazioni tra prostatite e ipertrofia prostatica e ancora completamente sconosciute le cause dell’ipertrofia prostatica. Ma la relazione tra i fenomeni mi sembra piuttosto ovvia; un tessuto infiammato in modo cronico facilmente può andare incontro a iperplasia è un dato assolutamente contemplato nell’anatomia patologica.

Pertanto esistono numerosi rimedi e ricette fitoterapiche efficaci per disinfiammare in modo naturale la prostata, oltre che consigli sullo stile di vita in genere.

Per concludere si tratta di un mondo poco conosciuto e poco esplorato e ancora ricolmo di tabù e di scarsa conoscenza. Una situazione che dovremmo superare con la cultura e l’intelligenza per mantenere la salute di questa piccola ma potente ghiandolina.

 

 

 

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La ludomania

Catherine Bellwald La ludomaniaE’ una patologia ormai riconosciuta anche dal sistema sanitario, non si tratta di una spasmodica incapacità di vivere attaccati alle gonne di Ludovica o ai pantaloni di Ludovico ma della triste dipendenza dal gioco e da altre attività ludiche.

Si va dalle corse dei cavalli, al gioco da tavolo, ai giochi via rete, oppure ai giochi delle macchinette ma se vogliamo allargare la visione possiamo inglobare anche lo shopping o la ricerca di sesso a pagamento.

Il problema non è cosa si fa; il problema sta nel fatto che non si riesce a fermarsi, ci si trova di fronte a impulsi irrefrenabili; si tratta di una compulsione responsabile di un inevitabile e inesorabile  rovina sul piano economico.

Persone che perdendo importanti somme di denaro, sono poi disposte a tutto per nasconderlo ai loro cari, e perdono per questo per prima cosa la stima di loro stessi. Da questa situazione di squilibrio possono seguire altre dipendenze di conforto come alcolici, cibo in eccesso e altre malsane abitudini che sembrano aiutare ad  andare avanti ma che spesso conducono l’individuo alla perdita e disgregazione anche del mondo affettivo e di intere famiglie.

Questa patologia è difficile da vedersi dall’esterno in quanto le attività possono sembrare del tutto lecite, ovvero non si tratta di assunzione di droghe, ne di cibo in eccesso, ne di accumulare oggetti in casa fino a non poterci più vivere. Non si vede a meno che uno non conosca i diversi estratti conto e le entrate e uscite mensili. Il paziente talora è il primo a non rendersene conto. Ovvero pensa di non essere malato e tanto meno di aver bisogno di cure esattamente come nella maggioranza dei casi di disturbi mentali e del comportamento.

Inoltre  osare corrisponde  a una cosa che molti uomini temono e l’atteggiamento più frequente e comune è proprio quello di accumulare denaro nella paura di non averne abbastanza, lavorando a testa bassa per tutta la vita, concedendosi il minimo e sgobbando come dei muli. E di solito è sempre chi più possiede a far fatica a concedersi piaceri anche minimi ci avete fatto caso?

In realtà  la maggioranza delle persone tende sistematicamente a rinunciare ad alcuni piaceri rimandandoli sempre in avanti, lasciando il piacere personale sempre in coda al dovere che purtroppo incalza in continuazione. Ecco che queste persone in realtà sembrano più libere e meno attaccate delle altre al denaro e alla materia in senso lato, in un certo senso più sane

La difficoltà come in tutto è sempre nell’equilibrio tra distruggere e costruire. Sono due forze opposte ma entrambe necessarie. Se vogliamo creare una statua dobbiamo accumulare delle materie prime per darle una forma ma poi dobbiamo anche eliminare quello che non serve per definire la forma che desideriamo o che ci piace di più.

Accumulare oggetti in casa come alcune persone fanno senza mai eliminare quello che non serve proprio più produce un accumulo di oggetti che può impedire se portato all’eccesso poi di vivere in una casa ordinata ed esteticamente piacevole.

Lo stesso vale per il contrario, eliminare sempre quello che oggi non ci piace più e cambiare e cercare sempre il meglio del meglio in continuazione potrebbe portare all’incapacità di avere una casa finita che resta sempre incompleta e vuota come se fossimo sempre in trasloco o precari.

Ci troviamo sempre a dover ricorrere all’equilibrio. La nostra mente e il nostro emotivo sono fortemente bisognosi di questo concetto. Entrambe le azioni, costruire e distruggere, sono indispensabili per ottenere quello che desideriamo, per creare qualcosa. E’ altresì importante capire che per distruggere ci vuole molto poco e per costruire ci vuole spesso molto tempo.

Quel che accade è che chi sa costruire bene spesso resta attaccato alla sua costruzione e teme di distruggere. Chi non sa costruire continua a distruggere con facilità come fanno i bambini non per scarso attaccamento ma per incapacità di costruire e di valutare la costruzione.

Ecco che alterazione del comportamento con compulsioni che potremmo definire distruttive come  nel caso della ludomania sono in realtà un’incapacità di costruire, forse anche per paura di non riuscirci o per paura di perdere ciò che si costruisce. Nella medicina cinese il denaro e i possedimenti sono controllati dall’educazione sia essa formale che non formale, ovvero dal vissuto esperienziale e dallo studio vero e proprio inteso come conoscenza culturale e impoveriti da un eccesso di autorità che può anche rappresentare la figura paterna in senso stretto.

In quest’ottica credo possa essere molto utile a queste persone essere vicini a una figura maschile carismatica di cui avere fiducia e stima che possa fare da guida o da maestro con la M maiusciola oppure ritornare a studiare nel vero senso della parola con corsi di approfondimento e corsi serali di vario genere. Inoltre è l’individuo a controllare i propri possessi quindi per avere un buon controllo è necessario avere forza personale, cosa che possiamo avvicinare al concetto classico di autostima.

In sostanza uno squilibrio comportamentale che necessita di cure che a parer mio dovrebbero essere fornite su diversi fronti; da quello psicologico a quello ottenibile con sistemi fisici afarmacologici che possono andare dalla attività motorie, alla bioenergetica  e tecniche come la mindfullness fino all’agopuntura con l’intenzione di generare un equilibrio interno, stabilità emotiva, energia direzionabile e possibilità di imparare a costruire.

Molte sostanze fitoterapiche possono dare un contributo anche sul piano emotivo senza essere per forza degli psicofarmaci, ma è indispensabile agire in modo mirato e individuale per poter arrivare a un risultato che insieme al resto del lavoro potrà garantire un miglioramento. Anche l’utilizzo di psicofarmaci non è da escludere a priori quando con gli strumenti naturali il risultato è da considerare insufficiente.  I diversi orientamenti terapeutici non sono in antitesi gli uni con gli altri ma dovrebbero essere uno a sostegno dell’altro con un unico scopo: ottenere il miglior risultato possibile per ripristinare la salute e l’equilibrio dell’individuo.

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La gotta patologia moderna e antica

Catherine Bellwald La gotta patologia moderna e anticaIppocrate la definiva la malattia dell’opulenza; sono molte le persone famose che ne hanno patito, citiamo Carlomagno, Enrico VIII, Newton, Darwin, Voltaire.

E’ possibile che la lista di personaggi della chiesa o di rilievo che  soffrivano segretamente di gotta era ancora più lunga visto che questa malattia colpendo prevalentemente il sesso maschile era attribuita al dominio della vita sessuale e dei vizi e si cercava di non renderla pubblica alla stessa stregua di una malattia venerea.

Oggi se ne parla ancora poco ma la gotta è la malattia più comune che colpisce le articolazioni, seconda solo all’artrosi. La sua incidenza è maschile per l’effetto protettivo degli estrogeni, ma oggi si segnala un aumento delle patologia nella popolazione femminile dopo la menopausa. Certo non si vedono più le gravi deformazioni articolari di una volta con i mostruosi tofi su mani e piedi, questo perché l’iperuricemia, ovvero l’aumento dell’acido urico è oggi  ben controllato con le moderne terapie farmacologiche.

L’acido urico dovrebbe restare sotto il valore di 6 mg/dl per gli uomini e di 5 mg/dl per le donne. Diventa a rischio quando supera 6,5 mg/del nelle donne e quando supera 7 mg/dl nell’uomo e patologico quando supera 8 mg/dl. L’iperuricemia viene trattata anche in assenza di sintomi artritici o articolari in quanto la sua elevata concentrazione nel sangue è nociva in particolare al rene dove può precipitare e depositarsi.  L’aumento di acido urico nel sangue è oggi considerato una patologia dismetabolica alla stessa stregua dell’iperrcolesterolemia e dell’iperglicemia.

Si ritiene che l’iperuricemia possa essere dovuto a un aumento della  produzione di acido urico di natura sia costituzionale che alimentare ma soprattutto a una riduzione della loro eliminazione per via urinaria. Una ridotta funzionalità renale può ridurre l’eliminazione di acido urico come d’altronde l’acido urico può peggiorare a a sua volta l’insufficienza renale.

E’ importante anche sapere che alcuni fra i farmaci più usati come l”acido acetilsalicilico  comunemente conosciuto con il nome  farmacologico di “aspirina”, anche in piccole dosi come ormai, è di comune uso per rendere il sangue più fluido e i diuretici tiazinici anch’essi di largo uso negli over 60 per limitare l’ipertensione arteriosa, sono entrambi considerati responsabili di un aumento di acido urico  nel sangue sia per aumentata produzione che per ridotta eliminazione.

Nell’antichità l’ attenzione veniva data unicamente alla dieta, in quanto la malattia era confinata alla classe dei nobili e  dei ricchi. Durante l’ultima guerra l’incidenza della gotta si è notevolmente ridotta il che aveva nuovamente suggerito  il suo rapporto stretto con l’alimentazione. Ma oggi la sua comparsa nel popolazione più povera l’ha trasformata da un lato in una “malattia più democratica” e dall’altra ha spostato l’attenzione dalla dieta alla terapia farmacologica.

Le raccomandazioni dietetiche  sono considerate di supporto (oltre che non sempre univoche) ma non determinanti ai fini di evitare questa malattia. Si considerano gli alimenti da evitare  in rapporto al loro elevato contenuto in purine, senza invece tener conto dell’insieme dei fattori che possono essere responsabili dell’iperuricemia e soprattutto senza considerare che alcuni alimenti, se usati con criterio, sono già una terapia preventiva efficace.

La prima cosa da considerare è che l’uomo a differenza degli animali onnivori non possiede l’enzima urato ossidasi. La scimmia che non possiede come noi questo enzima non soffre di questo problema essendo principalmente fruttariana. Senza arrivare a dire per questo motivo che l’uomo è fruttariano, ritengo che la frutta e la verdura possano svolgere un azione protettiva nei confronti anche di questa diffussissima patologia.

L’attenzione non deve  in effetti essere focalizzata solo sugli alimenti maggiormente a rischio per il loro contenuto in purine che sono da limitare fra cui gli alcolici, alcuni tipi di carne come il fegato, il cuore e i reni e alcuni tipi di pesce di cui molluschi,  crostacei, acciughe, sardine  e salmone. E ancora  la frutta secca,  i legumi secchi,  il miele, i cachi, l’uva, e infine anche le banane e i fichi, sconsigliato anche  il succo di arancia dolcificato. Tutti cibi considerati responsabili di un aumento della produzione di acido urico per via alimentare.

L’attenzione alla dieta dovrebbe a par mio essere maggiormente spostata sul valore protettivo di alcuni alimenti e sulle possibilità preventive di alcune sostanze fitoterapiche, metodi naturali ma non per questo poco efficaci per stimolare l’eliminazione dell’acido urico attraverso le urine.

Sono molti i frutti e gli ortaggi che hanno un azione specifica sull’eliminazione dell’acido urico in particolare quelli ricchi in vitamina C. Da alcuni recenti studi si considera che la vitamina C possa avere una azione uricosurica ovvero che favorisca l’eliminazione dell’acido urico con le urine. Sono poi molte le sostanze fitoterapiche che svolgono un’azione in tal senso.

Fra gli ortaggi  sono considerati antiuricemici la lattuga, il tarassaco, la cicoria e la rucola, ma anche il cavolo, il cavolfiori, i peperoni, i pomodori. Della frutta è nota l’azione uricosurica dell’ ananas, degli agrumi, del kiwi, dei ribes, delle fragole e dei lamponi e dei mirtilli.

Il mio maestro di agopuntura da oltre 3 anni si nutre di asparagi con la stessa modalità di un’assunzione farmacologica; ovunque si trovi si porta dietro un contenitore con gli asparagi cotti che assume di solito nella pausa di metà mattina che tutti destinano al caffè. Non ho mai chiesto direttamente il motivo di questa scelta alimentare per non essere invadente ma ho considerato che la modalità della somministrazione di questo cibo è per noi occidentali sconosciuta.

L’alimentazione in questo modo diventa cura, attraverso la regolarità e la costanza dell’assunzione esattamente come se fosse una medicina. Ritengo che l’utilizzo quotidiano e regolare di almeno 3 porzioni al giorno di uno degli alimenti vegetali sopracitati, ovviamente freschi e cucinati al vapore per non perdere le loro proprietà nutritive e con la cura di variarli e sceglierli  a seconda della stagione  e del proprio sentire,  possa essere il primo intervento utile in caso di tendenza all’iperuricemia per favorire l’eliminazione dell’acido urico in modo naturale.

Un altro modo estremamente semplice di stimolare l’eliminazione dell’acido urico con le urine è quello di  bere almeno 1 litro d’acqua fuori pasto. Consiglio in particolare di scegliere l’acqua con minor residuo fisso e di utilizzare anch’essa come una medicina. Potete per esempio introdurre in un litro ovvero in una  bottiglia d’acqua preferibilmente  di vetro, dei macerati glicerici di alcune sostanze fitoterapiche con azione uricosurica ovvero che favoriscono l’eliminazione dell’acido urico in eccesso attraverso le urine.

Dalla gemmoterapia classica possiamo utilizzare il macerato glicerico delle gemme di betulla ( Betula pubescens)  o di pioppo (Populus Alba), oppure dei giovani getti di equiseto (Equiseto Arvense) o di ginepro ( Junniperus comunis):  sono tutte sostanze conosciute per la loro azione antiuricemica  in grado di agire sia sul sistema osteoarticolare che sul sistema urinario.

Potete bere in questo modo la vostra acqua terapeutica durante la giornata con un’attenzione diversa e focalizzata; i macerati possono essere utilizzati separatamente con 60 gocce di ogni sostanza in un litro di acqua, variando la sostanza fitoterapica ogni settimana, ogni mese oppure ogni stagione dell’anno a vostro piacere e ancora potete utilizzarli tutti  insieme usando 20 gocce di ogni sostanza per un totale di 80 gocce in un litro di acqua. Consiglio di usare macerati di buona qualità più possibili puri e se possibile di preparazione spagyrica.

Esistono poi  diverse ricette di fitoterapia cinese mirate al trattamento della gotta e dell’iperuricemia  estremamente efficaci, si tratta in questo caso di rimedi fitoterapici più impegnativi  la cui somministrazione deve essere effettuata previa indicazione  e prescrizione da parte di un medico specializzato in fitoterapia cinese.

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Febbraio e il polmone nella medicina cinese

Catherine Bellwald Febbraio e il polmone nella medicina cineseDal calendario cinese con il 4 Febbraio entriamo in Li chun che significa inizio della primavera e primo giorno del nuovo anno. La visione di iniziare l’anno con l’inizio della primavera ha una sua logica nel dare all’anno la stessa ciclicità e dinamismo di tutti gli esseri viventi.

Il ciclo dell’anno esattamente come il ciclo della vita: un primo tempo di sviluppo e crescita con la primavera, di massima espressione solare con l’estate, di iniziale rallentamento e decadimento con l’autunno e infine di interiorizzazione e morte con l’inverno.

L’organo collegato al mese di Febbraio è il polmone, il suo animale correlato è la tigre e il suo orario è compreso tra le 3 e le 5 del mattino.

Con un inspiro si viene al mondo con un espiro si lascia questo mondo. La respirazione è collegata con la vita del corpo umano e anche con l’aspetto più materiale della vita: la dualità che altro non è che la legge dello yin e dello yang. Se non si accettano e utilizzano entrambe le componenti, si perde l’equilibrio e la forza. Un tempo per inspirare-uno per espirare, un tempo per fare-uno per non fare, un tempo per ogni cosa ascoltandosi e senza cadere nella meccanicità dell’atto ma sfruttando la sua potenzialità.

La respirazione è da sempre considerata il fulcro più importante di lavoro di tutte le più antiche arti marziali, del qi qong e dello yoga. Pur essendo una funzione automatica del corpo viene eseguita  mediante l’utilizzo della volontà e della concentrazione e a tutt’oggi ancora poco considerata e utilizzata nella comune educazione occidentale.

Cha dire della Tigre,  nella mitologia classica rappresenta esotericamente la dualità bene-male, creazione-distruzione. Mentre nella filosofia cinese con il famoso detto “cavalcare la tigre“, si considera la possibilità di sfruttare la nostra natura aggressiva, domando l’animale pericoloso e rendendolo mansueto. Un atto di controllo completo, di grande forza potenziale e di scelta, nulla a che vedere con la visione dell’ agnello che nulla altro può fare che essere mansueto. Un obiettivo che in ogni arte marziale è racchiuso: mettere la violenza al servizio della non violenza.

Infine anche l’orario è particolare; è l’ora in cui l’alba si sente arrivare ma è ancora lontana oppure solo parziale la sua luce. In questo orario moltissime persone si svegliano e non riescono più a riprendere sonno.  Non credo sia un caso, potremmo considerarla come una impazienza del corpo a risvegliarsi presumibilmente data da un sovraccarico o sovreccitazione o iperstimolazione.

Il polmone è il primo canale della circolazione energetica e riceve la staffetta dal canale che lo precede, quello di fegato che, come abbiamo visto nel mese precedente, è quello che maggiormente trattiene e tende ad andare in tensione e quindi in eccesso. Per lavorare su questo tipo di insonnia è necessario lavorare sul fegato e sui suoi organi correlati e non solo sul polmone esattamente come in tutte le forme asmatiche.

Le patologie da raffreddamento che colpiscono il polmone sono aiutate dal trattamento diretto del canale polmonare. Pensate che con il semplice punto LU 9 (punto shu  del canale di polmone) (in inglese Lung meridian), si esegue un trattamento stagionale invernale secondo il metodo degli I Ching applicato al canale del polmone, utilissimo come prevenzione.

Nei casi acuti è utile  lavorare in associazione con la milza con la quale il polmone forma il grande canale detto Tai yin ovvero lo strato più superficiale dello yin sul quale è  possibile trattare le forme catarrose e con eccessiva produzione di muco. Ricordiamo che il polmone è collegato direttamente anche con il grosso intestino con il quale forma un legame di organo-viscere, interno-esterno e con il quale è possibile facilitare l’eliminazione  attraverso le feci del calore in eccesso formato a causa della patologia acuta.

Infine il polmone è collegato con la vescica urinaria, che rappresenta il suo opposite clock rispetto all’orologio cinese o se preferite al calendario. Il trattamento in fase acuta anche di questo canale può nuovamente favorire l’eliminazione dell’eccesso di calore attraverso le urine, drenandolo e riequilibrandolo esattamente come fanno i rimedi fitoterapici mirati sulle forme acute dell’albero respiratorio.

Come ho detto in altri post  questo organo incredibile che è il polmone soffre il freddo, la secchezza e la tristezza che è la sua emozione. Un modo per aiutarlo è sicuramente quello di limitare e se possibile evitare il fumo e lo smog e respirare aria pulita. E ancora di evitare l’eccessiva secchezza causata dai termosifoni che in questa stagione spesso sono a manetta. Infine di non alimentare l’emozione della tristezza come atto di attaccamento nei confronti di quello che abbiamo perso. In sintesi non stringiamo i pugni per tentare di recuperare ciò che nella mano non c’è più.

Lasciamo andare e facciamo scorrere anche la sofferenza qualcosa d’altro colmerà non solo le nostre mani  ma anche il nostro interiore esattamente come fa l’aria nei polmoni.

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I veleni

Catherine Bellwald I veleniPer veleno si intende una sostanza in grado di produrre attraverso un meccanismo chimico effetti dannosi transitori o permanenti, il quadro può arrivare alla morte cellulare dei tessuti coinvolti fino ad essere letale per l’organismo in toto.

E’ interessante vedere che la maggior parte delle persone identifica i veleni con poche sostanze  altamente dannose per l’uomo, presenti anche nel regno naturale animale e vegetale dalle quali è sufficiente stare alla larga il più possibile: non ingerire, non inalare, non toccare e siamo protetti!

Molta attenzione oggi viene posta al cibo come fonte primaria di possibile intossicazione da esterno, ecco che quasi tutti gli alimenti in vendita vengono spesso trattati con sostanze disinfettanti e controllati con numerosi test specifici.

L’aria che respiriamo nelle città e nell’hinterland delle aree metropolitane è inoltre sempre più ai limiti superiori di tollerabilità come contenuto in idrocarburi e  polveri tossiche, ma il controllo del riscaldamento da parte dei cittadini e dei luoghi commerciali non esiste, l’unico provvedimento è dato dalla limitazione del traffico urbano con targhe alterne e limiti di velocità che sembrano avere effetti minimi sul contenimento del problema.

Il concetto di veleno e di tossina è invece un concetto chimico molto più esteso che si ritrova in una  elevata quantità di sostanze provenienti dal regno vegetale, animale e minerale. Le conseguenze più temibili  di molteplici patologie infettive a carico di microorganismi sono in realtà il risultato degli effetti delle tossine prodotte dai microrganismi e dalla reazione di difesa del nostro corpo.

Il nostro stesso corpo è in grado di produrre tossine in situazioni patologiche specifiche, o meglio sarebbe dire che alcune sostanze prodotte normalmente dal corpo, quando prodotte o presenti per motivi patologici in modo eccessivo possono diventare esse stesse tossiche per l’organismo.

Per fare un semplice esempio in caso di insufficienza renale l’urea si accumula nel sangue diventando tossica, in caso insufficienza polmonare l’anidride carbonica si accumula nel sangue diventando tossica, in caso di diabete il glucosio si accumula nel sangue diventando tossico. In caso di infiammazione vengono liberate un gran numero di sostanze chimiche che possono avere un  effetto tossico.

Ecco che semplificando in modo estremo possiamo avere due grosse categorie di intossicazione autoprodotta, da deficit ovvero da insufficienza di una qualunque funzione fisiologica interna oppure da eccesso di una funzione che possiamo definire difensiva: l’infiammazione.

Da ormai oltre 70 anni sempre più dettagli vengono apportati allo studio dei numerosi e vari mediatori dell’infiammazione e della complessa catena di reazioni chimiche da essi prodotta e molte sono ormai le correlazioni tra infiammazione cronica e cancerogenesi.  Molti sono i biologi e ricercatori che nello studio di questi mediatori sono alla ricerca di importanti risposte.

Quello che è davvero curioso sapere è che circa 4000 anni fa, nei testi di medicina e di fitoterapia cinese, si parlava di veleni e di tossico nel sangue alludendo a patologie non solo acute ma anche croniche.  Sono tantissimi i fitoterapici e le ricette fitoterapiche antiche nella cui specificità terapeutica è segnato”toglie il tossico dal sangue”, oppure “toglie il tossico del fuoco e del calore”.

I veleni che possiamo produrre sono in effetti la causa delle  patologie più difficili e subdole da trattare. Non stupisce neanche pensare che le emozioni negative da sole siano in grado attraverso un meccanismo di eccesso e di infiammazione di produrre dei veleni. Quando si dice “non avvelenarti il sangue” oppure non “avvelenarti la vita”, il significato è ancora quello per cui emozioni contratte, sentimenti repressi e shock affettivi possono, non solo simbolicamente, generare dei veleni. Da questi veleni tanto quanto da quelli provenienti dal cibo malsano e dalle polveri sottili presenti nell’aria dobbiamo stare molto in guardia.

Sull’inquinamento abbiamo poca possibilità di interagire se abitiamo in un centro urbanizzato; sugli alimenti possiamo fare qualcosa, selezionandoli e diventando sempre più esigenti ma dovendo affrontare costi superiori.

Sulle emozioni invece possiamo agire direttamente senza costi aggiuntivi: tocca a noi la pulizia delle emozioni negative come esercizio regolare e costante esattamente come dobbiamo fare con la manutenzione e cura di qualunque oggetto o luogo.

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Il grande freddo è arrivato difendiamoci

Catherine Bellwald Il grande freddo è arrivato difendiamociDal calendario cinese entriamo dopo la seconda metà del mese di gennaio nella piccola stagione lunare detto Da Han o Grande Freddo iniziato quest’anno precisamente il  20 gennaio.

Non possiamo non essere d’accordo, il termometro parla chiaro, si va in molti momenti del giorno e della notte vicino e sotto gli zero gradi centigradi. E il corpo umano come quello delle piante e dello stesso pianeta inizia ad aver sempre meno risorse di calore interno e quindi a sentire e soffrire di più il freddo.

Il buio e il freddo non sono malattie o fenomeni da rifiutare o di cui avere paura, sono fenomeni della natura che hanno un loro perchè e che fanno il loro decorso ciclico. Non bisogna quindi   chiudersi in casa e al riparo nella nostra casuccia. Diventa però in questo periodo molto rischioso  sfidare il freddo, per esempio aprendo le finestre di casa per cambiare l’aria come fosse primavera!

Avevo una paziente che faceva le pulizie di casa e i letti con le finestre spalancate lamentando una ricorrente  lombalgia, completamente regredita dopo che con suo grande rammarico le ho vietato di fare i letti nella corrente in camicia da notte!

Non ci si ascolta! Non si ascolta il corpo durante i movimenti per capire quando fermarsi e non si ascolta il corpo per modulare la temperatura corporea a seconda delle necessità e delle circostanze che possono cambiare anche molto velocemente la nostra capacità di resistere al freddo: umidità, stanchezza fisica e mentale, stato generale, digestione  in corso, rilassamento e abbandono, oppure azione ed espansione.

Tutti  stati completamente diversi che possono modificare di molto la nostra capacità di resistere al freddo. E’ quindi necessario avere una grande consapevolezza anche della propria capacità di percepire il freddo senza consentirgli di entrare ma solo di restare in superficie e anche di togliere e metttere indumenti a seconda del clima esterno oppure semplicemente bere o mangiare qualcosa di caldo al momento giusto.

Come sempre e ancora una volta è necessario ascoltare il corpo e porre rimedio e non fare le orecchie da mercanti. Certamente i rischi non sono gravi: una contrattura muscolare oppure uno stato influenzale o un semplice raffreddore che però possono essere molto fastidiosi e indebolire le nostre energie.

E’ quindi importante capire quando si prende freddo e porre immediato rimedio senza subirlo passivamente aspettando che il freddo entri nel corpo.

Una particolare attenzione è raccomandabile alla gola e al naso, queste due zone sono una apertura ai virus. Quando sentite chiaramente un prurito alle narici, al velo pendulo o alla gola è un sintomo da non sottovalutare. Per i cinesi il prurito è un segno di vento e il vento è il vettore con il quale il freddo e per parlare in termini più occidentali i virus o microorganismi possono farsi strada.

In queste particolarissime situazioni se siete attenti e vigili, potete porre un immediato rimedio.   Una inalazione di timo in olio essenziale e magari una spuzzata di propoli in gola possono essere semplici ed efficaci rimedi  ma solo se  eseguiti tempestivamente. Strumenti banali reperibili in qualunque erboristeria, farmacia e parafarmacia oggi presenti ad ogni angolo di strada che consiglio di portare in borsetta o in tasca se preferite.

Vi sono poi rimedi più specifici  che possono aiutare a proteggere la superficie come la ricetta Yu ping feng sang che  viene tradotto in Jade windscreen powder ovvero Polvere di parabrezza di giada. Nome come sempre molto romantico ma decisamente significativo. Per tutti coloro che sono andati in moto è possibile capire come il parabrezza ci difenda in modo efficace dal vento e dalle intemperie: immaginate di non averlo!

Una ricetta fitoterapica cinese  antichissima e molto maneggevole che può darci una mano a superare indenni anche questa stagione più fredda meglio ancora se mischiata ad altre ricette idonee alla nostra specifica costituzione ma che può essere  preso anche da sola.

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Il fegato e il mese di gennaio nella medicina cinese

Catherine Bellwald Il fegato e il mese di gennaio nella medicina cineseL’ultimo mese del calendario cinese e l’ultimo organo della circolazione energetica anche se il primo mese del nostro calendario solare. Il mese lunare che inizia con il 6 gennaio detto Xiao Han ovvero piccolo freddo è collegato con l’organo fegato.

Il suo animale è il bue e il suo orario è compreso tra le 1 e le 3 del mattino; si dice anticamente che per un buon riposo fisico è meglio addormentarsi prima delle 3 e possibilmente anche prima dell’1 di notte, presumibilmente per lasciare maggiormente riposare questo importante organo, il cui ruolo è semplicemente fondamentale e insostituibile.

Il fegato è una sorta di grande laboratorio chimico del sangue oltre che una ghiandola esocrina che produce la bile  utile alla digestione dei grassi. Per questo motivo si considera sia endocrina che esocrina.

Il fegato riceve sangue ossigenato dal sistema arterioso come tutti gli organi e sangue venoso detto portale  proveniente dal sistema gastrointestinale ricco di tutte le sostanze ingurgitate  digerite e assorbite. Tutte queste sostanze di fresco assorbimento passano quindi dal fegato dove subiscono una trasformazione. Il glucosio in eccesso viene trasformato in glicogeno e messo in riserva pronta per il suo utilizzo in caso di ipoglicemia, il glucosio inoltre viene prodotto a partire da amminoacidi, glicerolo e acido lattico.

Il fegato presiede inoltre la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi detta sintesi endogena ovvero riguardante quelli non provenienti dai grassi assunti con la dieta ma ottenuta a partire da zuccheri e proteine degradati in glucosio e amminoacidi e successivamente in acetilcoenzima A. La lipogenesi può essere prodotta in qualunque cellula ma è più spiccata nelle cellule epatiche e questo avviene quando le riserve di glicogeno sono sature. Si parla di steatosi o di fegato grasso riscontrabile con un esame ecografico e sempre segno di una dieta eccessivamente ricca.

Molte sostanze tossiche vengono demolite o modificate, l’ammoniaca per esempio proveniente dal catabolismo si trasforma in urea  e viene eliminata con le urine. Tutti i farmaci transitano dal fegato a meno che non si inalino o non si assorbano dalla mucosa orale; in questo caso bypassano il sistema portale, si parla del metabolismo dei farmaci ovvero i farmaci si modificano passando dal fegato talora in metaboliti più efficaci di quelli assunti per via orale come nel caso della vitamina D, talora in metaboliti più tossici.

Per la medicina cinese quando si parla di fegato è possibile che si intenda non solo il complesso organo fegato di cui sopra ma l’associazione fegato-pancreas intesi come un tutt’uno il che complica ulteriormente il discorso vista l’importanza di questo organo.

I cinesi  ben oltre 2000 anni fa sapevano quanto il fegato fosse collegato con il sangue e quanto questo legame fosse forte, un fegato si dice debba essere morbido per essere sano. Nel feto  il fegato  è deputato alla sua sintesi emopoietica e nell’adulto alla sua pulizia; le cellule vecchie vengono rimosse e distrutte. Il fegato è la riserva di ferro e di  vitamina B12  indispensabili per la sua sintesi.

Il fegato è una sorta di filtro del sangue e quindi ne è ricchissimo, si ritiene che  il flusso sia di circa 2, 5 litri al minuto, il colore rosso violaceo dell’organo resecato ne mostra l’intensa stasi ematica. La stasi di qi di fegato come dicono in medicina cinese è in assoluto fra le diagnosi più frequenti e corrisponde a una sorta di rallentamento della circolazione energetica e di sangue in questo organo; non a caso posto sotto il costato e collegato con una respirazione costretta a sua volta in relazione diretta con costrizione emotiva che possiamo sintetizzare con la parola: trattenere.

Il trattenere non solo la rabbia come molti pensano ma anche tutto il resto, l’ipercontrollo esteriore è spesso causa di una costrizione di qi di fegato. Il voler trattenere qualunque situazione significa non accettare il cambiamento  oppure volerlo a tutti i costi tenere sotto il nostro controllo assoluto e indiscusso.  Il trattenere è figlio di un pensiero logico e lineare e non circolare che mai come in questo periodo ha avuto maggior sopravvento su tutto.

Per avere un fegato sano è indispensabile  un buon regime alimentare moderatamente ricco, una limitazione dei farmaci o sostanze tossiche ma anche una corretta capacità di esteriorizzare e pacificare le proprie emozioni e di sbloccare le tensioni fisiche.

Un buon aiuto psicologico fatto  da un esperto del settore  oppure  fatto dalla semplice possibilità di confrontarsi con altre persone può essere di grande aiuto per metabolizzare le nostre emozioni e mollare quello che non serve. Sono altresì utili attività sportive che muovono il sangue, attività come lo yoga che muovono e amplificano  la respirazione. In casi più seri e con disturbi correlati che possono andare da disturbi gastrici e intestinali si dice in questi casi che il fegato attacca lo stomaco e l’intestino, ma anche insonnia, ansia, dismenorrea e molti altri, l’utilizzo dell’agopuntura e della fitoterapia può drenare e liberare il fegato dalla costrizione.

In agopuntura il fegato è collegato alla vescica biliare e al triplice riscaldatore, entrambi del grande canale o livello definito shao yang e con il pericardio con il quale forma il canale o livello jue yin entrambi considerati come strati intermedi ovvero centrali del corpo dove sia le patologie esterne  che interne possono rimanere incastrate.

Altri due collegamenti molto utili e meno conosciuti sono quelli con il piccolo intestino, e con il polmone rispettivamente opposit clock e neighbour clock. Nella pratica clinica è possibile curare delle spalle dolorose lavorando non direttamente sul meridiano coinvolto del piccolo intestino ma liberandolo a distanza usando punti del canale di fegato.

Infine  è possibile lavorare su tosse e asma sempre con punti di fegato perchè il polmone è il canale che segue nella circolazione ovvero il primo; non a caso si nasce con un vagito mi diceva una paziente sorprendendomi qualche giorno fa.

E in un certo senso potremmo considerare il fegato come la cristalizzazione del nostro attrito con la vita ma soprattutto del nostro ego.

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Anno 2012…la fine del mondo

Catherine Bellwald Anno 2012...la fine del mondoSu quest’anno si è detto di tutto e di più, fra cui annunci catastrofici sulla possibile fine del mondo. Oggi a questa data siamo sempre più vicini ma cosa ci dicono i ba zi ovvero la legge di cinque elementi e dello yin e yang applicata all’astronomia o al macrocosmo?

Per il calendario cinese entreremo solo con Febbraio nel nuovo anno. Anno del Drago Acqua inteso come tronco terrestre dell’elemento terra yang associato al ramo celeste dell’acqua yang.

Dal punto di vista figurativo abbiamo la montagna (intesa come terra yang) e oceano (intesa come acqua yang), come immagine niente di particolarmente contrastante o minacciose come potrebbero essere altre associazioni.

Anzi andando nella circolazione di generazione e controllo troviamo che la terra  genera il metallo e il metallo genera l’acqua, quindi la terra è la nonna dell’acqua  che in teoria dovrebbe, secondo natura, controllare. In questo caso la montagna controlla l’oceano, non sembra difficile da immaginare, la forza della montagna difficilmente non  è in grado di adempiere  a questo fisiologico ruolo di sorgere al di sopra della distesa oceanica. inoltre la pioggia è l’immagine di nutrimento della terra e la montagna da l’idea di una forza stabile e protesa verso l’alto. Non male! Andando a guardare nel passato tra gli anni dominati dal Drago troviamo: il 2000  associato al metallo yang, il 1988  associato alla terra yang, il 1976 associato al fuoco yang, il 1964 associato al legno yang.

Bisogna risalire fino all’anno  1952 per ritrovare la stessa associazione  del tronco terrestre e ramo celeste di quest’anno:Drago e Acqua yang. Non sono una storica e a loro lascio la parola ma in quegli anni, si parlava di una iniziale risalita dell’economia e dei primi passi del consumismo, i primi test nucleari, il primo sommergibile nucleare, brillava la prima bomba all’Idrogeno segni di una tendenza aggressiva e difensiva, dal punto di vista politico la guerra contro il comunismo si faceva sentire in molte realtà. Un anno che non possiamo definire eccellente ma neanche catastrofico dove mi pare emergesse la volontà di crescere con tutti i limiti che la cultura di quel tempo imponeva.

In fin dei conti potrebbe anche essere una fine del mondo di anno!!!! e perchè no!! Ma sicuramente un anno di speranza e possibilità di crescita personale, sociale e universale.

Buon anno a tutti allora.


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Il mese di Ottobre e il Pericardio nella medicina cinese

Catherine Bellwald Il mese di Ottobre e il Pericardio nella medicina cineseCon il 9 di Ottobre siamo entrati nuovamente nelle Quinta Stagione, per l’esattezza è iniziato il terzo periodo di Terra dell’anno, ricordiamo che il quarto periodo di terra è quello di Gennaio che per il calendario cinese corrisponde all’ultimo mese dell’anno lunare.

Entreremo per la seconda volta nella Terra yang,  il suo organo correlato è il Pericardio, il suo orario è quello compreso tra le 19 e le 21, il suo animale il cane.

Questa stagione contiene dei rami celesti associati al metallo e al fuoco yin e quindi all’estate e all’autunno e ai caratteri più delicati  di entrambe queste stagioni, in particolare dell’autunno di cui ancora fa parte.

Si tratta però del periodo di transizione verso la prossima stagione: l’inverno. Per molti aspetti è storicamente la stagione più dura: meno luce, meno calore, meno alimenti prodotti dalla terra. Un tempo gli uomini come gli animali  si preparavano con cura al duro inverno perchè solo i più ricchi e forti riuscivano a sopravvivere. Un periodo questo in cui ritengo valga la pena di convogliare le proprie energie indirizzandole consapevolmente  verso gli obiettivi da raggiungere.

Che dire del pericardio; per la medicina occidentale è una membrana sierosa e non un organo vero e proprio. Anatomicamente parlando lo si può considerare come la protezione del cuore, organo questo per eccellenza il più nobile,  la cui importanza è cruciale per sopravvivenza, perchè alla base della circolazione sanguigna e quindi del nutrimento di ogni singola cellula del corpo.

In termini simbolici potremmo associare il pericardio a una sorta di struttura di protezione del nostro interno. Quando qualcosa ci ferisce o ci turba prima di colpire il cuore colpisce il pericardio. Analogamente è possibile considerarla come un sistema atto a tamponare alcune situazioni in modo da preservare  il nostro interno ovvero la nostra intima natura.

In medicina cinese trattare il pericardio significa lavorare sul diaframma e sulla respirazione. Il pericardio  insieme al Fegato forma un livello energetico intermedio definito Jue Yin, che viene sistematicamente trattato in medicina cinese in tutte le patologie dove vi sia uno stato di tensione muscolare, emotiva o viscerale.

Il pericardio è associato al triplice riscaldatore come relazione interno-esterno e quindi al motore che consente all’energia di circolare in tutto il corpo. In medicina cinese è comune dire quando vi è tensione che vi è una stasi del qi di fegato, inteso come un blocco a questo livello, le mani e piedi freddi sono la prima e frequente espressione di questa stasi energetica.

Il pericardio è strettamente collegato  con lo stomaco non solo per la vicinanza anatomica, ma anche perchè si trova nel punto opposto rispetto al calendario lunare, lo stomaco correlato al mese di Aprile è infatti la prima Terra yang dell’anno lunare. Non è quindi un caso se il pericardio in agopuntura si utilizzata per trattare tutti i disturbi gastrici acuti e cronici soprattutto se su base psico emotiva, in primis citiamo la nausea o ipermemesi, ma anche i vari disturbi del comportamento alimentare.

Infine il pericardio è in relazione con il Rene che lo precede nel calendario e nell’orologio cinese; anche in questo caso il pericardio in agopuntura viene utilizzato per trattare  molteplici disturbi di fertilità sia maschili che femminili soprattutto se associati a una componente psicoemotiva.

Il mese di Ottobre come tutti i periodi di transizione è un momento di maggior fragilità, soprattutto per un certo gruppo di persone che potremmo definire costituzionalmente più fragili o meno stabili emotivamente.

A queste persone è indicato in questa stagione un trattamento di prevenzione e di aiuto per non perdere troppo velocemente le energie accumulate nell’estate.

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Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cinese

Catherine Bellwald Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cineseTra il 7-8 di settembre entriamo nel mese del metallo yin collegato all’organo rene,  al gallo come animale del calendario cinese e all’orario compreso tra le 17 e le 19.

Il crepuscolo quindi, non è un caso se il rene come organo nella medicina cinese è quello che determina e manifesta il processo fisiologico dell’invecchiamento considerato molto più che un organo emuntorio essenziale.

Dalla medicina occidentale sappiamo che un uomo può vivere con il 30% della capacità renale ecco che le donazioni di rene sono possibili restando in salute. Questo fa pensare al rene come a una riserva, un surplus non utilizzato,  un pò come per il cervello che tutti sappiamo essere utilizzato in modo estremamente limitato rispetto alle sue potenzialità.

Nella medicina cinese il rene è il serbatoio dell’energia definita prenatale ovvero non dovuta al cibo o agli sforzi quotidiani non che questi non incidano a lungo andare sulla sua integrità ma l’energia del rene è innanzitutto acquisita alla nascita e proviene dai nostri genitori.  La salute e l’età della madre e del padre naturali al momento del concepimento sono considerati di fondamentale importanza per costituire il potenziale del nostro serbatoio.

Per quanto riguarda l’organo rene, è utile sapere che i suoi rapporti interni sono innanzitutto con il cuore con il  quale forma un asse interno fondamentale chiamato Shao yin che corrisponde al livello o strato energetico piu profondo e nascosto del corpo, come la radice di una pianta per fare un esempio. Il rene si collega anche con il pericardio che lo segue nell’orologio, nel calendario e nella circolazione energetica; il pericardio è inteso come un organo interessato in modo più diretto dall’aspetto emotivo; appartiene a uno strato energetico che potremmo definire come una sorta di interfaccia con l’esterno.

Il rene è collegato ovviamente con la vescica urinaria e con il grosso intestino per mezzo dei quali elimina l’impuro e gli eccessi verso l’esterno. E’ interessante sapere che una idrocolonterapia eseguita in modo aggressivo può  scaricare sul rene un’importante quantità di acqua, con possibile insorgenza di renella che in questo caso diventa una sorta di pulizia del rene ottenuta attraverso il colon.

Infine il rene è in relazione diretta con il triplice riscaldatore che in termine pratici non corriponde a un organo preciso ma a una funzione dell’intero organismo capace di sviluppare e distribuire l’energia ai diversi organi interni. Non è un caso se con gli anni le ossa e la memoria si indeboliscono e si perdono i denti e l’udito, in quanto per la medicina cinese il rene è collegato con i midolli, con il tessuto scheletrico di cui fanno parte anche i denti e il suo organo sensoriale è l’orecchio. Ma al di là di queste notizie molto scolastiche l’invecchiamento porta a una riduzione di tutte le funzioni sensoriali: la vista, l’udito, anche l’olfatto e il gusto si modificano questo perchè ogni organo interno viene gradualmente a essere meno nutrito e quindi si indebolisce progressivamente.

Il rene vista la sua natura  non è normalmente in grado di rigenerarsi e con gli anni inesorabilmente, perde la sua energia e, come è facile comprendere, con  essa l’energia di tutto il corpo. Si ritiene che una vita molto frenetica con ritmi accelerati e sforzi prolungati consumi più velocemente questa energia. Allo stesso modo tecniche di respirazione e energetiche sono da sempre considerate degli strumenti per mantenere il serbatoio pieno e consumarlo più lentamente.

Antiche discipline come lo yoga, la meditazione, il tai chi chuan e molte altre non sono infatti discipline esclusivamente fisiche; il loro contenuto profondo e filosofico oggi è spesso messo da parte per limitarlo a semplici pratiche motorie salutistiche ma esse vanno intese come dei sistemi per attingere a una energia superiore accessibile a tutti, un sistema per caricare le pile con energia pulita al pari dell’energia solare!

L’energia del Rene nella medicina cinese è collegata anche alla capacità di procreare e alla capacità di avere una vita sessuale intensa. E’ fisiologico dopo i 45-50 anni avere desiderio di una sessualità più completa e appagante piuttosto che frenetica e quotidiana ed è altresì normale per le donne essere gradualmente meno fertili.

L’allungamento della vita, il sistema sociale nel quale viviamo hanno spostato e sembrano spostare il desiderio di maternità e paternità  sempre più avanti negli anni. Questo lascia pensare moltissimo ad un cambiamento di molti parametri; che si faccia o meno ricorso a farmaci e tecniche di inseminazione artificiali, potrebbe nel tempo generarsi una graduale riduzione di questa energia e quindi genericamente della capacità di procreare. Di fatto un problema già presente da alcuni anni e su cui la scienza medica certamente spinge sull’acceleratore per via dell’enorme richiesta e quantità di denaro che gravita intorno a questa esigenza.

Ritengo valga la pena di soffermarsi a pensarci su un attimo e magari  cercare di capire come fare a garantire più energia vitale sfruttando non solo le nuove acquisizioni della scienza molecolare medica ma andando a studiare, senza denaturarli e senza demonizzarli, gli antichi metodi e insegnamenti capaci di sfruttare al meglio le fonti  energetiche naturali e interiori di ogni essere umano.

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Agosto e la vescica urinaria nella medicina cinese

Catherine Bellwald Agosto e la vescica urinaria nella medicina cineseCon i giorni 8-9 di agosto secondo il calendario cinese entriamo quatti quatti e a piccoli passi nella stagione dell’autunno. Abbandoniamo l’elemento terra di transizione per entrare nell’elemento metallo e con esso usciamo dalla tanto amata estate.

In realtà l’autunno più della primavera è una stagione estremamente dolce e piacevolmente calda ma molto meno considerata e desiderata.

L’organo di questo mese è la vescica urinaria, il suo orario va dalle 15 alle 17 e il suo animale è la scimmia. La vescica urinaria  è un viscere collegato e accoppiato con l’organo rene.  La vescica urinaria svolge una funzione molto semplice  di eliminazione controllata  delle urine.

Il maggior interresse legato alla vescica urinaria è da considerarsi più che nella funzione urinaria nel decorso del suo canale esterno. La vescica urinaria segnata U.B da Urinary Bladder  è il  meridiano più lungo del corpo, il suo primo punto origina dall’angolo interno degli occhi e il suo ultimo punto il 67 si trova sull’angolo ungheale del 5 dito dei piedi.

Due punti questi estremamente famosi il primo nell’angolo dell’occhio si ritiene sia collegato al sonno e l0ultimo punto il 67 è usato ancora oggi per girare il feto che si presenta podalico.

Il canale di vescica urinaria decorre lungo tutta la parte posteriore del corpo passa sulla fronte, sul cranio, sulla nuca, lungo tutto il rachide cervicale-dorsale- lombare e sacrale sui glutei, cosce, polpacci e sul bordo esterno dei piedi. In questo lungo decorso vi sono punti considerati storici.

Il più storico è UB60 localizzato sul bordo interno del tendine di achille; si racconta che l’agopuntura sia nata in seguito ad un incidente avvenuto su questo punto. In tempi remoti un contadino che soffriva di sciatalgia, colpito accidentalmente da  freccia di pietra in regione achillea, riportava un miglioramento repentino del suo dolore che lo tormentava da tempo. Questo punto è definito nei tempi moderni punto aspirina e viene usato per diversi dolori fra cui la cefalea nucale.

Un altro punto storico è il punto UB40 localizzato sul retro delle ginocchia nel cavo chiamato popliteo ed è usato per molteplici patologie e dolori; in particolare è uno dei punti di elezione nel trattamento della lombalgia.

Un singolo punto però non fa un buon trattamento di agopuntura, se non in emergenza, e come dice il mio maestro il trattamento deve essere  come una composizione armonica di punti yin e punti yang capaci di generare una circuitazione energetica in grado di lavorare  sulle aree dolenti o sulla condizione patologica di fondo.

Il canale di vescica urinaria infine presenta lungo il suo decorso i cosiddetti punti shu corrispondenti a collegamenti diretti con gli organi interni. Trattando il canale di vescica urinaria è possibile trattare anche tutti gli organi interni. Ecco perchè in tutte le tecniche massoterapiche la schiena è sempre la regione più trattata non è solo perchè è piacevole, ma perchè è come avere un sistema topografico completo all’interno di un singolo canale.

La mappe di agopuntura sono come i frattali: ci sono sistemi nei sistemi come una serie di bambole russe; il ventre, il cranio, l’orecchio, i piedi ma anche la mano sono tutti considerati microsistemi topografici dell’intero corpo, ebbene il canale di vescica urinaria è il più conosciuto sistema topografico presente nel meridiano stesso.

Il canale di vescica urinaria insieme al meridiano di piccolo intestino fa parte del grande canale o livello definito Tai yang che corrisponde alla parte più esposta all’esterno; pensate a quando dovete proteggervi dal fuoco o da colpi: in che posizione vi mettete? Vi chiudete a uovo offrendo la superficie del canale di vescica urinaria in protezione. Tai yang significa appunto forza yang di superficie, il nostro scudo.

Tai yang è considerata la superficie corporea maggiormente sensibile al freddo e in particolare al vento freddo. La zona nucale viene definita la porta del vento ma tutto il rachide cervicale, dorsale e lombare è particolarmente sensibile al freddo e non va mai trattato con applicazioni di ghiaccio se non nell’immediato post trauma.

Anzi la schiena in toto va protetta soprattutto in questa stagione dove si tende a spogliarsi in caso di sudore e si passa repentinamente da ambienti condizionati ad ambienti molto caldi. Se poi si soffre di dolori ricorrenti al rachide si è più esposti di altri a questa sensibilità. E’ quindi indispensabile proteggersi sempre con magliette di ricambio, sciarpe e golfini di cotone da avere rigorosamente sempre in borsa o in macchina. Anche i capelli bagnati sono da evitare il più possibile soprattutto sulla nuca.

Infine la vescica urinaria  nel calendario e nell’orologio cinese si trova nel punto opposto al polmone e con esso è in diretto contatto. Ecco perchè troviamo ancora in questa stagione una particolare suscettibilità ai raffredamenti con sinusiti, riniti, faringiti e anche bronchiti per i più sensibili.

A maggior ragione l’aria condizionata spesso usata a dismisura ma anche i repentini cambiamenti di clima sono estremamente rischiosi e devono essere attentamente protetti  per non ammalarsi proprio in vacanza. Consiglio se possibile di non subirla passivamente ma di chiedere gentilmente di renderla meno aggressiva, facendo notare ai responsabili l’assurdità della cosa oltre che dello spreco di denaro.

I bagni di sole nelle ore giuste e nella quantità idonea alla nostra pelle e struttura fisica sono un toccasana proprio per questo motivo; ci aiutano a scaldarci e conservare un calore interno oltre che produrre una quantità di reazioni chimiche utilissime all’organismo.

Nella medicina cinese il nostro corpo  e  quindi la sua interfaccia con l’esterno è considerato come una pila o uno scudo solare. In altri termini più fisici potremmo paragonare il corpo a un bacino di acqua per l’esatezza a un circuito di liquidi; con i bagni di  sole  regolari si accumula gradualmente calore interno,  che verrà ceduto progressivamente al corpo durante l’inverno esatamente come fa il mare fungendo da regolatore termico.

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La milza e il mese di maggio nella medicina cinese

Catherine Bellwald La milza e il mese di maggio nella medicina cineseNel calendario cinese, con il 5-6 di Maggio entriamo nella stagione estiva detta Li Xia. L’estate per i cinesi occupa il mese di Maggio e tutto il mese di Giugno, e termina con Luglio, mesi dove il sole è presente per un numero massimo di ore.

La milza è l’organo di riferimento in Maggio, nella medicina occidentale questo organo riveste un ruolo molto poco considerato. La milza infatti è classificata come un organo emopoietico definito secondario. Si ritiene che sia come un organo di deposito e di pulizia del sangue.

La produzione vera e propria delle cellule del sangue sia della serie bianca che della serie rossa è nell’età adulta a carico prevalente del midollo spinale. L’asportazione della milza infatti non è determinante ai fini della sopravvivenza. Oggi si ritiene che la  funzione della milza non sia ancora del tutto chiarita; il suo ruolo fondamentale per ora sembra principalmente svolto nell’infanzia prima che il midollo osseo si sviluppi completamente.

Nella Medicina cinese la milza viene classicamente  associata all’elemento terra ma appartiene anche all’elemento fuoco che è l’elemento dominante della stagione estiva.  E’ interressante vedere che il bagua del canale di milza è lo stesso dell’elemento fuoco due linee intere che contengono al loro centro una linea spezzata. La sua ora è quella che va dalle 9 alle 11 del mattino.

La milza in inglese chiamata splen e in cinese Pi non corrisponde all’organo milza ma ad una funzione energetica molto più estesa, considerata localizzata al centro del corpo o jiao medio, esistente anche nei pazienti splenectomizzati ovvero senza milza. Il suo ruolo è molto vasto e, come  la sua posizione centrale, esso fa da perno all’energia di  tutto l’organismo.

La milza rappresenta il motore dell’energia che assumiamo attraverso l’alimentazione, ed è strettamente collegata con lo stomaco. Come indica il suo bagua pieno fuori e vuoto dentro esattamente come l’elemento fuoco, soffre di vuoto ovvero necessità di essere alimentato. Esso infatti è un fuoco yin che potremmo rappresentare con una candela, capendo che il nutrimento corretto di questa fiamma è indispensabile per mantenerla viva e allegra.

Potremmo definire la milza come l’ organo più facilmente esauribile ma anche più facilmente ricaricabile. Quando la milza è veramente esaurita come in alcune patologie acute, il paziente non ha appetito e riferisce una stanchezza di fondo associata al desiderio di andare a letto. In periodi di digiuno o di carestia o di superlavoro la milza è il primo organo a soffrire.

Si ritiene che la milza gestisca l’umidità di tutto il corpo e più di ogni altro organo soffre in particolare di un eccesso di umidità, sia essa interna proveniente dagli alimenti che esterna proveniente dal clima.  Quando l’umidità interna è troppo alta la milza si ingolfa nel vero senso della parola, la nostra fiammela si spegne e rischia di non accendersi perchè è come se avessimo lo stoppino bagnato! Questi pazienti sono spesso in sovrappeso corporeo, delicati nella digestione, che di solito è più lunga e laboriosa, possono soffrire  di micosi  ricorrenti, di ipotensione arteriosa e talora di ristagno di liquidi nelle gambe

La milza è collegata con l’organo polmone con il quale forma il grosso canale o livello chiamato tai yin, questo collegamento è anch’esso importante in quanto gestisce l’importante e vitale funzione respiratoria e quindi un’altra essenziale fonte di nutrimento: l’ossigeno. Un deficit della milza può essere collegato con forme asmatiche, di tosse nervosa o ancora di groppo in gola. Le persone riferiscono di avere una sorta di solletico o catarro in gola. In questi casi può sempre essere  coinvolto anche l’organo fegato anch’esso collegato direttamente con il polmone.

Infine nella circolazione energetica così come nel calendario la milza precede il cuore e con questo nobile organo è strettamente collegata e si ritiene intervenga nella produzione di sangue sia direttamente che indirettamente. Possiamo considerare il sangue come un organo strettamente collegato con le emozioni: non a caso hanno lo stesso prefisso: “emo”. E qui troviamo il collegamento con la nostra terza fonte di nutrimento: le emozioni. E’ facile capire come questo organo sia sensibile alle emozioni.  Per la salute della milza il nutrimento emozionale da evitare sono le preoccupazioni e le rimuginazioni.  Deficit dell’ organo milza possono essere manifestazioni quali ansie da prestazione  ma anche veri e propri attacchi di panico associati a palpitazioni e sudorazioni che sono manifestazioni legate all’organo cuore  in modo indiretto.

Cosa si può fare per sostenere questo importantissmo organo che sembra gestire i tre nutrimenti fondamentali dell’uomo: alimenti, ossigeno, emozioni? Tre sono le raccomandazioni principali:

Cura dell’alimentazione evitando di accumulare troppa umidità, attraverso una riduzione al minimo degli zuccheri e dei latticini . E’ utile altresì non cibarsi sempre di corsa o nelle ore meno indicate e se possibile stare alla larga dai gelati che sono purtroppo il cibo più nocivo per questo organo.

Ascolto della propria stanchezza fisica e capacità di fermarsi in tempo per ricaricare le pile, tralasciando il dovere e il sacrificio ad oltranza magari anche chiedendo aiuto quando serve, ricordandoci che non siamo supereroi anche se lo vorremo tanto!

Pulizia delle emozioni negative che inevitabilmente portano un lavorìo della mente con esaurimento e perdita di energia di questo organo. A questo proposito suggerisco di studiare la filosofia buddista per cercare di capire in che modo la nostra mente ci porta automaticamente verso il pensiero negativo.


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Gli alti e bassi nella filosofia cinese

Catherine Bellwald Gli alti e bassi nella filosofia cineseSiamo abituati a dire che ci sono degli alti e dei bassi. Tutti noi lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle: un giorno buono, un altro nero, un momento positivo e produttivo e altri no, anche nella stessa giornata. Per molti questo è un caso oppure è dovuto alle circostanze esterne indipendenti da noi.

Per la filosofia cinese esiste una spiegazione al modo in cui ci sentiamo e un motivo che giustifica questi soggettivi e personalissimi alti e bassi.

Partiamo dall’inizio; ogni anno, mese, giorno, ora corrispondono  a un elemento anzi a una coppia di elementi. Gli elementi sono 5, il metallo, l’acqua, il legno, il fuoco, la terra, tutti con una possibile valenza yang o yin che ne modifica la caratteristica.

L’anno, il mese, il giorno e l’ora della nostra nascita formano i Ba zi ovvero i nostri 8 elementi di base  formati da 4 coppie di elementi. L’insieme ovvero la combinazione di  questi 8 elementi costituisce rapporti di rinforzo o di debolezza nei confronti dell’elemento  di base, che corrisponde a quello del giorno di nascita. Una persona può essere un legno yang e essere nata in un mese terra e in un anno acqua e in un’ora fuoco.

Si dice che un Ba zi favorevole dovrebbe contenere tutti i cinque elementi in proporzioni più o meno equilibrate, la posizione dei rispettivi 8 elementi  conferisce caratteristiche diverse in base alle 4 possibili relazioni esistenti tra i 5 elementi: nutrire, essere nutrito, controllare, essere controllato.

L’elemento primario a seconda della sua natura yin o yang e della presenza e vicinanza con gli altri 4 elementi può essere forte o debole a seconda del caso. Per fare un esempio un fuoco yin circondato da acqua sarà molto debole e necessiterà di una importante e continua fonte di nutrimento ovvero del elemento legno. In questo caso un qualsiasi elemento terra o acqua potranno indebolire questo fuoco debole, ricordate l’acqua e la terra spengono il fuoco!

Viceversa un elemento molto forte magari perchè già yang in partenza e per giunta circondato da elementi che lo nutrono o dal suo stesso elemento, non soffre a nutrire ne a controllare ma ne trae beneficio in qualità di controllo e moderazione della propria forza, invece se nutrito potrebbe esagerare nelle sue caratteristiche e diffetti. Un fuoco yang  forte trae beneficio dalla vicinanza con gli  elementi terra e  acqua.

Il fuoco yin è rappresentato dalla fiamma di una candela è facile intuire quanto possa essere facile spegnerla. Un fuoco yang è rappresentato da un sole in questo caso è altretanto elementare capire che un suo eccesso può bruciare e creare dei danni anche severi. I rispettivi ruoli di questi due fuochi sono  completamente diversi, entrambi utili e preziosi in specifiche situazioni.

I diversi elementi  nella stessa giornata si alternano ogni  ora, oltre che variare ogni  giorno, così come ogni  mese  e ogni anno. E come avrete capito le variazioni  sono individuali e assolutamente diverse anche per le persone nate nello stesso anno,  nello stesso mese o  nella stessa ora. E’ la combinazione di questi 4  elementi che conduce alla differenza.

Possiamo considera la combinazione dei nostri Ba zi  come un  analogo  della combinazioni delle  4 basi azotate  che creano la nostra mappa genetica e quindi le nostre caratteristiche fisiche. Parlando delle diverse combinazioni  del DNA siamo nel mondo della scienza sinonimo di  concreto e di logico, mentre parlando delle diverse combinazione di elementi siamo nel mondo della fantascienza.

In effetti la teoria dei 5 elementi e la legge dello yin e dello yang pur essendo ultramillenarie non hanno la possibilità di essere verificate in nessun modo. Non possediamo un macroscopio che le possa individuare e riconoscere con certezza. Ci resta solo la possibilità di studiarle e di osservare se esiste una corrispondenza riscontrabile nel nostro concreto.

E’  innegabile considerare  che all’interno della stessa giornata viviamo degli alti e dei bassi. A fine giornata o di primo mattino possiamo essere in piena forma alcuni giorni si e altri no,  e questo spesso indipendentemente dalle situazioni vissute, dalla nostra costituzione di base,  dalle condizioni climatiche e sociali esistenti in quel momento.

Magari in quel dato momento l’elemento è favorevole alla nostra precisa situazione individuale, esattamente come il pezzetto di puzzle che si incastra alla perfezione, è un lavoro che sto cercando di osservare in prima persona come base di studio e di approfondimento personale.

Anche nella relazione tra individui è ancora la stessa cosa, esistono precise ricette di elementi che consentono di fonderci l’uno nell’altro con facilità estrema. Le parole fluiscono da sole, l’intesa è semplicemente perfetta, senza uno screzio o una sbavatura. Si è uno complementare all’altro. E’ sempre  una ricetta la cui combinazione di sapori è un’alchimia talora perfetta talora anche un vero disastro.

Vi è mai capitato di non riuscire a sopportare una persona? spesso non dipende da cosa fa o ha fatto è così e basta e voi per primi non riuscite a capirlo. Oppure vi è mai capitato che per lunghe ore anche quasi giornate intere non squilli il telefono ne arrivi un messaggio?  E poi quando siete occupati per 20 secondi vi cercano tutti in quel preciso momento?

E’ un esempio  applicato delle famose leggi di Murphy che  non sono a mio  parere, come molti credono, solo frasi umoristiche  o detti popolari occidentali. Gli amanti della matematica ben sanno che se un evento è considerato improbabile, non solo è probabile che avvenga ma è sicuro! In altri termini quando la curva è discendente è facile che comicamente in quel momento, tutte le sfighe del pianeta si mettono d’accordo per rompere le scatole proprio a voi!

Quando si dice che i pensieri negativi attragono altri pensieri negativi, è come una calamita! A una determinata tendenza negativa si possono associare altre tendenze negative, in questo modo l’onda si fa più grande e trascina con se anche altre sfighe vaganti che avrebbero anche potuto  passarvi vicino!

Insomma quando va tutto bene è un miracolo di elementi che si mischiano a formare una cosa semplicemente perfetta. Il concepimento  è tutto questo ed è facile per chiunque  capirlo  ma anche la nostra stessa vita, il nostro cuore che batte, il nostro corpo che funziona, sono tutte  alchimie perfette. Il semplice stare al mondo è già di per sè un miracolo!

E lo stesso vale anche per le sfighe, siano esse piccole o gigantesche, una strada che crolla, un fulmine, un terremoto sono  combinazioni distruttrici perfette che possono arrivare in qualunque momento.

Ritengo sia davvero importante imparare a rimanere stabili e non farsi trascinare da emozioni troppo forti, siano esse positive che negative. Se è vero che una sfiga chiama altre sfighe cerchiamo di tirarci sù il più in fretta possibile. Quanto ai successi non esaltiamoci troppo, così che quando l’onda cala, perché è normale che succeda, non si rischi di cadere bruscamente con il culo per terra! Impariamo a stare al mondo conoscendo la sua natura formata da alti e da bassi rispecchiando la forma elicoidale  del nostro DNA.

Per questo allenarsi alla stabilità emotiva è un esercizio utile, tanto quanto quello muscolare,  e sapersi meravigliare e godere di ogni istante di salute e benessere  come sanno fare i bambini, diventa un atto di conoscenza e  saggezza da non relegare alla sola visione occidentale o religiosa ma a un modo di pensare universale e riconosciuto da tutti.

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Lo stomaco e il mese di Aprile nella medicina cinese

Catherine Bellwald Lo stomaco e il mese di Aprile nella medicina cineseIl mese di Aprile nel calendario cinese è il mese dello stomaco considerato appartenente all’elemento Terra, periodo di transizione verso l’estate. In questo momento è facile che i soggetti particolarmente delicati di stomaco possano essere più fragili degli altri.

L’ora dello stomaco secondo il calendario cinese è quella che va dalle 7 alle 9 solari. Un segno positivo del buon funzionamento dello stomaco è avere a quest’ora un buon appetito. Si ritiene inoltre che mangiare in questa fascia oraria  favorisca una buona digestione e un corretto metabolismo degli zuccheri.

Purtroppo accade che molte persone  diano ancora troppa poca importanza alla prima colazione, un po’ per la fretta, un po’ la mancanza di cultura che resta quella del bar per  la grande maggioranza degli italiani. E’ importante però capire che avere sistematicamente nausea e scarso appetito dalle 7 alle 9 del mattino significa avere lo stomaco ingolfato. Alimentarsi con un caffè e una sigaretta è l’ abitudine più gastrolesiva per eccellenza anche se purtroppo per molte persone resta la scelta più gradita!

Per coloro che sono costretti a svegliarsi molto prima delle 7 per esigenze di lavoro è abbastanza normale non aver ancora appetito,  in quanto l’organismo a quell’ora non è pronto a cibarsi.  L’ora legale nella quale siamo entrati da poco, gioca un ruolo particolare a questo proposito, in quanto  anticipa il risveglio di un’ora; per coloro che si svegliano molto presto è possibile avere alcuni fastidi per lo stesso motivo di cui sopra. Durante il periodo dell’ora legale l’ora giusta per fare la prima colazione diventa tra le 8 e le 10.

Un altro importante segnale che lo stomaco è ingolfato ci viene dalla lingua al risveglio; avere  la bocca un pò impastata e la lingua con più induito è normale in quanto l’energia dello stomaco risale verso la bocca, ma quando la lingua è troppo sporca e il sapore in bocca troppo sgradevole sono specifici segnali di un problema dell’organo stomaco. Eccessiva acidità, eccessiva sete, oppure lingua e gengive che sembrano gonfie.

Fateci caso: andante a letto mangiando un riso bianco e  della verdura con sola acqua e andate a letto mangiando una pizza e una birra, oppure formaggio e vino scoprirete che la bocca e la lingua sono completamente diversi.

Oltre alla classica gastrite che evidenzia di solito un eccesso di acidità gastrica e di spasticità di questo viscere, un altro tipico problema dello stomaco è la digestione lenta e il senso di pesantezza epigastrico. Entrambi sono problemi che di solito non trovano una spiegazione nel malfunzionamento esclusivo del viscere stomaco.

Nella maggioranza dei casi il disturbo è più complesso e coinvolge altri organi fra cui citiamo il fegato, il pericardio, il piccolo intestino e la milza. Tutti organi collegati in qualche modo con l’elemento terra e con il centro che fisicamente rappresenta.

La componente psicoemozionale in questo organo-viscere è fondamentale, non è un caso se si dice quando si subisce un torto “la cosa proprio non mi è andata giù”. Non è un caso se ci raccomandano di non mangiare discutendo con i parenti come si fa purtroppo molto spesso durante le feste comandate e non. E ancora non è  un caso se ci viene detto che è meglio non parlare di lavoro o di cose sgradevoli durante il pranzo. Ebbene anche lo stomaco non vuole pensieri! Lo sapevate già e non vi dico niente di nuovo ma questo aspetto va preso in considerazione in modo più serio di quanto non si faccia.

Non è solo il cibo quindi il nostro alimento e la causa del nostro disagio e mal di stomaco, ma il modo in cui mangiamo e il modo in cui lo prepariamo. Certamente esistono alimenti particolarmente digeribili come la quinoa e altri più indigesti e anche questo lo sapete bene.

Mangiare cose fresche e genuine, preparate in modo semplice ma elegante evitando appena possibile anche l’utilizzo poco attento e talora abitudinario di bicchieri, posate e piatti di plastica.  E’ facile disporre una piccola tavola anche fuori casa, potete farlo anche in ufficio; basta aver una tovaglietta, due piatti un bicchiere e due posate il gioco è fatto! Anche un semplice pic nic all’aperto cambia radicalmente con una tovaglia vera e non di plastica, e con  cibo preparato con semplicità e non il sempiterno panino. Vada per il bicchiere e il piatto di carta per non romperli e avere meno peso ma anche qui si può scegliere un colore o una fantasia gradevoli e divertenti.

Tutte queste piccole attenzioni rendono la tavola e il cibo gradevoli in senso esteso evitando di identificare il piacere della tavola solamente con i cibi proibiti e/0 dannosi. La tavola e il cibo, intesi come un momento di comunione tra le persone o con se stessi, un momento di  piacere condiviso, sono qualcosa che va al di là del conteggio calorico e dell’indice glicemico del cibo. Questo modo di vedere il cibo è già una cura per se stessi e per gli altri.

A proposito di cura: un classico gemmoterapico di facile utilizzo e senza controindicazioni è il Fico detto anche Ficus Carica. Questo prodotto ha un tropismo per il sistema digerente e agisce sul sistema neurovegetativo. Il suo effetto psicoattivo corrisponde alla possibilità di rielaborare emozioni inadeguate e di disciplinare il pensiero. In termini pratici riduce le eccessive sollecitazioni neurovegetative sul sistema gastroenterico di provenienza emozionale e rilassa il viscere stomaco.  Ne consiglio l’assunzione in macerato glicerico come sostegno naturale in questo particolare mese dell’anno, in tutti casi di ipersensibilità gastrica.

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Il mese di marzo nella medicina cinese

Catherine Bellwald Il mese di marzo nella medicina cineseIl mese di marzo nel  calendario occidentale è il mese di entrata nella primavera. Nel calendario cinese questo mese  appartiene ancora alla stagione primaverile iniziata in febbraio e quindi all’elemento legno, in stretta correlazione con l’organo fegato. Ma anche con il grosso intestino o Da Chang che è l’organo di questo mese, esattamente come il polmone è l’organo del mese di febbraio.

E’ interessante sapere che, usando i Ba gua ovvero la rappresentazione con gli esagrammi del Yi Jing, il legno yin ha la stessa rappresentazione grafica del canale del polmone e il legno yang quella del canale del grosso intestino. Questi due organi sono quelli dei due mesi considerati primaverili e il legno è l’elemento della primavera. Questa esatta coincidenza non è presente per gli altri elementi.

Nella medicina cinese il grosso intestino annotato  dalla nomenclatura internazionale con LI ( large intestine), fa parte del Yang ming che tradotto significa grande yang ed è considerato lo strato e  i tessuti organici più riccamente nutriti di sangue e di energia dell’intero corpo. Ecco che è facile capire che il grosso intestino  potrà frequentemente soffrire di eccessi sia di origine alimentare che emozionale.

Non credo sia di nuovo un caso se in questa stagione le patologie più frequenti sono rappresentate dalle sindromi allergiche, patologie che possono coinvolgere  sia il sistema digestivo che respiratorio. Che si parli di pollinosi, di allergie crociate o di allergie e di intolleranze alimentari, le possibili cause  vanno nella maggioranza dei casi ricercate  nell’ intestino, maggior serbatoio del sistema immunitario dell’organismo.

Partiamo dall’anatomia del grosso intestino; intanto rappresenta l’ultimo pezzo del sistema digestivo, a differenza dell’intestino tenue che lo precede, l’intestino crasso detto anche colon, è molto più corto, presenta un diametro più grosso, pareti più spesse con una muscolatura liscia più rappresentata e  pareti interne non  lisce ma costituite da multiple invaginazioni. Inoltre questo segmento dell’intestino è molto meno mobile poiché ancorato attraverso dei fasci fibrosi  e va a costituire una specie di cornice all’interno dell’addome. Caratteristiche anatomiche che favoriscono la progressione della  massa materiale.

Nell’intestino tenue il materiale che transita è francamente liquido, grazie alla enorme quantita di liquidi secreti da parte  di tutto il sistema digestivo. Pensate  che in media si considera che 2 litri di liquidi vengono introdotti con la dieta e ben 7 litri  vengono secreti da parte delle  varie ghiandole dell’apparato digestivo.

Nel tenue o piccolo intestino il materiale ingerito viene quindi fortemente diluito e modificato da una quantità molto estesa di sostanze chimiche o enzimi digestivi,  per poter arrivare alle sostanze nutrizionali primordiali: monosaccaridi, aminoacidi, acidi grassi  usati dal corpo come fonte di energia ma anche come veri e propri mattoni, non dimentichiamo i sali minerali, l’acqua e numerose scorie ovvero elementi chimici di scarto.

Un processo chimico complessissimo dove l’intestino tenue svolge un ruolo quasi come  fosse un lunghissimo alambicco. In questo primo segmento intestinale vengono riassorbiti circa 8, 5 litri di liquidi, infatti le pareti intestinali sono interamente ricoperte di villi in grado di aumentare la superfice assorbente in modo esponenziale.

Nell’intestino crasso il riassorbimento di liquidi è considerato pari a 0,5 litri,  il materiale passa da semi liquido nel colon ascendente a compatto e denso nel suo ultimo tratto chiamato sigma.

Solo nel colon  avviene quindi la vera formazione delle feci, e precisamente dal trasverso al sigma. Ma cosa sono le feci ? Scorie provenienti dalla digestione dei diversi alimenti che possiamo definire cataboliti ad azione più o meno tossica, materiale non digeribile come le fibre vegetali, materiale non digerito in caso di transito accelerato e infine i batteri, tantissmi batteri.

Si considera che nello stomaco la quantità di batteri sia pari a 103, nel tenue passerebbero da 105 a 107 e nel colon ve ne sarebbero circa 1012. Questa abbondante  flora batterica è fondamentale per produrre le vitamine B e K, ma anche per facilitare le digestione l’assimilazione dei cibi,  limitare l’insorgenza di possibili infezioni batteriche e virali e infine stimolare il sistema immunitario.

La flora batterica intestinale è quindi molto utile per l’organismo quando sana, ma può per diversi motivi modificarsi a favore di colonie potenzialmente più nocive e perverse, fra i batteri di questo tipo citiamo L’Escherichia, il Bacteroides, la Veillonella, il Clostridium, il Proteus, lo Staphylococcus e lo Pseudomonas. Questi batteri quando presenti possono aumentare la produzione di gas intestinali, favorire la produzione di diverse sostanze tossiche, stimolare la formazione di cataboliti potenzialmente cancerogeni, e dare occasionalmente patogenicità ovvero franche infezioni locali.

Si fa un gran parlare di fermenti lattici e probiotici sia nei prodotti caseari che da parte di molte case farmaceutiche ma attenzione; sono pochi i prodotti in commercio realmente efficaci per colonizzare in modo permanente l’intestino a favore di un flora batterica sana.

Intanto i prodotti caseari contengono batteri specifici per i bovini o caprini e non adatti all’uomo ovvero non specie-specifici o umano compatibili. Il che significa che non sono in grado di formare colonie permanenti ma solo colonie definite transienti.  Fra i vari “batteri buoni” esistono rapporti sinergici e talora competitivi, e non sempre l’associazione tra diversi ceppi è idonea per potenziarne l’effetto.

Infine la produzione dei probiotici deve consentire un’alta sopravvivenza, ovvero la capacità da parte di un numero sufficientemente elevato di batteri di superare l’acidità gastrica. Anche la conservazione del prodotto è di fondamentale importanza. Insomma i più comuni prodotti da banco molto spesso non rispondono a queste caratteristiche e quindi non sono dei veri e propri probiotici.

Un’altra frequente causa di formazione di colonie perverse può essere data dalla presenza di  incrostazioni fecali sulle pareti dell’intestino. Non vi è da stupirsi ne da scandalizzarsi, il colon è come un tubo di scappamento o una ciminiera e con il passare del tempo si sporca e si incrosta di materiale fecale anche di vecchia data. Ecco perché nella medicina Ayurvedica la pulizia dell’intestino riveste a tutt’oggi un ruolo di fondamentale importanza.

L’Idrocolon terapia è una recente tecnica di lavaggio dell’intestino nella quale si introduce nel  retto una sonda con doppia via, una in uscita e una in entrata, questo consente di far circolare nel colon una grande quantità di acqua che può raggiungere diversi livelli senza produrre eccessive dilatazioni e tensioni addominali, talora anche molto fastidiose e dolorose come nella pratica del clistere. L’idrocolon terapia, fatta  in questa particolare stagione dell’anno, può portare notevoli benefici a tutto l’organismo e non solo al colon.

Si raccomanda inoltre  in questo periodo sopratutto se il vostro intestino è sensibile, di limitare l’assunzione delle sostanze potenzialmente più irritanti; i latticini e derivati dal latte, gli zuccheri e le farine raffinate. E di prestare una maggior attenzione al vostro alvo. La consistenza delle feci non deve essere ne secca ne troppo pastosa; il colore, anche se dipende da cosa avete mangiato, non deve essere troppo chiaro ne troppo scuro, l’odore non deve essere troppo intenso, le feci dovrebbero galleggiare e infine la regolarità deve essere giornaliera da un minimo di una evacuazione al massimo di tre evacuazioni al giorno.

Due evacuazioni al giorno, una al risveglio e una  nel pomeriggio si possono considerare ideali, in quanto l’orario del grosso intestino è tra le 5 e le 7 del mattino e quella del piccolo intestino tra 13 e le 15; in  queste e due fasce orarie l’intestino  riceve una maggior attivazione energetica che di solito porta ad un possibile quanto auspicabile svuotamento nelle ore immediatamente successive.

Un lavoro sporco penserete voi ma fondamentale;  il grosso intestino è infatti un organo importantissimo per la salute, anche se troppo spesso trascurato e poco considerato. E’ considerato da molti autorevoli ricercatori e medici la fonte di numerose patologie sistemiche e la base per una pelle sana e luminosa e, secondo gli antichi indiani, la sua salute e pulizia sono indispensabili per il benessere psicofisico e per aumentare la longevità.

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L’endometriosi è una patologia moderna?

Catherine Bellwald Lendometriosi è una patologia moderna?

L’endometriosi ovvero la presenza di frammenti di endometrio (tessuto che riveste internamente l’utero) in sedi diverse da quella uterina è una patologia nel mirino da diversi anni e sembra la causa di un gran numero di manifestazioni dolorose mestruali e intermestruali.

Il tessuto endometriosico ectopico  può essere  presente in sedi quali le tube, le ovaia, il peritoneo pelvico e si sviluppa seguendo il normale  il ciclo ormonale, esattamente come fa il normale tessuto di rivestimento dell’ utero. Quindi diventa molto voluminoso in fase periovulatoria per iniziare in caso di mancato concepimento un graduale processo di degenerazione che termina con il suo totale sfaldamento e infarcitura emorragica in fase premestruale.

Il punto è che il sangue in queste aree appunto ectopiche non viene espulso ma ristagna localmente creando stati infiammatori più o meno severi in base alla dimensione dell’endometriosi.

La dismenorrea cioè il dolore e malessere mestruale oggi giorno viene spesso considerato come una possibile presenza di endometriosi, e secondo la medicina cinese questo non è un errore. Infatti la dismenorrea innanzitutto è una patologia e non già come si diceva fino a poco fa, un disturbino ricorrente  e fisiologico che è  normale sopportare in silenzio.

La dismenorrea per la medicina cinese è una incapacità del sangue mestruale di fuoriuscire liberamente e corrisponde a una sua stasi, in parole semplici se vi è dolore è perchè il sangue mestruale ristagna. Il sangue fermo è sempre accompagnato da dolore, un ematoma per esempio è sangue fermo nel derma in seguito a un travaso traumatico ed  è sempre doloroso. Se poi il sangue travasato si ferma nel tessuto muscolare o peggio in una articolazione diventa estremanente  doloroso  e in questi casi fonte di possibili alterazioni patologiche secondarie anche severe se non trattato tempestivamente in modo corretto.

Il sangue mestruale che ristagna in sede uterina durante il mestruo non porta conseguenze gravi, poichè si ritrova nel suo contesto naturale ovvero l’utero ma anche in questo caso produce dolore, ovvero il dolore mestruale più o meno sostenuto. Il ristagno o stasi di sangue in sede uterina  si accompagna inoltre alla presenza di sangue tipicamente scuro e alla presenza di grumi, questi due fenomeni sono da parte di molte donne e ginecologi considerati normali ma per la medicina cinese sono già uno specifico segno di stasi.

La causa dell’endometriosi è stata definita come la presenza di un flusso retrogrado, ovvero un flusso che non scende verso il basso come dovrebbe ma sale verso l’alto. In questo caso nuovamente la visione allargata della medicina cinese ci viene in aiuto, non è un caso se dalla stasi si possa giungere alla possibilità di un inversione del flusso anche se minimo. La stasi accompagnata da una contrattura della muscolatura liscia dei visceri si traduce in un inversione del suo normale percorso.

In medicina cinese si parla già da milleni di qi ni (inversione della flusso energetico normale), disturbo che  si ritrova in altre stasi quella del respiro con i sintomi quali la tosse e il singhiozzo e in quella della digestione con la nausea, le erutazione continue e il reflusso gastroesofageo. L’inversione del flusso detto flusso retrogrado, non è come molti pensano una situazione congenita o una condizione senza rimedio alcuno ma una situazione patologica  curabile con successo quando se ne conoscono le cause e i rimedi efficaci.

Qualunque dismenorrea ovvero ciclo metsruale doloroso oltre che irregolare è segno di un disturbo che non trova la sua guarigione nella ultra usata pillola, che mette si a riposo le ovaia riducendo la cistosi ovarica e regolando i picchi ormonali e i conseguenti vari disturbi perimestruali ma senza modificarne la causa. Ecco che a pillola sospesa le  donne si ritrovano con lo stesso problema di prima e spesso con disturbi di infertilità secondari ad aderenze, infiammazioni o  alla sola condizione di stasi che impedisce  la normale fecondazione e crescita dell’embrione.

Sia l’agopuntura che la fitoterapia cinese sono rimedi terapeutici millenari e, se ben conosciuti e usati con sapienza, consentono  di migliorare anche totalmente il disturbo della stasi in regione uterina e pelvica, normalizzando il flusso talora troppo forte, e impedendo il cosiddetto flusso retrogrado. Ho trattato diverse pazienti e in molti casi oltre alla remissione dei sintomi dolorosi mestruali, si sono potute  evidenziare agli esami ecografici, miglioramenti e riduzioni delle aree diagnosticate come endometriosiche, e spesso anche la contemporanea riduzione di cisti ovariche e fibromi quando presenti con dimensioni ridotte.

Non si tratta di terapie miracolistiche in grado di risolvere tutto, è chiaro che in caso di aree endometriosiche molto estese così come in caso di fibromi voluminosi l’unica terapia resta quella chirurgica, ma nelle forme più limitate e contenute il quadro può regredire o migliorare in modo sostanziale oltre che soddisfacente. E’ però giusto informare che un corretto trattamento  della dismenorrea e dei  vari disturbi del ciclo quando presi al loro inizio oltre che essere facilmente risolvibili diventano un efficace trattamento di prevenzione dell’eventuale comparsa di queste frequentissime patologie ginecologiche, evitando il sicuramente sgradevole ricorso alla chirurgia.

L’agopuntura e la fitoterapia cinese  possono essere considerate come  ottimi trattamenti di prevenzione dell’endometriosi  proprio perché  risolvono la causa sottostante e non solo i sintomi, ovvero agiscono direttamente  sulla stasi  in regione pelvica.

A  proposito del flusso retrogrado spenderei due parole sull’utilizzo e abuso di assorbenti interni nella normale gestione del ciclo mestruale da parte della maggior parte delle giovani donne. Oltre alla stasi di qi di fegato che possiamo considerare come una delle maggiori cause di stasi in regione pelvica, l’utilizzo regolare e continuo di assorbenti interni un po’ voluto dal nostro nuovo senso estetico e anche dal nostro desiderio di sentirci in pari opportunità con l’uomo ci porta ad un netto aumento della possibilità di generare un flusso retrogrado.

Non credo bisogna essere un genio per capire che tappando la normale via di uscita del sangue mestruale, in caso di contrazioni uterine una piccola parte del  flusso potrà risalire lungo le tube con la possibilità di  infilarsi in regione peritoneale. E alcune cellule endomestriosiche presenti nel sangue mestruale trovandosi in un ambiente interno caldo e vascolarizzato, avranno l’opportunità di sistemarsi a loro piacere considerandolo come un trasloco e non come lo sfratto esecutivo che dovrebbe essere! Capito le furbine?

Eppure di questa problematica nessuno parla, le mie pazienti alla mia indicazione di sospenderne l’uso regolare e continuativo dei dispositivi interni mi guardano sgomente e talora mi rispondono “ma io come faccio?” oppure ” è impossibile!”  Pensate che molte donne usano gli assorbenti interni anche di notte, la paura di sporcare di sangue e di essere poco igeniche mette a disagio e prevarica sul buon senso. Non avevo mai considerato quanto importante fosse questo aspetto al giorno d’oggi, inoltre  è da tenere fortemente in considerazione anche la moda dell’ombelico scoperto anche quando fa troppo freddo, perchè il freddo rallenta e facilita la stasi.

Insegnate alle vostre figlie a non avere timore di sporcare,  ne di sentirsi addosso un odore sgradevole. Basta lavarsi e cambiarsi più spesso, tutto qua, nulla di che avere vergogna.  Con il proprio compagno poi, si scambiano abitualmente  altri liquidi umorali, dalla saliva, al liquido seminale o vaginale, il sangue mestruale è un umore fisiologico che in presenza di una vera intimità non dovrebbe essere vissuto come un problema, ne la sicuramente poco elegante presenza dell’assorbente esterno ne la possibilità di macchiare il lenzuolo o alcuni indumenti che semplicemente si lavano come si faceva una volta.

Sul lavoro poi  se bisogna interrompersi per andare in bagno, non credo che sia così impossibile trovare il modo di farlo con eleganza e discrezione senza aver bisogno di sbandierarlo ai quattro venti. Si fanno milioni di pause caffè e che diamine noi faremo un pit stop, anzi, un “pink stop”; si fermano le Ferrari per cambiare le ruote? E noi ci fermemo  per cambiare l’assorbente. E che sarà mai!

Così come la stitichezza causata dalla difficoltà di utilizzare un bagno pubblico anche in questo caso considero il ricorso eccessivo agli assorbenti interni per  paura di una scarsa  igiene un fenomeno sicuramente estremo e non sano.  E’ giusto ammettere che i normali bagni pubblici sono poco adatti e spesso totalmente sguarniti a questo proposito.  Avere un piccolissimo lavello  a portata di mano sarebbe l’ideale oppure  dispenser di assorbenti o di salviette umidificate per l’emergenza. Sono idee  a mille anni luce dalla nostra quotidianità, eppure sono piccole e preziose comodità che renderebbero la vita della donna più tranquilla evitando forse che ci si debba trattenere per ore dall’andare in bagno. Ma nulla ci vieta di tenerle in borsetta mi pare.

Un argomento questo decisamente poco sfruttato forse perchè ancora oggi  le donne non hanno capito la loro forza e la loro potenzialità. Non è un caso se in molte tradizioni esoteriche si raffigura l’energia dei centri bassi con la configurazione di un serpente. Non credo sia un caso se il nostro utero assomiglia proprio a un serpente e tanto meno che al serpente si attribuisca il simbolo del potere. Anche la S di superman non credo sia un caso, così come il fatto innegabile che dall’utero scaturisca il potere di generare e quindi di plasmare la materia.

Insomma ancora poco si sa sul reale potere femminile ma una cosa è certa: non sembra che negli ultimi anni la consapevolezza femminile abbia fatto molti passi avanti.

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