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Ricette ghiotte per celiaci: torta di zucchine e farina di riso – by Gabriella

torta-dolce-di-zucchineLe zucchine sono molto versatili e ben si adattano anche a preparazioni dolci.

Per questa torta utilizzate quelle con la buccia scura, preferibilmente biologiche. Tagliate le zucchine a pezzetti (200 g) e frullatele con 60 ml di olio di riso, il succo e la buccia grattugiata di un limone biologico. Otterrete una crema densa e omogenea.

In una ciotola montate due uova e 100 ml di succo d’agave, unite al composto la farina di riso integrale (150 g) e un trito grossolano di semi di zucca e semi di girasole (50 g). Aggiungete, in fine, la crema di zucchine e una bustina di lievito per dolci. Versate l’impasto in uno stampo rivestito con carta da forno e infornate a 180° (a forno preriscaldato) per circa 15 min. o finché non sarà ben cotto (fate la prova con una forchetta o uno stuzzicadenti).

A questa ricetta base potete apportare delle modifiche, ad esempio:  sostituite le zucchine con le carote. Naturalmente non variando le quantità…

Oppure potete utilizzare 50 g di farina di riso e 100 g di farina di miglio bruno selvatico. Reperibile nei negozi di alimenti biologici. L’impasto risulterà un po’ più scuro, ma la torta avrà un sapore più intenso, più gustoso…provate!

Naturalmente la farina di miglio bruno non contiene glutine ed è ricca di minerali, vitamine del gruppo B e soprattutto acido silicico, che protegge ossa, cartilagini, capelli, unghie…e tanto altro!

Chissà quale versione gradirete?

Ricette naturali per la tua bellezza: balsamo ai semi di lino

balsamo-per-capelli-naturaleColgo l’occasione per una ricetta di bellezza per i nostri capelli: vediamo se riusciamo a far nascere una terza rubrica dedicata appunto alla cosmesi naturale e di semplice realizzazione.

Ultimamente sono diventata sempre più esigente nella ricerca dei miei cosmetici scoprendo marche incredibili di prodotti tutti al naturale, in questa sede non posso fare pubblicità a nessuno ma vi invito a cercare sul web; ci sono aziende specializzate, unicamente dedicate a questo argomento e molto attente al rispetto della natura delle popolazioni indigene dove le materie prime vengono coltivate.

I prodotti di cosmesi naturale non sono aggressivi  e se siete sensibili ve ne potete accorgere da subito; la pelle risulta meno secca, i capelli più morbidi e il cuoio capelluto meno irritato riducendo il prurito e la forfora.

Anche in bocca la placca si riduce notevolmente, ve ne accorgerete subito, la sensazione di liscio sui denti e di fresco in bocca è meravigliosa. Senza contare che avrete senza dubbio anche l’approvazione del vostro dentista che, se Dio vuole, potrebbe magari essere incuriosito dalla esistenza di prodotti alternativi ed efficaci oltre all’odiosa clorexidina.

Sono più costosi, direte voi, ma su questo non sono d’accordo: il sapone e lo shampoo solidi durano molto più a lungo dei prodotti liquidi con i quali lo spreco è garantito. Per esempio esistono delle pastiglie da usare come dentifricio che possono essere divise in due, lavando più che con soddisfazione i denti, facili da trasportare anche in questo caso riducendo al minimo lo spreco dato dall’imballaggio del dentifricio classico,  nel quale resta sempre una grande quantità di prodotto e non dimentichiamoci la gentile offerta per alcuni mariti di lasciarlo aperto!

Non contengono sostanze conservanti e quindi sono maggiormente deperibili ma con un po’ di attenzione non esistono problemi. Nel caso della nostra ricetta la conserveremo in freezer e a ogni lavaggio useremo un ghiacciolo di prodotto.

Si tratta di un balsamo per capelli nutriente a base di semi di lino, ricetta vecchia come il mondo. Le nostre nonne ma anche bisnonne o forse trisnonne facevano il decotto di semi di lino e usavano l’acqua contenente le sostanze emollienti per risciacquare i capelli e questo era il loro modo di rendere più docili al pettine le loro lunghe chiome.

Useremo lo stesso sistema ma al posto di fare ogni volta un decotto di semi di lino ne prepareremo uno molto abbondante che poi conserveremo in una o due vaschette del ghiaccio nel nostro freezer pronto all’uso per ogni lavaggio.

Per 100 ml d’acqua, ponete 2 cucchiai da minestra di semi di lino e fate cuocere per 5-10 minuti a fuoco medio. Appena l’acqua tende a rapprendersi spegnete e fate raffreddare il composto gelatinoso, poi filtrate a freddo: otterrete una specie di gelatina che nutrirà il capello in profondità senza appesantirlo. Mettete il tutto in una vaschetta per il ghiaccio, o in un sacchetto per ghiaccioli e lasciate congelare.

Dopo ogni lavaggio, tirate fuori un “cubetto di balsamo” e passatelo sui capelli lasciandolo sciogliere naturalmente. Quando e se il prodotto colerà dalle punte raccoglietelo con le mani e spalmatelo nuovamente. E non pensate che in inverno possa essere sgradevole, perchè in questo modo il balsamo va solo sul capello e non sulla cute.

Certo, nel caso di un’estate torrida come è stata quella attuale vi è un indubbio piacere nel mettere del fresco in testa. Il freddo del prodotto poi aiuterà la chiusura delle squame senza soffocare il capello come fa il silicone impedendo al capello che è vivo di respirare.

Potete risciacquare oppure no, questo tipo di prodotto non lascia il capello unto, ma morbido e luminoso.

Una ricetta ottima per i capelli lunghi e decisamente a basso costo.

Allergia all’ambrosia prevenzione estiva

allergia-ambrosia

Per quello che riguarda l‘allergia all’ambrosia che potremmo considerare una pollinosi autunnale, come per le pollinosi primaverili è giusto iniziare con un’adeguata prevenzione almeno dalla prima settimana di febbraio e in alcuni casi già da gennaio. Sarebbe corretto iniziare con la prevenzione già dal mese di luglio e perlomeno per tutto il mese di agosto.

Molti pazienti se ne dimenticano completamente fino a quando iniziano i primi sintomi allergici che a seconda del clima possono iniziare già dopo la metà di agosto più facilmente ai primi di settembre e prolungarsi fino a tutto il mese di ottobre. Cerchiamo di insegnare al paziente già in cura da noi, il concetto della prevenzione mediata da sedute di agopuntura che possono essere fatte regolarmente tra un episodio di pollinosi e l’altro con una cadenza che può andare da una volta ogni quattro settimane a una volta ogni due.

Quando esistono casi importanti di allergia e nei periodi di chiusura dello studio come per l’appunto in agosto consigliamo di acquistare in anticipo i fitoterapici ad azione sintomatica ma soprattutto di assumere per i due mesi precedenti fitoterapici capaci di moderare la  risposta istaminica e l’attivazione dei linfociti T.

Sotto il periodo di pollinazione i trattamenti possono aumentare di intensità e di frequenza per far fronte ai disturbi in modo più efficace riducendo al minimo l’assunzione di antistaminici o cortisonici.

Ci stiamo organizzando per avere una sorta di calendario con il quale richiamare all’ordine i nostri pazienti distratti e poco attenti alla prevenzione ma ancora non ci siamo riusciti, un po’ perché  siete tanti, un po’ perché sono già tantissime le cose alle quali facciamo fatica a stare dietro. E forse anche perché ci sembra di togliere in una certa maniera la libertà ai nostri pazienti trattandoli da bambini.

Pensarci a ferragosto quando quasi tutti gli studi medici sono in chiusura estiva, cercando una soluzione alla rinite o all’asma allergica magari nell’ambulatorio sanitario di guardia medica più vicino alla zona  in cui siete ancora in vacanza oppure dietro casa vostra non dovrebbe essere la soluzione di prima scelta.

Sperate che quest’anno il disturbo non si faccia vivo? Oppure sperate che l’ambrosia sia stata distrutta da una strana malattia che colpisce le piante selvatiche, oppure ancora che sia avvenuta una mutazione benigna di questa pianta? Direi che non basta sperare, la dieta costante e l’attenzione ai cibi che sappiamo esserci nocivi (anche quelli che ci piacciono tanto), una cura regolare per tutto il corso dell’anno e una maggior attenzione nei due mesi che precedono la pollinazione mi sembra siano una cosa molto utile.

Purtroppo una volta iniziato il periodo acuto diventa difficile poi scegliere di non assumere farmaci sintomatici, così come venire in studio ogni giorno o ogni due.  I disturbi legati all’allergia all’ambrosia possono essere lievi e sopportabili ma sono spesso molto fastidiosi sia per la ripresa del lavoro che della vita scolastica. Nei casi molto gravi di asma dei bambini la scelta di prolungare la vacanza in un luogo di villeggiatura lontano dall’ambrosia è senza dubbio la cosa più sensata ma purtroppo non sempre fattibile per i nostri impegni.

Il mio consiglio è sempre: pensiamoci prima e prepariamoci in tempo utile.

Ricette ghiotte per celiaci: spaghetti di zucchine con pesto e pomodorini – by Gabriella

spaghetti-di-zucchine…una versione estiva del classico piatto di spaghetti!!

La calura estiva spesso ci fa desiderare qualcosa di fresco, dissetante e soprattutto lontano dai fornelli…con preparazioni semplici e gustose.

Le zucchine, che noi tutti siamo abituati a vedere nei banchi dei supermercati tutto l’anno, sono ortaggi tipici della stagione estiva.

Ricchissime di acqua e potassio, un vero toccasana per la nostra pelle dopo una giornata trascorsa in spiaggia…

Per realizzare gli spaghetti di zucchine vi occorre solo un piccolo elettrodomestico simile a un “temperamatite”.

Questo piatto ci aiuterà ad apprezzarle anche crude. Sceglitele fresche e croccanti. Realizzate i vostri spaghetti di zucchine e conditeli con un pesto di basilico, pinoli, qualche foglia di menta, sale e olio extra vergine d’oliva.

Completate il piatto con pomodorini tagliati a spicchi e pomodorini secchi tritati, un pizzico di sale e un filo d’olio.

Buon appetito!!

In vacanza restiamo svegli

pigrizia-in-vacanzaE’ purtroppo atteggiamento comune per molti quello di andare in vacanza e al posto di fare le cose che servono veramente per la nostra crescita interiore impegnarci in due grandi atteggiamenti l’uno opposto all’altro, due “tipi” fondamentali.

Il primo si riempirà di impegni, luoghi da vedere date e scadenze da rispettare. Sostituirà i suoi impegni lavorativi con impegni di piacere ma pur sempre impegni. In questo modo eviterà la cosa che lo spaventa maggiormente: trovarsi con se stesso senza sapere cosa fare. La noia è il suo incubo, perché teme di perdere del tempo prezioso.

Il secondo atteggiamento diametralmente opposto è l’ozio totale ovvero, nonostante ci sia l’intera giornata per dedicarsi a cose che ci farebbero bene, come leggere, studiare, fare movimento fisico, occuparsi della propria igiene alimentare o estetica e di salute in genere, non troviamo il tempo per occuparci di nulla. La giornata ci scivola addosso tra un sonno, una mangiata e una bevuta e niente di più impegnativo di questo.

In entrambi i casi stiamo ancora dormendo profondamente: nel primo caso sogniamo di essere persone altamente intellettuali e vivaci e ci stanchiamo oltremodo senza neanche accorgercene. Nel secondo dormiamo sognando di dormire e di riposare e in questo caso il corpo si riposa sul serio, talora anche la mente, anche se non è detto: il troppo stagnare, il troppo poco movimento, il troppo mangiare possono anche non giovare né al corpo né alla mente che potrebbe restare al palo di quelle idee fisse talora anche nocive alla nostra salute oltre che al nostro girovita.

In questo caso particolarmente, il sonno profondo prende nuovamente il sopravvento: nessun contatto con noi stessi e tanto meno con le cose di cui abbiamo profondamente bisogno.

Il consiglio è di stare in guardia quindi da queste due tipologie comportamentali ma, allo stesso tempo, dagli eccessi del fanatismo. Usiamo il tempo della vacanza per riposare davvero ma non per impigrirci e neppure per dar sfogo ai nostri istinti più malsani. Passare da una discoteca all’altra, o da una sbronza all’altra, o da una mangiata all’altra, per fare un esempio, non ha senso tanto quanto non ne ha improvvisarci atleti da decathlon.

Come ho spesso sostenuto, l’equilibrio è fondamentale. Cerchiamo di godere davvero delle nostre vacanze, ascoltando il corpo ma cercando anche quella pace e quel silenzio che troppo spesso siamo costretti a rinnegare, raccogliendo e generando quell’energia e quella volontà che ci permetteranno poi, una volta rientrati, di non sprofondare nuovamente nella insana routine quotidiana ma di aggiungere o riprendere con costanza quelle sane abitudini che, diciamocelo, fanno la differenza!

Caldo e perdita di appetito nei bambini: il gelato non è la soluzione ma la causa

gelato-come-pasto-del-bambinoSuccede spesso ai bambini di avere un calo dell’appetito durante la stagione estiva, l’errore tipico dei genitori è quella di aumentare la dose di gelato settimanale con l’idea (errata) di sostituire il pasto con un nutrimento sano, soprattutto se il gelato è artigianale.

Il latte per i bambini è in effetti ancora un alimento da considerare sano, quello che però è giusto non scordare è in primis che si tratta di un eccesso di dolce dato da un aggiunta spesso esagerata di zucchero e che, come tutti gli eccessi di un sapore, indebolisce l’organismo nella fattispecie la milza.

In seconda analisi si tratta di un alimento francamente freddo soprattutto per un piccolo corpicino come quello di un bambino e ancora in questo caso un eccesso di freddo nello stomaco indebolisce nuovamente la milza e a lungo andare la coppia stomaco milza.

Ma ancora non è finita: un bambino, soprattutto se sotto agli 8 anni, presenta strutturalmente una milza ancora debole e quindi è maggiormente sensibile a questi disturbi. Non sarà infrequente se un bambino desidera mangiare sapori tendenzialmente dolci come la pasta è la sua milza che lo rende propenso a queste preferenze.

Il gelato è quindi in estate un cibo da dosare con molta cautela per tutti ma a maggior ragione nei bambini piccoli; cercate di proporre delle alternative al gelato, potete fare a casa dei dolci usando la frutta molto matura, in questo modo potete ridurre al minimo l’aggiunta di zucchero bianco. Ricordate che il palato si abitua facilmente al sapore dolce: più ne fate uso e più ne sarete attratti, abituando i bambini a dei sapori dolci più moderati potete influenzarne il loro gusto.

E per quello che riguarda l’eccesso di freddo potete inventare dolci freschi da frigo anziché da freezer come il gelo siciliano e d’altro canto se volete fare proprio dei ghiaccioli di frutta potete creare delle porzioni molto più piccole di quelle in commercio adatte ai piccoli, un po’ come i gelati mignon che consiglio di sostituire al gelato normale anche nelle occasioni speciali; sono adatti a tutta la famiglia e fanno meno danni, avrete infatti ridotto l’apporto complessivo di zucchero ma anche di freddo nello stomaco.

Cercate di rendervi conto che un gelato come quello che mangia un adulto, in proporzione è enorme per un bambino. Per lui un normale cono è come per noi una vaschetta di quelle grandi!

Il freddo nello stomaco non rinfresca dentro e non disseta neanche; avete mai fatto caso a come aumenta la sete dopo un gelato oppure a quel senso di nausea e di disagio dopo che avete bevuto in fretta una bevanda ghiacciata?

Una bibita ghiacciata può veramente rovinarvi la vacanza con una congestione soprattutto se la bevete avidamente e tutta d’un fiato, il dolore addominale può essere molto acuto e se siete in acqua il pericolo di un malessere è da tenere in considerazione e questo vale per tutte le età ma è da tenere in considerazione per i bambini piccoli golosi.

Se i vostri bambini hanno scarso appetito vuole dire che la milza e lo stomaco sono già infastiditi o disturbati, se per paura di farli digiunare gli offrite un gelato come sostitutivo del pasto avrete ulteriormente peggiorato la situazione. Ovviamente niente paura, questo atteggiamento non è certamente da considerare grave per la salute ma ricordate che potrebbe aumentare la suscettibilità del bambino a contrarre patologie del sistema respiratorio, quelle belle tossi catarrose eterne che durano tutto l’inverno.

Sappiate che modificando alcune semplici abitudini questi disturbi si possono ridurre fino a scomprarire anche completamente. Si tratta di usare di nuovo dell’energia dedicata, non potremo pensare che una banana o un kiwi possano avere la stessa attrazione di un gelato al cioccolato, ma se la frutta è di buona qualità, matura al punto giusto, preparata con arte e ben presentata il gioco è fatto, potete preparare dei dolci deliziosi e sicuramente sani ovvero rinfrescanti e dissetanti sul serio.

Certamente è molto meno comodo, meno veloce e decisamente più costoso, su questo non ci sono dubbi. L’unica raccomandazione è sull’anguria: anche questa va dosata ad arte soprattutto nei piccoli e solo quando fa veramente caldo, quindi non alla sera e non tutti giorni ma è più difficile che un bambino sia goloso di anguria.

Mi dispiace… lo so che  vorreste sentirvi dire il contrario ma il rituale sistematico e quotidiano del gelato dopo pranzo o dopo cena o come merenda è tanto bello, buono, rilassante e piacevole quanto dannoso.

Sui bambini più fragili che si ammalano spesso in inverno è consigliabile in estate, oltre che portarli al mare, usare la moxa o moxibustione come sistema per rinforzare la milza e il polmone, potete farlo serenamente all’aria aperta senza essere infastiditi dall’odore forte che tale pratica millenaria lascia in casa o sugli indumenti che indossate. Consiglio di essere seguiti e addestrati  direttamente da un medico o da terapista esperto in Medicina Cinese.

Un sigaro di moxa in valigia è comunque raccomandabile per scongiurare alcuni possibili disagi da vacanza, fra i quali la diarrea del viaggiatore o da colpo di aria condizionata, ma anche le ustioni da sostanze urticanti come quelle delle meduse oltre che ovviamente una congestione da bibita ghiacciata bevuta di corsa e senza attenzione.

E’ come l’ombrello: se lo abbiamo non piove!

Trapianto di organi e polemiche

donazione-di-organiDesidero fare chiarezza sulla differenza tra morte clinica, morte cerebrale, stato vegetativo persistente e coma affinché taluni articoli che circolano sul web siano facilmente identificabili come falsi e tendenziosi.

La sempre maggiore richiesta di organi e la sempre migliore sopravvivenza dei riceventi è un miracolo della scienza non scevro da difficoltà e di pericoli, ma andiamo per ordine.

Perché un organo sia trapiantato da un corpo donatore a un corpo ricevente il suddetto organo, cuore, fegato, rene che siano devono essere mantenuti in condizioni di vitalità ovvero l’organo deve ricevere sangue e ossigeno fino al suo espianto.

Questo rende idonei all’espianto di organi, soggetti possibilmente sani con lesioni cerebrali acute di tipo traumatico e non pazienti cronici e malati e neanche pazienti con infarto del miocardio. In caso di possibile trapianto il concetto di morte come l’abbiamo sempre intesa cambia; morte clinica è quando vi è arresto della respirazione e del battito cardiaco definitivi. Morte cerebrale invece significa che il cuore batte ancora grazie alla ventilazione assistita che porta ossigeno ai tessuti.

Se si spegne la ventilazione assistita il paziente muore clinicamente, se invece si mantiene artificialmente il paziente può essere considerato un possibile soggetto idoneo al trapianto oppure inviato in rianimazione. Per essere idoneo si deve accertare la morte cerebrale che non è il coma ma corrisponde a un quadro molto più grave costituivo da: nessuna attività cerebrale, nessun respiro spontaneo, nessun riflesso profondo per la durata di almeno 6 ore. In queste 6 ore di osservazione vengono eseguiti 3 volte (all’inizio, a 3 ore e a 6 ore) dei test di conferma dell’avvenuta morte cerebrale: 30 minuti di elettroencefalogramma senza alcuna attività cerebrale sotto stimolazioni acustiche e dolorose, controllato da uno specialista di elettroencefalografia e documentati su carta. Vengono poi controllati da uno specialista neurologo diversi riflessi ovvero attività neurologiche che non necessitano di alcuna coscienza. Infine viene eseguito il test dell’apnea ovvero si procede alla interruzione della ventilazione assistita e si conferma l’assenza di respirazione spontanea.

Se tale test non viene eseguito correttamente per insorgenza di aritmia e viene interrotto, il paziente non può essere considerato morto; lo stesso se compaiono atti respiratori autonomi. In questo caso il paziente viene inviato in rianimazione dove potrà restare in coma, svegliarsi dal coma aprendo spontaneamente gli occhi e da lì in poi riappropriarsi di diversi livelli di autonomia e di coscienza.

Per la mia esperienza come riabilitatore di soggetti usciti dal coma dopo periodi prolungati ovvero superiori a una settimana almeno di coma profondo con scala Glasgow da 3 a 6 è molto raro recuperare un quadro di salute come si vede invece felicemente nei film. Il recupero è sempre molto difficile e tortuoso e questo nei casi migliori. Ci sono diversi gradi di coma definiti anche stati alterati della coscienza, alcuni dei quali di breve durata e completamente reversibili, di solito non accompagnati da lesioni cerebrali e tanto meno da un elettroencefalogramma piatto.

Si parla invece di “stato vegetativo persistente” chiamato anche una volta “coma vigile” o “coma apallico” e adesso “stato minimo di coscienza” quando il paziente apre gli occhi e respira autonomamente ma il massimo della sua capacità motoria e comunicativa resta confinata a mugolii e movimenti della mano o dei piedi stereotipati. Di solito i riflessi sono conservati ma l’elettroencefalogramma può anche essere piatto cioè vi sono attività cerebrali del tronco ma solo minime o nulle della corteccia.

Il paziente “locked in” invece conserva a differenza dello stato vegetativo persistente una valida capacità e attività corticale superiore registrabile bene all’elettroencefalogramma con tanto di ragionamento e di possibilità di comunicazione complessa e strutturata ma un’impossibilità di muoversi  pressoché totale se non con movimenti delle palpebre o degli occhi e in qualche caso piccolissimi movimenti delle dita attraverso cui  è possibile creare un codice di comunicazione alfabetico.

Tutto questo per dire che quando l’elettroencefalogramma è completamente piatto e non vi è alcuna risposta riflessa a nessuno stimolo neanche doloroso forte per ben un’ora e mezza di fila, non è un caso se la situazione è considerata irreversibile. I miracoli e casi strani di soggetti dichiarati morti e poi risvegliati esistono, il respiro e il battito cardiaco possono in effetti giocare strani scherzi e interrompersi per brevi momenti. Sperare è il diritto di qualunque paziente ma in questo caso pensandomi come il paziente con sospetta morte cerebrale, piuttosto che sperare in una ripresa del mio respiro spontaneo e poco più vorrei sapere di ridare la vita e la speranza a un altro con più possibilità di vivere di me.

Non di meno vorrei dire che dietro ai trapianti non vi sono solamente grandi interessi economici, con possibili giochi di potere, truffe e compravendita di organi da soggetti vivi indigenti, ma anche dei professionisti che fanno ore massacranti di lavoro. Chirurghi che passano da un tavolo operatorio all’altro senza sosta e senza vedere la luce del sole per ore e ore come in miniera e che talora compiono veri e propri prodigi della scienza, restituendo ad alcune persone meravigliose la vita che si meritano di vivere e che sono sicura godranno fino all’ultimo respiro come del dono che questo rappresenta veramente

I funghi medicinali in fitoterapia cinese

reishi-cultivationNon stiamo parlando di funghi allucinogeni, no signore: si tratta di funghi con importanti azioni terapeutiche, conosciuti e usati dai tempi più antichi in molti paesi asiatici.

L’utilizzo dei funghi come medicinale inizia in Cina in tempi molto remoti, si presume già  nella Dinastia Han nella quale venne scritto il primo libro classico in fitoterapia chiamato Shen Nong Ben Cao Jing, o Classico della Materia Medica o Shen-nong’s Herbal Classics. I funghi con azioni terapeutiche sono moltissimi e numerose sono le ricette fitoterapiche che contengono funghi medicinali.

Fra i più conosciuti possiamo pensare a Fu ling (Poria Cocos) oppure allo Zhu ling (Polyporus) usati nelle comuni ricette per trattare le cistiti o infiammazioni delle vie urinarie ma non solo; Fu Ling per esempio è presente in ben 50 ricette fitoterapiche fondamentali del testo Discussion on Cold Damage  e 30 ricette nel testo Essentials from the Golden Cabinet  per la sua versatilità.  Si consideri che il Fu ling per esempio ha una meravigliosa azione sul drenare i liquidi promuovendo la diuresi, eliminare l’umidità e il flegma e nel contempo tonificare la milza e calmare lo spirito, senza danneggiare in alcun modo la funzionalità renale oltre che una azione antitumorale e antibiotica. Possiamo dire una cosa del genere di un normale diuretico che invece a lungo termine inevitabilmente riduce, suo malgrado, la funzionalità renale? No di certo!

Sono tantissimi i funghi usati in medicina cinese: Hong Qu ( Monascus Purpureus) per esempio è un altro fungo detto anche fungo rosso del riso e viene usato per la sua azione ipocolesterolemica; se ci pensate anche la penicillina è stata scoperta proprio grazie alla contaminazione occasionale di una colonia di batteri da parte di una muffa chiamata Penicillium. Questo solo per citare i funghi più conosciuti che hanno fatto storia nella medicina anche occidentale.

I funghi sono una specie davvero bizzarra a cavallo tra il regno vegetale e quello animale, la loro funzione è fondamentale per il metabolismo del pianeta, costituiscono una sorta di anello dell’ecosistema, rendendo la materia organica proveniente dalla decomposizione nuovamente disponibile all’organicazione da parte delle piante. Pensate che oggi vengono sapientemente usati per lo smaltimento dei rifiuti in quanto metallizzano quasi tutto il materiale organico. Sono una specie di integratore per il pianeta.

Altri invece sono definiti patogeni ovvero causano malattie anche serie basti pensare alle polmoniti negli immunodepressi e alle candidiasi sistemiche. Curioso quindi  non solo sapere che esista una così vasta quantità di funghi (fino a 100.000 specie diverse) ma anche che sono tantissimi quelli con proprietà terapeutiche sorprendenti.

Il  Reishi o Ling zhi per esempio, conosciuto con il nome latino di Ganoderma Lucidum per la sua brillantezza, era un fungo usato dai monaci Taoisti e si diceva che ne stimolasse lo sviluppo spirituale e la longevità. Era considerato già allora come un prodotto costoso per la sua non facile raccolta e il suo ritrovamento quasi esclusivo in luoghi montani e poco popolati, un po’ come oggi consideriamo il porcino.

Questo fungo chiamato anche fungo dell’immortalità possiede delle proprietà veramente meravigliose: riduce la risposta istaminica ed è quindi utilissimo in svariate forme allergiche in particolare nell’asma ma anche in patologie dermatologiche; migliora la risposta immunitaria, ma anche la modera nelle patologie autoimmuni come nell’artrite reumatoide. E ancora migliora il sonno e l’ansia, è considerato un epatoprotettore e tonico in generale del rene ma anche della milza e del polmone, ha un blanda azione anti ipertensiva simile a quella degli ace inibitori  e infine un’azione anti aging e antivirale… “e poi?” direte voi… e poi non è finita. La sua recente fama mi pare giustificata, in particolare in campo oncologico dove suscita grande entusiasmo: Reishi viene infatti usato per contrastare gli effetti negativi delle terapie convenzionali (chemioterapia, radioterapia), riduce le metastasi e la crescita tumorale, facilita la risposta immunitaria contro il tumore. Sono controindicati solo in caso di terapia autoimmune e da usare con cautela in caso di terapia anticoagulante.

Da recenti lavori scientifici emerge un indiscusso aumento della sopravvivenza dei pazienti oncologici operati e chemiotrattati trattati parallelamente con funghi. In dosi molto alte i funghi migliorano la sopravvivenza anche in pazienti con patologie neoplastiche avanzate e lesioni metastatiche conclamate, segnalati anche casi oncologici di guarigioni spontanee. Il dosaggio alto in questi casi è il vero ostacolo per gli altissimi costi a carico esclusivo del paziente che non abbia una assicurazione sanitaria o una cassa malati che includa le medicine complementari.

Oggi, vista la sempre maggiore richiesta di questo fungo, e la scoperta o se preferite la riscoperta di molti funghi usati per svariate patologie, fra cui l’infertilità e i disturbi della forza sessuale, sono per questo motivo nate diverse associazioni scientifiche e parecchie coltivazioni fungine oltre che un intenso studio e ricerca in campo biologico e microbiologico alla scoperta di molecole alle quali attribuire un’azione terapeutica di rilievo da poter poi magari produrre artificialmente oppure estrarre chimicamente dai funghi.

Sono moltissime le informazioni e le referenze sulle diverse attività di alcune molecole presenti nei funghi ma siamo ancora lontani dall’aver trovato quella molecola sulla quale costruire un farmaco anti aging, anti tumorale, immunostimolante, ipoglicemizzante, ipolipidemico da distribuire su ampia scala internazionale.  L’effetto fino ad ora migliore è dato da un insieme di sostanze attive ovvero dal fungo intero e non da una singola molecola in esso contenuta.

Capirete che lo sviluppo di un commercio in questa area non può che essere potenzialmente rischioso, in primis per la possibilità di acquistare un prodotto di bassa qualità proveniente da culture intensive magari poco rispettose dell’ecosistema biologico naturale e magari, peggio, contraffatto o contaminato da sostanze tossiche di vario genere.  Dove vi è interesse economico vi è sempre in agguato il fantasma tutto umano dell’avidità senza scrupoli .

L’acquisto di prodotti on line deve quindi essere molto attento e personalmente consiglio di evitarlo a meno che non si abbiano indicazioni precise sulla provenienza e controllo di qualità delle sostanze usate.

Anche il dosaggio e la scelta del fungo più adatto dovrebbero essere a mio parere sempre delegati ad uno specialista in fitoterapia cinese e non lasciati al fai da te.

Luglio e la quinta stagione

Theory-of-the-Five-elements1Dal 7 di luglio siamo entrati nuovamente nella stagione definita quinta stagione oppure nella stagione della Terra chiamata anche Terra Wei. Si tratta di una Terra yin di transizione dall’estate all’autunno, questo perché il sole sta ora lentamente iniziando a calare e se stiamo attenti lo possiamo percepire anche noi.

Un caldo anche torrido, un sole che spacca i sassi ma alla sera e al mattino se ascoltiamo si può iniziare a intuire il prossimo cambiamento che è nell’aria. Incredibile di tutto questo non mi accorgevo affatto prima di studiare la Medicina Cinese.

Ascoltare il ritmo della natura non ci viene insegnato, quello che vedo comunemente è una difesa estrema dalla natura oppure una sfida assurda. Si tratta di due estremi comportamentali entrambi pericolosi e non scevri di rischi per la salute. Il primo per fare un esempio accenderà il condizionatore al massimo aggredendo soggetti fragili con colpi di freddo capaci nei casi più gravi di generare quadri che possono andare fino alla polmonite  e l’altro, sempre per fare un esempio, continuerà a fare chilometri in bicicletta sotto il sole e sull’asfalto infuocato incurante del  colpo di calore in agguato.

Non dobbiamo combattere il clima oppure far finta di niente continuando le nostre attività preferite dovremmo imparare ad adattarci al clima in modo naturale come fanno gli animali. Sarebbe utile per tutti imparare ad ascoltarla la terra, ricordarci che è viva come noi. Appena possibile consiglio a tutti di sdraiarsi al suolo e sintonizzarsi con lei.

Se mettete tutto il corpo a terra è più facile armonizzarsi con lei, non serve che siate nella natura certo è meglio un prato una spiaggia ma in mancanza di queste un pavimento domestico andrà benissimo. Sdraiatevi sul pavimento ogni tanto, con le  braccia e le gambe leggermente aperte, prendetevi una decina di minuti e ascoltate il vostro respiro e il vostro appoggio sul pavimento, vi assicuro che qualcosa cambia! Cambia il vostro punto di vista, cambia la percezione del caldo, cambia il vostro stato d’animo.

In questo periodo è facile essere colpiti da gastroenteriti virali soprattutto se siete sensibili, come l’orario che segue il mezzogiorno anche il mese che segue il solstizio d’estate è collegato con il piccolo intestino secondo l’orologio e il calendario cinesi. Attenzione quindi agli sbalzi termici, a non mangiare sempre cibi freddi o ghiacciati anche se sono deliziosi. Ricordate che la qualità rinfrescante di un cibo non dipende dalla sua temperatura esterna ma dalla sua qualità interna.

Ecco che un gelato al cioccolato, un caffè shackerato, un vitello tonnato oppure un limoncello ghiacciato non vi rinfrescheranno veramente; cetrioli, anguria, tisana alla menta o té verde invece si, indipendentemente dalla loro temperatura e in misura minore tutta la frutta e la verdura. Dovrete andare a fare la spesa più volte in una settimana perché questi alimenti in questa stagione non si conservano per tempi lunghi. Ci vuole più attenzione ci vuole più tempo e “prendiamocelo un po’ il tempo” come dice il merovingio in Matrix!

Ricordiamo inoltre che nel periodo Terra è la Milza l’organo imperatore il che significa che se vi stancate troppo con gli ultimi sforzi dell’anno scolastico/lavorativo oppure con progetti e pensieri senza sosta, e  se la vostra Milza di suo è già leggermente debole costituzionalmente vi presenterà il conto a breve!

Le giornate sono più lunghe ma noi riusciamo a non trovare ancora il tempo per noi stessi, come se riuscissimo in modo un po’ masochistico a riempire la nostra giornata ancora di più cioè  all’inverosimile. Magari pensando orgogliosamente che siamo svegli e sempre sul pezzo ma in realtà stiamo solo sognando un personaggio che ci piace e che si sente fico!

Non serve andare al mare per andare in vacanza serve ascoltare il ritmo della terra e a sintonizzarsi con essa. Se ancora non siete stati in vacanza neanche un giorno è tempo di rallentare.

 

 

 

Ricette ghiotte per celiaci: timballo di miglio ai peperoni – by Gabriella

timballo-di-miglioIl timballo tradizionalmente è uno sformato di riso o di pasta. Per questa ricetta, in alternativa, utilizzeremo il miglio con peperoni rossi e i pomodorini.

Sciacquate il miglio, versatelo in acqua bollente e cuocete per 10-15 minuti.

Tritate uno o due porri e stufateli in una padella con olio extravergine d’oliva e un pizzico di peperoncino. Aggiungete due peperoni rossi tagliati a striscioline sottili e i pomodorini “datterini” tagliati a spicchi.

Lasciateli insaporire per qualche minuto, completate con un pizzico di sale e un cucchiaino abbondante di curcuma.

Mescolate il miglio alle verdure e stendetelo in una pirofila rivestita da carta da forno. Spolverate la parte superiore del timballo con pangrattato senza glutine e fatelo gratinare al forno fin quando avrà assunto un bel colore dorato.

Se preferite potete usare degli stampi monoporzione. Se optate per questa soluzione bagnate la carta da forno e rivestite i vostri stampi oppure mettete un po’ d’olio e spolverate lo stampo con il pangrattato prima di versare il miglio.

Vi suggerisco di utilizzare un pangrattato senza grassi vegetali…leggete le etichette!

Servite il timballo un po’ tiepido…

Buon appetito!!

Agopuntura in Ticino: quali casse la rimborsano e in quale misura?

Agopuntura-cassa-malati-ticinoSuccede a molti pazienti di essere sicuri di poter fatturare le prestazioni di agopuntura con la loro assicurazione complementare. La cosa è leggermente più complessa di così e mi pare giusto dedicare del tempo anche a questo aspetto cosa che purtroppo non viene affrontata con sufficiente chiarezza da parte di molte casse malati.

L’agopuntura come prestazione sanitaria è rimborsabile dalle casse complementari in misura variabile a seconda del tipo di contratto individuale stipulato, rimborso minimo del 50% a un rimborso massimo del  100%  mediamente da un rimborso del 75-80% della spesa di solito in assenza di una franchigia oppure con una franchigia relativamente bassa anche qui variabile da cassa a cassa; anche il numero delle prestazioni annuali oppure la spesa annua è di solito quantificata e dipendente dai diversi tipi di contratto.

Ovviamente al paziente sta la conoscenza del suo personale tipo di contratto, quello che pochi sanno e che invece fa la differenza è che l’agopuntura rimborsata dalle casse complementari deve essere eseguita da un terapista complementare agopuntore, ovvero da un agopuntore non medico oppure da un medico agopunture che abbia rinunciato alla fatturazione sotto la LaMal  per tale prestazione.

Molti medici specialisti che praticano l’agopuntura come seconda attività possono decidere di fatturare la prestazione di agopuntura sotto la complementare e la specialità medica FMH di cui si occupano nella maggior parte del loro tempo sotto la LaMal.

Altri medici  come me, dedicano all’agopuntura la stragrande maggioranza del loro tempo possono scegliere di fatturare sia la specialità medica FMH che l’agopuntura sotto la LaMal per favorire i pazienti cronici e più compromessi. Per loro la franchigia è molto bassa, si supera facilmente e il resto è rimborsato per il 90% con la possibilità di prolungare il trattamento settimanale e talora anche bisettimanale per l’intero anno se necessario.

In gravidanza dopo la 13° settimana l’agopuntura può passare interamente sotto la LaMal con un rimborso del 100%  in totale assenza di franchigia, trattando nausea, dolori come la sciatica e la lombalgia oppure casi di cefalea o di cistite cronica ma anche di allergia senza fare ricorso ad alcun farmaco. Trattamento inoltre riconosciuto come utile per facilitare il parto riducendo i rischi correlati ad esso e raccomandato dal Sistema Nazionale Svizzero nelle ultime settimane di gravidanza come vera e propria preparazione al parto. Purtroppo solo i ginecologi agopuntori  usano questa bella iniziativa nazionale, facilmente i ginecologi non agopuntori la ignorano completamente lasciandola  nel regno del “conosco la materia”, oppure del “non saprei di quale agopunture fidarmi” e questo talora è sufficiente per scoraggiare le donne che l’avrebbero fatta con piacere sia per combattere alcuni disturbi che come preparazione al parto.

L’agopuntura diventa di nuovo interamente rimborsata in caso di infortunio, intesa come tecnica riabilitativa e antidolorifica, anche se poco nota, e considerata in ambiente sia ortopedico che neurologico. Viene infatti spesso dimenticata come tecnica a favore della fisioterapia e delle terapie fisiche quali tecar, tens.

Invece in caso di trauma l’agopuntura non dovrebbe mai essere dimenticata perché accelera il recupero motorio soprattutto se associata alle normali tecniche riabilitative. Riduce l’edema e l’infiammazione, riduce conseguentemente la rigidità e il dolore e favorisce il recupero funzionale della parte lesa. Questa azione è molto tenuta in considerazione in Cina, sia in clinica neurologica che ortopedica; in occidente invece è consigliata solo se richiesta dal paziente o in casi di dolore incoercibile.

Infine in geriatria, in particolare nei pazienti sopra gli 80 anni, l’agopuntura può essere rimborsata anche interamente anche se sono in pochi i pazienti a saperlo.

La fattura viene rimborsata per il 90% dalla LaMal con la possibilità di inviare il restante della somma alla cassa complementare. Il paziente anziano ha grandemente beneficio dall’agopuntura sia per i dolori che per numerosi disturbi cronici come l’insonnia, l’ansia, la stanchezza generale, la depressione del tono dell’umore, la stitichezza oppure l’insonnia. Il trattamento non è quasi mai consigliato dal medico generico ma se il paziente la richiede di solito non ci sono obbiezioni in quanto l’agopuntura è molto ben tollerata e consente di limitare la politerapia farmacologica ormai riconosciuta come francamente dannosa soprattutto in tarda età.

In termini pratici e per spendere il meno possibile denaro se siete in infortunio, in gravidanza oppure se avete superato la vostra franchigia o se la potete superare facilmente, cercate un agopunture medico riconosciuto dall’ASA che fatturi sotto la LaMal se invece siete giovani e sani e con una franchigia molto alta è preferibile che cerchiate un terapista dell’agopuntura oppure un agopunture medico che non fatturi sotto la LaMal ma esclusivamente sotto le casse complementari.

Vi consiglio quindi prima di iniziare con le sedute di agopuntura di capire esattamente quale è la vostra condizione ottimale e di chiedere al medico quale sistema di fatturazione viene usato; questo per non avere sorprese sgradite magari alla fine del trattamento. E’ chiaro che la scelta del medico o terapista non sarà fatta unicamente su questo aspetto: sono indispensabili l’empatia e la fiducia che viene trasmessa al paziente, come la cura dell’ambiente e l’igiene ma è certamente utile conoscere anche la situazione nel suo insieme prima di partire per un percorso terapeutico di agopuntura che è peccato interrompere solo per motivi economici quando invece il beneficio è reale e magari più che utile per trattare situazioni patologiche come una dipendenza farmacologica da sedativi o ansiolitici per fare solo un esempio.

Il corpo di dolore

corpo-di-doloreLo definisce in questo modo Eckhart Tolle e a chi non lo conoscesse ancora suggerisco la lettura dei suoi libri, in particolare della nuova edizione di “Il Potere di Adesso”. In questo libro troverete una descrizione meravigliosa di questo utile  modo di concepire il dolore e la sofferenza e di come affrontarlo per sconfiggerlo.

Tolle descrive con dovizia di particolari come il dolore possa camuffare altro e lo fa scrivendo in modo  lucido e direi illuminato e non da pseudo psicologi new age distribuendo la solita ricettina da benessere in tasca. Ciononostante si tratta di una visione facilmente comprensibile perché scritta con l’intento di condividere con il pubblico qualcosa di sicuramente chiaro e limpido per lo scrittore.

Trovo grandemente utile analizzare il dolore soprattutto quando questo invade la nostra vita prendendone possesso completo. Come medico e agopunture guardo il dolore come una disfunzione e come il risultato di un’alterazione funzionale  sulla quale in alcuni casi, come in un ernia lombare o in un trauma e infine in una grave artrosi, non posso il più delle volte togliere la causa  scatenante  ma posso, quando il paziente mi lascia il tempo di farlo, ripristinare una corretta circolazione energetica in grado di ridurre il dolore riportando tutto l’individuo verso un nuovo equilibrio funzionale.

Quello che però capita in alcuni casi è di vedere il dolore passare da una sede all’altra; il paziente arriva con una mal di schiena e dopo un periodo di cura guarisce anche completamente dai sintomi iniziali per manifestarne dei nuovi il più delle volte più resistenti al trattamento. In altri casi invece il dolore migliora in modo esageratamente lento e diventa quasi visibile l’esistenza di un assurdo quanto reale attaccamento ad esso. In questi casi l’agopuntura non basta; ci vuole un atto consapevole di rinuncia al dolore.

Il più delle volte concomita più o meno in modo visibile una reale depressione del tono dell’umore, oppure un disagio o senso di inadeguatezza dato da un passato difficile e doloroso, un abbandono, un senso di colpa, non importa realmente di quale sofferenza parliamo, quando il dolore diventa il protagonista non è poi così importante capire il perché e il percome si sia generato e di chi sia la colpa.

Secondo E. Tolle  “Ogni dolore che hai patito lascia dietro di sé un residuo che si annida nella mente e nel corpo come un entità“, un’entità intesa come un parassita capace di vita propria. E questa entità appunto definibile come corpo di dolore non vuole morire a nessun costo e nutrendosi solo del nostro dolore e di emozioni negative ne consegue che la “sua sopravvivenza dipende dalla tua identificazione inconsapevole con il dolore“.

Il parlarne non aiuta a girare la pagina e andare oltre ma piuttosto a frugare nel passato alla ricerca di indizi e dettagli dolorosi che consolidano e potenziano il nostro corpo di dolore, rendendolo sempre più il protagonista indiscusso della scena. Un modo certo per capire il suo meccanismo di formazione ma anche per identificarsi sempre di più con esso.

In questi particolari pazienti (che non sono tantissimi grazie a Dio!) riscontro un comune denominatore: la paura di non poter guarire, la paura che con loro non c’è niente da fare ..sono casi del tutto speciali… Mai mi accusano di non riuscire a guarirli o farli stare meglio, piuttosto il contrario, non è colpa mia è che loro sono davvero gravi e complicati e forse non si potrà fare niente. Questi sono i loro pensieri, staranno forse male dopo la seduta, non riusciranno a fare delle vacanze a causa del dolore. Insomma non esiste nella loro testa neanche l’ombra dell’idea che essi possano non dico guarire completamente ma neanche stare meglio! Loro sono diventati la loro sofferenza!

E il potere della mente è incredibilmente forte… purtroppo. Con questi pazienti è durissima, lo posso dire con certezza, ma quando si ha successo è un grande miracolo al quale si può assistere. Il cambiamento  del paziente è totale come se facesse un reset. L’attaccamento al dolore svanisce come la neve al sole e così il dolore da esso generato. Quando questo percorso avviene i pazienti sono particolarmente consapevoli di quello che erano e come e quanto siano cambiati ma fanno fatica ad esprimerlo verbalmente agli altri.

La riconoscenza resta nei loro occhi, alcuni prendono il volo e si lanciano in imprese straordinarie, altri amano venire a fare agopuntura come mantenimento o come prevenzione e sempre amano ricordare sorridendo la strada che abbiamo fatto insieme ripetendomi ogni volta “mai ci avrei creduto”, mi ringraziano per aver insistito, per averli sgridati, per averli smascherati, per averli spronati ad andare oltre e mollare quel corpo di dolore. Sono loro in realtà gli unici artefici del risultato e la loro gioia mi incoraggia a non smettere di lanciare l’esca affinché la coscienza di sé emerga e si liberi dall’attaccamento al dolore quando presente.

Alcune volte è una parola, altre volte un discorso molto più lungo, altre volte il silenzio… non è facile trovare lo spazio per seminare il dubbio di questa reale esistenza dell’attaccamento e dell’utilizzo del dolore. L’ego difficilmente si assopisce e lo stesso vale per il corpo di dolore che rifiuta con tutta la sua grinta anche solo l’idea di perdere il suo ruolo di prima donna.

Ci vuole tanta energia e determinazione ma quello che conta è sapere che si può fare.

Ricette ghiotte per celiaci: quinoa con avocado e rucola

Quinoa-con-avocado-e-rucolaLa ricetta che vi propongo questo mese è molto semplice da realizzare, veloce e appetitosa…

Un piatto fresco, adatto ai primi caldi…

Sciacquate la quinoa in abbondante acqua corrente. Versatela in acqua bollente leggermente salata. Cuocete per circa 12-15 minuti, fino a quando i grani si aprono formando un cerchio più chiaro. Scolate e fatela raffreddare.

Nel frattempo tagliate a piccoli pezzi una decina di pomodorini datterini, e un avocado. Metteteli in una ciotola e condite con olio extravergine d’oliva e sale. Aggiungete un po’ di basilico fresco, qualche foglia di menta e un mazzetto di rucola.

Mescolate delicatamente e infine aggiungete la quinoa e servite.

Buon appetito!!

Agopuntura e coppettazione per aiutare a dimagrire

coppettazione-per-dimagrireTutti gli studiosi, chi più chi meno,  sanno per esperienza che il tessuto adiposo si comporta con estrema resistenza nei confronti della sua eradicazione. In caso di dieta a bassissimo contenuto calorico si rischia frequentemente di ridurre la massa muscolare ancor prima di quella adiposa.

Questo increscioso fenomeno è dato dalla particolare natura del tessuto adiposo sottocutaneo, per sua natura poco vascolarizzato, un tessuto che potremo considerare freddo. In modo semplice potremmo associare il tessuto adiposo a una cantina dove nel corso degli anni abbiamo accumulato delle riserve alimentari non deperibili ma insieme alle quali abbiamo ammucchiato molte cose inutili e un’infinità di oggetti che avrebbero dovuto finire in discarica.

Ora in questa cantina sarà improbabile andare a prendere le riserve alimentari anche se utili al corpo, sarà improbabile andare a sistemare il disordine a meno che non si abbia una grande energia e molta, molta voglia di farlo. Il rischio è che si rimandi sempre il da farsi a tempi migliori e ci si limiti nel migliore dei casi a non accumulare altro materiale.

Al massimo inizieremo a sgomberare le cose più ingombranti e leggere, presi da impeto di buona volontà.  Ma per andare sistematicamente  a frugare in cantina e, settimana dopo settimana, togliere, buttare e riordinare il contenuto ci vuole veramente una motivazione importante e lo stesso avviene per il tessuto adiposo umano che in modo ancora più sistematico segue la legge di minor resistenza e di risparmio energetico.

Possiamo dire che l’agopuntura permette a breve termine di proseguire con la dieta e con l’attività sportiva o motoria aumentando la determinazione al dimagramento e riducendo l’ansia nei confronti del cibo. A lungo termine un buon trattamento di agopuntura migliora gradualmente il metabolismo degli alimenti e fornisce più energia in senso lato.

Per ottenere risultati  soprattutto sui tessuti adiposi vecchi di anni e ove presente cellulite, è fondamentale associare  un lavoro manuale indirizzato al sottocutaneo; questo aumenta la circolazione di sangue e di energia localizzata. Ecco che la coppettazione e i massaggi connettivali  regolari e frequenti  costituiscono una sorta di spremitura o drenaggio dei liquidi intrappolati in profondità nei tessuti. E questa stimolazione fisica diventa fondamentale per andare regolarmente in cantina a mettere ordine eliminando volta per volta tutto quello che nel tempo abbiamo abbandonato.

La coppettazione dinamica è un sistema molto semplice ed economico che non necessita di creme costose ne di apparecchiature sofisticate perché solleva il tessuto sottocutaneo creando un massaggio molto profondo ed energico. Oggi giorno la coppettazione può essere effettuata anche senza rischi con coppette di silicone molto morbide, facilmente acquistabili on line. L’unica controindicazione è data dalla presenza di capillari troppo superficiali che non possono sopportare questo tipo di trattamento e l’unico ostacolo è dato dalla manualità da acquisire non facile per chi non è del mestiere, ma tutto si può imparare.

Vi consiglio di provare a farvi trattare  da un esperto del settore e poi successivamente, se avrete voglia di imparare, a trattarvi da soli. I risultati sono ottimi anche per tonificare la pelle che perdendo peso tenderà a rilassarsi.

 

Correzione posturale: attenti ai divani

attenti-al-divanoAnche se il divano in questione è di ultimissima generazione nella maggior parte dei casi si inclina lo schienale ma in modo insufficiente e soprattutto non bascula insieme alla seduta, il che significa che ergonomicamente parlando il divano è innegabilmente un nemico della regione lombare.

Questo perché seduti sul divano con le gambe allungate in avanti la regione lombare si ritrova nella posizione piú pericolosa per la formazione delle tanto frequenti e discusse discopatie. Stiamo normalmente già seduti troppo tempo per non avere un eccesso di carico in regione lombare, magari guidiamo anche tutti i giorni la macchina, oppure alla domenica andiamo in bici oppure peggio ci piace pure il giardinaggio.

Dal punto di vista meccanico siamo già ben oltre alla possibilità naturale della schiena di fare fronte alla gravità. E allora che cosa possiamo fare? Dobbiamo allenare i muscoli antigravitari addominali e paravertebrali e tutta la catena cinetica posteriore  a sostenerci. Ci sono esercizi ottimi e molto semplici per tonificarli, il più semplice di tutti è quello di stare seduti con la schiena eretta senza appoggiarsi allo schienale.

Ma alla sera quando arriviamo a casa dopo una giornata di duro lavoro, potrò riposarmi? Si certo che si ma non malamente seduto sul divano. Anche se il divano ci piace un sacco e ci piace assumerne la forma e confonderci con esso fino allo sparire al suo interno come faceva Sherlock Holmes nel film.

Mi dispiace davvero molto darvi questa triste notizia che per alcuni sarà anche peggio del no al cioccolatino e al bicchierino di vino serale sistematico. Se soffrite di lombalgia in modo cronico ma anche ricorrente non cadete in tentazione scivolando nel vostro amato divano ma anche poltrona.

Anche se chi li vende vi assicura che per la schiena non ci sono problemi in quanto si reclina anche lo schienale, quello che succede è che molto raramente il divano oppure poltrona hanno veramente inserito il sistema basculante ovvero che consente il basculamento dell’intero angolo seduta-schienale mantenendolo intorno ai 90/100°, quello che succede è che si alzano le gambe e si reclina lo schienale e il risultato è completamente diverso dal punto di vista ergonomico e fisico.  L’angolo schienale seduta diventa di solito maggiore tra 120 e 130° e la seduta resta orizzontale rispetto al pavimento e non già inclinata anch’essa.

Per la parte lombare si tratta di una posizione di enorme sovraccarico tanto più che il cuscino della seduta è spesso molto più lungo della lunghezza delle nostre cosce il che significa che il carico sulla regione lombosacrale è ulteriormente aumentato.

Infine ci sediamo sul divano sfiniti dopo una giornata di lavoro e nella maggior parte dei casi non abbiamo più energia per stare svegli e mantenerci attenti a cosa avviene al nostro corpo. Ne consegue che entriamo a far parte del divano stesso perdendo la nostra identità umana.

Recentemente una mia giovane paziente affetta da lombalgia ricorrente mi diceva “ Dottoressa da quando mi ha spiegato che anche il mio divano non va bene e non lo avrei mai sospettato, sto molto più attenta e devo dire che va decisamente molto meglio”. Questo per dire che si può fare molto, l’importante è essere consapevoli dei diversi pericoli talora ben nascosti.

Ecco alcuni consigli utili:

Dobbiamo cercare di sistemarci il più comodamente ma astutamente possibile. Prima cosa cerchiamo di non alzare la gambe oppure di sdraiarci completamente abbassando totalmente anche lo schienale. Secondo possiamo usare dei cuscini per cambiare la dinamica della seduta.

Il cuscino più importante lo metteremo ben arrotolato sulla regione lombare subito sotto il costato, in modo da riempire bene lo spazio lombare.

In commercio potete trovarne diversi sotto il nome generico di cuscino lombare da spinta) più o meno grandi e più o meno rigidi, mediamente per il divano serve piuttosto grande e rigido anche se può inizialmente essere anche doloroso.

Possiamo usare poi anche parecchi altri cuscini a seconda del caso ( ovvero delle dimensioni del divano e delle nostre gambe) per accomodarci al meglio, per esempio per appoggiare la nuca.

Una cosa utilissima è quella di piegare una gamba extraruotandola ( mezza gamba incrociata per capirci, scambiando il lato ogni tanto, questo movimento consente alla regione lombare di essere meno sotto carico.

Se avete un tappeto oppure disponete dell’intero divano sdraiatevi completamente anche a pancia in giù e alternate il piu possibile le diverse posizioni cercando di restare sempre vigili e attenti alle necessità della vostra schiena.

E soprattutto quando arriva la stanchezza estrema trovate la forza di alzarvi e andare a letto piuttosto che addormentarvi in una posizione poco raccomandabile. Buona serata.

Ricette ghiotte per celiaci: Fragole con Crema di Mango allo Zenzero by Gabriella

fragole-mango-e-zenzeroUn semplicissimo dessert alle fragole.

Lavate le fragole, tagliatele a piccoli pezzi e ponetele in una casseruola con uno o due cucchiai di succo d’agave. Cuocete a fuoco lento per circa 15 minuti. Scegliete dei bicchieri o delle coppe da gelato ove disporrete il composto alle fragole. Fate raffreddare in frigo. Riempite le coppe o i bicchieri per metà della loro capienza. Nel frattempo mettete in un frullatore il mango a pezzetti, un po’ di succo d’agave e un piccolissimo pezzo di zenzero fresco e frullate. Prima di servire, aggiungete alle fragole uno strato di crema di mango e decorate con uno o due alchechengi.

Buonissimo, veloce da realizzare e coloratissimo…

L’unica accortezza: preparatelo in anticipo…

meglio gustarlo freddo!!

La Stagione della Terra o Quinta stagione

terraTendiamo a dimenticare che la Terra è viva e quando fenomeni tellurici come la recente scossa di terremoto avvenuta in Nepal accadono, allora possiamo renderci conto e toccare con mano che le nostre certezze non esistono e non sono mai esistite, che non siamo noi uomini il centro del mondo, ma che semplicemente lo abitiamo.

La Terra è l’elemento di questa stagione, per il calendario cinese infatti, dopo  l’equinozio che rappresentava il massimo dell’espressione della Primavera, inizia il suo declino per far spazio alla stagione successiva.  Si chiama anche 5° stagione e questa di Aprile è per la precisione la prima fetta di questa strana stagione composta da 4 periodi, tutti di transizione di una stagione verso l’altra. Dall’ 8 Aprile siamo entrati nella stagione Chen, Terra Yang di transizione della primavera verso l’estate.

Che dire di questa stagione Terra. Rappresenta in primis il nostro centro e per questo è fondamentale che sia ben stabile perché su di essa si basa l’intero sistema della salute fisica e psichica. Nel microsistema umano la Terra è rappresentata dagli organi Stomaco e Milza, che non a caso si localizzano esattamente al centro del corpo.

Anche i  trigramma corrispondenti allo stomaco e alla milza richiamano di nuovo il centro, essendo due linee spezzate Yin contenenti una  intera yang per lo stomaco che non a caso soffre di pienezza e due linee intere yang contenenti una spezzata yin per la milza che nuovamente, non affatto per caso, soffre di vuoto.

Dall’antico testo di Medicina Cinese Sowen leggiamo:

La milza regge la carne” e “I quattro arti dipendono dallo stomaco per il Qi , ma il Qi dello stomaco può solo raggiungere i meridiani attraverso la trasmissione della milza...”e ancora “Lo stomaco è il mare dell’acqua e del cibo ed è la più grande fonte di nutrimento per i 6 organi Fu. Quando i cinque sapori entrano nella bocca si accumulano nello stomaco e poi sono trasformati e trasportati attraverso il meridiano Taiyin del piede per nutrire i cinque organi Fu

Il che significa che lo stomaco senza la buona funzionalità della milza non può mandare il nutrimento al corpo. La coppia milza stomaco è considerata una unica entità funzionale indispensabile per il mantenimento della salute

“Il qi originale abbondante è il risultato della assenza di danni alla milza e allo stomaco. Quando lo stomaco è indebolito, l’intemperanza nel bere e nel mangiare provoca naturalmente un danno alla milza e allo stomaco ed una minore formazione di qi originale e alla fine si sviluppa una malattia

Il mangiare e il bere con attenzione e moderazione sono alla base della salute e della buona funzione della coppia milza- stomaco. Una coppia organo viscere che diventa stabile e capace di sostenere l’intero organismo e mantenerlo in salute solamente in questa specifica condizione di equilibrio. Equilibrio che oggi con tutti i comfort e la scelta di alimenti disponibili sul mercato ancora siamo ben lungi dall’aver conseguito.

Ci sono una infinità di diete proposte in ogni dove si guardi, di alimenti confezionati con aggiunte di vitamine, calcio e minerali di vario genere ma quello che vedo nel mio studio è troppo spesso uno squilibrio sostanziale di questa fondamentale e centrale coppia  di organo viscere che sono la milza e lo stomaco. Vedo quadri opposti con  pazienti vegani o vegetariani che eccedono con i cibi freddi e che si ritrovano con una milza gravemente insufficiente. Vedo pazienti che assumono senza preoccuparsi insaccati, formaggi, alcolici e cioccolata tutte le sere con uno stomaco ormai in eccesso. Manca sempre un equilibrio in senso lato si eccede da una parte come dall’altra.

Il risultato è che le così dette dispepsie funzionali  sono in largo aumento come un utilizzo ormai incontrollato di farmaci gastroprotettori a lungo termine. Farmaci come i risparmiatori della pompa protonica che ormai hanno confermato la loro assoluta non innocuità e che una volta assunti i pazienti da soli non riescono più a togliere.

In questo l’agopuntura è un sostegno impareggiabile per ripristinare in modo afarmacologico un equilibrio funzionale tra milza e stomaco, peccato che siano pochissimi i medici a saperlo oppure a pensarci prima di prescrivere i farmaci gastroprotettori, farmaci indubitabilmente efficaci dal punto di vista sintomatico ma purtroppo innocui solo a breve termine e diventa ovvio capire che essendo sintomatici non sono in grado di ristabilite l’equilibrio perso degli organi che vorrebbero curare.

La dietetica cinese è poi una guida fondamentale per mantenere questo equilibrio perché su di esso si fonda. E’ estremamente semplice e nel contempo eccezionale nella sua chiarezza. Non considera gli alimenti come calorie ma a seconda del loro sapore intrinseco, della capacità di generare freddo o calore interno e infine della loro freschezza e purezza.

L’industria alimentare ci propone ancora un numero inverosimile di alimenti adulterati e trattati con sostanze che non possiamo non considerare tossiche. Capita di vedere caramelle sul pavimento con le formiche che gli girano alla larga evitandole! E vero  che ormai l’aria e l’acqua sono da considerare  malate e invase  più o meno gravemente da metalli e sostanze nocive, tuttavia la dieta sana resta l’unico modo per mantenerci in salute e per riuscire a smaltire le molteplici tossine che introduciamo nostro malgrado.

Si tratta di tornare indietro, farsi da mangiare a casa, andare a far la spesa con alimenti a chilometri 0 e seguire regole molto semplici a seconda della nostra costituzione fisica, del clima dove viviamo ma anche della stagione e dell’ora alla quale mangiamo. La parola d’ordine è sempre la ricerca dell’equilibrio dei sapori e delle sostanze evitando gli eccessi di qualunque tipo.

Un modo tutto nostro per rispettare la Terra e restare in equilibrio con essa.

Agopuntura: i casi dei pazienti difficili

agopuntura pazienti difficiliIn questi ultimi anni di studio e di utilizzo quotidiano dell’agopuntura ho scritto moltissimo su di essa, sul suo funzionamento e sui diversi metodi di applicazione oltre che sull’effetto riabilitativo di questo trattamento che, a differenza della maggioranza dei farmaci, non genera dipendenza ma una progressiva stimolazione del potenziale di salute residuo dell’individuo.

Ho scritto che l’agopuntura non causa effetti collaterali nel senso classico del termine, dove l’effetto collaterale di un farmaco tende a protrarsi per tutta la durata del trattamento fino alla sua sospensione e talora quando passa è solo perché si è generato un effetto di assuefazione che di solito si accompagna con un effetto collaterale più profondo e nascosto. Per esempio un farmaco che genera prurito cutaneo può generare in seconda istanza un appesantimento della funzionalità epatica o renale con scomparsa del prurito.

Gli effetti “collaterali” a lungo termine dell’agopuntura sono sempre effetti non voluti ma graditi; un miglioramento del sonno, della funzionalità digestiva e intestinale oppure della possibilità di stare bene, inteso come benessere in senso lato. Questi effetti spesso non sono il motivo per il quale il paziente si rivolge a noi ecco perché li definisco collaterali positivi o contro-collaterali. Questo succede perché l’agopuntura gradualmente spinge il corpo verso il suo equilibrio fisiologico naturale, mentre il farmaco molto spesso crea un equilibrio artificiale spostandosi progressivamente da quello naturale.

Tuttavia è giusto e doveroso chiarire che nei pazienti delicati e complessi l’inizio può essere talora difficile; possono comparire una forte stanchezza, ma anche disagi di varia natura come febbre, malessere generale. Oltre al possibile peggioramento del disturbo doloroso, possono emergere anche altri punti dolenti e aspetti ansiosi.

Di solito si tratta di pazienti la cui patologia è profonda e stratificata, con disturbi di vecchia data non trattati o mal trattati, con disturbi profondi e multipli, oppure molto debilitati o che utilizzano molti farmaci ma anche particolarmente sensibili.

Per alcuni l’inizio è quindi difficile e talora violento. Ricordo ancora il mio primo trattamento come paziente in realtà facevo da esempio in una lezione di agopuntura.  Sono tornata a casa litigando con i mie parenti e piangendo calde lacrime, reazione assolutamente non consueta per me che di solito sono sempre contenta; ho avuto febbre e mal di gola, di nuovo strano in quanto ero uno di quei soggetti che non si ammala mai. Insomma in apparenza un disastro ma sentivo che qualcosa dall’interno era uscito, qualcosa di cui mi ero liberata.

Ero giovane e piuttosto sensibile, non saprei dire se la reazione potente fu data dalla mia particolare sensibilità oppure dal fatto che con la mia attenzione seguissi il percorso degli aghi e il collegamento tra di essi in modo attivo e quindi mentalmente riuscissi a potenziarne l’effetto, non saprei proprio, quello che so è che questo può accadere: è raro, ma può accadere.

L’idea è quella di una casa disordinata, quando iniziamo a pulirla e sistemarla possiamo aumentare il disordine e lo sporco e renderla per il periodo dei lavori in corso assolutamente poco piacevole. Questo in agopuntura significa lavorare sulla radice ovvero in profondità  e non solo sul sintomo.

E importante peró che vi sia nella mente di chi legge una chiara distinzione tra effetti collaterali classici e questi effetti anch’essi collaterali; sono esattamente uno l’opposto dell’altro. Il primo si genera perché un equilibrio biochimico è stato alterato o squilibrato e il secondo perché un nuovo equilibrio vuole essere ripristinato.

Quello che ci proponiamo di fare è sempre quello di lavorare prima sul ramo ovvero sui sintomi che portano il paziente dal medico e solo gradualmente e con calma intervenire sulla radice del disturbo. Ecco che di fronte a una reazione individuale così forte, dobbiamo lavorare riducendo non la frequenza ma l’intensità del trattamento, meno aghi e sopratutto meno tempo. Poco ma spesso, è un concetto di diluizione del tutto individuale e da calibrare sul paziente.

E’ come se dovessimo mettere un freno e rallentare il percorso di guarigione che il corpo in modo spontaneo accelera in modo esagerato. Purtroppo non possiamo saperlo a priori e questa spiegazione potrebbe anche scoraggiare molti pazienti o sembrare il classico bugiardino scarica barile dei farmaci. Oggi si vuole stare bene subito e possibilmente senza fatica.

Si stratta di un percorso di guarigione che appunto può scavare anche sulla radice ovvero sulla causa di un disturbo ma non sempre il paziente è in grado di accettare un seppur transitorio peggioramento del suo stato. E’ facile che si spaventi e si possa allontanare definitivamente da questo tipo di cura pensando che possa nuocergli oppure di essere incappato in un incompetente.

Un vero peccato perché una risposta violenta è sempre una grande consigliera di informazioni preziose sul paziente e indica invece una ricettività del soggetto. Una volta informato il medico agopunturista dei disturbi con fiducia e curiosità, aggiustare il tiro diventa facilissimo.

Non è affatto richiesto di soffrire ad oltranza, sappiate che per ogni persona è sufficiente calibrare il trattamento alla sua risposta del tutto individuale.  

Ricette ghiotte per celiaci: rosti di patate con sesamo nero – By Gabriella

rosti di patate con sesamo neroI rosti sono un piatto tipico della cucina svizzera a base di patate; per questa ricetta, vi propongo una reinterpretazione light, ugualmente gustosa e più colorata…

Ho utilizzato due tipi di patate quelle a polpa bianca e quelle a polpa viola. Le “vitelotte” dette impropriamente patate viola sono una fonte generosa di antiossidanti, più dei mirtilli.

Grattugiate le patate a crudo, in proporzione variabile, 4-5 patate a polpa bianca e 1-2 a polpa viola, aggiungete tre carote, una manciata di sesamo nero, olio extravergine d’oliva e sale.

Preparate una teglia con carta da forno e con l’ausilio di un coppapasta realizzate dei dischetti, avendo cura di compattare il composto. L’unica accortezza da considerare è quella di scegliere bene le patate: non devono essere collose!!

Mettete in forno a 180° fin quando si formerà una bella crosticina croccate…

Nella versione originale i rosti vengono saltati in padella…ma la nostra è la versione light!! Potete accompagnare i rosti di patate con un hummus di barbabietola rossa; molto veloce da realizzare.

Frullate una barbabietola cotta a vapore con due cucchiai di crema di sesamo chiaro (tahin) mezzo limone, un cucchiaino scarso di senape in polvere, sale e olio extravergine d’oliva.

Una piccola accortezza: preparate la crema poco prima di servirla, si ossida facilmente. La tahin la trovate facilmente nei negozi di alimenti biologici.
Buon appetito!!

Buona Pasqua per riprovare

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