Articoli a proposito di ‘antidepressivo’

Depressione un circolo vizioso

24/10/11

Catherine Bellwald Depressione un circolo viziosoLa depressione è definita come uno stato psicopatologico  la cui incidenza è fra le più significative; colpisce la popolazione in diverse fasce di età, si accompagna a svariate condizioni psicoemotive, ma anche a molte patologie organiche.

Non è necessario essere un medico  per capire  quando la depressione si manifesta radicandosi nel comportamento di una persona a noi cara e per capire quanto sia difficile scacciare questa condizione con il semplice aiuto della parola e dei consigli.

La depressione favorisce l’insorgenza di condizioni patologiche e viceversa molteplici patologie possono sfociare in una depressione. La depressione del tono dell’umore come viene definita in ambiente medico aumenta la morbilità (la possibilità di ammalarsi) e la mortalità ( la possibilità di morire) questo è un dato certo e verificabile dai più accreditati giornali di medicina ufficiale ed è per questa ragione che la terapia farmacologica antidepressiva è considerata una fra le cure a lungo termine più diffuse e irrinunciabili.

Ancora una volta si può vedere da vicino come la mente influenza il corpo e vice versa. Lo stato depressivo riduce e altera processi interni di riparazione cellulare, di difesa immunitaria, e può dare un valido aiuto nello sconvolgere e alterare svariati sistemi ed equilibri biochimici  dando via a una tempesta del complicato network ormonale e bioumorale del nostro piccolo ma complicato essere corpo-mente.

Lo ripeto: non serve essere un medico per capire che l’integrità della nostra mente è indispensabile per mantenere la nostra salute e  che  solo il suo equilibrio ci consente di passare attraverso le difficoltà che la vita ci impone costantemente in ambito famigliare, lavorativo e sociale in senso lato.

La depressione del tono dell’umore è paragonabile a una condizione di impotenza e di schiavitù del pensiero, che possiamo rappresentare come intrappolato in un circuito chiuso. Il pensiero in un certo senso cerca di uscire ma si ritrova sempre uguale a se stesso capace solo di alimentare il proprio disagio interiore come un animale in gabbia. E tanto più si dibatterà per uscire più aumenterà la sua condizione di impotenza e di fallimento

Indipendentemente dalle  motivazioni che hanno generato questa condizione, che possono essere le più svariate: un lutto, una separazione,  una malattia invalidante, difficoltà economiche, una forte perdita di sangue, una condizione ormonale squilibrata, una famigliarità positiva per la depressione, non importa la causa scatenante o concausa talora anche assente, il paziente gravemente depresso diventa incapace di uscire da questo stato senza un aiuto esterno: è in trappola!

Ecco che la chimica mediata dai farmaci serontoninergici o dopaminergici diventa un valido supporto come l’abilità di alcuni psicologi; entrambi questi aiuti servono a dare la possibilità di uscire dalla gabbia del pensiero in loop. Anche l’agopuntura può essere un valido aiuto in quanto fornisce una energia armonizzante che in termini semplicistici potremmo definire un risparmio o accumulo energetico positivo in grado di farci uscire dal cerchio chiuso come con una pedata.

In realtà in termini di scienza informatica si tratta di produrre un reset del sistema, in termini di scienza dell’interiore si parla di sofferenza volontaria quando, facendo volontariamente una cosa del tutto inaspettata, sorprendi la tua mente producendo  un surplus energetico capace di fare saltare la dinamica del pensiero oltre la gabbia da lui costruita.

In termini interiori  si paragona spesso il  cammino evolutivo di un individuo come a una spirale in cui il soggetto certamente produce un movimento circolare che lo porta a ripassare da situazioni psicologiche e fisiche analoghe oppure che si ripetono. Secondo la legge dello yin dello yang e dei cinque elementi, la vita stessa è riconducibile a un circolarità e continuo passaggio dallo yin allo yang e da un elemento al suo elemento figlio e così via in una circolarità perpetua.

Non si tratta però di un cerchio chiuso bensì di un cerchio aperto che potremmo ricondurre a una spirale; la situazione già vissuta in precedenza viene rivissuta da un punto di vista diverso. Ecco che si allarga lo spazio di esperienza pur rivivendo apparentemente lo stessa condizione, la mente non si sente chiusa ma in espansione e in crescita poichè ricorda e associa la vecchia esperienza alla nuova e questo produce una nuova esperienza personale sempre più ricca.

Non siamo fatti per stare fermi; ho già detto questa frase parlando del corpo ma lo stesso vale per la mente.

Il mio suggerimento, pur non essendo una psicologa, è quello di stare molto in guardia. Quando ripetiamo sempre gli stessi errori, gli stessi gesti, gli stessi rituali e perdiamo la capacità mentale di adattarci al nuovo, allora siamo in pericolo. Non serve quindi solo rilassarsi e imparare a farlo, ma serve cambiare la prospettiva, serve spostarsi di livello.

E per fare questo la condizione necessaria è quella di apertura mentale non già nei confronti di una singola cosa ma in senso lato. L’apertura è l’unica condizione che ci consente di imparare e di acquisire strumenti e nozioni. L’apertura è una condizione nella quale non si ha paura di essere feriti o derubati  e tanto meno una condizione di superiorità egoica, condizioni queste che la impediscono. L’apertura mentale è in realtà una condizione naturale dell’uomo in evoluzione.

Allora una frase detta in un film, una considerazione fatta da un amico o da un negoziante, ma anche una sfiga, possono diventare lo spunto per fare un salto di comprensione e per muovere il nostro pensiero più in là, dando appunto alla psiche il suo nutrimento che è ancora e sempre movimento ma in espansione senza limiti ne barriere imposte da altri e ancor meno da noi stessi.

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Il potere terapeutico degli animali

27/6/11

Catherine Bellwald Il potere terapeutico degli animaliE’ ormai riconosciuto da numerosi eminenti psicologi che un animale domestico è in grado di sanare una ferita o una  sofferenza sentimentale anche profonda tanto quanto una medicina.

Una malattia, un lutto in famiglia, un divorzio, i figli che se ne vanno sono tutte possibili situazioni che possono beneficiare del potere terapeutico degli animali.

All’animale domestico nella maggior parte di questi casi viene attribuito un significato emotivo molto importante e l’animale non è mai al di sotto delle nostre aspettative.

In lui si cerca e si da amore e affetto e da lui si riceve sempre una quantità di affetto e amore incalcolabile perchè moltiplicata dalla soddisfazione intima e profonda di essere importanti e desiderati. Non importano le spese del veterinario, della toilettatura e della sua alimentazione e neanche gli sforzi per portarlo fuori. Lui è  più importante di molte altre persone che ci girano intorno.

Un animale acquistato per caso  o per gioco o per curiosità al quale non vien data importanza e nessun carico emozionale passa invece la sua esistenza nella più totale e insignificante indifferenza da parte del suo padrone. Un cane che sostituisce un cane molto importante non sarà mai un grande cane perchè a lui non ci si affezionerà mai abbastanza.  Sono i cosiddetti cani tappa buchi.

I veri cani o gatti o altri animali domestici, quelli ai quali un uomo si lega a doppia mandata, sono quelli che arrivano in un particolare momento della vita e che fanno come da serbatoio del nostro emotivo.

In un certo senso in loro si riversa qualcosa che poi è possibile vedere e ritrovare come guardandosi allo specchio, la loro presenza è una consolazione, una sicurezza e come un nutrimento emozionale talora molto importante per superare alcuni momenti difficili della vita.

Avere un animale domestico permette di  esprimere la nostra tenerezza, permette di non sentirsi soli  ed è utilissimo nella fase dello sviluppo, soprattutto se ci sono state delle sofferenze famigliari; prendersi cura di un altro essere è un modo per diventare più responsabili e permette ai ragazzi di crescere e diventare più maturi e forti emotivamente.

L’animale domestico poi è davvero insostituibile nella terza età, alcune case di cura  si stanno attrezzando per consentire ad alcuni animali randagi di essere addottati,  per gli anziani è un modo per non sentirsi soli e essere meno rigidi e cinici. Si tratta di  una medicina potentemente antidepressiva, forse anche un modo per sentirsi più collegati alla natura e quindi armonici.

Una cosa è certa; lavorare con cani, gatti e animali domestici è diventato negli ultimi anni un autentico business,   la solidarietà e le attenzioni per gli animali superano in molti casi quelle per gli essere umani e per se stessi, si può sopportare una cefalea per anni senza decidersi a curarla seriamente ma se il cane starnutisce si corre dal veterinario! Ci sarebbe da ragionarci sopra. Meglio comunque così che nelle tasche delle case farmaceutiche sempre pronte a trovare pillole della felicità da assumere vita natural durante.

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Tracce di Profumo. Cercando un libro. By Valeria

29/12/09

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. Cercando un libro. By Valeria

Ho sognato che stavo cercando un libro.

Un antico libro dalle pagine ingiallite e fragili, profumate di polvere e umidità.

Mi trovavo in una affollata libreria del centro cittadino, bersagliata da una esplosione di colori, improbabili best seller, inutili oggetti regalo, rumore del continuo vociferare e musica diffusa in sottofondo.

La gente collezionava pacchetti natalizi; una affannata raccolta di regali dell’ultimo momento da scartare sotto un albero senza poesia ne calore, senza gioia ne vera intenzione.

Una tradizione ormai privata del potere magico del rituale e trasformata in operazione commerciale.

Quella congestione di oggetti, emozioni, frustrazioni e tanta fretta mi impediva di orientarmi, di capire dove cercare.

Mi rivolsi ad una commessa che, a giudicare dall’espressione, aveva perduto ogni possibilità di contatto con i clienti e perfino con se stessa; agiva come un automa e, su mio suggerimento, digitò sulla tastiera di un computer una parola chiave per individuare la collocazione del libro.

Ma l’esito della ricerca fu piuttosto confuso, uscirono argomenti e titoli correlati, voci simili e testi suggeriti. Lei mi guardò assente e disse: “Provi da quella parte”.

Con un sospiro rassegnato iniziai a girovagare a caso nella libreria sperando più che altro in un colpo di fortuna.

D’improvviso mi trovai di fronte una porta che conduceva ad una sala semideserta e silenziosa.

Entrai.

(continua…)

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La depressione riduce la libido

27/3/09

E noto a tutti e tutti lo abbiamo sperimentato, quando il corpo o la mente non stanno bene molto spesso cala il desiderio sessuale.

In particolare la depressione influenza in modo sostanziale la libido, non c’è da stupirsi, è un fatto chimico: cala la produzione ormonale e di endorfine in tutto il corpo, la circolazione energetica rallenta e si focalizza solo sulla parte alta del corpo.

Al primo campanello di allarme, consiglio di scrollarsi di dosso la pigrizia, infilarsi un tuta da ginnastica e andare a correre se possibile all’aria aperta o praticare un arte marziale se preferite.

Vi assicuro che la produzione di endorfine è immediata! Provare per credere.

Certo una bella giornata di sole aiuta, ma in mancanza di questa fatela brillare lo stesso, violentavi uscendo di casa anche se stareste a letto tra le lenzuola o sulla poltrona a far niente. Andate a sudare.

(continua…)

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Volersi bene

4/1/09

Catherine Bellwald Volersi beneIn questi anni di lavoro ho potuto constatare che i pazienti raramente decidono di prendersi cura di sé, esiste sempre un’altra priorità, si resiste, si sopporta.

Non adesso, non c’è il tempo. Il tempo in effetti a ben guardare non c’è mai!

E questo è un dato di fatto.

Una persona che tutti i sacrosanti fine settimana  soffre di cefalea  si limita a fare gli accertamenti necessari per escludere una patologia severa e poi si accontenta di assumere per il resto della vita farmaci ad azione antidolorifica, ansiolitica o antidepressiva.

Il tempo bisogna prenderlo, non aspettare che arrivi, perchè non arriva!

(continua…)

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    Festeggiare i morti non credo significhi solamente ricordare e porgere gli omaggi ai nostri cari defunti. Credo che festeggiare i morti possa essere un occasione per avvicinarsi a questo mistero: la morte. In tutte le culture antiche e moderne la morte è e resta il più grande mistero irrisolto e d
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