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Il mese di marzo nella medicina cinese

Scritto il 7/3/11 da in Articoli, medicina cinese | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Il mese di marzo nella medicina cineseIl mese di marzo nel  calendario occidentale è il mese di entrata nella primavera. Nel calendario cinese questo mese  appartiene ancora alla stagione primaverile iniziata in febbraio e quindi all’elemento legno, in stretta correlazione con l’organo fegato. Ma anche con il grosso intestino o Da Chang che è l’organo di questo mese, esattamente come il polmone è l’organo del mese di febbraio.

E’ interessante sapere che, usando i Ba gua ovvero la rappresentazione con gli esagrammi del Yi Jing, il legno yin ha la stessa rappresentazione grafica del canale del polmone e il legno yang quella del canale del grosso intestino. Questi due organi sono quelli dei due mesi considerati primaverili e il legno è l’elemento della primavera. Questa esatta coincidenza non è presente per gli altri elementi.

Nella medicina cinese il grosso intestino annotato  dalla nomenclatura internazionale con LI ( large intestine), fa parte del Yang ming che tradotto significa grande yang ed è considerato lo strato e  i tessuti organici più riccamente nutriti di sangue e di energia dell’intero corpo. Ecco che è facile capire che il grosso intestino  potrà frequentemente soffrire di eccessi sia di origine alimentare che emozionale.

Non credo sia di nuovo un caso se in questa stagione le patologie più frequenti sono rappresentate dalle sindromi allergiche, patologie che possono coinvolgere  sia il sistema digestivo che respiratorio. Che si parli di pollinosi, di allergie crociate o di allergie e di intolleranze alimentari, le possibili cause  vanno nella maggioranza dei casi ricercate  nell’ intestino, maggior serbatoio del sistema immunitario dell’organismo.

Partiamo dall’anatomia del grosso intestino; intanto rappresenta l’ultimo pezzo del sistema digestivo, a differenza dell’intestino tenue che lo precede, l’intestino crasso detto anche colon, è molto più corto, presenta un diametro più grosso, pareti più spesse con una muscolatura liscia più rappresentata e  pareti interne non  lisce ma costituite da multiple invaginazioni. Inoltre questo segmento dell’intestino è molto meno mobile poiché ancorato attraverso dei fasci fibrosi  e va a costituire una specie di cornice all’interno dell’addome. Caratteristiche anatomiche che favoriscono la progressione della  massa materiale.

Nell’intestino tenue il materiale che transita è francamente liquido, grazie alla enorme quantita di liquidi secreti da parte  di tutto il sistema digestivo. Pensate  che in media si considera che 2 litri di liquidi vengono introdotti con la dieta e ben 7 litri  vengono secreti da parte delle  varie ghiandole dell’apparato digestivo.

Nel tenue o piccolo intestino il materiale ingerito viene quindi fortemente diluito e modificato da una quantità molto estesa di sostanze chimiche o enzimi digestivi,  per poter arrivare alle sostanze nutrizionali primordiali: monosaccaridi, aminoacidi, acidi grassi  usati dal corpo come fonte di energia ma anche come veri e propri mattoni, non dimentichiamo i sali minerali, l’acqua e numerose scorie ovvero elementi chimici di scarto.

Un processo chimico complessissimo dove l’intestino tenue svolge un ruolo quasi come  fosse un lunghissimo alambicco. In questo primo segmento intestinale vengono riassorbiti circa 8, 5 litri di liquidi, infatti le pareti intestinali sono interamente ricoperte di villi in grado di aumentare la superfice assorbente in modo esponenziale.

Nell’intestino crasso il riassorbimento di liquidi è considerato pari a 0,5 litri,  il materiale passa da semi liquido nel colon ascendente a compatto e denso nel suo ultimo tratto chiamato sigma.

Solo nel colon  avviene quindi la vera formazione delle feci, e precisamente dal trasverso al sigma. Ma cosa sono le feci ? Scorie provenienti dalla digestione dei diversi alimenti che possiamo definire cataboliti ad azione più o meno tossica, materiale non digeribile come le fibre vegetali, materiale non digerito in caso di transito accelerato e infine i batteri, tantissmi batteri.

Si considera che nello stomaco la quantità di batteri sia pari a 103, nel tenue passerebbero da 105 a 107 e nel colon ve ne sarebbero circa 1012. Questa abbondante  flora batterica è fondamentale per produrre le vitamine B e K, ma anche per facilitare le digestione l’assimilazione dei cibi,  limitare l’insorgenza di possibili infezioni batteriche e virali e infine stimolare il sistema immunitario.

La flora batterica intestinale è quindi molto utile per l’organismo quando sana, ma può per diversi motivi modificarsi a favore di colonie potenzialmente più nocive e perverse, fra i batteri di questo tipo citiamo L’Escherichia, il Bacteroides, la Veillonella, il Clostridium, il Proteus, lo Staphylococcus e lo Pseudomonas. Questi batteri quando presenti possono aumentare la produzione di gas intestinali, favorire la produzione di diverse sostanze tossiche, stimolare la formazione di cataboliti potenzialmente cancerogeni, e dare occasionalmente patogenicità ovvero franche infezioni locali.

Si fa un gran parlare di fermenti lattici e probiotici sia nei prodotti caseari che da parte di molte case farmaceutiche ma attenzione; sono pochi i prodotti in commercio realmente efficaci per colonizzare in modo permanente l’intestino a favore di un flora batterica sana.

Intanto i prodotti caseari contengono batteri specifici per i bovini o caprini e non adatti all’uomo ovvero non specie-specifici o umano compatibili. Il che significa che non sono in grado di formare colonie permanenti ma solo colonie definite transienti.  Fra i vari “batteri buoni” esistono rapporti sinergici e talora competitivi, e non sempre l’associazione tra diversi ceppi è idonea per potenziarne l’effetto.

Infine la produzione dei probiotici deve consentire un’alta sopravvivenza, ovvero la capacità da parte di un numero sufficientemente elevato di batteri di superare l’acidità gastrica. Anche la conservazione del prodotto è di fondamentale importanza. Insomma i più comuni prodotti da banco molto spesso non rispondono a queste caratteristiche e quindi non sono dei veri e propri probiotici.

Un’altra frequente causa di formazione di colonie perverse può essere data dalla presenza di  incrostazioni fecali sulle pareti dell’intestino. Non vi è da stupirsi ne da scandalizzarsi, il colon è come un tubo di scappamento o una ciminiera e con il passare del tempo si sporca e si incrosta di materiale fecale anche di vecchia data. Ecco perché nella medicina Ayurvedica la pulizia dell’intestino riveste a tutt’oggi un ruolo di fondamentale importanza.

L’Idrocolon terapia è una recente tecnica di lavaggio dell’intestino nella quale si introduce nel  retto una sonda con doppia via, una in uscita e una in entrata, questo consente di far circolare nel colon una grande quantità di acqua che può raggiungere diversi livelli senza produrre eccessive dilatazioni e tensioni addominali, talora anche molto fastidiose e dolorose come nella pratica del clistere. L’idrocolon terapia, fatta  in questa particolare stagione dell’anno, può portare notevoli benefici a tutto l’organismo e non solo al colon.

Si raccomanda inoltre  in questo periodo sopratutto se il vostro intestino è sensibile, di limitare l’assunzione delle sostanze potenzialmente più irritanti; i latticini e derivati dal latte, gli zuccheri e le farine raffinate. E di prestare una maggior attenzione al vostro alvo. La consistenza delle feci non deve essere ne secca ne troppo pastosa; il colore, anche se dipende da cosa avete mangiato, non deve essere troppo chiaro ne troppo scuro, l’odore non deve essere troppo intenso, le feci dovrebbero galleggiare e infine la regolarità deve essere giornaliera da un minimo di una evacuazione al massimo di tre evacuazioni al giorno.

Due evacuazioni al giorno, una al risveglio e una  nel pomeriggio si possono considerare ideali, in quanto l’orario del grosso intestino è tra le 5 e le 7 del mattino e quella del piccolo intestino tra 13 e le 15; in  queste e due fasce orarie l’intestino  riceve una maggior attivazione energetica che di solito porta ad un possibile quanto auspicabile svuotamento nelle ore immediatamente successive.

Un lavoro sporco penserete voi ma fondamentale;  il grosso intestino è infatti un organo importantissimo per la salute, anche se troppo spesso trascurato e poco considerato. E’ considerato da molti autorevoli ricercatori e medici la fonte di numerose patologie sistemiche e la base per una pelle sana e luminosa e, secondo gli antichi indiani, la sua salute e pulizia sono indispensabili per il benessere psicofisico e per aumentare la longevità.

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Infertilità: come buttare benzina sul fuoco!

Scritto il 3/3/11 da in Articoli | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Infertilità: come buttare benzina sul fuoco!Martedi, sfogliando le notizie sul Corriere, ho trovato un piccolo articolo a sua volta ripreso da OK Salute, dal titolo “infertilità: una sofferenza lacerante”.

In questo articolo  si vuole spiegare come l’infertilità possa generare un malessere e una possibile vera e propria malattia nella donna e nella coppia. L’atto sessuale si svuota dal suo vero significato, il senso della vita viene perso e altre banalità a sfondo pseudoreligioso e moralistico di questo genere.

Il non essere in grado di avere dei figli potrà anche dispiacere e non poco, ma rendiamoci conto che è prevalentemente una ferita narcisistica. Per piacere, non parliamo di  sofferenza e neanche di una sofferenza lacerante, cerchiamo di allargare i nostri orizzonti a un concetto più esteso della famiglia e non un nucleo di esseri egoisti ed egoriferiti.

A queste donne lacerate dal dolore mi sentirei di chiedere cosa davvero manca loro? Un giocattolo da vestire di rosa o di celeste? Un essere da portare in giro con orgoglio nel passeggino? Il sapere che la loro famiglia non si estinguerà con loro, che qualcuno li amerà incondizionatamente e che li accudirà quando saranno anziani? Il sentirsi donne realizzate o ancora peggio un senso alla propria vita altrimenti vuota?

Se invece il desiderio è semplicemente di avere una creatura indifesa da proteggere e da far crescere al meglio delle nostre capacità riversando in essa tutta la nostra esperienza, sappiate che tutto questo si può fare anche senza procreare, si può fare nel lavoro, si può fare allargando il concetto di famiglia a un palmo dal nostro naso: i vicini di casa, i parenti più stretti.  Si può fare in mille modi diversi. E soprattutto si possono adottare dei bambini! Indiani, Colombiani, Tibetani, Cinesi, Africani, Messicani, Bielorussi.

Avete presente quanti bambini senza genitori ci sono al mondo? Non venitemi a parlare di sofferenza, abbiate almeno il buon gusto di non farlo. In questo pianeta ci sono millioni di bambini abbandonati a loro stessi e millioni di adulti disperati perché non possono avere figli, disposti a spendere qualsiasi cifra e assumere qualunque farmaco per riuscire in questo intento; ma vi sembra normale? Gli animali sanno darci un esempio di maggior civilità, altro che evoluzione della razza!

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Ricette per mangiar sano: insalata di cereali e verdure crude

Scritto il 28/2/11 da in Articoli, Medicina generale | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: insalata di cereali e verdure crudeIn questa stagione è difficile scegliere le verdure per non cadere nella monotonia  del cucinare sempre le stesse cose, ” uffa che barba” direbbe la Mondaini!

Fino ad ora ho sempre consigliato di favorire le verdure cotte, per non raffreddare troppo il corpo durante la stagione invernale, quindi zucchine, zucca, asparagi, spinaci, broccoletti e broccoli magari spolverati con alcune spezie per stimolarne il sapore e riscaldarle ulteriormente.

Questi sapori però a lungo andare ci hanno un pò stufati.

In questo il momento stagionale possiamo  iniziare a introdurre e aumentare l’assunzione di verdure crude per pulire il nostro organismo dalle scorpacciate dell’inverno.

Carote, ravanelli, finocchi, rape, cavolo cappuccio, insalata belga o soncino, pomodori, germogli di soia, peperone, cuori di carciofo, puntarelle. Sono tutti ingredienti  ideali per fare un’ottima insalata di cereali.

Le quantità di verdure potranno essere più o meno abbondanti rispetto ai cereali, in media consiglio circa la metà del piatto complessivo. I cereali che più si prestano sono il riso e il farro ma potete usare anche il miglio, la quinoa o il couscous; però i chicchi sono più piccoli e danno meno soddisfazione. Del riso abbiamo già parlato per la sua elevata digeribilità e la sua assenza di glutine. Il farro è un altro grande cereale che si presta molto bene a questo tipo di “primo piatto insalata” ma essendo più fibroso può dare fastidio agli intestini più delicati.

Si ritiene che il farro sia uno dei cereali più antichi come coltivazioni, il fatto che si separi a fatica dall’involucro esterno lo ha escluso dalla raffinazione e dalla coltivazione intensiva. Oggi viene fortemente rivalutato, contiene glutine come il grano ma il farro è considerato più ricco di proteine,  in particolare dell’aminoacido essenziale metionina. Inoltre dal punto di vista dietetico il farro è considerato uno dei cereali più ipocalorici e ipoallergenico con effetto protettivo sull’intestino.

Potete usare le diverse verdure  singolarmente, le carote grattate per esempio e aggiungerle ai cereali in chicco, oppure potete fare un misto di verdure che consiglio di  tagliare finemente e condire con un buon olio di oliva, limone, sale e pepe, profumi se possibile freschi, a seconda dei gusti.

Il mischiare  le verdure fresche finemente tagliate con i cereali ci permette diversi vantaggi. Il primo è quello di  mangiare le verdure crude senza raffreddarci troppo, queste ultime infatti sono conservate in frigorifero e sono di solito fredde. Mischiate al farro o riso appena fatto la temperatura dei due ingredienti si stempererà ottenendo un piatto leggermente tiepido. Se preferite potete far saltare il tutto in padella o pentola tipo wok per pochissimi minuti; è un altra soluzione, un po’ più cinese ma valida.

Il secondo vantaggio è quello di limitare l’assunzione di  proteine animali che ben si sposano con l’insalata, vedi formaggi e carne e  del tanto amato pane per riempirci lo stomaco. Riusciamo in questa maniera a saziarci mantenendo un regime alimentare molto semplice e pulito, evitando di avere fame dopo  meno di due ore dal pasto principale, il che equivale a ridurre le tentazioni di saltare sul primo cibo spazzatura a portata di bocca.

Il mio consiglio è quello di usare  le verdure singolarmente in modo da variare i piatti e mangiare ogni giorno un piatto diverso a  vostro piacere. Consiglio sempre verdure biologiche e una certa attenzione all’estetica del piatto evitando di fare un pastone ma decorandolo per esempio modo elegante. Il cereale può essere messo in una formina e decorato con le verdure, oppure prima mischiato e condito e  poi messo in una formina o nel piatto.

Iniziate con il soncino e il farro; è molto semplice come preparazione e il sapore è delizioso, potete aggiungere anche qualche noce e pò di aceto balsamico, se vi va.

Per fare un altro esempio, provate anche con i germogli di soia in padella ad ammorbidirsi per alcuni minuti, aggiungete il riso bollito e condite.

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Video Tutorial: come si usano le stampelle.

Scritto il 24/2/11 da in Articoli, Fisiatria | Tags: , , , , ,
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Ho ricevuto parecchie email con richieste di chiarimenti sulla tecnica corretta per usare le stampelle. Dato che un’immagine vale mille parole, ho pensato che un video vale mille immagini… e ho realizzato questo piccolo tutorial video con alcune indicazioni di base sull’uso delle stampelle, dette anche  “canadesi”.


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La forza del perdono: trasformare lo svantaggio in vantaggio!

Scritto il 21/2/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald La forza del perdono: trasformare lo svantaggio in vantaggio!Sarà capitato a tutti di subire un torto, un gesto di totale mancanza di attenzione nei confronti della vostra persona e libertà o una scorretezza!  Quando la persona che agisce in tale modo è una persona a voi cara, di solito la ferita è più profonda.

Smettete subito di piangervi addosso, ripetendovi “non doveva farlo .. non a me… dopo tutte le prove che gli hanno dimostrato  ..la mia onesta…la mia fedeltà… la mia disponibilità… e via dicendo…”. Stop!

In prima analisi è il vostro ego ferito che soffre e non voi! Staccatevi da lui e guardatelo soffrire e contorcersi le budella dalla sofferenza a causa dell’atto di ingiustizia subito suo malgrado! Aspettate, tenete a bada l’ira, non serve a niente conduce talora alla rottura. Neanche la rassegnazione silenziosa serve perché da canto suo produce un muro di separazione che può diventare sempre più alto e talora difficile da abbattere quando troppo alto e datato nel tempo.

Che fare allora? In prima istanza è consigliabile aspettare, allontanarsi, non rispondere al telefono, non parlare, non esprimere niente perché nel momento immediato si rischia di tirar fuori il peggio  ovvero solo il nostro ego ferito. Pensiamoci su, cerchiamo di capire con sincerità e onestà cosa ci ha veramente ferito e cosa ci aspettiamo e perché  dovremmo aspettarcelo. E’ una questione di morale o è una questione di  maggior rilievo? Siamo sicuri che non si tratti di  un capriccio ovvero un puro e semplice desiderio di essere considerati?

Una volta fatte tutte queste considerazioni e essersi leccati le ferite con calma, potete affrontare la questione. Ascoltate le motivazioni e le spiegazioni del comportamento considerato ingiusto e con calma iniziate a piazzare qualche centro sul perché il comportamento andava evitato e come fosse in realtà facile farlo senza ferire nessuno. Senza infierire solo spiegando magari anche con una certa grinta la vostra posizione e il fatto che proprio non abbiate gradito la cosa!

Il gioco è fatto! Avete la possibilità di usare un’arma preziosa e potente: il perdono. Non è solo un atto di benevolenza come la chiesa lo dipinge, non si tratta di porgere l’altra guancia per subire un altro schiaffo ma di mostrare la nostra miglior faccia nella sua totalità senza nascondersi e senza stringere gli occhi o le sopracciglia per colpire a nostra volta.

Il perdono consente a chi lo da e a chi lo riceve di creare una strana magia, un legame che genera  una sorta di rapporto di onore tra i contraenti. A questo punto  restando lucidi è possibile cogliere questa possibilità per migliorare il  rapporto rendendolo più equilibrato e completo.

Il debito di onore infatti se ben usato  è una carta di credito e potete usarla con buon senso oppure no, ma certamente è un vantaggio acquisito. Se vi interessano le scarpe di Prada o se vi interessa una cosa più preziosa come la costruzione di un tempo dedicato a voi stessi e al vostro piacere, dipende di nuovo solo da voi.

Insomma potete sovvertire il vostro iniziale svantaggio e sofferenza trasformandola in un vantaggio e un piacere che potrà dare vigore  non solo a voi ma anche a chi vi sta a fianco. Restate svegli non dormite sugli allori ma neanche sulle sfighe!

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Osteoporosi e fratture spontanee

Scritto il 17/2/11 da in Articoli, Medicina generale | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Osteoporosi e fratture spontaneeMolti autori considerano l’osteoporosi come un evento fisiologioco di demineralizzazione ossea collegato con l’età, trasfomato in una franca patologia per motivi di business.

Anche alcuni esami specifici come la MOC (minelalometria ossea computerizzata) sono stati considerati spesso tarati in modo esagerato.

Se da un lato questo può anche essere stato parzialmente vero, è da considerare che le osteoporosi lievi, medie e gravi esistono, e colpiscono una fetta sempre più estesa della popolazione adulta e anziana dei paesi  industrializzati.

Quali siano le reali cause di questo incremento epidemiologico, se l’innalzamento della mortalità, la possibilità di eseguire i test di screening specifici, fattori quali razza e costituzione, alimentazione, condizioni climatiche e abitudini di vita, non ci è ancora dato di saperlo con certezza.

Una cosa però è certa; i pazienti trattati con terapia cortisonica e antiacida a lungo termine  ne sono particolarmente colpiti.

L’osteoporosi  non è dolorosa ne sintomatica ovvero da segno di sè solo quando è veramente severa. Si considera che la possibile causa del dolore in fase avanzata sia nelle micro fratture. Un’altra problematica è  data dalla facilità di insorgenza di fratture che possono essere anche spontanee oltre che per traumi di lieve entità o semplici cadute a terra e costituiscono una spesa sanitaria molto elevata.

Le fratture spontanee più frequenti sono i crolli vertebrali e le fratture costali. In questi casi si assiste ad un dolore  molto acuto che insorge repentinamente dopo un movimento di rotazione, uno sternuto oppure senza un apparente movimento. Il dolore di solito impedisce il riposo notturno e risponde poco ai farmaci antidolorifici. La diagnosi è possibile anche alla sola palpazione e si accerta con una semplice radiografia.

Molto più complessa è la diagnosi di frattura di femore spontanea. In questi casi, infatti, il femore si rompe ed il paziente cade a terra, ma diventa difficile capire se è la caduta a rompere il femore o vice versa, mi spiego? Ecco che non se ne parla molto perchè non si può verificare con certezza. Posso però affermare per esperienza che i casi di questo tipo non sono poco frequenti. Soggetti anziani lucidi capaci di segnalare l’evento con precisione ne ho incontrati parecchi durante i miei otto anni in Riabilitazione. Ecco che a questa ipotesi non si da credito in quanto non è verificabile, ma è lecito porsi il dubbio.

Ma come mai l’osso a un determinato momento in modo del tutto imprevisto cede?  Non lo sapremo mai, è come un quadro appeso a un muro o un vecchio ponte in equilibrio precario, e  come dice il saxofonista del film un pianista sull’oceano “ad un dato momento.. senza preavviso..  senza una ragione precisa…vlamm…cede!”

Certo è l’osteoporosi severa la causa ovvero la precarietà dell’impalcatura ossea di sostegno, è difficile che un bambino o un adulto sano cadendo si fratturi un femore. A meno che non caschi da una scala, o  in modo davvero violento, di solito chi cade, si alza, magari ammaccato ma con le proprie gambe.

Si fa un gran parlare di fabbisogno giornaliero e assunzione di calcio, collegato all’osteoporosi. Anche se si conoscono le relazioni tra livello di calcemia e la produzione di alcuni ormoni, il livello di mineralizzazione ossea dipende da fattori molto più complessi che non la semplice assunzione di calcio.

Non vi è infatti nessun dato scientifico che confermi che una maggior assunzione di calcio e tanto meno l’utilizzo di prodotti caseari, riducano l’insorgenza di osteoporosi .

Nell’età adulta il metabolismo del  calcio è considerato pari a zero, ovvero per 800-1000 mg di assunzione giornaliera di calcio con la dieta, mediamente 200 mg vengono assorbiti dall’intestino e 200mg secreti con le urine.

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L’amore non è…

Scritto il 14/2/11 da in Articoli | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Lamore non è...Vi ricordate le divertenti frasi l’amore è.. con le sue vignette? Deliziose, vi ricordate quando scrivevamo sulla mano il nome del nostro amore?

Oggi per San Valentino si trovano in commercio gustosissimi luchetti di cioccolato!!!

Ma se il significato è creare un legame…  e va bene, perchè mai dovremmo mettere un lucchetto?

Il lucchetto e la catena non rappresentano in niente il concetto del  legame ma sono e restano dei simboli di prigione, di mancanza di libertà e di chiusura verso l’esterno.

Il rapporto chiuso per sua natura è destinato alla sua fine perché fisicamente è così. Esauriti i possibili scambi, senza una apertura esterna, il rapporto è destinato a logorarsi. L’apertura esterna significa amici, lavoro, interessi, stimoli di vario genere, al di fuori dal menage domestico.

Quello che mi chiedo è se sia possibile che al giorno d’oggi siamo ancora così lontani? Decisamente non ci siamo… l’amore non è una catena e neanche un lucchetto!


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Agopuntura: Quante volte dottore?

Scritto il 14/2/11 da in Agopuntura, Articoli, medicina cinese | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Agopuntura: Quante volte dottore?Questa frase l’ho rubata al Dott Picozzi ! Nel suo studio, che amo ancora frequentare come allieva,  ha scritto un piccolo testo da dare ai suoi pazienti, dove spiega alcune semplici questioni in merito alla aspettativa del paziente.

In effetti la tipica domanda del paziente  ”quante volte dottore ” ci mette un po’ in croce.

All’estero dove l’agopuntura viene utilizzata molto di più e in particolare nei paesi dove  l’assistenza sanitaria comprende anche le cure complementari, i nostri colleghi si permettono di comportarsi in modo decisamente più disinvolto.

Su patologie croniche si parte da 20 sedute di base, sapendo e spiegando che il trattamento potrà andare avanti per anni magari. Non ci sono scrupoli nel proporre la terapia a lungo termine su patologie croniche e importanti come una emiparesi, una malattia di Parkinson, un arto  fantasma di amputato.

In Italia  il servizio sanitario stabilisce il numero dei trattamenti fruibili a 10 e talora anche 6, questa abitudine ha modificato il modo di pensare dei pazienti e anche di alcuni medici purtroppo. Rendiamoci conto che il numero stabilito dalla ASL è il numero minimo basato su esigenze economiche e non sulle esigenze del paziente.

Qualunque paziente emiparetico sa benissimo che è uno scherzo parlare di 10 sedute di fisioterapia. Alcuni medici pensano ancora come 100 anni fa che tanto la situazione non cambia con o senza fisioterapia e quindi è solo un aiuto  quasi fosse solo psicologico. Altri sono convinti dell’efficacia del trattamento a lungo termine ma ritengono che non si possa fare e quindi  10 sedute è meglio che niente.  Alla fine quello che succede  è che medici e pazienti, un po’ alla volta iniziano a pensare esclusivamente alla formula a 10, fino ad arrivare a pensare che con 10 trattamenti il problema è risolto oppure è la cura che non funziona!

Questo ragionamento può essere applicato ai pazienti acuti o sub acuti o con disturbi presenti al massimo da 9 mesi.

Il discorso è leggermente più complesso, se ben eseguito anche nei pazienti cronici, dopo 6 massimo 10 trattamenti, è possibile nella maggioranza dei casi  vedere un risultato più o meno tangibile dell’effetto del trattamento, che non significa affatto la guarigione del paziente, ma semplicemente un cambiamento del quadro complessivo.

Nelle diverse patologie croniche ovvero presenti da ben oltre 6 mesi  soprattutto se presenti da molteplici anni,  non esiste cura, sia farmacologica, fisioterapica, psicologica, fisica, fitoterapica che con soli 10 trattamenti porti a completa guarigione il disturbo cronico!

Ma il problema sta proprio qui; per i medici le patologie croniche si chiamano appunto croniche perchè non guariscono. Non è contemplata la guarigione clinica o subclinica ma solo un fugace e leggero miglioramento del sintomo, utile se non altro per sentirsi in pace con la propria coscienza e sostenere psicologicamente il paziente al quale non si può dire quello che si pensa ovvero che non si può fare niente, non aiuterebbe il paziente!

Ecco che le medicine fisiche vengono prescritte da molti medici come un coadiuvante o peggio come un placebo e non perché ci si crede veramente. Ecco perchè si prescrive una terapia fruibile dal servizio sanitario nazionale e non una terapia come l’agopuntura dove il paziente paga di sua tasca l’intera quota.

Ma esiste una fondamentale differenza tra una terapia fisica come l’ultrasuono e un trattamento di agopuntura. L’agopuntura non lavora solo sul punto del dolore ma su tutto l’organismo, non lavora solo sul sintomo ma anche sulla sua radice, l’agopuntura può ridurre un sintomo o farlo sparire e  curare una patologia conclamata anche cronica ma non in 6-10 sedute no di certo!

Molte  persone iniziano a contare i trattamenti dopo i primi tre o quattro, perchè in effetti nella maggioranza dei casi il trattamento è settimanale ed è già trascorso circa un mese.  L’ideale sarebbe proporre un trattamento bisettimanale o trisettimanale per iniziare con grinta il lavoro ma i pazienti nella maggior parte dei casi non sono disposti a questo sacrificio. Un ultrasuono eseguito anche tutti i giorni per 10 giorni si può fare perché è possibile avere il permesso come dipendente ma l’agopuntura tre volte alla settimana non se ne parla proprio non in Italia! si rischia il licenziamento!

L’unico paziente che accetta due o tre sedute alla settimana è quello acuto e molto grave che non ne può  più  di sopportare il dolore, mentre quello cronico ormai convive con il problema da tempo.

E non c’è da stupirsi; questi pazienti il più delle volte hanno già fatto di tutto e di più e sono come esausti di correre a destra e a sinistra, altre volte non sanno proprio ascoltare il loro corpo, non si accorgono che dormono meglio, si sentono meglio magari in modo più generico oppure per brevi momenti. Spesso a questo si aggiunge una gran fretta. D’altronde non c è tempo per fare niente come si fa a trovarlo per curarsi. E dulcis in fondo il sistema sanitario ci ha condizionato con i pacchetti da 10.

Ma siamo anche pigri mentalmente ed è più facile pensare di prendere statine, ormoni, antinfiammatori, antiaggreganti, antipertensivi, antiacidi, ansiolitici e ipnotici a vita o pensare di dover sopportare il nostro problema piuttosto che essere disposti a  fare più di 20 sedute di agopuntura per curare magari definitivamente una gastrite, un’insonnia, un’ansia, un dolore presenti da diversi anni.

Infine il problema è anche la diffidenza; molte persone si chiedono “se spendo i miei soldi, il mio tempo e la mia fiducia per la terapia o persona sbagliata?” A questo proposito la scarsa informazione del mondo medico nello specifico settore agopuntura non aiuta: il neurologo dirà con molta sicurezza che l’agopuntura serve per alcune cefalee e non serve di certo per una emiparesi o una distonia ma non è così!
Infine se è vero che esistono validi professionisti è anche vero che esistono anche molti  che si improvvisano agopuntori.

A questo scopo esiste una federazione chiamata FISA che cerca di tutelare questa branca della medicina anche in Italia, da facili e poco seri utilizzi di questa arte e consente di reperire tramite il suo sito un medico che abbia almeno fatto una scuola riconosciuta dalla Federazione Italiana Scuole Agopuntori presente nelle diverse regioni. Questo ancora non è sufficiente ma è già un inizio.

In questa società ormai condizionata a sua insaputa dalla potente farmacoindustria che vorrebbe proporre una pillola per ogni male o possibile male, una cura come l’agopuntura non piace e viene ostacolata, perchè dovremmo stupirci?  Resta ai veri professionisti proporla anche nei casi più difficili e diventando degli esperti non solo di cefalee. Resta ancora agli agopuntori impegnati lo spiegare che non è un miracolo ma una cura che necessità di un suo tempo per raggiungere  e stabilizzare i suoi piccoli e grandi  risultati.

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Quello che siamo: by Giulio Picozzi

Scritto il 10/2/11 da in Articoli, Riabilitazione | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Quello che siamo: by Giulio PicozziCosa determina la formazione della nostra persona? Un vecchio saggio cinese direbbe “le energie del cielo, della terra e dell’uomo”.

Ad uno sguardo superficiale questa potrebbe sembrare  la solita frasetta fumosa all’orientale, ma pensiamoci bene: quali  sono i  fattori e l’insieme delle circonstanze che ci hanno fatto  diventare quello che  siamo? Perché un nostro clone non sarà mai esattamente come noi siamo?

Sto scrivendo questo testo sorvolando un continente lontano a 12.000 metri di altezza dal suolo, ascolto musica classica composta nel ’800 con la mia cuffia con riduzione del rumore,  posso perfino collegarmi ad Internet e mettermi in linea con milioni di persone che avrebbero la possibilità leggermi. Se fossi nato solo nel 1860, invece che nel 1960, tutto questo non sarebbe  stato possibile.

All’inizio del ’900 avrei potuto viaggiare con macchine che toccavano a malapena  i 30 all’ora o andare in bicicletta su strade che sarebbero state  sterrate, e in una giornata, forse, sarei andato e  tornato, da  Saronno dove vivo ora, a Milano. Avrei scritto a mano queste  riflessioni, per farle leggere  a poche persone. Non avendo a disposizione fotocopiatrici o computer avrei dovuto passarle di mano in mano o ricopiarle in più copie. Forse qualche conoscente o amico (sempre che avessi avuto conoscenti o amici non analfabeti) avrebbe potuto leggermi.

Non vi è alcun dubbio; il tempo in cui viviamo determina quello che facciamo e chi siamo. Il tempo che potremmo considerare come le energie del cielo. E se vogliamo essere più raffinati l’ora, il giorno, e non solo l’anno della nostra nascita contano. Nella scienza astrologica è noto che anche pochi minuti  di differenza tra una nascita e l’altra, possono generare differenze molto significative nella costruzione del proprio Ba zi.

Per la medicina cinese l’istante corrisponde anche a quello che noi definiamo il nostro patrimonio genetico e che altro non è che una combinazione precisa di basi puriniche e piramidiniche avvenuta in un preciso momento.

Ma anche il  luogo in  cui  siamo nati e in cui viviamo è altrettanto importante. Lo spazio in  cui ci muoviamo, nutriamo e  cresciamo determina in  maniera fondamentale le caratteristiche  e  possibilità della nostra persona.  Sono le energie della terra. La stesso individuo, cresciuto a Roma  piuttosto che  a New York svilupperebbe delle  caratteristiche diverse a seconda dell’ambiente in cui viene  a trovarsi.

Se Leonardo da Vinci invece di nascere in Italia  fosse  nato in Sud America o tra  gli eschimesi non avrebbe certamente realizzato  le opere che conosciamo e forse  il  suo genio  si  sarebbe espresso solo  parzialmente.  Il  luogo  in  cui  viviamo  influenza  in  modo determinante la  persona  che  siamo  e  le nostre azioni. L’uomo è in stretta relazione con lo spazio in cui è immerso, non solo in senso climatico, la natura di un luogo è l’insieme delle sue caratteristiche.

Il feng shui studia  le regole e principi della armonia applicati all’ambiente domestico e non solo, per esempio anche i vestiti che indossiamo. Essi infatti, vengono intesi come  luogo in cui ci troviamo e anche loro possono influenzarci. Ecco perchè viene data  attenzione anche a questo particolare e ne viene ricercata l’armonia oltre che il significato.

Infine l’ambiente non è solo un luogo ma  anche  l’insieme delle persone che ci hanno formato, quelle con cui siamo vissuti e quelle  che  ci hanno inspirato. Il clima non è solamente quello solare, espressione di una latitudine e longitudine, è l’insieme delle influenze psicologiche, emozionali che riceviamo. In  questo caso il concetto di persona  va oltre la persona fisica.

Una persona può influenzare  milioni di altre  anche attraverso i suoi scritti, la sua musica o i suoi dipinti. Pensiamo l’influenza che possono avere avuto uomini quali Gesù, Buddha, Marx, Einstein, Beethoven o Michelangelo. Milioni di persone sono state plasmate da personaggi influenti non necessariamente conosciuti personalmente.  Più direttamente ognuno di noi  ha vissuto con  genitori, parenti, educatori, amici, nemici, maestri, partner  persone che, chi più chi meno hanno giocato  un ruolo preciso sulla sviluppo della nostra personalità.

Ecco  perché nessuno di noi è clonabile, la genetica non gioca che una piccola parte del nostro essere. Le nostre qualità genetiche  possono restare  totalmente nascoste e rimanere inespresse per una intera vita oppure venire scientificamente e appassionatamente coltivate per svilupparsi al meglio. Le possibilità dell’individuo  con il passare degli anni si possono mischiare e fondere ed essere esaltate oppure limitate dalle energie del cielo, della terra e dell’uomo.

L’ antica  saggezza è sempre attuale.

Per tutti questi motivi al di là di ogni credo religioso tutti gli esseri rimangono unici, irripetibili e quindi sacri.

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Fisiatria essenziale nei disturbi osteoarticolari

Scritto il 7/2/11 da in Articoli, Fisiatria, Medicina Energetica | Tags: , , , , , ,
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Catherine Bellwald Fisiatria essenziale nei disturbi osteoarticolariLa mia passione per la riabilitazione nasceva circa 25 anni fa quando incontrava la Dott.ssa Morosini; il mondo Universitario mi aveva fatto perdere la voglia di diventare medico, i pazienti erano buoni solo quando potevano entrare in un protocollo terapeutico, non contavano le loro esigenze e necessità terapeutiche individuali. La fisiatria praticata e insegnata dalla professa Morosini mi ha permesso di ritrovare quella dimensione umana di cui sentivo l’esigenza per continuare i miei studi.

A lei devo il fatto di non aver buttato via 5 anni di Medicina e di aver proseguito innamorandomi dell’essere umano inteso come complesso fisico, psichico e sociale e alla possibilità di individuare nella fisiatria come nella medicina cinese il modo di trovare per ognuno un percorso terapeutico che consenta di riportare l’intero individuo verso l’equilibrio inteso come il suo massimo potenziale di salute.

Oggi il mio modo di vedere le problematiche muscoloscheletriche  disegna tre grandi quadri patologici osteoarticolari  che trovano una corrispondenza con  tre atteggiamenti psichici sostanziali molto frequenti.

La rigidità: si manifesta dal punto di vista articolare con  muscoli e strutture tendinee accorciate e contratte. In questo categoria si collocano tutti gli esiti di traumi e microtraumi ripetuti come se da un lato vi fosse una memoria corporea dell’avvenuto  trauma e dall’altro il corpo si difendesse attraverso una sorta di resistenza. Dal punto di vita strettamento psichico i soggetti rigidi,  sono persone che non cambiano volentieri e  si discostano poco o niente dal loro modo di essere e pensare.  Di solito non amano e talora temono il nuovo e anche le sorprese perché incapaci di adattarsi ad esse. All’estremo di questo atteggiamento troviamo persone che ripropongono sempre le stesse dinamiche e ruoli nei diversi rapporti sociali. Questa caratteristica segna alcuni individui in modo particolare e si manifesta in tutto il suo splendore durante la vecchiaia.

La passività: dal punto di vista fisico corrisponde alla difficoltà di resistere attivamente, diversi muscoli sono ipotonici e ipotrofici ovvero hanno una limitata forza. I soggetti passivi cedono inanzittutto alla gravità e si lasciano progressivamente andare, incapaci di restare diritti opponendo una resistenza attiva. In questa categoria inseriamo i cosiddetti vizi posturali, le spalle incurvate in avanti, il tratto cervicale e lombare che perdono la loro lordosi fino a una inversione della curva o il tratto dorsale che invece aumenta la sua cifosi fino alla presenza nei casi più gravi di tutti tre i problemi. In questi casi si parla anche di insufficienza vertebrale; il paziente non riesce più a mantenere una posizione eretta senza incurvarsi in avanti. Dal punto di vista psichico possiamo considerare queste persone come appesantite da un fardello immaginario che grava loro addosso e che nei casi estremi può limitare fortemente il loro senso di libertà in senso anche mentale oltre che operativo.

Infine abbiamo l’ instabilità, dal punto di vista fisico corrisponde alla mancanza  non tanto di forza muscolare ma alla presenza di strutture tendinee e legamentose troppo lasse. Questa categoria è la meno conosciuta e talora la più difficile da curare e individuare proprio perché  il paziente ha una buona mobilità e flessibilità e non evidenzia uno specifico vizio posturale. Manca la possibilità di essere stabili, ovvero vi è un continuo passare da uno stato a un altro;  muscolarmente possiamo trovare delle tensioni anche molto forti e quindi spesso dei dolori inspiegabili. Dal punto di vista psichico  ritroviamo la stessa incapacità di  conseguire un obbiettivo cambiando meta e direzione magari a un passo dal risultato desiderato o l’incapacità di reggere a uno stress importante per instabilità emotiva.

Queste tre patologie fisiche e psichiche si ritrovano in quasi tutte le problematiche umane. quello che è interessante sapere è che molte arti marziali e lo yoga, se ben analizzate, sono strutturate per limitare al meglio questi diffetti.

Il lavoro costante sulla scioltezza del movimento e sull’elasticità articolare è noto a tutti, come lo è il lavoro sulla forza muscolare e sulla forza di volontà di molte discipline fisiche e motorie. Ma il lavorare sulla stabilità è un concetto meno noto; il principio della circolarità del respiro e dei movimenti di molte discipline orientali così come l’utilizzo di una palla o la ciclicità degli allenamenti hanno in realtà gli stessi denominatori comuni.

La possibilità di superare la paura del nuovo e del cambiamento, la percezione della propria leggerezza e possibilità di attingere alla proria interiorità sollevandosi  verso una dimensione più spirituale e infine la ricerca di una stabilità e di un centro che ci consentano  di sperimentare lo spazio e il tempo senza perderci in essi ma ritrovando la nostra personale dimensione.

Non si tratta di una visione new age anche se attuale, un atteggiamento  superficiale di vedere le cose, e tanto meno di uno scopiazzamento di nozioni prese qua e là da altri autori o libri come spesso si trova in giro. Queste nozioni, anche se esposte in modo molto semplice, sono il sunto di 25 anni di esperienza, di studio e pratica della materia in questione.

Ecco perchè molto spesso, individuato un determinato difetto, consiglio la pratica dello yoga su guida di un istruttore esperto  e non 10 sedute di fisioterapia. In base all’obiettivo da raggiungere e al quadro di partenza del paziente, si possono  selezionare esercizi particolarmente adatti e evitare  o modificare quelli potenzialmente dannosi. Inoltre vengono inseriti e utilizzati alcuni esercizi prettamente fisioterapici, di solito mai più di tre da integrare con il lavoro globale, ottimizzando il conseguimento del risultato desiderato.

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Febbraio, l’inzio della primavera e il capodanno cinese

Scritto il 3/2/11 da in medicina cinese, Medicina Energetica | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald Febbraio, linzio della primavera e il capodanno cineseOggi  3 Febbraio 2011 in Cina si festeggia finalmente il capodanno e l’entrata ufficiale nell’anno del coniglio metallo Mao Xin, ma per il calendario cinese il capodanno è anche il primo giorno di primavera chiamato Li Chuen che significa l’inizio o la risalita della primavera.

Sembra assurdo pensare alla primavera oggi, avete tutti ragione da vendere!!! Per quello che sono riuscita a capire è come se il tempo inteso come condizione climatica ovvero come la percezione del tempo sul corpo e sulla natura arrivasse con un ritardo di circa 20-40 giorni.

Quando scaldiamo dell’acqua magari bella gelida con una fiamma, il calore arriverà all’acqua dopo un lasso di tempo variabile rispetto all’accensione della fiamma, ebbene il principio è lo stesso, all’inizio l’acqua resta terribilmente e sgradevolvente gelataaa!

Più filosoficamente si tratta del concetto del seme inteso come  una manifestazione non ancora espressa ma potenziale. Il presente consapevole e cosciente del suo divenire, il sapere in che direzione andare e non già un futuro ipotetico, irreale e onirico, ma una successione dell’oggi.

Qualcosa che non si vede ma che è già presente e saperlo fiutare significa  non farsi sorprendere ma cavalcare il tempo.

Il  segno di questo mese è la Tigre elemento legno yang, collegato quindi con l’organo fegato come il  mese che precede  ma anche con l’organo polmone specifico di Febbraio.

Il sapore dell’ organo polmone è il piccante. Questo sapore assunto moderatamente  tonifica il polmone mentre  il suo eccesso  lo indebolisce,  stesso discorso del sapore acido per il fegato.

Il polmone soffre con il freddo ma soffre anche di secchezza. Difficile direte voi con l’umidità che si trova in giro, vero anzi verissimo. Una sola raccomandazione possiamo farla per il riscaldamento eccessivo, ovvero il permanere tutto il giorno in ambiente superriscaldato equivale a rimanere troppo tempo fuori casa al freddo umido. Nel primo caso il polmone si danneggia o si indebolisce per l’eccessiva secchezza e nel secondo caso si indebolisce  per la penetrazione del freddo  nel corpo.

La raccomandazione resta sulla vigilanza delle condizioni climatiche e del proprio sentire e percepire caldo o freddo, ascoltandoci. E’ consigliabile, se state molto al chiuso, di umidificare l’ambiente con una semplice vaschetta con due gocce di olio essenziale di Timo o altre essenze a voi gradite o meglio consigliate. Potete anche  utilizzare sofisticati ionizzatori o vaporizzattori. Se desiderate ridurre o smettere di fumare questo è un ottimo mese.

E’ consigliabile continuare con un adeguato regime alimentare per disintossicare e pulire il fegato,  molta verdura e frutta se possibile bio, pochissimi alcolici, evitate i grassi idrogenati e la cioccolata, attenzione ai farmaci che appesantiscono il fegato, il lavoro sull’alimentazione sarà ancora più utile se tale assunzione è protratta nel tempo per motivi di salute o se il vostro fegato ha subito un infezione.

Il fegato e il polmone sono direttamente in contatto, la salute o debolezza di uno si ripercuote sull’altro, la tosse in particolare quella secca, può essere l’espressione di un malessere di entrambi questi organi.

Un’altra cosa molto importante è sapere che il polmone è collegato con l’emozione  della tristezza, attenzione quindi ai nostalgici e a tutti coloro che hanno subito una perdita dolorosa. Evitate di aprire la ferita facendovi del male, cercate di sanarla con dei balsami protettivi il che equivale a  ricordare ciò che abbiamo avuto con piacere e non ciò che non abbiamo più con dispiacere. Favorire i ricordi positivi di un vissuto che oggi non abbiamo più senza alimentare il disagio di questa mancanza ma solo richiamando alla memoria la bellezza e la ricchezza di quell’esperienza anche se ormai passata.

Un’attenzione questa volta non solo alimentare ma soprattutto emozionale; addestratevi a riconoscere quando la vostra mente vi conduce alle tipiche emozioni negative e stroncatele sul nascere. Eh no! …Eh no! Eh..no!

Attivate “l’emotional control” non si fa su Skype mi dispiace, non esiste un abbonamento, ma si può fare! E’ necessario anche in questo caso un certo addestramento e consapevolezza per riuscire in questa raffinata attività mentale.

Il controllo emozionale non significa diventare freddi e cinici anzi commuoversi e anche piangere sono una altra cosa. Quello che si richiede è solo di tagliare tutto quello che danneggia, soffocando e mettendo nell’ ombra.  E’ come fare una pulizia interiore, si devono togliere e rimuovere costantemente le erbacce,  permettendo ai  fiori del nostro giardino di fiorire sani e rigogliosi.

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Asessualità o anoressia sessuale?

Scritto il 31/1/11 da in Agopuntura, Articoli, medicina cinese, Riabilitazione | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald Asessualità o anoressia sessuale?E’ frequente parlando con i pazienti scoprire che sono molte le persone sui quarant’anni ma talora anche molto più giovani, prevalentemente del sesso femminile ad avere un totale rifiuto della vita sessuale, una  sorta di chiusura della sfera erotica, si diventa come assessuati.

Il più delle volte il problema inizia gradualmente con dei semplici “non mi va” “oggi non ho voglia” che però diventano sempre più frequenti. Infatti se una volta era necessario inventare il mal di testa oggi bastano queste frasi per chiudere il discorso e metterlo da parte.

Ci si chiude totalmente a questa espressione senza saper esattamente perché. Talora il tutto parte da dei malcontenti o insoddisfazioni di vario genere e come in tutti gli atteggiamenti potenzialmente patologici si pensa che è un momento passeggero e che poi passerà da solo. Ma non è sempre così, può capitare che  ci prenda lui la mano e diventi con il passar del tempo, sempre più difficile riportare la coppia a vivere una normale vita sessuale.

Quello che succede di solito è che l’uomo si sente ferito e rifiutato, la sua identità  maschile è respinta e diventa in parte inespressa, proprio nella connotazione per lui più fisica. L’uomo costretto alla asessualità non si sente veramente uomo anche se ovviamente non è vero. Un po’ quello che succede alle donne che non possono o non riescono a vivere la maternità anche loro non si sentono donne complete. Il problema si pone anche nell’altro sesso, la donna che non si sente più desiderata crede di non essere più attraente e può perdere sicurezza in se stessa.

Le conseguenze sono diverse  l’uomo può diventare aggressivo  verbalmente, talora anche fisicamente, inizia una vera e propria guerra psicologica fatta di risentimenti, chiusure, sensi di colpa, insoddisfazioni, battute e critiche. Per quello che riguarda la donna la sua reazione è di solito meno aggressiva e direttamente espressa e non è infrequente che si possa  chiudere in se stessa giudicando anche inconsciamente che la colpa possa essere la sua.  A meno che non vi sia un reale motivo, un benestare reciproco o la ricerca di una vita sessuale al di fuori delle mura domestiche, per evitare di scatenare il desiderio nel compagno si rischia di arrivare a  una eliminazione quasi totale dell’affettività, niente baci, niente carezze, nessuna espressione di affettuosità.

Una relazione non solo asessuata ma anche pericolosamente anaffetiva.

Ho recentemente considerato che questa modalità è molto simile ai disturbi comportamentali legati al cibo, l’anoressia per esempio parte da un desiderio di vedersi più magri e gradualmente si trasforma in un totale rifiuto del cibo. Entrambi questi atteggiamenti sono un rifiuto del nutrimento non solo fisico, ma anche emozionale e sensoriale, un rifiuto del piacere insomma, per arrivare nei casi più gravi a un  rifiuto della vita stessa. Molte volte è presente una  depressione del tono dell’umore sottostante magari mascherato.

E’ però da considerare che da alcuni anni la assessualità sta dilagando un pò come una moda tra i e le giovanissime oltre che tra personaggi dello spettacolo, che dichiarano apertamente di vivere molto più serenamente senza il sesso e senza questa ossessiva necessità e di ricercare una espressione più sentimentale e romantica dell’amore.  In questi casi la relazione assessuata è desiderata da entrambe le parti e come alcuni dicono “è il paradiso per gli uomini che soffrono di impotenza”  e a questo punto direi ma perché no? Basta che non lo si consideri un vanto o un orgoglio ma  una scelta individuale e rispettosa delle altrui necessità e desideri.

E’ possibile che questo sia  il risultato della nostra ricerca di perfezione, e dell’allargare il nostro spazio esperienziale: con quello vado a teatro, con quello faccio sport, con quello lavoro, con quello faccio il romantico, con quello faccio sesso e qui nasce il famoso scopamico. Anche questa è una novità di questo secolo molte amicizie, molta libertà, molta scelta e possibilità di vivere esperienze diversificate tra di loro e non per questo meno arricchenti.

Esiste la possibilità di dar vita a un puzzle di io con diverse personalità, che da un lato possono generare confusione e instabilità ma dall’altro possono essere un ottimo training e terreno per non fossilizzare la nostra mente in un unico personaggio che ripete se stesso fino alla morte. Un tempo si restava dove si nasceva si lavorara vicino a casa ci si sposava il più comodamente possibile. L’importante è non perdere il collegamento con la nostra unità e centralità, mantenendo il desiderio di creare una vera e profonda relazione con gli altri individui e non solo con noi stessi.

Ma per tornare all’assesualità credo che  una cosa sia scegliere di non far sesso e un’altra sia il non riuscire a fare sesso in modo soddisfacente; la differenza è sostanziale, direi.

Quando iniziamo a capire di avere una totale mancanza di desiderio è necessario correre subito ai ripari, e girare subito il timone nella direzione giusta. Il primo passo è capire che il problema siamo noi, infatti il più delle volte si tende a dare la colpa alla stanchezza ma soprattutto al compagno, troppo grasso, alito pesante, si trovano difetti sicuramente presenti ma ai quali si da troppo peso. In realtà sono delle scuse o meglio si vede l’altro come se indossassimo degli occhiali che distorcono la realtà, esattamente l’opposto degli occhiali rosa dell’innamorato.

Una volta individuato che di un problema si tratta, è necessario  non accettare passivamente questa condizione di chiusura ma cercare tutte le possibili soluzioni per facilitare una riapertura. E’ importante condividere il problema ovvero parlarne con il proprio compagno cercando in prima istanza di spiegare che non è lui il problema e che desideriamo cambiare velocemente. Si tratta di una richiesta di aiuto per superare il momento difficile, un po’ come quando si decide di smettere di fumare. In questo modo si dà la possibilità al compagno di diventare più attento ad alcuni dettagli che ci danno fastidio, si potranno fare dei viaggi o dei week end insieme per uscire dal tran tran.

Il problema è  più subdolo  quando non esiste un compagno; in questo caso è più facile credere che siamo così solo perché siamo sole, ma  è spesso il contrario e spetta a noi uscire da questo torpore.  A parere mio è sbagliato e troppo facile concludere che non essendoci più desiderio sessuale il rapporto tra due persone è da considerarsi esaurito. E’ più facile chiudere e  ricominciare con un altro compagno dove tutto è nuovo e possibile.  Facilmente le stesse dinamiche si riproporranno nel tempo magari anche peggiori. Si  può rimettersi in pista anche con il compagno di oltre 20 anni.

Come fare? Prima di tutto bisogna volerlo! esattamente come quando si decide di smettere di fumare, quindi ci deve essere una motivazione forte questo è il punto di partenza e non è facile. E’ più semplice rinunciare  ad essere felici che lottare per la nostra felicità e poi è necessario darsi da fare in più direzioni.

L’attività motoria è la più semplice e prima raccomandazione, soprattutto se fatta all’aria aperta, da una parte perchè il movimento aumenta la produzione di testosterone e quindi aumenta l’appetito  sessuale, dall’altra perchè la natura apporta sempre la sua meravigliosa armonia intrinseca e ci dona la possibilità di ritrovare un equilibrio.

Quando questo non basta è utile affrontare l’argomento con uno specialista psicologo o sessuologo per vedere di risolvere la causa del problema magari anche in coppia. L’agopuntura può essere un valido supporto specialistico non verbale uno strumento capace di far circolare l’energia in tutto il corpo evitando che si concentri e blocchi in alcuni distretti. Il trattamento di agopuntura si può paragonare a un motore acceso capace di far circolare la benzina  nel carburatore  senza che si ingolfi riattivando e armonizzando il network ormonale e bioumorale alla base del desiderio sessuale.

Si attiverà il corpo come una ventata di energia aggiuntiva che potete utilizzare fisicamente ma anche mentalmente per aggiustare il tiro ovvero per essere più elastici. Il corpo e la mente si influenzano vicendevolmente  se alle donne serve una cena romantica, alcune attenzioni e comodità per mollare la fatica della giornata e della settimana, uomini perchè non provate ad assecondarle? E per le donne  se a un uomo serve un bel pasto caldo servito con affetto e un bell’intimo e la vostra disponibilità, anche se di fronte a una richiesta non programmata e talora troppo istintiva, perché negarglieli?

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Hereafter, un film toccante

Scritto il 27/1/11 da in Articoli | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald Hereafter, un film toccanteUn film, quello di Clint Eastwood, davvero speciale, ricco di contenuti ma forse per questo un film non per tutti. Una storia d’amore con una donna intelligente e molto affascinante ma senza sensualità voluttuosa volontariamente esposta e tanto meno  scene di sesso. Effetti speciali magari non perfetti  ma la possibilità di vivere in prima persona quanto, di fronte a un’onda anomala, non ci sia rimedio neppure per i più provetti nuotatori.

La sofferenza della perdita di una persona cara, netta e pulita che, pur spogliata dai possibili sentimentalismi, è così tangibile da essere toccata con le mani dagli spettatori e per questo anche poco sopportabile dai più sensibili ma assolutamente realistica.

Infine l’argomento del post portem che tesse  elegantemente tre storie  in una sola, essenziale ma sostanziale.

Il dito sul problema più importante, “L’aldilà” o meglio ” Hereafter”; possibile che questa tematica interessi così poco alle persone cosiddette “sane” da bandirlo dalla scienza e  lasciarlo molto spesso nelle mani di  una frangia di persone per lo più disadattate talora anche anche pericolosamente squilibrate?

Invece no a Clint questo argomento sta a cuore e si capisce bene, forse la sua non più fresca età lo rende sensibile o forse il desiderio di far passare alcuni messaggi a lui cari, l’impermanenza della vita ben conosciuta dai Tibetani è lì spiegata su pellicola, così come la sofferenza come passaggio e non come scelta.

“Oggi è così e del domani chi lo sa”, facile a dirsi con le parole, ma nessuno ci pensa su veramente, nessuno o pochi vivono con questa consapevolezza in tasca. La morte e la sofferenza a portata di mano, la perdita di salute, di equilibrio mentale, del lavoro e della propria posizione sociale e dei rapporti interpersonali in un lampo. Questa tematica è presente in molti altre storie, la differenza con questa pellicola è che è assolutamente realistica e poco scavata, fatta di poche immagini, poche parole, pochi gesti, poco folklore ma capace di toccarti dentro.

Infine il messaggio più importante: la sofferenza non come scelta e, per contro, la possibilità di passare  oltre pur facendosi attraversare e anche lacerare da essa. La donna in carriera abbandonata velocemente dal proprio capo sia professionalmente che sessualmente, il bambino lasciato solo  e  il sensitivo che non vuole arrendersi al suo destino, tutti trovano il modo di lasciarsi alle spalle la loro fonte di sofferenza per guardare avanti e vivere arricchiti e non spogliati da essa.

Il mio maestro di agopuntura dice sempre ” essere felici o infelici è una scelta”; conosco migliaia di persone che, dopo una sofferenza, sanno nutrirsi unicamente di questa, incapaci di vivere ma solo capaci di rivivere il passato, continuando a soffrire giorno dopo giorno della loro piccola o grande perdita, senza mai darsi la possibilità di essere felici.


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Il mese di gennaio nella medicina tradizionale cinese

Scritto il 24/1/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Il mese di gennaio nella medicina tradizionale cinese Ogni mese, ogni giorno e ogni ora del calendario cinese sono collegati a uno dei 12 tronchi celesti. La corrispondenza è  fissa per quello che concerne le ore e i mesi che sono dodici e per gli anni esiste la nota  ciclicità  di 12 anni. La caratteristica del preciso periodo relativo al calendario cinese sta però nella sua possibilità di accoppiarsi con uno dei 10 rami celesti formando una coppia  di due elementi e quindi una precisa relazione che in questo caso cambia ogni gennaio, ogni giorno, ogni ora e si ripete ciclicamente.

Infatti ogni tronco celeste e ramo terrestre corrisponde a un particolare dei 5 elementi. Il passare da 10 rami celesti a 5 elementi appare facile considerando ogni elemento rappresentato dalla sua forma yin e yang, ma passare da 12 a 5 è più complesso, il passaggio è facile sapendo che  l’elemento terra  viene rappresentato ben 4 volte, di cui  2 yin e 2 yang.

Il mese di gennaio corrisponde a uno di questi quattro elementi terra, e in particolare è un elemento Terra yin di transizione verso la primavera. Un pò come nel caso di luglio che è transizione verso l’autunno si tratta di mesi comunemente considerati di pieno inverno e di piena estate per noi occidentali e in effetti rispecchiano in pieno la loro stagione di appartenenza o di partenza se vogliamo essere precisi, di solito si tocca rispettivamente il massimo freddo e il massimo caldo in questi due mesi dell’anno.

Il mese di gennaio è rappresentato dal Bue  così come l’ora tra l’una e le tre di notte, e il suo organo di riferimento è il fegato; il fegato e la milza sono considerati da molti esperti del settore della medicina cinese come gli organi forse più  fragili per la condizione emozionale che questo particolare momento storico ci fa vivere .

Il sapore dell’organo fegato per la medicina cinese è l’acido, si dice che l’acido moderato  tonifica e sostiene il fegato mentre l’acido in eccesso lo indebolisce. Esattamente lo stesso discorso che abbiamo fatto per la milza con il sapore dolce. L’emozione dell’organo fegato è la collera detta nu, non solo espressa verso l’esterno ma anche il suo opposto ovvero l’emozione non espressa e troppo controllata. I cinesi dicono che le emozioni prolungate generano malattie perchè producono  ristagno di sangue e produzione di catarri.

E’ frequente nei soggetti con fegato “compresso” avere difficoltà di addormentamento esattamente dall’una di notte alle tre, quando l’energia si ritiene circoli maggiormente in questo organo, soprattutto in questo particolare momento dell’anno e talora avere anche qualche difficoltà di salute in più.

In questo mese il freddo sembra sentirsi maggiormente anche se il termometro  non si abbassa sempre più così tanto.  Il tasso di umidità è altissimo e la aumentata percezione del freddo è sostanziale oltre che poco sopportabile. Alle nostre latitudini l’umidità climatica può accentuare in modo anche severo la presenza di dolori articolari. Le cefalee e le vertigini possono aumentare  e le patologie da raffredamento essere più insidiose anche per un rallentamento della funzione cigliare del sistema respiratorio conseguente all’umidità oltre che al freddo causando bronchiti e talora anche polmoniti.

Non abbassate la guardia quindi e tenete duro usando molta attenzione alimentare per limitare l’umidità interna e ripulire un po’ il fegato dalle scorpacciate delle feste. Limitate al minimo l’assunzione di alcolici, di cioccolata ma anche di dolci e di formaggi. Qualche insalata a foglie verdi in più, come la rucola può fare da contorno, molte verdure e frutta anche se la scelta in questa stagione è ridotta, non dimenticate i broccoletti, gli spinaci, asparagi e carciofi, la mela o pera quotidiana e qualche arancio o mandarancio insomma le famose cinque porzioni di frutta e verdura di rigore senza esagerare con gli agrumi. E se riposate male a maggior ragione riducete al minimo e alleggerite il pasto serale.

Cercate di proteggere  con indumenti adatti e caldi il collo, la nuca, i piedi  e tutte le zone dove lamentate dolori ricorrenti. Se non avete disturbi che ve lo impediscono, appena potete riprendete una regolare attività motoria e  fate qualche sauna in più. E quando il tempo ci regala qualche giornata di sole anche se non avete la possibilità di andare in montagna dove la luce è più forte o in riviera dove le temperature sono più miti, non fa niente; copritevi bene e nelle ore più calde uscite a fare un bagno di luce; vi sentirete meglio.

Dai che le giornate son sempre più lunghe! Ma vi siete accorti che alle 8 del mattino  il sole è già bello alzato e alle 5 di sera c’è ancora luce? E che gli uccellini iniziano a fare un po’ di cagnara forse sperando in qualche passerotta scopaiola disponibile!??


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Ricette per mangiar sano: pollo alle spezie

Scritto il 20/1/11 da in Articoli | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: pollo alle spezie La carne di pollo si presta a diverse ricette molto ghiotte, o alla birra, al limone, alla griglia, alla piastra e sono tutte molto gustose se preparate ad arte e accompagnate da un buon contorno di verdure o cereali in chicchi.

La carne di pollo certamente deve essere scelta con un minimo di attenzione sul tipo di allevamento allo scopo di limitare l’assunzione di farmaci non desiderati, per quello che riguarda invece il suo potere nutrizionale è da sfatare che la carne bianca sia molto più magra e sana, e va  assunta con moderazione  soprattutto nei soggetti con dislipidemie o nei soggetti con calore interno, esattamente come la carne rossa.

In questa stagione fredda il suo potere di  scaldare può però essere sfruttato anche aggiungendo alcune spezie, come il curry, la curcuma, il pepe, il coriandolo, lo zafferano, il cumino, la noce moscata e molte altre. Le spezie sono poco usate nella nostra cucina mediterannea, che predilige e non manca mai di aggiungere cipolla e aglio a quasi tutte le sue ricette, mentre sono usatissime nella cucina orientale dove vantano una storia molto antica.

Nel  medioevo erano considerate come i prodotti di maggior valore economico ed è grazie alla ricerca di queste sostanze che si crearono nuove rotte di navigazione aprendo gli orizzonti del mediteranneo.

Sin dal tempo degli egizi le spezie erano conosciute per le loro proprietà terapeutiche ed erano considerate e usate sia come alimenti che veri e propri rimedi fitoterapici. Questa visione  mista tra la dietetica e la fitoterapia si è poi tramandata alla medicina cinese e alla medicina ayurvedica che a tutt’oggi in questo modo le considera.

Queste sostanze infatti sono numerosissime e hanno tutte diverse proprietà peculiari,  sono sicuramente quasi tutte sostanze con un effetto stimolante sull’apparato digestivo, hanno per lo più un effetto antisettico e come oggi diciamo molte sono considerate ottimi antiossidanti.

‘Il curry per esempio è la spezia  più usata proprio per cucinare il pollo. E’ una miscela di varie spezie variamente composte, che infatti danno vita a diversi tipi, da quello più mite a quello più piccante. Abitualmente contiene pepe, peperoncino, noce moscata, cumino, curcuma, cannella, coriandolo,  zenzero. Una bella lista di sostanze non è vero? Ognuna di queste ha delle peculiarità e possono essere usate insieme o singolarmente.

Andiamo a guardarle le diverse spezie per il gusto di fare due chiacchiere in più! Il pepe oltre a facilitare la digestione è considerato espettorante e infatti avete mai fatto caso che dopo aver preso freddo aggiunto al cibo fa colare il naso?

Il peperoncino oltre al suo noto effetto antibatterico si ritiene che abbassi il colesterolo.

La noce moscata insieme allo zafferano sono considerate afrodisiache, e lo zafferano  che resta in assoluto la spezia più costosa, sembra avere evidenziato un effetto positivo sull’abbassamento del tono dell’umore e sull’ansia.

Il coriandolo e il cardamomo sono noti per agire in modo efficace sulla flatulenza e sui gas intestinali. il cumino è considerato galatogogo che significa che facilita la fuoriuscita del latte dalla mammella.

La cannella e la curcuma sono note per il loro potente effetto di scaldare per la prima  e di muovere il sangue per la seconda.

Lo zenzero inoltre è famoso in quanto si ritiene in grado di limitare il tossico dovuto alla cottura degli oli e quindi la trasformazione in trans degli oli vegetali alle alte temperature.

Ho parlato troppo e vi ho messo in confusione? Forse si, ma il mio obbiettivo era quello di mostrare quanto in questa stagione fredda e soprattutto pericolosamente umida queste spezie, con le loro proprietà, possano avere molteplici effetti benefici sui catarri considerati nella medicina cinese come umidità, lavorando sul sistema digestivo sede della nostre maggiori difese immunitarie, ma anche grazie al loro noto effetto antisettico, utile come protezione diretta sulle malattie da raffredamento, veicolate da germi presenti nelle prime vie respiratorie.

E se in particolare lo zafferano agisce sul tono dell’umore considerato il grigiore di questa stagione…  e vai di zafferano!

Ma come si cucina mi direte voi? E’ facilissimo; si butta il pollo a dadini, oppure i petti, oppure le coscie con o senza pelle direttamente in padella con  un filo di olio di oliva; a cottura quasi ultimata si cosparge la carne con abbondanti spezie a vostra scelta, questo per ridurre la loro cottura al minimo e conservare maggiormente le loro proprietà.

E’ possibile anche iniziare con una cottura della carne al vapore e terminare buttando in padella olio, pollo già cotto al vapore e spezie, tutto insieme a fiamma allegra. Questo procedimento è utile oltre che a mantenere al meglio le proprietà nutrizionali della carne anche per accelerare i tempi delle casalinghe superindaffarate che possono tornare a casa trovando il pollo già pronto nella vaporiera elettrica.

Una volta preparato il pollo, il suggerimento è quello di buttare nella stessa padella le verdure o i cereali di contorno che avete scelto; si assaporiranno in modo delizioso.

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L’endometriosi è una patologia moderna?

Scritto il 17/1/11 da in Articoli | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald Lendometriosi è una patologia moderna?

L’endometriosi ovvero la presenza di frammenti di endometrio (tessuto che riveste internamente l’utero) in sedi diverse da quella uterina è una patologia nel mirino da diversi anni e sembra la causa di un gran numero di manifestazioni dolorose mestruali e intermestruali.

Il tessuto endometriosico ectopico  può essere  presente in sedi quali le tube, le ovaia, il peritoneo pelvico e si sviluppa seguendo il normale  il ciclo ormonale, esattamente come fa il normale tessuto di rivestimento dell’ utero. Quindi diventa molto voluminoso in fase periovulatoria per iniziare in caso di mancato concepimento un graduale processo di degenerazione che termina con il suo totale sfaldamento e infarcitura emorragica in fase premestruale.

Il punto è che il sangue in queste aree appunto ectopiche non viene espulso ma ristagna localmente creando stati infiammatori più o meno severi in base alla dimensione dell’endometriosi.

La dismenorrea cioè il dolore e malessere mestruale oggi giorno viene spesso considerato come una possibile presenza di endometriosi, e secondo la medicina cinese questo non è un errore. Infatti la dismenorrea innanzitutto è una patologia e non già come si diceva fino a poco fa, un disturbino ricorrente  e fisiologico che è  normale sopportare in silenzio.

La dismenorrea per la medicina cinese è una incapacità del sangue mestruale di fuoriuscire liberamente e corrisponde a una sua stasi, in parole semplici se vi è dolore è perchè il sangue mestruale ristagna. Il sangue fermo è sempre accompagnato da dolore, un ematoma per esempio è sangue fermo nel derma in seguito a un travaso traumatico ed  è sempre doloroso. Se poi il sangue travasato si ferma nel tessuto muscolare o peggio in una articolazione diventa estremanente  doloroso  e in questi casi fonte di possibili alterazioni patologiche secondarie anche severe se non trattato tempestivamente in modo corretto.

Il sangue mestruale che ristagna in sede uterina durante il mestruo non porta conseguenze gravi, poichè si ritrova nel suo contesto naturale ovvero l’utero ma anche in questo caso produce dolore, ovvero il dolore mestruale più o meno sostenuto. Il ristagno o stasi di sangue in sede uterina  si accompagna inoltre alla presenza di sangue tipicamente scuro e alla presenza di grumi, questi due fenomeni sono da parte di molte donne e ginecologi considerati normali ma per la medicina cinese sono già uno specifico segno di stasi.

La causa dell’endometriosi è stata definita come la presenza di un flusso retrogrado, ovvero un flusso che non scende verso il basso come dovrebbe ma sale verso l’alto. In questo caso nuovamente la visione allargata della medicina cinese ci viene in aiuto, non è un caso se dalla stasi si possa giungere alla possibilità di un inversione del flusso anche se minimo. La stasi accompagnata da una contrattura della muscolatura liscia dei visceri si traduce in un inversione del suo normale percorso.

In medicina cinese si parla già da milleni di qi ni (inversione della flusso energetico normale), disturbo che  si ritrova in altre stasi quella del respiro con i sintomi quali la tosse e il singhiozzo e in quella della digestione con la nausea, le erutazione continue e il reflusso gastroesofageo. L’inversione del flusso detto flusso retrogrado, non è come molti pensano una situazione congenita o una condizione senza rimedio alcuno ma una situazione patologica  curabile con successo quando se ne conoscono le cause e i rimedi efficaci.

Qualunque dismenorrea ovvero ciclo metsruale doloroso oltre che irregolare è segno di un disturbo che non trova la sua guarigione nella ultra usata pillola, che mette si a riposo le ovaia riducendo la cistosi ovarica e regolando i picchi ormonali e i conseguenti vari disturbi perimestruali ma senza modificarne la causa. Ecco che a pillola sospesa le  donne si ritrovano con lo stesso problema di prima e spesso con disturbi di infertilità secondari ad aderenze, infiammazioni o  alla sola condizione di stasi che impedisce  la normale fecondazione e crescita dell’embrione.

Sia l’agopuntura che la fitoterapia cinese sono rimedi terapeutici millenari e, se ben conosciuti e usati con sapienza, consentono  di migliorare anche totalmente il disturbo della stasi in regione uterina e pelvica, normalizzando il flusso talora troppo forte, e impedendo il cosiddetto flusso retrogrado. Ho trattato diverse pazienti e in molti casi oltre alla remissione dei sintomi dolorosi mestruali, si sono potute  evidenziare agli esami ecografici, miglioramenti e riduzioni delle aree diagnosticate come endometriosiche, e spesso anche la contemporanea riduzione di cisti ovariche e fibromi quando presenti con dimensioni ridotte.

Non si tratta di terapie miracolistiche in grado di risolvere tutto, è chiaro che in caso di aree endometriosiche molto estese così come in caso di fibromi voluminosi l’unica terapia resta quella chirurgica, ma nelle forme più limitate e contenute il quadro può regredire o migliorare in modo sostanziale oltre che soddisfacente. E’ però giusto informare che un corretto trattamento  della dismenorrea e dei  vari disturbi del ciclo quando presi al loro inizio oltre che essere facilmente risolvibili diventano un efficace trattamento di prevenzione dell’eventuale comparsa di queste frequentissime patologie ginecologiche, evitando il sicuramente sgradevole ricorso alla chirurgia.

L’agopuntura e la fitoterapia cinese  possono essere considerate come  ottimi trattamenti di prevenzione dell’endometriosi  proprio perché  risolvono la causa sottostante e non solo i sintomi, ovvero agiscono direttamente  sulla stasi  in regione pelvica.

A  proposito del flusso retrogrado spenderei due parole sull’utilizzo e abuso di assorbenti interni nella normale gestione del ciclo mestruale da parte della maggior parte delle giovani donne. Oltre alla stasi di qi di fegato che possiamo considerare come una delle maggiori cause di stasi in regione pelvica, l’utilizzo regolare e continuo di assorbenti interni un po’ voluto dal nostro nuovo senso estetico e anche dal nostro desiderio di sentirci in pari opportunità con l’uomo ci porta ad un netto aumento della possibilità di generare un flusso retrogrado.

Non credo bisogna essere un genio per capire che tappando la normale via di uscita del sangue mestruale, in caso di contrazioni uterine una piccola parte del  flusso potrà risalire lungo le tube con la possibilità di  infilarsi in regione peritoneale. E alcune cellule endomestriosiche presenti nel sangue mestruale trovandosi in un ambiente interno caldo e vascolarizzato, avranno l’opportunità di sistemarsi a loro piacere considerandolo come un trasloco e non come lo sfratto esecutivo che dovrebbe essere! Capito le furbine?

Eppure di questa problematica nessuno parla, le mie pazienti alla mia indicazione di sospenderne l’uso regolare e continuativo dei dispositivi interni mi guardano sgomente e talora mi rispondono “ma io come faccio?” oppure ” è impossibile!”  Pensate che molte donne usano gli assorbenti interni anche di notte, la paura di sporcare di sangue e di essere poco igeniche mette a disagio e prevarica sul buon senso. Non avevo mai considerato quanto importante fosse questo aspetto al giorno d’oggi, inoltre  è da tenere fortemente in considerazione anche la moda dell’ombelico scoperto anche quando fa troppo freddo, perchè il freddo rallenta e facilita la stasi.

Insegnate alle vostre figlie a non avere timore di sporcare,  ne di sentirsi addosso un odore sgradevole. Basta lavarsi e cambiarsi più spesso, tutto qua, nulla di che avere vergogna.  Con il proprio compagno poi, si scambiano abitualmente  altri liquidi umorali, dalla saliva, al liquido seminale o vaginale, il sangue mestruale è un umore fisiologico che in presenza di una vera intimità non dovrebbe essere vissuto come un problema, ne la sicuramente poco elegante presenza dell’assorbente esterno ne la possibilità di macchiare il lenzuolo o alcuni indumenti che semplicemente si lavano come si faceva una volta.

Sul lavoro poi  se bisogna interrompersi per andare in bagno, non credo che sia così impossibile trovare il modo di farlo con eleganza e discrezione senza aver bisogno di sbandierarlo ai quattro venti. Si fanno milioni di pause caffè e che diamine noi faremo un pit stop, anzi, un “pink stop”; si fermano le Ferrari per cambiare le ruote? E noi ci fermemo  per cambiare l’assorbente. E che sarà mai!

Così come la stitichezza causata dalla difficoltà di utilizzare un bagno pubblico anche in questo caso considero il ricorso eccessivo agli assorbenti interni per  paura di una scarsa  igiene un fenomeno sicuramente estremo e non sano.  E’ giusto ammettere che i normali bagni pubblici sono poco adatti e spesso totalmente sguarniti a questo proposito.  Avere un piccolissimo lavello  a portata di mano sarebbe l’ideale oppure  dispenser di assorbenti o di salviette umidificate per l’emergenza. Sono idee  a mille anni luce dalla nostra quotidianità, eppure sono piccole e preziose comodità che renderebbero la vita della donna più tranquilla evitando forse che ci si debba trattenere per ore dall’andare in bagno. Ma nulla ci vieta di tenerle in borsetta mi pare.

Un argomento questo decisamente poco sfruttato forse perchè ancora oggi  le donne non hanno capito la loro forza e la loro potenzialità. Non è un caso se in molte tradizioni esoteriche si raffigura l’energia dei centri bassi con la configurazione di un serpente. Non credo sia un caso se il nostro utero assomiglia proprio a un serpente e tanto meno che al serpente si attribuisca il simbolo del potere. Anche la S di superman non credo sia un caso, così come il fatto innegabile che dall’utero scaturisca il potere di generare e quindi di plasmare la materia.

Insomma ancora poco si sa sul reale potere femminile ma una cosa è certa: non sembra che negli ultimi anni la consapevolezza femminile abbia fatto molti passi avanti.

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I trigger points e le algie muscoloscheletriche

Scritto il 13/1/11 da in Agopuntura, Articoli, Fisiatria, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald I trigger points e le algie muscoloscheletriche

Non esiste dolore importante acuto  o cronico che non possa generare dei trigger points. Non esistono trigger points che stimolati non siano in grado di generare  dolore.

Ma nasce prima l’uovo o la gallina? Che tradotto potremmo formulare: sono i triggers points a generare dolore o il dolore a generare i trigger points?

Ma partiamo dall’inizio; cosa sono i trigger points?

I triggers points o punti grilletto definiti anche PAM o punti algici miofasciali sono punti presenti in diverse strutture del sistema muscolo scheletrico: cute, aree cicatriziali, muscolo, tendine, legamento, capsula, caratterizzati da una maggior densità tessutale di solito dolorabili alla palpazione.

Sono come dei nodi all’interno della struttura filamentosa che compone la maggior parte di questi tessuti molli.

I terapeuti esperti siano essi massagiatori che fisioterapisti o osteopati sono capaci di rintracciarli molto velocemente alla palpazione.

Sono punti di tessuto più compatto che agli inizi del novecento, quando l’ anatomo patologia svelava, grazie allo studio miscroscopico dei tessuti, la ragione di molteplici patologie, hanno suscitato un notevole interesse e clamore scientifico. In quel periodo infatti furono scritti diversi lavori  ed eseguite importanti e storiche lezioni magistrali a loro riguardo.  Autorevoli scienziati, neurofisiologi e medici  avevano postulato svariate ipotesi sul loro ruolo nella genesi delle diverse sintomatologie dolorose.

Furono create diverse classificazioni e attribuiti a questi punti i più svariati nomi, si definiva per la prima volta il concetto di dolore irradiato o di dolore a distanza.

Oggi a oltre un secolo di distanza questi punti forse perchè non sempre identificabili con l’esame ecografico e quindi non tangibili un po’ come con gli agopunti, hanno perso il loro interesse scientifico e da molti ortopedici, reumatologi e fisiatri vengono totalmente ignorati. Tant’è che alla facoltà di medicina e fisiatria dei miei tempi neanche si sono  studiati.

Ho iniziato a conoscerli, studiarli, trattarli e infine riconoscerli solo dopo aver eseguito i corsi di miofibrolisi del Dott. Giulio Picozzi e del Dott. Virginio Mariani e da allora non ho più smesso. I trigger points erano conosciuti nella medicina cinese come punti ashi.

Alcuni punti definiti  trigger latenti possono rimanere silenti  per anni senza dar segno della  loro presenza per poi venire alla luce magari  dopo uno sforzo improvviso o prolungato, dopo uno stiramento, un movimento o una postura  mantenuta  a lungo oppure anche dopo il raffreddamento del muscolo stesso e infine anche dopo un trauma.

I trigger points  definiti invece attivi  provocano una diminuizione del raggio di  movimento  e  della forza muscolare delle aree muscolari coinvolte, inizialmente poco visibile capace di generare una graduale rigidità e un dolore cronico o ricorrente.

Oggi ritengo che l’identificazione dei punti trigger e la loro eliminazione o riduzione sia un fondamentale percorso verso la completa risoluzione delle patologie muscoloscheletriche indipendentemente dalla loro causa.

L’eliminazione del trigger point genera sempre un miglioramento della sintomatologia dolorosa ma molto spesso si accompagna ad un transitorio aumento localizzato dell’infiammazione per liberazione da parte del tessuto di tossine e mediatori della flogosi. Ci si aspetta un possibile peggioramento del dolore che però è diverso dal dolore per giungere ad un netto miglioramento dello stesso.  E però importante segnalare che questo lavoro può non essere  duraturo.

Infatti i dolori ad eccezione dei traumi recenti hanno una componente talmente complessa da non poter sempre riconoscere  la vera causa che li ha originati. Alcune volte dolori apparentemente semplici e ritenuti di natura esclusivamente meccanica o posturale sono l’espressione di tensioni interne o viscerali e vice versa. Solo trattandoli in modo corretto e protratto  la loro vera natura e origine saltano fuori.

Potrei ripetere quello che dice il Dott Giulio Picozzi  ai suoi corsi “non trattare il dolore con l’agopuntura equivale a non far pulire il pavimento alla donna di servizio!” e aggiungerei che non utilizzare la miofibrolisi in caso di dolore muscolo scheletrico equivale a non usare la scopa per pulire il pavimento. La combinazione dei due trattamenti produce un lavoro completo a 360 gradi; la miofibrolisi lavora dall’esterno verso l’interno e l’agopuntura dall’interno verso l’esterno. Associando le due metodologie il risultato si raggiunge più velocemente.

La miofibrolisi è una tecnica che utilizza strumenti metallici a punta di varia forma, capaci di raggiungere i diversi distretti muscoloarticolari anche più profondi, come le inserzioni tendinee ovvero i punti dove il tendine si inserisce sull’osso. L’utilizzo di questi strumenti consente di individuare i triggers points anche più profondi e di eliminarli riordinano le fibre che li compongono.

Oggi nella medicina occidentale si usa l’infiltrazione con anestetici o analgesici dei punti trigger  così come nella medicina cinese si punge direttamente il punto trigger o ashi, queste tecniche hanno una loro efficacia ma non lavorano sull’intero sistema fasciale come invece fa la miofibrolisi.

Eliminato il trigger point l’energia e il sangue potranno nuovamente circolare liberamente in quel distretto, senza ingolfarsi o bloccarsi; ecco perchè l’agopuntura e la miofibrolisi seppur  indipendenti possono diventare trattamenti terapeutici complementari per la risoluzione di diversi dolori muscolo scheletrici.

E chiaro che se esiste una postura scorretta  o microtraumi ripetuti dovuti all’attività lavorativa, il risultato potrà essere incompleto e necessiterà quando possibile di un lavoro di rieducazione fisica e  correzione posturale.

Per quel che riguarda l’aspetto emozionale, l’agopuntura potrà aiutare limitare le tensioni, ma talora richiederà anche un’opera di introspezione e di consapevolezza che porti ad un cambiamento  reale e tangibile della vita e del modo di affrontarla.

Pertanto nel caso di alterazioni degenerative permanenti quali l’artrosi o deformazioni scheletriche anche gravi, così come negli esiti di traumi, il trattamento con la miofibrolisi e, meglio ancora, il trattamento combinato miofibrolisi-agopuntura  saranno in grado di ridurre la componente dolorosa in modo soddisfacente consentendo una limitazione della terapia antidolorifica e miorilassante.

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L’agopuntura: fa dimagrire?

Scritto il 10/1/11 da in Agopuntura, Articoli, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Lagopuntura: fa dimagrire?

Questa è una domanda interessante,  in Cina e in USA l’agopuntura si usa per dimagrire eccome, ci sono fior di protocolli di lavoro e  studi scientifici in corso  a questo proposito anche perché la richiesta del mercato è crescente.

L’agopuntura viene usata sia per stimolare il metabolismo in generale, sia per limitare la  ritenzione idrica, che per lavorare direttamente sugli inestetismi della cellulite e sul grasso localizzato.

Funziona? Vi chiederete voi.

Attenzione; l’agopuntura per dimagrire non significa mettere un singolo ago sul punto auricolare chiamato punto della fame come fanno alcuni ciarlatani che per giunta si spacciano da agopuntori esperti e si fanno pagare un occhio della testa. Il triste risultato è che poi il paziente, ovviamente scontento, si ritiene in dovere di divulgare la notizia che l’agopuntura per dimagrire è un autentica bufala.

Un trattamento di agopuntura corretto per dimagrire può ovviamente essere fatto in molteplici modi a seconda della scuola di provenienza ma certamente prevede l’utilizzo di diversi punti, fra cui punti di auricoloterapia così come punti localizzati sui meridiani principali in particolare di stomaco, milza, pericardio, fegato e grosso intestino che possono essere usati  anche non tutti insieme  e in modo più o meno dinamico ma che non devono mancare per rendere il lavoro efficace e completo.

Non potete pensare di modellare il vostro corpo e cambiarlo radicalmente con 10 sedute, non si tratta di una magia, è un percorso, su questo sono d’accordo con il Dott Lemme che ha fatto clamore per il suo modo insolito di affrontare l’argomento.

Cambiare e modellare un corpo magari in sovrappeso da diversi anni richiede uno sforzo notevole di determinazione e un impegno costante e duraturo a 360°: un regime alimentare personalizzato e controllato, un programma di esercizi mirati e specifici e se possibile l’utilizzo di prodotti di fitoterapia di supporto.

Un lavoro duro e pesante da fare da soli, per questo negli ultimi anni è nata la figura del coach per stimolare e talora anche forzare le persone a cambiare abitudini, magari anche shockandole  e mostrando loro alcuni aspetti che nessuno oserebbe fare oppure, come fanno alcuni, trattandoli malissimo.

Quello che pochi sanno  è che l’agopuntura fa dimagrire  anche tanto  ma solo su un tempo esteso di trattamento e seguendo un buon regime alimentare di fondo. Troppo facile mi direte voi, allora dimagrisco lo stesso con il regime alimentare protratto nel tempo. Questo è possibile. Ma quello che l’agopuntura fa è facilitare il percorso e accelerarlo:  come avere un motore in più.

L’agopuntura in primo luogo toglie la compulsione a mangiare. Avete mai notato che i soggetti a dieta parlano continuamente di quello che possono e non possono mangiare? Quest’atteggiamento è deleterio e segno  di una costrizione  che impedisce l’integrazione della dieta in uno stile di vita nuovo che invece è fondamentale per essere applicato a lungo termine. L’agopuntura può  essere utilizzata anche solo per iniziare la dieta e mantenere la decisione esattamente come  la si utilizza  per smettere di fumare o smettere di assumere qualsivoglia sostanza farmacologica che generi dipendenza fisica e psichica.

Esiste poi una seconda categoria di persone in sovrappeso che non soffre di compulsioni nei riguardi del cibo ma anzi tende sempre a mangiare in modo limitato non concedendosi mai nulla ma senza mai riuscire a cambiare il proprio aspetto.  Sono di solito persone funzionalmente affaticate, con un sistema digestivo e un metabolismo dei liquidi ingolfati e sovraccarico, magari con una tiroide normo funzionante ma border line. Spesso è presente una costituzione famigliare di fondo con parenti aventi tutti lo stesso problema.

In questi casi l’agopuntura lavora molto bene sulle cause dell’ingrassamento, perchè è in grado, come lo è la fitoterapia cinese mirata, di aumentare il funzionamento del metabolismo in senso molto esteso e non solo agendo su un singolo ormone ma sull’intero network ormonale alla base del sovrappeso.

Lo ripeto e lo ripeto ancora: non illudetevi. Non bastano 10 e spesso neanche 20 sedute di agopuntura per dimagrire in modo stabile e duraturo, ma serve un lavoro continuativo di minimo 6 mesi.  Nella mia esperienza ho potuto osservare che tutti i pazienti che ho seguito per tempi prolungati superiori a un anno, hanno modificato e modellato la loro linea in modo stabile. La cosa sorprendente è che questo fenomeno si è verificato anche su disturbi e quindi obiettivi completamente diversi dal dimagramento. I pazienti  in sovrappeso anche lieve, trattati a lungo temine per le patologie più svariate, hanno tutti modificato il loro aspetto  perdendo alcuni chili di troppo presenti da tempo e  asciugandosi, il tutto con grande gioia  e senza modificare in modo significativo il loro regime dietetico.

Questa osservazione è significativa e fa capire come l’agopuntura sia in effetti un lavoro mirato ad un preciso disturbo ma sempre un trattamento che lavora sull’individuo a 360 gradi, capace per tale motivo di  modificarlo internamente, portandolo verso un maggior equilibrio sia fisico che psichico, in questo caso visibile e misurabile anche a occhio nudo e dall’esterno.

Resta secondo il mio personale parere un lavoro individuale da fare sulle esigenze e sulla costituzione del paziente che desidera perdere peso, non un lavoro a protocollo, tot aghi, tot calorie, tot movimento fisico. Sia l’agopuntura che la fitoterapia cinese si costruiscono sul paziente ascoltando i polsi, valutando le problematiche fisiche e psichiche presenti e costruendo un programma personalizzato da seguire a lungo termine.

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L’Epifania che si porta via?

Scritto il 6/1/11 da in Articoli | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald LEpifania che si porta via?Poca importanza è data a questa festa inizialmente pagana e poi volutamente cristiana, che si festeggia 12 giorni dopo l’avvento considerandolo il battesimo di Gesù.

Si dice che l’epifania le feste si porta via, ma non solo direi.

Per il calendario cinese il 6 gennaio non a caso immagino è la fine ufficiosa dell’inverno, e l’inizio della stagione di transizione verso la primavera. Al di là del fatto che ovviamente fa ancora un freddo becco, e su questo non si discute, è altresì vero che il sole riprende lentamente la sua rivincita, ovvero la luce nuovamente manda via il buio e le tenebre.

Il simbolismo della donna vecchia e brutta, collegata con la morte dei bambini di alcune tradizioni nordiche ci sta bene. Ma visto che, come tutti gli anni riceverò gli auguri, mi piace questa rappresentazione  di una donna misteriosa che forse raccoglie le erbe medicamentose per fare ricette fitoterapiche….

Il mese di gennaio è collegato all’organo fegato e come animale dello zodiaco al bue, segno di Terra yin esattamente come il mese di Luglio, sappiate che questi due mesi sono strettamente collegati con la stagione che concludono  ovvero con l’inverno per gennaio e con l’estate per luglio ma sono già periodi di passaggio, pertanto periodi non certamente facili per il corpo così come per l’aspetto emotivo.

Sono pronta: fatemi pure gli auguri!!! Ricambierò con piacere!


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Il fenomeno del cinepanettone

Scritto il 4/1/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Il fenomeno del cinepanettoneI film da vedere nelle feste di Natale sono per molti un rituale al quale non è possibile sottrarsi. Dal film comico all’italiana, agli altri film pronti, non a caso, per questo particolare momento dell’anno. A ognuno il suo gusto personale nel cercare un po’ di relax e di svago.

Non mi sembra vi sia nulla di cui vergognarsi. Talora anche i film più stupidi e apparentemente superficiali se guardati con attenzione possono comunque far passare dei messaggi utili e che possono far riflettere.

Io ho scelto le Cronache di Narnia il fantastico mi affascina e mi fa sognare  anche se avevo delle remore sul 3D che consideravo un vero disastro per la vista capace talora anche di portare cefalea da sovraffaticamento degli occhi. Ma come spesso accade ho dovuto ricredermi, questa volta la tecnologia in questa direzione a fatto qualche bel passo avanti. Lo spettacolo  è decisamente realistico e non appesantisce la vista, anzi direi che produce una sorta di ginnastica, capace di acuire il senso della vista.

Dal film Narnia il viaggio del veliero mi è rimasta impressa une delle ultime frasi dove il principe Caspian afferma: ” ho capito di aver sempre voluto ciò che mi era stato tolto e mai ciò che invece mi era stato dato”, flash! quante volte ci succede  di puntare i piedi su quello che perdiamo o riteniamo per noi sia giusto avere dimenticando tutto il resto? In francese  si direbbe touchez!

Ecco si per farla breve dai film più disparati si può portare a casa un messaggio che lavora per noi, capace  di toccarci dentro come un koan per farla più mistica!  Non è necessario che si tratti per forza di un romanzo o di un film impegnato anche in una scemenza come CSI per esempio mi ricordo di aver recentemente annotato questa frase ” puoi scegliere di vivere in un mondo di paura o decidere di credere nella migliore versione di te stesso” bingo!

Sta solo a noi restare attenti, e allora cinepanettoniamoci senza vergogna!

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