Quando il bambino non ti fa dormire….
Recentemente mi è capitato un caso di una giovane mamma che non dorme da oltre 2 anni e mezzo, da quando la sua piccola creatura è venuta al mondo. Da sempre il suo bambino ha presentato risvegli frequenti notturni, impedendole un sonno che superi i 40 minuti. La sua notte è quindi fatta da piccole pause di sonno che non raggiungono mai l’ora piena!
Questo problema sembra molto diffuso, entro i due anni di età l’ incidenza dell’insonnia è circa del 20-30%. Quello che è interessante è che l’Italia sembra soffrire maggiormente di questo problema rispetto agli USA e al resto dell’Europa.
E’ possibile che il senso di dovere e le attenzioni materne italiane siano più radicate culturalmente in questa nazione ma forse è anche dovuto al fatto che in Italia la madre è decisamente meno sostenuta da servizi e aiuti esterni. E’ in un certo modo totifacente: mamma, moglie, casalinga, donna al lavoro.
Di solito l’unico aiuto valido sono le nonne alle quali certo non puoi chiedere di più. Inoltre succede spesso nel mondo del lavoro che una neo mammma perda autorevolezza o venga messa in posizioni di limitata responsabilità e talora anche degradata di ruolo in modo più o meno visibile, oppure venga costretta ad orari ingestibili per la sue necessità familiari.
La mia paziente appunto mi ha riferito un suo totale cambio di mansioni e posizione, causa innnegabile di tensioni e probabili inconsci malcontenti.
Una cara amica mi riferisce di soffrire dello stesso problema di insonnia da risvegli molto frequenti, insorti dopo il settimo mese dalla nascita da quando ha ripreso la sua attività lavorativa.
E’ possibile che lo stress lavorativo e gestionale complessivo tutto a carico delle donne, possa esso stesso generare e stabilizzare questa insonnia, instaurando un circolo vizioso, meno si dorme più si è tesi e più si diventa facilmente risvegliabili. Continua a leggere
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Attacco ai passeggini!
In questi giorni è di attualità soffermarsi sulla crescente età e peso dei bambini “passeggiotrasportati”, che dire a riguardo? Certamente è un fatto che fa pensare e soprattutto preoccupare.
Sono anni che osservo questo problema e mi stupisco nel vedere bambini over quattro annoiati e stanchi nei loro passeggini supertecnologici che sembrano più lettighe da sultano o da regina di saba.
Ma adesso che il dibattito è aperto mi sento di schierarmi dalla parte di queste mamme. Forse i signori uomini e i genitori di un tempo che fu non sanno quanto oggi una donna con figli e lavoro, debba semplicemente correre per rimanere al passo.
Le richieste sono sempre di più e senza aiuto a pagamento o da parte dei parenti la vita può trasformarsi in un incubo. Non c’è spazio per i normalissimi tempi che richiede un bambino.
Un raffreddore, una febbre, un qualsiasi intoppo, assolutamente normale per un cucciolo di uomo in crescita, può diventare un dramma per le ore di lavoro perse e le persone da attivare. Continua a leggere
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Il riso fa buon sangue…
… e allora questo bimbo deve averlo stupendo!
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Il vizio nasce a scuola
Ormai si può dire che il vizio posturale inizia a prendere forma già durante la prima infanzia, quando il corpo, ancora in crescita e poco strutturato dal punto di vista muscolare, inizia ad affacciarsi alla ribalta della vita sociale ed il bambino incomincia ad affrontare le sue prime guerre, le sue prime paure, i suoi primi insuccessi.
Viene definita postura una posizione del corpo mantenuta per lungo tempo attraverso la contrazione tonica di numerosi muscoli, chiamati muscoli antigravitari. I muscoli antigravitari agiscono attraverso vie riflesse, contrastando in modo prolungato la forza di gravità. La posizione seduta e la posizione eretta, sono due tipiche posture. Si parla di vizio o difetto posturale quando sono presenti posture scorrette.
Queste, quando non costituzionali, nascono nella maggior parte dei casi come risposta ad un’insicurezza o instabilità emotiva che si traduce sul piano fisico con un’iniziale incapacità a contrastare efficacemente la forza di gravità. Questo stato psicofisico produce in alcuni distretti una progressiva debolezza muscolare, talora accompagnata da accorciamento o ispessimento del tessuto muscolare o tendineo.
Inoltre, occorre ricordare che la postura è anche fortemente condizionata proprio dall’aspetto squisitamente meccanico. Ed è proprio da questo che deriva la frase titolo di questo articolo: avete mai osservato un banco di scuola? Al confronto, i banchi dei primi del ’900 erano più ergonomici: almeno il piano di appoggio era inclinabile! Oggi, dopo più di un secolo, sembra quasi che delle nostre conoscenze tecniche non ci importi nulla!
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Attenti a cani e figli…
Sembra una battuta ma non è così!
La nostra schiena, in particolare la regione lombare, già duramente messa alla prova da una vita troppo sedentaria, soffre moltissimo quando prendendoci cura di un bambino piccolo o di un cane siamo continuamente chinati verso di lui.
Mettere e togliergliere i vestiti al piccolo, sistemargli la sciarpina, tenerlo per mano, ascoltarlo e guardarlo in faccia richiedono movimenti del rachide sempre in avanti.
Lo stesso quando vogliamo prenderci cura di una cane, accarezzarlo, comunicare con lui, mettergli il guinzaglio… sono manovre altrettanto a rischio.



