La frutta e la verdura in tasca
15/10/09
Dall’America sono già da anni in auge prodotti considerati come integratori alimentari in grado di supportare la scarsa introduzione di frutta e verdure nell’organismo.
L’idea è stupenda se ci pensiamo bene cosa c’è di meglio che produrre frutta e verdure, magari coltivate al meglio senza pesticidi ne OGM, racccolte nel loro periodo di maggior maturità quindi al massimo del loro potenziale benefico e nutritivo, disidratare i prodotti mediante un procedimento a freddo che consenta di estrarre l’eccesso di zuccheri e conservare senza aggiunta di alcun prodotto i microcomponenti nutritivi nella loro complicata e articolata totalità.
Un chilo di frutta e verdura adeguatamente miscelata per produrre un apporto nutritivo completo in una pastiglia o ancora meglio in una caramella gommosa dal gusto pure accattivante per farla prendere anche ai più piccini. Due pastiglie al giorno e tolgo il medico di torno!
Geniale, solo gli americani potevano pensarci! In questa società non c’è tempo per andare a fare la spesa un giorno si e uno no, si comprano di fretta al supermercato frutta e verdura, raccolte acerbe e conservate in ambienti trattati chimicamente. Non cè il tempo di prepararla e poi spesso magari non piace neanche al marito e ai figli e dopo tutta la fatica fatta ti presentano pure una bella smorfia davanti al piatto di broccoletti. Per non parlare della frutta che rischia di rimanere lì a marcire e si butta via, dopo aver lasciato mezzo stipendio al negoziante di frutta bio.
La soluzione in tasca anzi la frutta e la verdura in tasca! Questa è un’idea futuristica e abbiamo certamente gli strumenti per farlo bene se ci applichiamo con amore. La possibilità di conservare alterando al minimo l’alimento la conosciamo grazie alla ricerca e ad attrezzature ad hoc.
Ma facciamo due conti: due chili di frutta e verdura al giorno, coltivata naturalmente nel migliore della tradizione biologica, raccolta nel massimo periodo di maturazione, trasportata, lavata, centrifugata, disidratata a freddo con metodo high tech, confezionata e infine distribuita, quanto potrebbe costare? Considerando la materia di prima scelta e tutto il personale che ci lavora, l’idea o il brevetto del trattamento, l’attrezzatura e i controlli di qualità che costano al produttore un prezzo non indifferente ma che sono ormai di legge… direi non meno di 10 euro al giorno.
E’ qui finisce la poesia. Si, finisce proprio qui, perchè per vendere un prodotto ad un prezzo accettabile, si finisce che per un chilo di frutta o verdura, considerato il minimo apporto giornaliero, il costo sarebbe circa di un euro, al pari quindi di un hambuger da fast food ma è ovvio che a quel prezzo è lecito chiedersi cosa si stia mangiando. (continua…)




