Articoli a proposito di ‘Abitudine’

Agopuntura: Quante volte dottore?

14/2/11

Catherine Bellwald Agopuntura: Quante volte dottore?Questa frase l’ho rubata al Dott Picozzi ! Nel suo studio, che amo ancora frequentare come allieva,  ha scritto un piccolo testo da dare ai suoi pazienti, dove spiega alcune semplici questioni in merito alla aspettativa del paziente.

In effetti la tipica domanda del paziente  ”quante volte dottore ” ci mette un po’ in croce.

All’estero dove l’agopuntura viene utilizzata molto di più e in particolare nei paesi dove  l’assistenza sanitaria comprende anche le cure complementari, i nostri colleghi si permettono di comportarsi in modo decisamente più disinvolto.

Su patologie croniche si parte da 20 sedute di base, sapendo e spiegando che il trattamento potrà andare avanti per anni magari. Non ci sono scrupoli nel proporre la terapia a lungo termine su patologie croniche e importanti come una emiparesi, una malattia di Parkinson, un arto  fantasma di amputato.

In Italia  il servizio sanitario stabilisce il numero dei trattamenti fruibili a 10 e talora anche 6, questa abitudine ha modificato il modo di pensare dei pazienti e anche di alcuni medici purtroppo. Rendiamoci conto che il numero stabilito dalla ASL è il numero minimo basato su esigenze economiche e non sulle esigenze del paziente.

Qualunque paziente emiparetico sa benissimo che è uno scherzo parlare di 10 sedute di fisioterapia. Alcuni medici pensano ancora come 100 anni fa che tanto la situazione non cambia con o senza fisioterapia e quindi è solo un aiuto  quasi fosse solo psicologico. Altri sono convinti dell’efficacia del trattamento a lungo termine ma ritengono che non si possa fare e quindi  10 sedute è meglio che niente.  Alla fine quello che succede  è che medici e pazienti, un po’ alla volta iniziano a pensare esclusivamente alla formula a 10, fino ad arrivare a pensare che con 10 trattamenti il problema è risolto oppure è la cura che non funziona!

Questo ragionamento può essere applicato ai pazienti acuti o sub acuti o con disturbi presenti al massimo da 9 mesi.

Il discorso è leggermente più complesso, se ben eseguito anche nei pazienti cronici, dopo 6 massimo 10 trattamenti, è possibile nella maggioranza dei casi  vedere un risultato più o meno tangibile dell’effetto del trattamento, che non significa affatto la guarigione del paziente, ma semplicemente un cambiamento del quadro complessivo.

Nelle diverse patologie croniche ovvero presenti da ben oltre 6 mesi  soprattutto se presenti da molteplici anni,  non esiste cura, sia farmacologica, fisioterapica, psicologica, fisica, fitoterapica che con soli 10 trattamenti porti a completa guarigione il disturbo cronico!

Ma il problema sta proprio qui; per i medici le patologie croniche si chiamano appunto croniche perchè non guariscono. Non è contemplata la guarigione clinica o subclinica ma solo un fugace e leggero miglioramento del sintomo, utile se non altro per sentirsi in pace con la propria coscienza e sostenere psicologicamente il paziente al quale non si può dire quello che si pensa ovvero che non si può fare niente, non aiuterebbe il paziente!

Ecco che le medicine fisiche vengono prescritte da molti medici come un coadiuvante o peggio come un placebo e non perché ci si crede veramente. Ecco perchè si prescrive una terapia fruibile dal servizio sanitario nazionale e non una terapia come l’agopuntura dove il paziente paga di sua tasca l’intera quota.

Ma esiste una fondamentale differenza tra una terapia fisica come l’ultrasuono e un trattamento di agopuntura. L’agopuntura non lavora solo sul punto del dolore ma su tutto l’organismo, non lavora solo sul sintomo ma anche sulla sua radice, l’agopuntura può ridurre un sintomo o farlo sparire e  curare una patologia conclamata anche cronica ma non in 6-10 sedute no di certo!

Molte  persone iniziano a contare i trattamenti dopo i primi tre o quattro, perchè in effetti nella maggioranza dei casi il trattamento è settimanale ed è già trascorso circa un mese.  L’ideale sarebbe proporre un trattamento bisettimanale o trisettimanale per iniziare con grinta il lavoro ma i pazienti nella maggior parte dei casi non sono disposti a questo sacrificio. Un ultrasuono eseguito anche tutti i giorni per 10 giorni si può fare perché è possibile avere il permesso come dipendente ma l’agopuntura tre volte alla settimana non se ne parla proprio non in Italia! si rischia il licenziamento!

L’unico paziente che accetta due o tre sedute alla settimana è quello acuto e molto grave che non ne può  più  di sopportare il dolore, mentre quello cronico ormai convive con il problema da tempo.

E non c’è da stupirsi; questi pazienti il più delle volte hanno già fatto di tutto e di più e sono come esausti di correre a destra e a sinistra, altre volte non sanno proprio ascoltare il loro corpo, non si accorgono che dormono meglio, si sentono meglio magari in modo più generico oppure per brevi momenti. Spesso a questo si aggiunge una gran fretta. D’altronde non c è tempo per fare niente come si fa a trovarlo per curarsi. E dulcis in fondo il sistema sanitario ci ha condizionato con i pacchetti da 10.

Ma siamo anche pigri mentalmente ed è più facile pensare di prendere statine, ormoni, antinfiammatori, antiaggreganti, antipertensivi, antiacidi, ansiolitici e ipnotici a vita o pensare di dover sopportare il nostro problema piuttosto che essere disposti a  fare più di 20 sedute di agopuntura per curare magari definitivamente una gastrite, un’insonnia, un’ansia, un dolore presenti da diversi anni.

Infine il problema è anche la diffidenza; molte persone si chiedono “se spendo i miei soldi, il mio tempo e la mia fiducia per la terapia o persona sbagliata?” A questo proposito la scarsa informazione del mondo medico nello specifico settore agopuntura non aiuta: il neurologo dirà con molta sicurezza che l’agopuntura serve per alcune cefalee e non serve di certo per una emiparesi o una distonia ma non è così!
Infine se è vero che esistono validi professionisti è anche vero che esistono anche molti  che si improvvisano agopuntori.

A questo scopo esiste una federazione chiamata FISA che cerca di tutelare questa branca della medicina anche in Italia, da facili e poco seri utilizzi di questa arte e consente di reperire tramite il suo sito un medico che abbia almeno fatto una scuola riconosciuta dalla Federazione Italiana Scuole Agopuntori presente nelle diverse regioni. Questo ancora non è sufficiente ma è già un inizio.

In questa società ormai condizionata a sua insaputa dalla potente farmacoindustria che vorrebbe proporre una pillola per ogni male o possibile male, una cura come l’agopuntura non piace e viene ostacolata, perchè dovremmo stupirci?  Resta ai veri professionisti proporla anche nei casi più difficili e diventando degli esperti non solo di cefalee. Resta ancora agli agopuntori impegnati lo spiegare che non è un miracolo ma una cura che necessità di un suo tempo per raggiungere  e stabilizzare i suoi piccoli e grandi  risultati.

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Il momento migliore per mangiare l’uva

9/9/10

Catherine Bellwald Il momento migliore per mangiare luva L’uva si può ormai mangiare in tutte le stagioni dell’anno, ma in questo particolare periodo, ovvero tra fine agosto e settembre, l’uva rappresenta un frutto di grande capacità nutrizionale e terapeutica.

Variare il cibo significa anche utilizzare a pieno le risorse delle specifiche stagioni. Inoltre consideriamo che l’Italia è la maggior produttrice di uva da tavola e  anche le risorse del luogo dove si abita hanno una specifica ragion d’essere anche economica.

Per i cinesi l’autunno inizia in agosto con Li Qio  e il suo mese centrale  è settembre, il mese dell’uva.

Questo frutto contiene una grande quantità di acqua, dal 74% al 86%, circa e il minerale più presente è il potassio, questo consente di ripristinare le perdite di liquidi che il caldo estivo può aver determinato. Contiene una grande varietà di zuccheri monosaccaridi e disaccaridi che certamente vanno comunque considerati in corso di regime dietetico ipocalorico o ipoglicemico.

La sua caratteristica è inoltre è quella di contenere elevatissime quantità di polifenoli e di flavonoidi, con azione antiossidante, antinfiammatoria, oltre che fluidificante del sangue.  In particolare contiene importanti quantità di resveratrolo sostanza attualmente inserita in alcuni integratori alimentari proprio per il suo importante ruolo antiossidante e per la sua azione protettrice sul sistema cardiovascolare. Sono inoltre in corso numerosi studi in campo antitumorale, ancora non conclusi, ma che hanno evidenziato azioni mirate in vitro di questa sostanza nei confronti di alcune patologie neoplastiche.

L’uva ha un potere leggermente lassativo e diuretico e questo contribuisce a renderla ideale per contrastare il caldo che tende da un lato ad asciugare, talora aumentando la stitichezza in chi già è predisposto e dall’altro a facilitare la ritenzione idrica negli arti inferiori sempre in chi è già predisposto costituzionalmente.

Per i cinesi il calore dal corpo si drena primariamente attraverso le feci e le urine.

Inoltre l’uva è un frutto facile da mangiare fuori casa senza rischiare di sbrodolarsi! Una volta sciacquato il grappolo, staccati gli acini e deposti in un qualsiasi contenitore, piattino o ciotola  il lavoro è già fatto! Insieme a un pezzetto di pecorino e qualunque snack salato o dolce diventa un ottimo spuntino ed è ideale anche per la  prima colazione. Alcuni acini  sono perfetti come frutto di chiusura sia a pranzo che a cena e possono essere offerti per rinfrescare la bocca a qualunque ora del giorno e della notte in guisa del classico cioccolatino.

Nutrirsi solo di uva per una o due  settimane è  da molti considerata una terapia depurativa, ma senza arrivare agli estremi, e cercando sempre l’equilibrio, proviamo ad ascoltare il nostro corpo e cosa ci chiede.

In questa stagione scegliere l’uva come frutto al posto delle fragole, del melone, dell’anguria e delle pesche significa armonizzarsi con la stagione esattamente come alcune antiche tecniche di agopuntura. Possiamo con la tecnologia generare figli a menopausa inoltrata, possiamo modificare il DNA di alcuni alimenti e farli crescere in qualsiasi stagione dell’anno, ma il ritmo e la ciclicità  della natura anche se non più imposti  hanno una loro ragione d’essere e una loro intrinseca relazione tra microcosmo e macrocosmo.

Cerchiamo quindi al rientro dalle vacanze di non andare a far la spesa con la testa nel sacco, comprando sempre le stesse cose per comodità, abitudine e pigrizia mentale. Insegnamo ai nostri figli a mangiare la frutta di stagione.

Sfruttiamo quindi le potenzialità  benefiche di questo meraviglioso frutto nella sua stagione per apprezzarne a fondo le qualità depurative e terapeutiche.

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Zucchero che passione!

20/11/09

Catherine Bellwald  Zucchero che passione!Il discorso degli zuccheri è davvero vasto ma è necessario affrontarlo affinchè ci sia più chiarezza. Gli zuccheri sono tutti carboidrati, si chiamano così per la loro composizione chimica, costituita appunto da carbonio e idrogeno; possono essere semplici come  glucosio,  fruttosio e galattosio o complessi come i disaccaridi fra cui il saccarosio formato da glucosio e fruttosio, il lattosio formato da galattosio e glucosio  e i polisaccaridi formati da molte unità fra cui l’amido, la cellulosa e altri ancora.

Quello che è necessario sapere è che tutti i carboidrati si trasformano una volta ingeriti in glucosio. A questo proposito è giusto sapere che la cellulosa di cui sono ricchi alcuni vegetali in foglia è l’unico polisaccaride che nell’uomo non viene digerito per assenza dell’enzima corrispondente mentre è la primaria fonte di glucosio per molti animali. Negli umani queste molecole vengono chiamate fibre e si ritrovano nelle feci totalmente indigerite aumentandone il volume ma non sempre con un effetto positivo sulla stitichezza come molti credono.

Ne consegue che carote, patate, fiocchi di avena, riso, grano, albicocche, banane etc. etc. alla fine… sono tutti zuccheri. I cereali, le verdure e la frutta sono di fatto tutti zuccheri. Nella piramide alimentare quindi l’80 per cento della nostra alimentazione è basato sugli zuccheri.  Di certo non andiamo in carenza di questo costituente base, ma quello che è indispensabile sapere è che il glucosio è necessario al corpo esattamente come lo è l’aria .

Il glucosio  viene trasformato in piruvato ed è il principale precursore chimico di una delle fondamentali reazioni biochimiche, il ciclo di Krebs. Questa importante sequenza di reazioni fornisce l’energia chimica tramite la componente detta ATP,   fonte primaria dell’energia cellulare di ogni essere vivente. (continua…)

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Meglio cambiare no?

21/1/09

Catherine Bellwald Meglio cambiare no?E stato uno slogan di Parish Hilton poi riproposto con umorismo dalla Littizzetto.

Ma nessuno meglio dell’essere umano teme ed evita accuratamente il cambiamento.

Mangiamo sempre le stesse cose, usiamo sempre le stesse marche di prodotti, scegliamo sempre la stessa strada per arrivare in un posto.

Le persone se la spiegano dicendo “beh è la pasta che mi piace di più“, quella marca è la migliore e quella strada la più breve o veloce. Non sembrerebbe niente di sbagliato, ma il problema e che così facendo non proviamo altre possibilità, non facciamo esperienze nuove, certo alcune saranno anche pessime scelte, ma chissà… potremmo trovare anche soluzioni migliori, fare piccole scoperte sul nostro gusto.

Comporta comunque un rischio cambiare e poi ci sono i detti “non lasciare la strada vecchia per quella nuova”, non uscire dalla strada principale potresti incontrarre il lupo cattivo di capuccetto rosso.

Si può dire che nella morale classica il cambiamento, la ricerca del nuovo debba essere punita, ” chi troppo vuole nulla stringe” per dirne un’altra.

Esiste quindi un alone di senso di colpa nel volere cambiare e nel cercare soluzioni nuove o migliori, un alone di paura e infine esiste la nostra radicata e imperante pigrizia.

(continua…)

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