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I virus sono alle porte, che fare?

Scritto il 7/10/09 da Cathe in Articoli | Tags: , ,
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patologie stagionaliSi è fatto un gran parlare dell’influenza suina e della sua vaccinazione, adesso si assiste al silenzio dei media in attesa della comparsa sul mercato del vaccino pronto.

Ciò che non abbiamo ancora affrontato in effetti è il discorso delle patologie definite stagionali come il raffreddore e le comuni influenze, considerandole da vicino e valutando quali siano le azioni possibili per prevenirle o accelerarne il percorso di guarigione.

In prima istanza dobbiamo considerare che quasi sempre queste patologie sono forme di infezione virali e solo eccezionalmente e in paziente già predisposto possono complicarsi in infezioni batteriche.

La differenza è sostanziale perchè mentre per la maggior parte dei batteri abbiamo farmaci efficaci, come gli antibiotici (sempre che il loro abuso non ne diminuisca l’efficacia!), per le infezioni virali non possiamo affatto dire la stessa cosa.

La patologia virale fa il suo decorso con o senza farmaci antivirali. I comuni farmaci antivirali oltre che avere scarsa efficacia sono anche particolarmente tossici. Si può dire senza difficoltà che il vantaggio terapeutico non supera la tossicità del farmaco.  Non solo, i farmaci così detti antinfiammatori o antipiretici usati senza scrupolo, riducendo  la temperatura del corpo, rendono il virus meno aggredibile essendo i più comuni virus estremamente sensibili al calore.

Da alcuni studi scientifici è stato evidenziato addirittura che i casi meno trattati di poliomielite sono quelli che hanno riportato meno lesioni permamenti. L’unico vero metodo efficace contro i virus è quello della vaccinazione, il metodo inventato da Pasteur consente anticipatamente la creazione di anticorpi da parte del corpo ricevente e quindi una pronta ed efficace risposta da parte del sistema immunitario.

Il corpo umano  si difende dalle infezioni virali con due grandi risposte immunitarie; la prima,  immediata, consiste nel riconoscimento dell’ agente estraneo e subitanea fagocitosi da parte di queste fantastiche cellule che appunto, come  dice chiaramente il loro nome “macrofagi”, si pappano il nemico seduta stante senza discutere!

Questa è la nostra  prima linea di difesa, se il corpo è sano e la sua risposta naturale valida, la malattia potrà essere evitata sul nascere. In caso di ridotte difese o in caso di carica virale importante o particolare virulenza del virus la prima linea di difesa può essere inefficace o insufficiente e il nemico passa quindi la nostra prima barriera protettiva per addentrarsi più profondamente nel corpo dell’ospite malcapitato.

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Il corpo in toto. By Franz

Scritto il 5/10/09 da franz in Articoli, Medicina generale | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Il corpo in toto. By FranzA furia di indagare sull’infinitamente piccolo, il rischio è di dimenticarsi l’origine.

E’ ovvio che il sapere progredisce verso sempre maggiori dettagli, verso l’accumulo di nozioni e quindi procedere in direzione del microscopico è la naturale tendenza del ricercatore.

Ma questo genera spesso la dimenticanza del fatto che anche il più piccolo dettaglio è pur sempre parte di un tutt’uno più grande.

Il fatto che si sia arrivati a definire quale singolo gene produce la tal malattia è in se’ una grande conquista. Indagare sui meccanismi fisici alla base delle varie patologie che rattristano la vita umana (e a guardare il numero di esse viene veramente da dire che la vita è un miracolo) è indispensabile al progredire scientifico.

Questo però non dovrebbe far dimenticare che il corpo umano è anche un’entità a se’ stante, in se’ completa ed unitaria.

Come tale dovrebbe essere sempre visto.

Per fare un paragone, prendiamo il classico caso della televisione vecchia di qualche anno. Improvvisamente lo schermo fa vedere tutto in verde.

Dato che i colori dello schermo vengono ottenuti miscelando i tre colori di base, rosso, verde e blu, un qualunque tecnico ci dirà che è “partita” la scheda che controlla, ad esempio, il colore rosso. Per cui vedremo solo verde e blu sullo schermo.

Il tecnico sostituirà quella scheda e le immagini torneranno a farsi vedere come prima.

Solo che dopo pochi giorni magari non funzionerà più l’audio. Di nuovo il tecnico, di nuovo la riparazione.. e dopo qualche altro giorno… PUFF! La tv non si accende più. Morta!

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Scoprire l’acqua calda!

Scritto il 2/10/09 da Cathe in Articoli | Tags:
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Catherine Bellwald Scoprire lacqua calda!Vi è mai capitato di scoprire l’acqua calda? E’ come capire una cosa già saputa anzi, molto più che saputa… strasaputa. E’ come se esistessero diversi piani di conoscenza della medesima cosa.  E’ sempre la stessa ma il modo in cui la comprendiamo è più profondo.

Recentemente stavo praticando una tecnica respiratoria che conosco ed eseguo davvero da tantissimi anni. So quanto è efficace nel produrre condizioni di interiorizzazione e nell’armonizzare chi la pratica. Consiste nell’ interrompere una fase respiratoria quando ancora le fase precedente non si è conclusa. Si dice che l’inspiro sorprende l’espiro e viceversa.

Ebbene solo pochi giorni fa, mi sono accorta di quanto questa respirazione venisse perfettamente rappresentata dal simbolo del tao (quello dello Yin e dello Yang); la respirazione produce la rotazione delle due parti.

L’inizio di una fase non coincide esattamente con la fine della fase precedente ma esiste una sovrapposizione delle due fasi o dei due pesci se preferite.

Lo stesso è avvenuto con la fase di meditazione successiva caratterizzata dalla ricerca della totale immobilità fisica e anche mentale. Anche questa volta è stato possibile percepire nella più totale immobilità come vi fosse nascosta una vibrazione profonda di base. In ogni elemento è presente il seme del suo contrario, rappresentato graficamente dall’occhio dei due pesci.

Conoscevo entrambe queste nozioni ma adesso è come se le sapessi di più, come se non solo la testa avesse compreso ma anche qualcosa al mio interno. E’ un pò come quando i tuoi genitori o amici o insegnanti, tentano di spiegarti il perchè delle cose; la comprensione è spesso solo parziale ed è solo con l’esperienza diretta che alcune parole e frasi acquistano davvero un significato diverso.

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Attacco ai passeggini!

Scritto il 30/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Attacco ai passeggini!In questi giorni è di attualità soffermarsi sulla crescente età e peso dei bambini “passeggiotrasportati”, che dire a riguardo? Certamente è un fatto che fa pensare e soprattutto preoccupare.

Sono anni che osservo questo problema e mi stupisco nel vedere bambini over quattro annoiati e stanchi nei loro passeggini supertecnologici che sembrano più lettighe da sultano o da regina di saba.

Ma adesso che il dibattito è aperto mi sento di schierarmi dalla parte di queste mamme.  Forse i signori uomini e i genitori di un tempo che fu non sanno quanto oggi una donna con figli e lavoro, debba semplicemente correre per rimanere al passo.

Le richieste sono sempre di più e senza aiuto a pagamento o da parte dei parenti la vita può trasformarsi in un incubo. Non c’è spazio per i normalissimi tempi che richiede un bambino.

Un raffreddore, una febbre, un qualsiasi intoppo, assolutamente normale per un cucciolo di uomo in crescita, può diventare  un dramma per le ore di lavoro perse e le persone da attivare.

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Direttore d’orchestra – by Valeria

Scritto il 25/9/09 da Valeria in Articoli | Tags: ,
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Catherine Bellwald Direttore dorchestra   by Valeria

In un soleggiato pomeriggio di molti anni fa entrai in casa di mia nonna. Tornavo dal giardino sudata e felice dopo aver giocato per diverse ore.

Allora avvertivo ogni parte del mio corpo non come mondi scollegati fra loro bensì come un tutt’uno saldo e forte, uno strumento dove ciascun componente trova il suo specifico compito, non meno importante di qualsiasi altro …

A quel tempo ero assai piccola e ritenevo che le varie parti che compongono il corpo umano decidessero autonomamente quale movimento compiere e quando; in armonia con tutto l’organismo.

La mia nonna mi spiegò che no, non era in questo modo che funzionavo; mi disse che era sempre il cervello a “decidere”, cioè ad inviare l’impulso a un braccio o a una gamba, ad un organo interno o a un muscolo.

Provai in quel momento una sorta di profonda, dolorosa e probabilmente ingiustificata, delusione.

Lei parve intuire il mio disappunto e per dimostrarmi la veridicità della sua affermazione mi spiegò che senza una gamba o senza un braccio è possibile sopravvivere, senza il cervello che direziona pensiero e movimento no.

Per la prima volta guardai le mie mani come se non mi appartenessero più. Osservai piedi e gambe con la sensazione che mi fosse stata tolta una possibilità.

E mi sembrò che alla mente venisse improvvisamente attribuita una responsabilità troppo grande.

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Contraccezione: il pericolo della pillola RU 486

Scritto il 23/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Contraccezione: il pericolo della pillola RU 486 Si fa un gran parlare della pillola abortiva  RU 486 o pillola della discordia, che in italia stenta ad entrare in commercio per un evidente maggior resistenza dovuta all’etica religiosa cattolica. Ma questo si può comprendere essendo il nostro il paese ad accogliere il vaticano e la sede del clero.

Si danno come scuse a questo ritardo il voler accertare la potenziale dannosità  del farmaco; ci sono state in effetti delle morti legate al suo uso, ed è quindi più che legittimo volerne capire meglio la pericolosità e per una volta andare anche contro l’interesse delle case farmaceutiche.

Certamente si stratta di un farmaco non innocuo e dagli effetti tossici e potenzialmente negativi non indifferenti; ricordiamo che un aborto non è una passeggiata e soprattutto la gravidanza non desiderata non è un raffreddore. Non per fare del moralismo ma la cosa è davvero più seria e necessiterebbe un pò di attenzione, di cultura e di maturità in più.

Di fatto questo farmaco non è paragonabile a nessun medicamento fino ad ora esistente sul mercato, in quanto sostituisce a tutti gli effetti un intervento volontario di sospensione della gravidanza e le sue possibili conseguenze; il confronto da fare è quindi tra costi, benefici e rischi del farmaco  nei confronti di costi benefici e rischi dell’intervento chirurgico.

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Investire su se stessi

Scritto il 21/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: ,
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Catherine Bellwald Investire su se stessiIn questo periodo di crisi economica si parla molto di come investire il proprio denaro per non trovarlo dimezzato. Ma questo non vale solamente in termini di denaro, quando siamo in crisi, quando ci accorgiamo di non essere e non rappresentare noi stessi o di non vivere cio in cui crediamo e che sentiamo internamente, forse questo potrebbe essere il momento per investire su noi stessi.

Trovare un’attivita motoria, un hobby o una passione che ci consentano di disperdere tensioni mentali, di migliorare l’elasticità del nostro corpo o la sua tonicità, di stimolare e scuotere il nostro intelletto e il nostro pensiero, di crescere personalmente e professionalmente.

Il trucco è proprio quello di investire,  mettere dell’energia in qualcosa d’altro è come seminare o coltivare un giardino; il tempo e la dedizione daranno i loro frutti. La stragrande maggioranza delle persone vive pensando di non avere tempo per nient’altro che per il proprio lavoro, famiglia o casa.

Il problema è che gradualmente come ogni sistema e come ben spiega la relativa teoria, si tende alla massima entropia ovvero alla mancanza di scambi e di movimento, il sistema diventa chiuso ovvero destinato al graduale deterioramento o degrado.

Si attinge sempre la farina dallo stesso sacco o se preferite ci si limita a tirare la copertina un pò sui piedi e pò sulle spalle, sempre lamentandosi del freddo, ovviamente.

Il sistema chiuso non porta ricchezza ma ad un progressivo impoverimento  e questo vale per tutto per il lavoro, per i rapporti sentimentali, per qualunque attività perche è semplicemente una legge che presumibilmente è molto di piu di una legge matematica.

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Il riso fa buon sangue…

Scritto il 18/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: , , ,
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… e allora questo bimbo deve averlo stupendo!

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Cortocircuito cognitivo

Scritto il 17/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Cortocircuito cognitivoLo chiamo così. E’ quella forma di errore che a volte si manifesta nella memoria.

Avete presente quando si esce dall’ufficio e non ci ricordiamo dove abbiamo parcheggiato la macchina? Ecco, quello è un esempio di quello che intendo con questo termine.

Noi ripetiamo alcune azioni decine di volte al mese, più o meno sempre uguali, ma con differenze più o meno sottili tra una volta e l’altra.

Nel caso dell’esempio riportato, l’auto non viene parcheggiata sempre nello stesso punto. Quasi ogni volta la dobbiamo mettere in un posto diverso (e quanti moccoli ogni volta per trovare un parcheggio!).

Ma gli atti che ripetiamo sono sempre della stessa “categoria”.

Allo stesso modo in cui un movimento ripetuto un numero sufficiente di volte diventa meccanico, ovvero eseguibile senza doverci pensare, anche una serie di movimenti, se ripetuta in modo più o meno uguale per un certo numero di volte, finisce per essere eseguita senza la necessaria attenzione.

Parcheggiare un’auto è un’operazione impegnativa ma quando la eseguiamo tutte le mattine per andare nello stesso posto, ci porta ad una sorta di “disattenzione”, una meccanicità che investe quasi sempre i processi cognitivi.

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L’autunno è già qui!

Scritto il 15/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Lautunno è già qui!Riprendendo la concezione del calendario cinese, l’autunno è certamente già iniziato e cominciamo a sentirne le reazioni sul corpo; desideriamo chiudere le finestre per dormire, coprirci alla sera e al mattino e abbiamo magari messo una copertina sul letto.

Con rammarico osserviamo le giornate farsi sempre piu’ corte.

L’autunno e’ la mia stagione preferita,  in questo periodo sono nata e mi sento piu’ vitale e con una notevole capacita’ di introspezione nei confronti dell’anno appena passato e il  desiderio di programmare nuove mete da raggiungere.

Trovo la stagione autunnale dolce come il miele di cui ha il colore; la temperatura è ancora mite e il sole, quando illumina gli alberi ne infuoca le foglie che iniziano ad ingiallire illuminandosi di una rara bellezza.

Chissà se guardando le nostre prime rughe riusciremo mai a vederle così? La mia insegnante di Ikebana lasciava apposta spesso anche una foglia mezza gialla nella sua meravigliosa composizione proprio per rappresentare anche la bellezza di questo particolare passaggio della vita.

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Il Passaggio della Ronda – by Philippe Galard

Scritto il 12/9/09 da Philippe Galard in Articoli | | Invia per email Invia per email | Visto 227 User Views

Catherine Bellwald Il Passaggio della Ronda   by Philippe GalardLa città in cui vivo è brutta, molto brutta, tanto che a volte, quando ne osservo il paesaggio, mi vengono in mente alcuni versi di una canzone di Celentano

Vorrei sapere come fa la gente a concepire di poter vivere nelle case d’oggi, inscatolati come le acciughe. Nascono i bimbi che han gia’ le rughe. Vorrei sapere perche’ la gente non dice niente ai mister Hyde, ai dottor Jekyll, i costruttori di questi orrori che senza un volto fanno le case dove la carie germoglia già.


Ieri stavo camminando lungo un “Passaggio della Ronda“*, o meglio lungo quello che ne rimaneva: una stradina delimitata da muri di pietra che una volta segnavano i confini di frutteti e orti, solo un accenno di ciò che fu; questi passaggi non hanno mai avuto la minima speranza di resistere all’avidità di quell’edilizia selvaggia che si accanisce nel demolire tutto ciò che ancora c’è di bello.

Mentre passavo in quella specie di vicolo un cane ha abbaiato improvvisamente, facendomi spaventare a morte.

Senza quell’abbaio avrei probabilmente proseguito senza vederla; a terra, nascosta nell’ombra, c’era una donna, rannicchiata su se stessa, quasi invisibile.

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Essere sessualmente attivi

Scritto il 10/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: ,
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Catherine Bellwald Essere sessualmente attiviMi capita spesso di incontrare uomini ma soprattutto donne  che riferiscono di non avere nessun desiderio sessuale, di essere come spenti da quel punto di vista, di non provare assolutamente nulla.

Questa situazione è indipendente dall’età dei soggetti, nel senso che si trova purtroppo anche in donne e uomini relativamente giovani.

Ebbene  è un campanello di allarme da non sottovalutare perchè di solito sottende a delle turbe fisiche e molte volte psichiche importanti, come la depressione. Quello che è interessante è che queste persone sono riconoscibili; cambia la pelle, la luce degli occhi, il modo di affrontare le difficoltà.

Essere sessualmente attivi non vuol dire solamente far sesso regolarmente, che so, due, tre o quattro volte alla settimana: è un’energia vitale che pervade tutto il nostro corpo. Essere sessualmente attivi significa essere disponibili a questa possibilità ma non solo in senso strettamente sessuale, se per motivi vari preferiamo l’astinenza volontaria questo non è essere sessualmente spenti.

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Vampate. Fitoterapia e agopuntura sono trattamenti efficaci.

Scritto il 8/9/09 da Cathe in Agopuntura, Articoli, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Vampate. Fitoterapia e agopuntura sono trattamenti efficaci.Le vampate sono delle esplosioni di calore che di solito nascono dal petto per diffondersi al volto, alla testa e alle braccia ma anche a tutto il corpo, si associano di solito a sudorazione e arrossamento cutaneo, talora anche formicolio e malessere generale.

Le vampate sono conosciute e associate quasi esclusivamente alla menopausa e a tutto il periodo perimenopausale ma possono essere presenti  anche nel post partum, nell’anziano di ambo i sessi, ma soprattutto nei pazienti in terapia con farmaci ad azione antiormonale e in molti pazienti chemiotrattati.

Si dice che le vampate in menopausa durano in media due anni, per estinguersi da sole ma ci sono casi dove questo sintomo non solo è estremamente forte ma perdura per oltre 10 anni, talora anche refrattario alla terapia ormonale, solitamente usata dalla medicina occidentale come unica cura del sintomo.

La spiegazione scientifica delle vampate si correla ai bassi livelli ormonali di estrogeno,  si ritiene che  vi sia un alterazione del centro della temperatura situato nell’ipotalamo ma ancora poco si sa sulla meccanica biochimica responsabile dell’insorgenza delle vampate.

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6.000 visite su un singolo articolo: giochi sessuali

Scritto il 7/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: ,
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Catherine Bellwald 6.000 visite su un singolo articolo: giochi sessualiNon me n’ero accorta… fino a che un mio amico non me l’ha fatto notare. Il post “Giochi sessuali” ha raggiunto le 6.000 visite.

Capisco che per molti è un’inezia ma per me, abituata a una media di un centinaio di visite per articolo è stato un vero shock.

Ho cercato di capire come sia stato possibile e ho scoperto che la maggior parte dei lettori era stata indirizzata su questo post da Google.

Incredibile come a volte azzeccare le parole chiave giuste può portare a risultati inaspettati!


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Una bimba di 12 anni zittisce l’ONU

Scritto il 5/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: , ,
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Ho trovato questo filmato sul blog di stampa libera. E’ un filmato del 1992, anno in cui una bambina di 12 anni, Severn Suzuki, riuscì a parlare all’ONU facendosi ascoltare in silenzio da tutti i presenti.

Il filmato è molto lungo, anche se sottotitolato in italiano, perciò riporto direttamente qui la frase finale:

“Ciò che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole”

Severn aveva solo 12 anni, ma sapeva già stare molto più dritta di molti adulti.

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Influenza suina: è ora di finirla con il terrorismo dei media!

Scritto il 4/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: ,
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Catherine Bellwald Influenza suina: è ora di finirla con il terrorismo dei media!Si aprono i giornali e si legge: “A Napoli prima morte per influenza A”, ma dovremmo vergognarci, questa non è informazione: è terrorismo.

Leggendo il testo si capisce benissimo che il paziente in questione era affetto da patologie molto gravi di fondo e che l’influenza A come qualunque altra piccola influenza o banale raffreddore avrebbe potuto essere la goccia che fa traboccare il vaso.

Mi dispiace doverlo dire ma forse siamo gli unici in Europa ad avere una stampa che si occupa con così tanta energia dei gusti e della vita sessuale dei suoi politici e che sfrutta le situazioni per seminare il panico nella popolazione. 

Se questi sono gli organi di informazione ufficiale preferisco non leggerli!

Ma occupiamoci di cose serie, diamo alla gente la misura del problema… le statistiche per esempio, in questo caso sono utilissime; la mortalità di questa influenza negli ultimi tre mesi è più bassa di molte altre influenze, si o no? I sintomi negli ultimi tre mesi di questa influenza sono percentualmente più lievi o più gravi rispetto alle comuni influenze? La contagiosità di questa influenza è più elevata rispetto alle comuni influenze? 

Questi dati potrebbero darci un’idea dell’andamento di questa patologia in modo credo più concreto. Cerchiamo di essere professionali e corretti  non occultiamo informazioni utili, per sbandierare informazioni tendenziose.

Non trasformiamo quindi l’arte di scrivere, in un mero pettegolezzo!

Perchè le parole dette non si possono cancellare o smentire, esse volano via esattamente come le piume di un cuscino aperto in pieno vento, come ben spiega il protagonista del film il Dubbio. 

Il pettegolezzo si diffonde e diventa irrimediabilmente sospetto e timore nella mente delle altrui persone.


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Equilibrio instabile – by Valeria

Scritto il 3/9/09 da Valeria in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Equilibrio instabile   by ValeriaAvete mai cercato di mettere in equilibrio una biglia di vetro sulla sommità di un rilievo? Magari anche ci riuscite!

Dai fisici questa condizione viene definita “posizione di equilibrio instabile” perché è sufficiente che una minima perturbazione agisca sulla pallina affinché questa rotoli giù lungo il crinale…

Quando però la biglia raggiunge il fondo dell’avvallamento, verrà a trovarsi in una “posizione di equilibrio stabile”; infatti, se una perturbazione la sposterà dalla posizione raggiunta, essa tenderà a tornare spontaneamente nella posizione iniziale (a meno che, naturalmente, la perturbazione non abbia energia sufficiente da far superare alla pallina il dislivello tra il fondo dell’avvallamento e l’apice del rilievo).

Questo fenomeno, nella sua semplicità, mi colpì moltissimo quando a suo tempo lo studiai.

Mi domandavo se qualcosa di simile accada anche nella nostra mente.

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Influenza suina: i media non aspettavano altro!

Scritto il 1/9/09 da Cathe in Articoli | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Influenza suina: i media non aspettavano altro!Il caso di influenza suina italiano in condizioni gravi segnalato dai media ha già spopolato; Ne hanno parlato tutti i giornali e telegiornali.

Di questo caso sappiamo solo due cose con certezza; che si tratta di un soggetto giovane e  che il suo caso di infezione virale si è complicato, con una sindrome da distress respiratorio acuto,  che come tutti sanno è un quadro estremamente grave di edema polmonare non cardiologico che può essere scatenato da diversi fattori.

Quello che stupisce è che nessun medico è stato intervistato ne’ viene interpellato a riguardo per dire la sua, che so… uno specialista immunologo o infettivologo… niente, si lascia tutto cadere nella grassa ignoranza e si conclude sbandierando la vaccinazione di massa sopra ai 6 mesi come l’unica salvezza certa!

Siamo disposti a vaccinare tutti i bambini e tutti gli adulti sani, con un vaccino chiaramente sperimentale e senza fare domande. Ma come è che nel metodo scientifico un caso non basta a dimostrare niente e invece quando fa comodo è più che sufficiente per tirare delle conclusioni?

E’ più che evidente la  strumentalizzazione della vicenda di questo giovane e sfortunato paziente e non la ricerca di informazioni riguardanti la reale situazione dell’influenza suina mondiale.

E’ stato detto che si prevede che il virus muterà causando polmoniti virali ma se la mutazione è un evento futuro come fa ad essere prevista?

E come fanno le case farmaceutiche a garantire che il vaccino protegga contro le future modificazioni del virus?

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Dormire o non dormire, questo è il dilemma

Scritto il 28/8/09 da Cathe in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Dormire o non dormire, questo è il dilemmaChi dorme non piglia pesci, spesso ci si lamenta di non essere abbastanza svegli e attenti e al contrario si hanno magari disturbi del sonno. Sembra un paradosso! Si fa fatica a stare svegli di giorno e non si riposa la notte!

Molti temono di perdere del  tempo prezioso nel dormire e ritardano sempre di più il momento di andare a letto invertendo  gradualmente il ritmo sonno veglia.  Molti temono di non dormire e assumono farmaci ipnotici diventandone dipendenti.,

Un tempo si parlava del sonno del giusto, intendendo dire con ciò che coloro che si comportavano nel retto modo, non avevano problemi di sonno.  Nel nostro secolo, in particoalre negli ultimi decenni  i disturbi del sonno sembrano in aumento.

Non solo le persone anziane, le donne in menopausa e le persone toccate da  patologie ne sono affetti ma sono molte le persone così dette sane e anche bambini e addolescenti che soffrono di tali disturbi.

Per disturbi del sonno si intende un sonno di insufficiente qualità e/o quantità:un sonno non ristoratore, risvegli frequenti, risveglio anticipato, ritardo nell’addormentamento, eccessivi sogni, bruxismo o contratture muscolari notturne. L’incidenza stimata è del 15-20%, e nell’infanzia riguarda un bambino su 3 in età prescolare.

Le cause di questi disturbi possono essere molteplici e non faro’ una noiosa dissertazione sulle diverse possibilità. Utile però è sapere che ci sono cause dette da vuoto (o mancanza di…)  come nell’anziano e nella donna in menopausa e cause da pieno o da eccesso e qui possiamo mettere i bambini e i soggetti adulti sottoposti a stress.

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Fuggire… ma da cosa? By Valeria

Scritto il 27/8/09 da Valeria in Articoli | Tags: ,
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Catherine Bellwald Fuggire... ma da cosa? By ValeriaCi sono momenti della propria vita durante i quali si vorrebbe abbandonare tutto; prendere con se giusto l’indispensabile, dire a tutti “me ne vado”, sbattere la porta rumorosamente per ricominciare da un’altra parte.

Ci si porta appresso, però, il bagaglio più pesante, quello più oneroso, quello che costituisce l’ostacolo più grande; lo si sente pesare sulle spalle e lo si deve sorreggere qualunque sia il luogo di destinazione: se stessi.

Si tratta quindi di trovare non tanto un posto dove andare bensì un percorso alternativo a ciò che ci impongono le nostre idee di giusto/sbagliato, bianco/nero, si/no, posso/non posso.

I processi alternativi sono lì davanti ai nostri occhi eppure la vita è per noi esclusivamente quel che sappiamo percepire. Nient’altro.

Una possibilità alternativa al nostro agire ordinario c’è nostro malgrado, anche se noi non riusciamo a coglierla, ad espanderla, a comprenderne il potenziale, a svilupparla.

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  • La natura è una insegnante esperta per i disturbi emotivi

    Molti pazienti riferiscono disturbi ansio-depressivi. Questi due frequentissimi stati emotivi vanno infatti spesso a braccetto anche se in alcuni prevale un l'aspetto ansioso mentre in altri quello depressivo. Tutti indistintamente descrivono comunque stati di agitazione mentale caratterizzati
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