Armonizzarsi alla stagione dell’istante
Armonizzarsi con la stagione significa mangiare, vestirsi e comportarsi nel modo più consono alla stagione climatica ma anche alla stagione della vita e anche alle diverse stagioni della giornata stessa. Significa in realtà seguire il ritmo della natura, del macrocosmo e microcosmo che continuano a girare senza aspettare niente e nessuno.
Per ogni stagione ho già scritto le raccomandazioni relative al comportamento più adatto considerando i 5 elementi e gli organi e canali più coinvolti in ogni mese dell’anno. Ma al di là della ciclicità della natura esiste poi quella ancora più piccola dei giorni e delle ore e la capacità di adeguarsi momento per momento alle condizioni esterne e quindi al momento estemporaneo che può anche essere fuori dalla regola.
In questo periodo dell’anno per esempio fa decisamente troppo freddo, secondo il calendario cinese siamo già in transizione verso l’estate, ma il clima è decisamente rigido. In questi momenti bisogna ascoltarsi molto e seguire ciò che istintivamente il nostro corpo ci chiede, seguendo non la stagione del calendario ma “la stagione dell’istante”
Fa freddo come se fossimo in tardo autunno….ma siamo in primavera! E allora ci comportiamo come se fossimo in autunno ovvero ci proteggiamo con cautela evitando di disperdere calore o prendere freddo e umidità dall’esterno. I piedi ben caldi e protetti, il collo e la testa e tutto il corpo ben protetti dal vento e dal freddo umido. Mangiamo ancora cose calde adattiamoci al momento reale non a quello che dovrebbe essere e facciamolo velocemente!
Se domani ci saranno di nuovo 35° ci spoglieremo di nuovo, ma oggi calze e scarpe calde e magari anche cappotto e sciarpa. Lo stesso con il cibo, scaldiamoci allo stesso modo in cui scaldiamo gli appartamenti. In questo momento siamo molto più delicati perchè noi uomini come il regno vegetale che in parte conteniamo siamo in espansione verso l’esterno. La nostra energia ha messo i boccioli fuori e si prepara a fiorire un colpo di freddo ora può determinare una alterazione di questo processo. Lo sanno bene gli agricoltori che una gelata può rovinare un raccolto.
Certamente noi non ci rovineremo ma possiamo essere semplicemente più fragili e far poi fatica a riprendere pista. Scoprirsi troppo in questo momento perchè non siamo stati attenti e non abbiamo ascoltato il corpo, oppure ci siamo intestarditi che quel vestito lo volevamo mettere perchè caspita lo abbiamo comprato apposta, oppure quel giro in bici o in moto ci eravamo imposti di fare, è un peccato per la salute e per le conseguenze che potrebbe avere. Non dovrebbe essere necessaria un’alluvione o una nevicata per farci cambiare idea e aggiustare il tiro.
Quindi non è una questione di moda, di estetica, di paura di prendere freddo o di incapacità ad adattarci al clima ma è una questione di furbizia e di precauzione utile per conservare il bene più prezioso:l’equilibrio e la salute.
Impariamo velocemente ad adattarci alla stagione dell’istante: qui e ora, perchè la vita intera, è un istante.
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Il grande freddo è arrivato difendiamoci
Dal calendario cinese entriamo dopo la seconda metà del mese di gennaio nella piccola stagione lunare detto Da Han o Grande Freddo iniziato quest’anno precisamente il 20 gennaio.
Non possiamo non essere d’accordo, il termometro parla chiaro, si va in molti momenti del giorno e della notte vicino e sotto gli zero gradi centigradi. E il corpo umano come quello delle piante e dello stesso pianeta inizia ad aver sempre meno risorse di calore interno e quindi a sentire e soffrire di più il freddo.
Il buio e il freddo non sono malattie o fenomeni da rifiutare o di cui avere paura, sono fenomeni della natura che hanno un loro perchè e che fanno il loro decorso ciclico. Non bisogna quindi chiudersi in casa e al riparo nella nostra casuccia. Diventa però in questo periodo molto rischioso sfidare il freddo, per esempio aprendo le finestre di casa per cambiare l’aria come fosse primavera!
Avevo una paziente che faceva le pulizie di casa e i letti con le finestre spalancate lamentando una ricorrente lombalgia, completamente regredita dopo che con suo grande rammarico le ho vietato di fare i letti nella corrente in camicia da notte!
Non ci si ascolta! Non si ascolta il corpo durante i movimenti per capire quando fermarsi e non si ascolta il corpo per modulare la temperatura corporea a seconda delle necessità e delle circostanze che possono cambiare anche molto velocemente la nostra capacità di resistere al freddo: umidità, stanchezza fisica e mentale, stato generale, digestione in corso, rilassamento e abbandono, oppure azione ed espansione.
Tutti stati completamente diversi che possono modificare di molto la nostra capacità di resistere al freddo. E’ quindi necessario avere una grande consapevolezza anche della propria capacità di percepire il freddo senza consentirgli di entrare ma solo di restare in superficie e anche di togliere e metttere indumenti a seconda del clima esterno oppure semplicemente bere o mangiare qualcosa di caldo al momento giusto.
Come sempre e ancora una volta è necessario ascoltare il corpo e porre rimedio e non fare le orecchie da mercanti. Certamente i rischi non sono gravi: una contrattura muscolare oppure uno stato influenzale o un semplice raffreddore che però possono essere molto fastidiosi e indebolire le nostre energie.
E’ quindi importante capire quando si prende freddo e porre immediato rimedio senza subirlo passivamente aspettando che il freddo entri nel corpo.
Una particolare attenzione è raccomandabile alla gola e al naso, queste due zone sono una apertura ai virus. Quando sentite chiaramente un prurito alle narici, al velo pendulo o alla gola è un sintomo da non sottovalutare. Per i cinesi il prurito è un segno di vento e il vento è il vettore con il quale il freddo e per parlare in termini più occidentali i virus o microorganismi possono farsi strada.
In queste particolarissime situazioni se siete attenti e vigili, potete porre un immediato rimedio. Una inalazione di timo in olio essenziale e magari una spuzzata di propoli in gola possono essere semplici ed efficaci rimedi ma solo se eseguiti tempestivamente. Strumenti banali reperibili in qualunque erboristeria, farmacia e parafarmacia oggi presenti ad ogni angolo di strada che consiglio di portare in borsetta o in tasca se preferite.
Vi sono poi rimedi più specifici che possono aiutare a proteggere la superficie come la ricetta Yu ping feng sang che viene tradotto in Jade windscreen powder ovvero Polvere di parabrezza di giada. Nome come sempre molto romantico ma decisamente significativo. Per tutti coloro che sono andati in moto è possibile capire come il parabrezza ci difenda in modo efficace dal vento e dalle intemperie: immaginate di non averlo!
Una ricetta fitoterapica cinese antichissima e molto maneggevole che può darci una mano a superare indenni anche questa stagione più fredda meglio ancora se mischiata ad altre ricette idonee alla nostra specifica costituzione ma che può essere preso anche da sola.
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L’inverno sta arrivando:raccomandazioni utili
L’inverno sta arrivando è’ il motto della famiglia Stark di Grande Inverno, protagonista della serie “Il trono di spade”, una nuova serie televisiva diventata molto famosa negli States e già presente sul web da alcuni mesi in lingua originale decisamente di grande impatto. In questa saga fantasy basata sulle opere di Robert Martin (autore che conta una serie rimarchevole di libri scritti), l’inverno riveste un inquietante e catastrofico ruolo chiave. Secondo l’idea dell’autore il periodo invernale non solo è estremamente rigido, ma potrebbe avere una durata così lunga da arrivare fino a oltre 10 anni oltre che essere momento propizio per il dilagare incontrollato di esseri malvagi definiti “bruti” o “ombre bianche”.
Al di là del racconto fantasy che non nego essere una tipologia di romanzo che mi piace molto e, se ben scritta come in questo caso, un’ottima pausa relax, l’inverno sta realmente arrivando o meglio pottremmo dire “l’inverno sta montando” tanto per essere più vicini al concetto delle medicina cinese che chiama questo periodo la salita dell’inverno o Li Dong. Già da alcune settimane il freddo ha iniziato a farsi sentire e con esso sono usciti allo scoperto un sacco di capellini, sciarpe e golf di lana col collo alto. La moda quest’anno favorisce i cappellini e le sciarpe molto alte e questo è un bene.
E’ giusto sapere quali sono i punti del corpo che è meglio proteggere con cura dal freddo. Fra le parti anatomiche di cui maggiormente dobbiamo avere cura citiamo in primis l‘addome e il rachide lombare. Entrambi vanno assolutamente riscaldati. Molto dannose sono infatti le mode con i pantaloni a vita bassa, e golf e giacche molto corte in quanto lasciano scoperta ed esposta al freddo questa importante area corporea causando lombalgie, gastroenteriti sia acute che croniche oltre che quello che i cinesi definiscono la dismenorrea da utero freddo.
Il torace e il rachide dorsale sono in realtà meno esposti ma quando il freddo è pungente e siamo vestiti in modo inadeguato come per una serata di capodanno è possibile avere un dolore traffitivo sia anteriore che posteriore da colpo di freddo capace di mimare un attacco cardiaco e di portarvi dritti al pronto soccorso. Quindi occhio a non rovinarvi una bella serata per il gusto di indossare un bell’abito e occhio ovviamente anche ai veri cardiopatici che sono più sensibili al freddo sul torace in grado realmente di aumentare la costrizione dei vasi coronarici.
Arriviamo alla parte più esposta al freddo del rachide: il tratto cervicale e la nuca, queste parti sono in effetti dopo i piedi e la mani, le aree dove il freddo riesce ad entrare con più facilità soprattutto se accompagnato dal vento. Per i cinesi il vento è il vettore con il quale i patogeni esterni caldo, freddo e umido riescono maggiormente ad entrare nel corpo superando le barriere naturali di difesa. Pensate a una giornata di vento e guardate come le finestre magari costruite anni fa riescono a far passare lo sporco direttamente in casa. La finestra di entrata del vento per i cinesi si trova sulla nuca in una linea immaginaria che passa da un orecchio all’altro esattamente all’attaccatura dei capelli. I cappellini e le sciarpe spesso lasciano quest’area scoperta ed è quindi importante quando fa molto freddo oppure quando dovete stare fuori a lungo, coprire con attenzione questa zona; scalda-orecchie, scalda colli molto alti, cappellini con le orecchie ribaltabili alla mongola, per intenderci; questi sono strumenti molto utili. Eventualmente anche scalda-collo termici di nuovissima generazione per coloro che hanno la parte più sensibile e delicata. La raccomandazione importante per i bambini e per tutti coloro che frequentano le palestre e le piscine è quella di uscire con i capelli molto asciutti anche se avete poco tempo e di dedicare alcuni minuti a scaldare proprio l’attacccatura dei cappelli.
Arriviamo alle parti più in periferia che sono piedi e mani; sono quelle che vanno più velocemente in ipotermia e che in caso estremo possono andare in necrosi per eccessiva vasocostrizione periferica da freddo. Guanti e scarpe calde sono indispensabili per i lunghi viaggi fuori porta e andrebbero tenuti in macchina durante la stagione invernale per qualunque evenienza e non in casa a non far niente. Anzi direi che solette e imbottiture riscaldanti e termiche possono anche essere uno splendido e poco ingombrante strumento in caso di emergenza freddo. Le scarpe calde col pelo e le calze di lana sono invece molto dannose quando tenute in ambienti superriscaldati perchè favoriscono l’insorgenza di vene varicose soprattutto nei soggetti predisposti.
Piccoli ma utili accorgimenti questi dell’abbigliamento che possono risparmiarci fastidiosi problemi e disturbi fisici nonché giorni di malattia indesiderati.
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Ma come ti vesti… in primavera?
In questi giorni di piena primavera capita di avere delle notevoli escursioni di temperatura; si va da 22 ° di massima a 6 ° di minima, un bel balzo termico.
Quello che succede è che si vede di tutto un po’: dai piumini con cappuccio di pelo, sciarpe e cappellini di lana pesanti, stivali con il pelo, ai sandali senza calze, canottiere con spalle, pancia e schiene nude.
Un bel minestrone e girandola di abbigliamento.
Che fare per non soffrire il caldo nelle ore diurne e non soffrire il freddo nelle ore mattutine e serali? Semplice: vestiamoci a strati. Intanto basta con calze di lana o super coprenti, basta con i maglioni pesanti, i cappellini e le sciarpe di lana. Indossiamo un sotto leggero, con magliette a manica corta, calzini o collant leggeri e copriamoci con felpe, micropile o gilet e sopra ancora una giacca o cappotto di media pesantezza magari con il collo alto per il vento. Potrete spogliarvi e vestirvi a seconda della temperatura percepita in ogni momento della giornata.
Non sono ancora adatti i sandali ma neanche le scarpe troppo pesanti; nel primo caso vi congelerete velocemente alle prime ore della sera o del mattino, rischiando un bel raffreddamento e nel secondo caso vi scioglierete e certamente non gioverete alla vostra circolazione venosa ovvero vi verrano due gambe come due zampogne alle prime ore del pomeriggio! La scarpa più adatta in questa stagione è chiusa ma leggera.
Insomma ma come ti vesti? mi sembra proprio il caso di dirlo! Questo programma su real Tv è interessante in quanto le persone si vedono filmate e quindi hanno l’occasione di osservarsi dall’esterno uscendo dal loro abituale modo di credersi. Scoprono di non avere eleganza e di essere troppo trascurati nel loro modo di vestire e di sistemarsi.
Vengono invitati a considerare la loro personalità senza però indugiare troppo sul solo concetto di comodità ecco che per le donne le scarpe con il tacco, le gonne e gli accessori vengono consigliate all’insegna della sempre sovrana femminilità.
Un programma divertente e in alcuni casi istruttivo, molte persone adeguatamente istruite cambiano completamente e riacquistano una maggior sicurezza e autostima, indispensabile sia nel mondo del lavoro che nel mondo affettivo e sentimentale.
I vestiti e la cura della propria persona non sono solo un vezzo o un fronzolo del tutto inutile, sono la base su cui costruire una personalità armonica. La visione understatement che secondo molte persone fa chic o se preferite radical chic non è affatto gradevole e tanto meno elegante o discreta. E’ decisamente stantia e terribilmente noiosa.
La ricerca del buon gusto è a tutti gli effetti un lavoro e un impegno non da poco. Ripulire regolarmente il nostro guardaroba dal vecchio e superato, ricercare quali siano gli indumenti maggiormente adatti alle varie circostanze oltre che il modo più elegante per valorizzarci richiedono una certa quantità di energia dedicata. Si rischia come con il cibo di mettere sempre le stesse cose, di non cambiare con il cambiare delle stagioni e delle situazioni. Succede a molte donne di vestirsi ancora come fossero delle adolescenti.
Come con tutto, ogni età, ogni forma o costituzione fisica, ogni situazione e ogni stagione hanno un loro abbigliamento più idoneo. Ricercarlo non è sinonimo di tirarsela o di superficialità ovvero di attenzione solo all’esteriore, basta con questi ragionamenti moralistici.
L’esterno non è meno importante dell’interno, lo sono entrambi e uno influenza l’altro.
Fatevene una ragione!
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Come proteggersi dall’influenza in modo naturale
Entri in una qualunque farmacia e vieni assalito da prodotti da banco per mal di gola, febbre e malattie invernali in genere.
Pastiglie aromatizzate all’arancio, al miele al pino, spray nasali di ogni foggia, preparati effervescenti taluni anche in grado di mimare l’assunzione di una tisana calda e naturale!
Ci sono manifesti e slogan pubblicitari sparsi in vetrina e dentro la farmacia e confezioni a portata di mano sul bancone e un po’ ovunque, si tratta per lo più disinfettanti, antivirali, antinfiammatori e antistaminici, e infine i nuovissimi prodotti preventivi a base di vitamina C, zinco e fermenti lattici. Sono tutti o quasi prodotti di sintesi dell’industria farmaceutica.
Viene voglia di comprarli o quanto meno di prenderli in mano, un grandissimo business di prodotti farmacologici, oltre quello del vaccino antinfluenzale, quest’anno molto meno pubblicizzato ma ancora seriamente raccomandato a una fascia molto estesa di persone.
L’influenza dovrebbe ormai essere vicina e anche se nella maggior parte dei casi è una patologia benigna è comunque consigliabile lavorare su una prevenzione per quanto possibile priva di effetti potenzialmente negativi. Ci sono numerose sostanze fitoterapiche, ovvero non sintetiche, che possono agire in senso preventivo sulle patologie invernali.
Nella fitoterapia cinese, come ho già spiegato, esiste un numero molto vasto di sostanze con azione mirata e specifica per ogni situazione; il freddo, per esempio, quando entra viene fatto uscire attraverso fitocomposti ad azione diaforetica. Questi prodotti però si devono assumere subito al momento della comparsa dei primi sintomi e devono poi essere modificati in base alla evoluzione del sintomo sotto la guida di un medico esperto nel settore.
Esistono poi fitoterapici con una azione preventiva per eccellenza ovvero che si prendono in pieno benessere e che possono rendere più forte quella che i cinesi chiamano la superficie dagli attacchi esterni. Nella fitoterapia cinese il prodotto chiave si chiama Huang Qi o Astragalo e può essere preso anche da solo in estratto pronto confezionato oggi in bustine o pastiglie.
La ricetta fitoterapica più usata a questo scopo è Yu Ping Feng San anche questa oggi si trova preparata e confezionata in pastiglie. Questa ricetta tende un pò a scaldare ed è utile oltre che efficace soprattutto per persone o bambini che sudano facilmente e che si ammalano frequentemente di raffredori e forme influenzali. Va presa con attenzione e sotto guida specialistica nelle costituzioni già calde o dove sono presenti particolare patologie di fondo, in questo caso deve essere dosato e aggiunto ad altre ricette individuali e mirate per agire al meglio.
Un altro fitoterapico in questo caso di casa nostra ovvero mediteranneo, decisamente conosciuto anche se ancora poco usato in prevenzione è il Timo o Thimus Vulgaris. E’ facilmente reperibile in tutte le farmacie anche non specializzate, così come nelle parafarmacie ed erboristerie. Le sue proprietà protettive nei confronti delle malattie da raffreddamento erano note già agli antichi Egizi che lo consideravano capace di creare una specie di barriera protettiva nei confronti dell’esterno stimolando le difese nei confronti delle influenze negative anche in senso psichico.
Questo prodotto, controindicato solamente in gravidanza, può essere utilizzato continuativamente fino a Febbraio riducendo il rischio di esposizione a possibili attacchi da patologie influenzali e da raffredammento. Il Timo può essere assunto in tisane o infuso, la preparazione è semplice come quella di un tè, un po’ di acqua bollente, 2-3 minuti in infusione, senza esagerare e la tisana è pronta. Consiglio anche in questo caso di evitare il fai da te e di rivolgersi alla vostra erboristeria di fiducia. Se possibile acquistate prodotti misti composti ad hoc da specialisti del settore e usate marche con il marchio green product che sono altamente controllate.
Bevendo una tisana composita al timo dalle 2 alle 4 tazze al giorno al posto del solito tè o caffè farete un ottimo lavoro preventivo e eviterete di assumere dosi troppo elevate di caffeina o teina con la scusa che dovete scaldarvi. Il timo può essere usato in olio essenziale da disperdere nell’ambiente attraverso un bruciaessenze o semplicemente aggiungendolo a poca acqua sul calorifero di casa o in ufficio.
Infine può anche essere assunto oralmente in macerato glicerico preso in poca acqua o quinta essenza meglio non direttamente sulla lingua perché troppo forte, queste ultime due tipologie di somministrazione sono più medicamentose e tendo a lasciarle nei momenti di attacco o di patologia in corso insieme ad altri fitocomposti ad azione mirata sul sistema respiratorio e sui catarri.
L’utilizzo regolare della saune è un altro bel metodo di prevenzione molto utile ma attenzione non deve essere fatta quando il patogeno è già entrato. Fare una sauna quando abbiamo preso freddo e siamo infreddoliti e con la pelle d’oca è ottimo. La pelle d’oca è un sistema del corpo per combattere il freddo e tenerlo fuori; in questi casi il freddo è ancora in superficie e con la sauna possiamo combatterlo con successo.
Quando ci sentiamo la febbre invece vuol dire che il freddo è ormai entrato nel corpo, la sauna in questa situazione in molti casi può peggiorare i sintomi.
L’utilizzo sapiente di alcuni punti di agopuntura con la moxibustione, con gli aghi e con le coppette, sono altri tre metodi di prevenzione stagionale delle patologie da raffreddamento, utilizzabili a tutte le età senza alcuna controindicazione, e applicabili anche al proprio domicilio previa educazione. Si tratta di metodi preventivi millenari ed estremamente efficaci utilizzati largamente anche negli ospedali e su vasti territori quali; Cina, Tibet, Giappone, Vietnam, Corea, purtroppo ancora troppo poco utilizzati in Italia.
Anche se la dieta diventa tonificante nutrizionalmente parlando solo a lungo termine, la riduzione di zuccheri, latticini e farine bianche sono un ottimo metodo di prevenzione in quanto si riduce l’infiammazione intestinale, potenziando le difese immunitarie che nell’intestino appunto sono maggiormente rappresentate. I latticini come le spremute di arancia possono inoltre aumentare il freddo e l’umidità interna, aggravando i dolori articolari e la formazione di catarri. Sono quindi da assumere con molta cautela soprattutto se avete preso freddo. Si deve invece favorire l’assunzione di cibi caldi con sapore piccante, come i cipollotti e lo zenzero, e imparare a utilizzare le spezie come la cannella e il pepe.
Stiamo molto attenti soprattutto nei luoghi affollati, impariamo ad ascoltarci e ad agire tempestivamente. Evitiamo di rovinarci le vacanze di Natale e di farci sorprendere dai virus in agguato che quando riescono a entrare molto spesso hanno la meglio e possono metterci in ginocchio anche di fronte alle più sofisticate tecnologie dell’industria farmaceutica.
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Il freddo interiore: la malattia del non essere
Molte persone sono abituate a lamentarsi continuamente; il tempo, il lavoro, il governo, i figli, il marito o la moglie. Non che manchino argomentazioni più che valide per lamentarsi ma il problema è che, lamentandosi, non cambia assolutamente nulla.
Lo stipendio non aumenta, i figli non studieranno di più, il marito non sarà più disponibile, le tasse non diminuiranno e così via…. Alla fine per fare una sintesi matematica, abbiamo dato aria ai denti e abbiamo appesantito ulteriormente noi stessi e chi ci è stato ad ascoltare.
Non dico che bisogna essere sempre contenti e felici di tutto e non farsi valere e sentire quando serve. Non sono le sfighe quotidiane che devono dare adito ai nostri dialoghi e alle nostre conversazioni, ma qualcosa d’altro, qualcosa che provenga da una parte un po’ più profonda di noi stessi.
Un altro modo comunemente usato per non comunicare nulla di sé è parlare solo di quello che faremo o abbiamo già fatto, senza mai considerare l’altro ma solo se stessi; in alcuni casi l’intento è quello di sottolineare quanto pesantemente siamo impegnati, in altri il desiderio è quello di complimentarci con il nostro fare, i nostri viaggi, i nostri successi e così via, ve ne accorgete perché di solito non sono dialoghi ma monologhi. Insomma anche se non sembra, si parla solo di quello che si fa e mai di ciò che si prova e tanto meno si cerca un confronto con l’ascolatore.
Sappiamo ascoltare chi ci sta vicino e chi diciamo di amare, sappiamo cogliere le sue sfumature e le sue più profonde qualità? Sappiamo dire e mostare quello che sentiamo e proviamo? Siamo riconoscenti per la nostra salute e per la salute di chi amiamo? Ci rendiamo conto che domani tutto quello che abbiamo oggi potrebbe non esserci più, noi compresi? Ci diamo il tempo per ascoltare le nostre emozioni positive e non solo quelle negative?
Ho parlato del freddo interno inteso come fisicamente e se vogliamo materialmente presente nel corpo di chi ne soffre, in questo caso uso non a caso il termine interiorità, riferendomi alla sfera della personalità. Questi sono atteggiamenti, pose, abitudini talora neanche sentiti veramente da noi, ovvero spesso molto dissimili dal nostro vero sè profondo. Sono quello che potremmo definire la schiuma di noi stessi e delle nostre emozioni, niente più.
Sempre di fretta, ci accontentiamo di presentare agli altri e purtroppo finiamo per farlo anche con i nostri cari e con noi stessi, questa carta d’identità falsa. La usiamo come un passe partout per non metterci in gioco. Il vero problema è che continuando a fare così rischiamo di dimenticarci come si fa a entrare in contatto con noi stessi. L’interiore rischia di congelarsi lì, bloccato in questa falsa idea di sé, del mondo e della vita.
E’ un pericolo enorme che rischia di tagliarci fuori ovvero farci vivere totalmente staccati dal nostro vero interiore, anche per un intera esistenza.
Non pensate che sia un pericolo solo per gli altri, tutti noi possiamo cascarci senza neanche accorgercene, fino a quando non succede qualcosa di davvero serio: una malattia grave, un lutto di una persona cara. Solo allora ci svegliamo da questo torpore e diventiamo nuovamente in grado apprezzare l’istante così come è, le persone così come sono, la vita come un dono che è e il tempo che abbiamo come il valore più grande, ovvero la nostra unica possibilità di esserci davvero e non come surrogati di noi stessi.
E’ come dare una fiammata, il ghiaccio non può che sciogliersi e la cosa davvero bella è che possiamo farlo in ogni momento e quando lo facciamo le persone intorno a noi non possono che esserne contagiate. “L’epidemia di esseri” si diffonde a macchia d’olio. Non esiste un vaccino contro questa “malattia del non essere”, patologia che potremmo definire dilagante in questi tempi moderni, complici il sentirsi sempre vittime e l’aspettarsi sempre qualcosa.
L’unico rimedio è rimanere in contatto con noi stessi il più possibile, frequentare persone in grado di richiamare in noi questa modalità e dedicare del tempo a delle attività capaci non solo di nutrire il nostro portafoglio, gonfiare il nostro ego e stimolare nostri appetiti sessuali ma di toccarci dentro.
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L’inverno e la sua poesia
Questo periodo che va dal 21 novembre al 6 di gennaio, è costituito nel calendario cinese da tre parti di 15 giorni circa l’una, la prima si chiama piccola neve o Xiao Xue, la seconda grande neve o Da Xue e la terza pieno inverno o Dong Zhi, che inizia proprio il 21 dicembre con il solstizio d’inverno
In questi tre momenti che precedono la massima espressione dell’inverno, l’emotivo umano può vacillare.
Esattamente come durante la notte, ci sentiamo più fragili e con meno certezze.
“Che ne sarà di noi e del nostro domani?” è possibile chiedersi.
La verità è che del domani non vi è davvero mai certezza anche in primavera e in pieno sole, questo è un mistero della vita che ci accompagnerà sempre, la differenza è che in alcuni momenti questa totale mancanza di certezze è più tangibile ed è più facile farsi aggredire dalla paura dell’ignoto e dal senso di solitudine.
Ci sono persone che in questi momenti crollano e non riescono a sopportare le difficoltà della vita; dal freddo del clima al freddo di alcuni sentimenti e per molti anche per il freddo delle proprie finanze, la sofferenza può raggiunge il suo massimo.
Ma “Quando la notte è più buia l’alba è più vicina” , quando si tocca il fondo non si può che risalire quando si raggiunge la massima espressione del buio la luce è vicina è una legge applicabile a tutto questo universo. Possiamo esserne certi il sole continuerà a sorgere e lo stesso vale per la primavera. Sono poche le nostre certezze ma su queste dobbiamo confidare e prendere forza.
Impariamo a cogliere la bellezza dell’ignoto e del misterioso come fanno con facilità i bambini, senza porsi tante domande, alle quali non sappiamo rispondere non perché non esista una risposta ma semplicemente perché non la conosciamo.
Non siamo noi il centro del mondo, non conosciamo che un infinitesima parte di questo universo. Solo accettando la nostra mancanza di conoscenza e di sicurezza possiamo riuscire a cogliere la magia e la poesia della notte esattamente come di questi mesi. Possiamo adoperare i profumi dell’inverno come il pino, l’arancio, la cannella tipici della tradizione nordica, gli oli essenziali da bruciare sul brucia essenze o da mettere sul termosifone in poca acqua, oppure comprare rami di pino freschi e ancora usare le bucce di arancio o di mandarino come si faceva una volta.
Possiamo poi far un uso attento e raffinato di candele, luminarie e decorazioni natalizie, ricercando suggestioni calde e sapori d’altri tempi, non solo perché si deve fare. Evitiamo alberelli spennacchiati e decorazioni squalide solo perché non ci sono bambini piccoli. Usiamo il nostro gusto non solo per cucinare e comprare ogni sorta di golosità. Possiamo in tutto questo periodo rallegrare sia l’interno che l’esterno delle nostre abitazioni senza necessariamente collegare questo gesto al concetto commerciale del natale ma per il desiderio di aumentare il senso di mistero e di magica poesia presente in questo particolare momento dell’anno.
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Fitoterapia cinese: I freddolosi si scaldano da dentro
Credo siano pochi a sapere che esiste; il freddo interno. Il freddo, a differenza del caldo interno, come il vuoto rispetto al pieno, da meno segno di sè ma quando presente i suoi disturbi correlati sono inequivocabili.
I freddolosi lo sanno! Molto spesso vengono derisi e trattati come fobici, ” ma non fa mica freddo” viene detto loro, ma se qualcuno si prendesse la briga di toccare le mani, i piedi e il naso del freddoloso in questione, forse potrebbe capire che non si tratta di un modo di sentire o una presa di posizione o un’abitudine ma di freddo bello e buono.
Le persone anziane che dicono di avere sempre freddo con le ginocchia e i piedi gelati, le persone (per lo più donne) che quando sono stanche non riescono a dormire fino a che non hanno i piedi caldi. In questi casi spesso non bastano le coperte ne una doccia calda ne un buon riscaldamento a scaldarle.
Attenzione non confondiamo il freddo interno con il freddo preso dall’esterno che si toglie facilmente scaldandosi appunto dall’esterno e non confondiamo neppure con quei soggetti molto ansiosi con mani e piedi freddi tutto l’anno. Questi due casi non sono la stessa cosa; nel caso di freddo esterno, scaldarsi bene al fuoco di un camino o con un super riscaldamento così come bere o nutrirsi di alimenti piccanti oltre che caldi con azione diaforetica permette di far uscire il freddo entrato dall’esterno. In queste cose i nordici e i montanari sono esperti e ci insegnano: il vin brulée come la sauna sono due esempi a tutti noti ma con funzioni molto precise oltre che terapeutiche per trattare il freddo esterno potenzialmente patogeno.
Mentre avere mani e piedi sempre freddi e il centro caldo, è un tipico problema dei soggetti ansiosi è una tipologia ancora diversa, in questo caso il freddo si trova alle estremità non perché non vi è sufficiente calore interno o troppo freddo esterno ma perché non vi è sufficiente circolazione, il calore interno resta bloccato al centro senza arrivare in periferia. E’ la stessa cosa che succede quando si subisce un trauma il corpo si raffredda per lo shock ovvero per la circolazione sanguigna bloccata.
Si tratta di tre tipi di freddo diversi che secondo la fitoterapia cinese vanno curati con rimedi totalmente diversi.
Nel caso del freddo esterno i rimedi e la ricetta fitoterapica avranno carattere caldo, piccante e soprattutto diaforetico, l’obiettivo oltre che scaldare è quello di fare uscire il patogeno freddo dalla superficie quindi anche di fare sudare. La sudorazione però è un arma a doppio taglio e consente di aprire i pori e quindi di fare uscire ma anche entrare; quindi il momento dell’assunzione deve essere ben calibrato e mirato, prescritta solo all’inizio del cosiddetto attacco di freddo e moderata a seconda della costituzione del paziente. Un paziente molto robusto e pletorico può essere fatto sudare senza problemi ma un anziano o soggetto più debole devono essere fatti sudare con molta attenzione e delicatezza.
Ecco che si sceglieranno rimedi e dosaggi diversi a seconda del paziente, Ma Huang o Herba Ephedrae per esempio è indicata nelle costituzioni forti e nella assenza di sudorazione ( è presente in 14 ricette antiche del testo Discussion on Cold Damage e ben 23 ricette del testo Essenzials from the Golden Cabinet), mentre Gui Zhi o Ramulus Cinnamoni che si differenzia dalla corteccia di cannella chiamata Rou Gui è più delicata e adatta alle costituzioni deboli (è pesente in ben 43 ricette del testo Discussion on Cold Damage e 66 ricette del testo Essenzials from the Golden Cabinet).
Il caso del freddo presente solo alle estremità per mancata circolazione prevede a differenza dei due precedenti che utilizzano rimedi sintomatici, un rimedio che possiamo definire costituzionale chiamato Chai Hu o Radix Bupleuri, rimedio utilizzatissimo per diversi disturbi su base ansioso emotiva.
Infine per il freddo interno vero e proprio al di la della possibile patologia da ipotiroidismo che va verificata e per la medicina cinese si tratta di un vuoto di qi e nei casi più gravi di yang che vanno corretti con rimedi che dovranno essere caldi e tonici. Tra i rimedi con caratteristiche calde e di tonificazione si possono scegliere una enorme varietà di fitocomposti, più o meno maneggevoli da utilizzare, anche se bisognerà stare attenti a non usarli troppo a lungo per non asciugare il paziente. Ecco perché bisogna dosarli sula costituzione del paziente e possibilmente utilizzare le ricette antiche che di solito riescono a limitare i danni del singolo fitocomponente moderandolo con altri ingredienti. Fra i più conosciuti possiamo citare Ren shen o Radix e Rhizoma Ginseng e Huang qi o Radix Astragali entrambi tonici del qi ovvero potenti ricostituenti come si dice in occidente, il primo usato in particolare negli stati di debilitazione e il secondo come protettivo e come rinforzo delle difese corporee.
Per il freddo interno infine possono essere utilizzati dei prodotti definiti tonici dello yang, fra questi il più discusso proprio perché delicato da utilizzare è il Fu zi o Radix Aconiti Praeparata questo rimedio possiede una elevata tossicità che lo rende poco maneggevole, in Italia non è possibile procurarlo mentre all’estero è prescrivibile con ricetta medica tanto quanto i farmaci della normale farmacopea. E’ un rimedio potente e unico come efficacia per trattare alcuni tipi di dolore sempre che lo si sappia dosare e adattare alla costituzione del paziente.
Insomma ho scritto un trattato scusatemi! L’intento non era di annoiare ma di far capire quanto ricco e poco conosciuto anche dagli stessi medici e naturopati sia il panorama della fitoterapia cinese e quanto invece versatile ed efficace sia il suo utilizzo quando mirato e costruito sulle caratteristiche interne del paziente.



