Evviva gli spaghetti allo scoglio! – by Giulio Picozzi
16/3/10
Lo scoglio, non quello degli spaghetti ma quello della vita, lo troviamo tutti e lo troviamo in ogni cosa facciamo.
Lo scoglio fa la differenza
Se non ci fosse lo scoglio saremmo tutti uguali
Se non ci fosse lo scoglio sarebbe tutto uguale.
Lo scoglio è quello in cui ci imbattiamo una volta finito l’entusiamo iniziale per un nuovo interesse, per una nuova attività, per una nuova relazione, per un nuovo lavoro, per una nuova tecnica, per una nuova modalità terapeutica.
Lo scoglio è quello che fa la selezione tra chi molla, chi si accontenta, e chi emerge.
Mollare è necessario e indispensabile; prima di tutto bisogna mollare tutto quello che ci distrae, quello che non ci appartiene, quello che ci fa essere ciò che non siamo, quello che ci porta in un vicolo a fondo cieco!
Come si fa a capire quello da mollare ? E’ facile; qualsiasi cosa ci assorbe, ci impegna e non ci porta da nessuna parte, nonostante i nostri sforzi più genuini è da mollare. C’è poi chi molla per professione alla prima difficoltà e continua a farlo collezionando una serie di inizi e mai una fine.
Accontentarsi è come mollare…Si accampano delle scuse per non cambiare e per accettare una situazione che non ci soddisfa. Spesso ci accontentiamo di riuscire a metà perché non abbiamo il coraggio di osare di più, di chiedere di più a noi stessi, perché non lottare è più comodo. Non lottare fino in fondo ci fornisce sempre un alibi.
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