Articoli a proposito di ‘malattie della pelle’

L’incubo dell’acne

11/1/10

Catherine Bellwald Lincubo dellacneTorniamo a parlare di disturbi importanti della pelle; l’acne è sicuramente la dermatosi, ovvero la patologia infiammatoria della pelle, più conosciuta e diffusa soprattutto in età adolescenziale.

In Italia si ritiene che il disturbo abbia un incidenza tra il 40% e il 60 % nell’età tra i 15 e 20 anni. Molto più alta l’incidenza negli USA che arriva ad essere pari a circa l’85% negli studenti  di Boston. Leggermente più colpita la popolazione femminile rispetto alla maschile.

La prima cosa che dobbiamo sapere è che l’acne non è affatto una conseguenza normale dello sviluppo, come molti erroneamente in passato sostenevano e tanto meno della masturbazione.  Il fatto che sia più frequente durante lo sviluppo ormonale  ha certamente un suo perchè, che cercheremo di spiegare, ma l’acne non deve per questo motivo essere considerata con superficialità e tanto meno con leggerezza.

In primo luogo, anche se è vero che di solito con l’età adulta il problema sparisce, è altresì importante valutare che la presenza dell’acne giovanile non consente di vivere in modo sereno questo importante momento della vita in cui essere giovani non è sempre facile e talora si accompagna ad importanti stati di insicurezza e di non accettazione della propria persona e soprattutto dei propri difetti.

La presenza dell’acne può condizionare e ostacolare un equilibrato svliluppo e crescita della personalità e inoltre, nelle forme severe, le cicatrici che può lasciare sono frequenti e, anche se la chirurgia e la medicina estetica sono ormai molto avanzate, certamente gli esiti cicatriziali possono richiedere  interventi mirati e specifici non sempre alla portata di tutte le tasche.

(continua…)

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Curare la psoriasi

20/10/09

Catherine Bellwald Curare la psoriasiLa psoriasi  è una patologia infiammatoria della pelle la cui causa è tuttora sconosciuta.

In questa patologia le cellule dell’epidermide presentano un turn over accelerato, responsabile della formazione di un circolo vizioso di infiammazione generato da  mediatori chimici cellulari.

Sino ad ora le terapie topiche, anche con i più potenti antinfiammatori come il cortisone, si sono  rivelate di scarsa utilità e causano a lungo termine un assottigliamento della cute che la espone ad altre patologie, anche serie.

Le cure con chemioterapici e immunosoppressori proposte si sono rivelate estremamente tossiche e dannose per l’intero organismo e soprattutto non giustificate, essendo la patologia priva di conseguenze sistemiche, anche se molto seria e fastidiosa.

Negli ultimi anni con la ricerca sul DNA, sono emerse terapie chiamate  biologiche che utilizzano diversi mediatori chimici, analoghi a quelli prodotti dal corpo umano, per interferire direttamente sulla flogosi, riducendola.

Questi nuovi farmaci sono in tutto e per tutto anticorpi monoclonali ad azione mirata, volti alla riduzione delle formazione di sostanze “pro infiammazione”, all’aumento di sostanze “anti infiammazione” e all’utilizzo di sostanze in grado di interferire su con essa. Vengono prodotti, mediante tecniche avanzate di  biotecnologia, da modificazioni genetiche su culture di cellule animali, successivamente filtrate e purificate.

E’ ancora molto limitato l’uso commerciale di questi prodotti a lungo termine per poter valutare quale siano le possibili conseguenze e gli effetti sul sistema immunitario che comunque in un modo o nell’altro andiamo a modificare nel suo delicato e complicato meccanismo un pò come per la vaccinazione  e per le immunoglobuline.

Come dice il Dott Lozio, specialista in disbiosi e immunità:

meno smanettiamo il sistema immunitario e meglio è

La psoriasi non è considerata ereditaria ma è stata evidenziata una predisposizione genetica.

E’ interessante vedere come in omeopatia, già agli inizi del novecento, Hannemam aveva evidenziato la costituzione psoriasica come una delle tre più importanti costituzioni.

In particolare  oltre ad alcune caratteristiche di questa costituzione, si utilizza anche il riconoscimento del cosiddetto “segno della psora“, caratterizzato da una o più macchie, in genere rosa con epitelio esfoliante, di solito presenti all’attacatura dei capelli.

La popolazione portatrice di questo “segno“, assai vasta numericamente, non è affetta dalla malattia ma è potenzialmente predisposta a svilupparla. (continua…)

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