Alimentazione
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Ricette ghiotte per celiaci: cestini di frutta con salsa di fragole – By Gabriella

Catherine Bellwald Ricette ghiotte per celiaci: cestini di frutta con salsa di fragole   By GabriellaQuesta ricetta prende spunto dalla tradizione dei torroni siciliani, in particolare dalla cubbaita di giuggiulena (torrone di sesamo). I nostri cestini, infatti li realizzeremo con sesamo e succo d’agave. Naturalmente, se preferite essere più fedeli alla tradizione, utilizzate il miele.

“Il sesamo è un prezioso aiuto per il nostro organismo. E’ un ottimo ricostituente per le piastrine del sangue e l’emoglobina; utile dunque per la milza, il sistema nervoso, i muscoli, la pelle. Il sesamo è una “pillola” vitaminica e minerale per la crescere sani e rimanere in perfetta salute”. (Tratto da “I magnifici 20” di Marco Bianchi)

Per realizzare i cestini  ponete in una casseruola il succo d’agave e il sesamo, calibrando a occhio la quantità per ottenere il numero di cestini che volete realizzare. Scaldate per una decina di minuti e poi versate su un tagliere ricoperto da un foglio di carta da forno inumidita.

Stendete il “torrone” in maniera molto sottile e lasciate intiepidire. Normalmente il torrone caldo viene disposto su un piano di marmo un po’ unto con olio di semi e inciso in modo che sia più facile spezzarlo una volta freddo. Per modellare i cestini abbiamo bisogno dell’ausilio della carta da forno che ci renderà più semplice la fase di realizzazione. Naturalmente è preferibile versare la quantità per singolo cestino da realizzare, in quanto non è facile tagliare con precisione il torrone, se pur sottile. Quando il torrone sarà tiepido, ponete ogni singola quantità, su un bicchiere capovolto dalla parte della carta da forno. Lasciate raffreddare.

Quando sarà freddo capovolgete, togliete delicatamente la carta da forno e ponete il cestino dentro una ciotola e manipolate delicatamente per dare la forma desiderata. Vi consiglio di lasciare i cestini di “giuggiulena” nelle ciotole fin quando sarà il momento di servire. Nel frattempo preparate la salsa di fragole.

Tagliate le fragole a pezzetti piccoli e poneteli in una casseruola con il succo d’agave e fate cuocere per circa dieci minuti. Lasciate raffreddare la salsa prima di servire. Tagliate la frutta a piccoli pezzi e ponetela all’interno dei cestini e completate con una dose generosa di salsa di fragole.

Spero di avervi suggerito un’idea creativa per un dessert gustoso e salutare!

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Ricette ghiotte per celiaci: pane al radicchio – by Gabriella

Catherine Bellwald Ricette ghiotte per celiaci: pane al radicchio   by GabriellaPer questo mese vi propongo degli ottimi panini al radicchio…naturalmente senza glutine! Il radicchio è ricco di antiossidanti, è depurativo e ha un basso contenuto calorico.

Lavate e tagliate il radicchio a listarelle e fatelo stufare in padella con un po’ di olio extravergine d’oliva e un pizzico di peperoncino.

Dopo qualche minuto, quando sarà appassito, strizzatelo per eliminare l’acqua di cottura in eccesso e mettetelo da parte. Nel frattempo disponete in una ciotola la farina di grano saraceno (180 g), la farina di riso (100 g), due uova e un albume, un po’ di olio extravergine d’oliva (50ml), un po’ di latte di riso (50-80 ml), una manciata di pinoli, sale e pepe.

Infine aggiungete il radicchio e amalgamatelo all’impasto, poi aggiungete la polvere lievitante a base di cremor tartaro (reperibile nei negozi di alimenti biologici). L’impasto deve risultare fluido.

Con l’ausilio di un cucchiaio disponetelo nei pirottini da crostatine (un po’ più grandi di quelli utilizzati per i muffin) oppure rivestite delle pirofile monoporzione con carta da forno umida e disponeteci l’impasto.

Infornate a 180° per circa 20-25 minuti (forno preriscaldato).

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Crema di bietole con gamberi e radicchio by Gabriella

Catherine Bellwald Crema di bietole con gamberi e radicchio by GabriellaVi propongo questa crema di bietole con due ingredienti un po’ insoliti per la nostra cucina: il daikon e il latte di cocco. Il daikon è una grande radice bianca dal sapore simile al ravanello. Molto utilizzato nella cucina giapponese. In lingua nipponica il termine daikon vuol dire “grande radice”.

E’ considerato un cibo medicina per le sue virtù: favorisce la digestione dei cibi ricchi di grassi, brucia i grassi in eccesso, è un diuretico e drenante per il fegato, ha poche calorie ed è ricco di vitamina c e tanto altro!

Entrambi gli ingredienti sono facilmente reperibili nella grande distribuzione o nei negozi di alimenti biologici.

Lavate le bietole. Tagliate i porri e il daikon a pezzetti sottili, disponeteli in una casseruola con un po’ d’olio extravergine d’oliva e un po’ di peperoncino e fateli insaporire per qualche minuto, aggiungete un pò d’acqua e lasciate cuocere per una decina di minuti. Aggiungete le bietole, salate e, se sarà necessario, versate un po’ d’acqua. A fine cottura frullate con un frullino ad immersione e aggiungete il latte di cocco.

Servite la crema con del radicchio rosso tagliato a listarelle e saltato in padella e gamberi al vapore aggiungete un filo d’olio extravergine d’oliva…..e buon appetito!

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Ricette per celiaci: penne di mais al pesto rivisitato by Gabriella

Catherine Bellwald Ricette per celiaci: penne di mais al pesto rivisitato by GabriellaVi propongo una alternativa al classico pesto alla genovese…

L’ingrediente principale è sempre il basilico…Scegliete le foglie di basilico ponetele nel bicchiere del mixer( 100g), aggiungete un mazzetto di aneto (30g), un mazzetto di finocchietto selvatico(30g), un po’ di noci o pinoli se preferite, un po’ di pomodori secchi, qualche foglia di menta, qualche rametto di timo, un pezzetto di peperoncino, se lo gradite, e naturalmente l’olio extravergine d’oliva….azionate il mixer  e il gioco è fatto!

Se gradite, potete aggiungere uno spicchio d’aglio. Solitamente non è necessario aggiungere sale in quanto i pomodori secchi sono già sapidi e rendono il pesto abbastanza saporito.

Se il pesto è molto denso potete renderlo piu’ cremoso con l’acqua di cottura della pasta. Condite le vostre penne di mais con questo profumatissimo pesto e  completate il piatto con pomodorini tagliati a pezzetti e pomodori secchi conditi con un pizzico di sale e olio extravergine d’oliva.

Un piatto leggero al quale abbiamo volutamente tolto il burro, il parmigiano oltre che il glutine e perché no anche l’aglio che vi assicuro non vi mancherà e non mancherà neanche ai vostri compagni o compagne e colleghi di lavoro!!. Un primo profumatissimo e ghiotto dai colori e profumi primaverili….

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Nutrirsi ma non di cibo

Catherine Bellwald Nutrirsi ma non di ciboSecondo la medicina cinese l’energia che il corpo riceve viene fornita dal cibo, dalla respirazione e dalle sue  azioni-emozioni che possiamo definire positive.

Alimentarsi in modo scorretto e respirare un’aria viziata non sono certamente  modi per nutrirci, bensì limitano, forse più di quanto non si pensi, la nostra possibilità di ricaricare le nostre pile.

Per noi esseri cittadini mangiare un cibo contenente il massimo della sua energia vitale chiamata Jing, come un uovo appena deposto, un pesce appena pescato, una mela appena colta è un miraggio. Contiamo sulla tecnologia per migliorare il più possibile la conservazione dei nostri cibi e sulla velocità sempre maggiore dei trasporti degli alimenti.

Lo stesso possiamo dire dell’aria; respirare un’aria fresca e piena di energia solare è quasi un miraggio, viviamo chiusi in ambienti super riscaldati, con luci artificiali e uno smog crescente al quale ormai abbiamo fatto l’abitudine.

A questi due nutrimenti fondamentali a meno che non si decida di vivere a contatto con la natura tagliando i ponti con il mondo civilizzato e industrializzato dobbiamo rinunciare e fare le scorte appena possibile.

Ma certamente le emozioni positive quelle possiamo coltivarle nel nostro orticello di casa senza dovere rinunciare ad alcunché e senza alcun pedaggio extra. Queste sono figlie nostre e sono in realtà relativamente indipendenti dal reddito e dalla fortuna personale ma più collegate con un’indole e un atteggiamento personale nei confronti della vita.

Un altro nutrimento fondamentale secondo la filosofia cinese è dato dalla spiritualità e dallo studio; questi rappresentano un elemento capace di nutrirci come una madre. E quanto più le nostre energie si riducono con il passare inesorabile degli anni quanto maggiormente questa madre diventa fondamentale.

Lo ripetevo qualche giorno fa durante una mia lezione all’Università della terza età di Milano. Studiare e ricercare un significato spirituale o filosofico è una fonte di ricchezza per qualsiasi adulto e diventa una sorta di nettare per la tutta la popolazione anziana indipendentemente dalla cultura e rango sociale.

Lo studio e la spiritualità sono l’unica fonte di puro nutrimento che oggi giorno possiamo considerare alla portata di tutti, molto più dell’aria che respiriamo e del cibo che mangiamo.

 

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Ricette per celiaci – Tortino di broccoli e pomodorini by Gabriella

Catherine Bellwald Ricette per celiaci   Tortino di broccoli e pomodorini by GabriellaI broccoli hanno un elevato potere antiossidante e non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta.

Vi propongo questo tortino molto gustoso che ve li farà apprezzare maggiormente.

Riducete in cimette i broccoli e cuoceteli a vapore, poi saltateli in padella con pomodori datterini e pomodori secchi  tagliati a pezzetti, aggiungete un trito di erbe aromatiche (basilico, timo, menta e origano), aglio, peperoncino e un pizzico di sale.

Foderate una pirofila con carta da forno e disponetevi i broccoli, spolverizzate con un po’ di curcuma.

Contemporaneamente preparate una crema molto fluida con 120 g di farina di ceci, acqua e un pizzico di sale; versate il composto sui broccoli e infornate per circa 30-40 minuti a 180°.

Il risultato è strepitoso! Provate…..e buon appetito!

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Ricette per celiaci: Farinata di cavolo nero – by Gabriella

Catherine Bellwald Ricette per celiaci: Farinata di cavolo nero   by GabriellaLa farinata di cavolo nero è un piatto tipico della cucina toscana. E’ il simbolo della civiltà contadina, fatto con ingredienti poveri, ma gustosi.

Naturalmente l’ingrediente principale è il cavolo nero. Per chi non lo conoscesse, questo tipo di cavolo ha foglie grandi di colore verde scuro con riflessi bluastri e la superficie delle foglie ricoperta da “bolle”. E’ molto resistente al freddo; da il suo meglio dopo le prime gelate, ed è infatti l’ingrediente principale di molte zuppe invernali.

Esistono una serie infinita di varianti della farinata, vi proporrò la mia versione…..

Fate dorare un trito di cipolla, porri, carote e sedano con qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva.

Dopo qualche minuto aggiungete il cavolo nero (300 g) privato della sua costola e tagliato a striscioline. Aggiungete un po’ d’acqua e fate stufare le verdure.

Dopo qualche minuto aggiungete i fagioli (250 g) cotti precedentemente con qualche foglia di alloro e di salvia e un pezzo di alga Kombu.

A fine cottura, passate una parte dei fagioli, e aggiungetela alle verdure insieme al resto dei fagioli con la loro acqua di cottura. Solitamente per la farinata si utilizzano i borlotti, ma se preferite potete utilizzare anche i cannellini. Fate cuocere a fuoco basso; poi aggiungete “a pioggia” la farina di mais (150 g) mescolando bene affinché non si formino grumi, salate e, se sarà necessario, aggiungete dell’acqua. Il risultato sarà una crema densa e saporita.

Servite con un filo d’olio extravergine d’oliva.

Buon appetito!!

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La dieta per scaldarsi senza appesantirsi

Catherine Bellwald La dieta per scaldarsi senza appesantirsiE’ facile consigliare di bere vino rosso, mangiare carne rossa, uova, formaggi stagionati e cioccolato per scaldarsi ma, ad eccezione di momenti particolarmente freddi, oppure di gite in montagna e di pranzetti speciali la dieta quotidiana non può abusare di questi alimenti senza produrre un sovraccarico del sistema con ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e fegato grasso e appesantito…nel migliore dei casi.

Nello stesso modo una alimentazione a base di sola frutta fresca, oppure con molte arance,  insalate e pomodori crudi  o pesce crudo, non  è particolarmente indicata in questa stagione. Il risultato infatti è che chi mangia in questo modo a meno che non abbia un patologia da calore-fuoco interna rischia di raffreddarsi troppo.

Quindi che fare per mangiare senza raffreddarsi e senza appesantirsi troppo?

La frutta fresca a mio parere non deve mancare, se possibile anche la frutta esotica che consente di variare i sapori e  le azioni nutritive. Un modo molto intelligente e pratico per mangiarla in abbondanza senza raffreddarsi è quella di associarla alla frutta secca e agli olii vegetali come nella splendida colazione “Miam o fruit” di France Guillain, semi di sesamo, pistacchi, pinoli, semi di zucca, mandorle, e soprattutto noci e nocciole che scaldano. I vari semi tritati insieme si possono aggiungere alle vostre porzioni di frutta fresca, insieme alla banana schiacciata con limone e qualche cucchiaio di olio vegetale spremuto a freddo sono il modo migliore per riscaldare la frutta senza alterare i suoi macronutrienti cuocendoli. Lo stomaco ne sentirà immediatamente la differenza e la mistura è deliziosa oltre che estremamente nutriente e sana soprattutto se si ha l’accortezza di variare  e mischiare vari tipi di frutta.

La seconda cosa molto utile per non esagerare con gli alimenti troppo ricchi è quella invece di “abusare” delle minestre. Le zuppe di una volta sono il modo più economico e sano per scaldarsi senza esagerare con gli alimenti troppo grassi. Le minestre  quelle fatte in casa sono velocissime da preparare, si fanno da sole mentre voi magari mettete a posto casa oppure vi fate una doccia e questa è già una bella cosa.  Possono poi essere riscaldate e  trasformate giorno per giorno in base agli avanzi del giorno precedente.

Le verdure sono più scarse in inverno ecco che potete usare alcuni ingredienti freschi come porro, carota, finocchio, coste e aggiungere magari una mezza busta o un quarto di busta di minestrone biologico surgelato. Gli avanzi dei giorni precedenti ben conservati come pollo, agnello, manzo, carne secca, qualche pezzetto di speck, o qualche crosta di formaggio ma soprattutto porzioni anche piccole di riso lesso ma anche di orzo oppure di grano saraceno o di polenta che avete conservato in frigo e infine il pane raffermo fatto con  farine scelte di avena, segale per esempio e meglio se fatto in casa.

Le variazioni sul tema possono essere tantissime e fatte  secondo il vostro gusto, in questo modo avrete un pò di tutto, verdure fresche che fate stufare con attenzione per ravvivarne il sapore, verdure e legumi misti congelati in questo modo se non avete abbastanza verdure fresche riuscite a dare più sapore. Inoltre se non usate interamente una busta di minestrone o di legumi ma solo una piccola porzione potrete dosare  ogni elemento in particolare i legumi che non devono mai  eccedere per non irritare l’intestino, mentre assunti a piccole dosi sono una fonte indispensabile di proteine vegetali e di molteplici minerali. I cereali e anche altri avanzi sono poi aggiunte possibili oltre che gustose

Il tutto condito con olio di oliva di ottima qualità e una spruzzata di sale e pepe. Avremo letteralmente costruito un piatto leggerissimo e facilmente digeribile soprattutto per la sera. Un piatto davvero caldo in grado di riscaldarvi subito, nutriente, e anche idratante considerato il forte consumo di liquidi dato dal riscaldamento.

Ma soprattutto non la solita zuppa ma una vostra creazione il cui sapore nasce appunto da una mistura di elementi talora assolutamente occasionali. Gli asparagi o i fagiolini avanzati del giorno prima per esempio possono dare alla vostra zuppa un tocco delizioso.

Un piatto quindi assolutamente vivace proprio perchè sempre diverso e soprattutto economico: visti i tempi che corrono… non nuoce.

 

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Il decalogo delle cure che non costano niente

Catherine Bellwald Il decalogo delle cure che non costano nienteUna indicazione utile  a tutti e ormai dimenticata dai più è quella di bere un bel bicchiere di acqua calda al risveglio. L’idea sconvolge molta gente schifandola ma vi posso assicurare che il corpo vi ringrazia se gli date della buona acqua calda appena scendete dal letto. Prima di iniziare qualunque altra cosa e soprattutto prima del caffè o del tè di rigore, provate a dissetarvi con la semplicità dell’acqua calda. In Cina nessuno dei maestri che ho avuto si sognerebbe mai di bere acqua fredda neanche durante il giorno… figuriamoci al mattino.

Sempre con questa semplicità provate a bere un bicchiere di acqua (non da frigorifero se possibile!) prima di bere qualunque alcolico, questo semplice gesto vi impedirà di dissetarvi con l’alcol ma vi permetterà di sorseggiarlo, gustandolo veramente. Vi accorgerete che un bicchiere è spesso sufficiente a soddisfare il vostro palato e anche le vostre tasche. Se poi predente l’abitudine di bere un bicchiere di acqua nelle svariate e multiple pause caffè che a un professionista spesso tocca fare anche per socializzare, vi accorgerete che magari del caffè non avete mica tanta voglia: avevate solo sete.

Quando vi trovate di fronte a un bel vassoio di cioccolatini o di pasticcini e di schifezze varie che sotto le feste la gente si sente in obbligo di offrire,  provate ad aspettate che si servano gli altri. Osservateli mentre si abbuffano, guardateli bene e poi guardate bene il cibo e la sua qualità (di solito non eccelsa). L’odore che ha è molto importante, cercate di immaginare come viene prodotto, cosa contiene veramente. E’ possibile che così facendo il vostro corpo, in realtà molto più furbo di voi, vi suggerisca di non mangiarlo oppure di assaggiarlo solamente. In fondo anche a noi uomini sono rimasti degli istinti sani. La sola  vista dell’alimento o bevanda è sufficiente a darci la misura se solo abbiamo la cortesia di aspettare che il nostro corpo ci suggerisca un comportamento. Dobbiamo solo aspettare evitando meccanicamente di metterci in  bocca tutto quello che passa il convento in fretta e furia. Così facendo forse riusciremmo a comportarci in modo diverso rispetto ai polli da allevamento che si buttano gli uni sopra li altri per una manciata di grano turco.

Quando  a fine giornata vi fate la doccia e vi lavate provate a pensare che l’acqua può pulire anche la vostra stanchezza, potete sotto la doccia immaginare che la fatica della vostra giornata si accumuli tutta nell’acqua e finisca nello sgorgo insieme al sudore. Il potere della mente non funziona solamente in senso negativo possiamo anche avere una mente che  lavora con e per noi. Se invece la doccia la fate alla mattina è utile fare un passaggio di acqua fredda all’ultimo oppure strofinare energicamente le diverse parti del corpo attivando la circolazione sanguigna. Questo gesto avrà poi delle benefiche azioni non solo in senso estetico sulla pelle ma anche sui visceri perché l’esterno e l’interno sono collegati tra di loro da una miriade di neuroni e di neurotrasmetittori.

Prima di coricarvi fate poche cose con molta calma, mettete a posto i vestiti che indosserete all’indomani, pensate a cosa vi dovrete portare dietro soprattutto se la giornata sarà lunga.  Preparatevi mentalmente in modo che al risveglio diventi facile ricordarsi cosa mettere via. Pensate a tutto come se doveste accudire un bambino, l’acqua, un frutto, della frutta secca, il pasto e la cena dell’indomani. In questo modo non improvviserete ma avrete già in mente qualcosa che al momento giusto vi verrà in aiuto soprattutto quando alla sera alle ore 20 dopo una giornata di duro lavoro vostro marito vi chiederà con tenera voce “cosa si mangia ‘stasera?” Organizzate delle strategie pratiche per poter evitare di cadere sul panino a pranzo e sulla pizza alla sera e sui vari dolciumi a tutte le ore del giorno.

Cercate di lavorare e di vivere in un ambiente armonioso dove l’ordine e la pulizia siano come una sorta di culla dove potervi rilassare. In particolare la camera da letto sarebbe meglio fosse il più semplice possibile e con meno oggetti e indumenti a vista. Non è importante che i mobili siano costosi, antichi, firmati o di ultimo grido. Perché casa sia veramente casa, dovete solo prendervi cura di lei. Se doveste invitare un ospite importante a casa vostra mettereste tutto in ordine per accoglierlo al meglio? E allora perchè non farlo per voi stessi? Vi assicuro che tornare a casa sarà più rilassante.

Provate ogni tanto a guardare il vostro corpo, la natura che vi circonda come se la vedeste per la prima volta. Sorprendetevi e stupitevi di ritrovarvi dentro al vostro corpo, di quanto sia perfetto e di come  funzioni a meraviglia. Fermatevi a guardare la formica, l’albero sulla strada e i fiori in giardino come se non li aveste mai visti prima. Alzate ogni tanto la testa al cielo e guardatelo attentamente, seguite le nuvole, osservate la qualità della luce e l’atmosfera che si genera.  Non dando tutto per scontato potrete percepire che siete parte di un miracolo.

Nello stesso modo in cui avete posto l’attenzione all’esterno potete usare il vostro sguardo interno, semplicemente chiudendo i vostri occhi e respirando profondamente avete la possibilità di entrare in contatto con la parte più profonda e vera di voi stessi. Alcuni lo chiamano il mastro interiore, altri lo definiscono come il seme del divino. Non importa la sua definizione, quello che conta è che ognuno può accedervi del tutto gratuitamente e una volta in contatto con questa parte di noi o di “non noi”, diventa  possibile cogliere la differenza tra ciò in cui ci sentiamo identificati e ciò che invece siamo veramente. Entriamo per così dire in contatto con le nostre radici e con il nutrimento che da esse  proviene.

Vi ricordate come eravate da bambini? Sapete ancora giocare con la sabbia, con la schiuma della vasca  o con la neve? Potete ancora cantare sotto la doccia, correre allegramente,  ridere a crepapelle, ballare e fare l’amore con passione? Non dico al lavoro dove è richiesta serietà ma tra le mura di casa potete sperimentare questa spensierata leggerezza e semplicità che si collega con il corpo e con l’aspetto più sensoriale. Il piacere produce una infinità di endorfine utili a mantenere la salute fisica e psichica.

E per concludere condividete con gli altri non solo le vostre paure e i vostri malcontenti ma quello che avete di buono da dare se siete bravi a cucinare invitate a pranzo qualcuno con cui dividere il vostro manicaretto, se amate i bambini tenete quelli dei vicini, se amate fare all’amore fatelo più spesso, se  avete imparato qualcosa dalla vita condividetelo con gli altri. Come diceva Gaber la “libertà è partecipazione”

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Alimentarsi con cura

Catherine Bellwald Alimentarsi con curaNon la chiamerei dieta ne regime alimentare, nomi che già impongono una restrizione non solo alimentare ma mentale; nella mia idea di nutrizione accurata il concetto deve prima nascere da una convinzione mentale il cui motivo principale è quello di volersi bene e di prendersi cura di se stessi.

Siamo però bombardati da un infinità di diete completamente diverse e opposte tra di loro e da prodotti commercialmente sbandierati come salutistici e indispensabili per la nostra salute. La prima cosa fondamentale  per avere idee chiare e non passare da un estremismo all’altro è quella di ricercare un metodo e dei principi in base ai quali far riferimento per imparare a nutrirci con intelligenza.

Per iniziare è necessario a parere mio provare a ricercare cibi più naturali  e meno trattati possibili. Il biologico è notoriamente più caro ma è da considerare che non prevede l’utilizzo di un’enormità di pesticidi sulle piante e limita al minimo vaccini e trattamenti antibiotici degli animali. Il sapore di una gallina selvatica rispetto a quello di un pollo da allevamento è totalmente diverso, per non parlare del suo valore nutrizionale indubbiamente decisamente superiore e di migliore qualità.

Non è facile mi rendo conto soprattutto quando le priorità sono altre e il lavoro limita il nostro tempo ma possiamo incominciare a fare delle ricerche su dove comperare alcuni alimenti al posto che comprare tutto al supermercato. Potremmo scoprire di avere dietro casa dei rivenditori di prodotti di miglior qualità a prezzi decisamente concorrenziali. Si tratta di un lavoro di ricerca nel quale dobbiamo abituarci a far funzionare le nostre papille gustative che deveno imparare a fare la differenza tra cibo di bassa qualità e cibo di alta qualità. Per questo è necessario mettere in funzione  il nostro cervello senza ingurgitare ciecamente per tutta la nostra esistenza quello che l’industria alimentare e i prodotti pronti consigliati delle molteplici diete in voga ci propinano.

E’ fondamentale cercare di evitare per quanto possibile cibi pronti e a preparazione industriale; dalle barrette dietetiche ai pasti in busta, alle molteplici sostanze primarie come pane,  biscotti, patatine, snack, purea e minestre pronte. Tutti questi alimenti sono di solito troppo ricchi di zuccheri o dolcificanti, additivi di vario genere, sale e glutammato.

I prodotti derivati da farine bianche  a basso costo infatti sono talmente poveri di minerali che devono essere addizionati con un quantitativo decisamente elevato di sale. Nel caso del pane, ad esempio, parliamo di una quantità di sale pari a quasi il triplo di quella che si deve aggiungere al pane fatto con farine biologiche. Il glutammato è una sostanza che rende gustosi piatti che altrimenti sarebbero talmente impoveriti e del tutto privi di sapore da non essere appetibili, ed è inoltre considerato una sorta di stimolante dell’appetito che potenzia la già grave tendenza di questi tempi all’ipernutrizione.

Il pane è tradizionalmente considerato sacro dalla nostra cultura ma questa condizione risale a quando scarseggiavano  altri tipi di cereali e ogni sorta di proteine animali. Di questi tempi potremmo tranquillamente farne a meno. Consiglio di comprare o meglio di fare il pane con farine biologiche e pasta madre  una volta alla settimana; ne consumeremo più limitatamente anche perchè produce un immediato senso di sazietà (a differenza di quello industriale o derivato da farine a basso costo ), si conserva perfettamente per una settimana e insieme a una zuppa o a un piatto povero completa il pasto.

La dieta dovrebbe contenere in primis cinque porzioni di frutta/ verdure fresche al giorno per l’importante apporto di antiossidanti, vitamine e minerali. In questo modo la vostra dieta non necessita di ulteriori  integrazioni, con capsule varie seppur di origine naturale. Inoltre essendo cibo crudo e fresco è ancora ricco di energia che deriva dal sole inteso come fonte principale di energia e quindi di nutrimento. La vitalità della pianta stessa e delle verdure crude a foglie  è da solo  un pieno di energia( che dovrebbe essere pulita).

Il secondo importante alimento dopo la frutta sono gli olii vegetali ottenuti da spremitura a freddo e rigorosamente da utilizzare a crudo. Gli oli di questo tipo sono importanti costituenti delle membrane cellulari e sono fondamentali. L’olio di oliva è quello che si conserva meglio ma anche l’olio di sesamo o di altri tipi di semi oleosi  purchè preparato in modo corretto sono nutrizionalmente indispensabili. Utilissima l’assunzione giornaliera di semi oleosi da mangiare  come snack insieme a un frutto. Consiglio a chi esce alla mattina per una lunga giornata di lavoro di portarsi dietro almeno una mela e alcuni semi oleosi da succhiare e masticare con calma

Le restanti alimenti le verdure, i tuberi, i cereali  e i legumi come fonte di nutrimento vegetale e il pesce, la carne e le uova come nutrimento animale sono tutti alimenti che devono essere variamente integrati tra di loro se possibile cucinandoli insieme. Le verdure, i tuberi e i cereali cucinati insieme a carne, pesce o uova ( non per forza tutto insieme!) aquistano anche solo sulla piastra più sapore senza dover ricorre a intingoli strani, aggiunta di oli e sale.

Si tratta di piatti estremamente semplici ma gustosi, facili da preparare. Basta mettere insieme gli ingredienti; nella pentola dove avete cucinato la vostra carne o pesce buttate il riso bollito oppure le patate al vapore e fate scaldare per pochi minuti. Potete in questo modo costruire piatti deliziosi anche usando  gli avanzi del giorno prima perché le quantità di ogni alimento saranno piccole.

La parola d’ordine è variare, cambiare le associazioni dei gusti, i tipi di spezie, la frutta le verdure i cereali non saranno sempre le stesse ma sempre diverse a seconda del vostro gusto ma anche della stagione. Per esempio in estate più frutta e verdure crude e in inverno più cereali, tuberi e verdure cotte.

Non dimentichiamo poi una delle cose più importanti, ovvero il mangiare con calma e masticare con cura; un’altra importante cosa che non è sempre facile fare visto lo stile di vita nel quale siamo immersi nostro malgrado e l’abitudine a non assaporare il cibo ma a divorarlo. Infine quando possibile cucinare e mangiare in compagnia è un ottimo sistema per nutrirci non solo di cibo ma anche di emozioni e di relazioni.

Se possibile evitiamo i luoghi affollati e rumorosi delle mense e apparecchiamo noi in un luogo adatto; con pochi accorgimenti possiamo sovvertire un ambiente con pochi dettagli: tovaglioli colorati, musica da ambiente, luci soffuse, un piattino cucinato a casa et voilà: a tavola! Mangiare deve restare un piacere; è l’unico modo per digerire e metabolizzare il cibo in modo corretto.

E per concludere questo stile di alimentazione attenta deve prevedere la possibilità di uscire dalle regole e di poter mangiare con chiunque senza imporre le nostre idee in modo ossessivo ma soprattutto di poterci godere all’occasione un buon bicchiere di vino e una bella selezione di formaggi  in santissima pace.

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La dieta alcalina ha senso?

Catherine Bellwald La dieta alcalina ha senso?Ecco un’ennesima dieta che va oggi per la maggiore e che promette un buon invecchiamento e la prevenzione dalle più comuni malattie croniche che secondo il suo inventore sono tutte dovute all’acidosi causa prima di qualunque patologia.

Intanto è importante chiarire: acidosi di che? Nel corpo umano esistono ambienti con pH totalmente diverso, lo stomaco per esempio ha un ph fisiologicamente acido, il sangue invece ha un ph lievemente alcalino ovvero basico.

Il postulato base parte dall’osservazione che il tessuto patologico in particolare quello affetto da, tumore è tipicamente  acido. Osservazione questa che ha permesso numerose acquisizioni biochimiche  ma che non va confusa con un causa ma bensì con un effetto della patologia oncologica che prevede la liberazione locale di una serie di tossine provenienti  dalla necrosi del tessuto sano a favore della crescita incontrollata di quello oncologico.

La conclusione che sia l’acidificazione del sangue la causa della patologia oncologica e di numerose patologie croniche mi sembra quanto meno azzardata. Si tratta di un’ipotesi e quindi non va certamente negata a priori ma  è giusto farsi due domande prima di saltare in modo acefalico e a piedi giunti in questa nuova dieta salvavita.

Considerare il valore nutrizionale degli alimenti solo in rapporto al loro picco glicemico mi sembrava già limitato ma ora farlo solo in rapporto alla loro potenziale capacità di acidificare o alcalinizzare il sangue mi sembra peggio. Si perché la regolazione del ph ematico è uno dei meccanismi più complessi e strutturati dalla biochimica, un sistema così soffisticato da far girare la testa o almeno me la fa girare tutte le volte che vado a ristudiarlo nel suo dettaglio, cosa che vi invito a fare per avere un idea della complessità del processo.

Sono coinvolti nel bilancio acido base:  il polmone, il rene e un insieme di sistemi ematici chiamati “tampone”, capaci cioè di dare un margine di recupero molto ampio alle normali attività della vita quotidiana. Il corpo umano è davvero molto più intelligente di qualunque mente io conosca, anche la più geniale, fatto sta che possiamo correre andando in affanno, possiamo mangiare un gigantesco cosciotto di agnello, possiamo salire sull’Himalaya e stare a digiuno per giorni e giorni mantenendo il nostro ph ematico invariato.

E’ vero che alcuni alimenti come la carne producono con il loro catabolismo, ovvero la loro trasformazione biochimica in energia, una quantità di metaboliti acidi e potenzialmente tossici che il corpo deve eliminare. Non è un caso se le diete consigliate dagli oncologi prevedono un’assunzione minima di carne. Forse non è neanche un caso che la dieta eccessivamente ricca di carne sia considerata come potenzialmente dannosa per l’intero ecosistema terrestre.

Ma da qui a pensare di modificare l’acqua che nasce naturalmente ne basica ne acida, ma semplicemente e squisitamente H2O, rendendola alcalina artificialmente ovvero aggiungendo un ione H e con l’occasione  vendere una bella macchina creata ad arte, credo che il passo sia eccessivo.Tanto più che il suo effetto mi sembrerebbe alcalinizzante solo sull’ambiente stomaco che non a caso deve restare acido.

Peraltro la riduzione delle proteine animali (in particolare di carne e latticini) e l’aumento della frutta e della verdura dalla dieta restano come in qualunque dieta equilibrata ottime indicazioni. L’equilibrio tanto sbandierato è però una condizione che non va cercata nel Ph ma in senso molto più esteso ed espanso. L’equilibrio, quello vero, inizia dal modo in cui ci poniamo di fronte al cibo, a quanta importanza gli diamo e a quanto equilibratamente riusciamo a vivere con noi stessi e a volerci bene.

Non credo possa esistere una dieta perfetta uguale per tutti, esistono una quantità di varianti che non possono non esser tenute in considerazione; l’età, la stagione, la nostra latitudine e altitudine, la condizione di salute, la costituzione, l’attività fisica e lo stress psichico, tutti fattori che influenzano grandemente le reazioni ormonali e biochimiche del nostro insieme corpo-mente che da solo, senza dire niente a nessuno, cerca naturalmente il suo equilibrio.

Voler inscatolare il concetto di equilibrio e relegarlo a una semplicistica e forviante formula chimica è come tentare di inserire la salute e l’essere umano tutto in una provetta: uno sforzo inutile e a mio parere quanto meno presuntuoso.

Inoltre demonizzare l’acido come fonte di tutti guai e di tutte le malattie è un sistema facile per acquisire consensi dalle masse che non chiedono altro che un responsabile da condannare.

 

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Vellutata di zucca con piadina di ceci by Gabriella

Catherine Bellwald Vellutata di zucca con piadina di ceci by GabriellaLa zucca è un simbolo dell’autunno, versatile e adatta alla preparazione di grandi classici come risotti, tortelli, minestre e vellutate. Esistono diverse varietà di zucca, differenti per forma ,dimensione colore e sapore.

Per la preparazione della nostra vellutata vi consiglio di utilizzare la zucca Butternut per la sua polpa fine e dolce. La riconoscerete subito….ha la forma di una grande pera o, se volete, di una grossa arachide, la buccia liscia di colore chiaro tra il rosa e il nocciola e la polpa giallo-arancio, ma soprattutto una polpa molto dolce adatta alla nostra vellutata dai sapori un po’ speziati.

Togliete la scorza alla zucca, tagliate la polpa a dadini. Affettate sottilmente i porri e fateli appassire con un po’ d’olio e un po’ di peperoncino. Aggiungete un cucchiaio scarso di zenzero in polvere, un cucchiaino di coriandolo, mezzo cucchiaino di curcuma e in fine la zucca. Coprite con acqua e salate.

A cottura ultimata, frullate la zuppa per ottenere una purea finissima. Servitela calda con un filo di olio crudo. Questa crema di colore arancio, gustosa e colorata riscalda le nostre fredde serate autunnali ……

Potete accompagnare la vellutata con delle piadine di ceci….

Miscelate la farina di ceci (300g) con la farina di riso(200g) aggiungete un po’ di prezzemolo, un po’ di zenzero in polvere, un po’ di peperoncino e un pizzico di sale. Versate due cucchiai d’olio e 250 ml di acqua tiepida,impastate con cura, formate una palla e fatela riposare per 20 minuti. Dividete l’impasto, infarinate il piano di lavoro, e stendetelo ricavando dei piccoli dischi. Scaldate una padella con pochissimo olio e fateli dorare velocemente da ambo i lati. Serviteli a fianco della vellutata… et voilà! Bon appetit!

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Bevande energetiche, fitoterapia, dietetica e tossicità: quali confini?

Catherine Bellwald Bevande energetiche, fitoterapia, dietetica e tossicità: quali confini?Ha fatto poco scalpore in Italia la recente notizia della morte di una ragazza per presunta overdose di bibite energizzanti, ma non sembra essere neanche il primo caso segnalato di questo genere. In Francia i nutrizionisti hanno per questo motivo deciso di sconsigliare l’assunzione di questo tipo di bevande in assenza di informazioni chiare in merito all’accaduto.

Ovviamente ci troviamo di nuovo di fronte a un grosso conflitto di interessi essendo questo tipo di bibite in largo e crescente consumo soprattutto negli USA. Sono di sapore dolce, si comprano ovunque e soprattutto promettono solo vantaggi. Sulla confezione in bella vista troviamo scritto: “Migliora le prestazioni, migliora la capacità di reazione e di concentrazione, migliora la soglia di attenzione, migliora lo stato di benessere,  stimola il metabolismo”.

Uauuuu! E’ comprensibile immaginare che una persona con tempo limitato per cucinare o procurarsi cibo,  che desidera dimagrire, oppure  sotto stress fisico e mentale possa ricevere un invito piuttosto consistente nel farne uso sistematico. Inoltre esiste un attuale consenso e sostegno da parte della comunità scientifica, che si poggia su una vistosa serie di ricerche scientifiche che confermano l’esistenza di multipli effetti positivi della caffeina e della taurina  sul corpo umano, entrambe sostanze contenute in molte di queste nuove bevande definite energizzanti. Poca anzi direi minima attenzione viene data in questo momento ai possibili effetti collaterali della caffeina come per esempio irritazione nervosa, insonnia, ansia, tachicardia, ipertensione arteriosa, gastrite solo per citarne alcuni.

Come in ogni studio scientifico che si rispetti il problema sta nel fatto che l’osservazione è sempre limitata a quello che si vuole osservare o dimostrare e mai all’intero effetto di una determinata sostanza in esame. Ecco perché diventa comunque sano e leggittimo farsi due domande in più e assumere un atteggiamento più critico e sospettoso nei confronti di tutte quelle molecole “tuttofare” e di supporto per tutti e per tutte le età lanciate in commercio e variamente mischiate dalla’industria farmaceutica e adesso anche da quella alimentare.

La prima considerazione che mi viene da fare è che stiamo confondendo il cibo con le droghe.

Si definiva una volta droga una sostanza di origine naturale, per lo più vegetale, assunta per ottenere un effetto terapeutico, in primis i rimedi fitoterapici, ma anche le spezie, il caffè, il tè  e anche l’alcool erano tutte sostanze definite comunemente  droghe. Ogni sostanza o droga possiede un effetto terapeutico di solito a basso dosaggio o dosaggio definito moderato e  di solito anche effetti collaterali o tossici ad elevati dosaggi. Le droghe possono diventare dei rimedi oppure essere usate in cucina  ma non sono propriamente dei cibi nel vero senso della parola. Si tratta di sostanze che normalmente vengono assunte a piccole dosi o dosaggi terapeutici a seconda del caso,  utilizzati da secoli a secondo delle necessità e delle usanze di un etnia piuttosto che di un’altra.

Se la caffeina diventa letale superato un certo dosaggio considerato di 150-200mg per kilogrammo di massa corporea la cosa deve far pensare. E’ chiaro che si tratta di un dosaggio altissimo, ma a dosi anche decisamente inferiori può essere responsabile di disturbi anche di rilievo soprattutto, come sempre se l’assunzione è prolungata nel tempo oppure compulsiva e magari associata ad altre situazioni psicorganiche contingenti.

La chimica è una scienza perfetta solo in laboratorio e in vitro, ricordiamocelo sempre, non vi è nulla di più sconfinato e poco controllato anche da parte della cosiddetta scienza moderna delle infinite possibilità di interferenza biochimica del corpo umano.

Quello che oggi succede è che la maggior parte delle droghe vengono considerate e classificate come integratori alimentari e con questa bella parola possono essere commercializzate e utilizzate in aggiunta a varie preparazioni senza alcun controllo purché nei limiti dei dosaggi consentiti e considerati ragionevoli o innocui per la salute.

Le bibite energizzante sono in effetti l’evoluzione della mitica cola, una volta venduta come elisir ovvero come un rimedio costituito da diverse droghe variamente mischiate in una specifica ricetta. Non dico che dobbiamo demonizzare la caffeina o la più recente taurina sulle quali in effetti mancano ancora dati sufficienti per capirne l’azione ma facciamo attenzione a non confondere una droga con un alimento, il rischio è che poi la si assuma con troppa leggerezza e frequenza oppure in condizioni non idonee.

L’essere umano è di per sè ripetitivo e abitudinario e tende a mangiare e nutrirsi sempre degli stessi cibi e a differenza degli animali non si sa ne ascoltare ne dosare, ha perso questa capacità. Il cibo è diventato uno sfogo emotivo, una moda oppure come in questo caso un possibile sostegno psicologico che promette di tutto e di per di più con poca fatica.

Avere nel frigorifero alla portata dei bambini e dei ragazzi queste bevande magari belle fresche, può invitare a dissetarsi  senza troppi pensieri e può condurre con grande facilità all’ abuso di queste sostanze. Inoltre associandola al fumo e agli alcolici diventa facile  fabbricare in casa dei veri e propri cocktail bomba, con ovvie  e quanto meno temibili conseguenze sulla salute fisica e psichica.

Ritengo sia poco corretto non informare le persone in modo più completo e soprattutto commercializzare la caffeina come se fosse un toccasana e una panacea per risolvere numerose problemi della vita quotidiana, come la stanchezza, la sonnolenza, la mancanza di lucidità mentale.

Sono convinta che  per migliorare queste condizioni soprattutto se croniche ci voglia ben altro!

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Anche James ha perso la sua leggerezza

Catherine Bellwald Anche James ha perso la sua leggerezzaPer tutto il mese di ottobre i film di James Bond sono stati tutti rimessi in visione in attesa del nuovo e ultimo episodio uscito ieri sera in prima visione a Londra. James Bond in televisione a tutte le ore della sera! Carino e poi rivedere alcuni film totalmente dimenticati è stata un’esperienza interessante. L’evoluzione nel tempo di questa serie cinematografica  mi ha permesso di osservare  i cambiamenti dei gusti, del pensiero e dei costumi avvenuti nel corso di questi ultimi 50 anni.

Il nuovo James è un vero guerriero, sa combattere e difendersi in modo decisamente più credibile ed efficiente, il suo aspetto fisico è  più prestante e atletico oltre che il suo modo di vestire  più tecnico, tattico e francamente più adatto al suo lavoro pur restando elegante nelle occasioni mondane con l’intramontabile smoking.

Le scene di inseguimento delle ultime pellicole sono mozzafiato e tutte  girate con super effetti speciali che certamente una volta scarseggiavano o mancavano del tutto. Quello che però emerge maggiormente alla mia attenzione è che il personaggio di James (solo dire il nome suscita emozioni positive) ha perso la sua patina onirica e di leggerezza.

Niente più sigarette, superalcolici a ogni occasione, niente svaghi o promiscuità sessuale in tal caso forse ci farebbero vedere un preservativo temo.

James giocava con i mitici trucchetti di Q facendolo sempre arrabbiare per la sua mancanza di serietà quasi fanciullesca. Anche con M i rapporti erano di rispetto ma un pò più rilassati e lasciavano intravedere qualche mezzo sorriso della bellissima e inossidabile Judi Dench.

Le battute erano costanti, le espressioni buffe con occhio furbino anche nelle situazioni più pericolose,  i doppi sensi a sfondo erotico  una costante. Senza parlare della presenza di un’infinità di donne affascinanti quasi a formare dei veri e propri  harem. James era noto per  la sua profonda e penetrante dedizione al mondo femminile e ovviamente il suo fascino maschile  non mancava di fare sospirare  come  minimo due donne a puntata con la nota esclamazione:

“Oh… James!”

I vecchi film finivano immancabilmente con 007 e la bond girl di turno tra le lenzuola sotto gli occhi sbigottiti dei superiori.

Si trattava di un personaggio volutamente  irreale  e giocoso che si prendeva anche in giro da solo, di una leggerezza a mio parere ormai non più di questi tempi. Il poco sesso e divertimento è certamente un segno del momento.  Se pensate al riferimento di alcune pubblicità di cui non faccio ovviamente il nome : “Non lo mangio perchè è buono ma perchè è sano” credo avrà colpito anche voi soprattutto perchè detto da una bambina. Ma non è che stiamo diventando un po’ troppo moralisti? Il fatto che sia sano non dovrebbe prescindere dal fatto che sia buono e che possa piacere.

Sono la prima a fare attenzione all’alimentazione e a dirlo costantemente ai miei pazienti ma credo ancora che la leggerezza, la spensieratezza e il gioco  siano ingredienti fondamentali. Prendere tutto e tutti e soprattutto prendersi troppo sul serio non credo sia poi così sano. Dimentichiamo così che la nostra data di scadenza non è prevista sulla nostra fronte e che alcune volte la giostra della vita va presa esattamente per quello che è; un gioco divino ma sempre un gioco.

Vi lascio con una delle  splendide sigle di apertura, in attesa di vedere anche noi prestissimo, James in super forma smagliante, per farci sognare e sorridere, se possibile senza troppe censure!

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Cupola di melanzana al cioccolato by Gabriella

Catherine Bellwald Cupola di melanzana al cioccolato by GabriellaInsolito dessert per una cena da buongustai.

Ingrediente principale: la melanzana…..

Prendete due belle melanzane, possibilmente con pochi semi, sbucciatele e tagliatele a cubetti e ponetele in una padella antiaderente con 120 ml di succo d’agave. (Il succo d’agave è reperibile in tutti i negozi di alimenti biologici.)

Fate cuocere per circa 10 minuti poi frullate le melanzane con qualche foglia di menta fresca per ottenere una crema profumata e omogenea.

Fate raffreddate il composto.

Montate a neve ben ferma due albumi e, molto lentamente, aggiungeteli al vostro composto di melanzana.

La crema è pronta… trasferitela in piccoli stampi monoporzione e poneteli nel freezer per circa un’ora.

Nel frattempo spezzettate 150 g di cioccolato extrafondente in un pentolino e fatelo sciogliere a bagnomaria poi aggiungete un po’ di latte di riso e lasciate intiepidire. Sformate i semifreddi e ricopriteli con la salsa di cioccolato e la granella di nocciole.

Riponete le cupolette nel freezer fino al momento di servire.

Insolito connubio tra melanzana e cioccolato …e menta….. sicuramente accattivante!! buon appetito!

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Le coltivazioni a bordo autostrada respirano smog

Catherine Bellwald Le coltivazioni a bordo autostrada respirano smogSi fa tanto un gran parlare di pesticidi, di conservanti e di come l’industria alimentare abbia portato ad un graduale peggioramento della qualità del cibo.

Molto rilievo viene dato alle coltivazioni biologiche ma poca, anzi direi nessuna, attenzione alla semplice ricerca del luogo più adatto per coltivare, con terra e acqua possibilmente lontana da contaminazioni e scarichi industriali e  ambienti con atmosfera e aria meno inquinata possibile! Osservazioni banali forse, considerazioni che anche un bambino piccolo potrebbe fare.

Tant’è che che un numero infinito di coltivazioni di meli, vitigni, grano e molta altra frutta e verdura sono affiancate alle più grandi arterie autostradali e in alcuni casi senza neanche uno straccio di siepe…niente di niente, solo purissimi e deliziose polveri di idrocarburi!

Nessuno dice niente, sembra tutto regolare… avete presente lo smog che si trova sul bordo di un’autostrada o peggio a fianco alla rete ferroviaria? E avete mai fatto caso a quante coltivazioni di questo genere ci  sono?  Dove abbiamo il buon senso, perchè non lo usiamo? Magari dovremmo iniziare a chiederci non solo la provenienza geografica di frutta e verdura ma anche la  vicinanza ad aree altamente inquinanti per capire il valore di un prodotto.

Il Dott. Picozzi tanto tempo fa mi disse “Io trasformerei tutte le zone inquinanti in estesi panelli solari per rifornirci di energia pulita!”. Tanto più che si tratta per la maggior parte di terreni su cui picchia il sole in modo feroce.

I tempi sono cambiati e  dobbiamo metterci al pari delle nostre necessità e delle nostre conoscenze. Le strade non sono più come una volta quando si andava a cavallo o sui carri o quando le macchine erano pochissime. Oggi la circolazione autostradale è enorme e nonostante gli scarichi siano più controllati e la benzina meno inquinante rispetto a qualche anno addietro il risultato è sempre un eccesso pericoloso di polveri sottili di idrocarburi sugli alimenti che possono finire direttamente nella nostra pancia e nella pancia dei nostri bambini.

Nessuno si preoccupa  forse perchè verdura e frutta non avendo i polmoni non respirano! E quindi siamo tranquilli…

Perchè non cerchiamo di allargare i nostri orizzonti e di guardare un pò più in là del nostro naso?

 

 

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Ricette per mangiar sano: la “non parmigiana” di zucchine al basilico e menta

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: la non parmigiana di zucchine al basilico e mentaIl formaggio parmigiano che da il nome alla ricetta tradizionale non è inserito come ingrediente e può ovviamente essere aggiunto come la ricotta salata, ma preferiamo raccomandare la nostra versione aromatica senza formaggio pensando ai soggetti intolleranti al lattosio e a tutti i colitici che devono comunque limitare i latticini.

L’ ingrediente principale è la zucchina che prende il posto della melanzana quella più adatta per questa ricetta è quella tonda perché  i dischi costruiranno meglio i diversi strati della nostra strana “non parmigiana”.

Affettate le zucchine in dischi non troppo sottili, e fateli dorare leggermente da ciascun lato in padella con un filo di olio di oliva, oppure sulla piastra ma senza asciugarle troppo e conditele con abbondante origano, un pizzico di sale e pepe. Preparate in un pentolino una piccola fetta di cipolla tagliata finemente con un filo di olio di oliva, tanto per profumare, i  pomodorini pachino tagliati in due insieme alla passata di pomodoro, salate e fate cuocere per  10-15 minuti circa.

Sminuzzate in un mortaio oppure con un frullatore ad immersione abbondantissime foglie di basilico fresche meglio se a foglia piccola di tipo genovese  e di menta fresca, una bella manciata di nocciole tostate oppure di mandorle tostate,  olio extravergine d’oliva e sale e mischiate il tutto.

Disponete le fette di zucchina in una pirofila unta d’olio, potete usare anche  le ciotole monoporzione. Sui dischi di zucchina disponete un abbondante strato  di sugo di pomodoro, insieme al trito di basilico e menta e ripetete, formando un numero di strati a piacere.  Disponete la pirofila nel forno per circa 15-30 minuti  a seconda dello spessore della pirofila.

Come decorazione potete usare le foglie intere di basilico e menta, oppure potete utilizzare un ciuffetto di zucchine alla julienne (tagliate a strisce fini)  che fate diventare croccanti in padella con olio bollente, le asciugate con cura dall’olio con carta assorbente e le salate.   Disponete  la decorazione da voi preferita sulla vostra porzione di millefoglie di zucchine che d’incanto diventerà un capolavoro da nouvelle cuisine! Potete gustarla piacevolmente anche tiepida o fredda … buon appetito!

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Vacanze: A chi lascio la pasta madre?

Catherine Bellwald Vacanze: A chi lascio la pasta madre?

Quando si parte in vacanza sono tante le cose a cui pensare; la casa pulita, il frigo e la spazzatura vuoti, le bollette, le tasse, l’assicurazione, le chiavi di casa a una persona di fiducia, i fiori da consegnare ad altre persone oppure con un sistema di irrigazione da programmare, in caso di animali domestici qualcuno che li tenga con amore e poi….non ci crederete ma c’è chi si chiede “la pasta madre a chi la lascio?”

Ho iniziato a fare il pane in casa con la pasta madre a novembre e devo dire che mi piace moltissimo. Non sono mai riuscita a seguire le ricette ma ho sempre fatto di testa mia trovando il dosaggio che più mi sembrava adatto. La mia pasta madre è diventata tutta speciale, un pò liquida e meno acida rispetto all’inizio, quindi le dosi di miele sono sempre più limitate.

Il pane fatto in casa ha un sapore totalmente diverso da quello che si acquista e resta buono per giorni fino a che non si mangia l’ultima briciola. La mia specialità è il pane al germe di grano e al germe di grano e avena. Sono così buoni che sembrano dei dolci , quando siamo invitati a cena è diventato un piacere portarlo come piccolo omaggio.

Ma  quando si inizia a partire per week end al mare o in montagna o semplicemente in giro e magari per una meritata vacanza, la mia pasta madre inizia a soffrire a perdere colpi e immancabilmente a lasciarci le penne! A me è già successo e francamente non ho voglia di pensare anche a lei, ma mi è dispiaciuto.

Ne parlavo alla compagna di yoga che quest’inverno me l’ha, in gergo suo, “spacciata” segnalandomi un sito per lo spaccio della pasta madre ed ecco che mi tira fuori un altro coniglio dal capello; “ma lo sai che in svezia esiste l’hotel per la pasta madre?”

Da non credere, ma gli svedesi pensano anche a questa! Se non ci credete ecco il link.

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Il sushi rivisitato da fare in casa

Catherine Bellwald Il sushi rivisitato da fare in casa Non è ancora passata la moda del sushi; sushi restaurants e sushi bar sono estremamente diffusi,  e la cosa è comprensibile: si tratta di un cibo fresco e quindi molto gradito per affrontare la calura durante la stagione estiva. Il sushi può andare in varie occasioni come viaggi, cenette intime in cui non si vuole perdere tempo ne appesantirsi troppo, cene di lavoro con lo stesso criterio.

Il suhi insomma arriva anche a domicilio sostituendo i più tradizionali pizza e panini. Anche la classica pizza settimanale per molte persone fra cui ovviamente i celiaci, i soggetti con colon irritabile e  disturbi intestinali di vario genere e  per tutti coloro che vogliono tenere il peso sotto controllo o ridurre il picco glicemico

Per sushi si intendono dosi di riso bianco assemblato e pressato variamente decorate; con una fettina di pesce crudo, uova  di salmone, gamberetti crudi con alghe e/o avocado. Il sushi vero e proprio è solo uno dei piatti più classici di questi ambienti di solito  accompagnato dal sashimi  inteso per vari tipi di pesce crudo tagliato a piccoli fettine il tutto sempre e rigorosamente con contorno di zenzero fresco e wasabi. Il sushi oggi si vende anche al supermercato  così come gli ingredienti per prepararlo sono spiegati in diversi siti dedicati.

Ma se volete un modo più semplice per preparare un piatto dagli stessi profumi ed ingredienti potete usare una ciotola di riso bianco sulla quale disporre i pezzetti di pesce crudo misti e le uova di salmone. Potete anche aggiungere fette di tonno impanate nei semi di sesamo appena scottate in padella a fuoco molto alto (per mantenere l’interno ancora crudo). E poi sempre affiancare alla ciotola un piattino con la soia, abbondante zenzero a fettine, che dovrete comprare in scatola perchè quello fresco in commercio non è adatto in quanto troppo legnoso; anche il wasabi si acquista facilmente (consiglio di controllare sull’etichetta che non sia troppo artefatto) Questa modalità di preparazione si chiama chirashi nei ristoranti giapponesi e può essere una prima soluzione di facile realizzazione domestica presentabile anche con eleganza su piatto piano al posto della ciotola.

Un’altra bella e facile possibilità di usare gli stessi ingredienti di grande effetto è quella di posizionare sul fondo di una ciotola bagnata e oliata i pezzetti di alga ammorbidita e fettine sottili tipo carpaccio di pesce crudo poi aggiungere il riso cotto pilaf oppure bollito (sempre da mondare prima per alleggerirlo e limitare la dose di amido) al quale avremo aggiunto una goccia di olio di oliva e che presseremo nella ciotola fino al bordo rendendolo più compatto. Gireremo la ciotola su un piatto piano decorato con zenzero a fettine, fettine di tonno fresco, uova di salmone, fettine di limone e il risultato sarà ancora più piacevole ed estetico.

Il tutto a prezzi decisamente più contenuti rispetto ai ristoranti giapponesi.

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Ricette per mangiar sano: il riso di Lucia

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: il riso di LuciaQuesta è una ricetta che mi ha fatto assaggiare Lucia una sera a casa sua: leggerissima da digerire anche per gli stomaci più delicati, gustosa e appetitosa anche per i palati raffinati e sofisticati e facile da preparare. L’ingrediente base è il riso basmati che molti disdegnano affermando che puzza di piedi ma, cucinato a dovere, presenta un aroma e una fragranza delicatissimi che si sposano molto bene con il pesce.

Il trucco del riso basmati (e che vale anche per altri tipi di riso) sta nel lavarlo ripetutamente con acqua calda manipolandolo per bene. In questo modo l’eccedenza di amido verrà eliminata e resterà del riso solo la parte più delicata e profumata. Inoltre il chicco tenderà a rompersi o smussarsi diventando ancora più leggero e simile al couscous.

Potete farlo bollire nell’acqua come faccio io per comodità oppure come ha fatto Lucia cuocerlo in una casseruola in poca acqua (circa il doppio della sua dose in volume) a coperchio chiuso.

I primi ingredienti da mettere nel wok sono: filetti di pesce persico fatti a pezzettoni e gamberetti, magari con un filo di olio di oliva e qualche fettina di zenzero, per profumarlo e limitare la tossicità dell’olio di cottura. Una volta dorato il vostro pesce che potrà anche essere di altro tipo come filetti di orata o di branzino e anelli di seppia per fare un esempio, aggiungete il riso lentamente e con esso a poco a poco abbondante curry,  scorza di limone bio grattuggiato, una manciata di arachidi e una di uvetta sultanina precedentemente ammorbiditi in acqua calda oppure insieme al riso durante la sua cottura,  peperoncino e sale a piacere.

E per finire, come tocco finale e di grande effetto sia visivo che di palato, aggiungete le uova di salmone. Sono più grosse e delicate delle uova di lompo più conosciute e si trovano facilmente al supermercato nel reparto del salmone affumicato.

Il piatto è finito, pronto da servire, profumatissimo e molto variegato nei sapori che vanno dal piccante all’aggrumato e una nota dolce.

Conquisterete facilmente i vostri ospiti come Lucia ha conquistato me.

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