antidepressivo

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Agopuntura per trattare l’ansia

Catherine Bellwald Agopuntura  per trattare lansiaL’ansia è una parola divenuta di uso quasi comune. Questa sindrome (appunto definita “sindrome ansiosa” in quanto contiene un corollario di possibili e diversificati sintomi piuttosto svariati che vanno da quelli fisici come il mal di stomaco a quelli più psicologici come il timore del futuro), con l’inizio  e lo svilupparsi della psicologia era esclusivamente di pertinenza psicologica.

Oggi dopo quasi 100 anni sono comparse a fianco degli psicologi diverse scuole di pensiero e di coaching intese come educazione al corretto modo di porsi di fronte al proprio vissuto e a ciò che ci accade nel presente.

Sono moltissimi i farmaci ansiolitici  usati, che oggi vengono prescritti nella maggioranza dei casi dal  medico di base per fronteggiare diversi disturbi correlati all’ansia a partire dalla categoria dei giovanissimi fino agli ultraottantenni passando ovviamente da uomini e donne di media età.

Le molecole più conosciute e dibattute sono le benzodiazepine o BZN definite appunto ansiolitici. Questi farmaci sono entrati nella pratica clinica negli anni 50 e tutt’ora sono considerati estremamente efficaci per ridurre i disturbi ansiosi.

Sono però moltissimi gli effetti collaterali attribuiti a queste molecole; in primis la loro nota capacità di creare dipendenza, come di molti farmaci se ne raccomanda l’esclusivo utilizzo a breve termine. Per questo motivo oggi i farmaci più usati sono preferibilmente antidepressivi ad azione ansiolitica utilizzati a lungo termine .

Tutti sanno peraltro che i disturbi psicologici non durano pochi mesi, non a caso anche le terapie psicologiche vanno avanti anni. La casistica dei pazienti ansiosi che vedo più frequentemente è formata da persone in terapia da anni con farmaci e psicoterapia che di solito arrivano per risolvere disturbi apparentemente fisici, pazienti ansiosi che non hanno mai assunto farmaci e che non vogliono assumerli, pazienti ansiosi con molteplici problemi fisici che focalizzano la loro mente unicamente sui disturbi fisici.

Inutile dire che i pazienti che più velocemente risolvono i disturbi ansiosi sono quelli che arrivano a capire in primo luogo di essere tali, vogliono quindi limitare i farmaci, se possibile farne a meno e, nel caso migliore, non assumerli affatto. Questi soggetti con poche sedute di agopuntura, in media dalle 6 alle 10, cambiano radicalmente perchè hanno per così dire un disturbo non strutturato nel corpo fisico.

Ecco che l’ideale sarebbe prescrivere il farmaco ansiolitico e immeditamente iniziare il più presto possibile la terapia con agopuntura; questo consentirebbe di limitare al minimo l’assunzione del farmaco ansiolitico togliendolo e sostituendolo il più velocemente possibile con una terapia più naturale  e con semplici consigli comportamentali. Solo nei casi più complessi che devono elaborare un vissuto e che hanno un atteggiamento evidentemente non sano sarà indispensabile associare un lavoro psicologico di sostegno di gruppo o individuale.

Per tutti gli altri che invece hanno strutturato disturbi fisici veri e propri e che di solito tendono a cronicizzare nel tempo l’agopuntura è un grande aiuto per ristabilire un equilibrio ma necessita di un trattamento a lungo termine che dovrebbe essere inserito in un lavoro multidisciplinare in grado di lavorare sul corpo e sulla mente in modo coordinato, sfruttando all’interno della seduta di agopuntura anche tecniche di respirazione e di rilassamento guidato che faciliteranno il raggiungimento di un nuovo equilibrio psicofisico.

 

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I massaggi per trattare in modo naturale il calo del desiderio

Catherine Bellwald  I massaggi per trattare in modo naturale il calo del desiderioIl calo del desiderio sessuale è da sempre considerato un problema prevalentemente femminile che si aggrava con l’avvicinarsi della menopausa quando gli ormoni sessuali femminili iniziano a calare fino a venire a mancare completamente.

Ma oggi questo disturbo sembra colpire sia il sesso femminile che maschile talora anche in giovane età. Si ritiene che possa essere collegato con un aumento dello stato di stress e di depressione del tono dell’umore. Amori disillusi, mancanza di stima in sé stessi, problemi economici, problemi sul lavoro e in famiglia: tutti fattori questi che possono portare un calo del desiderio sessuale.

Per lavorare su questo problema esistono diversi approcci, da quello farmacologico-chimico che si basa prevalentemente sull’utilizzo del testosterone a quello psicologico, fino ad arrivare all’agopuntura; tutti metodi validi e usati per cercare di eliminare questo disturbo talora vissuto molto male da chi ne soffre.

In realtà esistono altri modi meno medicalizzati ovvero non supportati da medici e dottori variamente specializzati. Il primo è quello di eseguire un attività motoria e un programma di lavoro fisico personalizzato che indirettamente agisca sia sull’aumento del testosterone che su quello dell’autostima, riducendo la tensione psichica e spesso sollevando anche l’umore.

Il secondo è un regno più  sensoriale che ha a che vedere con il piacere fisico e con la capacità di rilassarsi, di toccare e farsi toccare. E’ il mondo del massaggio; ne esistono di tutti i tipi: thai, giapponese, cinese, ayurvedico, con le pietre, con le essenze, a quattro mani, drenante, rilassante, stimolante, tonificante e chi più ne ha più ne metta. Da che mondo è mondo e in ogni cultura popolare esiste un modo di usare le mani allo scopo di alleviare sofferenze e dare piacere. Non per nulla il massaggio è da sempre usato anche come preliminare all’atto sessuale, come dono e contatto tra due persone.

Inoltre è possibile sfruttare le proprietà terapeutiche di molteplici olii essenziali che potranno essere impiegati per uso esterno, diluiti negli oli vegetali, come l’olio di mandorle dolci per fare un esempio classico, oppure l’olio di argan per fare un esempio più costoso. Quello che conta è la purezza degli olii essenziali che avranno un’efficacia attraverso la loro componente chimica volatile e quella energetica vibrazionale che si può trasmettere attraverso il contatto cutaneo.

La cosa più importante è quella di non superare il dosaggio terapeutico che è considerato al 5%, inteso come 100 gocce di olio essenziale per 100ml di olio vegetale. (20 gocce =1 ml, 100 gocce=5 ml). Per le pelli sensibili si consiglia di restare su una diluizione al 2-3% 40-60 gocce per 100ml, per i bambini mai superare l’1% e comunque chiedere quali siano le indicazioni idonee al caso al medico specialista per facilitare il rilassamento e curare l’insonnia, per esempio.

Ma torniamo al calo del desiderio; è comunque raccomandabile prima di iniziare un massaggio a queste diluizioni testare i diversi olii essenziali sulla piega del gomito per valutare l’eventuale presenza di allergie, si segnala inoltre che sono pochissimi  gli olii essenziali utilizzabili in caso di gravidanza.

Fra gli olii utili al femminile ricordiamo  per primo il gelsomino (jasminum officinalis sambac); è indicato per le donne che fanno fatica a lasciar andare e accogliere e donare se stesse, è particolarmente utile alle donne virili che vogliono condurre il rapporto oppure alle donne molto impegnate nel lavoro o in famiglia incapaci  di mollare la mente e il loro ruolo superattivo per seguire l’uomo nell’atto amoroso.

Un altro olio essenziale utile è la cannella (cinnamum verum) particolarmente usato in caso di freddezza della coppia; serve a riscaldare il rapporto e l’intesa, in senso fisico riscalda e riequilibra la temperatura del corpo, in senso psichico si dice che aiuti a superare le difficoltà create da delusioni o tensioni emotive.

Il neroli (citrus aurentis fiori)  si dice sia un potente antistress e afrodisiaco, permette di ritrovare se stessi, la propria fiducia e la fiducia nei rapporti e negli altri. Si ritiene sia utile per  superare le proprie paure e lo stato di depressione del tono dell’umore favorendo l’amore.

Particolarmente dedicati agli uomini il pino silvestre (pinus sylvestris), che si considera rafforzi l’energia sessuale e permetta di combattere la stanchezza e il vetiver (vetiveria zizanoides) che considerato utile per sviluppare la naturale forza sessuale.

L’odore raggiunge direttamente la parte del cervello considerata più emozionale del lobo limbico e dell’ippocampo in grado di produrre  una memoria olfattiva che collega i diversi odori con stati emozionali fra cui anche il piacere. Ecco perchè è comunque importante che l’essenza sia comunque piacevole e scelta anche anche solo col naso. Ricordiamo che sono molteplici le piante e le proprietà benefiche di ciascuna essenza e che il corpo possiede una sua intelligenza talora superiore alla nostra capacità di analisi mentale.

E’ certamente vero che in casi importanti di disturbo della sfera sessuale ed emotiva questi prodotti non saranno sufficienti ma è altresì vero che un massaggio settimanale fatto da mani esperte con l’essenza più adatta possa essere un ottimo sistema per allentare le tensioni e aiutarci a vivere maggiormente il piacere fisico.

E’ ovviamente importante scegliere il massaggiatore o la massaggiatrice a noi più congeniali che non dovranno essere troppo invadenti ne troppo superficiali. A questo proposito spezzo una lancia a favore dei tanti professionisti nel campo che oggi sono spiazzati dalla presenza sul commercio di centri massaggi che fioriscono a tutti gli angoli di strada a prezzi certamente estremamente convenienti ma che non possono di certo implicare l’utilizzo di materie prime di qualità.

Il prezzo è in questi casi per lo più adeguato a ciò che si riceve state quindi attenti a non giudicare il massaggio solo considerando  il suo costo. Sono infatti importanti  il luogo dove viene praticato il e la sua qualità oltre che ovviamente la professionalità di chi lo esegue e la purezza dei prodotti usati.

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Depressione un circolo vizioso

Catherine Bellwald Depressione un circolo viziosoLa depressione è definita come uno stato psicopatologico  la cui incidenza è fra le più significative; colpisce la popolazione in diverse fasce di età, si accompagna a svariate condizioni psicoemotive, ma anche a molte patologie organiche.

Non è necessario essere un medico  per capire  quando la depressione si manifesta radicandosi nel comportamento di una persona a noi cara e per capire quanto sia difficile scacciare questa condizione con il semplice aiuto della parola e dei consigli.

La depressione favorisce l’insorgenza di condizioni patologiche e viceversa molteplici patologie possono sfociare in una depressione. La depressione del tono dell’umore come viene definita in ambiente medico aumenta la morbilità (la possibilità di ammalarsi) e la mortalità ( la possibilità di morire) questo è un dato certo e verificabile dai più accreditati giornali di medicina ufficiale ed è per questa ragione che la terapia farmacologica antidepressiva è considerata una fra le cure a lungo termine più diffuse e irrinunciabili.

Ancora una volta si può vedere da vicino come la mente influenza il corpo e vice versa. Lo stato depressivo riduce e altera processi interni di riparazione cellulare, di difesa immunitaria, e può dare un valido aiuto nello sconvolgere e alterare svariati sistemi ed equilibri biochimici  dando via a una tempesta del complicato network ormonale e bioumorale del nostro piccolo ma complicato essere corpo-mente.

Lo ripeto: non serve essere un medico per capire che l’integrità della nostra mente è indispensabile per mantenere la nostra salute e  che  solo il suo equilibrio ci consente di passare attraverso le difficoltà che la vita ci impone costantemente in ambito famigliare, lavorativo e sociale in senso lato.

La depressione del tono dell’umore è paragonabile a una condizione di impotenza e di schiavitù del pensiero, che possiamo rappresentare come intrappolato in un circuito chiuso. Il pensiero in un certo senso cerca di uscire ma si ritrova sempre uguale a se stesso capace solo di alimentare il proprio disagio interiore come un animale in gabbia. E tanto più si dibatterà per uscire più aumenterà la sua condizione di impotenza e di fallimento

Indipendentemente dalle  motivazioni che hanno generato questa condizione, che possono essere le più svariate: un lutto, una separazione,  una malattia invalidante, difficoltà economiche, una forte perdita di sangue, una condizione ormonale squilibrata, una famigliarità positiva per la depressione, non importa la causa scatenante o concausa talora anche assente, il paziente gravemente depresso diventa incapace di uscire da questo stato senza un aiuto esterno: è in trappola!

Ecco che la chimica mediata dai farmaci serontoninergici o dopaminergici diventa un valido supporto come l’abilità di alcuni psicologi; entrambi questi aiuti servono a dare la possibilità di uscire dalla gabbia del pensiero in loop. Anche l’agopuntura può essere un valido aiuto in quanto fornisce una energia armonizzante che in termini semplicistici potremmo definire un risparmio o accumulo energetico positivo in grado di farci uscire dal cerchio chiuso come con una pedata.

In realtà in termini di scienza informatica si tratta di produrre un reset del sistema, in termini di scienza dell’interiore si parla di sofferenza volontaria quando, facendo volontariamente una cosa del tutto inaspettata, sorprendi la tua mente producendo  un surplus energetico capace di fare saltare la dinamica del pensiero oltre la gabbia da lui costruita.

In termini interiori  si paragona spesso il  cammino evolutivo di un individuo come a una spirale in cui il soggetto certamente produce un movimento circolare che lo porta a ripassare da situazioni psicologiche e fisiche analoghe oppure che si ripetono. Secondo la legge dello yin dello yang e dei cinque elementi, la vita stessa è riconducibile a un circolarità e continuo passaggio dallo yin allo yang e da un elemento al suo elemento figlio e così via in una circolarità perpetua.

Non si tratta però di un cerchio chiuso bensì di un cerchio aperto che potremmo ricondurre a una spirale; la situazione già vissuta in precedenza viene rivissuta da un punto di vista diverso. Ecco che si allarga lo spazio di esperienza pur rivivendo apparentemente lo stessa condizione, la mente non si sente chiusa ma in espansione e in crescita poichè ricorda e associa la vecchia esperienza alla nuova e questo produce una nuova esperienza personale sempre più ricca.

Non siamo fatti per stare fermi; ho già detto questa frase parlando del corpo ma lo stesso vale per la mente.

Il mio suggerimento, pur non essendo una psicologa, è quello di stare molto in guardia. Quando ripetiamo sempre gli stessi errori, gli stessi gesti, gli stessi rituali e perdiamo la capacità mentale di adattarci al nuovo, allora siamo in pericolo. Non serve quindi solo rilassarsi e imparare a farlo, ma serve cambiare la prospettiva, serve spostarsi di livello.

E per fare questo la condizione necessaria è quella di apertura mentale non già nei confronti di una singola cosa ma in senso lato. L’apertura è l’unica condizione che ci consente di imparare e di acquisire strumenti e nozioni. L’apertura è una condizione nella quale non si ha paura di essere feriti o derubati  e tanto meno una condizione di superiorità egoica, condizioni queste che la impediscono. L’apertura mentale è in realtà una condizione naturale dell’uomo in evoluzione.

Allora una frase detta in un film, una considerazione fatta da un amico o da un negoziante, ma anche una sfiga, possono diventare lo spunto per fare un salto di comprensione e per muovere il nostro pensiero più in là, dando appunto alla psiche il suo nutrimento che è ancora e sempre movimento ma in espansione senza limiti ne barriere imposte da altri e ancor meno da noi stessi.

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Il potere terapeutico degli animali

Catherine Bellwald Il potere terapeutico degli animaliE’ ormai riconosciuto da numerosi eminenti psicologi che un animale domestico è in grado di sanare una ferita o una  sofferenza sentimentale anche profonda tanto quanto una medicina.

Una malattia, un lutto in famiglia, un divorzio, i figli che se ne vanno sono tutte possibili situazioni che possono beneficiare del potere terapeutico degli animali.

All’animale domestico nella maggior parte di questi casi viene attribuito un significato emotivo molto importante e l’animale non è mai al di sotto delle nostre aspettative.

In lui si cerca e si da amore e affetto e da lui si riceve sempre una quantità di affetto e amore incalcolabile perchè moltiplicata dalla soddisfazione intima e profonda di essere importanti e desiderati. Non importano le spese del veterinario, della toilettatura e della sua alimentazione e neanche gli sforzi per portarlo fuori. Lui è  più importante di molte altre persone che ci girano intorno.

Un animale acquistato per caso  o per gioco o per curiosità al quale non vien data importanza e nessun carico emozionale passa invece la sua esistenza nella più totale e insignificante indifferenza da parte del suo padrone. Un cane che sostituisce un cane molto importante non sarà mai un grande cane perchè a lui non ci si affezionerà mai abbastanza.  Sono i cosiddetti cani tappa buchi.

I veri cani o gatti o altri animali domestici, quelli ai quali un uomo si lega a doppia mandata, sono quelli che arrivano in un particolare momento della vita e che fanno come da serbatoio del nostro emotivo.

In un certo senso in loro si riversa qualcosa che poi è possibile vedere e ritrovare come guardandosi allo specchio, la loro presenza è una consolazione, una sicurezza e come un nutrimento emozionale talora molto importante per superare alcuni momenti difficili della vita.

Avere un animale domestico permette di  esprimere la nostra tenerezza, permette di non sentirsi soli  ed è utilissimo nella fase dello sviluppo, soprattutto se ci sono state delle sofferenze famigliari; prendersi cura di un altro essere è un modo per diventare più responsabili e permette ai ragazzi di crescere e diventare più maturi e forti emotivamente.

L’animale domestico poi è davvero insostituibile nella terza età, alcune case di cura  si stanno attrezzando per consentire ad alcuni animali randagi di essere addottati,  per gli anziani è un modo per non sentirsi soli e essere meno rigidi e cinici. Si tratta di  una medicina potentemente antidepressiva, forse anche un modo per sentirsi più collegati alla natura e quindi armonici.

Una cosa è certa; lavorare con cani, gatti e animali domestici è diventato negli ultimi anni un autentico business,   la solidarietà e le attenzioni per gli animali superano in molti casi quelle per gli essere umani e per se stessi, si può sopportare una cefalea per anni senza decidersi a curarla seriamente ma se il cane starnutisce si corre dal veterinario! Ci sarebbe da ragionarci sopra. Meglio comunque così che nelle tasche delle case farmaceutiche sempre pronte a trovare pillole della felicità da assumere vita natural durante.

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Tracce di Profumo. Cercando un libro. By Valeria

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. Cercando un libro. By Valeria

Ho sognato che stavo cercando un libro.

Un antico libro dalle pagine ingiallite e fragili, profumate di polvere e umidità.

Mi trovavo in una affollata libreria del centro cittadino, bersagliata da una esplosione di colori, improbabili best seller, inutili oggetti regalo, rumore del continuo vociferare e musica diffusa in sottofondo.

La gente collezionava pacchetti natalizi; una affannata raccolta di regali dell’ultimo momento da scartare sotto un albero senza poesia ne calore, senza gioia ne vera intenzione.

Una tradizione ormai privata del potere magico del rituale e trasformata in operazione commerciale.

Quella congestione di oggetti, emozioni, frustrazioni e tanta fretta mi impediva di orientarmi, di capire dove cercare.

Mi rivolsi ad una commessa che, a giudicare dall’espressione, aveva perduto ogni possibilità di contatto con i clienti e perfino con se stessa; agiva come un automa e, su mio suggerimento, digitò sulla tastiera di un computer una parola chiave per individuare la collocazione del libro.

Ma l’esito della ricerca fu piuttosto confuso, uscirono argomenti e titoli correlati, voci simili e testi suggeriti. Lei mi guardò assente e disse: “Provi da quella parte”.

Con un sospiro rassegnato iniziai a girovagare a caso nella libreria sperando più che altro in un colpo di fortuna.

D’improvviso mi trovai di fronte una porta che conduceva ad una sala semideserta e silenziosa.

Entrai.

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La depressione riduce la libido

Catherine Bellwald La depressione riduce la libidoE’ noto a tutti e tutti lo abbiamo sperimentato; quando il corpo o la mente non stanno bene molto spesso cala il desiderio sessuale.

In particolare la depressione influenza in modo sostanziale la libido, non c’è da stupirsi, è un fatto chimico: cala la produzione ormonale e di endorfine in tutto il corpo, la circolazione energetica rallenta e si focalizza solo sulla parte alta del corpo.

Al primo campanello di allarme, consiglio di scrollarsi di dosso la pigrizia, infilarsi un tuta da ginnastica e andare a correre se possibile all’aria aperta o praticare un arte marziale se preferite.

Vi assicuro che la produzione di endorfine è immediata! Provare per credere.

Certo una bella giornata di sole aiuta, ma in mancanza di questa fatela brillare lo stesso, violentavi uscendo di casa anche se stareste a letto tra le lenzuola o sulla poltrona a far niente. Andate a sudare.

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Volersi bene

Catherine Bellwald Volersi beneIn questi anni di lavoro ho potuto constatare che i pazienti raramente decidono di prendersi cura di sé, esiste sempre un’altra priorità, si resiste, si sopporta.

Non adesso, non c’è il tempo. Il tempo in effetti a ben guardare non c’è mai!

E questo è un dato di fatto.

Una persona che tutti i sacrosanti fine settimana  soffre di cefalea  si limita a fare gli accertamenti necessari per escludere una patologia severa e poi si accontenta di assumere per il resto della vita farmaci ad azione antidolorifica, ansiolitica o antidepressiva.

Il tempo bisogna prenderlo, non aspettare che arrivi, perchè non arriva!

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