Articoli a proposito di ‘correzione posturale’

Cifosi: esercizi e sport più adatti

15/12/11

Catherine Bellwald Cifosi: esercizi e sport più adatti Iniziamo dal principio; la cifosi o meglio l’ipercifosi è in parole povere la schiena curva in avanti. Si tratta di una deviazione del rachide sul piano sagittale che si vede di profilo.  Il classico gobbo (modello “gobbo di Notre Dame”, per intenderci) invece è una cifoscoliosi grave con tanto di gibbo che si vede di profilo ma che corrisponde alla rotazione delle coste  (in gergo costole) dovute ad una grave scoliosi che invece è una deviazione del rachide sul piano frontale complicata da una cifosi.

La prima distinzione da fare è tra l’atteggiamento cifotico e l’ipercifosi vera e propria. L’atteggiamento si corregge completamente o quasi completamente con un atto volontario di estensione attiva ovvero impegnando i muscoli estensori  del rachide, che sono in primis il gran dorsale e il trapezio che insieme a un elevato numero di muscoli più profondi agiscono dall’interno verso l’esterno per sostenere la schiena verso l’alto. La cifosi consolidata invece non si modifica in modo sufficiente con il semplice atto di raddrizzare la schiena.

L’ ipercifosi colpisce normalmente il tratto dorsale che nella assoluta normalità è già in leggera cifosi, può essere a piccolo raggio ovvero descrivere una piccola gobba oppure ad ampio raggio e coinvolgere anche il tratto lombare e cervicale che normalmente sono in lordosi. Un’alterazione in tal senso del tratto dorsale  si ripercuote funzionalmente sempre sugli altri due segmenti, cervicale e lombare, oltre che su entrambe le spalle determinando inevitabilmente un quadro di rigidità articolare.

La cifosi è solitamente  conseguenza di un atteggiamento protratto e consolidato nel tempo ma può anche insorgere a causa di uno stato infiammatorio che colpisce le cartilagini di accrescimento delle vertebre in età adolescenziale. Questa patologia si chiama “morbo di Sheuermann” e può causare  anche in pochi mesi una cifotizzazione del rachide dorsale sulla quale è necessario intervenire tempestivamente ed energeticamente con esercizi attivi e passivi, talora con busti rigidi estensori e, nei casi più gravi, anche con la chirurgia.

A parte questa particolare e specifica patologia, la cifosi normalmente peggiora gradualmente nel corso degli anni, esattamente come farebbe un piano inclinato di una qualunque mensola. La gravità, con il passar del tempo, prende il sopravvento a meno che non si produca un’azione muscolare contraria detta appunto antigravitaria. La cifosi quindi è in agguato come lo sono le rughe con l’invecchiamento.

Non tutti gli sport sono adatti a migliorare e  correggere questo atteggiamento patologico. Dobbiamo analizzare il rachide e capire quali specifici movimenti sono idonei e quali non lo sono  per una schiena già compromessa.

Le indicazioni motorie che seguono non sono quindi quelle classiche adatte a tutti ma sono indirizzate esclusivamente a quei  soggetti che tendono alla cifosi o che già ne soffrono. Ma attenzione: non sostituiscono una valutazione fisiatrica e tanto meno un trattamento fisioterapico o rieducativo personalizzato che sono sempre consigliati.

La caratteristica dei pazienti cifotici è quella di incurvare spontaneamente le spalle in avanti durante tutti i movimenti che coinvolgono le braccia, peggiorando così il problema. Il modo per riconoscere un dorso cifotico non è solo quello di misurare i gradi della sua gobba, ma di verificare quanto le spalle siano rigide in estensione, il che significa che il paziente supino o in piedi non riesce a sollevare le braccia oltre le orecchie  ma si ferma prima. Nei casi più gravi, molto prima.

A questi soggetti è controindicato ovviamente il sollevamento di pesi; fanno eccezione movimenti mirati fatti con piccoli pesi e con le braccia in apertura o in estensione eseguiti con cura e attenzione e meglio se da sdraiati.

Sono sconsigliati il golf,  la canoa,  il kajak, la boxe e tutti i tipi di combattimento dove la difesa sia in chiusura e l’attacco possa favorire la cifosi e tutti gli hobby che coinvolgono le braccia come il giardinaggio, la maglia, l’uncinetto.

Sono decisamente poco indicati il nuoto a stile libero e, anche se in minor modo, lo stile a rana, in quanto possono favorire la cifotizzazione soprattutto se fatti con poca attenzione e in soggetti già compromessi. Il nuoto quindi non è la panacea per tutte le schiene; è vero lo stile a dorso è un ottimo esercizio correttivo ma sfido chiunque a fare solo quello una volta in piscina, soprattutto se sono evidenti le sue difficoltà nell’eseguire questo stile, cosa praticamente garantita quando la schiena è già in cifosi. Infine è poco indicata la bicicletta e ancor peggio la mountain bike per la posizione statica che non corregge in nessun modo il difetto.

Passiamo agli sport di squadra: giocare a calcio, a pallavolo, a pallacanestro possono essere molto utili a socializzare e a sfogare le proprie tensioni emotive; sembrano non nuocere direttamente alla deformazione del rachide ma in realtà questi sport non sono indicati ai cifotici veri in quanto l‘attenzione non può essere rivolta a se stessi perchè focalizzata alla vittoria della squadra. Il proprio errore posturale quindi salterà automaticamente fuori senza essere corretto da un’opportuna consapevolezza.

La corsa è un potenziale  pericolo per il rachide già curvo; le braccia e le spalle durante la corsa tendono a chiudersi senza correggere la schiena in modo efficace, inoltre quando arriva la stanchezza il corpo non allenato tende spontaneamente a portarsi in avanti, rischiando di peggiorare il difetto; un vizio che purtroppo molti sportivi occasionali non si accorgono di avere.

Ma ancora non è tutto: anche i tanto amati  addominali, indispensabili per stabilizzare il rachide in senso antero posteriore se fatti in modo classico, ovvero con le macchine oppure eseguiti dinamicamente da sdraiati a pancia in su sollevando la testa, possono essere dannosi e francamente poco indicati per le schiene già deviate in cifosi.

Gli addominali corretti in questi casi sono quelli isometrici eseguiti sempre mantenendo i tratti dorsale e cervicale allineati, meglio se mantenuti in modo statico. Possono essere fatti da sdraiati, meglio se  con braccia estese dietro il capo ma possono essere eseguiti  da seduti e in piedi anche durante tutti i movimenti di correzione attiva del rachide dorsale richiamando l’ombelico verso la colonna vertebrale.

Gli esercizi mirati alla correzione del rachide cifotico sono in realtà semplici e vertono su due principi base: estendere o iperestendere il tratto dorsale ed elevare ed extraruotare le spalle a fondo corsa.  Ci si può sbizzarrire con la fantasia oppure insistere sempre con gli stessi ma devono essere fatti in modo preciso e costante per ottenere una graduale correzione o perlomeno evitare un peggioramento della cifosi già consolidata.

Yoga e Pilates sono attività che prevedono svariati esercizi utilissimi al dorso ricurvo ma lezioni di gruppo non sono ancora sufficienti a correggere il problema quando questo sia serio; in questi casi è infatti necessario lavorare in modo mirato e personalizzato.

Ai giovani e giovanissimi che hanno solamente un atteggiamento scorretto del tratto dorsale e non consolidato, consiglio la danza, la ginnastica artistica o l’ equitazione; in tutti e tre questi sport  l’eleganza e la regalità dell’atteggiamento posturale sono il fulcro del lavoro e la parte alta del torace è costantemente in apertura.

Invece  per correggere veramente una postura cifotica già consolidata serve in primo luogo apportare modificazioni al modo in cui si dorme e ci si siede quotidianamente. E’ assolutamente indispensabile evitare di usare due cuscini per il riposo notturno oltre che  appoggiare costantemente la schiena da seduti. Sono utilissimi i cuscini lombari da spinta oppure ancora meglio sarebbe utilizzare sedie con appoggio sulle ginocchia utili a sostenere meglio il rachide a partire dal tratto lombare che ne costituisce la base di sostegno.

Sono altresì indispensabili l’apprendimento e l’esecuzione costante e corretta di tutti gli esercizi più utili ad aprire il petto e le spalle e ad allineare l’intero rachide. Infine  è necessario mantenere un’attenzione e una correzione posturale prolungate  nel tempo, conseguibili esclusivamente tramite una focalizzazione mentale e una volontà determinata. In questo caso diventa molto importante che la figura del coach sia non solo specializzata sulla conoscenza tecnica del corpo ma anche su motivazioni e significato emozionale profondo del movimento stesso.

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Correzione posturale: attenti alla vista

14/11/11

Catherine Bellwald Correzione posturale: attenti alla vistaUn altro serio problema spesso poco considerato quando si parla di postura è la vista.

La presenza di un severo difetto della vista, soprattutto da vicino, produce sul corpo una postura viziatissima che potremmo definire secondaria. Ovvero non è essa stessa un atteggiamento dovuto al carattere della persona ma una risposta a una difficoltà; di solito quella nel leggere.

Il paziente di solito non avvicina il giornale o il pc agli occhi ma avvicina il volto! In questo modo il tratto cervicale si trova in anteroposizione con tendenza alla cifosi del tratto inferiore e rettilinizzazione del tratto superiore.

Inoltre l’asse di allineamento  della testa è totalmente perso e il peso del cranio  grava interamente sui muscoli cervicali scaleni, trapezi e talora anche sui muscoli strenocleidomastoidei che  inevitabilmente si contraggono in modo anomalo.

Ne consegue, nel migliore dei casi, una cervicalgia muscolotensiva e nel peggiore un  quadro di discopatie cervicali anche severo con possibilità di protrusioni multiple, ernie estruse o frammenti erniari a cui possono accompagnarsi dolori chiamati brachialgie, non solo cervicali ma irradiati alle braccia e alle mani; questi sintomi sono spesso molto dolorose e fastidiosi in quanto corrispondono a vere e proprie nevralgie.

La cosa più logica è certamente correggere il difetto visivo con una valutazione oculistica completa, ma non basta; resta comunque l’atteggiamento che in questo caso è una memoria corporea o psicomotoria ovvero anche se ci sono gli occhiali correttivi più idonei il corpo ricorda la schema di movimento che è diventato un atteggiamento automatico.

La persona tende così a ripetere quegli schemi corporali, prima conseguenti alla patologia visiva, e che rimangono in atto anche dopo che il difetto visivo è stato corretto, continuando ad aggravare la situazione cervicale muscolare e osteoarticolare.

L’unico modo per agire su di essi è in primo luogo consapevolizzare e osservare il difetto posturale acquisito, successivamente correggerlo continuamente fino a riprogrammare lo schema corporeo.

E’ sbagliato affermare “io sono così” pensando di non poter modificare la situazione oppure ancora peggio offendersi se qualcuno ci fa osservare la nostra posizione scorretta: ben venga qualcuno che ce la fa osservare; la consapevolezza della propria postura non è infatti, nella gran parte dei casi, qualcosa con cui si nasce, ma va costruita giorno per giorno.

Come per ogni cosa bisogna impegnarsi e lavorarci sopra con energia magari facendosi aiutare da specialisti del settore rieducativo e posturale.

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La correzione posturale: attenti alle pose

20/10/11
Catherine Bellwald La correzione posturale: attenti alle pose

tipica postura scorretta

Le pose sono tutte le posizioni che il nostro corpo assume per apparire o sentirsi in una determinata maniera. In realtà molte posizioni sono anche delle pose e molte pose si assumono per abitudine. Diventa quindi difficile poi discernere come una posa si costituisca e si mantenga al di là del voler apparire o percepirsi in un modo piuttosto che in un altro.

Non ci crederete ma le pose sono uno dei nemici numero uno della postura corretta.

Le gambe incrociate da seduti per fare un esempio sono un tipico gesto a valenza sia maschile che femminile,  sicuramente nocivo al rachide lombare quando protratto e ripetuto. Questo perchè l’incrocio favorisce il cedimento in cifosi del tratto lombare. Questa posa credetemi è davvero difficile da togliere in quanto la posizione a gambe incrociate è sexy per la donna e trasmette anche in un ambito lavorativo  un senso di disinvoltura e di amicizia talora indispensabili.

Nei pazienti con note discopatie lombari o cervicali e ricorrenti algie, oltre a eseguire sedute di agopuntura che hanno una grande possibilità di togliere l’infiammazione senza dover ricorrere al corstisonico, insisto molto sulla correzione posturale soprattutto quando riconosco il ripetersi di alcune pose nocive al rachide.

Le raccomandazioni sono ben conosciute agli addetti ai lavori e non: non sollevare pesi, chinarsi piegando le gambe, sedersi tenendo i piedi appoggiati a terra e la regione lombare sostenuta. Pertanto la correzione delle gambe incrociate è spesso la più difficile e sfugge sistematicamente al controllo anche dei pazienti più attenti. E’ frequente che in una singola seduta la mia correzione di questa posa si ripeta più e più volte beccando il paziente “sul fatto” come con le dita nella marmellata!

Ci sono poi pose meno comuni ma altretanto deleterie, anzi forse molto più pericolose; fra queste citiamo quella di tenere la testa leggermente inclinata da un lato in segno di ascolto o di condivisione,  tipica del personaggio Orazio della serie televisiva CSI Miami tanto per fare un esempio concreto. Questa semplice e apparentemente innocua posa, quando protratta e ripetuta sistematicamente nel tempo, può generare una scoliosi funzionale capace di stabilizzarsi. Ne possono seguire algie cervicali e cervicobrachiali, talora sostenute da quadri di discopatie cervicali più o meno marcate.

Correggere questo tipo di posa è ancora più difficile; è necessario attivare un sistema di vigilanza e di consapevolezza posturale continuativa per cogliere la posa e correggerla sul nascere. A peggiorare la situazione succede che il paziente non si accorge della sua posa se non attraverso uno specchio o una foto. L’unico modo è quello di scattarsi mentalmente delle foto e osservarsi meticolosamente.

Allo stesso modo è utile osservare quale emozione si collega alla posa per individuarla più facilmente. Un lavoro molto complesso, spesso poco accetto dal paziente ma in alcuni casi indispensabile per ottenere la risoluzione completa del dolore.

Attenti quindi quando vedete nascere una posa; ricordatevi che poi non è facile  rimediare ai danni che si possono causare al rachide, almeno non con la stessa facilità con cui si può togliere una ruga dal volto!

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Correzione posturale: attenti alle poltrone

19/9/11

Catherine Bellwald Correzione posturale: attenti alle poltroneLa posizione seduta è già da sola la più dannosa per il rachide lombare soprattutto se prolungata nel tempo. Questo perchè la fisiologica lordosi da seduti scompare e nei casi peggiori si trasforma in una cifosi ad ampio raggio che coinvolge tutto il rachide.

A lungo andare in assenza di una correzione, e di una muscolatura paravertebrale e addominale di sostegno, si può determinare una rettilinizzazione e talora anche una inversione della lordosi lombare con un conseguente sovraccarico dei dischi intervertebrali lombari e formazione di quadri più o meno gravi di discopatia.

Le poltrone più ancora delle sedie sono nella maggior parte dei casi un vero danno per le schiene perchè sono quasi sempre antiergonomiche. La peggiore in assoluto è la poltrona del dentista dove le gambe vengono messe in orizzontale e lo schienale  inclinato di circa 45-60°. Si ottiene così la posizione del long sitting ovvero seduti a gambe tese, la peggiore in assoluto per il rachide lombare che infatti tende a cedere in cifosi.

In  molti altri ambienti  sanitari  le poltrone sono i molto spesso antiergonomiche; le poltrone ospedaliere dove si esegue  la chemioterapia e le poltrone delle case di riposo per esempio. In sintesi sono tante le poltrone con i requisiti sbagliati. In ordine citiamo le poltrone del cinema, dei treni, degli aerei e  molte poltrone anche decisamente costose e apparentemente confortevoli.

Le poltrone incriminate hanno tutte la seduta (spazio dove ci si appoggia glutei e coscie) molto lunga (spesso più lunga delle normali dimensioni delle coscie), le peggiori hanno la possibilità di allungare le gambe, cosa apparentemente molto comoda e gradita ( si ottiene così il long sitting), ma la cosa più grave di tutte è che possono regolare esclusivamente l’inclinazione dello schienale. In questo modo l’intero carico e peso del paziente  grava inesorabilmente sul rachide lombare.

Le poltrone ergonomiche invece sono quelle in cui la seduta e lo schienale si inclinano simultaneamente, si dice che basculano ovvero l’intera costruzione schienale e seduta si inclina mantenendo gli stessi gradi.  Troviamo questi criteri nei centri benessere, in alcuni modelli di poltrone d’autore, e in moltissimi modelli di poltrone da esterno ovvero da giardino anche a basso costo. In questo modo il peso non carica più sul rachide ma verso il suolo in modo verticale.

Partendo dalla vecchia sdraio di una volta fatta di tessuto alle nuove sdraio da spiaggia in plastica il criterio è conservato ovvero l’inclinazione dello schienale è simile a quello della seduta. E’ importante segnalare che queste poltroncine pieghevoli da spiaggia  sono di solito basse e non possono essere utilizzate da soggetti con deficit motori o disturbi articolari alle ginocchia e alle anche.

Avete capito la differenza? Non è un fatto estetico ma un criterio meccanico: se dovete scegliere una poltrona per farci restare a lungo una persona  fate molta attenzione ai criteri di scelta. Potete scegliere poltrone molto costose con marchi famosi o firmate oppure se le vostre tasche non sono così’ profonde potete andare in un buon negozio di mobili da giardino. Esistono in questa categoria poltrone basculanti, stabili e di varia altezza quindi facilmente utilizzabili anche da persone con difetti articolari o motori . Queste poltrone nel loro piccolo sono in grado di risolvere il problema in modo elegante e senza rischiare di peggiorare le condizione di salute del rachide.

Ma se dovete adattarvi alle poltrone come nel caso di lunghi viaggi e di impegnative sedute  dal dentista consiglio di indossare pantaloni morbidi, meglio se da ginnastica o calzoncini corti, e scarpe comode per poter piegare le gambe  rompendo lo schema del long sitting. Piegando anche solo una gamba, meglio se tutte e due,  il rachide lombare può più facilmente sostenersi e mantenere una minima lordosi.

In caso di guida di una vettura, di rigidità articolari multiple e di obesità tali da non consentire movimenti  di aggiustamento della posizione antiergonomica, consiglio un cuscino lombare da spinta e interruzioni regolari della posizione con piccole camminate e basculamenti del bacino. Tali accorgimenti possono limitare attacchi dolorosi lombari.

Per garantire la salute del rachide lombare di un soggetto sedentario non è sufficiente fare attività sportiva generica per rinforzare i muscoli più deboli siano essi addominali che paravertebrali; è importante allenare il corpo alla correzione e consapevolezza posturale e al mantenimento della corretta posizione seduta durante le ore di lavoro ma anche nelle ore di riposo o destinate ad altro.

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La postura come strumento estetico e antiaging

22/8/11

Catherine Bellwald La postura come strumento estetico e antiaging Si fa un gran parlare di postura scorretta attribuendo ad essa un gran numero di disturbi dolorosi osteoarticolari non solo al rachide ma anche a carico di braccia e gambe.

Sono tutti pronti a dichiarare  e confessare di avere delle gran brutte abitudini posturali o posture scorrette, spendere soldi per fare un’analisi posturale computerizzata ma sono poche le persone disposte a porvi rimedio.

La postura infatti non si corregge in 10 sedute di fisioterapia dedicata, con gli esercizi anche mirati, le sedie ergonomiche, le scarpe e plantari correttivi, i bite, le panciere e i busti; non che questi strumenti non siano utili ma non bastano a correggere dei vizi posturali a meno che non vi sia una volontà del soggetto  direzionata e focalizzata alla correzione posturale.

E’ un po’ come voler perdere peso: non bastano i singoli accorgimenti, ci vuole un impegno costante e prolungato fino a che non scatta una molla un nuovo modo di essere e di sentirsi nello spazio. Non è facile perchè le persone che hanno una brutta postura il più delle volte non si rendono affatto conto di averla e soprattutto di quanto sia visibile e serio il problema.

Mi capita molte volte di correggere i pazienti più e più volte, spiegando loro quanto sia importante porre attenzione all’allineamento del rachide ma quasi sempre sembrano rinunciare come se la questione non dipendesse da loro. I risultati migliori li ho ottenuti mostrando e caricaturizzando il difetto. E’ un impatto duro da accettare ma può essere uno shock capace di procurare un cambiamento reale. Un po’ come quando ai pazienti obesi si mostrano foto del loro corpo prese da angolazioni a loro non raggiungibili.

Si fanno tanti sacrifici  per essere e sentirsi più belli, molte persone sono disposte a tutto rischiando anche sulla loro salute per sentirsi più belli. Ebbene mostrando quanto più brutta sia la figura gobba  si può toccare il punto critico che fa scattare la molla.

“Sarebbe un bel ragazzo se non fosse così gobbo”, “in questo modo sembra molto più vecchio della sua età”, “quando è dritto sembra un altra persona lo sa?”, tutte frasi urto che dette al momento giusto fanno il loro effetto. E poi si possono aggiungere dei truchetti, come “si guardi spesso allo specchio”, oppure “si osservi spesso riflesso nei vetri dei negozi quando passeggia o quando è seduto al bar, e si corregga”. “Si scatti immaginariamente una foto e osservi in che posizione si è messo e si corregga subito e lo faccia più e più volte”. Si possono osservare i filmati e le foto nei quali non ci siamo messi in posa ovviamente!

Personalmente insisto sul significato della postura sul messaggio che il corpo da, agli altri ma anche a noi stessi e di quanto intimamente la postura ci condizioni poi anche nel modo di pensare e viceversa. La postura curva su se stessa indica un atteggiamento di chiusura verso l’esterno, di rinuncia, di difesa. Non è necessario fare un corso di portamento o recitazione  per saperlo e riconoscerlo.

Avete mai osservato i bambini intorno ai 6-10 anni come stanno diritti e come camminano con una fierezza naturale simile a quella degli animali? Non è facile vederla negli adulti e quando la si vede è sempre  esteticamente piacevole e armonico.

Sulla spiaggia con i corpi spogliati dai normali indumenti è ancora più evidente e facile  vedere i difetti in tutto il loro splendore molto più dell’accumulo di grasso in eccesso. Striscie bianche  sul ventre, dove il sole non può abbronzare, dovute al rachide ricurvo e lo stesso vale per il seno. I tessuti con il passare del tempo tendono a rilassarsi quindi una postura eretta corretta limita i danni dell’incedere degli anni e della gravità. Il seno e il ventre non possono che giovarne restando  maggiormente tonici e esteticamente  di miglior aspetto.

I soggetti con postura eretta  sembreranno più giovani al di là dei ritocchi estetici, anche la deambulazione denota l’eta del soggetto, molto più  delle rughe. Con tutte le attenzioni estetiche credo che la cura e la continua correzione posturale restino al primo posto nel ringiovanire i soggetti molto più di tanti interventi estetici e senza dubbio con costi e rischi non paragonabili.

Bisogna partire da un sentire e da un immagine interna di sè che deve esprimersi all’esterno; lo yoga, il pilates  e la danza sono ottimi strumenti di consapevolezza corporea soprattutto se l’insegnante o maestro è attento e vi corregge individualmente. Bisogna iniziare a ricercare e osservare le postura corretta negli altri e in se stessi continuativamente, soffermandosi magari meno sull’abbigliamento, sui capelli e sulle rughe ma su cosa esprime una persona nel suo insieme e cosa vogliamo esprimere noi con il nostro corpo e il nostro modo di essere.


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Il colpo della strega. Blocco lombare acuto.

4/12/09

Catherine Bellwald Il colpo della strega. Blocco lombare acuto.Molte persone hanno avuto la sfortuna di sperimentare questo disturbo caratterizzato da dolore lombare ad insorgenza brusca con rigidità che spesso impedisce al paziente anche di raggiungere la posizione eretta.

Esistono due grandi tipi di  blocco lombare acuto; il primo è relativamente innocuo, passa spontaneamente con il riposo,  di solito è sostenuto da una contrattura marcata della muscolatura lombare e può insorgere dopo stress importante o dopo colpo di freddo. Questo tipo di blocco lombare  ha una valenza costituzionale e spesso è collegato con l’interno o con l’aspetto piu’ viscerale ed emotivo  del paziente un po’ come il torcicollo acuto.

Il secondo invece è sostenuto da una discopatia di fondo, la sua origine è soprattutto meccanica, legata ad una sorta di ferita del disco che è stato pinzato da un movimento, di solito in flessione. In questo caso il dolore  è per lo più  centrale nella colonna, che risulta molto sensibile al test di pressione lombare, al test di vibrazione  così come alla tosse o a qualsiasi piccolo movimento del rachide.

Entrambi sono dolori molto forti ed invalidanti; possono coesistere delle deviazioni del rachide dette shift per cui il paziente appare anche storto e incapace di raddrizzarsi. Mettersi a letto con un fans e un miorilassante non è la cosa più indicata da fare per vari motivi; in primo luogo si rallenta il processo di guarigione e in secondo luogo si può anche trascurare la situazione trasformando a lungo andare la discopatia in un ernia conclamata ed  estrusa. (continua…)

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