Le arance e l’inverno
2/2/10
Il frutto dell’arancio è estremamente decorativo e profumato, mi ha stupito sapere che le sue origini non sono affatto mediteranee come pensavo. L’arancio infatti è stato conosciuto durante i viaggi in Cina dalle legioni romane e nei viaggi marittimi verso le Indie e solo tardivamente coltivato sulle nostre coste.
L’arancia, oggi conosciuta come un classico frutto invernale comunemente raccomandato per il suo contenuto in Vitamina C, è però spesso utilizzato in modo scorretto ed eccessivo.
E’ comune infatti che si trovi scritto un pò ovunque che una spremuta di arance al giorno o peggio anche il succo di arancia conservato siano assolutamente la miglior cosa da assumere in inverno per limitare le infezioni virali.
Non è esattamente così; intanto il contenuto in Vitamina C non è assolutamente così eclatante rispetto ad altri frutti. Tenete in considerazione che ribes e kiwi ne contengono molto di più, così come la papaya e le fragole e alcune verdure come peperoni, spinaci, cavoli e cavolfiore, se cotti in modo corretto, possono apportare un discreto contenuto in Vit C. Senza parlare del prezzemolo che ne ha un contenuto altissimo.
Con le raccomandate cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura si dovrebbe superare alla grande il fabbisogno di Vit C giornaliero (pari a circa 50-60 mg ), così come di molti oligoelementi e degli importanti microcostituenti attivi con azione antiossidante e quindi antiaging.
Certamente al fumatore e al forte consumatore di alcol, non basta per limitare i danni, non solo ossidativi, delle sue cattive abitudini ma non è certamente aumentando la dose di spremute al giorno che migliorerà la sua salute.
Leggi il resto di questo articolo


