A pieni polmoni – by Philippe Galard
9/10/09
La prima volta ero davvero giovanissimo, appena tredici anni.
Ero con mio cugino e lui ne aveva soltanto undici.
“Guarda” mi disse “Le ho fregate dalla borsa di mia madre!”
Anche se più giovane di me di due anni, è stato lui a invitarmi a fumare la mia prima sigaretta. Solo undici e tredici anni, è pazzesco se ci ripenso.
Ci siamo rinchiusi nei bagni, abbiamo aperto la finestra e… via con la siga.
Non sapevamo neanche inghiottire il fumo ma ci sentivamo grandi; era il nostro primo gesto di emancipazione, di affermazione e di ribellione.
Il gusto, me lo ricordo benissimo, era infame ma fu piuttosto il senso di trasgressione del vietato ad incidersi nella mia memoria.
La seconda volta fu ancora più eccitante; ero in vacanza in Marocco, con mia sorella e Anna, una sua amica. Io avevo quattordici anni e loro diciasette. Anna era davvero una bella ragazza ed io non ero che un piccolo moccioso; ai miei occhi, lei era già una donna fatta e finita e per me del tutto inacessibile.
Alla sera si divertiva a prendermi in giro:
“Allora piccoletto, quand’ è che vieni nel mio letto? ti aspetto! Potremmo fare follie insieme!”
Mi ballava intorno in camicia da notte, ridendo di gusto. Ero timidissimo, arrossivo come un pomodoro ed ero assolutamente incapace di profferire parola.
Mia sorella all’epoca doveva studiare per gli esami di recupero di settembre; ebbi quindi il privilegio e l’onore di accompagnare Anna al mare.
Il lungo mare era pericoloso e noi eravamo praticamente soli, su questa immensa spiaggia di sabbia dell’Oceano Atlantico.
In assenza di mia sorella, Anna si faceva più sensuale, misteriosa, meno esuberante e più calda nei miei confronti. Un giorno aveva disposto il suo asciugamano fianco fianco al mio, era sdraiata sul ventre con un libro in mano, i suoi lunghi capelli rossi e ricci e gli occhiali da sole sul naso. Confesso che mi faceva letteralmente impazzire.
Ad un tratto girandosi verso di me, abbassò gli occhiali e si tuffò letteralmente nei miei occhi. Era così vicina che potevo sentire la sua pelle sfiorare la mia. Non avevo mai condiviso una simile intimità con una ragazza. Immaginavo la pienezza dei suoi seni, meravigliosamente disegnati dal suo costume da bagno. Il suo odore, il suo alito, il calore del suo corpo, erano un’ esplosione nel risveglio dei miei cinque sensi. (continua…)



