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Il diabete e la frutta

Scritto il 11/7/11 da in Articoli, Medicina generale | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Il diabete e la fruttaDiabete e prediabete sono condizioni patologiche che sembrano essere sempre più diffuse nella popolazione moderna.

Questa patologia è considerata quella a maggior incremento rispetto alle altre; il sempre più largo utilizzo di farine, latticini e zucchero da parte dell’industria alimentare sembra per molti la causa più accreditata per spiegare questa tendenza.

Si ritiene che  la lavorazione industriale di queste sostanze alimentari le abbia da un lato rese più a buon mercato e dall’altro più aggressive nei confronti del metabolismo degli zuccheri. Inoltre cibi come pane, pasta, cereali, dolciumi e pasticci vari si mangiano in modo  sempre più frequente e continuativo.

Difficile che una persona si porti una mela, una carota e la frutta di stagione che preferisce, sarà più facile fermarsi al bar e cadere su bibite e gelati freschi.

Anche se i carboidrati sono alla base della piramide alimentare e il glucosio la fonte primaria di energia per tutto il corpo, si presuppone che sia il modo in cui vengono confezionate queste sostanze e lo stile di vita ad essere sostanzialmente cambiati. Una volta il movimento e gli sforzi fisici, ad eccezione di pochi casi, erano di gran lunga maggiori, il consumo immediato di glucosio era  sicuramente superiore oltre che di natura diversa.

Ma partiamo questa volta dall’aspetto biochimico del metabolismo del glucosio, abbiamo già visto che qualunque sostanza ingerita e digerita può essere convertita in zucchero dal nostro corpo per esser utilizzata come fonte di energia. Ma chi e cosa decide dove stoccare l’eccesso di cibo e come avviene l’utilizzo del glucosio introdotto per via alimentare?

Facciamo un passo indietro, il cibo arriva nello stomaco già mischiato agli enzimi salivari che iniziano un processo di digestione degli zuccheri complessi, che prosegue nello stomaco e nell’intestino tenue ad opera degli enzimi pancreatici. Il pancreas è un organo poco conosciuto rispetto al fegato con il quale condivide un’asimmetria e la zona chiamata ipocondrica ovvero sotto il costato rispettivamente a destra per il fegato e a sinistra per il pancreas.

Il pancreas produce enzimi per digerire i carboidrati (o zuccheri complessi), le proteine e i grassi insomma tutti tre i tipi di alimenti possibili. La bile prodotta dal fegato aiuta con i suoi sali a emulsionare i grassi rendendoli più facilemnte aggredibili dagli enzimi pancreatici. Questa è la cosiddetta funzione  esocrina della ghiandola pancreas ovvero quella parte di ghiandola che secerne il suo secreto all’interno di un dotto di una precisa area corporea.  Ma il pancreas è una doppia ghiandola esocrina e endocrina, la sua parte endocrina produce  due ormoni, l’insulina e il glucagone, che immette direttamente nel torrente ematico.

La produzione di insulina e di glucagone  è affidata alle isole di Langerhans che rispondono direttamente ai livelli di glicemia registrati nel sangue. Tanto glucosio  produce insulina, poco glucosio produce il glucagone. L’insulina consente alle cellule di utilizzare il glucosio come fonte di energia e di stoccare il glucosio in eccesso nel fegato sotto forma di glicogeno e successivamente sotto forma di grasso come riserva.

Se l’insulina non è prodotta in sufficienza lo zucchero non può essere utilizzato e resta libero nel sangue  producendo danni legati al fatto che si lega in modo permanente con numerose proteine come l’emoglobina e altera la permeabilità dei vasi sanguigni con le conseguenti patologie vascolari note. Il corpo, non usando a sufficienza il suo carburante, si trova in una condizione di deficit energetico e di fame di zuccheri che non fa che peggiorare la situazione in quanto il soggetto sarà portato a mangiare proprio le sostanze che gli sono più dannose.

Tutto chiaro fino ad ora. Recentemente diversi studi scientifici hanno evidenziato che un corretto regime dietetico controllato prolungato per 6 mesi è in grado di migliorare in modo soddisfacente i pazienti diabetici e far regredire completamente i pazienti affetti da sindrome metabolica e prediabete.

Il corretto regime alimentare è stato molto discusso, la dieta con riduzione al minimo dell’apporto di  carboidrati è la prima a essere considerata, la limitazione dei picchi di glicemia e quindi della ipersollecitazione pancreatica è stata lungamente e scientificamente adottata nella dieta  Zona che consente di mantenere un regime dietetico controllato e equilibrato nel tempo senza rinunciare totalmente ai carboidrati ma limitandoli in quantità e qualità.

La frutta come zucchero semplice quindi con alto picco glicemico veniva una volta sconsigliata a favore di zuccheri complessi, come il pane e la pasta per capirci, oggi si tende a rivalutare questa considerazione e la frutta è nuovamente considerata nella dieta dei diabetici magari associata ad altri cibi.

Nella medicina cinese il sapore dolce è collegato all’organo milza elemento terra, controllata nella legge dei cinque elementi dall’elemento legno. Il legno controlla la terra, tutti sanno che piantare alberi sul margine di un argine ne rafforza la tenuta.  Pochi sanno invece che il sapore acido controlla il sapore dolce, attingendo dalla stessa legge. In Cina qualunque medico consiglia l’assunzione di un lime a digiuno a tutti i diabetici; sono stati fatti alcuni lavori scientifici in merito a questo semplice metodo alimentare per limitare la glicemia

La frutta è un dolce acido, ovvero è ricca di fruttosio e saccarosio e acidi di frutta vari, secondo questo semplice principio diventa  il miglior modo di assumere zuccheri controllandone gli effetti nocivi.

In estate la frutta è un modo per alimentarsi in modo fresco e contemporaneamente consente di idratarsi per la ricca quantità di acqua e minerali.  La frutta poi quando coltivata come Dio comanda è una delizia per il palato e per gli occhi,  solo a guardarla dovrebbe venire la voglia di mangiarla.

Sempre che non siate troppo intossicati per sentirne il richiamo!

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Il mese di luglio e il piccolo intestino nella medicina cinese

Scritto il 7/7/11 da in Articoli, Medicina Energetica | Tags: , , , , , , ,
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Catherine Bellwald Il mese di luglio e il piccolo intestino nella medicina cinese Con il 7-8 di Luglio entriamo secondo il calendario cinese nell’ultima parte dell’estate e usciamo dall’elemento fuoco per entrare in quello della terra in transizione verso la stagione successiva, l’autunno.

L’organo di questo mese è il piccolo intestino, il suo orario va dalle 11 alle 13 e il suo animale è la capra.

Quando si parla di intestino tutti pensano al colon ovvero al grosso intestino e alla sua funzione di produzione e evacuazione delle feci.

Il piccolo intestino è altrettanto importante  per il corpo umano in quanto in esso si realizza la possibilità di digerire e assorbire le sostanze nutritive utili all’organismo, facendole entrare nel torrente ematico ovvero nel sangue.

Il grosso intestino corrisponde al principio di eliminazione mentre il piccolo  intestino a quello di assimilazione. Sia il piccolo che il grande intestino decorrono come canali energetici sulle braccia passando per la spalla ecco perchè spesso un problema di spalla può nascondere un problema viscerale dell’intestino.

Un organo stranamente  poco considerato e conosciuto ma di vitale importanza in quanto base della possibilità di nutrirsi e di nutrire direttamente il sangue. E’ possibile vivere senza stomaco ma non è possibile vivere eradicando completamente il piccolo intestino.

Il piccolo intestino è l’organo più lungo di tutto il corpo ben 7 metri di lunghezza, il suo interno è ricoperto di pieghe e villi e microvilli, pensate che si considera la superficie assorbente pari a 300 mq. Senza dubbio si tratta anche se vitualmente dell’organo più grande del corpo, non credete?

Il piccolo intestino è diviso in tre porzioni, il duodeno che circonda la testa del pancreas e  riceve il succo pancreatico e la bile attraverso il dotto pancreatico e il dotto biliare e il succo gastrico e salivare attraverso il rapporto diretto con lo stomaco. L’intestino tenue prosegue poi con il digiuno e termina con l’ileo che continua con il primo segmento del colon chiamato cieco.

Per la medicina cinese il piccolo intestino come lo stomaco, il fegato, il pericardio sono organi collegati all’elemento terra. La terra  come centro, come materia, come stabilità. Questi quattro organi gestiscono la digestione del cibo inteso come alimentazione ma anche come emozione. Ecco perchè il piccolo intestino come il suo alleato stomaco sono i visceri che maggiormente si destabilizzano con le emozioni

Il piccolo intestino è  il viscere accoppiato con il cuore e viene trattato in agopuntura in tutte le patologie emozionali; ansia, attacchi di panico, palpitazioni, agitazione ma anche nelle cistiti, nelle cervicalgie e nei torcicolli ricorrenti.

Strano penserete voi  collegare il cuore all’intestino!  Ma basta pensare al sangue. Il piccolo intestino nutre il sangue di sostanze nutritive e il cuore lo distribuisce a tutto l’organismo, sono parenti nella funzione di portare nutrimento al corpo. Inoltre ricordiamo che il piccolo intestino interviene massicciamente con le placche del Peyer nella produzione di linfociti che sono a tutti gli effetti cellule della linea bianca del sangue.

Un importante collegamento esiste anche tra piccolo intestino e  fegato non solo per la loro vicinanza anatomica ma anche per il loro rapporto diretto mediato dal dotto biliare con il quale il piccolo intestino riceve direttamente il suo secreto, la bile. Inoltre sull’orologio e sul calendario cinese il fegato si trova in corrispondenza  opposta al piccolo intestino. Il fegato nel mese di gennaio alla fine dell’inverno e in transizione verso la primavera e il piccolo intestino alla fine dell’estate in transizione verso l’autunno.

Troverete interessante osservare che gli orari di questi quattro organi legati all’elemento terra sono tutti in corrispondenza di momenti dedicati all’alimentazione. Lo stomaco dalle 7 alle 9 del mattino, il piccolo intestino dalle 13 alle 15, il pericardio dalle 19 alle 21, troviamo rispettivamente l’orario della prima colazione, del pranzo e della cena. Per l’orario del fegato che va dalle 1 alle 3 di notte credo si possa intuire che l’importanza del riposo in questa particolare fascia oraria possa corrispondere a una sorta di nutrimento.

Sempre facendo queste analogie è possibile considerare che in questi quattro periodi dell’anno, luglio, ottobre, gennaio e aprile il corpo possa avere una maggior necessità di trovare momenti di nutrimento intesi come momenti di rigenerazione, di relax e di arricchimento interiore.

A mio parere in questo particolare periodo dell’anno è importante nutrirsi di altro e non solo di cibo. Inoltre in questo periodo il caldo è di solito più forte e meno sopportabile per chi resta in città. Ricercare il contatto con la natura, stare con le persone care e coltivare le proprie passioni è di fondamentale importanza anche solo per brevi momenti della giornata: insomma questo è il miglior momento per una pausa… è tempo di  vacanza!

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La condivisione e la rete come patrimonio di tutti

Scritto il 6/7/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald La condivisione e la rete come patrimonio di tuttiIeri si sono trovate e riunite molte persone in un evento straordinario trasmesso in rete ovvero sul web. Un’ iniziativa contro la censura e il controllo dell’informazione trasmessa in rete, per contrastare pacificamente il progetto di costituire nuove regole sui diritti di autore e nuove  linee guida sulle informazioni che viaggiano sul web che si dovrebbero decidere oggi all’AGCOM, senza il consenso dei cittadini.

Una serata con livello di ascolto altissimo oltre i 4500 le persone collegate contemporaneamente per quasi tutto l’evento per un totale di oltre 85.000 visitatori singoli. Un momento per molti  di esprimere a voce la propria opinione in merito alla questione in essere, ma forse non solo. Un nuovo modo per manifestare, forse un nuovo modo per fare  anche politica al di fuori dai ranghi stretti delle  poltrone dei politici ormai stantii e ammuffiti.

Sono intervenuti personaggi di rilievo artistico, politico e molti blogger. Fra le tante voci mi è piaciuto moltissimo il discorso di Richard Stallman che con un  inglese scandito con calma e inframmezzato da parole  in italiano, ha spiegato il non senso del  termine di pirateria, “i pirati usano armi e non strumenti musicali“.

Da sempre avevo antipatia e fastidio quando al cinema e sui video  veniva trasmessa la propaganda antipirateria. Mi colpiva la  violenza e l’aggressività dello slogan. Ma solo oggi capisco che quel fastidio altro non era che la percezione inconsapevole dell’assurdità della cosa. La possibilità di versare un contributo economico equo  su larga scala sarebbe secondo Stallman più che sufficiente per tutelare e sostenere gli autori, dando inoltre opportunità anche ai meno famosi di farsi conoscere.

La rete insomma come grande possibilità di divulgazione culturale, ma anche di crescita politica, sociale ed economica, all’insegna del confronto onesto e privo della ormai poco tollerata arroganza degli uomini di potere. La rete come possibilità di essere liberi di esprimersi, come strumento orizzontale per tutti e alla portata di tutti.  La rete come la possibilità di usare la tecnologia per crescere e  migliorare.

La rete così come è, resta l’ unico vero territorio di tutti, questa è ormai la consapevolezza di molti e per questo va preservata e protetta da coloro che vorrebbero metterci su la zampina lanciando grida di falso allarmismo.

La rivoluzione francese è ormai lontana ma una nuova rivoluzione potrebbe scoppiare se  questa libertà venisse meno. Questo di ieri sembra essere un passo storico verso un nuovo modo di essere più responsabili nei confronti del nostro destino comune.

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Alimentarsi di altro

Scritto il 4/7/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Alimentarsi di altroAvete mai notato che i bambini non si siederebbero mai a tavola, salterebbero a piedi uniti l’ora del pranzo e della cena sostituendola con altro? La vita è per loro nutrimento, ogni azione è nuova e racchiude la bellezza della sua scoperta, ogni nuova esperienza diventa cibo per il loro sviluppo individuale.

Diventando grandi si perde interesse per quasi tutto, ovvero tutto è considerato già noto e addititura fonte di pensieri costantemente al negativo.  Così facendo molti piaceri si perdono strada facendo. Restano salvi il piacere della tavola, quelli del sesso e quello dei soldi.

Il problema di questo secolo non è tanto il sesso e il denaro facile, ma il cibo facile. Non c’è niente di più sfruttato del cibo. Quando non si sa come passare il tempo ci si siede a tavola o si mangia anche se non si ha veramente fame. Quando il tempo invece non c’è, ci si ciba di qualunque cosa a portata di mano. Il cibo di cui  ci  nutriamo poi ha sempre meno valore, non è fresco, non è coltivato o allevato in modo sano, non è preparato con arte e ovviamente non è nutrizionalmente ne emotivamente sano. Ma a noi basta mangiare.

Pensate anche a quanta pubblicità viene fatta sul cibo più sconsigliato: merendine, cioccolato, dolci, gelati, patatine… uno sproposito.

La verità è che dovremmo tornare a ragionare come quando eravamo piccoli. Se non mi piace non mangio, non è quello che vorrei mangiare oppure  non è fresco  lo lascio da parte, se ho troppa fretta salto o mi mangio un frutto, se sono troppo stanco rinuncio a mangiare faccio uno spuntino e mi riposo.  Non moriremo mica di fame vero?

La nostra preoccupazione dovrebbe volare  non solo su cosa mangio oggi! Ma verso altro.. verso altri piaceri , verso altro nutrimento. Al corpo dovremmo dare movimento fisico, movimento emotivo e mentale e dovremmo farlo tutti i giorni. E preoccuparci davvero di nutrirlo a sufficienza e non solo di riempire la nostra pancia.

Dovremmo  preoccuparci di più trascorrere del tempo con le persone che davvero ci sono care e che ci nutrono di emozioni piacevoli. E trovare il modo di provare a  fare cose che davvero ci piacciono e perchè no  cercare il modo per inserire nel nostro mondo lavorativo  i nostri gusti.

Ma di tutto questo ci dimentichiamo, pensiamo sia una favola per i più fortunati, smettiamo di sognare e di fare progetti e tristemente  ci allontaniamo dal corpo fisico e emotivo. Non sentiamo più il bisogno di urlare , di correre, di tuffarci nell’acqua, di volare via.  Blocchiamo questi sani istinti di libertà e di altro nutrimento, soffocando la nostra mente. I pensieri finiscono in un circuito chiuso sempre più stretto come un animale in gabbia e….non c’è più niente di nuovo.

Non moriremo di fame ma così moriamo lentamente dentro!


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Ricette per mangiar sano: il cous cous all’italiana

Scritto il 30/6/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: il cous cous all’italianaIl cous cous scritto così alla francese in realtà prende il nome dal berbero Kuskusu, è considerato il piatto nazionale di numerosi paesi del nordafrica e il secondo piatto preferito dai francesi, ma anche una ricetta siciliana prelibata.

Il cous cous è  una semola di grano duro  a grani più o meno grossi, anticamente preparata a mano oggi di produzione industriale.

L’antica cottura al vapore del cous cous è un procedimento lungo e laborioso che prevede diversi passaggi e fasi e necessita della apposita doppia-casseruola quella sotto molto alta nella quale si cuociono le verdure in brodo e una casseruola superiore forata nel quale  si ripone il cous cous che si cuoce con il vapore delle verdure sottostanti.

Oggi il cous cous si trova abitualmente in tutti i supermercati e alimentari in forma precotta al vapore, queste preparazioni offrono il vantaggio di essere pronte in pochi minuti, più veloce di una pasta o di un riso, basta sapere come si fa come tutte le cose!

Vi consiglio di sperimentarlo è un piatto molto estivo, un pò diverso dalla solita pasta e facilmente digeribile e poco aggressivo sull’intestino. Sono molti infatti i pazienti che non sono intolleranti al glutine ma presentano una sorta di infiammazione intestinale dovuta alle farine bianche lavorate troppo finemente e talora associate a sostanze chimiche irritanti. Il cous cous si presta a una preparazione molto varia a secondo dei gusti e del tempo a disposizione.

In Marocco la classica ricetta prevede verdure bollite e anche carne di agnello bollita nella parte inferiore e la granella di cous cous cotta al vapore nel ripiano superiore e inumidita dal brodo di cottura. Un piatto molto semplice e dal gusto delicato a meno che non si aggiunga la salsa piccante.

Essendo il nostro couscous già precotto possiamo associarlo con sughi  all’italiana alle verdure oppure uno spezzatino di vitello o di pollo oppure alla classica zuppa di pesce. Il mio consiglio è quello di seguire i propri gusti e sapori. La cosa importante è usare un sugo molto fluido o acquoso oppure preparare a parte un brodo di pesce, di carne o di verdure  da sostituire all’acqua consigliata per fare rinvenire e gonfiare la semola rendendola più gustosa.

Per i vegetariani consiglio di usare, carote o zucca, melanzane e zucchine da far rosolare in padella con un filo di olio e di cipolla se vi piace, fate insaporire e dorare le verdure e poi aggiungete il sugo di pomodoro oppure i pomodorini freschi, un pizzico di estratto di pomodoro, sale, peperoncino e abbondate con i profumi come la maggiorana, l’origano e il basilico, abbassate il fuoco al minimo e coprite con il coperchio. Se il sugo si rapprende troppo aggiungete un pò d’acqua durante la cottura.

Se invece volete sperimentare il cous cous al pesce ebbene sappiate che la gallinella e lo scorfano sono i pesci più gustosi da utilizzare in sugo, molto più dei pesci più nobili, potrete poi aggiungere scampi o gamberoni o calamari e usare i resti del pesce per fare il “fumetto” o brodo di pesce che insaporisce ulteriormente la semola del cous cous.

La preparazione della zuppa di pesce è un pò più laboriosa, e richiede se possibile pesce fresco, mentre un sugo di verdure miste  può essere fatto anche il giorno prima e  in modo anche molto semplice. La semola si versa in una grande padella si aggiunge l’acqua o il brodo in quantità leggermente maggiori rispetto a quelle indicate sulla confezione, sale e olio di oliva e si lascia riposare e gonfiare coprendo con un coperchio, poi si accende il fuoco e si fa girare la semola finchè non assume un aspetto morbido  e senza grumi eventualemnte si aggiunge acqua o brodo e olio.

Si serve la semola e il condimento separati in modo che ognuno si serve della dose a lui più gradita di semola e condimento. E’ utile anche servire sempre a parte  del brodo di verdure o il fumetto e del buon olio di oliva per inumidire la semola al punto giusto in quanto questa tende sempre a bere tutto il condimento e diventare asciutta.

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Il potere terapeutico degli animali

Scritto il 27/6/11 da in Articoli, Medicina generale | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Il potere terapeutico degli animaliE’ ormai riconosciuto da numerosi eminenti psicologi che un animale domestico è in grado di sanare una ferita o una  sofferenza sentimentale anche profonda tanto quanto una medicina.

Una malattia, un lutto in famiglia, un divorzio, i figli che se ne vanno sono tutte possibili situazioni che possono beneficiare del potere terapeutico degli animali.

All’animale domestico nella maggior parte di questi casi viene attribuito un significato emotivo molto importante e l’animale non è mai al di sotto delle nostre aspettative.

In lui si cerca e si da amore e affetto e da lui si riceve sempre una quantità di affetto e amore incalcolabile perchè moltiplicata dalla soddisfazione intima e profonda di essere importanti e desiderati. Non importano le spese del veterinario, della toilettatura e della sua alimentazione e neanche gli sforzi per portarlo fuori. Lui è  più importante di molte altre persone che ci girano intorno.

Un animale acquistato per caso  o per gioco o per curiosità al quale non vien data importanza e nessun carico emozionale passa invece la sua esistenza nella più totale e insignificante indifferenza da parte del suo padrone. Un cane che sostituisce un cane molto importante non sarà mai un grande cane perchè a lui non ci si affezionerà mai abbastanza.  Sono i cosiddetti cani tappa buchi.

I veri cani o gatti o altri animali domestici, quelli ai quali un uomo si lega a doppia mandata, sono quelli che arrivano in un particolare momento della vita e che fanno come da serbatoio del nostro emotivo.

In un certo senso in loro si riversa qualcosa che poi è possibile vedere e ritrovare come guardandosi allo specchio, la loro presenza è una consolazione, una sicurezza e come un nutrimento emozionale talora molto importante per superare alcuni momenti difficili della vita.

Avere un animale domestico permette di  esprimere la nostra tenerezza, permette di non sentirsi soli  ed è utilissimo nella fase dello sviluppo, soprattutto se ci sono state delle sofferenze famigliari; prendersi cura di un altro essere è un modo per diventare più responsabili e permette ai ragazzi di crescere e diventare più maturi e forti emotivamente.

L’animale domestico poi è davvero insostituibile nella terza età, alcune case di cura  si stanno attrezzando per consentire ad alcuni animali randagi di essere addottati,  per gli anziani è un modo per non sentirsi soli e essere meno rigidi e cinici. Si tratta di  una medicina potentemente antidepressiva, forse anche un modo per sentirsi più collegati alla natura e quindi armonici.

Una cosa è certa; lavorare con cani, gatti e animali domestici è diventato negli ultimi anni un autentico business,   la solidarietà e le attenzioni per gli animali superano in molti casi quelle per gli essere umani e per se stessi, si può sopportare una cefalea per anni senza decidersi a curarla seriamente ma se il cane starnutisce si corre dal veterinario! Ci sarebbe da ragionarci sopra. Meglio comunque così che nelle tasche delle case farmaceutiche sempre pronte a trovare pillole della felicità da assumere vita natural durante.

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Fitoterapia cinese: per trattare l’iperidrosi o sudorazione eccessiva

Scritto il 23/6/11 da in Articoli, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Fitoterapia cinese: per trattare liperidrosi o sudorazione eccessivaLa sudorazione è prodotta dalle ghiandole sudoripare presenti nel derma, per la medicina cinese questo secreto è considerato il secreto del cuore.

Questo non dovrebbe stupirci in quanto il cuore è un organo di fuoco come ben si dice nel bellissimo film il paziente inglese,  e come si apprende da molto più di 2000 anni dalla medicina cinese.

Il fuoco produce calore e sudore e può asciugare e bruciare esattamente come il sole.

Lavorare al caldo o stare al caldo si accompagna automaticamente al sudore. Pensate che  la sudorazione è considerata una forma di terapia per eliminare tossine e patogeni. Può essere indotta con calore esterno come con la sauna o per via interna attraverso fitoterapici ad azione mirata.

L’ eccessiva  sudorazione chiamata anche iperidrosi, produce a lungo andare una perdita eccessiva di liquidi, di minerali e secondo la medicina cinese  anche di energia e quindi soprattutto se estrema e in condizioni di debolezza deve essere contenuta.

L’ipersudorazione può essere considerata un segno di problematiche patologiche interne molto diverse tra loro e quindi necessita di un inquadramento e di una adeguata diagnosi prima di essere trattata.

Può essere il segno di una specifica costituzione fisica, che secondo il dott. Huang Huang necessita di una terapia mirata che lui individua nel prodotto Huang qi o Astragalo che si ritiene peraltro protegga la superficie dagli attacchi esterni e quindi dalla facile insorgenza di patologie da raffreddamento. Questo prodotto è infatti indicato nei pazienti che sudano molto e che tendono ad ammalarsi con facilità.

Una sudorazione eccessiva è considerata anche come la manifestazione di un’eccessiva sollecitazione emozionale  intesa come “debolezza emotiva” , che agisce sull’energia del cuore indebolendolo; in questa situazione  è l’organo cuore che deve essere sostenuto, si parla di tonificazione  dello yin di cuore o del sangue di cuore.

L’iperidrosi è anche una risposta ad un eccessivo calore esterno conseguente a una regolazione interna della temperatura. L’aumento del delta tra calore interno e esterno produce come risposta una sudorazione per evitare che il calore interno aumenti in modo eccessivo. In caso di colpo di calore ovvero di calore esterno fra i fitoterapici più usati citiamo Ju Hua,  il fiore di Crisantemo e  Bo he, la foglia di menta.

L’iperidrosi può essere anche una risposta positiva del corpo per contenere un aumento del calore interno. Se il calore interno è pieno è di solito la risposta a una infezione che si manifesta con rialzo febbrile, risultato di un innalzamento dei mediatori dell’infiammazione.  In questo caso saranno utili rimedi freddi  con azione antimicrobica come i tre bianchi: Huang Quin Radice Scutellaria, Huang Lian Rhizoma Coptidis, Huang Bo Cortex Phelodendri chinensis.

Nel caso di calore vuoto  come nelle classiche vampate della menopausa o post chemioterapiche è il vuoto di yin e di sangue il responsabile di un innalzamento dello yang verso l’alto e verso l’esterno.  Questo tipo di sudorazione peggiora la notte e viene anche chiamato il sudore dei ladri. In questo caso esistono rimedi fitoterapici specifici chiamati tonici dello yin e del sangue tra cui citiamo la più usata e conosciuta Shu di Huang Radix Rhemanniae Preparata

Infine un aumento della sudorazione può essere il segno di una debolezza dell’energia di superficie detta wei qi, tipicamente presente durante un periodo di convalescenza dopo una malattia come una polmonite per esempio quando il corpo ancora non ha ripreso le sue forze. Ovviamente anche in questo caso sono indicati tonici del qi magari mirati a un determinato organo piuttosto che a un altro.

Insomma l’iperidrosi  può essere il segno di un disturbo che merita di essere trattato con adeguata terapia fitoterapica; anche l’intolleranza al caldo  come l’intolleranza al freddo può essere il  segno di un disturbo ovvero di un calore interno che mal sopporta l’aggiunta del calore esterno e che vale la pena di essere corretto.

Quello che però frequentemente accade è che le persone non sopportano di sudare durante la stagione estiva per partito preso. Ci si vergogna spesso della propria sudorazione come se fosse un’onta o qualcosa da nascondere; il sudore viene spesso considerato segno di sporco o una mancanza di rispetto nei confronti del prossimo. Il sudore di una persona sana non dovrebbe essere maleodorante ne disturbante ma l’espressione di un impegno fisico o emotivo. E’ giusto lavarsi appena possibile ma diventa estremo il non voler sudare a tutti i costi, facendo ricorso a uso indiscriminato di aria condizionata.

Un corpo sudato dovrebbe esprimere bellezza e anche sensualità e non ribrezzo,  il sudore fresco su un corpo lavato e sano non dovrebbe essere vissuto come un problema ma come una possibilità di espellere tossine e di ricambiare i liquidi e soprattutto un espressione dell’organo più nobile che abbiamo: il cuore.

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Agopuntura nei casi complicati e nei disturbi multipli

Scritto il 20/6/11 da in Agopuntura, Articoli, medicina cinese | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Agopuntura nei casi complicati e nei disturbi multipliI medici di base sanno benissimo che i comuni pazienti sopratutto se non più giovanissimi non hanno quasi mai un singolo problema o disturbo ma una serie di problematiche e patologie; più gli anni passano e più la lista si allunga.

Alcuni pazienti  per non iniziare oggi e rischiare di non aver finito entro domani,  censurano da soli e tagliano molti disturbi dal loro racconto anamnestico. Accade spesso che siano loro a decidere cosa dire e cosa no, dimenticandosi che il corpo è una unica entità e che problemi viscerali possono essere anche collegati a problemi più esterni.

Succede quindi e non di rado che alle domande non specifiche sul problema per il  quale il soggetto si rivolge a noi il paziente volutamente sorvoli e non risponda correttamente alle domande, pensando “tanto quel disturbo lo curo con quella medicina e con quello specialista”.

Per la medicina cinese molti organi sono collegati al di là della loro vicinanza  fisica o funzione biochimica fisiologica. Il rossore degli occhi per esempio in un soggetto con frequente cefalea ha un significato preciso. Lo stesso vale per dolori, bruciori o disturbi cutanei  presenti sullo stesso canale o su canali collegati.

Qualche giorno fa incontrando  un medico di base per strada  è emerso come invece per  la medicina occidentale i disturbi quando numerosi creino un vero e proprio disagio nella possibilità terapeutica. Troppe cure! Il medico specialista  si fa meno problemi mentre il medico di base a un certo punto non sa più cosa fare. E come questa collega finisce per pensare o dire” signora sono troppi! non posso fare niente per lei”. Il pericolo è quello di compilare liste interminabili di ricette mediche.

Oggi giorno i medici vengono penalizzati se prescrivono un numero troppo elevato di esami e di terapie fisiche è un metodo per contenere la spesa sanitaria pubblica. L’agopuntura non entra ancora nelle prestazioni sanitarie ma  in questi casi complessi diventerebbe un trattamento multifunzionale e soprattutto molto più economico.

Infatti l’agopuntura è un trattamento che potremmo definire globale ma meglio sarebbe definirlo omeofisiologico; non cura solo il sintomo ma avvicina la persona alla sua salute in senso più ampio. Non è necessario fare 10 sedute per ogni singolo dolore.

A differenza delle terapie fisiche o dei farmaci, gli aghi possono lavorare localmente sul dolore o problema specifico e contemporaneamente sulla radice del problema che il più delle volte è collegato ad altri disturbi anche se totalemnte diversi come localizzazione.

Quello che mi capita spesso di vedere è che i diversi dolori di una persona sono spesso l’espressione dello stesso disturbo di base. Succede infatti molto spesso che il dolore di una spalla dx,  di un ginocchio sx e di una caviglia dx si trovino su canali corrispondenti ai diversi collegamenti e rapporti tra canali. In questo modo trattando un disturbo si trattano anche gli altri due  senza neanche dover aggiungere aghi in più.

Inoltre aggiungendo qualche ago in più  si possono lavorare disturbi dolorosi diversi anche se non presenti sullo stesso canale o canali collegati così facendo è possibile trattare dolori e disturbi multipli durante la medesima seduta. Questo è una possibilità  da non sottovalutare nel paziente complesso e multicompromesso.

Non è assolutamente vero che non si può fare  niente quando i dolori sono tanti, certo il caso è più complicato sia nella scelta degli agopunti che nella comparsa dei risultati ma vale la pena provare, invece che tenerseli o, peggio, di assumere sostanze farmacologiche che spesso non solo non vanno  a sanare il disturbo alla sua origine ma in più rischiano di essere sempre di più numerosi e quindi potenzialmente dannosi oltre che sempre meno efficaci sul controllo del disturbo.

Un disturbo non corretto porta inevitabilmente altri disturbi e così via. E’ come se con la macchina iniziassimo lentamente ad allontanarci dal percorso stradale da seguire senza correggere la rotta tempestivamente. Con il passare del tempo non si trova più la strada giusta e si rischia di perdersi completamente girando a vuoto e rischiando di curare i sintomi che purtroppo non hanno più collegamenti diretti con la causa che li ha generati.

E’ come se i disturbi non curati corettamente generassero una sorta di labirinto. Il trattamento di agopuntura permette di trovare la strada per passare e avvicinarsi più o meno all’equilibrio di base. E’ per questo che talora pazienti molto complessi  dopo aver migliorato un disturbo passano da un disturbo all’altro come percorrendo un percorso a ritroso verso la salute.

Ed è  per questo che curando una spalla con l’agopuntura il paziente può migliorare la sua condizione di stabilità emotiva, di sonno, di lucidità mentale, di stitichezza o di gastropatia: sono effetti collaterali che potremmo chiamare positivi!

Vi rendete conto della differenza tra questa terapia e i farmaci oppure tra questa terapia e  altre terapie fisiche locali?

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Viaggio a Marrakech: trucchi e medicina berbera

Scritto il 16/6/11 da in Articoli | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald Viaggio a Marrakech: trucchi e medicina berberaSono recentemente tornata da un long week end a Marrakech. Viaggiare è sempre un ottimo investimento, ti mostra luoghi, usanze, storia e culture lontane da quelle a noi note.

Mi ha piacevolmente colpito la cortesia del popolo marocchino che a differenza di quello egiziano o maldiviano, accomunati dalla religione musulmana, non sembra avere nessun disprezzo per il turista anche se inevitabilmente è indubbiamente infedele  al Corano.

Nessun problema a servire il vino anche se come spiegava il cameriere non potrebbero neanche toccarlo, nessun problema con i vestiti femminili alla europea; jeans, smanicati, gonne e pantaloncini corti non creano disappunto ne scandalo.

Un fatto di business direte voi.  Si il commercio questo popolo lo ha nel sangue ma forse non è solo questo. Mi è sembrato di cogliere da parte di tutti coloro che ho incontrato un sincero desiderio di mostrare quanto per loro la religione permei ogni cosa, dal cibo, al fumo, al modo di vestire e lavarsi. La vicinanza con la quale vivono  la loro religione consente loro di vivere in modo più intenso e di cogliere attraverso di essa un forza ma senza prevaricazione sulle altrui idee.

I marocchini aspettano con ansia il loro Ramadan che quest’anno arriva in agosto, un mese molto caldo, in cui non bere e non cibarsi fino al calar del sole richiederà un grosso sforzo. Un impegno che però li unisce al di là di ogni rango sociale e che i Marocchini sono davvero contenti di svolgere e di portare a termine.

“Le 5 preghiere al giorno scandite dai Muezzin sono come le dita della mano” mi ha detto la guida della scuola coranica e chiudendomi pollice e indice con le altre dita distese mi ha mostrato che la mano formava un mudra identico all’ideogramma rappresentante il mome di Allah. Interessante non trovate? In India  nella pratica antica dello Yoga questo Mudra è molto praticato e lo troviamo presente anche in molte altre religioni. Sono infatti tantissime le iconografie cattoliche e protestanti dove Gesu Cristo è disegnato con la mano in questo gesto. E il numero 5 poi non parliamone.. proprio permea tutta la filosofia cinese e si ritrova come simbolo in numerose religioni.

Quante similitudini  anche tra la medicina cinese e quella  berbera. Partendo dalle  bevande marocchine più comuni, spremuta di arancia, the verde e menta, casualmente tutte bevande altamente rinfrescanti e considerate dalla dietetica cinese tutti alimenti con qualità fredda.  Il fiore di Gelsomino in essenza è usata per le sue proprietà repellenti nei confronti delle mosche e delle zanzare un pò come da noi il Geranio, il fiore della rosa per le sue proprietà lenitive e decongestionanti e il fiore dell’arancio amaro per calmare e rilassare. Queste essenze si ritrovano ovunque e vengono adoperate come profumazione insieme all’olio che chiude il rituale dell’Hammam.

Anche questa una usanza che mostra come nell’accuratezza delle pulizia personale vi sia anche il desiderio di eseguire un gesto che non è solamente esteriore, togliere la pelle morta con il guanto e il sapone nero, per poi ungersi con il famoso olio di Argan e profumarsi di rosa o gelsomino. Gesti e usanze antiche che richiamano un significato interiore del concetto di pulizia.

Ho trovato curate e pulitissime non solo tutte le persone che ho incontrato ma anche l’ambiente, i tappeti in particolare che, nonostante il caldo, sono incredibilmente profumati e igienizzati grazie all’utilizzo di essenze varie mischiate a quella dell’Albero del The, noto per la sua proprietà germicida.

Lo Zafferano e il Karcadè vengono usati per le loro proprietà antivirali  nel trattamento dell’herpes simplex labialis. Cinque tipi diversi di fungo essiccati vengono adoperati per combattere le micosi. E’ curioso vedere che il fungo combatte il fungo, con il principio del  similimum  dell’omeopatia.

Per andare sull’estetica la polvere  di antimonio, chiamata khol, viene ancora usata sull’interno della rima palpebrale non solo per avere uno sguardo più intenso ma anche per proteggere gli occhi dalle infezioni e dal sole, mentre la polvere  del minerale detto rosa del deserto è utilizzata dai berberi per sbiancare i denti. Avete mai notato come sono bianchi i denti e gli occhi dei Touareg? Un marocchino di origini berbere mi ha detto “sorella… sono le uniche cose che possiamo usare per conquistare le fanciulle!”

Ma ancora non è finita, usano moltissimo le erbe aromatiche che come è noto nella medicina cinese muovono e aprono gli orifizi. I grani di Nigelle, detti anche grani eterni, possono essere messi in piccola quantità in un fazzoletto  e servire attraverso le loro proprietà diaforetiche per aprire il naso, utilissime in caso di sinusiti, riniti, cefalee  e russamenti molesti, “ronflement” come dicono loro in francese. Il fazzoletto ben chiuso viene strofinato prima sulla mano per riscaldarlo e poi appoggiato su una nari; l’effetto di liberazione del naso è sorprendente, una volta confezionato si può tenere in tasca o sotto il cuscino a vita! Una soluzione decisamente troppo economica ecco perchè non arriva da noi!

Come è possibile intuire, questa è una terra molto povera con minimi sbocchi di lavoro e di impiego, le risorse restano confinate al turismo e all’artigianato; dalla concieria e lavorazione delle pelli, alla lavorazione del legno, dell’argento, dei tessuti, dei tappeti e del vasellame.

Un luogo dove è difficile tirare a campare ma dove è ancora possibile respirare profumi d’oriente e vivere  atmosfere da mille e una notte.

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Festeggiare l’anniversario di matrimonio

Scritto il 13/6/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Festeggiare lanniversario di matrimonioIeri era il mio 19 esimo di matrimonio. Sono 19 anni che mi sveglio vicino a questo uomo. Quando apro gli occhi lo guardo e mi sembra bellissimo forse più bello ancora di quando lo ho sposato. Si 19 anni fa era più forte, più aggressivo e apparentemente più sicuro di sè. Ma oggi i capelli bianchi intorno al suo viso lo rendono ancora più nobile e aver scoperto le sue debolezze e i suoi difetti me lo rendono più completo e decisamente più attraente.

Non lo amo affatto come il primo giorno: lo amo molto di più di allora.

Apprezzo la sua brillante e raffinata intelligenza, il suo cervello rispetto al mio penetra in profondità il linguaggio nella sua più squisita espressione, ed è capace di cogliere e spiegare con matematica ed infallibile precisione delle verità e delle conoscenza che io fatico anche solo a intuire.

Apprezzo la sua sensibilità quasi femminile non gli serve neanche di guardarmi; lui sa come sto anche solo dal tono della mia voce e dal passo con cui salgo le scale alla sera. Quando non sto bene mi circonda di mille piccole attenzioni facendomi sparire la stanchezza appena metto il piede in casa.

Adoro lo sguardo compiaciuto con il quale mi guarda e  mi considera, mi da sicurezza.

I suoi difetti? li vedo e non ho nessuna intenzione di cancellarli o di ritenere che debbano sparire. Il vero desiderio che ho è che sia  felice e soddisfatto di se come lo sono io di lui e comprendesse davvero quanto è prezioso e ricca la vita al suo fianco.

Mi dispiace non aver vissuto il mio matrimonio in modo sufficientemente profondo, allora ero una ragazzina e pensavo che fosse un gesto senza molto valore, lo consideravo soprattutto un modo per tutelarsi e proteggersi a vicenda in caso di necessità e un modo per far stare tranquilli i  genitori. In realtà il modo in cui viene considerato il matrimonio oggi è un pò come un contratto, e lo trovavo un pò assurdo. Ero consapevole che promettere di essere fedele e di amare incondizionatamente per il resto della vita un uomo era un pò superficiale.

Oggi vorrei tornare indietro e rendere più rituale questo gesto, farlo mio con parole e gesti adatti e voluti da me, e non limitarmi a ripetere le parole canoniche che sembrano svuotate dal loro più vero significato. Si tratta di avere la possibilità di unire due vite a un medesimo destino anche ben oltre la morte e non è cosa da poco. Vorrei fosse una occasione per festeggiare in grazia di Dio con gli amici più cari magari pensando ai dettagli della cena e come allietare l’evento senza dover pensare al portafoglio. Mi piacerebbe, lo ammetto.

Intanto non aspettiamo per forza di arrivare ai 20 o ai 25 anni, ogni anno è buono per festeggiare anche nel piccolo anzi possibilmente  ogni occasione dovrebbe esserlo. Il domani non è certo e vale la pena ricordarselo sempre. Non perdiamoci neanche un’opportunità per dirsi e spiegare quello che si prova, potrebbe anche non esserci un’altra occasione. Anche solo una cena può trasformarsi in un atto  magico e rituale.

E quindi cin cin.

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Accettare il cambiamento

Scritto il 9/6/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Accettare il cambiamentoDall’organo cuore apprendiamo che l’assenza di movimento porta alla morte cellulare, dalla biochimica apprendiamo la stessa cosa. Ecco perchè si insiste tanto sul movimento fisico, ma anche sul cambiare cibo con le diverse stagioni e situazioni o il rinnovare il guardaroba o qualche complemento di arredo.

Sono attività che hanno la loro importanza. Quello che bisogna evitare è di ripetere e circondarsi sempre delle stesse identiche cose. Non è necessario esagerare, qualche accorgimento è sufficiente a produrre un cambiamento.

Un copridivano o copriletto con colori diversi, la tovaglia o dei cuscini colorati, oppure un orecchino estivo, una maglietta o un profumo adatto alla stagione. Lo stesso vale per gli uomini: circondarsi sempre delle stesse persone con la stessa identica modalità e ritualità è il  vero pericolo di non produrre movimento ma solo noia. Non fraintendiamoci non è che cambiando sistematicamente amici, compagno o compagna questo significa che siamo più vivi, direi che significa che non abbiamo creato dei veri rapporti e legami,  è la modalità del vedersi, ascoltarsi e comunicare che rende lo scambio vivo o morto.

Alcuni cambiamenti non sono voluti da noi ma ci accadono; è il modo in cui li viviamo a trasformali in cambiamenti comunque utili di passaggio o di transizione  verso quello che desideriamo vivere e diventare. Ecco che un cambiamento contiene in sè  la possibilità di sfruttare una nuova situazione e opportunità a nostro favore oppure una occasione per piangersi  addosso e generare disagio e  profondo senso di infelicità.

Purtroppo capita a tutti di ricevere delle sorprese indesiderate, scoprire di non essere amati dall’uomo o donna che ci interessa, ricevere uno sfratto quando meno ce lo aspettiamo, perdere il lavoro e essere lasciati dal proprio marito o moglie senza preavviso o possibilità di cambiare le cose. Sono momenti di sofferenza dai quali alcuni non sono in grado di riprendersi.

Conosco molti pazienti che potrei definire infelici indefessi, non vi è situazione che non sia per loro fonte di nuova sofferenza e  difficoltà, non riescono a adattarsi a nessun cambiamento. Sono come dire sempre in ritardo sui tempi come avere addosso il maglione e il cappotto in estate e  il costume da bagno in inverno pronti a lamentarsi e soffrire della terribile situazione.

Insomma si muovono in modo da soffrire sempre capite? Non si tratta di cosa accade loro ma di come lo vivono. Non c’è modo di aiutarli la loro infelicità è recidiva, potremmo definirla invasiva e maligna ovvero si infiltra ovunque rovinando qualunque rapporto umano, qualunque opportunità lavorativa e qualunque esperienza personale.

Una malattia più frequente di quanto non si pensi, purtroppo molto femminile e che chiamerei una “malattia alla Rosella O’hara”. Quello che accade a queste persone non è mai quello che vorrebbero anche se è esattamente quello che è più adatto a loro, rifiutano il cambiamento e le esperienze  che si presentano loro, solo perchè hanno deciso a priori che doveva essere altrimenti, da in lì in poi, ogni situazione è la possibile fonte di ulteriore sofferenza e allontanamento dalla realtà e dalla possibilità di adattarsi e cogliere le diverse opportunità che si presentano.

Un’autentica maledizione, che necessita  un profondo e radicale cambiamento interno e talora anche delle cure di un buon psicologo

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Il mese di Giugno e il cuore

Scritto il 6/6/11 da in Articoli, medicina cinese | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald Il mese di Giugno e il cuoreIn Giugno con il solstizio d’estate si passa anche per il calendario occidentale nella stagione più calda ovvero nella tanto attesa estate. Per il calendario cinese ci troviamo in questo momento nel pieno della stagione estiva, per entrambi i calendari nel periodo di massima espressione solare.

L’elemento come potrete intuire è il fuoco, in questo caso il fuoco yang rappresentato dall’immagine del sole. Il suo organo corrispondente è il cuore, la sua ora va dalle 11 del mattino alle 13 passando quindi dallo zenit.

Il suo animale di riferimento è il cavallo, ed è singolare pensare che il galoppo del cavallo assomiglia al battito del cuore.

L’emozione del cuore è la gioia, ecco perchè in questa stagione è più facile innamorarsi, aprirsi a nuove esperienze o semplicemente essere più leggeri. Non è solo perchè finisce la scuola  e quindi numerosi impegni! Essere più gioiosi è l’espressione sana di questo organo che in questo mese, cuor cuore della stagione estiva, la fa da imperatore.

Il sudore è considerato il suo secreto, come la bile è il secreto del fegato, ed è quindi del tutto normale in questa stagione sudare più abbondantemente.

Ma che dire del cuore senza entrare in concetti troppo specialistici? E’ l’ organo considerato il più nobile fra tutti e al quale molte poesie e situazioni emotive e spirituali sono collegate. Si dice che tutto gira intorno ai soldi ma a ben guardare la natura, forse sarebbe meglio dire che tutto gira intorno al cuore. E’ il cuore la vera calamita per qualunque movimento in senso fisico e non solo.  Il cuore fa da pompa al sangue che si distribuisce a tutto l’organismo. Consente  ai vari elementi nutrizionali indispensabili per mantenere la vita cellulare di raggiungere i diversi tessuti del corpo.

In senso fisiologico il battito del cuore definisce se un organismo è vivo o morto, giusto? Quando il sangue si ferma e non circola significa assenza di vita, genericamente potremmo dire che l’assenza del suo movimento genera morte cellulare è quello che succede durante un infarto. Il tessuto cardiaco, cerebrale o intestinale come qualunque tessuto se non riceve sangue va inizialmente in ischemia ovvero in sofferenza e successivamente in necrosi ovvero va incontro alla morte cellulare. Per farla breve e semplice, potremmo dire cuore significa vita esattamente come il sole per molti esseri viventi.

Ecco perchè oggi la prevenzione cardiovascolare viene considerata di primaria importanza. Si effettua lavorando sul  sangue cercando di renderlo più fluido e leggero, quindi più facile da far scorrere nei vasi sanguigni. La famosa cardioaspirina non si risparmia quasi più a nessuno il suo dosaggio ridotto ne limita al massimo gli effetti collaterali, garantendo una netta riduzione degli eventi ischemici. Il desiderio di abbassare il colesterolo con le statine voleva avere le stesse prerogative ma il farmaco purtroppo possiede un alto livello di tossicità che lo rende assai meno manegievole.

Infine sempre in ambito di prevenzione cardiovascolare si lavora sulla pressione del sangue limitandola e riducendo così lo sforzo del muscolo cuore, è importante considerare che la pressione bassa riduce lo sforzo del cuore ma potrebbe, se troppo bassa, non consentire l’irrorazione dei distretti più periferici e in particolare del cervello. A questo proposito è indispensabile non esagerare con il controllo pressorio soprattutto negli anziani e in particolare in estate quando il caldo da solo agisce come vasodilatatore e quindi naturalmente abbassa la pressione arteriosa in alcuni casi anche in modo brusco.

Il caldo non è di per se nocivo al cuore anzi il cardiopatico soffre il freddo che vasocostringe le coronarie, ma il caldo estremo può affaticarlo maggiormente proprio perchè a lui sta il compito di mantenere il livello pressorio e di spingere il sangue in tutti i distretti corporei. Ecco che un cuore già compromesso come quello degli anziani, dei pazienti in esiti di  infarto miocardico e nei quadri di franca insufficienza cardiaca il forte caldo può essere pericoloso e anche fatale.

Nella medicina cinese si parla di fuoco o calore di cuore alludendo a una alterazione inizialmente solo funzionale capace di dare tachicardia e ipersudorazione legata a una iperreattività emozionale. In questi casi l’elettrocardiogramma è normale, il paziente può soffrire di tachicardia definita benigna o eretismo cardiaco. Il paziente frequentemente si spaventa e teme per la sua salute. Si parla degli ormai famosi e poco graditi attacchi di panico che proprio per questo spesso possono portare il paziente in pronto soccorso.

In questo caso si dice che l’asse cuore rene che corrisponde al livello più profondo del corpo chiamato shao yin non è equilibrato ovvero l’acqua del rene non bilancia il fuoco del cuore. Per questo disturbo l’agopuntura oltre che l’aiuto di diversi fitoterapici possono essere un valido supporto per limitare o evitare di dover ricorrere alla classica terapia con ansiolitici.

E’ singolare osservare che quando il cuore si scompensa ovvero la sua insufficienza è francamente organica ovvero il cuore non è più capace di funzionare come pompa, la prima e grave conseguenza  è data dall’enfisema polmonare che corrisponde all’accumulo di liquidi nel polmone;  la terapia farmacologica d’urgenza per salvare la vita del paziente è data dall’utilizzo di diuretici ad alto dosaggio. Curiamo il cuore attraverso il rene. Se vogliamo pensare in termini di medicina cinese potremmo dire che agiamo sull’ asse cuore-rene.

In estate è consigliabile avere un sufficiente apporto d’acqua e di liquidi e soprattutto tenere sotto controllo la funzionalità renale nei pazienti a rischio di insufficienza cardiaca. Per fare ciò è importante osservare le gambe e il peso corporeo dei pazienti cardiopatici. Le gambe dei paziente scompensati oltre che gonfiarsi diventano particolarmente riconoscibili, la pelle diventa sottile e traslucida oltre che essere positiva al segno della fovea, ovvero premendo con un dito intorno alla caviglia si lascia un impronta ben visibile.

Anche il controllo del peso è un sistema che normalmente si utilizza per controllare i pazienti anziani affetti da quadri di insufficienza cardiaca; è decisamente più pratico rispetto alla misurazione delle urine nelle 24 ore. Un paziente che si scompensa può aumentare fino a 10 kg in pochi giorni e questo deve essere il campanello di allarme non solo per il personale medico ma anche per i parenti o asssistenti sanitari.

In estate è altresì importante tenere i valori pressori sotto attento controllo, aggiustando con l’aiuto del medico curante  la terapia farmacologica antipertensiva per non rischiare di abbassare troppo i valori durante i picchi di caldo esterno. A questo proposito raccomando di stare molto attenti ai prelievi di sangue e soprattutto alle donazioni di sangue che eviterei in questo periodo per il pericolo di  crisi ipotensiva anche severa.

Ma tornando ai soggetti con cuore sano e non trattati farmacologicamente quello che capita frequentemente è che ci si idrati decisamente troppo poco, talora ricordandoci di bere solo durante i pasti. Consiglio di misurare la quantità di liquidi che assumete portando con voi almeno un litro e mezzo di acqua e sorsegiandola durante la vostra giornata lavorativa. Meglio se l’ acqua è a basso residuo fisso e in bottiglia di vetro.

E’ possibile prepararsi un infuso molto leggero di menta cha ha potere rinfrescante oppure una tisana sempre molto leggera drenante o disintossicante. E’ meglio non improvvisare e andare in erboristerie specializzate acquistando  tisana preparata e bilanciata ad arte nelle sue diverse componenti fitoterapiche come si faceva una volta.  Il mio personale consiglio è di fare tisane o infusi molto leggeri e diluendo il dosaggio giornaliero raccomandato per due-quattro tazze  in circa un litro e mezzo circa di acqua. In questo modo avrete ottenuto una idratazione controllata e una azione rinfrescante, drenante o purificante a seconda dei casi, eviterei di zuccherarle  mantenendo così un leggero sapore amaro che è anche il sapore dell’organo cuore.

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Patologie da aria condizionata: come difendersi

Scritto il 2/6/11 da in Articoli, Medicina generale | Tags: , , , , , , ,
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Catherine Bellwald Patologie da aria condizionata: come difendersiIl caldo è arrivato! ci siamo! I grandi consumatori di aria condizionata l’hanno certamente già accesa e messa in funzione, in macchina, in casa o in ufficio. La loro è una dipendenza non aspettano di avere veramente caldo ma ai primi caldi, trac accendono il condizionatore a manetta!

Molte raccomandazioni quindi a tutte le persone che sono normalmente sensibili al colpi d’aria o che sudano facilmente; l’aria condizionata  può portare facili raffreddamenti imprevisti con frequenti comparse di algie muscolari, sinusiti, bronchiti, otiti o gastroenteriti. Non fatevi sorprendere, portate sempre con voi una sciarpa e una felpa di cotone soprattutto se dovete frequentare negozi, uffici e mezzi  di trasporto pubblici.

Il problema però non è solamente il colpo di freddo improvviso su una pelle con tutti i pori dilatati dal caldo che ne facilita quindi l’entrata ma anche la possibile contaminazione da parte di batteri, virus, funghi, polveri e pollini  presenti sui filtri del condizionatore.

Si raccomanda  quindi molta attenzione e rigore nella pulizia e sterilizzazione regolare dei filtri dell’aria condizionata  prima dell’utilizzo dell’ impianto. Alcuni specialisti sostengono che il loro utilizzo indiscriminato possa influire sull’aumento delle allergie respiratorie oltre che portare infezioni dell’albero respiratorio, talora anche severe, con vere e proprie polmoniti acute decisamente  da non sottovalutare anche in questa stagione.

E’ rimasta storica e famosa l’infezione che colpì un gruppo di reduci di guerra durante un loro ritrovo. Al batterio responsabile dell’epidemia  venne dato il nome di Legionella (da qui il nome della patologia, detta infatti anche “Morbo del Legionario“). Questo evento, che risale ormai al 1976,  mise in ginocchio più del 10% dei partecipanti alla conferenza con una polmonite acuta e fu responsabile della morte di 34 persone.

Il rischio di contrarre un’infezione da un condizionatore non adeguatamente trattato  è quindi una situazione non scevra di pericoli anche gravi soprattutto per soggetti anziani e piccoli e per tutti i soggetti che sono sotto terapia farmacologica oppure affetti da altre patologie croniche.

E’ quindi raccomandabile quando possibile non dimenticare di eseguire una corretta  pulizia del proprio impianto  di casa e del proprio veicolo oltre che richiedere la pulizia dell’impianto del luogo di lavoro. In casi sospetti o se vi sembra di sentire attraverso le narici un’infiammazione particolare con irritazione delle mucose, potete ricorrere al comodo e nuovo utilizzo di filtri nasali acquistabili in qualunque farmacia.

Questi piccoli filtri di tre taglie diverse a seconda dell’anatomia del nostro naso si infilano nelle narici e non sono praticamente visibili dall’esterno. Possono fermare polveri, pollini e batteri. Il loro impiego per momenti particolari è una valida ideea per i viaggi in aereo o in autobus e in tutte quelle circostanze a elevato rischio.

In particolare se siete allergici a specifiche polveri o pollini e se dovete per turismo stare molto all’aria aperta o se dovete visitare una città a piedi ad elevato tasso di inquinamento come quelle indiane o cinesi o giapponesi non esitate a provarli.

Comprateli e metteteli in borsetta, un gesto semplice e banale che potrebbe salvarvi  le vacanze e  conservare la salute del vostro albero respiratorio.

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Il potere terapeutico dei fiori

Scritto il 30/5/11 da in Articoli, Medicina generale | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Il potere terapeutico dei fioriil potere terapeutico dei fiori non sta solo nella loro bellezza e intrinseca armonia che li rende adatti come  regalo e decorazione in ogni momento e in ogni occasione. I fiori hanno  potere terapeutico intrinseco ovvero legato alle loro caratterische  chimiche.

La fitoterapia cinese  utilizza tutte le diverse parti delle piante, gemme, semi, radici, rami, foglie, bulbi, polline, corteccia, frutti e ovviamente anche  moltissimi  fiori per le loro importanti proprietà terapeutiche.

I prodotti terminano tutti con Hua che significa fiore. Fra i più  conosciuti citiamo: Flos Magnoliae Houpo Hua, Flos Carthami Hong Hua, Flos di Lonicerae Jin Yin Hua, Flos Crhysanthemi Ju Hua, Flos Inulae Xuan Fu Hua, Flos Prunellae Xia Ku Hua, flos crocus Zhang Hong Hua, Flos Pueraria Ge hua, flos imperatae Bai Mao hua, flos Sophorae Huai Hua.

Ognuno di questi rimedi ha un’azione specifica ma non voglio tediarvi con una lista di azioni, vi parlerò solamente del fiore di crisantemo  usato comunemente in estate anche a scopo preventivo per limitare i colpi di calore. In Cina bustine di crisantemi si trovano comunemente in tutti i supermercati da usare come fosse una tisana. In dosaggi più elevati la sua azione è quella di disperdere il vento caldo  usato in particolare come rimedio per curare le congiuntiviti, gli eczemi e le sinusiti allergiche da calore esterno.

Quello che è importante sapere dalla medicina cinese è che agisce prevalentemente sulla materia ovvero sul disturbo o sulla costituzione fisica; è per questo che  servono, per disturbi di un certo rilievo, quantità importanti del rimedio perchè questo agisca con efficacia ed è per questo che i suoi effetti, quando il rimedio è prescritto a dovere, sono velocissimi anche dopo la prima assunzione.

Per tornare semplicemente ai fiori più conosciuti e comuni, ricordiamoci che sono molti, e non solo il fior di zucca, ad essere comestibili e utilizzabili  in cucina.  Si ritiene che fosse una abitudine comune nel medioevo e in alcune tradizioni orientali quella di cibarsi di fiori.  Oggi usare i fiori in cucina è tornato di moda in parte per il loro valore estetico in parte per il loro sapore. Margherite, rose, viole, violette, primule, tulipani, garofani, anemoni,  camomilla, acacia, calendula,  lavanda, glicine,  gelsomino, fior si sambuco, fior di salvia, fior di rosmarino, fior di basilico, e molti altri sono tutti fiori comestibili.

Si possono fare fritti, in insalata, o utilizzarli per preparare liquori, marmellate, canditi, come per aromatizzare pane e dolci e infine metterli nei cubetti di ghiaccio per decorare un cocktail. Sono deliziosi e sicuramente di grande effetto scenico, vale la pena di provarli in qualche occasione speciale come un compleanno o un anniversario.

E’ ovviamente importante raccoglierli su terreni non concimati con additivi chimici e lontano da fonti di inquinamento e non dal fioraio! Inoltre nella tradizione dietetica macrobiotica cibarsi di fiori in questa stagione dell’anno ha un significato importante in quanto i fiori sono l’espressione di questo momento e di clima caldo come la frutta e la verdura di stagione.

Per finire è possibile nutrirsi di fiori anche inalandoli; avete provato a passeggiare o correre dopo il tramonto, il profumo del glicine, dei tiglio, del caprifoglio e di numerose altre piante emana in modo vigoroso. E’ come se il sole avesse estratto naturalmente la loro essenza.

Non smetterò mai di ripeterlo: guardiamoci intorno e gustiamo quello che abbiamo anche vicino a casa nostra. Non rintaniamoci solo sul divano o in un locale a bere, pronti solo a lamentarci  di quanto faccia caldo e di quanto siano ancora lontane le ferie.

Quando abbiamo finito di lavorare usciamo all’aria e gustiamoci i suoi profumi: è già una cura, i fiori sono una grande ricchezza e a mio parere possiedono una natura un pò magica.

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Ricette per mangiar sano: calamari diversamente ripieni

Scritto il 26/5/11 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: calamari diversamente ripieni Partiamo dalla scelta del pesce; in questa stagione estiva è una ottima scelta come  fonte di proteine animali in quanto molto meno riscaldante della carne.

Il calamaro fresco in cucina offre diversi vantaggi salutistici. Il primo è che essendo un pesce di piccole dimensioni non dovrebbe contenere  quantità potenzialmente pericolose di metalli pesanti come il mercurio.

La seconda è che il mare mediterraneo ne contiene in grandissime quantità, potendo così evitare l’importazione dall’ oceano indiano o pacifico decisamente più vicini alla catastrofe e contaminazione nucleare che ha sconvolto il territorio giapponese e su cui  è sceso un velo di silenzio. Avete notato che in commercio non si trova il tonno rosso del mediterraneo ma solo quello dell’oceano indiano? Si ritiene finisca tutto quanto sulle tavole dei giapponesi che lo apprezzano mangiato crudo.

Non sono una chimica ne una esperta di radiazioni nucleari ma di buon senso tenderei a consumare il pesce del mare mediterraneo che è decisamente più protetto e chiuso rispetto alle correnti oceaniche.

Dobbiamo però stare attenti durante l’acquisto sul mercato e supermercato o dal pescivendolo e richiedere sempre la rintracciabilità del prodotto ittico in questione. Il calamaro congelato a differenza del calamaro fresco è per lo più di provenienza non mediterranea.

Il calamaro come tutti i cefalopodi è estremamente ipocalorico e quindi consigliato in un regime dietetico ristretto.

Ma veniamo al ripieno possiamo fare un ripieno molto gustoso evitando il famigerato e indefesso utilizzo di aglio, formaggio e pane, rendendo il piatto accessibile a tutti i celiaci e intolleranti al glutine, farine, lieviti e lattosio e rendendo il piatto estremamente digeribile.

Consiglio di usare lo zenzero fresco grattato con un poco olio di oliva in padella, aggiungete i tentacoli dei calamari sminuzzati, sale e pepe. Aggiungete poi a freddo la quinoa già cotta in acqua, i profumi freschi come il prezzemolo, la menta, il basilico, l’uovo intero o meglio solo il bianco per limitare il colesterolo se siete ipercolesterolemici. Amalgamate  il ripieno in una ciotola facendolo raffreddare.

Riempite i calamari con la sac a poche o con un cucchiaino senza esagerare con la quantità che non deve superare i 3/4 della sacca del calamaro.  Chiudete il calamaro con uno stuzzichino di legno. Infine mettete in padella con un filo di olio di oliva una spruzzata di vino bianco, sale, pepe, una bella spolverata di prezzemolo; in pochi minuti di cottura e il gioco è fatto.

Se siete meno precisi e volete essere più sbrigativi, tagliate sia i tentacoli che la sacca e li rosolate in padella con olio, zenzero fresco a pezzettini, una spruzzata di vino bianco e alla fine spolverate con i profumi e disponete il tutto sul piatto di quinoa.

Sembra laborioso ma la ricetta si prepara in pochi minuti è sufficiente un pò di pratica e di dimestichezza con la manovra di farcitura e di chiusura del calamaro

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Micosi e candida

Scritto il 23/5/11 da in Articoli, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Micosi e candidaLe micosi sono infezioni da miceti definibili anche microrganismi funghini, dal greco mikos che significa fungo. La Candida è uno fra i miceti più diffusi  e in particolare il tipo Candida Albicans è la specie più comune  nelle infezioni da candida.

Queste infezioni sono estremamente comuni e possono colpire diversi tessuti superficiali: la pelle, la mucosa vaginale e orale e il letto ungueale.

Ma in condizioni più severe di compromissione organica questa patologia può colpire diversi organi interni e arrivare nel sangue; si parla allora di candidosi sistemica o di candidemia.

La presenza di infezione da candida interna, sistemica o di candidemia  post operatoria o in corso ad altre patologie severe è sempre un segno prognostico negativo spesso associato ad un aumento della mortalità. E’ altresì noto che anche altre forme di infezioni interne da fungo come la polmonite da aspergillo sono da considerare  segni di compromissione immunitaria anche severa.

Ma non spaventiamoci subito non è il caso.  Cerchiamo invece di capire qualcosa di più su questa patologia fantasma che insidia tutti chi più e chi meno e che possiede  risvolti semplici e fisiologici  come risvolti complicati e addirittura severi.

La prima cosa da dire è che la candida abita fisiologicamente l’intestino di tutti, piccoli e grandi, fa parte della flora saprofitica insieme a molti altri batteri. Il suo riscontro in tale sede quindi non deve stupire e tanto meno spaventare è assolutamente fisiologico ovvero corrisponde a una flora intestinale eubiotica. La candida è presente in piccole quantità anche in bocca e in vagina e sulla pelle e di nuovo il suo riscontro non è indicativo per allarmarsi o considerarlo patologico.

Ma questo fungo apparentemente innocuo si trasforma in invasore in condizioni a lui favorevoli, modificazioni del ph, della normale flora batterica dell’ambiente circostante, della risposta o sorveglianza immunitaria.

La candida in queste condizioni diventa aggressiva ovvero cambia natura; si moltiplica velocemente attraverso delle espansioni chiamate ife, la cui presenta nel terreno di  coltura è considerata positiva per porre la diagnosi di candidosi o infezione a candida così come il riscontro di un numero di colonie di miceti molto elelvate.

Partiamo dal neonato e dal bambino; è noto a tutti che sia facile per un piccolo soffrire della fastidiosa micosi da pannolino che si presenta sulla pelle  del  sederino del pupo costretta nel pannolino bagnato. Niente di drammatico fino ad ora giusto? Niente che non passi con una cura antimicotica locale o sistemica di breve durata.

Restiamo sulla pelle; in estate con l’arrivo del caldo sono tantissime le persone che soffrono di micosi da costume bagnato all’inguine per i maschi a causa del contatto tra costume e coscia dovuta alla prominenza dei testicoli, ma lo stesso accade alle persone grasse  che soffrono spesso di  micosi ascellare o sottomammaria, inguinale e di tutte le possibili pieghe cutanee causate dall’abbondanza del sottocunaneo perchè creano ambienti dove il sudore ristagna e si scalda. Ricordiamo anche le micosi delle persone con eccessiva sudorazione come quelle tra le dita dei piedi degli sportivi o di coloro ch indossano scarpe senza i calzini e le micosi che insorgono a causa di gessi o tutori, tutte situazioni che  trattengono il sudore creando un ambiente  caldo umido.

Queste micosi cutanee sono di solito rosse, più o meno pruriginose e possono talora bruciare perchè molto infiammate. Anche se antiestetiche  si tratta di forme assolutamente benigne che si risolvono contrastando l’ambiente umido cutaneo, asciugando più frequentemente la cute, portando calzini di cotone o scarpe aperte, cambiando il costume da bagno quando bagnato o interponendo  garze o  cotone  nelle pliche cutanee riducendo il contatto diretto tra cute e cute sudata. Quello che è interessante è che queste forme difficilmente regrediscono con il semplice utilizzo di antimicotico locale ma necessitano della rimozione dell’ambiente umido. Inoltre sono spesso recidivanti ovvero si ripresentano ogni estate nei soggetti predisposti.

E’ interressante osservare che queste micosi cutanee non si comportano come vere e proprie infezioni contagiose. Lo possiamo intuire perchè una lesione da un piede non passa alla natica o in regione sotto mammaria o inguinale solo perchè ci siamo toccati. Un’infezione cutanea altamente contagiosa come la tinea invece passa da persona a persona, per contatto indiretto e indiretto con gli indumenti,  è possibile contagiare tutto l’ ambiente famigliare o lavorativo e disseminare le lesioni su diverse parti anatomiche se non si interviene tempestivamente. La differenza è sostanziale.

Inoltre non sembra esserci una specie specifica ovvero non esiste  una specie di candida per ogni tipo di lesione come per l’herpes simplex dove il tipo 1 colpisce le labbra e il tipo 2 colpisce i genitali.

Arriviamo alle micosi delle mucose o quelle a cavallo tra la cute e la mucosa. Troviamo la cheilite angolare caratterizzata da taglietti e arrossamenti presenti al lato della bocca, la  micosi del glande  balanite o  balanopostite, la vulvite che può manifestarsi con taglietti tra le pieghe del clitoride,  la micosi perianale e infine la micosi vaginale  e orale, queste micosi per lo più sostenute dalla candida sono di solito  forme ricorrenti e sono legate non tanto a ambiente esterno umido ma piuttosto a una condizione interna che potremmo definire favorevole.

Cure antibiotiche, stanchezza, altre patologie concomitanti, stato di tensione o infiammazione protratta possono portare un’abbassamento della sorveglianza immunitaria nei confronti della candida e dare la partenza a queste insidiose  patologie dette “di porta” perchè si localizzano su aree corporee che potremmo definire appunto di porta tra l’interno e l’esterno.

Come tutti sanno per ottenere una buona stagione di funghi ci vuole la pioggia. Anche i miceti detti anche funghi per crescere e prosperare devono trovarsi  su un terreno adatto. In omeopatia la costituzione viene definita terreno, è facile intuire che ci sono terreni  più adatti e terreni meno favorevoli allo sviluppo dei miceti.

Secondo la medicina cinese tutte le micosi sono sempre collegate con una costituzione ovvero un terreno favorevole. Oggi anche la medicina occidentale considera che  il bacino di provenienza delle micosi da candida sia sempre intestinale e quindi squisitamente interno.

Rimuovere e cambiare un terreno di calore-umidità interno non è cosa facile, e questa considerazione   giustifica la ricorrenza delle micosi e in alcuni casi la loro cronicizzazione.  Gli antimicotici sono fra i 200 farmaci più venduti negli USA.

Le micosi da candida sono in netto aumento e diventano molto insidiose e pericolose nel post operatori e nel corso di patologie severe. Si ritiene che sia stato il largo utilizzo di antibiotici e di manovre invasive ad avere consentito questa espansione. Secondo il mio parere potrebbe anche essere stato lo stile di vita e il tipo di alimentazione ad avere inciso in modo determinante.

La patologia considerata più comune e difficile da debellare è la vaginite. E’ altresì vero che l’ambiente vaginale è forse l’ ambiente dove maggiormente è presente calore umidità oltre che una vicinanza fisica dall’intestino quindi una possibile continua fonte di contagio.

Eliminare i miceti con lunghe e protratte  cure antimicotiche ad uso interno ed esterno, disinfettando la biancheria intima, evitando per un periodo rapporti sessuali e per un periodo ancora più lungo rapporti senza preservativo non sono molto spesso misure ancora sufficienti a limitare ed evitare le recidive che frequentemente si dimostrano più gravi e durature della precedente infezione per la frequente comparsa di resistenze ai farmaci.

Oggigiorno anche la medicina occidentale come quella cinese consiglia un regime dietetico molto rigoroso con eliminazione totale di dolciumi, tutti i prodotti da forno perchè contenenti lieviti, caffe, vino, birra. Per la medicina cinese si consiglia anche di togliere qualunque farina,  latticino, prodotto in scatola, bibita, e frutta eccetto la mela e la banana per almeno 3-4 settimane.

Molta attenzione viene data alla somministrazione di antibiotici insieme ai quali oggi si consiglia sempre un ricolonizzazione con probiotici idonei. Viene inoltre consigliato l’uso di probiotici a cicli  regolari a scopo di prevenzione e contenimento delle colonie di candida da parte dei batteri che le tengono sotto controllo.

Si ritiene inoltre che il sistema immunitario sia normalmente fornito di un sistema di controllo di queste colonie e che anche questo possa essere stimolato e sostenuto oltre che certamente messo in difficoltà a causa di altre patologie in corso o di importante stato di stress psichico o di fatica fisica sui quali è indispensabile interagire.

Un problema questo complesso e difficile da sbrogliare anche per i più rigorosi. La fitoterapia cinese possiede  ricette fitoterapiche mirate a trattare il calore umidità interno e ricette che possiedono  anche un’azione antifungina riconosciuta. Il loro impiego può essere un grande aiuto e considerato una valida alternativa all’utilizzo protratto degli antimicotici che rischiano di produrre un aumento dei ceppi di candida resistenti.

Resta di fondamentale importanza considerare che per curare un terreno è necessario  un lavoro lungo e articolato, un percorso di guarigione dove tutto è importante, dalla dieta, allo stile di vita, allo stato emozionale.

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Come curare l’ansia da prestazione prima degli esami

Scritto il 19/5/11 da in Agopuntura, Articoli, Fitoterapia, medicina cinese, Medicina Energetica | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Come curare lansia da prestazione prima degli esamiTutti noi ci siamo passati e poca importanza viene data all’ansia da prestazione che precede  ogni esame e che precede l’esame degli esami ovvero l’esame di maturità. Questa sindrome spesso considerata normale diventa per alcune persone un ostacolo che può pregiudicare e non di poco l’esito dell’esame, della verifica o della gara.

Oggigiorno  i giovani sono sottoposti a maggiori attenzioni da parte dei propri genitori, e forse soffrono maggiormente di quello che possiamo definire genericamente “aspettative” e delle loro nefaste conseguenze. Infatti i giovani e giovanissimi iniziano molto presto con disagi tipici dell’età più adulta, quali cefalea del week end, insonnia, colon irritabile e molti altri.

Consiglio  in questo particolare periodo storico di non sottovalutare l’ansia da prestazione pre-esame. Possiamo aiutare i ragazzi senza dover ricorre allo psicologo o a farmaci potenzialmente dannosi ovvero senza medicalizzarli ma neanche rischiando di non dare il giusto peso ai disagi che l’ansia da prestazione può generare.

Non si tratta di farmaci ansiolitici o ipnotici che possono modificare la loro lucidità e  indurre una dipendenza sia fisica che psichica. Molte discipline orientali e attività sportive possono giungere in aiuto ma è troppo tardi per iniziare adesso; i risultati non arriverebbe in tempo. L’agopuntura, l’omeopatia e la fitoterapia, se ben usate, sono un ottimo strumento terapeutico afarmacologico che non richiede tempi di intervento troppo lunghi.

Gli esami e le gare sono un ottimo allenamento per gli uomini e strutturano realmente una personalità più forte. Toglierli, posticiparli o  dolcificarli per non traumatizzare i giovani non mi sembra la soluzione. Le prove sono di grande utilità per ottenere quello che si chiama intensità,  raggiungere una maggior sicurezza,  imparare a lottare e capire il proprio valore

Un grande aiuto viene dato dal prodotto omeopatico Gelsemium Sempervirens a dinamizzazioni medio alte, di solito  a partire da 30 CH fino a 200CH che raggiungono il livello emotivo in modo molto veloce; ho personalmentte usato questo prodotto dall’esame di anatomia in poi trovando sempre un grande giovamento. Lo ho poi studiato nei primi anni di medicina e prescritto per svariate forme di ansia da prestazioni che precedono un evento importante ottenendo sempre un grande aiuto.

Nel campo della fitoterapia spargyrica  un aiuto viene dato dall’Alloro, pianta che una volta veniva posta sul capo  dei vincitori delle gare. Si considera che l’effetto psichico di questa pianta  aiuti nel conseguimento di un obiettivo importante, consentendo di focalizzare l’attenzione e le proprie forze verso il traguardo da raggiungere. In questo caso si consiglia l’assunzione di pochissime gocce, da 3 a 5 al massimo al giorno. Questo dosaggio così basso, grazie al particolare metodo di produzione del prodotto riesce a lavorare quasi esclusivamente sul piano emotivo interferendo poco e niente sul piano fisico.

Infine, anche se molti hanno paura dell’ago, una seduta di agopuntura ben fatta e ben accettata permette rapidamente di raggiungere un maggior rilassamento fisico, una pronta lucidità mentale, una miglior qualità del sonno e una maggior energia in senso lato. Tutti elementi utilissimi per ridurre e controllare l’ansia da prestazione e affrontare al meglio la nostra prova.

La situazione é diversa e più complessa se oltre all’ansia e al disorientamento dovessero comparire disturbi fisici o somatizzazioni vere e proprie del disagio emotivo; palpitazioni, innapetenza, gastrite, cefalea, insonnia, colite. In questo caso il paziente va proprio inquadrato e trattato in modo più completo cercando in primis di risolvere i disturbi fisici e succesivamente di calmare lo stato d’ansia sottostante.

Se vostro figlio si trova in seria difficoltà non schernitelo o ancora non preoccupatevi solo per lui e basta usando una semplice pacca sulla spalla di conforto perchè potrebbe non bastare.  Non sottovalutate il potere devastante della mente impaurita dalla prospettiva di non riuscire o di deludere le aspettative altrui e personali. Ci sono ragazzi più fragili  di altri che con un piccolo aiuto spiccano il volo. Non fate l’errore di giudicare i ragazzi fragili considerando solo che studiare è un loro dovere  o peggio che loro, come avete fatto voi, devono riuscire da soli.

State loro vicino e se cogliete un’eccessiva ansia non abbiate timore e rivolgetevi a specialisti del settore.

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Deontologia medica nella cura della cellulite

Scritto il 16/5/11 da in Articoli, Fitoterapia, medicina cinese, Medicina estetica | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Deontologia medica nella cura della cellulite Cellulite che vergogna! Mi è capitato recentemente di sfogliare uno dei più rinomati giornali sulla salute, trovando un intero articolo dedicato alla cellulite dei Vips. Erano esposte con orgoglio le foto di famose donne del mondo dello spettacolo con cerchietti rossi e ingrandimenti dei cosiddetti punti antiestetici.

Foto prese da paparazzi in condizioni particolari ivi comprese gambe accavallate o sedute su una sedia. Ho trovato la cosa davvero deplorevole oltre che ingannevole. L’articolo sembrava cantare “anche  i vips hanno la cellulite rallegratevi!”. Beh… e allora?

Non si tratta di un modo per scherzare bonariamente sulla questione o sdrammatizzare questo difetto che colpisce ahimè molte donne ma un modo per metterlo ancor di più in evidenza.

E oggi con la ricerca della perfezione estetica che ci circonda diventa oltremodo un sistema  per mettere la cellulite  nel centro del mirino, fino a farla diventare un problema davvero grosso con il quale diventa difficile convivere serenamente, come si potrebbe, con alcune semplici regole, attenzioni e cure mirate.

La tanto odiata cellulite si trasforma così in un nemico da eliminare rapidamente anche a costo di rischiare sulla propria pelle.

Partiamo dall’inizio; si ritiene che la cellulite corrisponda a una malattia vera e propria; per essere precisi direi che si tratta del segno di una disfunzione che definirei cronica ovvero che non compare dall’oggi al domani, come un foruncolo, ma che ci accompagna per anni, magari  in forma leggera, dall’età adolescenziale all’età adulta per peggiorare drasticamente con l’avanzare degli anni e dopo la menopausa.

Come ogni malattia cronica la cura per essere efficace deve essere  tempestiva ovvero iniziare alle prime avvisaglie e quindi tenuta regolarmente sotto controllo oppure se presa in forma avanzata deve essere un percorso lento e graduale oltre che talora anche molto faticoso.

Il punto è che nessuno è davvero disposto a restare a dieta, fare attività motoria e applicare tecniche di attivazione della circolazione vascolare in modo regolare e continuativo, magari per anni o per tutta la vita, vogliamo tutto e subito e pure senza rischi!

Farmaci ad azione lipolitica, così come  ultrasuoni o  luce laser sono diventati negli ultimi tempi strumenti estremamente raffinati e potenti nel raggiungere il tessuto sottocutaneo con maggior profondità, cambiandone fisicamente la struttura. Le cellule adipose vanno incontro a una vera e propria distruzione.

Il  tessuto cellulitico, che non è altro che un tessuto adiposo infiammato, contiene intrappolate nella sua struttura una grande quantità di sostanze tossiche che il corpo nel corso degli anni  ha stoccato per comodità metabolica e per maggior sicurezza. Il rischio  di queste pratiche è quello di  riversare massicciamente grassi e un’enorme quantità di sostanze tossiche nel torrente ematico, ingolfandolo.

Se mettere un gatto nel forno a microonde per asciugarlo è vietato  perchè si cuoce e gli ultrasuoni, così come  il laser, sono mezzi fisici impiegati nell’industria bellica di tutto il mondo significa che sono strumenti con un forte potenziale lesivo e quindi di pericolosità.

Il rischio di formazione di emboli grassi ovvero  di sostanze adipose non adeguatamente disciolte è uno dei più conosciuti ma non è l’unico al quale un corpo va incontro in questa situazione di smantellamento di un tessuto immagazzinato da tempo; sono molte le reazioni  metaboliche che il corpo deve compiere per smaltire tutte le sostanze chimiche contenute nel tessuto grasso sottocutaneo stoccate per anni.

Si tratta quindi di interventi fisici e chimici di un certo peso e rilievo che possono seriamente mettere in difficoltà un organismo ma il cui effetto estetico è evidente oltre che rapido. In Francia molte di queste pratiche sono state vietate in quanto ritenute potenzialmente pericolose e come negarlo?  In Italia si cerca di scendere a compromessi istituendo delle regole che impogono dei controlli medici di routine, l’applicazione delle macchine  di ultima generazione  ad alta potenza da parte di personale esperto o solo medico.

Si tratta di un rapporto delicato tra dose dannosa e dose efficace. Come con ogni farmaco, quando il rapporto tra dose efficace e dose dannosa si avvicina alla parità si dice che un farmaco è poco maneggevole e se ne giustifica l’uso solo per curare malattie la cui gravità bilanci il rischio corso.

Ma non è così semplice, il paziente chiede  di raggiungere velocemente il  risultato desiderato e spesso il medico si piega a questa richiesta superando deontologicamente il concetto di salute. Un medico è bravo se ti fa raggiungere velocemente un risultato mettendo a rischio la tua salute oppure lo è se ti fa raggiungere il risultato a gradini e step successivi diluiti nel tempo facilitando l’organismo nello smaltire le sostanze liberate dal tessuto sottocutaneo in modo graduale? Cosa pensate che il paziente scelga?

Nessuno ha tempo, nessuno ha pazienza, nessuno ha denaro! E’ un dato di fatto e quindi quello che succede è che la domanda crea l’offerta! E’ un fatto di business; la branca della medicina estetica si muove rapidamente perchè spinta da un enorme interesse economico. Si cerca un compromesso tra rischio basso e risultato visibile in breve tempo. E’ questo il problema; in campo puramente estetico il rischio non basta che sia basso o molto basso in quanto non è controbilanciato da una gravità patologica che ne giustifichi l’utilizzo.

E’ vero che il rischio fa parte della vita, possiamo pensare di andare in macchina o in moto o in aereo senza correre rischi? No di certo, neanche passeggiare per la strada è poi così sicuro! Ma il fatto è che la medicina dovrebbe essere sempre un modo per limitare il rischio di ammalarsi e non per aumentarlo; è questo il problema. La deontologia medica non è un fatto morale quanto un assioma, un ideale da raggiungere.

Ci troviamo di fronte a una sorta di paradosso o di conflitto di interesse ed è forse su questo che la classe medica dovrebbe riflettere. Si parla tanto di Evidence Based Medicine ma la verità è che la medicina oggi sperimenta in continuo nuove frontiere,  nuove macchine, nuovi sistemi, nuovi farmaci, nuove combinazioni alla ricerca di gloria e denaro e quando fa comodo è disposta a chiudere non solo un occhio ma tutti e due!

E se invece invece fossimo disposti a considerare la cellulite una disfunzione metabolica da curare tempestivamente iniziando se necessario dalle giovanissime per continuare per tutta la vita delle donne, ricorrendo a tutte le possibili strategie terapeutiche omeofisiologiche considerate più efficaci?

Prima fra tutte la la comprensione e l’utilizzo della dieta più utile alla nostra costituzione fisica, agendo sapientemente sulla qualità calda e fredda degli alimenti, sulla loro possibilità di interferire sull’umidità, soprattutto equilibrando tutti i 5 sapori tra loro, evitando di indugiare troppo sul sapore dolce, limitando l’ utilizzo di carboidrati a basso costo e  dei latticini a favore di un apporto giornaliero di frutta e verdura per la loro capacità di moderare il sapore dolce con la loro intrinseca acidità.

Questo insieme ad esercizi motori aerobici da eseguire regolarmente con intensità variabile medio alta per stimolare il metabolismo rallentato degli zuccheri e dei liquidi e dal ricorso a strumenti fitoterapici per drenare i liquidi e  potenziare la circolazione e tonifcare la milza nella gestione del metabolismo di cui sopra.

E per finire tramite il ricorso a varie tecniche di massaggio per muovere il tessuto in profondità  magari anche facilitate da qualche strumento tecnico che  aumenta la potenza del movimento e della circolazione sanguigna locale.

Questo vademecum appare in prima analisi banale e troppo semplice ma in realtà rappresenta soluzioni la cui origine è molto profonda e nota da molto tempo, la cui applicazione diventa uno  stile di vita che per molti è  troppo impegnativo e non proponibile sul mercato di questa società che corre all’impazzata verso  la ricerca di risultati di facile conseguimento al costo di perdere il dono più prezioso, la propria salute.

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Fitoterapia cinese: favorire la diuresi in modo naturale

Scritto il 12/5/11 da in Articoli, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , , , , , ,
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Catherine Bellwald Fitoterapia cinese: favorire la diuresi in modo naturale

E’ comune vedere persone, di solito over 40, iniziare ad utilizzare diuretici per limitare la ritenzione idrica nel corpo e in particolare nelle gambe dove facilmente si deposita l’acqua quando in eccesso. Il paziente  talora segue l’indicazione del suo medico di base o endocrinologo o dietologo ma accade frequentemente che il diuretico sia anche preso in autoprescrizione. Il paziente inizia con dosaggi piccoli magari anche a giorni alterni o assunzione bisettimanale per poi nel tempo andare verso dosaggi sempre più alti e frequenti.

Il grosso difetto dei comuni diuretici è proprio quella di rendere l’organo rene sempre più pigro nella sua funzione. In alcuni casi a lungo andare si alzano anche i valori di creatinina ematica che testimoniano di una iniziale insufficiena renale. Non parliamo del diuretico assunto dai pazienti cardiopatici severi con insufficienza cardiaca che devono gioco forza essere come diceva il mio primario tenuti asciutti come delle aringhe per non affaticare il cuore e neanche dei pazienti con evidente insufficienza renale conclamata.

Molti pazienti  iniziano ad assumere il diuretico con regolarità perchè  si sentono gonfi,  vogliono perdere qualche chilo  oppure solo perchè hanno  la pressione alta o tutte e tre questi problemi insieme. Il diuretico oggi non è più un farmaco di prima scelta per abbassare la pressione arteriosa fatta eccezione per le crisi acute dei soggetti anziani dove agisce in modo graduale limitando l’incidenza degli ictus ischemici causati da un repentino passaggio da un quadro di ipertensione a un quadro di ipotensione e quindi possibile ipoperfusione cerebrale.

Come dicevo i soggetti di cui parliamo sono soggetti che si approcciano al diuretico solo per stimolare la funzione urinaria che sentono un pò rallentata o pigra e  finiscono per non poterne più fare a meno e soprattutto per rendere il rene più pigro ancora.

Un problema da non sottovalure, l’effetto del diuretico è infatti veloce e gratifica in modo immediato colui che vuole pesare qualche chilo di meno, che vuole sentirsi più leggero e sgonfio o avere la pressione arteriosa più bassa ma l’attenzione va posta al futuro ovvero al suo impiego a lungo termine.

Questo aspetto non esiste nelle sostanze fitoterapiche ad azione diuretica. La sostanza di sintesi chimica, rispetto a molti rimedi fitoterapici  calibrati e prescritti a dovere, risulta come un gesto antiriabilitativo. Mi spiego: quando una persona fa fatica a compiere una determinata azione, farla al suo posto sembra in prima analisi un favore ma questa persona sarà sempre più incapace e dipendente da chi lo ha sostituito.

E’ un classico atteggiamento da madre iperprotettiva che vuole proteggere e dimostrare il suo amore al figlio che peròin questo modo non crescerà mai. Ebbene la sostanza chimica diuretica agisce esattamente in questo modo è comoda e veloce nel risultato immediato ma con un effetto tutt’altro che positivo a lungo termine. Ma noi dobbiamo guardare più in là del nostro naso, non solo controbilanciare la pigrizia del rene intesa come disturbo ma stimolare la funzione del rene e di tutto il sistema del metabolismo dell’acqua che non è da attribuire solo all’organo rene che in un certo senso agisce unicamente come filtro e eliminatore finale dell’eccesso di liquidi.

La fitoterapia, se ben usata, agisce come un rieducatore ben addestrato ovvero non si sostituisce ma stimola il conseguimento del risultato facilitandolo e rendendo con il tempo la funzione difficoltosa sempre più facile talora anche senza supporti esterni.

Sono davvero tantissimi gli alimenti e le sostanze naturali con blanda azione diuretica, fra i più conosciuti abbiamo: la betulla, l’equiseto, il ginepro e il faggio. Ognuna dotata di specifiche pecularietà che le rendono idonee a soggetti molto diversi tra loro.  La betulla si ritiene favorisca l’eliminazione dell’azoto, l’equiseto acido urico e il ginepro gli ossalati, mentre il faggio aumenta il volume della diuresi.

Un esempio di un fitoterapico cinese ad azione diuretica per eccelenza è data dal Fuling o Poria Coco; questo rimedio possiede diverse azioni a seconda del suo dosaggio  e nello stesso tempo tonifica l’azione del rene rendendolo quindi più forte e più efficace nella sua funzione escretrice. Fuling per la sua versatilità è uno dei rimedi più usati nelle ricette antiche, ed è presente in ben 50 ricette del testo “Discussion on Cold Damage” e 30 ricette del testo “Essentials from  the Golden Cabinet “entrambi  antichi testi di studio di  fitoterapia cinese.

I fitoterapici, esattamente come l’esercizio motorio e la fisioterapia, non sono sufficienti per ottenere un risultato, quello che serve è un terapeuta capace di dosare la terapia alla perfezione sulle esigenze del tutto personali di ogni paziente. Non esiste l’equazione “tot esercizio uguale tot risultato”, scordatevelo! Non è così semplice;  è un dialogo dinamico tra la terapia e la funzione da recuperare che solo un esperto o un cultore della materia può conseguire.

E come dicono gli antichi testi le erbe, a differenza degli aghi, non sono intelligenti e quindi non sanno quello che devono fare ma se chi le somministra le conosce, le sa maneggiare e dosare correttamente il risultato è decisamente accessibile per molteplici disturbi.

Inoltre  una qualunque sostanza naturale o fitoterapica non è detto che sia necessariamente utile e non potenzialmente anche dannosa esattamente come un esercizio fisico o fisioterapico. E’ vero che i prodotti in commercio o da banco contengono sempre dosaggi molto blandi e leggeri ma questo significa che sono poco efficaci tanto quanto poco dannosi.  Ma non è su questa apparente innocuità che si deve basare la vera fitoterapia quanto sulla specificità e  personalizzazione  del prodotto e del suo dosaggio.



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La milza e il mese di maggio nella medicina cinese

Scritto il 9/5/11 da in Articoli, medicina cinese, Medicina Energetica | Tags: , , , , , ,
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Catherine Bellwald La milza e il mese di maggio nella medicina cineseNel calendario cinese, con il 5-6 di Maggio entriamo nella stagione estiva detta Li Xia. L’estate per i cinesi occupa il mese di Maggio e tutto il mese di Giugno, e termina con Luglio, mesi dove il sole è presente per un numero massimo di ore.

La milza è l’organo di riferimento in Maggio, nella medicina occidentale questo organo riveste un ruolo molto poco considerato. La milza infatti è classificata come un organo emopoietico definito secondario. Si ritiene che sia come un organo di deposito e di pulizia del sangue.

La produzione vera e propria delle cellule del sangue sia della serie bianca che della serie rossa è nell’età adulta a carico prevalente del midollo spinale. L’asportazione della milza infatti non è determinante ai fini della sopravvivenza. Oggi si ritiene che la  funzione della milza non sia ancora del tutto chiarita; il suo ruolo fondamentale per ora sembra principalmente svolto nell’infanzia prima che il midollo osseo si sviluppi completamente.

Nella Medicina cinese la milza viene classicamente  associata all’elemento terra ma appartiene anche all’elemento fuoco che è l’elemento dominante della stagione estiva.  E’ interressante vedere che il bagua del canale di milza è lo stesso dell’elemento fuoco due linee intere che contengono al loro centro una linea spezzata. La sua ora è quella che va dalle 9 alle 11 del mattino.

La milza in inglese chiamata splen e in cinese Pi non corrisponde all’organo milza ma ad una funzione energetica molto più estesa, considerata localizzata al centro del corpo o jiao medio, esistente anche nei pazienti splenectomizzati ovvero senza milza. Il suo ruolo è molto vasto e, come  la sua posizione centrale, esso fa da perno all’energia di  tutto l’organismo.

La milza rappresenta il motore dell’energia che assumiamo attraverso l’alimentazione, ed è strettamente collegata con lo stomaco. Come indica il suo bagua pieno fuori e vuoto dentro esattamente come l’elemento fuoco, soffre di vuoto ovvero necessità di essere alimentato. Esso infatti è un fuoco yin che potremmo rappresentare con una candela, capendo che il nutrimento corretto di questa fiamma è indispensabile per mantenerla viva e allegra.

Potremmo definire la milza come l’ organo più facilmente esauribile ma anche più facilmente ricaricabile. Quando la milza è veramente esaurita come in alcune patologie acute, il paziente non ha appetito e riferisce una stanchezza di fondo associata al desiderio di andare a letto. In periodi di digiuno o di carestia o di superlavoro la milza è il primo organo a soffrire.

Si ritiene che la milza gestisca l’umidità di tutto il corpo e più di ogni altro organo soffre in particolare di un eccesso di umidità, sia essa interna proveniente dagli alimenti che esterna proveniente dal clima.  Quando l’umidità interna è troppo alta la milza si ingolfa nel vero senso della parola, la nostra fiammela si spegne e rischia di non accendersi perchè è come se avessimo lo stoppino bagnato! Questi pazienti sono spesso in sovrappeso corporeo, delicati nella digestione, che di solito è più lunga e laboriosa, possono soffrire  di micosi  ricorrenti, di ipotensione arteriosa e talora di ristagno di liquidi nelle gambe

La milza è collegata con l’organo polmone con il quale forma il grosso canale o livello chiamato tai yin, questo collegamento è anch’esso importante in quanto gestisce l’importante e vitale funzione respiratoria e quindi un’altra essenziale fonte di nutrimento: l’ossigeno. Un deficit della milza può essere collegato con forme asmatiche, di tosse nervosa o ancora di groppo in gola. Le persone riferiscono di avere una sorta di solletico o catarro in gola. In questi casi può sempre essere  coinvolto anche l’organo fegato anch’esso collegato direttamente con il polmone.

Infine nella circolazione energetica così come nel calendario la milza precede il cuore e con questo nobile organo è strettamente collegata e si ritiene intervenga nella produzione di sangue sia direttamente che indirettamente. Possiamo considerare il sangue come un organo strettamente collegato con le emozioni: non a caso hanno lo stesso prefisso: “emo”. E qui troviamo il collegamento con la nostra terza fonte di nutrimento: le emozioni. E’ facile capire come questo organo sia sensibile alle emozioni.  Per la salute della milza il nutrimento emozionale da evitare sono le preoccupazioni e le rimuginazioni.  Deficit dell’ organo milza possono essere manifestazioni quali ansie da prestazione  ma anche veri e propri attacchi di panico associati a palpitazioni e sudorazioni che sono manifestazioni legate all’organo cuore  in modo indiretto.

Cosa si può fare per sostenere questo importantissmo organo che sembra gestire i tre nutrimenti fondamentali dell’uomo: alimenti, ossigeno, emozioni? Tre sono le raccomandazioni principali:

Cura dell’alimentazione evitando di accumulare troppa umidità, attraverso una riduzione al minimo degli zuccheri e dei latticini . E’ utile altresì non cibarsi sempre di corsa o nelle ore meno indicate e se possibile stare alla larga dai gelati che sono purtroppo il cibo più nocivo per questo organo.

Ascolto della propria stanchezza fisica e capacità di fermarsi in tempo per ricaricare le pile, tralasciando il dovere e il sacrificio ad oltranza magari anche chiedendo aiuto quando serve, ricordandoci che non siamo supereroi anche se lo vorremo tanto!

Pulizia delle emozioni negative che inevitabilmente portano un lavorìo della mente con esaurimento e perdita di energia di questo organo. A questo proposito suggerisco di studiare la filosofia buddista per cercare di capire in che modo la nostra mente ci porta automaticamente verso il pensiero negativo.


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