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	<title>Uno Due Tre&#187; fruttosio</title>
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	<description>Volersi bene è già curarsi</description>
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    <title>Uno Due Tre</title>
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		<title>Le arance e l&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 14:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il frutto dell&#8217;arancio è estremamente decorativo e profumato, mi ha stupito sapere che le sue origini non sono affatto mediteranee come pensavo.  L&#8217;arancio infatti nasce in Asia Orientale si ritiene fosse presente addirittura già 4000 anni a.c . Da alcune teorie storiche si pensa che alcuni legionari possano essere arrivati fino in Cina scoprendo per primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3527" style="border: white 5px solid;" title="arance  Vit C e non solo" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/arance-Vit-C-e-non-solo.jpg" alt="Catherine Bellwald Le arance e linverno" width="325" height="320" />Il frutto dell&#8217;arancio è estremamente decorativo e profumato, mi ha stupito sapere che le sue origini non sono affatto mediteranee come pensavo.  L&#8217;arancio infatti nasce in Asia Orientale si ritiene fosse presente addirittura già 4000 anni a.c . Da alcune teorie storiche si pensa che alcuni legionari possano essere arrivati fino in Cina scoprendo per primi questo squisito frutto. Arrivato e coltivato in Italia solo tardivamente intorno al 1400.</p>
<p>L&#8217;arancia, oggi conosciuta come un classico frutto invernale comunemente raccomandato per il suo contenuto in Vitamina C, è però spesso utilizzato in modo scorretto ed eccessivo.</p>
<p>E&#8217; comune infatti che si trovi scritto un pò ovunque che una  spremuta di arance al giorno o peggio anche il succo di arancia conservato siano assolutamente la miglior cosa da assumere in inverno per limitare le infezioni virali.</p>
<p>Non è esattamente così; intanto il contenuto in Vitamina C non è assolutamente così eclatante rispetto ad altri frutti. Tenete in considerazione che ribes e kiwi ne contengono molto di più, così come la papaya e le fragole e alcune verdure come peperoni, spinaci, cavoli e cavolfiore, se cotti in modo corretto, possono apportare un discreto contenuto in Vit C. Senza parlare del prezzemolo che ne ha un contenuto altissimo.</p>
<p>Con le raccomandate  cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura si dovrebbe superare alla grande il fabbisogno di Vit C giornaliero (pari a circa 50-60 mg ), così come di molti oligoelementi e  degli importanti microcostituenti attivi con azione antiossidante e quindi antiaging.</p>
<p>Certamente al fumatore e al forte consumatore di alcol, non basta per  limitare i danni, non solo ossidativi, delle sue cattive abitudini ma non è certamente aumentando la dose  di spremute al giorno che migliorerà la sua salute.<span id="more-3520"></span>Con questo voglio dire di non fossilizarsi solo sull&#8217;arancia e tanto meno sulle tanto raccomandate spremute che si bevono senza far fatica. Usiamo invece il concetto più maturo della diversificazione, della freschezza dei prodotti e del desiderio sano del nostro corpo di assumere quel particolare alimento. Inoltre è giusto sapere che l&#8217;arancia per la Medicina Cinese è considerato un frutto con qualità fresca o fredda, ovvero che raffredda ed è utilissimo quando si tende a mangiare cibi con qualità troppo calda come carne, vino e cioccolata che non a caso sono quelli tipici della stagione invernale.</p>
<p>Se abbiamo una costituzione  che soffre di umidità o una costituzione  fredda ovvero soffriamo molto il freddo e siamo particolarmente freddolosi, questo frutto va mangiato con molta attenzione, possibilmente a spicchi e non spremuto, perchè bevendo quando magari si ha sete, non si percepisce il desiderio del corpo e si rischia di assumerne troppo andando incontro a disturbi  fra cui  diarrea e dolori articolari.</p>
<p>Un classico errore è quello di farsi una o più  spremute quando si sta &#8220;covando&#8221; un raffreddore, magari proprio quando iniziano i brividi, pensando di migliorare le difese dell&#8217;organismo con la vitamina C. La spremuta in quel preciso momento peggiora invece il quadro di colpo, favorendo l&#8217;ingresso del freddo dalla superficie all&#8217;interno, in quelle occasioni ha più senso il classico rimedio popolare, qualcosa di caldo, piccante e aromatico che sia diaforetico ovvero che consenta al corpo di scaldarsi e di sudare un pò buttando fuori il freddo.</p>
<p>Per il suo aroma l&#8217;arancia  è preziosissima per cucinare diversi piatti,  si mischia tranquillamento a svariate carni o pesci, soprattutto se particolamente grassi come il salmone o i crostacei. A fettine,  condita e mischiata all&#8217;insalata, può essere usata come un intermezzo tra due piatti importanti.  A fine pasto, magari servita a  spicchi , per esempio dopo un bel piatto di spezzatino o di stracotto,  è utilissima per stemperare il calore di questi cibi e favorirne la digestione.  Inoltre rinfresca piacevolmente la bocca, diventando un ottimo dolce per chiudere in bellezza, magari accompagnato da un pezzetino di cioccolato di Modica.</p>
<p>Infine come snack l&#8217;arancio è facile da trasportare, molto nutriente e ricco di calcio, ed in grado di dissetare efficacemente,  soprattutto se ci si  trova in un ambiente eccessivamente riscaldato e secco.</p>
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		<title>Zucchero che passione!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 23:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il discorso degli zuccheri è davvero vasto ma è necessario affrontarlo affinchè ci sia più chiarezza. Gli zuccheri sono tutti carboidrati, si chiamano così per la loro composizione chimica, costituita appunto da carbonio e idrogeno; possono essere semplici come  glucosio,  fruttosio e galattosio o complessi come i disaccaridi fra cui il saccarosio formato da glucosio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3111" style="border: white 5px solid;" title="zucchero" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/zucchero.jpg" alt="Catherine Bellwald  Zucchero che passione!" width="315" height="315" />Il discorso degli zuccheri è davvero vasto ma è necessario affrontarlo affinchè ci sia più chiarezza. Gli zuccheri sono tutti carboidrati, si chiamano così per la loro composizione chimica, costituita appunto da carbonio e idrogeno; possono essere semplici come  glucosio,  fruttosio e galattosio o complessi come i disaccaridi fra cui il <strong>saccarosio</strong> formato da glucosio e fruttosio, il <strong>lattosio</strong> formato da galattosio e glucosio  e i polisaccaridi formati da molte unità fra cui l&#8217;amido, la cellulosa e altri ancora.</p>
<p>Quello che è necessario sapere è che tutti i carboidrati si trasformano una volta ingeriti in <strong>glucosio. </strong>A questo proposito è giusto sapere che la cellulosa di cui sono ricchi alcuni vegetali in foglia è l&#8217;unico polisaccaride che nell&#8217;uomo non viene digerito per assenza dell&#8217;enzima corrispondente mentre è la primaria fonte di glucosio per molti animali. Negli umani queste molecole vengono chiamate fibre e si ritrovano nelle feci totalmente indigerite aumentandone il volume ma non sempre con un effetto positivo sulla stitichezza come molti credono.</p>
<p>Ne consegue che carote, patate, fiocchi di avena, riso, grano, albicocche, banane etc. etc. alla fine&#8230; sono tutti zuccheri. I cereali, le verdure e la frutta sono di fatto tutti zuccheri. Nella piramide alimentare quindi l&#8217;80 per cento della nostra alimentazione è basato sugli zuccheri.  Di certo non andiamo in carenza di questo costituente base, ma quello che è indispensabile sapere è che il glucosio è necessario al corpo esattamente come lo è l&#8217;aria .</p>
<p>Il glucosio  viene trasformato in piruvato ed è il principale precursore chimico di una delle fondamentali reazioni biochimiche, il ciclo di Krebs. Questa importante sequenza di reazioni fornisce l&#8217;energia chimica tramite la componente detta ATP,   <strong>fonte primaria dell&#8217;energia cellulare di ogni essere vivente</strong>.<span id="more-3103"></span></p>
<p>Si può capire a questo punto come mai il livello di glicemia, cioè la quantità di glucosio nel sangue, debba essere mantenuto a livello costante attraverso un sofisticato sistema di controllo ormonale. Il glucagone e  l&#8217;insulina sono i due ormoni il cui compito è proprio quello di <strong>mantenere regolato il livello di glicemia nel sangue</strong>.</p>
<p>Il <strong>glucagone</strong> scatta in soccorso quando la glicemia si abbassa a causa di un digiuno prolungato e cerca di procurare glucosio andando dapprima a prendere le riserve di glicogeno del fegato, poi i grassi del sangue e  del tessuto adiposo e infine è capace di andare a trasformare le proteine del sangue e dei muscoli per trasformarle in energia, anche se non sempre il processo avviene in questo ordine.</p>
<p>L<strong>&#8216;insulina</strong> invece entra in azione quando la glicemia si alza troppo;  il glucosio in eccesso viene trasformato in glicogeno nel fegato e in trigliceridi del sangue e infine depositato nel tessuto adiposo.   La prima patologia  secondaria all&#8217; eccesso di cibo e di zuccheri è, come appare evidente,  <strong>l&#8217;obesità </strong>e il dato è confermato dall&#8217;aumento di questo problema in tutti i paesi industrializzati, soprattutto negi Stati Uniti dove sembra  in continua crescita iniziando già in età infantile.</p>
<p>La seconda patologia in continua ascesa è  il <strong>diabete</strong>, che sta avendo un allarmante aumento d&#8217;incidenza. Pensate che in India e in Cina è segnalato un brusco e violento incremento del diabete ed è previsto che in questi paesi emergenti entro il 2030 ci sarà un incremento pari al  300 per cento di questa patologia dismetabolica.</p>
<p>Non dimentichiamoci poi, tra le patologie secondarie all&#8217;eccesso di zuccheri, il possibile rapporto con  le patologie cardiovascolari da <strong>dislipidemie</strong> ovvero legate all&#8217;aumento dei grassi nel sangue  che sono tra l&#8217;altro ai primi posti come mortalità.</p>
<p>E  per finire direi che, anche se da questo punto di vista non esistono ancora dati significativi a riguardo, gli eccessi di zucchero modificano la flora batterica intestinale dando fastidiosi gonfiori e meteorismi ma potrebbero anche essere la base di una alterata disbiosi, un&#8217;alterazione di quella catena fondamentale nel mantenere l&#8217;assetto immunitario e quindi anche la <strong>sorveglianza immunitaria</strong> nei confronti delle patologie tumorali anch&#8217;esse in crescita.</p>
<p>Il cibo e il benessere, se da un lato migliorano le condizioni igieniche e le aspettative di vita, dall&#8217; altro sembrano anche essere  la causa delle patologie più frequenti</p>
<p>&#8220;E quindi? Che si fa?&#8221; Direte.</p>
<p>Ritengo che, come in tutto, gli estremi siano dannosi, non bisogna demonizzare  zucchero, pasta, pane e neanche  latte e  latticini. I cosiddetti <strong>tre bianchi;  farine, zucchero e latte</strong> sono però sicuramente da limitare.</p>
<p>A questo proposito essendo stata in Cina e frequentando abitualmente persone cinesi che vengono in Europa per insegnare l&#8217;agopuntura, posso dire che i cinesi non hanno cambiato il loro modo di mangiare, se andate per mezzo mondo in compagnia di un cinese 9 volte su 10 vi porterà a mangiare al ristorante cinese! Ma la gioia del suo palato sono il cappuccino e i gelati, per quelli perde la testa. Tutti saprete che la cucina cinese in quanto a dolci possiede una limitatissima gamma di prodotti invitanti.</p>
<p>Non parliamo delle bibite zuccherate. Esistono nelle metropoli cinesi scaffali interi di bibite di ogni tipo e colore e la grande novità del gelato è in bella vista un po&#8217; dovunque. Questi nuovi prodotti contengono soprattutto lattosio, fruttosio, saccarosio e costituiscono probabilmente la causa dell&#8217;incremento del diabete e della modificazione delle abitudini alimentari dei cinesi.</p>
<p>Attenzione quindi. Non è che il<strong> fruttosio</strong> quello della frutta è lo zucchero buono e il saccarosio lo zucchero cattivo, quello tossico! Entrambi si trovano nella frutta. Tutta la frutta infatti contiene sia glucosio che fruttosio e saccarosio in diverse percentuali a secondo della specie.</p>
<p>Il fruttosio è vero che ha un indice glicemico più basso rispetto al saccarosio, ma i benefici della frutta non sono dovuti ad esso quanto all&#8217;insieme dei macro nutrienti che magicamente si trovano insieme nella natura come mamma li ha fatti; possibilmente anche vivi ovvero con la loro qualità energetica intatta. Il fruttosio prodotto chimicamente e aggiunto a larghe mani in tutta l&#8217;industria alimentare non ha  mostrato alcun vantaggio nel ridurre il diabete e tanto meno l&#8217;obesità e le dislipidemie.</p>
<p>Certo il fruttosio zucchera di più  del saccarosio e quindi  ne servirebbe in teoria di meno, quindi a parità di sapore le calorie sono ridotte e anche l&#8217;apporto complessivo di glucosio. Ma sia fruttosio che saccarosio sono prodotti industrialmente attraverso processi di purificazione e sbiancamento alquanto discutibili; non ritengo siano da considerare veleni ma sicuramente potenzialmente irritanti e dannosi per l&#8217;intestino soprattutto se usati in continuazione  esattamente come le farine bianche.</p>
<p>Ridurre al minimo l&#8217;assunzione di carboidrati favorendo l&#8217;assunzione estremizzata delle proteine animali come fanno alcuni body builder e diete dimagranti estreme, produce certamente una riduzione all&#8217;osso del tessuto adiposo e dei grassi, ma non ritengo che nemmeno questo sia nella natura umana; il pesce e la carne  non possono sostituire i cereali, le verdure e la frutta nella piramide alimentare.</p>
<p>Mangiare una mela o una carota cruda come spuntino non deve essere un tabù ovvero un problema, molto peggio è mangiare una focaccia, una pizza, un bignè o un cioccolatino; il carico glicemico è certamente molto più alto.</p>
<p>Per indice glicemico si intende la misura della velocità con la quale sale la glicemia nel sangue. Il carico glicemico invece dipende dall&#8217;indice glicemico moltiplicato la dose degli zuccheri cui si fa riferimento.</p>
<p>L&#8217;indice glicemico si modifica con la cottura e con la conservazione dei cibi, ma anche mischiando i carboidrati con proteine e grassi, per dire un piatto di patate o carote al vapore da solo hanno un indice glicemico piuttosto alto ( la carota da cruda a cotta  passa da 35 a 85 IG) ma se  la mischiamo con pomodori, spezie, pezzetini di carne,  olio di oliva, semi di sesamo ne riduciamo notevolmente l&#8217;indice glicemico ma attenzione anche l&#8217;apporto complessivo di calorie.</p>
<p>Non bisogna neanche idealizzare l&#8217;integrale a tutti i costi, solo perchè ha un indice glicemico più basso, ricordate che è ugualmente calorico,  meno digeribile e molto spesso anche contraffatto, cioè trattato e poi sporcato o colorato.</p>
<p>Il vero punto sul quale possiamo  intervenire sono le abitudini scorrette, il pane e i grissini per ammazare la fame in attesa del pranzo per esempio, bere succhi di frutta, bibite zuccherate o latte per disidratarsi magari anche ai pasti al posto dell&#8217;acqua,  abbuffarsi come selvaggi con porzioni troppo abbondanti di pasta o di cereali, il dolce sistematico per chiudere in bellezza ogni pasto,  sono tutte  abitudini da perdere!</p>
<p>Non è mangiare un fetta di buon pane, quello di una volta per intenderci, con  salume o  formaggio nella baita in montagna o mangiare il dolce per quella volta che andiamo in un ristorante eccellente la cosa da evitare; le cose che dobbiamo togliere sono il pane, la brioche e il gelato quotidiani, magari anche di pessima qualità.</p>
<p>Il ricercare il più possibile alimenti poco trattati industrialmente, nutrizionalmente ricchi  e completi e magari energeticamente vivi,  il cambiare spesso, ma soprattutto saper  mischiare abilmente gli alimenti tra di loro evitando la monotonia dei pasti sani ma terribilmente tristi e punitivi, e ancora il ridurre saggiamente le dosi e favorire invece piccoli spuntini. Questo è l&#8217;atteggiamento sano.</p>
<p>Ma soprattutto non  inseguiamo continuamente  il  dolce come coccola. La dolcezza non va cercata nel cibo ma nel modo di essere e di guardare il mondo.</p>
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