Come abbassare i valori di colesterolo in modo naturale
21/10/10
Apriamo un capitolo di grande interesse medico scientifico oltre che divulgativo: per dislipidemie si intende un aumento della concentrazione plasmatica di grassi nel sangue, per lo più colesterolo e trigliceridi o entrambi.
Oggigiorno, con il miglioramento della biochimica, l’attenzione si è focalizzata non solo sull’aumento del colesterolo e dei trigliceridi presi singolarmente come si faceva una volta ma sul rapporto presente tra i diversi tipi di colesterolo e i trigliceridi.
I pazienti più aggiornati sanno che bisogna avere un buon rapporto tra colesterolo totale e HDL compreso tra 4 e 5 per essere in buona salute. Secondo il biochimico Barry Sears anche il rapporto tra trigliceridi e HDL è fondamentale e deve essere inferiore a 4.
Ma torniamo un pò indietro cosa sono i trigliceridi e il colesterolo per il corpo umano?
Innanzi tutto sono grassi e su questo non si discute, quindi sono insolubili in acqua, questa caratteristica fa si che i grassi presenti nel corpo non possano essere assorbiti senza un processo di esterificazione mediato dai sali biliari, prodotti dal fegato e immagazinati nella colecisti e non possono viaggiare liberamente nel sangue senza essere legati alle lipoproteine a bassa o alta densità ( vedi LDL, VLDL, HDL)
La seconda cosa importante è sapere che possiamo produrre lipidi in modo endogeno partendo sia da glucidi che da proteine, la fonte maggiore di produzione proviene certamente dai glucidi.
Si ritiene che ben l’80 % del colesterolo dipenda dalla produzione interna e non dalla quantità di colesterolo introdotto con l’alimentazione. Sono gli zuccheri in eccesso che aumentano la loro produzione e in particolare come dice alle sue conferenze il Dott Berry Sears sono i glucidi a basso costo e i grassi idrogenati o trans ad aumentare, attraverso l’alimentazione, la capacità di produrre il colesterolo endogeno dannoso ovvero LDL.
Un altro aspetto su cui è opportuno fare una riflessione è il considerare il colesterolo come un elemento di vitale importanza e non solo un pericolo; esso infatti entra nella costituzione di sostanze complesse come gli ormoni steroidei, fra cui testosterone, cortisolo, estrogeno, progesterone e molte altre molecole altamente specializzate come la Vitamina D per fare un esempio.
Il livello di colesterolo nel paziente anziano è inoltre considerato come un importante indice di salute. Nel paziente ultraottantenne infatti avere un colesterolo basso è strettamente collegato con una aumento della morbilità (possibilità di ammalarsi) e della mortalità (possibilità di morire) ed è considerato come un segno di fragilità.
Un altro fattore sul quale è utile riflettere è che il valore di allarme del colesterolo sembra abbassarsi sempre di più con il passare degli anni così come i valori di ipertensione arteriosa. Una volta il valore critico era 260 mg oggi è 200mg e per soggetti a rischio sembra scendere ulteriormente.
E’ di grande interesse la diatriba sui reali rischi ed efficacia della classe di farmaci più usati per ridurre il colesterolo: le statine. Le statine inducono una riduzione della produzione endogena di colesterolo attraverso un’azione diretta sull’ enzima che lo genera, un’azione parallela sarebbe però anche presente sul tessuto muscolare per analogia di molecola.
Tutti conoscono la fama del colesterolo, inteso come grasso pericoloso per il sistema circolatorio e quindi come fattore di rischio per le patologie cardiocircolatorie in genere.


