Pagina 7 di 37« Home...45678910...Ultima »

La malattia di cui nessuno si preoccupa

Ho cercato a lungo questo monologo che mi aveva colpito e che, nonostante la mia profonda ignoranza in campo finanziario ed economico, mi aveva fatto suonare dall’interno quella voce che di solito non sbaglia e che riconosce una verità senza averne le prove inconfutabili che per ovvii motivi non  avremo mai.

Avidità: si tratta di una malattia che colpisce la società e che quindi non può non coinvolgerci da vicino rendendo malsana e tossica la nostra vita soprattutto se la ignoriamo totalmente, alla stregua dei pesticidi, antibiotici e di ogni sorta di additivo chimico che ingeriamo nostro malgrado.

Certo possiamo fare ben poco, direte voi, ma cercare di capire per esempio cosa muove una società verso uno screening di massa o una terapia raccomandata è fondamentale; senza fare del complottismo (e senza fare di tutta l’erba un fascio) ma semplicemente aprendo gli occhi e cercando di capire di cosa realmente abbiamo bisogno al di là di quello che viene venduto o pubblicizzato.

 

 

Ricette ghiotte per celiaci: crostata di mirtilli – by Gabriella

La pasta frolla solitamente utilizzata per crostate o altri prodotti da forno è molto ricca di burro. La ricetta che vi propongo sostituisce il burro con l’avocado. Questo frutto è ricchissimo di grassi e povero di carboidrati.

Leggendo alcune curiosità riguardanti l’avocado ho scoperto che veniva chiamato “il burro del marinaio” perché su molte navi del ‘700, veniva utilizzato spalmato sulle gallette come sostituto del burro.

Ricco di grassi ‘buoni’ capaci di stimolare la produzione di colesterolo buono (HDL) e di inibire il deposito di quello cattivo (LDL). Ricco di antiossidanti, rallenta l’assorbimento del glucosio regolarizzando i livelli di glicemia e tanto altro…

Ho pensato che potesse essere un ottimo sostituto del burro anche nell’impasto della nostra crostata…

Naturalmente non esagerate…è molto calorico!

Mescolate in una ciotola la farina di riso integrale (300g), la farina di mais bramata o fioretto (170g), il succo d’agave (100ml), un uovo e un tuorlo, un po’ di lievito per dolci (preferibilmente biologico) e un avocado frullato. La crema di avocado deve essere il corrispettivo di 200-250g di burro.

Lavorate rapidamente l’impasto con le mani, evitando si riscaldarlo troppo, se necessario bagnatevi le mani con acqua fredda. Ottenuto un panetto omogeneo ponetelo in frigorifero per almeno due ore.

Lavate i mirtilii e poneteli in una casseruola con il succo d’agave (ogni125g di mirtilli tre cucchiai di succo d’agave) a fuoco moderato per 10-15 minuti. Fate raffreddare la composta di mirtilli.

Stendete i due terzi dell’impasto su un foglio di carta da forno o in uno stampo di silicone, naturalmente non è semplicissimo, ma con un po’ di pazienza e bagnando le mani o il mattarello, l’operazione sarà più semplice..

Versate all’interno la composta di mirtilli. Stendete il restante impasto tagliandolo in tante striscioline per decorare la crostata. Non importa se non saranno perfette…

Infornate a 180° per circa 25 minuti a forno già caldo.

Naturalmente potete utilizzare altri tipi di frutta, preferibilmente di stagione oppure potete semplicemente utiilizzare le marmellate in vasetto già pronte. Un piccolo suggerimento: provate le marmellate dolcificate con il succo d’uva, ne troverete tante in commercio anche negli scaffali della grande distribuzione…basta leggere l’etichetta!!

L’algodistrofia: efficacia dell’agopuntura

Le algodistrofie sono state a lungo misconosciute e variamente chiamate nel corso degli anni: atrofia di Sudeck, algodistrofia riflessa, sindrome spalla mano, algoneurodistrofia, osteoporosi transitoria.

Si tratta di una patologia che non ha ancora una spiegazione del tutto chiara ed esaustiva del suo meccanismo di insorgenza e che a tutt’oggi si fa fatica  a trattare. Il dolore e l’infiammazione dei tessuti rispondono poco ai farmaci antinfiammatori e antidolorifici.

Questo avviene in quanto il disturbo infiammatorio non è la causa ma l’effetto.  Si ritiene infatti che alla base dell’algodistrofia vi sia un ditsurbo a carico del sistema nervoso periferico  e che di riflesso venga alterato il trofismo tessutale. I tessuti molli si imbibiscono di liquidi, le articolazioni si irrigidiscono, le ossa si decalcificano, la cute si assottiglia, si arrossa e si secca, talora aumenta il sudore e si perdono i peli.

Per dirla semplicemente, i nervi che normalmente innervano una specifica area del corpo umano  non funzionano correttamente, i tessuti tributari di questi nervi a loro volta non sono in grado di ricevere il nutrimento da parte dei vasi sanguigni e si genera una sofferenza dei tessuti che a sua volta alimenta la sofferenza dei nervi. Una disfunzione del segnale nervoso che alimenta una disfunzione dei tessuti che a sua volta alimenta la disfunzione del segnale nervoso, l’idea è quella che si crei una sorta di circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Questa situazione può scatenarsi in svariate condizioni patologiche ma è più frequente dopo una immobilizzazione prolungata  a carico delle estremità del corpo come una frattura della mano o del piede trattata con apparecchio gessato oppure una patologia neurologica che colpisca prevalentemente l’arto superiore da cui il nome di “sindrome spalla mano”.

L’agopuntura per trattare questi disturbi è una soluzione molto valida anche se purtroppo ancora poco considerata e troppo poco studiata e conosciuta. Fra i farmaci più usati troviamo quelli per l’osteoporosi e vasodilatatori; le diverse terapie fisiche sono spesso difficili da applicare sulle estremità e le terapie manuali come il massaggio e fisioterapia sono spesso poco tollerate perché molto dolorose.

L’agopuntura invece, anche se l’area colpita si localizza sulle dita, si può eseguire con facilità e il suo effetto antalgico è  estremamente utile al recupero funzionale e spesso ben superiore a quello ottenuto con i farmaci.

Questo perché l’agopuntura non agisce solo localmente e non solo sull’infiammazione che come abbiamo detto non è la causa del problema; con l’agopuntura lavoriamo sull’intero organismo ripristinando nell’area colpita una corretta circolazione energetica e sanguigna. In modo del tutto spontaneo il paziente sentirà già dopo le prime sedute maggior leggerezza e meno tensione nel muovere la zona colpita da algodistrofia soprattutto se insorta da tempi non eccessivamente prolungati. L’agopuntrura ci consente di agire con efficacia perché è in grado di rompere il circolo vizioso che sostiene il problema

Una soluzione quella dell’agopuntura per trattare le algodistrofie che consiglio di seguire senza timore e con fiducia e che consentirà poi di lavorare anche con altre tecniche manuali e riabilitative ottimizzando l’effetto terapeutico e i tempi di recupero.

5 strategie per mantenersi in forma a tempo zero

Accade oramai sempre più di frequnete che le persone dedichino al loro lavoro sempre più tempo e che talora non abbiano neanche chi si occupa della loro casa e dei loro vestiti. Senza parlare degli eventuali doveri di genitori o figli.

Questo comporta un problema concreto; quando faccio attività fisica? Quando posso trovare il tempo di andare in palestra senza rischiare di buttare via i miei soldi in abbonamenti mai sfruttati?

Un bel problema, ma la verità è che il tempo, come avremo ormai capito tutti, non ci sarà mai anche nelle condizioni migliori se noi non lo afferiamo per le corna! Il tempo che noi usiamo è sempre tutto il tempo che abbiamo, come lo spazio a nostra disposizione, non ne avanza mai, a patto che non ci si metta di impegno. E’ chiaro che ci sono persone più fortunate e persone decisamente meno fortunate ma il discorso è comunque simile e paragonabile.

Ovvero non riusciremo a trovare il tempo da dedicare alla  nostra forma a patto che nella nostra mente non esista già questo spazio-tempo, in caso contrario, siamo fregati! Dovremo fare uno sforzo triplo per crearlo prima nella testa e poi nella materia che ci circonda.

Sono sicuramente 3 gli aspetti di cui dobbiamo tenere conto, soprattutto con il procedere degli anni; il primo è il tono muscolare di alcuni fondamentali muscoli,  il secondo è la flessibilità delle articolazioni e il terzo il nutrimento del derma.

1- Quando seduti per lunghi tempi,  costretti in macchina, oppure per riunioni interminabili, in sala di attesa, in treno o in aereo, al posto di passare il tempo a preoccuparci del denaro o di altri problemi che ingombrano la nostra mente rubandoci energia, focalizziamo l’attenzione sul respiro e sulla nostra schiena, cercando di mantenerla più eretta possibile; in quetso modo attiviamo la muscolatura paravertebrale e gli addominali. Ritmicamente possiamo poi a ogni fine respiro contrarre la parte inferiore dell’addome, quella che va dall’ombelico in giù con una contrazione ritmica e regolare  che possiamo mantenere anche staticamente per alcuni minuti respirando normalmente. Possiamo poi, una volta presa un certa domestichezza, aggiungere altre contrazioni isometriche ovvero senza movimenti visibili, sempre mantenendo una spinta dell’intera schiena verso l’alto, lavorando sui muscoli adduttori delle coscie, sui glutei e sul gran dorsale e sugli adduttori delle braccia. In questo modo attiveremo e tonificheremo i muscoli che maggiormente tendono a rilassarsi con gli anni: interno coscie, interno braccia, pancia e schiena e miglioreremo in tempi molto brevi gli inestetismi dovuti al rilassamento muscolare e la nostra postura malsana non potrà che migliorare con beneficio immediato sul rachide in toto e  senza alcun pericolo. Per esperienza l’attenzione durante gli esercizi non viene meno anzi, siamo molto più presenti di quando fantastichiamo con la mente. In questo modo per esempio si possono evitare i colpi di sonno ed essere produttivi anche sul versante mentale. Dall’esterno non si vede niente e i vostri colleghi o capi potranno rimanere colpiti dalla vostra singolare presenza. Se siamo proprio digiuni e inesperti consiglio di non farlo alla guida e ovviamente non in condizioni di intenso traffico.

2- Quando dobbiamo uscire per fare una commisione, lavanderia, posta o altre piccole spese, infiliamoci le scarpe da ginnastica e una tuta e con passo spedito e ben controllato sempre mantenendo l’attenzione sulla schiena e sulla pancia ci avviamo dove ci tocca andare. Vi assicuro che non sarà la stessa cosa, vi costerà meno fatica mentale del sentirvi oberati di commisioni stupide e vi percepirete più attivi e vitali anche sul profilo dell’umore. Se poi dovete comprare alcune cose di poco peso, potete distribuirle attentatmente in due buste di plastica non superando i 3 kg per lato (per gli uomini potete anche fare 5 kg per lato) e tornando a casa potete usare le buste come se fossero dei pesi, lavorando sui bicipiti brachiali e sui pettorali sempre con attenzione alla schiena ovviamente. Potete piegare i gomiti alternando il lato oppure insieme,  alzare la braccia anteriormente fino all’altezza delle spalle e scendere lentamente oppure muovere le braccia a pendolo sfruttando il pendolarismo delle braccia tipico della marcia. Per questi esercizi è necessario non avere infiammazioni ai tendini delle spalle.

3- Quando siete davanti alla televisione potete sfruttare il tempo per lavorare sulle articolazioni di mani e piedi; saranno utili piccoli  massaggi su ogni articolazione delle dita, piccole trazioni dell’intero dito e movimenti passivi di flesso-estensione lavorando con calma sulle dita più rigide e dolorose. Useremo la mano destra per lavorare sulla sinistra e vice versa. Si tratta di gesti importanti perchè le mani invecchiando perdono gradualmente di elasticità e spesso ce ne accorgiamo troppo tardi quando la rigidità è diventata irreversibile e consolidata. Possiamo poi lavorare sulle articolazioni più grosse come le spalle e le anche. Per le spalle ruotiamo indietro e in avanti le spalle senza sollevare le braccia facendo dei bei cerchi ampi, se non ci sono probelmi di infiammazione o di limitazioni possiamo sollevare le braccia unite più in alto possibile sfiorando le orecchie e accompagnado il movimento con una piccola arcuazione indietro della colonna cervicale che resterà appoggiata allo schienale del divano o della poltrona. Per le anche pieghiamo una gamba alla volta e teniamo il piede vicino all’inguine per alcuni minuti lasciando che il ginocchio lentamente si abbassi lateralmente; se siamo esperti possiamo farlo con entrambe le gambe sedendoci come fanno gli indiani a gambe incrociate.

4- Quando andiamo a letto possiamo per alcuni minuti sfruttare la posizione per lavorare sul corpo, ci possiamo stirare allungandoci al massimo e contraendo tutti muscoli per alcuni secondi, possiamo piegare le gambe e stenderle portandole a 90° lavorando in questo modo ancora sugli addominali senza danneggaire il rachide lombare. Possiamo poi tenerle ancora piegate e inclinarci con il busto a destra e a sinistra lavorando così sugli addominali obbliqui. Possiamo girarci sul  fianco, piegare la gamba che si trova sotto e allungare verso l’alto l’altra, lavorando in questo modo sui glutei, possiamo piegare la gamba che si trova sopra e tenere ben stesa l’altra alzandola di pochi centimetri dal letto e avremo lavorato sui muscoli adduttori delle cosce. Possiamo poi girarci a pancia sotto tenendo la fronte sul materasso e le braccia lungo i fianchi con i palmi verso il basso e alzare la testa e le spalle inspirando e cercando di restare in posizione  per il maggior numero di respirazioni complete partendo da una per i principianti poi potremo piegare un ginocchio sollevarlo di pochi centimetri dal letto e stenderlo mantenendolo alzato per un numero crescente di respirazioni complete. Questi due esercizi apparentemente facili sono estremamente sofisticati e utilissimi per rafforzare i muscoli estensori del rachide e di tutta la catena cinetica posteriore e non possono danneggiare chi soffre di discopatie ma anzi prevenirle.

5- Per concludere il nostro lavoro raccomando di lavorare sull’idratazione della pelle con creme e olii adatti senza dimenticare  le parti più nascoste come interno cosce, interno braccia, pancia , collo decolté, piedi e mani. E’ utile stimolare la circolazione usando un guanto di crine sotto la doccia, come anche gli scrub per corpo e viso;  l’utilizzo di specifici rotori in plastica più o meno rigida che adeguatmente utilizzati sulle parti più secche oppure più rilassate o a buccia di arancia ne miglireranno la circolazione sanguigna e quindi il nutrimento oltre che la penetrazione delle diverse creme usate. L’automassaggio di corpo e viso  con le mani  è anch’esso fondamentale per attivare una sana circolazione sanguigna. Ricordiamo che i depositi localizzati di grasso sottocutaneo sono poco irrorati e si comportano esattamente come un deposito in casa che possiamo rapresentare come uno sgabuzzino. Ci vuole una sorta di surplus di energia da dedicare regolarmente e specificatamente  affinchè questo deposito non diventi sempre più ingombro e sempre meno utile alla gestione domestica.

Al di là delle regole universalmente adattabili a tutti, è altresì vero che ognuno di noi presenta dei punti deboli che deve conoscere e sui quali deve agire con più determinazione rispetto agli altri.

Come per molte cose il successo sta non tanto nella durata del tempo che dedichiamo a noi stessi ma nella regolarità con cui lo facciamo e soprattutto alla capacità di adattarci alle circostanze e situazioni  esterne modificando la nostra strategia e adeguandoci al meglio delle nostre possibilità.

Piccoli gesti ma grandemente utili ed efficaci per mantenerci in forma, ricordandosi che essere in forma non significa essere perfetti.

Ricette ghiotte per celiaci: lenticchie Beluga con quenelle di hummus e pomodorini confit

Le lenticchie Beluga sono una qualità di lenticchie dal seme piccolo e dall’insolito colore nero del tegumento. Originarie dell’Asia, oggi vengono coltivate anche in Italia. Prendono il loro nome dalla somiglianza con l’omonimo caviale. Versatili, gustose e naturalmente aromatiche sono utilizzate per diverse preparazioni. Hanno una cottura veloce (circa 25 minuti), non si spezzano e mantengono il loro colore nero caratteristico. Recenti studi hanno scoperto che l’insolito colore dei semi è dato dalla presenza di un pigmento facente parte della famiglia delle antocianine che avrebbe eccellenti effetti salutistici e nutrizionali. Sono facilmente reperibili nei negozi di alimenti biologici.

Lavate le lenticchie, ponetele in una casseruola con acqua e due foglie d’alloro e lasciate cuocere a bassa temperatura per circa 25 minuti. Salate a fine cottura.

Saltate le lenticchie per qualche minuto con olio extravergine d’oliva, aglio, peperoncino, capperi e timo fresco. Contemporaneamente preparate l’hummus di ceci: frullate i ceci (250 g) con due cucchiai di crema di sesamo, il succo di un limone, olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale. Se preferite potete utilizzare anche i ceci in scatola, preferibilmente biologici.

Lavate i pomodorini e tagliateli a metà. Disponeteli, con la parte tagliata verso l’alto,  su una teglia rivestita con carta da forno. Conditeli con aglio in polvere, prezzemolo, basilico e origano tritati finemente, sale e olio. Se preferite potete utilizzare erbe aromatiche secche. Distribuite il composto sui pomodorini, infornate per circa un’ora a temperatura moderata.

Servite le lenticchie con le quenelle di hummus, qualche pomodorino, un po’ di valeriana e un filo d’olio.

E’ un piatto gustoso e colorato…pieno di aromi e di profumi!

Buon appetito!!

Smettere di fumare con l’agopuntura è un fenomeno spontaneo

Smettere di fumare con l’agopuntura si può e non solo quando il paziente lo desidera come primo obiettivo. Anzi direi che è più facile che avvenga a coloro che non lo hanno deciso affatto oppure magari lo desiderano ma hanno una priorità diversa come un dolore o un disturbo fisico che vogliono risolvere. Questo avviene perché non sarà presente il giudizio autocritico sulla personale capacità di successo nell’impresa e nessuna aspettativa da parte di terzi.

L’attenzione sarà rivolta altrove lasciando che molto naturalmente i trattamenti di agopuntura ripetuti con regolarità abbiano il tempo di generare una specie di pulizia di ciò che non ci serve.

È molto frequente che pazienti con una cervicalgia ricorrente oppure una gastrite da reflusso oppure una tachicardia da attacco di panico siano i pazienti nei quali quasi spontaneamente si verifica una graduale riduzione della compulsione al fumo e poi in seconda istanza una reale mancanza di bisogno della sigaretta.

Un’opportunità che molti non associano all’agopuntura ma più ad un conseguito stato di maggior benessere psichico. In realtà sono vere entrambe: gli organi interni vivicati e in un certo senso drenati da una maggior circolazione energetica  mandano segnali più chiari su quello che il corpo vuole e quello che invece non vuole e contemporaneamente la mente è più quieta e rilassata.

Si tratta di una finestra di possibilità per il paziente di limitare al minimo  il fumo e talora anche di smettere di fumare.

Ricordo però a tutti i lettori che  per smettere definitivamente di fumare ovvero per non ricaderci sono necessarie una forza di volontà e una motivazione importanti. Una forte consapevolezza di quanto sia utile al corpo e alla nostra mente non subire questa dipendenza. Dobbiamo essere in grado di sentire fisicamente quanto stiamo meglio e capire che la mente è debole e da sola non può essere capace di controllarsi. Come un genitore nei confronti di un figlio ci dobbiamo tutelare dalle ricadute come se dovessimo protteggere un bambino piccolo dagli idrocarburi policiclici notoriamente cancerogeni, oltre che da numerose altre sostanze evidentemente nocive al nostro organismo.

Quel bambino siamo noi e a quel bambino dobbiamo imparare a voler bene.

Vulvodinia e trattamenti non convenzionali

Sono tantissime le donne che soffrono di vulvodinia, eppure di questo disturbo fino a pochi anni fa nessuno parlava. Oggi la vulvodinia sembra essere di grande rilievo e interesse scientifico ma le cause e le terapie non sono ancora chiare e univoche.

Per vulvodinia si intende un vasto numero di disturbi dolorosi a carico di alcune parti o di tutto l’apparato genitale esterno femminile altrimenti definito vulva. Ma non solo: il disturbo può estendersi a tutto il perineo o pavimento pelvico ivi compresa la regione anale.

Il disturbo doloroso può essere percepito come un fastidio, una sensazione di spilli, dei bruciori oppure una ipersensibilità tattile, localizzato in un singolo punto come sul clitoride per fare un esempio ma anche in modo asimetrico o in una regione più estesa. Il disturbo può essere continuo oppure presente solo durante la minzione,  circostanze varie e ovviamente nella maggior parte dei casi disturba l’attività sessuale e il piacere in modo più o meno grave.

In alcuni casi esiste una franca quanto visibile infiammazione dei tessuti, in altri  si riscontra una secchezza delle secrezioni lubrificanti, in molti si evidenzia una franca contrattura dei muscoli perineali misurabile con strumentidedicati. Per anni il disturbo è stato associato eslusivamente a disturbi psichici. Per molti specialisti oggi si tratta di una nevralgia del nervo pudendo ovvero i disturbi legati all’ipercontrattura, ma anche all’ iposecrezione e secondariamente all’ infiammazione, sono considerati l’espressione di una disfunzione di tipo nervoso periferico.

Traumi fisici come quelli all’osso sacro da cadute accidentali, ma anche infezioni delle vie urinarie o vaginali occasionali o ricorrenti possono essere fattori scatenanti. In alcuni casi anche le discopatie lombari possono essere considerate una possibile concausa e allo stesso modo le tensioni emotive.

L’agopuntura può aumentare la circolazione sanguigna locale al livello di tutto il pavimento pelvico e come in qualunque dolore migliorare la sintomatologia dolorosa e ridurre  la contrattura della muscolatura perineale attraverso la liberazione di endorfine da parte del sistema nervoso centrale.

Ci sono punti di agopuntura localizzati sul meridiano di vaso governatore e vaso concezione, meridiani che corrono esattamente sulla linea mediana del corpo dalla testa fino al perineo e al perineo fino alla testa girando sulla parte anteriore (meridiano di Vaso concezione o Ren Mai Jing) e sulla parte posteriore (meridiano di vaso governatore o Du Mai Jing) che possono essere molto utili  e il meridiano del fegato per il suo importante collegamento con i genitali sia interni che esterni sarà anch’esso grandemente utile nel tattamento.

Anche la fitoterapia cinese, soprattutto in caso di predisposizione alle infezioni urinarie o vaginali, sarà estrememente utile per togliere il calore da questi organi in modo decisivo. Esistono numerosissime ricette fitoterapiche che hanno questa possibilità, alle quali si potranno aggiungere, a seconda dei casi, altre erbe singole o ricette per limitare la contrattura muscolare e se necessario migliorare la funzionalità intestinale, per fare un esempio.

Quando possibile l’associazione dell’agopuntura insieme alla ricetta fitoterapica personalizzata sulla costituzione della paziente sono una valida alternativa ai farmaci antidepressivi, antidolorifici e anche alla TENS e una strada  che vale sicuramente la pena percorrere prima di ricorrere all’intervento chirurgico di vestibolectomia (denervazione del vestibolo), una misura considerata, grazie a Dio, ancora come ultima spiaggia nel trattamento di questo fastidiosa sindrome.

 

 

 

 

 

Ricette ghiotte per celiaci: crema spalmabile al cioccolato fondente by Gabriella

A chi non piace la nota crema al cioccolato? Nata negli anni sessanta, sempre attualissima e popolare in tutto il mondo.

Finalmente dopo tante prove, varie ricette…..ecco la  suddetta crema fatta in casa! Ho trovato un modo alternativo e salutare per realizzare la crema spalmabile più golosa…Naturalmente non contenendo nessun tipo di conservante è più deperibile e deve essere consumata in tempi brevi.

Il cioccolato fondente è annoverato fra “I magnifici 20” : il libro di Marco Bianchi che ci insegna a conoscere “i buoni alimenti che si prendono cura di noi”; infatti il cioccolato fondente (almeno al 70%) è ricco di antiossidanti, stimola la produzione di serotonina che ha un effetto positivo sull’umore e tanto altro…

In commercio esistono tante varianti della “nutella” , anche fra gli alimenti biologici, ma spesso contengono grassi vegetali, zuccheri, latte ecc.

Spinta dalla mia golosità, dalla curiosità e dalla necessità di non poter consumare alcuni alimenti per problemi di allergia …ho cercato altro ed ecco il risultato!!

Frullate 100g di nocciole spellate e tostate. Azionate il vostro mixer fino ad ottenere una crema di nocciole dal profumo inconfondibile. Unite 200g di cioccolato fondente al 70%, naturalmente a piccoli pezzi e continuate a frullare. Unite alla crema 50g di succo d’agave e 100 ml di latte di riso e continuate a frullare fin quando raggiungerete la consistenza cremosa desiderata. Le quantità di succo d’agave possono variare, dipende se preferite una crema più o meno dolce. Assaggiate e regolatene la quantità. Potrebbe essere necessario aggiungere altro latte di riso se la crema dovesse essere un po’ troppo compatta. Riponete la crema in una ciotola e fate cuocere a bagnomaria per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto. Quando la crema sarà fredda conservatela in un vasetto di vetro.

E voilà…. la vostra crema è pronta per essere servita.

La fitoterapia cinese: un potenziale terapeutico meraviglioso

La fitoterapia cinese, come ho scritto in altri post, opera su una ricchezza inesauribile di sostanze ad elevato potere terapeutico e, se ben usate, a minor rischio di generare effetti collaterali rispetto alla farmacologia classica .

In antichità la fitoterapia si usava per cataplasmi, bagni di vapore, unguenti e impiastri vari. Per lo più maleodoranti, appicicosi o capaci di sporcare abiti e indumenti. Trattamenti scomodi e difficili da utilizzare sia per la loro preparazione che per la loro applicazione topica che richiede tempi lunghi che nessuno si può più permettere.

Gli estratti secchi sono stati il sistema migliore per consentire l’utilizzo di ricette fitoterapiche antiche a dosaggi discretamente alti senza dover ricorrere a decotti ma semplicemente sciogliendo l’estratto in acqua o magari anche in forma incapsulata togliendo in questo modo il sapore talora non gradito e aggiungendo la facilità di trasporto della terapia fuori casa.

Per le applicazioni topiche gli estratti secchi vengono sciolti in acqua e trasformati in gel ottenendo in questo modo sostanze di facile consumo e di grande effetto terapeutico.  Giusto per capire l’enorme quantità di sostanze studiate durante la disnastia Ming che risale al 1578,  Li Shi Zhen scrisse uno dei più importanti testi di fitoterapia cinese per il quale impiegò oltre 27 anni. Il testo si chiamava Ben Cao Gan Mu e descriveva e illustrava, pensate, ben 1,892 singole sostanze fitoterapiche  e 11,000 formule o ricette fitoterapiche.

Un lavoro monumentale che poi è stato rivisto e modificato in seguito focalizzando l’attenzione su un numero minore di sostanze e di ricette che pur resta un numero decisamente elevatissimo e ben al di là del numero di sostanze farmacologiche e fitoterapiche conosciute in occidente.

Per ogni pianta si consideravano le diverse parti anatomiche come sostanze totalmente differenti: radici, corteccia, rami, foglie, fiori, frutto, seme. Della stessa sostanza si considerava la differenza tra sostanza fresca e secca, la differenza di maturazione e la differenza tra diverse regioni della Cina.

A parte i nomi che potete immaginare essendo in cinese sono praticamente impossibili da ricordare si tratta di una materia nella quale anche dopo anni di studio ci si sente sempre incompiuti e non sufficientemente preparati. Ecco perchè non è facile per un medico esperto in questo settore accettare facilmente i preparati pronti, a basso dosaggio e spacciati come utili un pò per tutti e per tutto.

Come ad esempio nel caso del Ganoderma o Ling Zhi o Reishi, un fungo conosciuto per il suoi numerosi effetti terapeutici, dei quali, fra i più accreditati, ricordiamo: effetti antineoplastici, su patologie dermatologiche anche severe, immunostimolanti, antibiotici, antidiabetici, analgesici, anti asmatici, espettoranti, epatoprotettivi, anticolesterolimici, contro l’ipertensione arteriosa e la neuroastenia. Questi solo per enunciare le azioni  più conosciute.

Il ganoderma è solo una delle innumerevoli sostanze la cui azione terapeutica se ben utilizzata è fantastica, inoltre essendo neutra ovvero non calda ne fredda è molto maneggevole e si può usare su diverse tipologie di pazienti. Per questo sono già molte le aziende che con il ganoderma stanno costruendo un business meraviglioso di prodotti pronti e di facile consumo quotidiano.

Oggigiorno grazie alle preparazioni in gel è possibile ottenere sostanze fitoterapiche meravigliose utilissime sia in campo estetico, che per patologie cutanee o muscoloscheletriche. E’ possibile usare sostanze che muovono energeticamente il sangue e l’energia, da applicare sulle regioni dolorose senza nessun rischio di gastrite, un effetto collaterale invece possibile anche se poco considerato dei gel a base di FANS. Per gli edemi e il gonfiore è possibile drenare i liquidi in eccesso e muovere il sangue con grande efficacia.

E’ inoltre possibile confezionare gel per problemi cutanei specifici, eczemi, dermatiti atopiche, micosi del cuoio capelluto e usare alcune sostanze anche a scopo estetico con costi accessibili e benefici molto più evidenti. Sono tantisime le sostanze che nutrono, idratano in profondità e hanno una potente azione antiossidantela sulla pelle. Il Ren Shen conosciuto come Radix Ginseng per esempio è considerato un ottimo rivitalizzante; una volta applicato sulla pelle si percepisce come un lievissimo formicolio che corrisponde ad un aumento del metabolismo cellulare.

Presto saranno tantissime le ditte di cosmesi a farne uso, per ora, trattandosi di sostanze per lo più sconosciute (ad eccezione di alcune come il ginseng diventate famose anche da noi), si tratta di un mercato ancora vergine ma che merita a mio parere di essere sfruttato per la sua grande efficacia, basso costo e assente o irrilevante quantità di effetti collaterali.

Una possibilità  terapeutica che necessita magari di un piccolo impegno da parte del medico prescrittore e del farmacista ma che merita di essere utilizzata soprattutto in situazioni patologiche dolorose e dermatologiche severe.

La prostituzione è di moda

Ci stupiamo delle baby prostitute come se la cosa fosse davvero incredibile ma se ci pensiamo su un istante questo è il frutto del moderno pensare e agire. Non è altro che il risultato di una educazione che insegna ai bambini non già l’amore incondizionato per qualcuno o qualcosa ma l’utilizzo volontario di strumenti vedi il sesso per ottenere qualcosa.

Si inizia da molto piccoli a farsi comprare dai genitori, “se finisci la minestra andiamo al cinema” , “se prendi un bel voto ti compro un regalo”, la teoria dei meriti e non demeriti nasconde questo commercio dell’affetto. Ti amo e voglio bene se ti comporti esattamente come dico io. E noi tutti iniziamo prestissimo a capire come tira il vento.

Oggigiorno direi che questo aspetto è estremizzato, le ragazzine affrontano la vita sessuale non per conoscere la loro intimità, per scoprire cosa a loro dona piacere. Se poi parliamo di  donare piacere non se ne parla proprio! Lo fanno per acquisire un plus nei confronti dei compagni di classe,  per sentirsi grandi, per avere dei vantaggi personali e, perchè no, per soldi e questo le fa sentire ancora più trasgressive.

Non entrano nel piacere perchè il piacere potrebbe  legarle a qualcuno,  prima si disinibiscono con qualche fumatina e alcolico a basso costo ma alto tasso alcolemico e poi entrano nel gioco di ruolo di quelle che dirigono l’orchestra. Si sentono delle piccole dominatrici, recitano una parte vista sui film porno. Sono loro per prime che abusano di loro stesse, affascinate  dal piccolo potere che in quel momento credono di avere. Innamorate del loro giovane e fresco corpo che sprizza energia e le seduce.

Si tratta solo di un gioco per loro, un gioco seducente e divertente, non usano le carte ma la loro sessualità, un modo per vivere emozioni forti altrimenti assenti da un mondo senza amore e innamoramento. Succede che non sappiano o non ricordino neanche con chi lo hanno fatto e se aveva o meno il preservativo. Un modo sicuro per favorire la trasmissione di malattie veneree come non mai e in diversi casi anche gravidanze non desiderate.

A questo punto il salto con un uomo ricco e potente al posto del ragazzino sfigato sul quale poter spettegolare con le amiche per quanto poco è durato è un attimo e forse anche un vantaggio. Un uomo può far sentire più donna una di queste ragazzine con una bella cena in un locale chic, un bel albergo al posto dei bagni del bar o della scuola, dei gran bei soldi. A quel punto falsificare gli anni da 16 a 18 credo non sia così difficile. Non entro in merito all’uomo che desidera andare a prostitute  con giovani donne.

Mi soffermerei maggiormente sui rischi ancora maggiori che queste ragazzine  vestite di tutto punto come vere prostitute corrono per le strade se incontrano uomini malvagi. Il gioco in un istante si può invertire e possono passare da piccole dominatrici a vittime di abusi e maltrattamenti anche gravi. Parliamo di cicatrici che poi possono restare a vita quando va bene.

A questo punto, tra alcolici, maryuana, farmaci anticoncezionali, rischi infettivi e rischi di abusi, capisco perchè esiste una larga fetta di giovani che tarda ad affrontare la vita sessuale e allontana l’idea di una vita sentimentale che considera ancora più pericolosa. Mi sentirei di dire che qualcosa si dovrebbe fare per questi ragazzi, parlare loro del sesso come piacere profondo, come scambio di energia, come crescita individuale, come rapporto vero e intimo, come responsabilità e conoscenza dei rischi.

Senza una visione morale ma culturale, scientifica, ben costruita di cosa sia il sesso chimicamente, energeticamente e cosa possa scatenare di buono e di meno buono nell’uomo. Un approccio nuovo aperto a 360 gradi, che tenga conto di molteplici aspetti,  capace di rivalorizzare il significato  del sesso e dell’amore senza usare la paura e i sensi di colpa ma puntando sulla comprensione  del valore umano e della sua potenzialità di crescita interiore.

La displasia delle anche: un caso pilota trattato con l’agopuntura

La displasia delle anche è una patologia che oggi viene trattata correttamente con diagnosi precoce nei primi mesi di vita, con un’indagine che oggi viene fatta di routine a tutti i neonati prima con  specifiche manovre motorie e poi con esami ecografici e radiografici mirati.

La diagnosi eseguita così precocemente consente alla parte ossea eventualmente immatura di formarsi adeguatamente usando inizialmente un doppio pannolino e nei casi più gravi un tutore o gesso che mantengano le gambe del bambino in extrarotazione ovvero il più possibile aperte per lasciare libero dal carico il tetto dell’acetabolo (ovvero la cavità ossea nella quale alloggia la testa del femore) che deve crescere.

Questo trattamento è sufficiente a fare maturare il nucleo di accrescimento. Nella displasia congenita delle anche questo nucleo di accrescimento si sviluppa in ritardo, con la conseguenza che, in caso di carico, la testa del femore tenderà a scivolare verso l’alto perchè non trattenuta dal tetto e in alcuni casi potrà anche posizionarsi in sedi diverse dalla normale sede anatomica.

Una volta la diagnosi tardiva mostrava conseguenze in casi talora drammatici di lussazioni complete con alloggiamento della testa del femore in aree del bacino chiamate neoacetoaboli, completamente rimaneggiate a formare delle cavità articolari.

A lungo andare chi è stato colpito da questa patologia, se non diagnosticata tempestivamente, manifesta rigidità e dolore basati su un quadro più o meno severo di artrosi precoce talora anche con deformazione della testa femorale. Questi casi sono di solito destinati a una sostituzione protesica bilaterale, ma questo intervento si tende a effettuare più tardi possibile per la limitata durata della protesi nel tempo.

Il paziente quindi in attesa di protesizzazione spesso si trova a dover convivere con un dolore che lo limita nella deambulazione ma che può essere cronico e talora anche notturno come nel caso della paziente descritta in questo caso clinico.

Parliamo di una donna di 53 anni, attiva e dinamica; all’esame obiettivo la rigidità articolare delle anche è di grado lieve così come la deformazione delle teste femorali.  E’ presente un’accentuata rettilinizzazione del tratto lombare. La paziente è in menopausa da circa 3 anni  senza particolari disturbi ne di tipo emotivo ne sulla qualità del sonno che riferisce disturbato esclusivamente dal dolore delle anche più marcato a destra che tende a svegliarla tra le 4 e le 5 del mattino obbligandola ad alzarsi.

Il dolore si acutizza con il freddo e l’umidità e con il riposo prolungato mentre migliora con il movimento.  La paziente quindi si mantiene in attività ed esegue attività motoria settimanale e sedute regolari annuali di fisioterapia. Le propongo di provare ad eseguire trattamenti di agopuntura e coppettazione per migliorare la sintomatologia dolorosa sia diurna che notturna.

Già dopo la prima seduta assistiamo ad una buona riduzione del dolore che si mantiene in continuo miglioramento graduale. Dopo la quarta seduta la paziente segnala una acutizzazione momentanea del dolore e successivamente, al contrario, un miglioramento sempre più stabile della sintomatologia dolorosa. Attualmente dopo 8 sedute la paziente  riferisce di riposare bene senza alcun dolore notturno e di non sentire quasi più dolore alle anche durante il giorno.

Ma come è possibile vi chiederete voi? L’artrosi precoce delle anche della paziente causata dalla sua displasia congenita riconosciuta tardivamente non si modifica con l’agopuntura e quindi la causa del suo dolore resta invariata; come può migliorare la sintomatologia? E’ semplice: con l’agopuntura abbiamo un iniziale miglioramento del dolore legato alla liberazione di endorfine a livello cerebrale associato ad una migliore trasmissione del segnale doloroso dalla periferia questi sono effetti che però hanno un tempo limitato di efficacia.

Il miglioramento che si stabilizza nel tempo e perdura anche a distanza di più di un mese dalla seduta, è invece legato al miglioramento della circolazione del sangue nell’area colpita dal dolore che aumenta il nutrimento energetico del tessuto, in questo caso quello cartilagineo della testa del femore. Inoltre, migliora l’eliminazione delle sostanze in gran parte definibili come tossiche legate alla reazione infiammatoria. Il peggioramento dopo la quarta seduta può essere stato proprio un momento di eliminazione da parte del corpo delle sostanze legate all’infiammazione cronica.

A differenza dell’azione analgesica e antinfiammatoria a base chimica, l’agopuntura ripristina un equilibrio omeofisiologico partendo da un’azione fisica. Un po’ come la circolazione autostradale che riparte dopo aver rimosso le macchine di un incidente che ingombravano le carreggiate.

Certamente non si tratta di una guarigione ne di una cura permanente, ma possiamo considerarla come un valido aiuto per riuscire a vivere serenamente in maniera attiva, mantenendo il più possibile la muscolatura degli arti inferiori bella tonica e limitando al minimo la reazione infiammatoria locale.

In tal modo è facile comprendere che anche l’intervento chirurgico beneficerà di un terreno riequilibrato cosa che ne aumenterà le probabilità di successo e di mantenimento nel tempo del livello di benessere.

Ricette ghiotte per celiaci: tortino di porri e mele by Gabriella

Vi propongo un tortino con una insolita combinazione: porri e mele. Le mele più adatte per le preparazioni di piatti salati sono quelle verdi. Sono più aspre e conferiscono un retrogusto un po’ acidulo. Nella nostra preparazione la mela verde ben si sposa con la dolcezza dei porri, armonizzando i sapori e legandoli in un insolito connubbio.

Tagliate due o tre porri e fateli stufare in una casseruola. Sbucciate una mela e tagliatela a fettine sottili e aggiungetela ai porri. Proseguite la cottura per qualche minuto, togliete dal fuoco e spolverizzate con un pizzico di curcuma e pepe nero.

La curcuma fa parte della famiglia dello zenzero. Colore giallo solare e profumo intenso. Ricca di virtù terapeutiche e potente antiossidante. Utilizzata nei risotti, sulle verdure cotte, nelle zuppe e in tante altre preparazioni. Solitamente si trova in polvere, ma in alcuni negozi di alimenti biologici potreste trovare anche i rizomi, simili allo zenzero, ma un po’ più piccoli.

Sgusciate due o tre uova, salate e unitele ai porri e mele, mescolate e versate in una pirofila o stampi monoporzione. La pirofila deve essere precedentemente unta con un po’ d’olio e spolverita con pangrattato di riso o mais. Infornate per circa 30 minuti a 180°.

Potreste accompagnare il vostro tortino con un’insalata di cavolo rosso.

Affettate il cavolo con l’ausilio di una grattugia per ottenere delle fette sottilissime e condite con un’emulsione di lime, miele, olio extravergine d’oliva e sale.

E… buon appettito!!

Agopuntura e cefalea

Partiamo dal considerare innanzitutto che vi sono diverse forme di questa problematica. Per cefalea si intende qualunque forma di mal di testa o dolore localizzato a livello del capo e anche in regione nucale e cervicale. Le cefalee possono essere secondarie a diverse patologie come il semplice raffreddore, indigestione, colpo di freddo, grande stress, grande fatica fisica e mentale.  Le cefalee primarie invece sono divise in tre grandi classi:  vasomotorie, muscolotensive e a grappolo (quest’ultima considerata di natura nevralgica). Queste  forme possono poi essere  divise a secondo della frequenza delle crisi in episodiche, frequenti oppure croniche.

Recentemente uno studio scientifico ha dimostrato che lo stress peggiora tutte le diverse forme di cefalea, sostenendo così che la forma secondaria e primaria possono coesistere.  Anche alcuni cibi notoriamente possono scatenare o peggiorare una cefalea vasomotoria e anche questo è un attuale tema di studio di grande rilevanza. Anche numerosi farmaci possono essere scatenanti per la cefalea così come la crisi di astinenza da diverse droghe.

Anche per la medicina cinese esistono diverse forme di cefalea collegate ad altrettanti organi.  E’ naturale che se una cefalea è legata maggiormente allo stomaco su quest’ultimo dovremmo agire scegliendo dei punti che agiscano su di esso. Non starò in questa sede a tediarvi con le diverse forme di cefalea, sappiate che la differenza è data dalla localizzazione del dolore, dal suo orario  o periodo di comparsa quando costante, dalla variazione, in negativo o positivo, con la pressione e lo stesso vale per il freddo e  il caldo e le posizioni del corpo. Altre indicazioni fondamentali dal punto di vista diagnostico e differenziale ci giungono dall’analisi della lingua e dall’ascolto dei polsi.

L’agopuntura è di grande aiuto per tutte le forme di cefalea esattamente in modo speculare allo stress che le peggiora.  Interessante anche osservare che l’agopuntura è sempre molto utile per migliorare stati ansiosi e per favorire il rilassamento muscolare, questo fenomeno è stato riconosciuto e associato alla liberazione quasi immediata di numerose endorfine nel sangue dopo l’inserzione degli aghi.

Un secondo aspetto è dato dalla sua azione antalgica legata alla ridotta trasmissione del segnale doloroso da parte del sistema nervoso periferico alla stregua di un analgesico. Spesso durante la seduta il dolore anche acuto si riduce velocemente ma l’azione degli aghi, per essere efficace nel tempo, deve essere reiterata.

Ripetendo il trattamento infatti si ottiene un ripristino della corretta circolazione del sangue, al livello del capo, ma anche di altri distretti muscolari e di organi che desideriamo trattare. Ad esempio la regione muscolare cervicale  e del dorso o delle spalle oppure il fegato e la vescica biliare. Quando secondo la diagnosi di medicina cinese si ritengono coinvolti  nel processo di cefalea alcuni organi interni come lo stomaco, il fegato e la vescica biliare è frequente associare al trattamento un’indicazione per un regime dietetico che tendenzialmente elimina alcuni alimenti considerati non adatti. Tra questi genericamente il cioccolato e gli alcolici sono quelli più frequentemente collegati alla cefalea correlata al fegato.

Anche questo dettaglio è curioso vista la nuova attenzione data a questi cibi e a molti altri nel trattamento della cefalea. La medicina diventando piu’ tecnologica e precisa nel suo percorso di analisi chimica si avvicina alla medicina cinese e alla sua antichità. Questo fenomeno non ci deve stupire ma è un classico esempio di quello che negli antichi testi cinesi si esprimeva con “vicino vicino lontano lontano”.

Un concetto che include il principio di circolarità che ritroviamo sia nel microcosmo che nel macrocosmo e che per una logica di similitudine potrebbe esistere anche dove l’uomo non sospetta la sua esistenza.

L’estetica nella medicina cinese

Vista la grande attenzione data oggi all’estetica la medicina cinese si  sta muovendo velocemente per cogliere anche questa opportunità. L’agopuntura viene usata per tonifcare i tessuti e per sollevare le rughe. Il fatto che vi sia sempre più interesse è dato dal numero crescente di corsi e di seminari dedicati a questo argomento.

Aghi sempre più sottili e rivestiti di silicone consentono un utilzzo degli stessi su aree molto delicate come sul contorno delle labbra e intorno agli occhi.  L’agopuntura agisce infatti richiamando sangue nell’area da trattare e migliorando così la rigenerazione cellulare anche localmente. Da sempre in Cina veniva usata per curare ferite e piaghe che non si chiudevano facilmente. Anche la fitoterapia cinese viene oggi usata da numerose case di prodotti estetici per la sua efficacia nel muovere e nutrire il sangue e lo yin e dare energia ai tessuti.

L’invecchiamento cellulare della pelle è da un lato un fattore costituzionale e dall’altro un fattore strettamente legato al nostro stile di vita. Si parla di energia del cielo anteriore e energie del cielo posteriore;  la prima è legata all’eredità che riceviamo dai nostri genitori e la seconda all’alimentazione, a come viviamo  in senso emozionale e la terza a quanta energia consumiamo per lavorare oppure per stare al freddo oppure sotto il sole cocente.

Per la medicina cinese l’invecchiamento della pelle è come l’invecchiamento generale: si considera come una graduale perdita di qi, di yin e di yang. La pelle diventa meno luminosa e rosea in quanto la perdita di qi ne provoca un rallentamento della circolazione di sangue e di quella che comunemente si chiama vitalità. La perdita dello yin si associa maggiormente a una perdita di liquidi intra ed extra cellulari, in questo caso il collagene che è considerata una molecola idrofila ovvero che ama legarsi alle molecole di acqua e che si disidrata e si denatura. La perdita di yang si apprezza solo all’ultima fase del processo di invecchiamento celllulare e si caratterizza con un pallore, un ispessimento cutaneo e una mancanza di calore di superficie.

Quello che è  ancora piu interresante è che la medicina cinese attribuisce un  significato alle diverse rughe sia in campo emozionale che in campo di debolezza specifica di un organo o  viscere. Uno stomaco debole produce rughe sul labbro superiore, le temute e odiate rughette che i medici estetici chiamano “il  codice a barre”. Le rughe sulla palpebra superiore e sopra le sopracciglia sono collegate alla vescica biliare mentre quelle sotto la palpebra inferiore sono collegate al rene. In questo modo lavorando sull’emotività e sostenendo gli organi più deboli si lavorerà direttamente sulle rughe e, se preferite, si potrà anche individuare quali sono le necessità del nostro complesso e complicato insieme corpo-mente.

Insomma le rughe in questa ottica ci parlano di noi e di quello che ci serve per stare meglio, un’ottica questa che spesso ci sfugge ma che potrebbe cambiare il modo in cui le osserviamo criticamente quando ci guardiamo allo specchio.

Curare le contratture e le tensioni muscolari

Uno strumento per la Miofibrolisi integrata diacutanea

Di contratture e tensioni si parla in continuazione. Tutti ormai tra ortopedici, reumataologi, fisiatri, posturologi, fisioterapisti sono per una volta d’accordo sull’attribuire a questi agenti una parte fondamentale di responsabilità in numerosissime sindromi dolorose del sistema osteoarticolare. Farmaci antidepressivi, ansiolitici, miorilassanti oltre che tecniche di rilassamento muscolare e mentale di vario genere sono quelle che vanno per la maggiore

La contrazione prolungata di un muscolo genera un accorciamento dello stesso e una conseguente allungamento del corrispettivo muscolo antagonista. Si verifica a livello funzionale una ridotta o alterata performance muscolare data appunto dalla non corretta lunghezza delle fibra muscolare ma non è tutto: si possono generare a lungo andare alterazioni delle normali funzioni di numerose fibre nervose che trasmettono il dolore.

Un meccanismo ben conosciuto dai neurofisiologi e descritto nel libro non ancora edito del Dott. Giulio Picozzi e del Dott. Virginio Mariani. Proprio ieri sul Corriere della Sera è uscita una bellissima intervista sulla tecnica della miofibrolisi integrata  da loro ideata e sviluppata (www.miofibrolisi.info).  Una metodica terapeutica che ha una sua storia anche se poco conosciuta al di fuori dall’ambiente sportivo dove trova fisioterapisti e medici  di fama che la usano cercando però di non divulgarla, forse per potenziare non già l’efficacia della metodica quanto della professionalità individuale.

La miofibrolisi infatti è applicabile a tutti i dolori causati da tensioni muscolari non solo traumatici, ma anche posturali e viscerali e la sua efficacia è sorprendente. Ecco perchè  da oltre 25 anni il Dott. Picozzi e il Dott. Mariani continuano con rinnovata passione a insegnarla a medici e fisioterapisti come hanno fatto con me che ancora oggi ne sono entusiasta.

Una metodica di terapia manuale che non usa strumentazioni elettromedicali costose ma la sola sensibilità ed esperienza delle mani ampliata da strumenti appositi e dalla conoscenza esatta del sistema neurofisiologico, muscoloarticolare, fasciale e dei meridiani di agopuntura.

Capodanno cinese 2014 e i bazi

Carissimi lettori anche quest’anno come in quelli precedenti mi fa piacere condividere con voi alcuni pensieri sul nuovo anno in considerazione del calendario cinese lunare  e dei nuovi elementi presenti rispettivamente nel ramo celeste e nel tronco terrestre  del pilastro del 2014.

Per il calendario cinese lunare il 2014 è iniziato il 31 gennaio; siamo definitivamente entrati nell’anno del cavallo legno o cavallo verde, in inglese wood horse oppure green horse.

Il cavallo rappresenta il tronco terrestre WU che corrisponde al fuoco yang  e il colore verde invece è dato dall’elemento legno del ramo celeste JIA  che corrisponde al legno yang.

Intanto si tratta di due elementi yang posti fianco a fianco e in questo possiamo vedere una possibilità di contrasto o di interazione di forza. Il legno yang è simbolicamente rappresentato da un grande albero capace di dare riparo e protezione oppure da un albero capace di stare  armoniosamente in equilibrio in mezzo ad altri creando un’atmosfera che gli amanti delle foreste non possono che considerare quasi magica. In quanto ramo celeste è presente una sorta di possibile ispirazione per noi uomini, per mollare  l’egocentrismo che spesso ci caratterizza.

Il fuoco yang è simbolicamente rappresentato dal sole, un elemento la cui forza calore e potenza sono indiscutibili e insostituibili ma che per carattere soffre  proprio di egocentrismo. Tutto risplende grazie a lui non è così? Il sole è solo e non coopera  con nessuno lui è il centro di questo universo. Il ramo terrestre e in questo caso il corrispettivo carattere egocentrico sono invece non già una possibile ispirazione presente dall’alto quanto una costituzione ben radicata nella materia .

Rispetto al fuoco yin che rischia di spegnersi facilmente, il fuoco yang rischia di bruciare troppo creando un  eccesso.  E il legno essendo poi la madre del fuoco,  lo nutre, lo arricchisce e lo rende  ancora più forte bruciandosi e consumandosi con esso.

Se quest’anno fosse una stagione sarebbe torrida e aggressivamente calda poco tollerabile dalle persone deboli, indifese non protette e vice versa sfruttabile da chi possiede una sua forza e  un certo agio economico da permettersi un viaggio al mare e un condizionatore per rimanere nell’allegoria della stagione estiva.

Questa considerazione è del tutto personale e frutto dei miei studi sui Bazi; la considero una sorta di influenza che colpirà genericamente le persone e potrà essere visibile nel sociale  ma ognuno poi in base al suo elemento chiave più o meno forte potrà aver giovamento o meno da questo grande fuoco e questo è del tutto individuale.  Un legno molto forte potrebbe aver beneficio in quanto diventa più moderato e una terra molto debole verrà invece nutrita da un fuoco molto forte. Anche un metallo molto forte potrebbe ammorbidirsi con quest’anno smussando gli angoli e la sua rigidità

E lo stesso vale per alcune patologie, ecco che la debolezza di milza dovuta ad eccessiva stanchezza mentale e fisica potrà beneficiare di questa condizione e lo stesso vale per tutti i disturbi da stress con tendenza a patologie da eccesso di legno come la cefalea del week end.

Non ci sono regole uguali per tutti si tratta di influenze esterne che poi si modificano in modo diverso da caso a caso.

Ricette ghiotte per celiaci: crema di zucchine con cavolo nero e castagne – by Gabriella

La ricetta che vi propongo questo mese è molto semplice da realizzare, ma gustosa… Combina il sapore dolce delle zucchine e delle castagne con l’amaro del cavolo nero e il piccante del peperoncino, raggiungendo un soave appagamento di sapori.

Tagliate i porri a pezzetti sottili, disponeteli in una casseruola con un po’ d’olio extravergine d’oliva e un po’ di peperoncino e fateli insaporire per qualche minuto, aggiungete le zucchine, tagliate a rondelle, un po’ d’acqua e lasciate cuocere.

Salate e a fine cottura frullate con un frullatore ad immersione. Contemporaneamente lavate e tagliate a piccoli pezzi il cavolo nero, eliminando le parti più coriacee. Lessatelo o ponetelo nella vaporiera per pochi minuti.

Lessate le castagne, sbucciatele e tritatele grossolanamente. Se preferite esistono in commercio castagne già lessate e spellate, pronte all’uso. Unica raccomandazione utilizzate quelle prive di conservanti o comunque prive di additivi.

Saltate in padella il cavolo nero con un pizzico di peperoncino e per ultime aggiungete le castagne tritate.

Servite la crema di zucchine con al centro cavolo nero e castagne, e se gradite, completate con un filo d’olio extravergine d’oliva e… buon appetito!

L’agopuntura cura?

E’ sempre più comune nel mondo medico il diffondersi dell’idea che l’agopuntura sia solo un aiuto afarmacologico utile per alcuni tipi di dolore come ad esempio la cefalea. Informazioni come questa, poco approfondite e incomplete, sono il risultato di una progressiva perdita di conosenza da parte dei medici su quali siano le reali potenzialità e prerogative di questa forma teapeutica. Il retaggio culturale che la vedeva riconosciuta come possibilità terapeutica si è progressivamente perso nel tempo e alterato nei suoi contenuti.

In effetti nelle riviste scientifiche di alto livello e nei congressi di medicina, di agopuntura non si parla proprio  a meno che non si entri in ambiti specificatamente dedicati al settore della medicina cinese. I due mondi sono nettamente separati e questa è la ragione della mancanza di dati completi sulle potenzialità dell’agopuntura che le permettono in realtà di affiancare la medicina tradizionale nei campi più svariati, dalla ginecologia all’urologia, fino alla chirurgia e riabilitazione per arrivare all’oncologia.

Proprio ieri un paziente affetto da cefalea vasomotoria ricorrente mi diceva ” il dottore mi ha detto che l’agopuntura non cura ma che può aiutarmi”

Avete mai sentito dire a un paziente che una medicina qualunque non cura? Eppure è così per la stragrande maggioranza dei farmaci; antidolorifici, antinfiammatori, ipnotici, sedativi, antidepressivi, diuretici, lassativi non curano quasi mai effettivamente la causa della patologia ma agiscono solo sul sintomo. Lo dimostra il fatto che dopo lunghi tempi di assunzione di questi farmaci, come lo impone una patologia cronica ad esempio, se sospendete il farmaco i sintomi possono non solo ritornare ma anche arrivare ad essere più gravi che all’inizio.

L’agopuntura non funziona come un farmaco e questo è assolutamente un bene, credetemi. Più la fate e più state bene ma non ne diventate dipendenti lo dimostra il fatto che se ne avete fatta a sufficienza non ne sentirete la mancanza ovvero godrete di un piacevole benessere fisico e anche psichico che potrà durare anche per un bel periodo.

Certamente una cefalea vasomotoria che inizia in gioventù con famigliarità positiva è quella che si dice una patologia che si radica nella costituzione e per lavorare su una costituzione ci vuole del tempo e l’agopuntura lo prevede. Si dice che si  lavora sul sintomo che si definisce ramo e gradatamente  anche sulla sua causa che definiamo radice.

Conoscete dei farmaci che facciano altrettanto?  Il medico generalmente non conosce il meccanismo d’ azione dell’agopuntura, premesso che spesso non conosce più tanto bene neanche  il meccanismo di azione di molti farmaci. Per i farmaci però l’azione è data per scontata, meccanismo mentale che si applica all’incontrario per l’agopuntura ovvero si dà per scontato che non vi sia un meccanismo d’azione utile a curare  ma che per strani motivi, come  funzioni riflesse e mediatori chimici liberati nel corpo, questa funzioni bene sul dolore alla stregua di un anestetico ma senza effetti collaterali.

Succede poi molto di rado che un medico consigli l’agopuntura a un suo paziente e questo perchè magari non si conoscono colleghi di questa disciplina con i quali potersi confrontare e piuttosto che mandare il proprio assistito da uno sconosciuto si preferisce evitare e questo è comprensibile nella tutela del proprio paziente.

L’agopuntura è utile sul dolore sia cronico che acuto, lo riduce e lo rende più gestibile anche insieme a farmaci antalgici o antinfiammatori con i quali può convivere serenamente senza difficoltà. Quello che succede è che i farmaci aumentano di efficacia, e  gradualmente si potranno ridurre le dosi ottenendo lo stesso risultato.

E questo può avvenire anche con altre tipologie di farmaci e su molteplici patologie croniche e complesse, dalla stitichezza al colon irritabile fino alla colite ulcerosa, dall’ansia all’attacco di panico e all’insonnia  e molti altri comuni disturbi che non sto qui ad elencare. Se però siete curiosi potete andare sul sito dove troverete una lista di patologie e vedrete che sono tantissime e insospettabili come le allergie, per fare un altro esempio.

Mi dispiace essere puntigliosa ma l’agopuntura può curare una cefalea come moltissime patologie croniche in modo sorprendentemente efficace. Il suo meccanismo di azione è molto complesso e per questo una scuola di agopuntura dura mediamente 3 o 4 anni. Quello che è giusto spiegare è che gli aghi si collegano direttamente attraverso gli agopunti con visceri e organi interni e ne stimolano sempre una spinta verso l’equilibrio delle rispettive relazioni esistenti tra di essi.

Non possiamo toccare uno stomaco, elemento terra, senza influenzare il fegato, elemento legno, e viceversa; e se ci pensate nella natura è la stessa cosa: non possiamo modificare la terra senza che gli alberi e la vegetazione tutta ne risentano e, allo stesso modo, non possiamo coltivare e seminare alberi in modo incontrollato senza che la terra ne abbia una ripercussione.

Si tratta sempre di equilibri tra un elemento e l’altro e questa non è filosofia ma sono leggi fisiche che abbiamo sotto gli occhi costantemente ma che non vediamo perchè nessuno ci ha insegnato a farlo.

Dimagrire senza sforzo è possibile?

Quando avevo 15 anni mi ricordo di aver ordinato per via postale insieme alla mia amica e coetanea Carlotta un prodotto che si vendeva come miracoloso: bastava fare il bagno in questa sostanza e magicamente si dimagriva in modo impressionante. Non mi ricordo quanti chili prometteva di far calare ma il testo di propaganda era accattivante, soprattutto per due ragazzine come noi  e nonostante fossimo dotate di un discreto cervello alla fine ci eravamo dette: “Beh che abbiamo da perdere? Proviamo!”.

Il mercato e il web continuano a proporre e vendere soluzioni magiche e facili per dimagrire “supermegafantastico” velocemente e senza sforzi, ovviamente. E’ questo che attira tutti noi: non fare fatica per dimagrire. Perchè, siamo onesti… sappiamo tutti benissimo che se eliminiamo alcolici, zuccheri aggiunti, tutte la farine comprendendo i prodotti da forno e la pasta e  gran parte dei latticini possiamo solo calare di peso. Se poi ci impegnamo con una attività motoria anche solo camminare velocemente per 45 minuti  3 volte alla settimana il risultato inizia a farsi sentire, ci sentiremo meno gonfi e una settimana dopo l’altra inizieremo a calare di peso.

Lo sappiamo tutti benissimo che funziona ma cerchiamo nonostante tutto delle alternative magiche per evitare  lo sforzo e la fatica e il sacrificio di eliminare alcuni cibi che amiamo tantissimo. Per alcuni saranno la pizza e il pane, per altri il formaggio e i dolci per altri infine il tanto amato cioccolato o il vino.

-Dottoressa ma il cioccolato lo posso mangiare? Dicono che quello a 70% si può mangiare…che fa bene..non posso?

-Signora è un cibo da evitare può mangiarlo in via occasionale ovvero proprio ogni tanto non regolarmente.

-Ah io lo mangio tutti i giorni  ma solo 2 listarelle, prima mi facevo una tavoletta al giorno!

Non si può pensare di dimagrire mangiando 2 listarelle di cioccolato ogni sera ma neanche con un bel cucchiaino di miele come ho visto su facebook e neanche con altre magiche pastiglie a base di erbe, tisane, unguenti o sali da bagno. Non dico che non vi siano alimenti o erbe che non siano utili a drenare i liquidi, stimolare l’evacuazione fecale e il metabolismo in genere ma non bastaaaaaaaaa!

Il sovrappeso è un accumulo di grasso, secondo la medicina cinese si tratta di un eccesso e di una stasi talora dovuto anche a un deficit di energia. L’unico modo per agire su di esso è quello di fornire energia per facilitare il movimento energetico e correggere la stasi e contemporaneamente ridurre gli alimenti.

Immaginiamo di avere  una casa piena zeppa di spazzatura e di lavorare a tempo pieno senza il tempo per fare un traslocc di tutta quell’immondizia.  Sarà importante quale aspirapolvere si usa? Non credo proprio, dobbiamo impegnarci e giorno per giorno tutte le volte che usciremo di casa porteremo via almeno due sacchi e ci impegneremo a non accumularne della nuova.

Allora mi devo sforzare e faticare direte voi?

Non è esattamente così che dobbiamo guardare la cosa. Se la vostra energia è ben focalizzata nel non assumere alcuni cibi ritenuti non desiderabili e nel muovervi con intensità e regolarità nell’ottica di raggiungere il vostro obiettivo ovvero diventare più belli, più agili, aumentare il vostro sex appeal e la vostra autostima, ecco che il discorso cambia.

Lo sforzo non sarà più tale ma un sistema per ottenere un obiettivo. Ci vuole energia mentale; se siete troppo stanchi e stressati non sarà possibile mettere in pratica una dieta e aggiungere una attività  motoria efficace in modo serio e continuativo. Se siete depressi men che meno potrete rinunciare alla cioccolata, al vino, alla pizza, al desert: non sarà possibile; capite, vero?

Prima di tutto dovete trovare la voglia oppure l’entusiasmo per partire, in caso contrario non esiste viaggio se non nella vostra mente e una continua delusione in quanto non vi spostate di un kg. Dovete accendere il motore e potete farlo nel modo che preferite; innamorandovi di qualcuno perdutamente, affidandovi a un dietista che vi guidi passo passo, usando il riposo ottenuto dalle vacanze a vostro vantaggio, curando la vostra stanchezza e depressione affidandovi a un medico di fiducia… Non importa come farete ma, senza l’energia mentale che possiamo considerare il nostro carburante, il motore non si accenderà e non vi sarà modo di bruciare i grassi accumulati.

Polipi nasali: l’utilizzo dell’Agopuntura in ambito chirurgico

Questo è solo un piccolo esempio di quanto facile sarebbe inserire l’Agopuntura in numerose pratiche chirurgiche.

Come vedrete dal filmato il posizionamento di alcuni aghi su punti come LI 4-Hegu tradotto in “Fondo della valle” localizzato sulla mano e su punti del viso come Yintang “Stanza dei sigilli” e LI20 Yingxiang “Accoglienza dei profumi”, tutti utili per trattare la regione nasale è facilmente ottenibile in pochi secondi.

Questi piccolissimi aghi si possono tenere per tutta la durata dell’intervento di  asportazione del polipo nasale applicando piccoli cerotti di carta.

Il risultato è quello di ridurre significativamente il dolore locale, l’infiammazione e la cicatrizzazione in sede postchirurgica. Inoltre in casi di altri interventi più importanti gli aghi possono essere poi mantenuti oppure riposizionati anche nei primi giorni postchirurgici.

Sarebbe possibile ridurre il dosaggio dei farmaci analgesici ed antinfiammatori e in alcuni casi arrivare anche a ridurre i giorni di degenza ospedaliara o riabilitativa. In termini economici un grande vantaggio come spiega il medico agopuntore.

Certamente un discorso di nessun interesse per le case farmaceutiche ma che dovrebbe stare a cuore di tutti i medici e pazienti.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Pagina 7 di 37« Home...45678910...Ultima »

Iscrizione Newsletter

Privacy & Cookies

Questo sito non utilizza cookies di profilazione. Quindi, secondo la normativa vigente, non è tenuto a chiedere consenso per i cookies tecnici e di analytics, in quanto necessari a fornire i servizi richiesti.

Puoi trovare maggiori informazioni sulla privacy& Cookie policy di questo sito qui:
Privacy policy