Osteoporosi e fratture spontanee
17/2/11
Molti autori considerano l’osteoporosi come un evento fisiologioco di demineralizzazione ossea collegato con l’età, trasfomato in una franca patologia per motivi di business.
Anche alcuni esami specifici come la MOC (minelalometria ossea computerizzata) sono stati considerati spesso tarati in modo esagerato.
Se da un lato questo può anche essere stato parzialmente vero, è da considerare che le osteoporosi lievi, medie e gravi esistono, e colpiscono una fetta sempre più estesa della popolazione adulta e anziana dei paesi industrializzati.
Quali siano le reali cause di questo incremento epidemiologico, se l’innalzamento della mortalità, la possibilità di eseguire i test di screening specifici, fattori quali razza e costituzione, alimentazione, condizioni climatiche e abitudini di vita, non ci è ancora dato di saperlo con certezza.
Una cosa però è certa; i pazienti trattati con terapia cortisonica e antiacida a lungo termine ne sono particolarmente colpiti.
L’osteoporosi non è dolorosa ne sintomatica ovvero da segno di sè solo quando è veramente severa. Si considera che la possibile causa del dolore in fase avanzata sia nelle micro fratture. Un’altra problematica è data dalla facilità di insorgenza di fratture che possono essere anche spontanee oltre che per traumi di lieve entità o semplici cadute a terra e costituiscono una spesa sanitaria molto elevata.
Le fratture spontanee più frequenti sono i crolli vertebrali e le fratture costali. In questi casi si assiste ad un dolore molto acuto che insorge repentinamente dopo un movimento di rotazione, uno sternuto oppure senza un apparente movimento. Il dolore di solito impedisce il riposo notturno e risponde poco ai farmaci antidolorifici. La diagnosi è possibile anche alla sola palpazione e si accerta con una semplice radiografia.
Molto più complessa è la diagnosi di frattura di femore spontanea. In questi casi, infatti, il femore si rompe ed il paziente cade a terra, ma diventa difficile capire se è la caduta a rompere il femore o vice versa, mi spiego? Ecco che non se ne parla molto perchè non si può verificare con certezza. Posso però affermare per esperienza che i casi di questo tipo non sono poco frequenti. Soggetti anziani lucidi capaci di segnalare l’evento con precisione ne ho incontrati parecchi durante i miei otto anni in Riabilitazione. Ecco che a questa ipotesi non si da credito in quanto non è verificabile, ma è lecito porsi il dubbio.
Ma come mai l’osso a un determinato momento in modo del tutto imprevisto cede? Non lo sapremo mai, è come un quadro appeso a un muro o un vecchio ponte in equilibrio precario, e come dice il saxofonista del film un pianista sull’oceano “ad un dato momento.. senza preavviso.. senza una ragione precisa…vlamm…cede!”
Certo è l’osteoporosi severa la causa ovvero la precarietà dell’impalcatura ossea di sostegno, è difficile che un bambino o un adulto sano cadendo si fratturi un femore. A meno che non caschi da una scala, o in modo davvero violento, di solito chi cade, si alza, magari ammaccato ma con le proprie gambe.
Si fa un gran parlare di fabbisogno giornaliero e assunzione di calcio, collegato all’osteoporosi. Anche se si conoscono le relazioni tra livello di calcemia e la produzione di alcuni ormoni, il livello di mineralizzazione ossea dipende da fattori molto più complessi che non la semplice assunzione di calcio.
Non vi è infatti nessun dato scientifico che confermi che una maggior assunzione di calcio e tanto meno l’utilizzo di prodotti caseari, riducano l’insorgenza di osteoporosi .
Nell’età adulta il metabolismo del calcio è considerato pari a zero, ovvero per 800-1000 mg di assunzione giornaliera di calcio con la dieta, mediamente 200 mg vengono assorbiti dall’intestino e 200mg secreti con le urine.
I semi sono innanzitutto una fonte di energia facilmente trasportabile e poco deteriobabile, si conservano più facilmente rispetto alla frutta o alle verdure.


