L’insufficienza venosa. Come evitare i famigerati “capillari”
11/4/10
Sono in arrivo le stagioni più calde e quindi per le persone che soffrono di insufficienza venosa iniziano i primi disagi e problemi. Pesantezza e gonfiore agli arti inferiori sono il primo sintomo, la comparsa di telangectasie (capillari visibili sulla cute), ectasie venose e infine la formazione di varici sono il risultato finale. L’insufficienza venosa non trova nella medicina occidentale, ne farmacologica ne chirurgica, una vera cura risolutiva.
Potremmo definire l’insufficienza venosa come l’incapacità del sistema venoso di drenare la componente liquida dai tessuti e di trasportarla efficacemente alla pompa centrale, il cuore, che a sua volta veicola il sangue ai polmoni dove si arricchisce di ossigeno, da cui poi ritorna al cuore per essere distribuito nei diversi distretti corporei.
Per la fisiologia classica si parla di piccola e grande circolazione sanguigna nel cui meccanismo entrano prevalentemente come organi il polmone, il cuore e i vasi sanguigni.
Per la medicina cinese parliamo del metabolismo delle acque; in questo complesso sistema si considerano come organi funzionali il polmone, la milza, i reni e gli intestini. Il polmone distribuisce e diffonde le acque a tutto il corpo, la milza scalda e costituisce la forza del sistema e i reni e gli intestini sono deputati all’eliminazione degli eccessi e dell’impuro.



