Pagina 2 di 4«1234»

Articoli a proposito di ‘Alimentazione’

Lo stomaco e il mese di Aprile nella medicina cinese

7/4/11

Catherine Bellwald Lo stomaco e il mese di Aprile nella medicina cineseIl mese di Aprile nel calendario cinese è il mese dello stomaco considerato appartenente all’elemento Terra, periodo di transizione verso l’estate. In questo momento è facile che i soggetti particolarmente delicati di stomaco possano essere più fragili degli altri.

L’ora dello stomaco secondo il calendario cinese è quella che va dalle 7 alle 9 solari. Un segno positivo del buon funzionamento dello stomaco è avere a quest’ora un buon appetito. Si ritiene inoltre che mangiare in questa fascia oraria  favorisca una buona digestione e un corretto metabolismo degli zuccheri.

Purtroppo accade che molte persone  diano ancora troppa poca importanza alla prima colazione, un po’ per la fretta, un po’ la mancanza di cultura che resta quella del bar per  la grande maggioranza degli italiani. E’ importante però capire che avere sistematicamente nausea e scarso appetito dalle 7 alle 9 del mattino significa avere lo stomaco ingolfato. Alimentarsi con un caffè e una sigaretta è l’ abitudine più gastrolesiva per eccellenza anche se purtroppo per molte persone resta la scelta più gradita!

Per coloro che sono costretti a svegliarsi molto prima delle 7 per esigenze di lavoro è abbastanza normale non aver ancora appetito,  in quanto l’organismo a quell’ora non è pronto a cibarsi.  L’ora legale nella quale siamo entrati da poco, gioca un ruolo particolare a questo proposito, in quanto  anticipa il risveglio di un’ora; per coloro che si svegliano molto presto è possibile avere alcuni fastidi per lo stesso motivo di cui sopra. Durante il periodo dell’ora legale l’ora giusta per fare la prima colazione diventa tra le 8 e le 10.

Un altro importante segnale che lo stomaco è ingolfato ci viene dalla lingua al risveglio; avere  la bocca un pò impastata e la lingua con più induito è normale in quanto l’energia dello stomaco risale verso la bocca, ma quando la lingua è troppo sporca e il sapore in bocca troppo sgradevole sono specifici segnali di un problema dell’organo stomaco. Eccessiva acidità, eccessiva sete, oppure lingua e gengive che sembrano gonfie.

Fateci caso: andante a letto mangiando un riso bianco e  della verdura con sola acqua e andate a letto mangiando una pizza e una birra, oppure formaggio e vino scoprirete che la bocca e la lingua sono completamente diversi.

Oltre alla classica gastrite che evidenzia di solito un eccesso di acidità gastrica e di spasticità di questo viscere, un altro tipico problema dello stomaco è la digestione lenta e il senso di pesantezza epigastrico. Entrambi sono problemi che di solito non trovano una spiegazione nel malfunzionamento esclusivo del viscere stomaco.

Nella maggioranza dei casi il disturbo è più complesso e coinvolge altri organi fra cui citiamo il fegato, il pericardio, il piccolo intestino e la milza. Tutti organi collegati in qualche modo con l’elemento terra e con il centro che fisicamente rappresenta.

La componente psicoemozionale in questo organo-viscere è fondamentale, non è un caso se si dice quando si subisce un torto “la cosa proprio non mi è andata giù”. Non è un caso se ci raccomandano di non mangiare discutendo con i parenti come si fa purtroppo molto spesso durante le feste comandate e non. E ancora non è  un caso se ci viene detto che è meglio non parlare di lavoro o di cose sgradevoli durante il pranzo. Ebbene anche lo stomaco non vuole pensieri! Lo sapevate già e non vi dico niente di nuovo ma questo aspetto va preso in considerazione in modo più serio di quanto non si faccia.

Non è solo il cibo quindi il nostro alimento e la causa del nostro disagio e mal di stomaco, ma il modo in cui mangiamo e il modo in cui lo prepariamo. Certamente esistono alimenti particolarmente digeribili come la quinoa e altri più indigesti e anche questo lo sapete bene.

Mangiare cose fresche e genuine, preparate in modo semplice ma elegante evitando appena possibile anche l’utilizzo poco attento e talora abitudinario di bicchieri, posate e piatti di plastica.  E’ facile disporre una piccola tavola anche fuori casa, potete farlo anche in ufficio; basta aver una tovaglietta, due piatti un bicchiere e due posate il gioco è fatto! Anche un semplice pic nic all’aperto cambia radicalmente con una tovaglia vera e non di plastica, e con  cibo preparato con semplicità e non il sempiterno panino. Vada per il bicchiere e il piatto di carta per non romperli e avere meno peso ma anche qui si può scegliere un colore o una fantasia gradevoli e divertenti.

Tutte queste piccole attenzioni rendono la tavola e il cibo gradevoli in senso esteso evitando di identificare il piacere della tavola solamente con i cibi proibiti e/0 dannosi. La tavola e il cibo, intesi come un momento di comunione tra le persone o con se stessi, un momento di  piacere condiviso, sono qualcosa che va al di là del conteggio calorico e dell’indice glicemico del cibo. Questo modo di vedere il cibo è già una cura per se stessi e per gli altri.

A proposito di cura: un classico gemmoterapico di facile utilizzo e senza controindicazioni è il Fico detto anche Ficus Carica. Questo prodotto ha un tropismo per il sistema digerente e agisce sul sistema neurovegetativo. Il suo effetto psicoattivo corrisponde alla possibilità di rielaborare emozioni inadeguate e di disciplinare il pensiero. In termini pratici riduce le eccessive sollecitazioni neurovegetative sul sistema gastroenterico di provenienza emozionale e rilassa il viscere stomaco.  Ne consiglio l’assunzione in macerato glicerico come sostegno naturale in questo particolare mese dell’anno, in tutti casi di ipersensibilità gastrica.

Articoli correlati:

Ricette per mangiar sano: riso e banane

31/3/11

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: riso e bananeL’utilizzo della frutta nei primi e secondi piatti o come contorno è cosa poco conosciuta e sfruttata in Italia mentre trova riscontro in altre culture culinarie e talora nella nouvelle cuisine. Il contrasto tra il dolce e il salato e il contrasto tra il dolce e il piccante sono spesso ricercati nei piatti più raffinati.

Il famoso sorbetto alla mela verde o al limone come intermezzo nei pranzi molto impegnativi ne è un altro esempio oppure l’accoppiamento tra la frutta e la carne o la frutta e il pesce sono altri classici esempi di gusti elegantemente contrapposti .

Stranamente però, pur sapendo che dolce e salato, grasso e acido si completano e compensano, non siamo abituati a usarli frequentemente nella nostra alimentazione quotidiana; è come se nella testa ci fosse un freno oppure una abitudine e consuetudine a non farlo.

Ebbene ho sempre detto che il sapore dolce  estremo va evitato e limitato a rare occasioni mentre il sapore dolce moderato ovvero quello dei cereali e della frutta e verdura è salutare oltre che ricco di numerosi macronutrienti, fibre , vitamine e minerali.

Un esempio di frutta condita, poco conosciuto in Europa e molto usato nei paesi asiatici, è la banana con il riso. Il riso può essere di diverse qualità  e deve essere fatto bollire a parte.  Tagliate la banana a rondelle sul riso ancora caldo. E’ un ottimo sistema per utilizzare le banane un pò troppo mature che non riuscite più a mangiare, soprattutto se hanno già la buccia parzialmente nera. La ricetta è semplicissima e di grande effetto; al riso con le banane, aggiungete un filo di olio di oliva, un pizzico di sale e, a seconda del gusto personale, potete usare una bella spolverata di cannella, oppure di cacao al quale potete anche aggiungere con un pizzico di peperoncino oppure tutti e tre i sapori insieme.

L’accoppiamento tra il dolce un po’ forte della banana matura con il dolce insipido del riso è perfetto, così come il sapore dolce e piccante o dolce e salato si sposano divinamente. Avrete soddisfatto la voglia di mangiare dolce senza averlo veramente mangiato, potete fare la gioia di grandi e  bambini senza riempirli di ciccia e brufoli!

E in questo caso, a differenza di molte pubblicità ingannevoli su vari prodotti dolci da prima colazione e non, si tratta veramente di un alimento sano e genuino.

Articoli correlati:

Come riabilitare il colon irritabile

21/3/11

Catherine Bellwald Come riabilitare il colon irritabileSi fa un gran parlare di questa sindrome, detta anche SII (sindrome da intestino irritabile o IBS irritable bowel syndrom).

Con il nome sindrome da colon irritabile, molti disturbi o sintomi intestinali trovano una collocazione ma senza che vi sia non solo una particolare causa riconosciuta ma anche una vera e propria alterazione fisica riscontrabile.

L’ intestino è considerato più sensibile a diversi agenti esterni siano essi presenti nel cibo, nel clima o ambiente esterno, e nelle situazioni emozionali.

Non vi sono franchi segni di infiammazione della mucosa intestinale, come nelle coliti vere e proprie, ecco perché per lungo tempo  questa patologia è stata definita come psicosomatica o altrimenti come un disturbo funzionale la cui origine era interamente soggettiva ovvero psichica. Solo recentemente viene considerata ufficialmente  una vera e propria patologia organica si cercano le cause nel DNA, nelle tossine di alcuni microorganismi intestinali e nell’ipereattività del sistema nervoso.

Questa patologia come tutte quelle di questo tipo fra cui la fibromialgia  ha subito esattamente come alcune terapie mediche non convenzionali fra cui l’agopuntura il processo del “non vedo quindi non esiste” e per molti medici non sono mai state considerate patologie di cui occuparsi se non con una bonaria pacca sulla schiena..”basta che si rilassi e vedrà che passa tutto!” .

I sintomi sono decisamente variabili; gonfiore, pesantezza, coliche addominali gassose e spastiche, alvo stitico, alvo diarroico o alvo alterno. Insomma un insieme di disagi più o meno severi a seconda del caso.

Le spiegazioni sono state molte, alcuni sostengono che si tratti di una semplice irritabilità squisitamente su base neurovegetativa e quindi emozionale, altri ritengono che si tratti esclusivamente di una disbiosi ovvero di un alterata flora batterica intestinale con prevalenza di microorganismi perversi come la candida o batteri gasogeni, altri ritengono si tratti di forme di intolleranza alimentare ovvero reazioni e risposte eccessive del sistema immunitario nei confronti di sostanze alimentari precise.

Oggi la cura va dal consiglio di andare dallo specialista psicologo, alla terapia ansiolitica e antidepressiva in aggiunta alla terapia sintomatica antispastica, antidiarroica o lassativa. Alle cure  farmacologiche si aggiungono  consigli alimentari che variano a seconda del caso e degli obiettivi che possono essere:  ridurre la flora fermentativa e gasogena,  limitare la diarrea o la stitichezza, eliminare determinati cibi considerati intollerati.

La maggior parte dei casi che arriva nel mio studio segue un  regime alimentare limitatissimo, la frutta no, la verdura no, il latte no, e l’eliminazione spontanea di molti anzi direi troppi altri alimenti. Questi pazienti a furia di sentirsi male riducono sempre di più la scelta alimentare, si instaura una sorta di “fobia di stare male”. La tendenza è quella di fossilizzare il regime alimentare su pochi cibi talora a basso potere nutrizionale e neanche così salutistici, attribuendo spesso falsamente il loro star male a tale o talaltro alimento.

Le diverse visioni specialistiche non sono giuste o sbagliate in modo stretto ma sono da considerare in modo più ampio, spesso infatti una motivazione è la conseguenza dell’altra. La partenza può essere una predisposizione genetica di maggior o minor tolleranza di alcuni cibi, come il lattosio, magari associata ad una irritabilità più o meno marcata del sistema neurovegetativo su base emozionale, responsabile a sua volta di una irritazione e quindi di una alterazione del PH e della flora intestinali, cosa che a sua volta può interferire aumentando i disagi fisici e talora anche predisporre alla formazione di svariate intolleranze e talora anche vere e proprie allergie alimentari o crociate.

Insomma una catena di eventi in grado poi di alimentarsi in modo automatico anche senza una emozione o un cibo preciso ma certamente più sensibili alle emozioni forti e ai cibi irritanti e alle condizioni climatiche a rischio. E’ la stessa cosa del dolore cronico; una volta che la sindrome da colon irritabile si è instaurata, magari per anni, non serve più capire quale sia stato il vero elemento scatenante e  sfido anche a capirlo con certezza.

Molti di questi pazienti hanno avuto in età giovanile o nel loro passato, una forte inclinazione a comportamenti ansiosi oppure difficoltà emotive serie che non trovano più riscontro nel loro presente, situazioni decisamente risolte e stabilizzate dal punto di vista emotivo. Il quadro è simile al dolore post traumatico; il trauma anche se risolto e ben cicatrizzato, può lasciare un dolore anche a distanza di numerosi anni. Questi pazienti spesso non evidenziano un particolare disturbo del tono dell’umore o quadri ansiosi di rilievo e per questo rifiutano l’etichetta della patologia su base psichica.

Bisogna fare un lavoro di bonifica sull’intestino a 360° riabilitare l’intestino e il suo proprietario.

L’utilizzo dell’agopuntura e della fitoterapia cinese costituiscono un ottimo trattamento di fondo della sinfrome da colon irritabile, migliorano la sintomatologia dolorosa e i diversi disagi correlati in modo più che soddisfacente perché sono in grado di interagire sulla stimolazione neurovegetativa viscerale in modo diretto. Non si tratta di una terapia puramente sintomatica ma riequilibrante in senso globale.

A questo intervento consiglio nelle forme complesse l’ aggiunta di una completa ricolonizzazione dell’intestino riducendo i ceppi di microrganismi perversi e sostituendoli con colonie permanenti di bifidi nel tenue e lactobacilli ceppo rahmnosus nel colon.

E’ altresì fondamentale correggere le abitudini alimentari scorrette, sia eliminando o riducendo i cibi nocivi e irritanti, che reintegrando nella dieta molto gradualmente i diversi cibi e macronutrienti fondamentali per l’organismo.

All’inizio il paziente tende ad attribuire i suoi disagi solo al cibo ingerito e accetta difficilmente dei cambiamenti in questo ambito; si tratta di un lavoro delicato come per un emiplegico recuperare la deambulazione: ci vuole pazienza. Ognuno con il suo tempo a secondo della gravità individuale e soprattutto lavorando con molta dolcezza e capacità di ascolto senza che da parte del medico vi sia una eccessiva rigidità.

Il paziente inizierà  a ritrovare e ristabilire un nuovo, sano e soprattutto piacevole  rapporto con il cibo, fino a potersi concedere anche occasionali scappatelle culinarie senza  dover sopportare alcun disturbo fisico.

Articoli correlati:

La Quaresima, una terza forza per mettersi a dieta

10/3/11

Catherine Bellwald La Quaresima, una terza forza per mettersi a dietaIn questo periodo  assisto a un attegiamento un pò rinunciatario nei confronti del regime alimentare. Le persone sono stanche, troppo poca energia da dedicare alla limitazione del regime alimentare e alla focalizzazione mentale sul mettersi in forma.

Chi lo fa abitualmente è stufo, chi non lo fa mai aspetta ancora un pò, pensando “tanto cè tempo per la prova costume”…sbagliato! non c’è tempo e soprattutto questo è il tempo migliore per iniziare.

E allora usiamo la terza forza, la Quaresima può essere una motivazione forte e seria per un cattolico, ma anche una valida motivazione ideologica,  filosofica e spirituale per molte altre correnti di pensiero. Non conta come ognuno decide di  porsi in questa questione, l’importante è che la motivazione  possa dare una forza in più e una marcia in più per partire in questa direzione.

Può essere un modo per  iniziare a mantenere nel tempo l’attenzione sul regime alimentare corretto e i risultati arriveranno siano essi fisici e non. Non è un caso se in molte discipline esoteriche e religiose l’ordine e la dieta sono considerate importantissime, costituiscono una regola, un metodo per applicare e focalizzare l’attenzione e acquistare così maggior energia e determinazione da dedicare alla ricerca interiore.

Ma se la motivazione è unicamente  legata al desiderio di perdere peso non perdetevi d’animo, sapete come si fa per avere una terza forza? Si prende la bilancia e ci si pesa! Si signori molti in questo momento fanno finta di niente e vanno avanti a testa bassa, ignorando quanti chili hanno messo su involontariamente con l’inverno. Usciamo da questo letargo..il grasso non ci serve più!

E se ancora non basta, aprite l’armadio e provate a indossare i vestiti che normalmente usate in primavera ed estate, come vi stanno e se ci entrate ancora. Guardatevi allo specchio con occhio critico come se guardaste qualcuno che si rivolge a voi per dimagrire. Non ho detto di essere spietati, ma determinati; è diverso, ognuno avrà un obiettivo diverso raggiungibile a breve e lungo termine.

Una volta ben consolidata e interiorizzata la vostra motivazione personale, la prima cosa da fare è buttare, regalare o mettere via, tutto quello che avete in casa di sfizioso e che sistematicamente vi tenta, dolci, liquori, biscotti, cioccolato e non comprarli più per un bel pò! Se avete figli e marito che vi chiedono questi prodotti, chiedete loro di fare un sforzo per voi e, statene certi, farete loro un grande favore eliminando per un periodo dalla loro dieta alcuni cibi anche se  loro non vogliono dimagrire.

Per partire è fondamentale anche la complicità dei parenti che spesso ci rendono la decisione più complicata, soprattutto quando ci dicono che non dobbiamo essere fanatici, che qualche chilo in più non ci sta mica male e giù ci cucinano e comprano di tutto e di più!

Partiamo dall’eliminazione radicale di dolci,  alcolici,  pane e  pasta. Ricordate di fare una buona colazione, un discreto pranzetto, non dimenticate gli snack a metà mattino, una mela per esempio, nel pomeriggio un’arancia e alla sera siate il più rigorosi possibile;  se potete,  solo verdure.

Al mattino cereali in fiocchi o soffiati naturali, fiocchi di avena, fiocchi di grano saraceno, germe di grano, riso soffiato, con latte di soia, riso o capra e un frutto. Una mela a metà mattinata.

A pranzo se desiderate solo pulirvi consiglio una ciotola di riso con verdure crude ( finocchi, carote, ravanelli, carciofi, valeriana), mentre se il desiderio è di perdere peso al riso aggiungete carne o pesce. Alla sera solo verdure cotte o un passato di verdure. Per il caffé è la stessa cosa, la sua eliminazione è indicata e raccomandata solo se volete davvero pulire il corpo.

State tranquilli non morirete di fame e non farete morire nessuno di fame, non è una dieta pericolosa, le quantità di cibo stanno alla vostra discrezione. L’ideale è fare i 40 giorni canonici ma potete farvi lo sconto e partire con più calma e moderazione.

Non dimenticate di non mortificarvi con sempre gli stessi sapori, variate e inventate   qualcosa di nuovo e di gustoso per rendere i  vostri piatti meno tristi. Siate orgogliosi e sereni della vostra scelta e decisione. Scoprirete che la mente, una volta liberata dal desiderio del cibo e dalle tossine degli agenti inquinanti nonchè dei cibi malsani o troppo dolci e adulterati, si rilassa, scoprirete di avere più energia  e magari anche nuovi orizzonti.



Articoli correlati:

Ricette per mangiar sano: insalata di cereali e verdure crude

28/2/11

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: insalata di cereali e verdure crudeIn questa stagione è difficile scegliere le verdure per non cadere nella monotonia  del cucinare sempre le stesse cose, ” uffa che barba” direbbe la Mondaini!

Fino ad ora ho sempre consigliato di favorire le verdure cotte, per non raffreddare troppo il corpo durante la stagione invernale, quindi zucchine, zucca, asparagi, spinaci, broccoletti e broccoli magari spolverati con alcune spezie per stimolarne il sapore e riscaldarle ulteriormente.

Questi sapori però a lungo andare ci hanno un pò stufati.

In questo il momento stagionale possiamo  iniziare a introdurre e aumentare l’assunzione di verdure crude per pulire il nostro organismo dalle scorpacciate dell’inverno.

Carote, ravanelli, finocchi, rape, cavolo cappuccio, insalata belga o soncino, pomodori, germogli di soia, peperone, cuori di carciofo, puntarelle. Sono tutti ingredienti  ideali per fare un’ottima insalata di cereali.

Le quantità di verdure potranno essere più o meno abbondanti rispetto ai cereali, in media consiglio circa la metà del piatto complessivo. I cereali che più si prestano sono il riso e il farro ma potete usare anche il miglio, la quinoa o il couscous; però i chicchi sono più piccoli e danno meno soddisfazione. Del riso abbiamo già parlato per la sua elevata digeribilità e la sua assenza di glutine. Il farro è un altro grande cereale che si presta molto bene a questo tipo di “primo piatto insalata” ma essendo più fibroso può dare fastidio agli intestini più delicati.

Si ritiene che il farro sia uno dei cereali più antichi come coltivazioni, il fatto che si separi a fatica dall’involucro esterno lo ha escluso dalla raffinazione e dalla coltivazione intensiva. Oggi viene fortemente rivalutato, contiene glutine come il grano ma il farro è considerato più ricco di proteine,  in particolare dell’aminoacido essenziale metionina. Inoltre dal punto di vista dietetico il farro è considerato uno dei cereali più ipocalorici e ipoallergenico con effetto protettivo sull’intestino.

Potete usare le diverse verdure  singolarmente, le carote grattate per esempio e aggiungerle ai cereali in chicco, oppure potete fare un misto di verdure che consiglio di  tagliare finemente e condire con un buon olio di oliva, limone, sale e pepe, profumi se possibile freschi, a seconda dei gusti.

Il mischiare  le verdure fresche finemente tagliate con i cereali ci permette diversi vantaggi. Il primo è quello di  mangiare le verdure crude senza raffreddarci troppo, queste ultime infatti sono conservate in frigorifero e sono di solito fredde. Mischiate al farro o riso appena fatto la temperatura dei due ingredienti si stempererà ottenendo un piatto leggermente tiepido. Se preferite potete far saltare il tutto in padella o pentola tipo wok per pochissimi minuti; è un altra soluzione, un po’ più cinese ma valida.

Il secondo vantaggio è quello di limitare l’assunzione di  proteine animali che ben si sposano con l’insalata, vedi formaggi e carne e  del tanto amato pane per riempirci lo stomaco. Riusciamo in questa maniera a saziarci mantenendo un regime alimentare molto semplice e pulito, evitando di avere fame dopo  meno di due ore dal pasto principale, il che equivale a ridurre le tentazioni di saltare sul primo cibo spazzatura a portata di bocca.

Il mio consiglio è quello di usare  le verdure singolarmente in modo da variare i piatti e mangiare ogni giorno un piatto diverso a  vostro piacere. Consiglio sempre verdure biologiche e una certa attenzione all’estetica del piatto evitando di fare un pastone ma decorandolo per esempio modo elegante. Il cereale può essere messo in una formina e decorato con le verdure, oppure prima mischiato e condito e  poi messo in una formina o nel piatto.

Iniziate con il soncino e il farro; è molto semplice come preparazione e il sapore è delizioso, potete aggiungere anche qualche noce e pò di aceto balsamico, se vi va.

Per fare un altro esempio, provate anche con i germogli di soia in padella ad ammorbidirsi per alcuni minuti, aggiungete il riso bollito e condite.

Articoli correlati:

Febbraio, l’inzio della primavera e il capodanno cinese

3/2/11

Catherine Bellwald Febbraio, linzio della primavera e il capodanno cineseOggi  3 Febbraio 2011 in Cina si festeggia finalmente il capodanno e l’entrata ufficiale nell’anno del coniglio metallo Mao Xin, ma per il calendario cinese il capodanno è anche il primo giorno di primavera chiamato Li Chuen che significa l’inizio o la risalita della primavera.

Sembra assurdo pensare alla primavera oggi, avete tutti ragione da vendere!!! Per quello che sono riuscita a capire è come se il tempo inteso come condizione climatica ovvero come la percezione del tempo sul corpo e sulla natura arrivasse con un ritardo di circa 20-40 giorni.

Quando scaldiamo dell’acqua magari bella gelida con una fiamma, il calore arriverà all’acqua dopo un lasso di tempo variabile rispetto all’accensione della fiamma, ebbene il principio è lo stesso, all’inizio l’acqua resta terribilmente e sgradevolvente gelataaa!

Più filosoficamente si tratta del concetto del seme inteso come  una manifestazione non ancora espressa ma potenziale. Il presente consapevole e cosciente del suo divenire, il sapere in che direzione andare e non già un futuro ipotetico, irreale e onirico, ma una successione dell’oggi.

Qualcosa che non si vede ma che è già presente e saperlo fiutare significa  non farsi sorprendere ma cavalcare il tempo.

Il  segno di questo mese è la Tigre elemento legno yang, collegato quindi con l’organo fegato come il  mese che precede  ma anche con l’organo polmone specifico di Febbraio.

Il sapore dell’ organo polmone è il piccante. Questo sapore assunto moderatamente  tonifica il polmone mentre  il suo eccesso  lo indebolisce,  stesso discorso del sapore acido per il fegato.

Il polmone soffre con il freddo ma soffre anche di secchezza. Difficile direte voi con l’umidità che si trova in giro, vero anzi verissimo. Una sola raccomandazione possiamo farla per il riscaldamento eccessivo, ovvero il permanere tutto il giorno in ambiente superriscaldato equivale a rimanere troppo tempo fuori casa al freddo umido. Nel primo caso il polmone si danneggia o si indebolisce per l’eccessiva secchezza e nel secondo caso si indebolisce  per la penetrazione del freddo  nel corpo.

La raccomandazione resta sulla vigilanza delle condizioni climatiche e del proprio sentire e percepire caldo o freddo, ascoltandoci. E’ consigliabile, se state molto al chiuso, di umidificare l’ambiente con una semplice vaschetta con due gocce di olio essenziale di Timo o altre essenze a voi gradite o meglio consigliate. Potete anche  utilizzare sofisticati ionizzatori o vaporizzattori. Se desiderate ridurre o smettere di fumare questo è un ottimo mese.

E’ consigliabile continuare con un adeguato regime alimentare per disintossicare e pulire il fegato,  molta verdura e frutta se possibile bio, pochissimi alcolici, evitate i grassi idrogenati e la cioccolata, attenzione ai farmaci che appesantiscono il fegato, il lavoro sull’alimentazione sarà ancora più utile se tale assunzione è protratta nel tempo per motivi di salute o se il vostro fegato ha subito un infezione.

Il fegato e il polmone sono direttamente in contatto, la salute o debolezza di uno si ripercuote sull’altro, la tosse in particolare quella secca, può essere l’espressione di un malessere di entrambi questi organi.

Un’altra cosa molto importante è sapere che il polmone è collegato con l’emozione  della tristezza, attenzione quindi ai nostalgici e a tutti coloro che hanno subito una perdita dolorosa. Evitate di aprire la ferita facendovi del male, cercate di sanarla con dei balsami protettivi il che equivale a  ricordare ciò che abbiamo avuto con piacere e non ciò che non abbiamo più con dispiacere. Favorire i ricordi positivi di un vissuto che oggi non abbiamo più senza alimentare il disagio di questa mancanza ma solo richiamando alla memoria la bellezza e la ricchezza di quell’esperienza anche se ormai passata.

Un’attenzione questa volta non solo alimentare ma soprattutto emozionale; addestratevi a riconoscere quando la vostra mente vi conduce alle tipiche emozioni negative e stroncatele sul nascere. Eh no! …Eh no! Eh..no!

Attivate “l’emotional control” non si fa su Skype mi dispiace, non esiste un abbonamento, ma si può fare! E’ necessario anche in questo caso un certo addestramento e consapevolezza per riuscire in questa raffinata attività mentale.

Il controllo emozionale non significa diventare freddi e cinici anzi commuoversi e anche piangere sono una altra cosa. Quello che si richiede è solo di tagliare tutto quello che danneggia, soffocando e mettendo nell’ ombra.  E’ come fare una pulizia interiore, si devono togliere e rimuovere costantemente le erbacce,  permettendo ai  fiori del nostro giardino di fiorire sani e rigogliosi.

Articoli correlati:

Ricette per mangiar sano: pollo alle spezie

20/1/11

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: pollo alle spezie La carne di pollo si presta a diverse ricette molto ghiotte, o alla birra, al limone, alla griglia, alla piastra e sono tutte molto gustose se preparate ad arte e accompagnate da un buon contorno di verdure o cereali in chicchi.

La carne di pollo certamente deve essere scelta con un minimo di attenzione sul tipo di allevamento allo scopo di limitare l’assunzione di farmaci non desiderati, per quello che riguarda invece il suo potere nutrizionale è da sfatare che la carne bianca sia molto più magra e sana, e va  assunta con moderazione  soprattutto nei soggetti con dislipidemie o nei soggetti con calore interno, esattamente come la carne rossa.

In questa stagione fredda il suo potere di  scaldare può però essere sfruttato anche aggiungendo alcune spezie, come il curry, la curcuma, il pepe, il coriandolo, lo zafferano, il cumino, la noce moscata e molte altre. Le spezie sono poco usate nella nostra cucina mediterannea, che predilige e non manca mai di aggiungere cipolla e aglio a quasi tutte le sue ricette, mentre sono usatissime nella cucina orientale dove vantano una storia molto antica.

Nel  medioevo erano considerate come i prodotti di maggior valore economico ed è grazie alla ricerca di queste sostanze che si crearono nuove rotte di navigazione aprendo gli orizzonti del mediteranneo.

Sin dal tempo degli egizi le spezie erano conosciute per le loro proprietà terapeutiche ed erano considerate e usate sia come alimenti che veri e propri rimedi fitoterapici. Questa visione  mista tra la dietetica e la fitoterapia si è poi tramandata alla medicina cinese e alla medicina ayurvedica che a tutt’oggi in questo modo le considera.

Queste sostanze infatti sono numerosissime e hanno tutte diverse proprietà peculiari,  sono sicuramente quasi tutte sostanze con un effetto stimolante sull’apparato digestivo, hanno per lo più un effetto antisettico e come oggi diciamo molte sono considerate ottimi antiossidanti.

‘Il curry per esempio è la spezia  più usata proprio per cucinare il pollo. E’ una miscela di varie spezie variamente composte, che infatti danno vita a diversi tipi, da quello più mite a quello più piccante. Abitualmente contiene pepe, peperoncino, noce moscata, cumino, curcuma, cannella, coriandolo,  zenzero. Una bella lista di sostanze non è vero? Ognuna di queste ha delle peculiarità e possono essere usate insieme o singolarmente.

Andiamo a guardarle le diverse spezie per il gusto di fare due chiacchiere in più! Il pepe oltre a facilitare la digestione è considerato espettorante e infatti avete mai fatto caso che dopo aver preso freddo aggiunto al cibo fa colare il naso?

Il peperoncino oltre al suo noto effetto antibatterico si ritiene che abbassi il colesterolo.

La noce moscata insieme allo zafferano sono considerate afrodisiache, e lo zafferano  che resta in assoluto la spezia più costosa, sembra avere evidenziato un effetto positivo sull’abbassamento del tono dell’umore e sull’ansia.

Il coriandolo e il cardamomo sono noti per agire in modo efficace sulla flatulenza e sui gas intestinali. il cumino è considerato galatogogo che significa che facilita la fuoriuscita del latte dalla mammella.

La cannella e la curcuma sono note per il loro potente effetto di scaldare per la prima  e di muovere il sangue per la seconda.

Lo zenzero inoltre è famoso in quanto si ritiene in grado di limitare il tossico dovuto alla cottura degli oli e quindi la trasformazione in trans degli oli vegetali alle alte temperature.

Ho parlato troppo e vi ho messo in confusione? Forse si, ma il mio obbiettivo era quello di mostrare quanto in questa stagione fredda e soprattutto pericolosamente umida queste spezie, con le loro proprietà, possano avere molteplici effetti benefici sui catarri considerati nella medicina cinese come umidità, lavorando sul sistema digestivo sede della nostre maggiori difese immunitarie, ma anche grazie al loro noto effetto antisettico, utile come protezione diretta sulle malattie da raffredamento, veicolate da germi presenti nelle prime vie respiratorie.

E se in particolare lo zafferano agisce sul tono dell’umore considerato il grigiore di questa stagione…  e vai di zafferano!

Ma come si cucina mi direte voi? E’ facilissimo; si butta il pollo a dadini, oppure i petti, oppure le coscie con o senza pelle direttamente in padella con  un filo di olio di oliva; a cottura quasi ultimata si cosparge la carne con abbondanti spezie a vostra scelta, questo per ridurre la loro cottura al minimo e conservare maggiormente le loro proprietà.

E’ possibile anche iniziare con una cottura della carne al vapore e terminare buttando in padella olio, pollo già cotto al vapore e spezie, tutto insieme a fiamma allegra. Questo procedimento è utile oltre che a mantenere al meglio le proprietà nutrizionali della carne anche per accelerare i tempi delle casalinghe superindaffarate che possono tornare a casa trovando il pollo già pronto nella vaporiera elettrica.

Una volta preparato il pollo, il suggerimento è quello di buttare nella stessa padella le verdure o i cereali di contorno che avete scelto; si assaporiranno in modo delizioso.

Articoli correlati:

Ricette per mangiar sano: i non dolci alla cinese

16/12/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: i non dolci alla cinesePer la medicina cinese il sapore dolce non corrisponde a quello che pensiamo noi. Il riso è dolce e tutti i cereali sono dolci. Il sapore che noi abitualmente definiamo come dolce  è per la medicina cinese, un estremo dolce. Come molti sanno  il dolce intenso è per molti una passione ma è da considerare un cibo da limitare in quanto appesantisce l’organo chiamato Milza aumentando l’umidità.

Nella medicina cinese ogni sapore è collegato a un organo in particolare,  così come lo sono anche le emozioni. L’eccesso della relativa emozione e sapore indeboliscono il loro  organo correlato.

La milza è l’organo collegato al sapore dolce e il suo ruolo è molto importante come  motore della digestione e  nella gestione dell’umido e dei catarri.

I pazienti deboli di milza sono il più delle volte attratti dai cibi dolci, preferiscono il risotto o la pizza alla carne. I bambini in genere hanno tutti una milza un pò debole o non ancora del tutto matura, ecco perché cercano la pasta, la pizza o i dolci.

La milza quindi cerca il sapore dolce che la sostiene, ma il suo eccesso la indebolisce. Per l’emozione è la stessa cosa; l’emotività eccessiva e in particolare il rimuginare o pensare troppo esaurisce l’energia della milza e di questi tempi diciamocelo chi non ne soffre scagli la prima pietra!

L’eccessiva umidità del cibo  così come l’eccesso di cibo  affaticano ulteriormente  questo organo. Ecco perchè alcuni cinesi ritengono che in assoluto la milza ai giorni nostri sia insieme al fegato uno degli organi più stressati ed esauriti.

Utilizzare il sapore dolce senza portarlo all’estremo è il modo migliore per tonificare la milza. Il riso, l’avena, il mais e tutti in cereali in genere e anche la soia, in chicco o in fiocchi possono essere utili a questo proposito. Possiamo abituarci a usare questi alimenti non solo come cibi salati ma anche come cibi delicatamente dolci ovvero sfruttando il loro sapore naturalmente dolce senza aggiungere zucchero  o aggiungendone una quantità molto ridotta magari usando la frutta.

Ho preparato  questi dolci pensando ai dolcetti di riso dei cinesi, rendendoli più variegati e nutrizionalmente ricchi. Potete usare a piacere diversi tipi di  fiocchi variandoli  a seconda del gusto e delle esigenze personali. Potete usare i fiocchi di riso, di mais, d’avena, di amaranto, di quinoa, di grano saraceno, di soia, il germe di grano, il latte di soia o di riso (si segnala che il latte di soia va acquistato in negozi specializzati e non al supermercato, la differenza del sapore è sostanziale), potete aggiungere vari semi; semi  di sesamo, pinoli, mandorle, noci. E dolcificare il sapore con la frutta fresca o secca a seconda dei gusti, la banana schiacciata e pera grattata sono ottime aggiunte, così come l’uva sultanina  e se avete proprio voglia di aumentare il sapore dolce un mezzo cucchiaino di estratto di dattero.

Mischiate il tutto come per fare un muesli molto denso, con due cucchiaini prendete  piccole dosi del composto e disponetele su una teglia coperta da carta da forno, mettete in forno a 200 gradi per 10-15 minuti per averli morbidi e fino a 20 minuti se li volete più asciutti.

Questi “non dolcetti” vi sembreranno un po’ insipidi all’inizio  ma un po’ alla volta li apprezzerete e sentirete quanto invece troppo eccessivamente dolci sono i biscotti e i comuni dolci in commercio. Sono molto adatti per la prima colazione e possono sostituire il muesli,  evitando il freddo del latte che in questa stagione può dare fastidio e  la consistenza molle del muesli che a molte persone da fastidio.

Potete darli con serenità ai bambini che chiedono sempre il dolce riducendo per quanto possibile l’assunzione di zuccheri e farine raffinate dannose purtroppo anche per loro.

Articoli correlati:

Ricette per mangiare sano: la polenta

29/11/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiare sano: la polenta

Molti mangiano la polenta quando vanno in baita in montagna oppure al ristorante o trattoria. Questo accade come sempre per abitudine, la pasta è più veloce. La polenta si sa è lunga e poi ci vuole il tegame giusto oppure bisogna stare più di mezz’ora a girarla.

Quindi la soluzione più facile è mangiarla solo al ristorante oppure prenderla precotta o già fatta. La polenta pronta  per chi non l’avesse mai mangiata non assomiglia minimamente alla polenta fatta in casa un pò come il purè per gli amanti di questo piatto.

Lo stesso si può dire per la polenta precotta il sapore e la consistenza della farina e le propietà sono totalmente diverse.

Inoltre la farina macinata non industrialmente  conserva un numero maggiore di prorietà nutrizionali, ma è anche meno irritante per l’intestino oltre che avere un sapore squisito. Preparala non richiede ne tempi biblici ne pentole speciali.

E’  facile  basta una pentola antiaderente, prima si  fa bollire l’acqua, si aggiunge sale, olio e la farina di mais,  poi si mescola bene per evitare i grumi, infine si abbassa la fiamma al minimo e si copre con il coperchio, ogni tanto una girata per evitare che si incolli al fondo, tutto qua.  Il tempo di preparazione non supera quello di un risotto.

Il risultato è squisito, piace a grandi e piccini è buona calda e fredda e ancora più buona il giorno dopo passata in padella o al forno o  frullata e sciolta in una minestra.

Il mais o gran turco o granone come si dice da queste parti, non è da mangiare solo attraverso i moderni snack salati ricchi di grassi trans oppure in scatola aggiunto alle insalate , e neanche da considerare esclusivo cibo per animali solo perché è un cereale molto economico. La sua  coltivazione come cereale è probabilmente la più estesa sul pianeta.

All’estero mangiano le pannocchie bollite o alla griglia ma nel nostro paese la polenta è una tradizione culinaria popolare tipicamente contadina come molte tra le ricette più ghiotte italiane invidiateci da tutto il mondo, per la fantasia e la grande possibilità di variare i gusti e i sapori.

Dal punto di vista salutistico il mais non contiene glutine, lo sanno tutti celiaci,  e sicuramente avrete notato l’abbondanza di pane, pasta e biscotti a base di mais dedicati a questo disturbo. Si ritiene che abbia come il riso un effetto leggermente diuretico, e che abbia la particolarità di abbassare i livelli di acido urico e quindi prevenire la gotta e gli attacchi gottosi e anche la formazione di calcolosi urinaria.

La polenta è buona con le verdure,  con il formaggio, con qualsiasi tipo di carne, con il pesce, con le uova e soprattutto da sola. A me piace mangiarla con il coniglio in umido  o la selvaggina rappresenta soprattutto in inverno uno dei miei pranzetti preferiti della domenica. Di solito ne faccio in abbondanza e  il giorno dopo la taglio a dadini e la aggiungo alla zucca e ai broccoli cotti al vapore, butto il tutto in padella, aggiungo un pò di sale e di pepe e quattro pezzettini di speck o di pancetta o di lardo per insaporire il tutto e il piatto è davvero squisito.

Non dimentichiamoci di questo alimento la cui semplicità e versatilità può anche facilitare la vita in cucina. Inoltre ci consente di variare i sapori e  di ridurre l’assunzione di farine bianche, che purtroppo hanno un effetto irritante sull’intestino e possono determinare anche delle disbiosi intestinali capaci di limitare le nostre difese immunitarie rendendoci più delicati alle patologie da raffreddamento.

Articoli correlati:

A Halloween usate la zucca!

29/10/10

Catherine Bellwald A Halloween usate la zucca!La festa pagana di Halloween certamente appare a noi europei e italiani come qualcosa di importato a scopo puramente commerciale e ovviamente lo è.

Ma non dimentichiamo che questa festa ha origini antichissime e non a caso Europee e sopratutto pre-cristiane.

Si dice che si festeggiava la sconfitta del sole da parte delle tenebre, anche se personalmente non la ritengo una sconfitta. Il sole si ritira, si allontana ma resta una cosa certa sulla quale possiamo contare tutti indiscriminatamente.

La sua potenza non svanisce ne abbiamo la conferma quando il cielo si schiarisce completamente e il sole ci illumina con forza cambiando radicalmente la visione delle cose.

Pertanto al 31 ottobre il giorno è davvero sempre più corto e il buio si prepara per la sua massima espressione da qui a due mesi con l’arrivo del solstizio di inverno.

Corrisponde anche alla festa delle messi o del raccolto e al ricovero del bestiame  in preparazione dell’inverno ormai alle porte, per il calendario cinese il primo giorno di inverno è Li Dong e coincide con il 7 novembre e come potete vedere e percepire anche con un minimo di capacità di ascolto… ci siamo! Non è più tempo di mezze maniche, finestre aperte e piatti freddi. L’autunno, come dicevo, vede la sua massima espressione con il 23 Settembre ma da lì in poi inizia il suo declino per lasciare il posto all’inverno.

La leggenda, di probabile origine Celtica, narra che in questa particolare data fosse più facile comunicare con i defunti come se vi fosse una avvicinamento delle due dimensioni. E’  piuttosto interessante vedere che molte persone proprio in questi giorni ricordano i loro cari estinti, sarà una forma pensiero collettiva o  altro non ci è dato di saperlo.

Resta il fatto che il 31 ottobre ha lasciato  una folkloristica abitudine molto sentita negli USA , mentre dai noi europei le feste religiose l’avevano totalmente trasformata e solo da qualche anno  il fenomeno  di Hallowen è arrivato sino a noi, per motivi indiscutibilmente di mercato.  Non dimentichiamo però il suo significato storico e culturale e i cristiani praticanti non si sentano  offesi o ridicolizzati dal clamore e dal gioco di questa festa e preghino i loro santi e morti sapendo che nulla viene tolto al rispetto del loro sentire religioso e ai loro cari estinti.

La zucca che è simbolo di questa festa pagana è frequentemente usata non solo a scopo decorativo e suggestivo ma anche culinario: ne approfitto per dire qualcosa in favore di questo vegetale da molti un po’ snobbato perché non facilissimo da preparare proprio per la sua forma ingombrante e spesso anche per la fatica e forza necessarie per tagliarla o togliere la buccia.

La Zucca, come la carota, con la quale divide il colore arancione e la ricchezza in Vitamina A oltre che molti altri minerali, è considerato estremamente  ipocalorico ma possiede un  indice glicemico discretamente alto; questo non deve scoraggiare dall’usare questo ortaggio. Pensate che apporta la stessa quantità di calorie della lattuga, meno delle zucchine per fare un altro esempio.

Nonostante il suo sapore intensamente dolce che ne consente l’utilizzo anche per i dolci, il suo alto contenuto in fibre solubili la rende un vegetale molto gradevole e saziante e assolutamente dietetico e se siete “zonisti ad oltranza” e volete abbattere il suo indice glicemico sarà sufficiente aggiungere altri cibi proteici e grassi, ma non eliminatelo dalla vostra dieta soprattutto in questa stagione. La zucca è un alimento ideale anche per i colitici e per i diversi disturbi gastroenterici; è leggera, emolliente ed esercita una azione  leggermente lassativa,  al vapore o al forno con un filo di olio di oliva e di sale è semplicemente squisita.

Buona Festa e long week end.

Articoli correlati:

Ricette per mangiar sano: gratin al germe di grano

28/10/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: gratin al germe di granoL’importanza di mangiare verdure cotte in inverno è davvero sostanziale per la medicina cinese, così come l’accortezza di non bere acqua fredda e se possibile bere qualcosa di caldo.

Il calore  facilita il processo di digestione che, come avevo già spiegato, è un processo che avviene a caldo; ecco perché alcune persone cercano il vino rosso per digerire meglio o il caffé; entrambi hanno una qualità calda e possono scaldare un pasto  troppo freddo o consumato frettolosamente!

Ricordo che la qualità di un cibo calda o fredda non dipende dalla sua temperatura al momento dell’ingestione ma dalla sua natura interna, il te verde  e le verdure, per esempio, anche se ingerite calde non scaldano internamente ma  possono scaldare il processo di digestione proprio perché arrivano calde nello stomaco.

Il calore interno in medicina cinese può essere invece la causa di numerose patologie, fra cui emorroidi, stitichezza, ansia, insonnia, paradontopatie, psoriasi e numerose altre patologie infiammatorie.

Mangiare  verdure cotte come consigliato per non appesantire la digestione, fornisce carboidrati, fibre e minerali senza scaldare l’interno ma non significa mangiare come un malato, non è necessario avere cibi insapori e terribilmente tristi per mangiar bene. Perché mai?   Mi capita di osservare pazienti che mangiano in modo gioioso senza un minimo di attenzione e pazienti talmente attenti da eliminare qualivoglia piacere dalla tavola. Ma possibile che non si possa trovare una via di mezzo?

Le verdure cotte possono diventare squisite con semplici accorgimenti, il gratin può essere reso più digeribile evitando la besciamella, il burro e il formaggio o il pane generosamente grattato sopra.

E’ davvero semplice; pomodori, finocchi, zucchine, fiori di zucchine, asparagi, zucca sono semplicemente deliziosi e saporiti se cucinati  al forno con un po’ di fantasia. Basta salare o cospargerle di  gommasio (semi di sesamo salati in padella e salati), abbondare con le spezie da voi preferite origano, basilico, timo e come tocco finale cospargere le verdure con  il germe di grano, un pò di olio di oliva e il gioco è fatto.

Il germe di grano è l’embrione del grano ed è ricchissimo di macronutrienti; purtroppo si separa e viene eliminato durante i processi di lavorazione delle farine, ma si ottiene semplicemente passando il grano al setaccio. Attenzione: il germe di grano contiene glutine quindi ai celiaci non è adatto, in questo caso potete usare i fiocchi di grano saraceno.

Niente latte per gli intolleranti al lattosio, niente grassi trans, niente colesterolo, niente di sconsigliato ai più, solo verdure gustosissime e ghiotte.   Se poi usate la stagnola o la carta da forno niente pentola da pulire! Tempo di preparazione (compresa la pulizia delle verdure) 15-30 min al massimo!

Potete fare un mix di verdure o scegliere una verdura più amata o che si sposa meglio con il pesce che potete fare esattamente con la stessa procedura. Filetti di orata o di salmone per esempio sono ideali perché, essendo molto grassi, in forno si asciugano al punto giusto.

Sta a voi poi decidere se preferite le verdure un pò croccanti usando il grill a piacere o se le preferite un po’ più morbide magari bagnandole con un po’ d’acqua o anche un po’ di latte di soia o di riso.

Vi assicuro che in questo modo conquistate il peggiore dei salutisti e il più criminale dei golosoni in un colpo solo!

Voliamoci  bene. E’ facilissimo! Eddai…


Articoli correlati:

La dieta Zona: è davvero equilibrata?

25/10/10

Catherine Bellwald  La dieta Zona: è davvero equilibrata?Ho assistito ad una  conferenza della biochimica Dott essa Gigliola Braga sul Metodo Zona ideato dal Dott Barry Sears per  perdere stabilmente peso ma anche e soprattutto per mantenersi in buona salute attraverso un regime dietetico equilibrato.

E’ stata l’occasione per considerare in che modo la Dieta Zona sia stata adattata in modo intelligente non solo per noi Italiani  ma in senso anche più estensivo.

L’utilizzo di grandi quantità di verdure come fonte di carboidrati, di pesce come fonte primaria di proteine e grassi,  di olio di oliva, avocado e semi come fonte di grassi, oltre che una limitata e controllata assunzione di  pasta e pane sono un punto fermo e di notevole forza.

Questa che in un certo senso è stata definita la variante italiana  o mediterranea del metodo Zona è stata esposta in modo assolutamente elastico. Le note regole proporzionali dell’assunzione calorica 40-30-30, ovvero 40% delle calorie totali in carboidrati, 30% in proteine e 30 % in grassi vengono proposte senza nessun riferimento alla necessita di pesare il cibo, assoluta libertà ideologica religiosa o altro e l’utilità di ascoltarsi e di  fare proprio il modo utilizzare questi principi base seguendo la nostra tradizione alimentare e il nostro gusto personale.

La ricerca dell’equilibrio è il cardine di questa dieta e questo seduce; aveva sedotto anche me, soprattutto quando anni fa leggevo il libro di Sears. In particolare il fascino della biochimica così brillantemente esposta e il poter monitorare e mantenere appunto in zona l’insulina e il glucagone senza creare i  picchi ne di uno ne dell’altro, il fascino degli eicosanoidi intesi come ormoni ancestrali forse la chiave di volta della salute e della longevità.

Ma con gli anni ho imparato che non è tutto oro quello che brilla e i miei maestri, ai quali devo la capacità di ascoltare, mi hanno insegnato che la natura è essa stessa armonia e che l’equilibrio esattamente come la bellezza non si costruisce al tavolino in modo artificiale. La visione dell’equilibrio esclusivamente  biochimica è vera e oggettiva ma potenzialmente molto ristretta, alla stessa stregua della correzione chirurgica di un viso.

L’equilibrio che tutti vogliono e che io stessa vado  ricercando con l’agopuntura è qualcosa che trascende la biochimica pur passando attraverso di essa; è l’insieme di un’infinità di parametri. La grande pecca del metodo zona è la stessa di tutti i metodi riabilitativi conosciuti e non sta nel metodo in sè, utile da conoscere e da applicare ma nel modo di utilizzarlo da parte dei più.

Il pericolo, come sempre, sono i talebani, ovvero coloro che applicano la regola in modo fanatico e indiscriminato, come fosse una fede, senza vedere più nient’altro. La storia e il passato si cancellano con un colpo di spugna senza stare a pensarci su troppo e le caratteristiche del singolo individuo e specifiche situazioni con esse.

La piramide alimentare, per esempio, che ha sempre visto i  cereali posizionati alla base della piramide stessa, è considerata sbagliata e superata nel metodo Zona perché non fondata su basi scientifiche. Al di là del fatto che  questa frase viene usata quando fa comodo, per demolire tutto quello che  di sacro e di utile ci viene tramandato dal passato, vorrei ricordare che sono  molti i farmaci sbandierati come  scientificamente sicuri che dopo si rivelano potenzialmente pericolosi.

Se  da una vita la piramide alimentare è costruita in questo modo forse esistono motivazioni importanti intrinseche  che andrebbero analizzate: oltre all’indice ed al carico  glicemico degli alimenti forse sarebbe utile valutarne altre caratteristiche come per esempio la loro natura fredda o calda, considerando che i cereali non solo sono gli alimenti più facilmente conservabili e coltivabili sul globo ma sono anche quelli con qualità più neutra, mentre la frutta e la verdura sono tendenzialmente fresche e la carne tendenzialmente calda.

Il considerare  che la popolazione dei paesi industrializzati in genere stia aumentando di peso in maniera evidente solo come  risultato della piramide alimentare sbagliata forse è troppo facile. Dimostrare che alimentare  le mucche usando prevalentemente cereali è il miglior sistema per farle ingrassare mi sembra un po’ tendenzioso; se le mucche e tutti gli animali da allevamento diventano grassi è perché sono imbottiti di cibo e di farmaci fino alle orecchie ma soprattutto rimangono fermi tutto il giorno come delle statue in stalle a temperatura controllata. Il tutto è studiato per far prendere loro peso velocemente. Queste povere bestie degli allevamenti intensivi moderni sono non a caso  vegetariane di nascita e la storia delle mucca pazza dovrebbe averci insegnato qualcosa visto che l’utilizzo di farine animali è stato considerato una possibile causa della patologia.

Se l’America vanta il record assoluto di popolazione sovrappeso e questo fenomeno in continua crescita sta arrivando anche in Europa, se in Oriente il diabete come il sovrappeso, un tempo quasi sconosciuti, sembrano aver preso un rialzo esponenziale,  credo personalmente che sia giusto farsi due domande in più; non è forse il tipo di carboidrato o zucchero ad essere sbagliato e non solo la sua percentuale complessiva ed eccesso?

Una volta il dolce si mangiava alla domenica, oggi i dolci si mangiano continuamente; pensate che fino a qualche anno fa in Cina era talmente  limitata l’abitudine al dolce che la colazione nell’albergo dell’Università era un incubo tutto a base di riso cibo salato e te verde e molte caramelle erano  a base di strani sapori alieni non dolci.

Avete invece presente la colazione negli USA? Avete mai mangiato un muffin?  Il dolce è aumentato terribilmente insieme allo stress e ai cibi veloci o fast food a base di farine a basso costo e soprattutto grassi trans  o idrogenati. La questione della qualità dei cibi è ovviamente riferita anche da Barry Sears come la maggior responsabile della sindrome metabolica e delle sindromi da infiammazione silente. E aggiungerei, di non dimenticare l’eccesso di latticini, avete mai pasteggiato come  fanno frequentemente in America, sostituendo l’acqua con il latte o altre bevande improponibili?

Mettere al bando il riso e la gran parte dei cereali, alcune verdure come le carote e le patate  e la frutta in particolare la banana solo perché hanno un alto indice glicemico mi sembra eccessivo. Inoltre a lungo termine il rischio di mangiare troppe proteine animali esiste. Sono molti  gli studi che dimostrano una correlazione tra patologie tumorali e diete troppo ricche di carni rosse. Sono molti gli studiosi e le teorie secondo  cui le proteine animali, siano esse latticini che carni, debbano essere introdotte in modo limitato.  E’ inoltre da considerare che se aumenta il fabbisogno di proteine animali, aumenteranno gli allevamenti di bestiame e il modo insano di farle crescere velocemente.

Resta ovviamente utilissima l’informazione, prima assolutamente assente, dell’indice e carico glicemico degli alimenti,  dell’idea, anche se non nuova, di mischiare e variare gli alimenti oltre che di ridurre la quantità di carboidrati e di aumentare l’assunzione di grassi polinsaturi.

A mio parere  mangiamo sempre troppo per lo stile di vita che facciamo; pane, formaggio, carne e vino rosso, dopo aver lavorato al freddo, possono avere un senso che si può toccare con mano.  Il digiuno o le diete eccessivamente ipocaloriche  non servono a far perdere peso; è dimostrato dal riconosciuto effetto yo-yo, mentre possono essere considerate come diete  disintossicanti talora anche terribilmente pesanti per il fegato.

Ma personalmente credo sia eccessivo considerare uno svantaggio biochimico il fatto di non mangiare durante la notte o per un tempo superiore alle 3 ore, così come eseguire un allenamento fisico di grado moderato  magari al freddo, solo perché responsabile di  un calo della glicemia  e quindi di un possibile picco del glucagone e del cortisolo.

I picchi glicemici e i conseguenti sbalzi ormonali sono presenti nella natura esattamente come nel clima; è come se volessimo avere una unica stagione a temperatura moderata tutto l’anno, niente inverno, niente estate,  sempre la primavera, nessuna sofferenza, nessuna rinuncia…..ma non è reale!

Le piante mediterannee  piantate nei paesi tropicali  tendono ad esaurirsi velocemente perché non hanno mai riposo. Allo stesso modo, mantenere una eccessiva condizione di equilibrio biochimico artificiale, ritengo possa essere usata  a scopi terapeutici, ma non per una condizione abituale.

Una bilancia deve essere libera di oscillare attorno al fulcro, l’equilibrio in senso dinamico non corrisponde a bloccarne le braccia quando sono allo stesso livello, ma a passare regolarmente e ritmicamente da una situazione all’altra.

Insomma si rischia di  ricercare e costruire un equilibrio artificiale non scevro di possibili altri pericoli ma sopratutto dimenticare che l’equilibrio è contemplato nella natura che ci circonda, che a mio parere meno manipoliamo e meglio è.




Articoli correlati:

Il potere della banana!

7/10/10

Catherine Bellwald Il potere della banana!Senza voler nulla togliere agli altri frutti, questo frutto è davvero particolare; al di là dei giochi di parole e delle possibili battute per la sua forma indiscutibilmente fallica, la banana è in assoluto il frutto più consumato in tutto il mondo.

La banana comunemente commercializzata in America  del nord e nella comunità Europea è tutta di importazione e proviene per 2/3 dal monopolio statunitense delle piantagioni Latino Americane.

Le coltivazoni di banana sono forse le più antiche del mondo; pensate che alcuni sostengono che le prime risalgono addirittura  a 5000 se non 8000 anni a. c. La diffusione di questo frutto in America latina e in tutta l’Africa risale al 1600 circa ad  opera dei portoghesi.

Dal 1800 in poi la produzione di banane in America Latina è cresciuta  rappresentando negli anni ’30, insieme al caffe ed al cacao, uno dei prodotti agricoli maggiormente esportati al mondo.

Oggi il governo statunitense è il proprietario della maggior parte delle coltivazioni di banane sud americane e su queste coltivazioni vige un regime scandaloso di sfruttamento della popolazione e anche del lavoro minorile senza parlare dell’utilizzo indiscriminato di pesticidi altamente pericolosi usati per rendere la banana perfetta esteticamente, costringendo i lavoratori al contatto diretto con sostanze altamente tossiche e senza parlare dell’avvelenemento del terreno e delle acque delle aree coltivate.

La banana viene raccolta acerba e la sua maturazione si completa  grazie alla produzione di etilene da parte dello stesso frutto se mantenuto al chiuso e in ambiente protetto. Questo ne facilita fortemente il trasporto.

Partendo dalle considerazioni biochimiche tutti sanno che la banana contiene abbondanti quantità di potassio e di carboidrati, è un frutto gradito i cui macro costituenti agiscono positivamente in particolare sui disturbi intestinali, inoltre è molto nutriente e gradito e consigliato a  tutte le età.

Dal punto di vista della medicina cinese questo frutto a differenza degli altri frutti non fermenta ovvero non va incontro al processo di macerazione e putrefazione tipica di altri frutti e non fa muffe.

Gli agrumi sono i frutti che più  velocemente vanno incontro alla formazione di  muffe, avete presente i limoni e le arance che diventano verdi? Le muffe degli altri frutti sono diverse; albicocche, pere, fragole e uva si ricoprono di fine peluria biancastra, ci avete mai fatto caso?

Invece la banana  conservata fuori dal frigo in ambiente aerato prima diventa gialla poi si riempie progressivamente di puntini e macchie  nere e poi annerisce completamente esternamente,  la buccia si assottiglia, internamente diventa più dolce e di solito non marcisce e non fa muffe.

L’unico frutto che gli assomiglia in questa sua qualità è la mela che avvizzisce anch’essa e non marcisce. Non saprei dire chimicamente perché o da cosa dipenda questo fattore, ma so che  questi due frutti sono gli unici indicati per i pazienti che tendono a soffrire di micosi.

La banana in oriente è considerata alla pari di un cereale, viene infatti usata anche in farina e acerba, cucinandola insieme ad altri ingredienti. Per noi occidentali è difficile mischiare la frutta con carne e cereali, la banana cruda o cotta si sposa benissimo con il riso e con il pollo e con alcune spezie come il curry.

La banana schiacciata o passata in padella o tagliata a rondelle può decorare numerosi dolci.  Con l’aggiunta di spremuta di arance o di mirtillo o lampone o fragole e una spruzzata di cioccolato grattato diventa un vero e proprio  dessert  facile da preparare, fresco e sicuramente  sano.

Questo frutto è reperibile tutto l’anno e va mangiato maturo ovvero con la buccia gialla e non verde e se possibile con i puntini neri sulla buccia  non significano che è ormai marcia ma che la sua maturazione è buona.  La banana è anche il frutto  più economico presente sul mercato.

Recentemente la creazione di piccoli mercati indipendenti bio e di piccole coltivazioni di banane così come la vendita di banane selvatiche rischia di essere spazzata via da quella che è stata chiamata la guerra della banana; una precipitosa corsa al ribasso dei prezzi che si è abbattuta sull’ultimo anello della catena, i lavoratori sud americani il cui salario già inesistente si è visto ulteriormente ridotto.

Non possiamo considerare la banana come un frutto di stagione, resta un frutto esotico incapace di svilupparsi alle nostre latitudini, ma le cui proprietà sono uniche e davvero non paragonabili ad altri frutti. Acquistarlo è facile ma forse possiamo fare di più. Il suo prezzo è artificialmente economico a discapito di qualsivoglia  rispetto dei diritti umani e della terra che ci ospita.

Informarsi sulla provenienza delle banane, non  acquistare  le marche più famose e la ricerca  di prodotti  bio, e di mercati equo solidali, non è in questo caso  un’attenzione per la nostra salute, ma un modo per favorire lo sviluppo di un’agricoltura moderna più umana e rispettosa della terra. Senza sfruttare e calpestare ancora le popolazioni indigene esattamente come in tempo di schiavitù, ma dando loro la possibilità di coltivare e vivere dignitosamente e in salute con i beni della loro terra.

Solo la nostra richiesta potrà evitare che questo fenomeno di industrializzazione di un prodotto agricolo prenda il sopravvento anche su altri prodotti a discapito di qualsivoglia responsabilità sociale e dignità umana.

Volevo parlare solo della banana e delle sue  qualità e invece il discorso si è fatto più complesso. Acquistare le banane senza chiedersi perché sono così a buon mercato non si può più fare.

Il potere della banana  in realtà è il potere di chi compra e non di chi vende, possiamo vivere anche senza banane non credete?


Articoli correlati:

Ricette per mangiar sano: lo spezzatino

27/9/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: lo spezzatinoPer settembre una ricetta con la carne rossa che, dosata soprattutto con l’arrivo dell’autunno e dei primi cambi di clima, può avere un senso.

Lo spezzatino è la ricetta con la quale stendo mio marito, nel senso che ha l’effetto di un balsamo lenitivo e  di un antidepressivo.

Forse la ricetta gli ricorda momenti affettuosi famigliari, una cosa è certa; quando voglio coccolarlo, vado a colpo sicuro.

Una volta si diceva “attenti alle donne che ti prendono per la gola” come se fosse una cosa disonesta!  Mettere all’ingrasso il proprio compagno così come i propri figli solo perché così ci sentiamo generosi e buoni nel non far loro mai mancare nulla è una cosa disdicevole ma conoscere intimamente i gusti del proprio compagno e centrare al momento giusto il bersaglio del piacere del palato è un’attenzione e a mio parere solo un gesto d’amore.

Gli uomini in realtà sono esseri molto semplici e meno contorti delle donne spesso più calcolatrici. Alcune volte basta davvero poco per trasformare la loro giornata in un momento di vacanza. Preparare e servire il loro piatto preferito, con attenzione e la magia è già a portata di mano, perché no.

Mangiar sano è importante e talora richiede di eliminare e sacrificare  alcuni piccoli piaceri come il pane, la pasta, i dolci e il vino sistematico. Il piacere della tavola può essere capire i gusti personali e, senza esagerare, colpire nel segno.

La scelta della carne è importante; di solito preferisco un taglio di vitello come la noce o il pesce che poi taglio da sola piuttosto che le confezioni già tagliate a pezzettini; sono di solito di miglior qualità.

Importante sarebbe avere un macellaio di fiducia che utilizzi carni allevate in modo naturale senza cibi contenenti carni animali, riducendo  gli additivi e farmaci. Oggi queste attenzioni sono sempre più a portata di mano e quella volta che ci concediamo la carne vale la pena di prenderla buona, anche se sicuramente non è economica.

Una volta tagliata la carne con un coltello ben affilato,  si passa in padella con un filo di olio di oliva e cipolla. Di solito utilizzo un wok di grandi dimensioni per poter aggiungere  le verdure in abbondanza. Una volta che la carne ha preso un minimo di colore dorato aggiungo carote, patate, piselli, zucca e due confezioni di pomodori pelati o sugo o pomodorini.

Si aggiungono sale, maggiorana, basilico, pepe e si lascia cuocere a fuoco basso con coperchio per circa mezz’ora, dipende dalla grandezza del vostro taglio di carne e dalla quantità delle verdure.

Consiglio di lasciar riposare per un’altra mezzora, meglio se per un tempo maggiore perché il piatto acquista sapore e gusto. Servire tiepido o a temperatura ambiente con  olio di oliva a crudo sul piatto. Può essere un antipasto o un secondo o un piatto unico: dipende dal vostro appetito, dalle vostre esigenze dietetiche e magari anche dalla stagione in corso.

In questa stagione può essere un piatto unico magari accompagnato da un bel  grappolo d’ uva, mentre in inverno può accompagnarsi a riso e polenta, per esempio. A voi la capacità di mischiare i sapori ma anche di capire quali siano le sostanze nutrizionalmente più idonee per i diversi  momenti della vita.

Articoli correlati:

Il momento migliore per mangiare l’uva

9/9/10

Catherine Bellwald Il momento migliore per mangiare luva L’uva si può ormai mangiare in tutte le stagioni dell’anno, ma in questo particolare periodo, ovvero tra fine agosto e settembre, l’uva rappresenta un frutto di grande capacità nutrizionale e terapeutica.

Variare il cibo significa anche utilizzare a pieno le risorse delle specifiche stagioni. Inoltre consideriamo che l’Italia è la maggior produttrice di uva da tavola e  anche le risorse del luogo dove si abita hanno una specifica ragion d’essere anche economica.

Per i cinesi l’autunno inizia in agosto con Li Qio  e il suo mese centrale  è settembre, il mese dell’uva.

Questo frutto contiene una grande quantità di acqua, dal 74% al 86%, circa e il minerale più presente è il potassio, questo consente di ripristinare le perdite di liquidi che il caldo estivo può aver determinato. Contiene una grande varietà di zuccheri monosaccaridi e disaccaridi che certamente vanno comunque considerati in corso di regime dietetico ipocalorico o ipoglicemico.

La sua caratteristica è inoltre è quella di contenere elevatissime quantità di polifenoli e di flavonoidi, con azione antiossidante, antinfiammatoria, oltre che fluidificante del sangue.  In particolare contiene importanti quantità di resveratrolo sostanza attualmente inserita in alcuni integratori alimentari proprio per il suo importante ruolo antiossidante e per la sua azione protettrice sul sistema cardiovascolare. Sono inoltre in corso numerosi studi in campo antitumorale, ancora non conclusi, ma che hanno evidenziato azioni mirate in vitro di questa sostanza nei confronti di alcune patologie neoplastiche.

L’uva ha un potere leggermente lassativo e diuretico e questo contribuisce a renderla ideale per contrastare il caldo che tende da un lato ad asciugare, talora aumentando la stitichezza in chi già è predisposto e dall’altro a facilitare la ritenzione idrica negli arti inferiori sempre in chi è già predisposto costituzionalmente.

Per i cinesi il calore dal corpo si drena primariamente attraverso le feci e le urine.

Inoltre l’uva è un frutto facile da mangiare fuori casa senza rischiare di sbrodolarsi! Una volta sciacquato il grappolo, staccati gli acini e deposti in un qualsiasi contenitore, piattino o ciotola  il lavoro è già fatto! Insieme a un pezzetto di pecorino e qualunque snack salato o dolce diventa un ottimo spuntino ed è ideale anche per la  prima colazione. Alcuni acini  sono perfetti come frutto di chiusura sia a pranzo che a cena e possono essere offerti per rinfrescare la bocca a qualunque ora del giorno e della notte in guisa del classico cioccolatino.

Nutrirsi solo di uva per una o due  settimane è  da molti considerata una terapia depurativa, ma senza arrivare agli estremi, e cercando sempre l’equilibrio, proviamo ad ascoltare il nostro corpo e cosa ci chiede.

In questa stagione scegliere l’uva come frutto al posto delle fragole, del melone, dell’anguria e delle pesche significa armonizzarsi con la stagione esattamente come alcune antiche tecniche di agopuntura. Possiamo con la tecnologia generare figli a menopausa inoltrata, possiamo modificare il DNA di alcuni alimenti e farli crescere in qualsiasi stagione dell’anno, ma il ritmo e la ciclicità  della natura anche se non più imposti  hanno una loro ragione d’essere e una loro intrinseca relazione tra microcosmo e macrocosmo.

Cerchiamo quindi al rientro dalle vacanze di non andare a far la spesa con la testa nel sacco, comprando sempre le stesse cose per comodità, abitudine e pigrizia mentale. Insegnamo ai nostri figli a mangiare la frutta di stagione.

Sfruttiamo quindi le potenzialità  benefiche di questo meraviglioso frutto nella sua stagione per apprezzarne a fondo le qualità depurative e terapeutiche.

Articoli correlati:

Ricette per mangiar sano: Tartare di tonno, mango e riso venere

13/8/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: Tartare di tonno, mango e riso venereEcco un piatto facilissimo e di grande effetto soprattutto per l’aspetto estetico del contrasto tra il nero naturale del riso venere e il rosa del tonno crudo e il giallo carico del mango.

Per il riso venere, la cottura è quella semplice mediante bollitura o se preferite con il tradizionale metodo pilaf, è necessario però in entrambi i casi  avere l’accortezza di non servirlo troppo al dente e  saper aspettare il tempo di cottura corretto in quanto questo tipo di riso tende ad essere più compatto e meno morbido del riso bianco.

Come per quest’ultimo, è possibile servirlo a forma di cupola condendolo con un  pò di olio e bagnando una ciotola dalla forma da voi preferita; pressando il riso nella ciotola e rovesciandola otterrete una cupola di riso nero di grande effetto estetico ma anche dal gusto un po’ esotico e fuori dal comune.

Per il tonno crudo si raccomanda una selezione di quello a pinne gialle e se possibile della parte chiamata ventresca che corrisponde appunto al ventre del pesce ovvero alla sua parte più morbida e meno filamentosa, tipicamente usata per fare il sushi. Prendete il vostro tonno fresco e con un buon coltello affilato lo tagliate a piccolissimi pezzetini prima in un senso e poi in un altro. E’ assolutamente sconsigliato l’utilizzo di apparecchi sminuzzatori  perchè smenbrano le fibre muscolari alterandone il sapore.

Una volta sminuzzata o tagliata a pezzi grossi  la polpa del tonno, iniziamo a condirla con abbondante limone, olio d’oliva di buona qualità, sale e una spolverata di pepe nero macinato.

Il mango dovrà essere scelto maturo e non acerbo, come purtroppo fanno molti ristoranti; ricordate che la frutta acerba non è sempre un alimento idoneo. Per tagliarlo senza spappolarlo, essendo il frutto di solito filamentoso, consiglio il metodo che usano in oriente.

Per fare ciò è sufficiente tagliarlo per il lungo con due tagli rispettivamente ai  lati del nocciolo centrale, ottenendo due parti  uguali sulle quali con un buon coltello applicherete dei tagli profondi nella polpa del frutto ma senza arrivare a tagliare la buccia esterna, i tagli saranno verticali e orizzontali come per disegnare una griglia. Una volta eseguiti i tagli girate la parte di mango come se fosse un guanto,  la curvatura della buccia da convessa diventa concava e i cubetti di mango vengono messi in rilievo e diventano facilmente staccabili oltre che di bell’aspetto.

Disponete i cubetti di mango come più vi aggrada, anche lasciandoli a cupola sul loro naturale supporto dato dalla buccia del frutto e non dimenticate di condire anch’essi con un filo di olio e di sale.

Si possono poi applicare un gran numero di varianti, per esempio se vi piace il gusto del pesce crudo potete tagliare il tonno a pezzettoni grossi o usare  i gamberoni rossi siciliani crudi sgusciati; questi due ingredienti, se freschi, anche da soli nonché elegantemente disposti, sono sufficienti a garantire il successo del piatto.

Infatti  la presenza del mango non è affatto indispensabile così come la scelta del pesce può essere diversificata passando dal polipo ai gamberetti e in stagione invernale o in caso di fretta potete anche usare il salmone affumicato e decorarlo con fettine di arancio.

Il piatto si prepara molto velocemente ed è di buon auspicio per una splendida serata a lume di candela da gustare in buona compagnia, magari con un eccellente bicchiere di vino bianco per scaldare il tutto.

Buon Ferragosto!

Articoli correlati:

Grassi idrogenati: danni e pericoli.

26/7/10

Catherine Bellwald Grassi idrogenati: danni e pericoli.Tutti conoscono la fama del colesterolo, inteso come grasso pericoloso per il sistema circolatorio e quindi come fattore di rischio per le patologie cardiocircolatorie in genere.

Forse sono meno le persone in grado di sapere che esistono anche altri grassi estremamente pericolosi con una ridotta fama popolare, sono i grassi trans, detti anche grassi idrogenati.

In America, e in particolare  a New York, esiste una battaglia molto spinta per far eliminare dai ristoranti e dalle industrie alimentari questi nocivi e nuovi ingredienti. In termini semplici sono acidi grassi per lo più di origine vegetale che attraverso la cottura ad alte temperature o attraverso sistemi di lavorazione chimica vengono trattati mediante idrogenazione, modificano così la loro struttura chimica dalla quella naturale in “cis” a quella artificialmente prodotta in”trans”.

Grazie al metodo con il quale dagli inizi del xx secolo vengono prodotte numerose margarine di origine vegetale, si sono creati in questo modo grassi a basso costo che hanno invaso l’industria alimentare a macchia d’olio. Biscotti, merendine, focacce, pizzette, e quasi tutti i prodotti confezionati possono contenerli e tutte le fritture ne sono ricchissime. Pensate che le tanto amate patatine fritte ne contengono un quantitativo pari al 45% del loro peso. Esistono grassi trans naturali presenti per esempio nel latte vaccino e in alcuni vegetali ma il loro effetto biochimico dannoso non è neppure lontanamente paragonabile a quello delle forme trans ottenute chimicamente.

Pensate che l’Institute of Medicine of the National Academies of Sciences, (IOM) ha proposto per i grassi trans la tolleranza zero.

Questo significa che dovrebbero essere aboliti dalla produzione. Secondo numerosi ricercatori i grassi trans  sono responsabili di una rilevante alterazione sul metabolismo dei lipidi abbassano il colesterolo HDL e alzano quello LDL, aumentano  il numero degli adipociti ovvero delle cellule di tessuto adiposo, la produzione di radicali liberi, la produzione di insulina e riducono il metabolismo degli omega 3. Sono poi  molte altre le interferenze biochimiche e le implicazioni sui delicati sistemi interni, in particolare sul sistema ormonale e su quello immunitario.

In particolare, dal lavoro condotto dal biochimico Barry Sears, emerge che i grassi trans, allo stesso modo dei “fans” (farmaci antinfiammatori non steroidei) bloccano la produzione di alcuni ormoni detti eicosanoidi, deputati alla rigenerazione cellulare, alterando l’equilibrio tra quelli rigeneranti e quelli proinfiammatori deputati alla distruzione cellulare.  Ne consegue uno stato infiammatorio silente cronico.

(continua…)

Articoli correlati:

Ricette per mangiar sano: varianti della Ratatouille

9/6/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: varianti della RatatouilleAvete visto il film Ratatouille della Pixar? Delizioso e fatto benissimo, per giunta ambientato nella mitica Parigi, città che adoro e che sento molto vicina a me. La ratatouille è un piatto vegetariano del sud della francia, a base di zucchine, melanzane e peperoni, aromatizzato da abbondanti spezie e profumi come il timo, l’origano, il basilico, cipolla e aglio.

Una sorta di spezzattino di verdure. Questo piatto puo essere usato come un antipasto o come un contorno o come un condimento di piatti semplici quali riso bianco o couscous.

E’ un piatto fresco ed estivo che può,  se cucinato ad arte, risvegliare i sapori del mediterraneo senza appesantire lo stomaco e la digestione.  Infatti il peperone, la cipolla e l’aglio possono anche essere eliminati o aggiunti a dosi ridotte a seconda dei gusti e delle abitudini e la cottura delle diverse verdure puo essere eseguita in modo da renderle piu’  digeribili, limitando al minimo l’utilizzo di grassi  e anche i tempi di preparazione.

Consiglio per i soggetti piu delicati di sbucciare la melanzana e di evitare il peperone, la cipolla e l’aglio abbondando invece di basilico, timo e origano. La cottura potra essere accelerata e alleggerita dall’utilizzo della vaporiera, con la quale è possibile cuocere separatamente zucchine,  melanzane e pomodori.

Le zucchine sono verdure a bassissimo contenuto calorico e molto digeribili, conosciute sin dall’antichità per favorire il sonno proprio perchè non apesantiscono la digestione. Le melanzane sono originarie dell’India e già in epoca preistorica venivano coltivate e utilizzate in Cina e in Asia. Questa verdura è arrivata in Europa, in particolare in Andalusia, attraverso i primi viaggi in Oriente. Nella dietetica cinese la melanzana e considerata rinfrescante per la sua capacità abbastanza unica di far circolare e muovere il sangue.

Per questo il suo utilizzo viene indicato per esempio nelle dismenorree ovvero nei dolori perimestruali, considerati nella MTC come disturbi da cattiva circolazione sanguigna ma anche nei dolori in genere, dove appunto la limitata circolazione sanguigna ed energetica causata dal dolore, produce ulteriore dolore secondario.

Le verdure cosìi preparate, alle quali potete anche aggiungere le patate, sopratutto se intendete farne un piatto completo e se non avete problemi di sovrapeso, si buttano in padella per finire la cottura con un filo di olio di oliva e con i diversi profumi; se  lo gradite potete aggiungere un pizzico di pomodoro in conserva o di pomodoro concentrato  e anche di peperoncino.

La ricetta originale prevede di mantenere le verdure  al dente ovvero tenendole belle sode e separate tra di loro. Potrete magari tagliare  le verdure a rondelle e disporle  elegantemente  una vicina all’altra. Se usate le melanzane e le zucchine  rotonde è possibile  fare delle singole porzioni composte da  fette di melanzane e zucchine sovrapposte e decorate con pomodoro e una bella foglia di basilico.

Oppure potete fare una cottura piu protratta, ottenendo verdure piu sfatte che si mischiano maggiormente tra di loro fino a formare anche un composto denso piu simile a un sugo o a un condimento. Questa cottura piu decisa  può non dispiacere se la si usa sul riso o  sul couscous. Anche questo è un fatto di gusto personale oltre che di estetica.

Consiglio comunque sempre di decorare il piatto con olio a crudo e basilico fresco in foglie.

Articoli correlati:

La Cellulite, non prendiamoci per il culo!

2/6/10

Catherine Bellwald La Cellulite, non prendiamoci per il culo!Succede molto spesso che ci si ricorda della odiosa cellulite quando si avvicina l’estate. Succede lo stesso anche con il seno; una mia conoscente senologa, mi riferisce  un netto aumento di visite senologiche con l’avvicinarsi dell’estate, come se le donne si accorgessero di avere un seno solo prima dell’estate!

le cellulite non ha bisogno di presentazioni è conosciuta da tutte le donne, ma alcune costituzionalmente sono più soggette e impattano con questo inestetismo sin da giovanissime.   Tutte le donne sanno  che la cellulite non cala con il peso, esistono donne magrissime con quadri severi di cellulite e donne in deciso sovrappeso senza un ombra di cellulite.

Per la medicina cinese la cellulite è un accumulo di freddo-umidità creata e  che crea a sua volta una cattiva circolazione sanguigna e energetica; come ho già più volte affermato l’umidità è certamente un patogeno insidioso, difficile da mandare via, per il quale  è necessario asciugare e scaldare,  un pò come si fa con l’umidità presente in una casa.

(continua…)

Articoli correlati:

Le ricette per mangiar sano: riso e avocado

18/5/10

Catherine Bellwald Le ricette per mangiar sano: riso e avocadoQuesta è una ricetta semplicissima; ottima per pranzo, è sufficiente avere da parte un pò di riso bollito. A questo proposito anche se è sempre meglio farlo al momento, per comodità di chi lavora fino a tardi e si ritrova  gioco forza costretto a correre dalla mattina alla sera, consiglio di prepararlo in grandi quantità e metterlo in frigo in contenitori adatti a conservarlo a lungo.

Dobbiamo ammettere che negli ultimi anni  tra contenitori e frigiriferi no frost la conservazione del cibo sta diventando sempre più facile.

Così preparato il riso potrà essere utilizzato a piacere facendolo rinvenire in pochi minuti con un pò di acqua calda. Esistono inoltre in commercio bustine di riso lesso non condito contenenti solo minime aggiunte di additivi. Sappiate che il riso è in assoluto il companatico più usato in oriente, un sostitutivo di pane e pasta mediterranei per intenderci, ovvero se si impara a usarlo si scopre che si può accompagnare a molti sapori rendendoli molto gradevoli.

Dal punto di vista dietetico il riso non contiene glutine ma quantità più o meno elevate di amido, il carnaroli per esempio ne è ricchissimo mentre i risi più poveri in amido e quindi più digeribili sono quello orientali come il basmati e il thai, caratterizzati da chicchi più lunghi e magri e da una particolare profumazione. Esistono in effetti moltissimi tipi di riso e vale la pena di provarne diversi per variare non solo il sapore ma anche le loro caratteristiche proprietà.

(continua…)

Articoli correlati:

Translator
Mailing List:

Email:

Dì che ti piace su FB!

Un post a caso
  • Una pillola per modificare il sapore dello sperma!

    Sono in aumento le pillole assurde e senza senso!  Se non esiste una patologia ci inventiamo una motivazione per impasticcarci, non ultima la recente pillola anti-mestruazioni proposta da alcune case farmaceutiche insieme ad una propaganda tendenziosa che mostrava la mestruazione non solo c
Tracce di Profumo

La rubrica di Valeria


Cerca nel blog
Commenti Recenti:
  • Loading...