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Ricette ghiotte per celiaci: cestini di frutta con salsa di fragole – By Gabriella

Catherine Bellwald Ricette ghiotte per celiaci: cestini di frutta con salsa di fragole   By GabriellaQuesta ricetta prende spunto dalla tradizione dei torroni siciliani, in particolare dalla cubbaita di giuggiulena (torrone di sesamo). I nostri cestini, infatti li realizzeremo con sesamo e succo d’agave. Naturalmente, se preferite essere più fedeli alla tradizione, utilizzate il miele.

“Il sesamo è un prezioso aiuto per il nostro organismo. E’ un ottimo ricostituente per le piastrine del sangue e l’emoglobina; utile dunque per la milza, il sistema nervoso, i muscoli, la pelle. Il sesamo è una “pillola” vitaminica e minerale per la crescere sani e rimanere in perfetta salute”. (Tratto da “I magnifici 20” di Marco Bianchi)

Per realizzare i cestini  ponete in una casseruola il succo d’agave e il sesamo, calibrando a occhio la quantità per ottenere il numero di cestini che volete realizzare. Scaldate per una decina di minuti e poi versate su un tagliere ricoperto da un foglio di carta da forno inumidita.

Stendete il “torrone” in maniera molto sottile e lasciate intiepidire. Normalmente il torrone caldo viene disposto su un piano di marmo un po’ unto con olio di semi e inciso in modo che sia più facile spezzarlo una volta freddo. Per modellare i cestini abbiamo bisogno dell’ausilio della carta da forno che ci renderà più semplice la fase di realizzazione. Naturalmente è preferibile versare la quantità per singolo cestino da realizzare, in quanto non è facile tagliare con precisione il torrone, se pur sottile. Quando il torrone sarà tiepido, ponete ogni singola quantità, su un bicchiere capovolto dalla parte della carta da forno. Lasciate raffreddare.

Quando sarà freddo capovolgete, togliete delicatamente la carta da forno e ponete il cestino dentro una ciotola e manipolate delicatamente per dare la forma desiderata. Vi consiglio di lasciare i cestini di “giuggiulena” nelle ciotole fin quando sarà il momento di servire. Nel frattempo preparate la salsa di fragole.

Tagliate le fragole a pezzetti piccoli e poneteli in una casseruola con il succo d’agave e fate cuocere per circa dieci minuti. Lasciate raffreddare la salsa prima di servire. Tagliate la frutta a piccoli pezzi e ponetela all’interno dei cestini e completate con una dose generosa di salsa di fragole.

Spero di avervi suggerito un’idea creativa per un dessert gustoso e salutare!

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Le coltivazioni a bordo autostrada respirano smog

Catherine Bellwald Le coltivazioni a bordo autostrada respirano smogSi fa tanto un gran parlare di pesticidi, di conservanti e di come l’industria alimentare abbia portato ad un graduale peggioramento della qualità del cibo.

Molto rilievo viene dato alle coltivazioni biologiche ma poca, anzi direi nessuna, attenzione alla semplice ricerca del luogo più adatto per coltivare, con terra e acqua possibilmente lontana da contaminazioni e scarichi industriali e  ambienti con atmosfera e aria meno inquinata possibile! Osservazioni banali forse, considerazioni che anche un bambino piccolo potrebbe fare.

Tant’è che che un numero infinito di coltivazioni di meli, vitigni, grano e molta altra frutta e verdura sono affiancate alle più grandi arterie autostradali e in alcuni casi senza neanche uno straccio di siepe…niente di niente, solo purissimi e deliziose polveri di idrocarburi!

Nessuno dice niente, sembra tutto regolare… avete presente lo smog che si trova sul bordo di un’autostrada o peggio a fianco alla rete ferroviaria? E avete mai fatto caso a quante coltivazioni di questo genere ci  sono?  Dove abbiamo il buon senso, perchè non lo usiamo? Magari dovremmo iniziare a chiederci non solo la provenienza geografica di frutta e verdura ma anche la  vicinanza ad aree altamente inquinanti per capire il valore di un prodotto.

Il Dott. Picozzi tanto tempo fa mi disse “Io trasformerei tutte le zone inquinanti in estesi panelli solari per rifornirci di energia pulita!”. Tanto più che si tratta per la maggior parte di terreni su cui picchia il sole in modo feroce.

I tempi sono cambiati e  dobbiamo metterci al pari delle nostre necessità e delle nostre conoscenze. Le strade non sono più come una volta quando si andava a cavallo o sui carri o quando le macchine erano pochissime. Oggi la circolazione autostradale è enorme e nonostante gli scarichi siano più controllati e la benzina meno inquinante rispetto a qualche anno addietro il risultato è sempre un eccesso pericoloso di polveri sottili di idrocarburi sugli alimenti che possono finire direttamente nella nostra pancia e nella pancia dei nostri bambini.

Nessuno si preoccupa  forse perchè verdura e frutta non avendo i polmoni non respirano! E quindi siamo tranquilli…

Perchè non cerchiamo di allargare i nostri orizzonti e di guardare un pò più in là del nostro naso?

 

 

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La primavera: il momento giusto per i centrifugati

Catherine Bellwald La primavera: il momento giusto per i centrifugatiLa primavera in questi giorni si sente chiaramente sulla pelle, che il termometro sia alto o basso. La luce, l’aria, gli sbalzi di temperatura sono fortissimi. Siamo passati in poco più di 20 giorni da un tempo definito decisamente freddo a un tempo primaverile DOC.

Per il corpo uno sbalzo importante, una forma di aggressione da parte della stagione in corso ovvero la primavera.   Non a caso ogni stagione non inizia dall’elemento yin ma dall’elemento yang. Ricordiamo che l’inizio della primavera per il calendario cinese (che inizia in febbraio ) è il seme dell’elemento legno yang che che cresce progressivamente. Il mese di marzo è in realtà la parte yin dell’elemento legno.

Strano; verrebbe da pensare che la primavera sia più forte in Marzo ma la vera forza di fatto è  una questione interiore. Nel mese di Marzo infatti la primavera arriverà alla sua massima espressione e forza intesa come riflesso esterno di un profondo cambiamento interno della natura.

L’organo più sensibile in molti pazienti in questa stagione è lo stomaco. Ci si sveglia con un senso di vuoto epigastrico, bruciore o semplice fastidio appunto dello stomaco.  Questa sensazione è maggiormente avvertita dai soggetti gastritici, intesi come quella popolazione che somatizza le proprie tensioni emozionali su questo viscere. In modo semplice potremmo dire che in primavera è come come se questo viscere fosse aggredito dalla stagione. Per essere più precisi possiamo dire anche dall’elemento legno e se vogliamo  essere più raffinati possiamo pensare  al fegato come organo legno per eccelenza.

Che fare? la prima raccomandazione è quella alimentare. Riduciamo tutti i cibi caldi, ovvero i cibi che per la dietologia cinese portano calore interno. La carne è il primo esempio di cibo che riscalda. Il vino rosso e i liquori il secondo grande esempio e la cioccolata l’esempio per eccellenza.

E’ il momento di mettersi a dieta, non a caso esiste la quaresima, la religione se ben analizzata possiede sempre dei perchè che vanno oltre al sacrificio psichico  e costruzione di una volontà, ma si fondano sulla salute anche fisica.

La dieta ideale in questo periodo dovrebbe essere rinfrescante soprattutto per lo stomaco e disintossicante per il fegato. E quindi a base prevalente di frutta e verdura fresche. I centrifugati a colazione sono un’ottima abitudine per tutto questo mese. Carote, mele rigorosamente biologiche ovvero non trattate sono un modo per svegliare il corpo. Il centrifugato come primo cibo al risveglio permette alle sostanze contenute nel liquido di passare direttamente nel corpo. Non solo le sostanze chimiche tanto decantate come i flavonoidi ad azione antiossidante e le vitamine ma anche quella che i cinesi definiscono la vitalità del cibo, definita come il jing degli alimenti.

Per poter sfruttare il jing degli alimenti questi ovviamente devono essere freschi e anche loro sani quindi trattati chimicamente il meno possibile. Il centrifugato una volta fatto deve essere bevuto dopo pochi minuti per non perdere questa capacità nutritiva energetica.

I centrifugati sono un ottimo alleato per bambini e anziani magari un pò debilitati, in quanto sono estremamente piacevoli al palato e molto digeribili. Inoltre sia la carota che le mele ma anche il finocchio e la patata anche se il gusto è meno piacevole hanno tutti una azione gastroprotettiva.

Anche le fragole sono utili a tale scopo e senza ombra di dubbio rendono il centrifugato ancora più buono al palato. Le fragole in particolare sono considerate come depurative e disintossicanti, eliminatrici di acido urico, favoriscono le difese immunitarie, sono  consigliate in caso di astenia e sono storicamente riconosciute per un effetto regolatore sul fegato. Attenzione però è necessario verificare la presenza di  allergie specifiche ai vari alimenti e la possibilità di reazioni crociate in caso di pollinosi accertata. A questo scopo esistono delle tabelle per ogni polline con le rispettive reazioni crociate alimentari.

Per tutta la stagione primaverile i centrifugati sono  un’ottima colazione fresca e piacevole e  un atto di amore e di cura di sè.

 

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Ricette per mangiar sano: La macedonia calda Made in Gabriella

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: La macedonia calda Made in GabriellaEcco un modo nuovo per usare la frutta come dolce.

In realtà la frutta è,  se usata con intelligenza, un modo per mangiare il dolce e se presentata ad arte diventa veramente la sostituzione del tanto desiderato dolce per finire il pranzo con piacere.

Un mango maturo ben tagliato è un ottimo esempio, un arancio fatto a fettine sottili con uno spruzzo di kirsch, oppure una mela affettata finemente  e decorata con pinoli e caramello e ancora l’ananas a fettine sottilissme tagliate con l’affettatrice è un ottima idea semplicissima e fresca.

Un’altra splendida, anche se poco ricordata idea, è quella delle mele o pere al forno, le mele cotogne sono le mele favorite e le pere kaiser le pere ideali sia per dimensioni che per dolcezza del frutto. La ricetta prevede che  si utilizzi la buccia; è quindi indispensabile che sia frutta rigorosamente biologica.

Non dovete fare altro che lavarle, posizionarle sulla carta forno e se le volete dolcificare potete spruzzarle con  un po’ di succo di agave. In 15-20 minuti di forno il gioco è fatto e avete anche riscaldata la casa!

Vi suggeriamo come nuova idea di frutta dolce la macedonia calda; è una ricetta decisamente ghiotta e adatta al clima freddo.

Consigliamo sempre frutta biologica in modo da poter usare anche la buccia, soprattutto per le arance che assicurano un aroma delizioso, le mele, le pere,  e anche l’ananas meglio se sbucciato sono tutti ingredienti ideali.

Potete poi sbizzarrirvi con il vostro gusto personale: canella, succo di agave per dolcificare se siete golosi, pinoli, mandorle, noci, uva sultanina e susine. Anche una spruzzata di cacao, oppure due pezzetti di anice stellato  o ancora un pezzetto di vaniglia in bastoncino. La frutta a pezzetti piccoli o belli grossi a vostro piacere.

Potete usare delle coppette monoporzione di alluminio da infilare in forno; un  gioco  da ragazzi ghiotto, dolce, caldo e… assolutamente sano.

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Natale: regalare la frutta scelta come fosse cioccolato

Catherine Bellwald Natale: regalare la frutta scelta come fosse cioccolatoIn questa vorticosa settimana che precede il Natale e talora anche da prima,  gli inviti a cena, gli aperitivi e le piccole festicciole sono all’ordine del giorno, in tutti i luoghi di lavoro e di ritrovo come le palestre o gruppi, ma anche tra amici.

Tutti si vogliono fare gli auguri. Ecco che ci si ritrova il più delle volte con un calice, una fetta di panettone e un cioccolatino in mano  oppure già in bocca senza che  neanche sia abbia il tempo per pensare o magari averne voglia.

Un po’ la stanchezza che ci da’ il là, un po’ l’occasione e la gola e un po’ la semplice incapacità di sottrarci a queste abitudini iperglicemiche e ipercolesterolemiche o ipertranslipidiche, quel che succede è che prima ancora di arrivare alla vigilia ci siamo già riempiti di dolcezze, salumi e alcolici con bollicine talora di bassissima qualità. Che fare?

Semplice; aggiungiamo un pizzico di furbizia: ricordiamoci di usare anche la frutta! Clementine, arance tagliate a spicchi con la buccia, e le fantastiche ciliegie di primizie che si trovano in vendita dai fruttivendoli di fiducia  sono tutti facili da prendere in mano con la stessa eleganza con la quale si solleva  un cioccolatino o un torroncino,  non vi tagliano l’appetito,  e non vi stuccano ma vi rinfrescano, dissetano e facilitano la digestione.

La buona frutta, quella che in America non sanno neanche più che gusto abbia, da noi si può ancora trovare con facilità. Si può usare a qualunque ora. Quando lavoravo in reparto mi piaceva portare come pensiero per le infermiere e tutto il personale un cesto di clementine  decorato con cioccolatini: l’ambiente si profumava ed era un’occasione per scambiare due parole e il piacere di lavorare insieme.

Quello che dimentichiamo è che questi inviti e numerose occasioni conviviali non sono in realtà il desiderio di mangiare zuccheri e grassi a basso costo ma rappresentano un modo per guardarsi negli occhi, per ritrovarsi, un modo per stare insieme almeno per un pò.

Se dovete andare a trovare un malato in ospedale, oppure una persona anziana (ma vale per qualunque persona a voi cara), pensate anche alla frutta, quando di buona qualità il suo sapore nutre, disseta e ci consente di arrivare alla tavola della Vigilia , del giorno di Natale senza essere già ingolfati da troppi eccessi alimentari permettendoci di gustare maggiormente il cibo delle feste.

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E’ tempo di anguria.. ma attenzione!

Catherine Bellwald E tempo di anguria.. ma attenzione! Dopo vari andirivieni e indecisioni varie il caldo in questi giorni si fa sentire con decisione sia al sole che nelle città per la forte componente di umidità che vi si associa. Come tutti sapete l’anguria è un frutto tipicamente estivo, cresce e  viene usato soprattutto nei paesi dove vi è maggior calore.

Anche questo frutto arriva in Europa solo dopo l’invasione dei Mori e si ritiene che fosse coltivato già 5000 anni fa dagli Egiziani.

A parte il fatto che è un cibo leggerissimo e dietetico perchè molto ricco in acqua, l’anguria non è un frutto afrodisiaco come stanno cercando di vendercelo e il suo effetto Viagra è certamente alquanto discutibile quando lo si mangia normalmente. Infatti la  sostanza implicata in questo effetto è contenuta nella parte verde  o bianca del frutto che normalmente non si mangia.

La buccia e la polpa dell’anguria sono da milleni considerati per i cinesi dei veri e propri  rimedi non già per l’impotenza  ma per i colpi di calore, chiamati Xi Gua e Xi Gua Pi, letteralmente frutto dell’est  e buccia del frutto dell’est.  Questi rimedi vengono usati in decotto e in dosaggi alti insieme ad altre erbe in caso di  disuria e nei colpi di calore con nausea e rialzo febbrile così come per le dermatiti e ulcere della cavità orale anche topicamente.

Si ritiene che sia molto efficace anche nell’ accumulo di calore umidità e nel rigenerare i liquidi. Va usata con cautela  nei pazienti che hanno un freddo interno o che sono sempre stanchi. Gli anziani freddolosi per esempio non dovrebbero abusarne mentre i soggetti pletorici che hanno sempre troppo caldo sono invitati a mangiarla spesso al posto del dolce.

Il frutto  visto in questa ottica acquista un valore diverso, certamente mangiato fresco in quantità moderate resta solamente un ottimo strumento per combattere e difendersi dal  caldo e dal caldo umidità in quanto non solo idrata ma stimola anche la diuresi.

Al mare ma anche in città anche se è piuttosto faticosa da tagliare è un ottimo ausilio, attenzione però a non abusarne per golosità soprattutto se non avete preso caldo in modo diretto: i suoi effetti rinfrescanti potrebbero dare fastidio allo stomaco e all’intestino soprattutto se la vostra costituzione non è idonea.

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Il gelato non gelato

Catherine Bellwald Il gelato non gelatoIl gelato in questa stagione è in assoluto la tentazione più forte soprattutto per i golosi di dolce. Alcune pubblicità alla televisione ti fanno impazzire e correresti fuori a comprare il primo che trovi disponibile.

Ma tristemente i gelati confezionati sono da evitare e quelli prodotti artigianalmente comunque da limitare, in quanto il loro contenuto di zucchero bianco oltre che di panna e latte sono spesso non adatti a un regime dietetico controllato. Producono una sovrastimolazione del metabolismo degli zuccheri e in termini di medicina cinese producono, se mangiati regolarmente, un aumento dell’umidità interna.

Ma se togliamo lo zucchero bianco, il latte e la panna e lasciamo la frutta e basta, certamente resta un cibo molto freddo ma molto meno dannoso in termini  dietetici.

La frutta che vi avanza potete frullarla al posto che buttarla via, inventando strane misture,  potete anche diluirla con acqua se vi va e metterla in contenitori per ghiaccioli in vendita al supermercato; sono facilissimi da usare, basta versare il frullato nello stampo, aggiungere l’apposito bastoncino con supporto e mettere il tutto in freezer.

Visto che la frutta buona si guasta facilmente e ormai costa un occhio della testa, è un modo per non buttar via i soldi che tristemente hanno un potere di acquisto sempre più in caduta libera.

Il gioco è fatto, da un lato non buttate via la frutta e dall’altro avete in freezer qualcosa di naturalmente dolce e freddo per soddisfare la vostra voglia di raffreddarvi e di dolcezza senza appesantire la vostra bilancia e neanche il vostro metabolismo degli zuccheri. Potete mischiare diversi tipi di frutta insieme ottenendo sapori molto particolari e deliziosi. Non serve conoscere nessuna ricetta, tutta la frutta va benissimo

I siciliani ne hanno fatto un’arte infatti; le granite, quelle ben fatte, sono in gran parte a base di sola frutta. Quelle che invece si comprano al supermercato sono a base di sciroppi, aromi e coloranti vari. Non parliamo poi delle granite che si conservano fuori dal frigo e poi si infilano all’ultimo saranno anche comode ma certamente non pensiamo che dentro ci sia della frutta o sostanze naturali vero?

Frullare la frutta  e congelarla in appositi contenitori per ghiaccioli, non necessita di macchinari speciali e costosi,  può soddisfare il palato dei più golosi e per i più pigri può anche essere fatto con i frullati naturali che trovate in commercio al supermercato; hanno una data di scadenza e dovrebbero essere prodotti con frutta fresca senza aggiunta di zucchero ne di conservanti.



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Il diabete e la frutta

Catherine Bellwald Il diabete e la fruttaDiabete e prediabete sono condizioni patologiche che sembrano essere sempre più diffuse nella popolazione moderna.

Questa patologia è considerata quella a maggior incremento rispetto alle altre; il sempre più largo utilizzo di farine, latticini e zucchero da parte dell’industria alimentare sembra per molti la causa più accreditata per spiegare questa tendenza.

Si ritiene che  la lavorazione industriale di queste sostanze alimentari le abbia da un lato rese più a buon mercato e dall’altro più aggressive nei confronti del metabolismo degli zuccheri. Inoltre cibi come pane, pasta, cereali, dolciumi e pasticci vari si mangiano in modo  sempre più frequente e continuativo.

Difficile che una persona si porti una mela, una carota e la frutta di stagione che preferisce, sarà più facile fermarsi al bar e cadere su bibite e gelati freschi.

Anche se i carboidrati sono alla base della piramide alimentare e il glucosio la fonte primaria di energia per tutto il corpo, si presuppone che sia il modo in cui vengono confezionate queste sostanze e lo stile di vita ad essere sostanzialmente cambiati. Una volta il movimento e gli sforzi fisici, ad eccezione di pochi casi, erano di gran lunga maggiori, il consumo immediato di glucosio era  sicuramente superiore oltre che di natura diversa.

Ma partiamo questa volta dall’aspetto biochimico del metabolismo del glucosio, abbiamo già visto che qualunque sostanza ingerita e digerita può essere convertita in zucchero dal nostro corpo per esser utilizzata come fonte di energia. Ma chi e cosa decide dove stoccare l’eccesso di cibo e come avviene l’utilizzo del glucosio introdotto per via alimentare?

Facciamo un passo indietro, il cibo arriva nello stomaco già mischiato agli enzimi salivari che iniziano un processo di digestione degli zuccheri complessi, che prosegue nello stomaco e nell’intestino tenue ad opera degli enzimi pancreatici. Il pancreas è un organo poco conosciuto rispetto al fegato con il quale condivide un’asimmetria e la zona chiamata ipocondrica ovvero sotto il costato rispettivamente a destra per il fegato e a sinistra per il pancreas.

Il pancreas produce enzimi per digerire i carboidrati (o zuccheri complessi), le proteine e i grassi insomma tutti tre i tipi di alimenti possibili. La bile prodotta dal fegato aiuta con i suoi sali a emulsionare i grassi rendendoli più facilemnte aggredibili dagli enzimi pancreatici. Questa è la cosiddetta funzione  esocrina della ghiandola pancreas ovvero quella parte di ghiandola che secerne il suo secreto all’interno di un dotto di una precisa area corporea.  Ma il pancreas è una doppia ghiandola esocrina e endocrina, la sua parte endocrina produce  due ormoni, l’insulina e il glucagone, che immette direttamente nel torrente ematico.

La produzione di insulina e di glucagone  è affidata alle isole di Langerhans che rispondono direttamente ai livelli di glicemia registrati nel sangue. Tanto glucosio  produce insulina, poco glucosio produce il glucagone. L’insulina consente alle cellule di utilizzare il glucosio come fonte di energia e di stoccare il glucosio in eccesso nel fegato sotto forma di glicogeno e successivamente sotto forma di grasso come riserva.

Se l’insulina non è prodotta in sufficienza lo zucchero non può essere utilizzato e resta libero nel sangue  producendo danni legati al fatto che si lega in modo permanente con numerose proteine come l’emoglobina e altera la permeabilità dei vasi sanguigni con le conseguenti patologie vascolari note. Il corpo, non usando a sufficienza il suo carburante, si trova in una condizione di deficit energetico e di fame di zuccheri che non fa che peggiorare la situazione in quanto il soggetto sarà portato a mangiare proprio le sostanze che gli sono più dannose.

Tutto chiaro fino ad ora. Recentemente diversi studi scientifici hanno evidenziato che un corretto regime dietetico controllato prolungato per 6 mesi è in grado di migliorare in modo soddisfacente i pazienti diabetici e far regredire completamente i pazienti affetti da sindrome metabolica e prediabete.

Il corretto regime alimentare è stato molto discusso, la dieta con riduzione al minimo dell’apporto di  carboidrati è la prima a essere considerata, la limitazione dei picchi di glicemia e quindi della ipersollecitazione pancreatica è stata lungamente e scientificamente adottata nella dieta  Zona che consente di mantenere un regime dietetico controllato e equilibrato nel tempo senza rinunciare totalmente ai carboidrati ma limitandoli in quantità e qualità.

La frutta come zucchero semplice quindi con alto picco glicemico veniva una volta sconsigliata a favore di zuccheri complessi, come il pane e la pasta per capirci, oggi si tende a rivalutare questa considerazione e la frutta è nuovamente considerata nella dieta dei diabetici magari associata ad altri cibi.

Nella medicina cinese il sapore dolce è collegato all’organo milza elemento terra, controllata nella legge dei cinque elementi dall’elemento legno. Il legno controlla la terra, tutti sanno che piantare alberi sul margine di un argine ne rafforza la tenuta.  Pochi sanno invece che il sapore acido controlla il sapore dolce, attingendo dalla stessa legge. In Cina qualunque medico consiglia l’assunzione di un lime a digiuno a tutti i diabetici; sono stati fatti alcuni lavori scientifici in merito a questo semplice metodo alimentare per limitare la glicemia

La frutta è un dolce acido, ovvero è ricca di fruttosio e saccarosio e acidi di frutta vari, secondo questo semplice principio diventa  il miglior modo di assumere zuccheri controllandone gli effetti nocivi.

In estate la frutta è un modo per alimentarsi in modo fresco e contemporaneamente consente di idratarsi per la ricca quantità di acqua e minerali.  La frutta poi quando coltivata come Dio comanda è una delizia per il palato e per gli occhi,  solo a guardarla dovrebbe venire la voglia di mangiarla.

Sempre che non siate troppo intossicati per sentirne il richiamo!

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Il potere della banana!

Catherine Bellwald Il potere della banana!Senza voler nulla togliere agli altri frutti, questo frutto è davvero particolare; al di là dei giochi di parole e delle possibili battute per la sua forma indiscutibilmente fallica, la banana è in assoluto il frutto più consumato in tutto il mondo.

La banana comunemente commercializzata in America  del nord e nella comunità Europea è tutta di importazione e proviene per 2/3 dal monopolio statunitense delle piantagioni Latino Americane.

Le coltivazoni di banana sono forse le più antiche del mondo; pensate che alcuni sostengono che le prime risalgono addirittura  a 5000 se non 8000 anni a. c. La diffusione di questo frutto in America latina e in tutta l’Africa risale al 1600 circa ad  opera dei portoghesi.

Dal 1800 in poi la produzione di banane in America Latina è cresciuta  rappresentando negli anni ’30, insieme al caffe ed al cacao, uno dei prodotti agricoli maggiormente esportati al mondo.

Oggi il governo statunitense è il proprietario della maggior parte delle coltivazioni di banane sud americane e su queste coltivazioni vige un regime scandaloso di sfruttamento della popolazione e anche del lavoro minorile senza parlare dell’utilizzo indiscriminato di pesticidi altamente pericolosi usati per rendere la banana perfetta esteticamente, costringendo i lavoratori al contatto diretto con sostanze altamente tossiche e senza parlare dell’avvelenemento del terreno e delle acque delle aree coltivate.

La banana viene raccolta acerba e la sua maturazione si completa  grazie alla produzione di etilene da parte dello stesso frutto se mantenuto al chiuso e in ambiente protetto. Questo ne facilita fortemente il trasporto.

Partendo dalle considerazioni biochimiche tutti sanno che la banana contiene abbondanti quantità di potassio e di carboidrati, è un frutto gradito i cui macro costituenti agiscono positivamente in particolare sui disturbi intestinali, inoltre è molto nutriente e gradito e consigliato a  tutte le età.

Dal punto di vista della medicina cinese questo frutto a differenza degli altri frutti non fermenta ovvero non va incontro al processo di macerazione e putrefazione tipica di altri frutti e non fa muffe.

Gli agrumi sono i frutti che più  velocemente vanno incontro alla formazione di  muffe, avete presente i limoni e le arance che diventano verdi? Le muffe degli altri frutti sono diverse; albicocche, pere, fragole e uva si ricoprono di fine peluria biancastra, ci avete mai fatto caso?

Invece la banana  conservata fuori dal frigo in ambiente aerato prima diventa gialla poi si riempie progressivamente di puntini e macchie  nere e poi annerisce completamente esternamente,  la buccia si assottiglia, internamente diventa più dolce e di solito non marcisce e non fa muffe.

L’unico frutto che gli assomiglia in questa sua qualità è la mela che avvizzisce anch’essa e non marcisce. Non saprei dire chimicamente perché o da cosa dipenda questo fattore, ma so che  questi due frutti sono gli unici indicati per i pazienti che tendono a soffrire di micosi.

La banana in oriente è considerata alla pari di un cereale, viene infatti usata anche in farina e acerba, cucinandola insieme ad altri ingredienti. Per noi occidentali è difficile mischiare la frutta con carne e cereali, la banana cruda o cotta si sposa benissimo con il riso e con il pollo e con alcune spezie come il curry.

La banana schiacciata o passata in padella o tagliata a rondelle può decorare numerosi dolci.  Con l’aggiunta di spremuta di arance o di mirtillo o lampone o fragole e una spruzzata di cioccolato grattato diventa un vero e proprio  dessert  facile da preparare, fresco e sicuramente  sano.

Questo frutto è reperibile tutto l’anno e va mangiato maturo ovvero con la buccia gialla e non verde e se possibile con i puntini neri sulla buccia  non significano che è ormai marcia ma che la sua maturazione è buona.  La banana è anche il frutto  più economico presente sul mercato.

Recentemente la creazione di piccoli mercati indipendenti bio e di piccole coltivazioni di banane così come la vendita di banane selvatiche rischia di essere spazzata via da quella che è stata chiamata la guerra della banana; una precipitosa corsa al ribasso dei prezzi che si è abbattuta sull’ultimo anello della catena, i lavoratori sud americani il cui salario già inesistente si è visto ulteriormente ridotto.

Non possiamo considerare la banana come un frutto di stagione, resta un frutto esotico incapace di svilupparsi alle nostre latitudini, ma le cui proprietà sono uniche e davvero non paragonabili ad altri frutti. Acquistarlo è facile ma forse possiamo fare di più. Il suo prezzo è artificialmente economico a discapito di qualsivoglia  rispetto dei diritti umani e della terra che ci ospita.

Informarsi sulla provenienza delle banane, non  acquistare  le marche più famose e la ricerca  di prodotti  bio, e di mercati equo solidali, non è in questo caso  un’attenzione per la nostra salute, ma un modo per favorire lo sviluppo di un’agricoltura moderna più umana e rispettosa della terra. Senza sfruttare e calpestare ancora le popolazioni indigene esattamente come in tempo di schiavitù, ma dando loro la possibilità di coltivare e vivere dignitosamente e in salute con i beni della loro terra.

Solo la nostra richiesta potrà evitare che questo fenomeno di industrializzazione di un prodotto agricolo prenda il sopravvento anche su altri prodotti a discapito di qualsivoglia responsabilità sociale e dignità umana.

Volevo parlare solo della banana e delle sue  qualità e invece il discorso si è fatto più complesso. Acquistare le banane senza chiedersi perché sono così a buon mercato non si può più fare.

Il potere della banana  in realtà è il potere di chi compra e non di chi vende, possiamo vivere anche senza banane non credete?


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Il momento migliore per mangiare l’uva

Catherine Bellwald Il momento migliore per mangiare luva L’uva si può ormai mangiare in tutte le stagioni dell’anno, ma in questo particolare periodo, ovvero tra fine agosto e settembre, l’uva rappresenta un frutto di grande capacità nutrizionale e terapeutica.

Variare il cibo significa anche utilizzare a pieno le risorse delle specifiche stagioni. Inoltre consideriamo che l’Italia è la maggior produttrice di uva da tavola e  anche le risorse del luogo dove si abita hanno una specifica ragion d’essere anche economica.

Per i cinesi l’autunno inizia in agosto con Li Qio  e il suo mese centrale  è settembre, il mese dell’uva.

Questo frutto contiene una grande quantità di acqua, dal 74% al 86%, circa e il minerale più presente è il potassio, questo consente di ripristinare le perdite di liquidi che il caldo estivo può aver determinato. Contiene una grande varietà di zuccheri monosaccaridi e disaccaridi che certamente vanno comunque considerati in corso di regime dietetico ipocalorico o ipoglicemico.

La sua caratteristica è inoltre è quella di contenere elevatissime quantità di polifenoli e di flavonoidi, con azione antiossidante, antinfiammatoria, oltre che fluidificante del sangue.  In particolare contiene importanti quantità di resveratrolo sostanza attualmente inserita in alcuni integratori alimentari proprio per il suo importante ruolo antiossidante e per la sua azione protettrice sul sistema cardiovascolare. Sono inoltre in corso numerosi studi in campo antitumorale, ancora non conclusi, ma che hanno evidenziato azioni mirate in vitro di questa sostanza nei confronti di alcune patologie neoplastiche.

L’uva ha un potere leggermente lassativo e diuretico e questo contribuisce a renderla ideale per contrastare il caldo che tende da un lato ad asciugare, talora aumentando la stitichezza in chi già è predisposto e dall’altro a facilitare la ritenzione idrica negli arti inferiori sempre in chi è già predisposto costituzionalmente.

Per i cinesi il calore dal corpo si drena primariamente attraverso le feci e le urine.

Inoltre l’uva è un frutto facile da mangiare fuori casa senza rischiare di sbrodolarsi! Una volta sciacquato il grappolo, staccati gli acini e deposti in un qualsiasi contenitore, piattino o ciotola  il lavoro è già fatto! Insieme a un pezzetto di pecorino e qualunque snack salato o dolce diventa un ottimo spuntino ed è ideale anche per la  prima colazione. Alcuni acini  sono perfetti come frutto di chiusura sia a pranzo che a cena e possono essere offerti per rinfrescare la bocca a qualunque ora del giorno e della notte in guisa del classico cioccolatino.

Nutrirsi solo di uva per una o due  settimane è  da molti considerata una terapia depurativa, ma senza arrivare agli estremi, e cercando sempre l’equilibrio, proviamo ad ascoltare il nostro corpo e cosa ci chiede.

In questa stagione scegliere l’uva come frutto al posto delle fragole, del melone, dell’anguria e delle pesche significa armonizzarsi con la stagione esattamente come alcune antiche tecniche di agopuntura. Possiamo con la tecnologia generare figli a menopausa inoltrata, possiamo modificare il DNA di alcuni alimenti e farli crescere in qualsiasi stagione dell’anno, ma il ritmo e la ciclicità  della natura anche se non più imposti  hanno una loro ragione d’essere e una loro intrinseca relazione tra microcosmo e macrocosmo.

Cerchiamo quindi al rientro dalle vacanze di non andare a far la spesa con la testa nel sacco, comprando sempre le stesse cose per comodità, abitudine e pigrizia mentale. Insegnamo ai nostri figli a mangiare la frutta di stagione.

Sfruttiamo quindi le potenzialità  benefiche di questo meraviglioso frutto nella sua stagione per apprezzarne a fondo le qualità depurative e terapeutiche.

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