acido urico

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La gotta patologia moderna e antica

Catherine Bellwald La gotta patologia moderna e anticaIppocrate la definiva la malattia dell’opulenza; sono molte le persone famose che ne hanno patito, citiamo Carlomagno, Enrico VIII, Newton, Darwin, Voltaire.

E’ possibile che la lista di personaggi della chiesa o di rilievo che  soffrivano segretamente di gotta era ancora più lunga visto che questa malattia colpendo prevalentemente il sesso maschile era attribuita al dominio della vita sessuale e dei vizi e si cercava di non renderla pubblica alla stessa stregua di una malattia venerea.

Oggi se ne parla ancora poco ma la gotta è la malattia più comune che colpisce le articolazioni, seconda solo all’artrosi. La sua incidenza è maschile per l’effetto protettivo degli estrogeni, ma oggi si segnala un aumento delle patologia nella popolazione femminile dopo la menopausa. Certo non si vedono più le gravi deformazioni articolari di una volta con i mostruosi tofi su mani e piedi, questo perché l’iperuricemia, ovvero l’aumento dell’acido urico è oggi  ben controllato con le moderne terapie farmacologiche.

L’acido urico dovrebbe restare sotto il valore di 6 mg/dl per gli uomini e di 5 mg/dl per le donne. Diventa a rischio quando supera 6,5 mg/del nelle donne e quando supera 7 mg/dl nell’uomo e patologico quando supera 8 mg/dl. L’iperuricemia viene trattata anche in assenza di sintomi artritici o articolari in quanto la sua elevata concentrazione nel sangue è nociva in particolare al rene dove può precipitare e depositarsi.  L’aumento di acido urico nel sangue è oggi considerato una patologia dismetabolica alla stessa stregua dell’iperrcolesterolemia e dell’iperglicemia.

Si ritiene che l’iperuricemia possa essere dovuto a un aumento della  produzione di acido urico di natura sia costituzionale che alimentare ma soprattutto a una riduzione della loro eliminazione per via urinaria. Una ridotta funzionalità renale può ridurre l’eliminazione di acido urico come d’altronde l’acido urico può peggiorare a a sua volta l’insufficienza renale.

E’ importante anche sapere che alcuni fra i farmaci più usati come l”acido acetilsalicilico  comunemente conosciuto con il nome  farmacologico di “aspirina”, anche in piccole dosi come ormai, è di comune uso per rendere il sangue più fluido e i diuretici tiazinici anch’essi di largo uso negli over 60 per limitare l’ipertensione arteriosa, sono entrambi considerati responsabili di un aumento di acido urico  nel sangue sia per aumentata produzione che per ridotta eliminazione.

Nell’antichità l’ attenzione veniva data unicamente alla dieta, in quanto la malattia era confinata alla classe dei nobili e  dei ricchi. Durante l’ultima guerra l’incidenza della gotta si è notevolmente ridotta il che aveva nuovamente suggerito  il suo rapporto stretto con l’alimentazione. Ma oggi la sua comparsa nel popolazione più povera l’ha trasformata da un lato in una “malattia più democratica” e dall’altra ha spostato l’attenzione dalla dieta alla terapia farmacologica.

Le raccomandazioni dietetiche  sono considerate di supporto (oltre che non sempre univoche) ma non determinanti ai fini di evitare questa malattia. Si considerano gli alimenti da evitare  in rapporto al loro elevato contenuto in purine, senza invece tener conto dell’insieme dei fattori che possono essere responsabili dell’iperuricemia e soprattutto senza considerare che alcuni alimenti, se usati con criterio, sono già una terapia preventiva efficace.

La prima cosa da considerare è che l’uomo a differenza degli animali onnivori non possiede l’enzima urato ossidasi. La scimmia che non possiede come noi questo enzima non soffre di questo problema essendo principalmente fruttariana. Senza arrivare a dire per questo motivo che l’uomo è fruttariano, ritengo che la frutta e la verdura possano svolgere un azione protettiva nei confronti anche di questa diffussissima patologia.

L’attenzione non deve  in effetti essere focalizzata solo sugli alimenti maggiormente a rischio per il loro contenuto in purine che sono da limitare fra cui gli alcolici, alcuni tipi di carne come il fegato, il cuore e i reni e alcuni tipi di pesce di cui molluschi,  crostacei, acciughe, sardine  e salmone. E ancora  la frutta secca,  i legumi secchi,  il miele, i cachi, l’uva, e infine anche le banane e i fichi, sconsigliato anche  il succo di arancia dolcificato. Tutti cibi considerati responsabili di un aumento della produzione di acido urico per via alimentare.

L’attenzione alla dieta dovrebbe a par mio essere maggiormente spostata sul valore protettivo di alcuni alimenti e sulle possibilità preventive di alcune sostanze fitoterapiche, metodi naturali ma non per questo poco efficaci per stimolare l’eliminazione dell’acido urico attraverso le urine.

Sono molti i frutti e gli ortaggi che hanno un azione specifica sull’eliminazione dell’acido urico in particolare quelli ricchi in vitamina C. Da alcuni recenti studi si considera che la vitamina C possa avere una azione uricosurica ovvero che favorisca l’eliminazione dell’acido urico con le urine. Sono poi molte le sostanze fitoterapiche che svolgono un’azione in tal senso.

Fra gli ortaggi  sono considerati antiuricemici la lattuga, il tarassaco, la cicoria e la rucola, ma anche il cavolo, il cavolfiori, i peperoni, i pomodori. Della frutta è nota l’azione uricosurica dell’ ananas, degli agrumi, del kiwi, dei ribes, delle fragole e dei lamponi e dei mirtilli.

Il mio maestro di agopuntura da oltre 3 anni si nutre di asparagi con la stessa modalità di un’assunzione farmacologica; ovunque si trovi si porta dietro un contenitore con gli asparagi cotti che assume di solito nella pausa di metà mattina che tutti destinano al caffè. Non ho mai chiesto direttamente il motivo di questa scelta alimentare per non essere invadente ma ho considerato che la modalità della somministrazione di questo cibo è per noi occidentali sconosciuta.

L’alimentazione in questo modo diventa cura, attraverso la regolarità e la costanza dell’assunzione esattamente come se fosse una medicina. Ritengo che l’utilizzo quotidiano e regolare di almeno 3 porzioni al giorno di uno degli alimenti vegetali sopracitati, ovviamente freschi e cucinati al vapore per non perdere le loro proprietà nutritive e con la cura di variarli e sceglierli  a seconda della stagione  e del proprio sentire,  possa essere il primo intervento utile in caso di tendenza all’iperuricemia per favorire l’eliminazione dell’acido urico in modo naturale.

Un altro modo estremamente semplice di stimolare l’eliminazione dell’acido urico con le urine è quello di  bere almeno 1 litro d’acqua fuori pasto. Consiglio in particolare di scegliere l’acqua con minor residuo fisso e di utilizzare anch’essa come una medicina. Potete per esempio introdurre in un litro ovvero in una  bottiglia d’acqua preferibilmente  di vetro, dei macerati glicerici di alcune sostanze fitoterapiche con azione uricosurica ovvero che favoriscono l’eliminazione dell’acido urico in eccesso attraverso le urine.

Dalla gemmoterapia classica possiamo utilizzare il macerato glicerico delle gemme di betulla ( Betula pubescens)  o di pioppo (Populus Alba), oppure dei giovani getti di equiseto (Equiseto Arvense) o di ginepro ( Junniperus comunis):  sono tutte sostanze conosciute per la loro azione antiuricemica  in grado di agire sia sul sistema osteoarticolare che sul sistema urinario.

Potete bere in questo modo la vostra acqua terapeutica durante la giornata con un’attenzione diversa e focalizzata; i macerati possono essere utilizzati separatamente con 60 gocce di ogni sostanza in un litro di acqua, variando la sostanza fitoterapica ogni settimana, ogni mese oppure ogni stagione dell’anno a vostro piacere e ancora potete utilizzarli tutti  insieme usando 20 gocce di ogni sostanza per un totale di 80 gocce in un litro di acqua. Consiglio di usare macerati di buona qualità più possibili puri e se possibile di preparazione spagyrica.

Esistono poi  diverse ricette di fitoterapia cinese mirate al trattamento della gotta e dell’iperuricemia  estremamente efficaci, si tratta in questo caso di rimedi fitoterapici più impegnativi  la cui somministrazione deve essere effettuata previa indicazione  e prescrizione da parte di un medico specializzato in fitoterapia cinese.

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