Articoli a proposito di ‘apprendistato’

Scoprire l’acqua calda!

2/10/09

Catherine Bellwald Scoprire lacqua calda!Vi è mai capitato di scoprire l’acqua calda? E’ come capire una cosa già saputa anzi, molto più che saputa… strasaputa. E’ come se esistessero diversi piani di conoscenza della medesima cosa.  E’ sempre la stessa ma il modo in cui la comprendiamo è più profondo.

Recentemente stavo praticando una tecnica respiratoria che conosco ed eseguo davvero da tantissimi anni. So quanto è efficace nel produrre condizioni di interiorizzazione e nell’armonizzare chi la pratica. Consiste nell’ interrompere una fase respiratoria quando ancora le fase precedente non si è conclusa. Si dice che l’inspiro sorprende l’espiro e viceversa.

Ebbene solo pochi giorni fa, mi sono accorta di quanto questa respirazione venisse perfettamente rappresentata dal simbolo del tao (quello dello Yin e dello Yang); la respirazione produce la rotazione delle due parti.

L’inizio di una fase non coincide esattamente con la fine della fase precedente ma esiste una sovrapposizione delle due fasi o dei due pesci se preferite.

Lo stesso è avvenuto con la fase di meditazione successiva caratterizzata dalla ricerca della totale immobilità fisica e anche mentale. Anche questa volta è stato possibile percepire nella più totale immobilità come vi fosse nascosta una vibrazione profonda di base. In ogni elemento è presente il seme del suo contrario, rappresentato graficamente dall’occhio dei due pesci.

Conoscevo entrambe queste nozioni ma adesso è come se le sapessi di più, come se non solo la testa avesse compreso ma anche qualcosa al mio interno. E’ un pò come quando i tuoi genitori o amici o insegnanti, tentano di spiegarti il perchè delle cose; la comprensione è spesso solo parziale ed è solo con l’esperienza diretta che alcune parole e frasi acquistano davvero un significato diverso. (continua…)

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Andare a bottega

18/3/09

Catherine Bellwald Andare a bottegaAl mio amico nonchè osteopata e posturologo Virginio Mariani, che ho conosciuto durante il suo corso sulla Miofibrolisi, rubo questa espressione: “andare a bottega per imparare il mestiere”; una volta si faceva così.

Esiste niente di più efficace? Non credo. Guardare, copiare, fare, capire, rielaborare e rifare in modo del tutto personale ovvero aggiungendo il tuo, questo per me è crescere.

Funziona in tutto, non si può imparare solo dalla teoria anche se si studia per anni e anni: se non si pratica, non si arriva mai.
E cosa vi è meglio della pratica avviata di un’altro che è già passato prima di te, per imparare di più, affinare gli strumenti ed evolvere?

Purtroppo in Medicina questa possibilità è davvero molto rara, bisogna essere inseriti, magari essendo figli di qualche medico è più facile, in Facoltà l’apprendistato è molto più che insufficiente come numero di ore ma soprattutto come aspetto qualitativo.

Mi ricordo che alla fine del 5° anno, dopo un anno di internato in Anatomia Patologica a vedere autopsie, ero diventata allieva interna nel reparto di Cardiologia del Policlinico di Milano: mi sembrava di essere lì solo per fare anamnesi, esame delle urine e niente più.

(continua…)

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