Articoli a proposito di ‘educazione mentale’

Quello che siamo: by Giulio Picozzi

10/2/11

Catherine Bellwald Quello che siamo: by Giulio PicozziCosa determina la formazione della nostra persona? Un vecchio saggio cinese direbbe “le energie del cielo, della terra e dell’uomo”.

Ad uno sguardo superficiale questa potrebbe sembrare  la solita frasetta fumosa all’orientale, ma pensiamoci bene: quali  sono i  fattori e l’insieme delle circonstanze che ci hanno fatto  diventare quello che  siamo? Perché un nostro clone non sarà mai esattamente come noi siamo?

Sto scrivendo questo testo sorvolando un continente lontano a 12.000 metri di altezza dal suolo, ascolto musica classica composta nel ’800 con la mia cuffia con riduzione del rumore,  posso perfino collegarmi ad Internet e mettermi in linea con milioni di persone che avrebbero la possibilità leggermi. Se fossi nato solo nel 1860, invece che nel 1960, tutto questo non sarebbe  stato possibile.

All’inizio del ’900 avrei potuto viaggiare con macchine che toccavano a malapena  i 30 all’ora o andare in bicicletta su strade che sarebbero state  sterrate, e in una giornata, forse, sarei andato e  tornato, da  Saronno dove vivo ora, a Milano. Avrei scritto a mano queste  riflessioni, per farle leggere  a poche persone. Non avendo a disposizione fotocopiatrici o computer avrei dovuto passarle di mano in mano o ricopiarle in più copie. Forse qualche conoscente o amico (sempre che avessi avuto conoscenti o amici non analfabeti) avrebbe potuto leggermi.

Non vi è alcun dubbio; il tempo in cui viviamo determina quello che facciamo e chi siamo. Il tempo che potremmo considerare come le energie del cielo. E se vogliamo essere più raffinati l’ora, il giorno, e non solo l’anno della nostra nascita contano. Nella scienza astrologica è noto che anche pochi minuti  di differenza tra una nascita e l’altra, possono generare differenze molto significative nella costruzione del proprio Ba zi.

Per la medicina cinese l’istante corrisponde anche a quello che noi definiamo il nostro patrimonio genetico e che altro non è che una combinazione precisa di basi puriniche e piramidiniche avvenuta in un preciso momento.

Ma anche il  luogo in  cui  siamo nati e in cui viviamo è altrettanto importante. Lo spazio in  cui ci muoviamo, nutriamo e  cresciamo determina in  maniera fondamentale le caratteristiche  e  possibilità della nostra persona.  Sono le energie della terra. La stesso individuo, cresciuto a Roma  piuttosto che  a New York svilupperebbe delle  caratteristiche diverse a seconda dell’ambiente in cui viene  a trovarsi.

Se Leonardo da Vinci invece di nascere in Italia  fosse  nato in Sud America o tra  gli eschimesi non avrebbe certamente realizzato  le opere che conosciamo e forse  il  suo genio  si  sarebbe espresso solo  parzialmente.  Il  luogo  in  cui  viviamo  influenza  in  modo determinante la  persona  che  siamo  e  le nostre azioni. L’uomo è in stretta relazione con lo spazio in cui è immerso, non solo in senso climatico, la natura di un luogo è l’insieme delle sue caratteristiche.

Il feng shui studia  le regole e principi della armonia applicati all’ambiente domestico e non solo, per esempio anche i vestiti che indossiamo. Essi infatti, vengono intesi come  luogo in cui ci troviamo e anche loro possono influenzarci. Ecco perchè viene data  attenzione anche a questo particolare e ne viene ricercata l’armonia oltre che il significato.

Infine l’ambiente non è solo un luogo ma  anche  l’insieme delle persone che ci hanno formato, quelle con cui siamo vissuti e quelle  che  ci hanno inspirato. Il clima non è solamente quello solare, espressione di una latitudine e longitudine, è l’insieme delle influenze psicologiche, emozionali che riceviamo. In  questo caso il concetto di persona  va oltre la persona fisica.

Una persona può influenzare  milioni di altre  anche attraverso i suoi scritti, la sua musica o i suoi dipinti. Pensiamo l’influenza che possono avere avuto uomini quali Gesù, Buddha, Marx, Einstein, Beethoven o Michelangelo. Milioni di persone sono state plasmate da personaggi influenti non necessariamente conosciuti personalmente.  Più direttamente ognuno di noi  ha vissuto con  genitori, parenti, educatori, amici, nemici, maestri, partner  persone che, chi più chi meno hanno giocato  un ruolo preciso sulla sviluppo della nostra personalità.

Ecco  perché nessuno di noi è clonabile, la genetica non gioca che una piccola parte del nostro essere. Le nostre qualità genetiche  possono restare  totalmente nascoste e rimanere inespresse per una intera vita oppure venire scientificamente e appassionatamente coltivate per svilupparsi al meglio. Le possibilità dell’individuo  con il passare degli anni si possono mischiare e fondere ed essere esaltate oppure limitate dalle energie del cielo, della terra e dell’uomo.

L’ antica  saggezza è sempre attuale.

Per tutti questi motivi al di là di ogni credo religioso tutti gli esseri rimangono unici, irripetibili e quindi sacri.

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Tracce di Profumo: Ombra e Polvere. By Valeria

7/4/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo: Ombra e Polvere. By ValeriaQuanto tempo calpestato, quanti passi mossi a caso nel mio passato…

Un nuovo anno è giunto, con tutto il suo carico di aspettative, con le sue zavorre e i buoni propositi.

Adesso, per un attimo, cala un silenzio particolare nel quale posso muovermi liberamente, posso raccogliere le idee e fare il punto dei miei luoghi comuni.

Un torrente ha la strada segnata, segue il percorso di minor resistenza.

Scenderà a valle secondo un tracciato che non ha scelto lui, che segue precise leggi, che sarà influenzato da gravità, attrito, ostacoli, permeabilità o meno del terreno, pendenza e da molti altri fattori.

Proseguirà la sua corsa nel medesimo letto per lungo tempo e, nel tempo, scaverà sempre più nel terreno scavando così senza sosta il solco del suo destino.

Forse soltanto un’onda di piena, una spaventosa, imprevedibile onda di piena gli consentirà di rompere qualche argine naturale e il torrente allora potrà scendere libero verso valle, dividersi in mille rivoli, riunirsi, riprendere compatto la sua corsa lungo nuovi sentieri, verso altri avvallamenti ed altre praterie.

Ma quanto dolore in quell’onda di piena che avrà fatto scempio dei luoghi in cui, tranquillo, il torrente è transitato per tanto tempo.

Metafora della vita? Forse si.

Per anni e anni incontriamo persone, luoghi, avvenimenti, ostacoli, novità interessanti o seducenti eppure tutto questo soltanto sporadicamente induce una mutazione interiore.

Le nostre “mappe interiori” rimangono sostanzialmente immutate, i nostri schemi mentali identici, ogni nuova esperienza la useremo sostanzialmente per convalidare la nostra visione soggettiva del mondo, le nostre convinzioni già radicate e le nostre paure.

Soltanto un solco in più. Un altro irrigidimento.

(continua…)

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Cambiare prospettiva, per trasformare problemi in possibilità

11/5/09

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Saper cambiare prospettiva è fondamentale. Il più delle volte quello che ci manca è proprio il non riuscire a vedere la situazione nel suo insieme; guardare un pezzo di cielo da una finestra ci consente di vedere certamente il sole, le nuvole, le stelle ma è solamente buttando fuori la testa che avremo visto il vero peso di quella nuvola!

Purtroppo non ci è dato di vedere oltre quella finestra, questo è certo, ma oggi con la tecnologia sappiamo che il nostro mondo non è affatto il centro dell’universo! E possiamo intuire  di avere solamente una piccolissima finestra dalla quale scorgere il presente e ipotizzare il nostro futuro.

E’ importante non dimenticarlo mai; quando un problema ci sembra più grande di noi, al posto di soccombere sotto il suo peso, cambiando prospettiva possiamo evitare di pensare a noi stessi come il centro di ogni cosa.

E’ una possibilità questa che ci permette di sostenere anche ciò che è umanamente poco sostenibile.


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Cosa voglio fare da grande?

15/4/09

Catherine Bellwald Cosa voglio fare da grande?Questa domanda che si pongono i giovani non senza difficoltà e senza non essere purtroppo molto spesso fortemente influenzati dall’ambiente che li circonda, sembra essere una domanda retorica o da favola. Voglio dire che quando si dice questa frase sembra esserci un alone di ironia che la circonda, come se fosse un gioco, ma soprattutto come se i sogni fossero irrealizabili perchè sono dei sogni.

“Voglio fare il pilota di aerei!”. Perchè sorridere? perchè considerarlo già irrealizzabile? Esiste un percorso del tutto realizzabile per diventare piloti di aerei e allora che c’è di strano eppure queste richieste sono considerate quasi sempre dei sogni e quindi restano sogni per quasi tutti! Siamo noi che li facciamo diventare così, il nostro atteggiamento.

Non c’è niente che un uomo qualsiasi non sia in grado di imparare e di studiare, è la costanza nell’applicazione e il crederci che fa la differenza.

(continua…)

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