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Pubblicità regresso

Scritto il 18/3/10 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Pubblicità regressoSono molti gli spot pubblicitari che mi fanno sorridere loro malgrado, ma questo ultimo sul test di gravidanza e sul test di ovulazione mi ha lasciata senza parole!

Tre donne se la discutono sulla difficoltà di lettura del test di gravidanza.

Premesso che anche un idiota patentato sarebbe in grado di leggere un test di gravidanza, se sei incinta compare una particolare barretta che confronti con il disegno figuratore stampato sul bugiardino interno, niente di complicato.

Ma queste tre donne, che in tutto e per tutto sembrano acefaliche, non solo affermano di non saper leggere un normalissimo test di gravidanza ma poi una afferma di voler sapere quando ha l’ovulazione:  “così non ci penso più!” dice lei serafica. Me la vedo la scenetta coniugale: oggi il test mi dice che sto ovulando quindi datti da fare, per gli altri giorni non se ne parla proprio, troppa fatica! E già mi passerebbe  la voglia se fossi un uomo!

Sex on demand;  se non mi serve per la riproduzione della razza lasciamo pure perdere, si perde tutta la poesia.

Se volete rimanere incinte il modo migliore è fare sesso, sesso, sesso a manetta e prenderci gusto magari. Desiderare un figlio è anche desiderare l’unione con il proprio compagno. Fare sesso solo sperando di fecondare l’ovulo è davvero molto più animalesco di quanto non possa sembrare, altro che evoluzione e poi  è la volta che non ci riuscirete, statene pur certe. Leggi il resto di questo articolo– »

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Evviva gli spaghetti allo scoglio! – by Giulio Picozzi

Scritto il 16/3/10 da in Articoli | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Evviva gli spaghetti allo scoglio!   by Giulio PicozziLo scoglio,  non  quello degli spaghetti ma  quello della  vita,  lo troviamo tutti  e  lo troviamo in  ogni cosa facciamo.

Lo scoglio  fa  la differenza

Se non ci fosse  lo scoglio saremmo tutti uguali

Se non ci fosse lo scoglio sarebbe tutto uguale.

Lo scoglio è quello in cui ci imbattiamo una volta finito l’entusiamo iniziale per un nuovo interesse, per una nuova attività, per una nuova relazione, per un nuovo lavoro, per una nuova tecnica, per una nuova modalità terapeutica.

Lo scoglio è quello che fa  la selezione tra chi molla, chi si accontenta, e chi emerge.

Mollare è necessario e indispensabile; prima di tutto bisogna mollare  tutto quello che  ci distrae, quello che non ci appartiene, quello che ci fa essere ciò che non siamo, quello che ci porta in  un vicolo a fondo cieco!

Come si fa  a capire quello da mollare ?  E’ facile; qualsiasi cosa ci assorbe, ci impegna e non ci porta da nessuna parte, nonostante i nostri sforzi più genuini è da mollare. C’è poi chi molla  per  professione alla  prima difficoltà e continua a farlo collezionando una serie di inizi e mai una fine.

Accontentarsi è come mollare…Si accampano delle scuse per non cambiare e per accettare una situazione che non ci soddisfa. Spesso ci accontentiamo di riuscire a metà perché non abbiamo il coraggio di osare  di  più, di chiedere di più a noi stessi, perché non lottare è  più comodo. Non lottare fino in fondo ci fornisce sempre un alibi. Leggi il resto di questo articolo– »

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Il coraggio dove si compra?

Scritto il 14/3/10 da in Agopuntura, Articoli, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Il coraggio dove si compra?Il coraggio non si compra,  e se si comprasse sono sicura che sarebbe esaurito, vista l’elevata richiesta del prodotto! E’ la domanda di una mia paziente e affezionata lettrice questa, e la risposta è degna di  essere pubblica.

Il coraggio per i cinesi è collegato al viscere straodinario vescica biliare, ancora oggi in cina per dire che uno possiede coraggio si dice che ha una grande vescica biliare. Mentre da noi si dice aver fegato. Possiamo dedurre che questi due organi siano importanti nella gestione del coraggio.

Ma in sostanza cosa è il coraggio? Non è un emozione ma una capacità. In particolare corrisponde alla capacità  di prendere una decisione finale e quindi di poter agire. Chi non riesce a prendere una decisione resta continuamente nel timore di sbagliare e spesso non si muove o si muove goffamente per esasperazione e non per decisione.

Chi soffre di mancanza di coraggio vive un profondo senso di disagio e di inadeguatezza proprio perchè percepisce per l’appunto una sorta di incapacità di realizzare e di incompiutezza.

La mancanza di coraggio per i cinesi è considerato una patologia specifica che coinvolge cuore e vescica biliare, che risultano carenti ovvero con insufficiente energia e forza. Si nasce così potremmo chiederci, forse esiste una predisposizione costituzionale ma è possibile che questa carenza sia anche il frutto di esperienze emotive presumibilmente traumatiche. Leggi il resto di questo articolo– »

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Infezioni da herpes e dolori post erpetici: il successo della medicina cinese

Scritto il 11/3/10 da in Agopuntura, Articoli, medicina cinese | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald Infezioni da herpes e dolori post erpetici: il successo della medicina cineseLe infezioni virali da herpes sono del tutto particolari, la famiglia degli herpes formata dal Simplex 1 o labialis, Simplex 2 o vaginalis, Simplex 1-2 a localizzazione mista e Varicella Zoster si muove in modo del tutto peculiare. Questi virus infatti una volta incontrato il corpo da infettare per la prima volta si annidano in esso e rimangono latenti a vita per risvegliarsi in condizioni esterne o interne specifiche.

E’ davvero interessante vedere che ci sono soggetti che nonostante il contatto con l’agente virale non manifestano mai la patologia e soggetti che invece recidivano in modo sistematico, ogni ciclo mestruale, ogni volta che vanno al mare o in alta montagna, ogni volta che si stancano o si alterano in modo significativo ci sono di nuovo dentro.

Gli habitués di queste patologie erpetiche ricorrenti sanno che esistono pochi strumenti, farmaci antivirali compresi in grado di modificare questa situazione, questo avviene proprio perchè il disturbo non è tanto dovuto  alla presenza del  virus quanto dalla condizione di terreno costituzionale favorente.

Per la medicina cinese  si tratta di un vuoto di sangue o anche di yin e quindi va trattata in modo specifico, lavorando sulla dieta e attraverso la fitoterapia che, come ho già spiegato, agisce sul corpo in modo del tutto mirato, non solo fornendo costituenti primari come viene fatto dalla medicina occidentale, per esempio attraverso la terapia marziale (assunzione di ferro per via orale o endovenosa),  ma  stimolando la capacità del corpo  nella complicata azione di produrre  sangue e  liquidi interni.

L’infezione da Zoster sembra inoltre colpire maggiormente la popolazione tra i 50 e i  70 anni e aumentare ulteriormente oltre gli 80 anni, con incidenza maschio femmina paragonabile, cosa che conferma il fatto che questa fascia di età è sicuramente quella dove maggiormente si riscontra un deficit di yin latente.

Pochi dati si trovano sull’incidenza dell’infezione da herpes simplex sia come fascia di età sia come incidenza maschio femmina, questo sicuramente perchè  molte infezioni non vengono segnalate e l’attenzione si pone unicamente sulle infezioni sessualmente trasmissibili e non già sull’infezione in sè. Leggi il resto di questo articolo– »

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Ancora neve!

Scritto il 10/3/10 da in Articoli | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Ancora neve!

“Quel che ha da succedere succede”

Vi ricordate questa frase nel film “Passage to India”? mi è venuta in mente questa mattina quando, svegliandomi, ho trovato la neve che scendeva fitta e che aveva già messo giù circa 15 cm di coltre bianca. Bella… bellissima da vedere, il silenzio che la accompagna è magico…..ma quanto mi costa?

Peccato dover misurare la neve con il denaro e con le spese , ma non possiamo fare diversamente. Siamo in un certo senso costretti a fare sempre i conti, lo sanno tutte le attività commerciali che oggi vedranno calare i loro incassi di oltre l’80%, per non parlare delle spese dei comuni per pulire e rendere fruibili le strade e ridurre le spese dei possibili danni alle vetture e alle persone che scivolano e franano sul pavimento.

In quel momento ho sentito la gioia di due bambini che per strada esultavano per la presenza della neve e ho pensato: che bello essere bambini, non sei costretto a fare i conti anzi, non ci pensi proprio e te la godi esattamente  così com’è.

E come un raffredore quando arriva si deve stare a casa al caldo e fermarsi, senza fare i conti una settimana di lavoro mancata,  due lezioni di tennis mancate e quant’altro. Stop…. è uno stop, la neve è uno stop, e Dio solo sa quanto a noi servono gli stop, ci costano denaro e tanta fatica ma hanno una loro intrinseca ragione di essere.

Se potessimo farlo con mezzi tecnologici sono sicura che eviteremmo la neve, ma sono altresì certa che così facendo  altereremmo la natura non so esattamente come  ma so che è così. Lo stesso vale per gli OGM ormai approvati per le patate, che la modificazione genetica avvenga in modo casuale, attraverso i microrganismi è possibile oltre che temibile, ma a noi basta sapere che non sono dannosi da mangiare.

Quindi mi dico:  Che venga la neve e come insegna il mio amico e maestro Dott. Picozzi:

” Che venga l’inverno così tutti sapranno che pini e cipressi non perdono le foglie”.

Rilassiamoci e smettiamo di fare i conti, oggi faremo altro, magari penseremo e ci adopereremo per progetti importanti.


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Incontrare una donna

Scritto il 8/3/10 da in Articoli | Tags: , , , , ,
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Catherine Bellwald Incontrare una donnaSono molti gli uomini che, superati i 45 anni, alle soglie dei 50, non solo desiderano conoscere altre donne oltre alla propria compagna, ma desiderano confrontarsi con il modo di pensare femminile, desiderano incontrarlo e accoglierlo, non solo in senso sessuale ma anche globale. Parlare, respirarle, stare con loro.

Spesso non è facile in quanto la morale cattolica, i pregiudizi delle persone sono un terreno spesso molto fertile per impedire che un individuo sposato e con famiglia intraprenda questa strada, magari con il rischio di essere considerato un ingrato, un infedele, un mascalzone e chi più ne ha, più ne metta.

E’ come se questi uomini sentissero che gli manca qualcosa e questo è vero, è veramente una grande verità.

Le donne si può dire che a differenza degli uomini sono più complete, contengono naturalmente già tutto, lo yin e lo yang insieme. Ecco perchè, notoriamente  colpisce meno e sembra più naturale un rapporto omossessuale tra due donne per fare un esempio sessuale. Sul fronte della fisiologia poi, è utile sapere che il testosterone, che tutti conoscono come il classico ormone della virilità  maschile  non è solamente prodotto dai testicoli, ma anche dal surrene ed è  presente anche nelle donne  dove ne influenza fra l’altro il desiderio sessuale.

Sul piano anatomico ed energetico è altresì interessante sapere che la parte anteriore del corpo ovvero il ventre è considerata una parte yin e su di essa decorre frontalmente il canale di stomaco considerato uno dei canali più profondamente yang. Mentre  sul dorso, considerato una parte squisitamente yang,  non troviamo nessun canale yin ma solo yang. Insomma nel corpo umano solo lo yin contiene lo yang  e non viceversa. Leggi il resto di questo articolo– »

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La quinta stagione:come prepararsi alla primavera

Scritto il 7/3/10 da in Agopuntura, Articoli, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , ,
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Catherine Bellwald La quinta stagione:come prepararsi alla primaveraSi, per i cinesi le stagioni sono 5 e non 4, come per Vivaldi e per il resto del pianeta. Ma direte voi, ‘sti cinesi son proprio matti!

La quinta stagione, come ho già spiegato  è una stagione di passaggio tra le altre quattro, il suo elemento di collegamento è la terra e i suoi organi: stomaco e milza.

Le persone sensibili in questi due organi lo hanno già percepito. Da alcune settimane lamentano gastrite, gonfiore  o fastidio allo stomaco e intestini, la frequenza di gastroenteriti poi è sicuramente stata impressionante come diffusione di massa.

Molte persone spontaneamente  si sono limitate a ridurre l’assunzione di caffè  e delle gomme da masticare,  altri sono ricorsi a farmaci antiemetici e anticidi, insomma i più delicati e i più attenti hanno già osservato direttamente sul loro corpo che qualcosa sta cambiando.

Gli sbalzi di temperatura sono notevoli, la luce è in continuo aumento e la voglia di metter via gli abiti invernali per far spazio a quelli primaverili è grande. Ho già visto ragazze senza calze e con giubottini leggerissimi, non c’è modo migliore per ammalarsi e se siete sfuggiti all’influenza che quest’inverno non ha praticamento dato segni di vita, potremmo cadere in altre infezioni virali  e rovinarci il week end e magari anche l’intera settimana e più.

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L’ evitamento del dolore e la rigidità

Scritto il 3/3/10 da in Articoli, Fisiatria | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald L evitamento del dolore e la rigiditàE’ frequente osservare che in seguito ad un trauma acuto senza lesioni tessutali, il dolore percepito dal soggetto in questione, per lo più causato dalla presenza di un ematoma spesso interno, è responsabile di una sorta di isolamento della parte traumatizzata.

E’ come se la nostra macchina corpo, una volta percepito un possibile danno strutturale, avesse abbassato le paratie per salvare l’intera nave.

Questo meccanismo di isolamento produce  in prima istanza un totale o parziale evitamento di numerose manovre fisiche che possono coinvolgere la parte colpita dal trauma.

Dal punto di vista mentale esiste poi una fitta protezione  volta a non percepire dolore fisico. In sostanza si crea un marcato rallentamento della circolazione sanguigna, e quindi energetica, in corrispondenza della parte danneggiata con rallentamento della guarigione.

Questo meccanismo ha una partenza prevalentemente mentale e nasce per lo più dalla paura di sentire dolore, questa è molto ridotta negli animali, limitata nei soggetti forti e sicuri  e molto più marcata nei soggetti ansiosi, insicuri e timorosi.

Ecco che lo stesso trauma, lo stesso intervento chirurgico, avranno un impatto completamente diverso non solo perchè è diversa la struttura fisica traumatizzata, ma lo è anche la struttura mentale di protezione messa in campo.

Ecco perchè in riabilitazione non è importante solo il cosiddetto “potenziale fisico”, che chiaramente considera la differenza tra il tessuto osseo  di un giovane e quello di un soggetto anziano, tra il recupero di  un soggetto sano  e il recupero di un paziente con patologie metaboliche e ovviamente tra il recupero di un soggetto allenato fisicamente rispetto ad un soggetto che non ha mai eseguito attività motoria.

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Perchè curare il dolore con il caldo

Scritto il 23/2/10 da in Agopuntura, Articoli, Fitoterapia, medicina cinese | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Perchè curare il dolore con il caldoIn Medicina Cinese il caldo e il freddo sono da sempre considerati fattori indispensabili per porre una corretta diagnosi e per capire come curare una determinata patologia in un determinato paziente. Si dice che il freddo e il caldo possono essere interni o esterni,  da pieno o da vuoto.

Un deficit di yin come tipicamente si risconta in menopausa può causare un calore interno da vuoto di yin. Un vuoto di yang tipico dei soggetti anziani può causare un freddo interno da vuoto di yang. In questi casi scaldare o rinfrescare dall’esterno non basta, bisogna nutrire e colmare il deficit da dentro e non già limitarsi a modificare la temperatura dall’esterno.

Ben diverso è il caso della patologia da esterno, un colpo di calore o un colpo di freddo si possono curare se presi tempestivamente con il freddo e con il caldo in applicazione esterna. Lo stesso avviene per un trauma che genera un accumulo di calore locale.

Ma troppa leggerezza viene posta dalla medicina occidentale a questo riguardo. Applicazioni di ghiaccio sono comunemente indicate sui dolori articolari non solo post chirurgici o post traumatici caratterizzati da forte calore ma su tutti i dolori articolari dove vi sia gonfiore e quindi accumulo di umidità.

Ho visto molti danni causati da applicazioni di ghiaccio ad oltranza o prolungata  nel tempo su quadri compatibili con tendiniti o sinoviti. Così come il collare cervicale usato comunemente nei traumi cervicali distorsivi può generare esso stesso rigidità articolare di grado più o meno severo, anche l’ applicazione locale di ghiaccio se fatta in modo prolungato e continuativo è spesso causa di un peggioramento del dolore e del quadro generale e funzionale.

Non cè da stupisri, la logica è sempre la stessa; l’immobilità fisica e le applicazioni di ghiaccio locali generano  sempre un arresto della microcircolazione sia sanguigna che energetica che a sua volta genera dolore; il circolo in questo modo rischia di diventare pericolosamente e tristemente vizioso.

Le applicazioni di caldo d’altro canto sono certamente utili per muovere sia il sangue che l’energia rallentata e possono senza dubbio migliorare la tensione muscolare che è spesso causa di dolore. Ma solo nelle forme tensive e nei colpi di freddo possono  essere risolutivi.  Quando il dolore è molto forte esiste il pericolo dell’ingorgo, ovvero l’ ingorgo energetico causato dal dolore può essere peggiorato dall’aggiunta di calore  locale.

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Pausa sorriso: e poi non lamentatevi…

Scritto il 21/2/10 da in Agopuntura, Articoli, medicina cinese | Tags: , ,
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…dicendo che metto troppi aghi!

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Non fatevi influenzare dal tempo

Scritto il 19/2/10 da in Articoli | | Invia per email Invia per email - | 698 Visite dirette

Catherine Bellwald Non fatevi influenzare dal tempoDetta così sembra una raccomandazione antivirus! Invece intendo con l’umore, no non gli umori! il tono dell’umore, quello che quando vede una giornata come questa è pronto a farci star male da cani e farci provare il peggio del peggio.

Avete capito tutti di cosa parlo, dei pensieri nero fumo, “non ce la posso fare”, “proprio a me doveva capitare”, “non è mai finita”, “non ne posso proprio più” e che palleeee sto spettacolo!

Non siete d’accordo anche voi?

Allora a tutti una raccomandazione: chi se ne frega di sto tempo di m… ma si, diciamolo: di merda!

Sorridiamo dentro, ricordiamo  cosa ci muove, i nostri amori, le nostre passioni,  i nostri progetti e ambizioni, i nostri desideri, i nostri sogni nel cassetto.

Possiamo far brillare il sole dentro di noi e anche per gli altri  che al sol guardarci cambieranno umore perchè saremo contagiosi, se lo desideriamo.

Stare a casa a leggere il libro che non sono ancora riuscita a finire che voglia, magari tra le coperte, potrei  fare la polenta con i funghi, mettere a posto quell’angolo di casa che è da tempo che è in disordine.

Mi guardo un bel film e finisco di dipingere  i quadri che ho iniziato. Ma si anche se fa brutto quasi ci  voleva un pò di stop.

Sono belle anche le giornate brutte, se si sta in compagnia con la persona giusta, e noi non siamo forse la persona giusta? Dipende solo da noi vivere un bel momento  o vivere un brutto momento. Stare nella nostra casa,  sotto alle lenzuola a far niente o a leggere, nella vasca da bagno a sognare, ai fornelli a preparare un piatto ghiotto, al computer a guardare i voli per Parigi e magari programmare un viaggetto o una vacanza non è forse bello?

Ma si,concedetevi il lusso di fare esattamente quello che vi va, senza scrupoli, senza vergogna, senza sensi di colpa e soprattutto senza brutti pensieri che sono un compagnia da evitare come la peste!

Attenti quindi a non farvi influenzare e buon fine settimana.



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I diversi modi di praticare agopuntura

Scritto il 15/2/10 da in Agopuntura, Articoli, medicina cinese | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald I diversi modi di praticare agopunturaEsistono diversi modi di praticare agopuntura: l’auricolopuntura, la craniopuntura e l’addominoagopuntura; sono tutte e tre metodiche riferite a somatotopismi specifici delle corrispondenti zone corporee: padiglione auricolare, cranio e, naturalmente, addome.

In questo tipo di agopuntura si segue una mappa precisa di rappresentazione del corpo sull’area prescelta. Le mappe però possono essere diverse da scuola a scuola.  Ad esempio, in auricoloterapia, la metodica in assoluto più diffusa, le mappe usate dalla scuola francese sono diverse da quelle cinesi.

Inoltre l’auricoloterapia, essendo applicata su un’area piccola come l’orecchio rappresentante l’intero organismo, si caratterizza per la necessità di una precisione millimetrica nella ricerca del punto, ragion per cui attraverso la tecnologia moderna si fa sempre più uso di strumenti “cerca punti” elettronici.

Oltre a questi differenti microsistemi esiste il trattamento mediante i canali o meridiani, intesi come circuiti energetici, collegati agli organi o visceri interni.  Esistono 12 canali chiamati “ordinari” o principali  e 8 detti “straordinari” o “meravigliosi”.

Ciascuno di questi canali delinea un percorso e possiede punti specifici, codificati in modo preciso con un nome cinese e una sigla internazionale. Il nome cinese è talora estremamente significativo rispetto alla funzione del punto e molto spesso estremamente  romantico come la porta della vita o nutri l’anziano; questa è l’agopuntura che potremmo definire classica.

Ciò che è interessante sapere è che questa agopuntura, praticata comunemente sia in Europa che in Cina, rappresenta esclusivamente le nozioni sopravvissute alla rivoluzione culturale cinese. Durante quel periodo, infatti, i più grandi Maestri di agopuntura, che spesso erano anche monaci, furono  semplicemente sterminati e i testi meno convenzionali e rappresentativi di tradizioni segrete bruciati.

Solo quando Mao si ritrovò senza risorse sufficienti per curare la sua nazione, decise di rispolverare e codificare la medicina antica chiamandola Medicina Tradizionale Cinese.

Fu così che alcuni testi furono ripristinati e alcuni maestri ancora in vita vennero recuperati dai campi di lavoro forzato e reintegrati nell’insegnamento ufficiale. Nonostante questa “ufficializzazione”, alcune antiche conoscenze erano comunque sopravvissute all’insaputa del regime, tramandate oralmente da maestro a discepolo o di padre in figlio.

Ad oggi è ancora possibile trovare medici agopuntori che hanno avuto la possibilità di studiare queste antiche tecniche che, ovviamente, non è possibile trovare nei testi ufficiali di MTC.Si tratta di un’agopuntura molto più raffinata e complessa, che utilizza non solo l’azione di ogni singolo punto e di ogni singolo canale riferito alle sue caratteristiche peculiari ma consente diverse  strategie terapeutiche sfruttando le molteplici possibili combinazioni e azioni sinergiche dei punti trattati.

In particolare è possibile agire su un’area corporea lavorando non solo sul canale corrispondente ma sfruttando i rapporti interni degli altri canali ad esso correlati.

I canali sono collegati tra di loro mediante cinque diverse relazioni e con un minimo di altri tre canali. Questo consente di potenziare l’azione di circolazione energetica sul canale desiderato.

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San Valentino: perchè no?

Scritto il 12/2/10 da in Articoli | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald San Valentino: perchè no? Manca poco al giorno di San Valentino, la festa degli innamorati, e mi chiedo: siamo innamorati? Sappiamo ancora amare, sappiamo mostrare il nostro amore anche con i gesti e con le parole o pensiamo non serva o sia superficiale e magari anche stupido o convenzionale, una cosa da fidanzatini, niente che valga davvero la pena di fare?

Ma mi chiedo… esiste davvero qualcosa di più importante dell’amore?

Se domani il caso ci mettesse a pochi centimetri dalla nostra morte, a cosa non vorremo aver rinunciato?

Alla libertà di avere amato e essere stati amati, all’aver vissuto con passione la nostra vita.

Credo che esprimere con le parole e con i gesti il proprio amore sia una cosa che viene facile ai bambini ma che con il passare degli anni si perde, solo in tarda età i più fortunati,  quelli che non si sono irrigiditi e avviziti, hanno la grazia di ritornare a questa semplicità e sono capaci di gesti e attenzioni dolci e affettive, mai concessi in età adulta.

Ma cosa aspettiamo, di essere degli ottantenni per mostare quanto ci teniamo e quanto siamo legati affettivamente alle persone che amiamo? Solo perchè a quel punto non avremo niente da perdere? Ma cosa abbiamo da perdere in fondo?

I biglietti scritti a mano, i cuori dipinti e frantumati, i gesti più infantili come un fiore, cucinare il suo  piatto preferito,  andare al ristorante  romantico che tanto ci piace, un gesto dal più semplice ed economico al più ricercato e caro, a ognuno la sua scelta, non importa, ma svegliatevi e non aspettate un’altra occasione per dire “ti amo”. Leggi il resto di questo articolo– »

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San Valentino: il trucco perfetto per ragazze innamorate

Scritto il 10/2/10 da in Articoli | Tags: , , ,
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Questa ragazza non smette mai di stupirmi con la sua abilità da “makeup artist”. Possono sembrare filmati superficiali, ma è possibile imparare tanti trucchi veramente fondamentali per una donna. In questo video viene presentato un trucco da “ragazza innamorata”, perfetto per la serata di San Valentino.



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L’agopuntura è la tecnica riabilitativa più usata al mondo

Scritto il 8/2/10 da in Agopuntura, Articoli, medicina cinese | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Lagopuntura è la tecnica riabilitativa più usata al mondoSembra una affermazione strana, in particolare nel nostro paese, dove pochi sono i medici che si accostano a questa disciplina se non attraverso piccoli corsi o comunque dedicando poche ore del loro lavoro a questa tecnica terapeutica.

Invece nel resto del mondo l’agopuntura si usa molto ma molto di più.  Rispetto alla quantità di tecniche riabilitative esistenti, si potrebbe dire che l’agopuntura resta quella in assoluto più utilizzata in campo riabilitativo, ovvero nel recupero funzionale, sia esso ortopedico, post-traumatico, neurologico e in tutte le patologie dolorose degenerative.

In Italia sembra di fare una cosa strana ad andare dall’agopuntore per un dolore alla spalla, al ginocchio, per una cervicobrachialgia o per una sciatalgia, quasi come andare dal mago!

All’estero è assolutamente normale; è più facile trovare operatori capaci e preparati sia medici che non, che eseguono un lavoro non solo efficace ma anche convenzionato dal sistema sanitario nazionale  e rimborsato dalle diverse assicurazioni personali.

Nel nostro paese, dopo anni, oggi è finalmente accettata la riabilitazione motoria anche se spesso viene considerata  ginnastica in senso troppo generico e poco specialistico e  ci ha davvero messo tanto ad essere classificata come indispensabile nei diversi campi riabilitativi.

Oggi, grazie a Dio, è  inserita in ospedale in modo ufficiale e il corso di fisioterapia sta diventando a tutti gli effetti più ricco e completo.

Ma per  le patologie dolorose degenerative, ovvero i dolori cronici, da noi si usano ancora farmaci antalgici e terapie fisiche obsolete oltre che assolutamente  aspecifiche come gli ultrasuoni, il laser, i campi magnetici.

Le prescrizioni sono fatte con poca convinzione e scarsi successi ma senza farsi domande.  I medici, soprattutto i fisiatri stessi, considerano che non vi sia molto da fare e piuttosto che far niente o esagerare con i farmaci usano queste tecniche, ma all’estero queste terapie sono andate del tutto in disuso da numerosi anni.

Anzi, dirò di più; negli Stati Uniti, fiutando il business dell’agopuntura, stanno vendendo cerotti da appplicare sui punti più comuni, contenenti cristalli vari non meglio specificati e una pallina di plastica in grado di produrre una pressione ben localizzata sull’agopunto. Si usano per il sonno, per i dolori e per altre problematiche e stanno generando clamore anche per la solita vendita piramidale che trasforma il prodotto in miracolo.

Niente di male, meglio un cerotto sul punto di cuore detto HT7, localizzato al polso, o su Yintang localizzato sulla tempia, entrambi punti famosisssimi e riconosciuti per il loro effetto calmante piuttosto che una benzodiazepina. Meglio un cerotto o un braccialetto a pressione sul punto di pericardio detto PC6, conosciuto per il suo effetto antiemetico, che un farmaco. Certo, non ci dobbiamo stupire se funziona per un tempo limitato e su casi semplici; l’agopuntura vera è un ‘altra cosa ed è assai più complessa anche se cercano di venderla per semplice!

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Le arance e l’inverno

Scritto il 2/2/10 da in Articoli, medicina cinese | Tags: , , ,
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Catherine Bellwald Le arance e linvernoIl frutto dell’arancio è estremamente decorativo e profumato, mi ha stupito sapere che le sue origini non sono affatto mediteranee come pensavo.  L’arancio infatti nasce in Asia Orientale si ritiene fosse presente addirittura già 4000 anni a.c . Da alcune teorie storiche si pensa che alcuni legionari possano essere arrivati fino in Cina scoprendo per primi questo squisito frutto. Arrivato e coltivato in Italia solo tardivamente intorno al 1400.

L’arancia, oggi conosciuta come un classico frutto invernale comunemente raccomandato per il suo contenuto in Vitamina C, è però spesso utilizzato in modo scorretto ed eccessivo.

E’ comune infatti che si trovi scritto un pò ovunque che una  spremuta di arance al giorno o peggio anche il succo di arancia conservato siano assolutamente la miglior cosa da assumere in inverno per limitare le infezioni virali.

Non è esattamente così; intanto il contenuto in Vitamina C non è assolutamente così eclatante rispetto ad altri frutti. Tenete in considerazione che ribes e kiwi ne contengono molto di più, così come la papaya e le fragole e alcune verdure come peperoni, spinaci, cavoli e cavolfiore, se cotti in modo corretto, possono apportare un discreto contenuto in Vit C. Senza parlare del prezzemolo che ne ha un contenuto altissimo.

Con le raccomandate  cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura si dovrebbe superare alla grande il fabbisogno di Vit C giornaliero (pari a circa 50-60 mg ), così come di molti oligoelementi e  degli importanti microcostituenti attivi con azione antiossidante e quindi antiaging.

Certamente al fumatore e al forte consumatore di alcol, non basta per  limitare i danni, non solo ossidativi, delle sue cattive abitudini ma non è certamente aumentando la dose  di spremute al giorno che migliorerà la sua salute. Leggi il resto di questo articolo– »

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Un makeup ispirato ai personaggi di Avatar. Molto carino!

Scritto il 31/1/10 da in Articoli | Tags: , , ,
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Michelle Phan è molto giovane, ma ha una padronanza notevole del makeup. In questo video presenta un look ispirato al film Avatar. Forse non adatto a tutte le età, ma l’ho trovato davvero interessante. Ogni donna dovrebbe imparare a truccarsi e scoprire come rendere al meglio i suoi lineamenti e il proprio volto! Ma ci vuole pratica e studio come in tutto d’altronde.

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Gli addominali: pro e contro

Scritto il 29/1/10 da in Articoli, Fisiatria, Riabilitazione | Tags: , , , ,
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Catherine Bellwald Gli addominali: pro e controIl rinforzo dei muscoli addominali è  un argomento decisamente interessante, in quanto non vi è palestra o allenamento fisico o centro fitness che non li proponga.

Il ventre è in assoluto il punto fisico dove maggiormente vorremmo essere in forma per mostrare la splendida tartaruga per gli uomini e un ventre magistralmente tonico per le donne.

Ma la parete addominale non è importante solo esteticamente, anche se sul fatto non si discute proprio!

E’ importante anche per l’assetto  posturale, ovvero contribuisce  al mantenimento corretto della postura, sia seduta che in piedi che durante qualunque spostamento fisico dinamico.

Il ventre, a ben guardare, è il centro della nostro corpo.

Dalla salute e tonicita dell’intestino dipendono la tonicita della parete addominale e viceversa. Possiamo dire che un intestino  gonfio e dilatato può influenzare  rilassando in modo eccessivo la parete addominale. E una parete addominale rilassata può non sostenere sufficientemente i visceri rallentandone e alterandone la funzione.

L’educazione posturale nasce durante la prima infanzia ed èfortemente condizionata dala personalità dell’individuo. Sono molte le discipline sportive, marziali e militari che educano a mantenere una postura eretta caratterizzata da un ventre ben controllato. Pensate alla posizione sull’attenti, pancia in dentro e petto in fuori.

Per avere un idea, provate a rientrare leggermente il ventre pensando di avvicinare l’ombelico alla colonna vertebrale,  sollevate la gabbia toracica aprendo lo sterno, e ascoltate come la colonna vertebrale si è magicamente alleggerita, sia a livello cervicale che lombare. Non è necessario gonfiare  lo stomaco o il petto, ne sollevare le spalle sembrando ingessati, il movimento in realtà è molto piccolo e poco visibile ma influenza tutto il sistema posturale sollevandolo come verso l’alto.

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Tracce di profumo. Bolle di sapone – By Valeria

Scritto il 28/1/10 da in Articoli, Tracce di Profumo | Tags: ,
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Catherine Bellwald Tracce di profumo. Bolle di sapone   By ValeriaPasso dopo passo, giorno dopo giorno, profumo di pioggia e di bosco, fragranza della notte, il terreno si inerpica e io salgo; faticosamente, ma salgo.

Mi domando dove vado; dove il destino, silenziosamente, mi sta conducendo.

Mi sento come un cieco che prosegue il suo viaggio nel cuore della notte e non sa perché.

Muove il bastone nel vuoto e si convince solo di quel che il bastone tocca.

Il resto semplicemente non sa che c’è.

Incontro tante persone in cammino, come me…

Ciascuno è chiuso nella propria “bolla di soggettività”, ciascuno convinto del proprio punto di vista, della propria interpretazione, a volte solo temporanea (e passa dunque da una convinzione ad un’altra), altre permanente.

Come bolle di sapone, si scontrano, rimbalzano, a volte scoppiano ma i loro cuori non si toccano mai.

Ci sono solo gradi diversi di convincimenti.

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Anche un buon medico ha bisogno di un buon paziente

Scritto il 25/1/10 da in Agopuntura, Articoli, medicina cinese | Tags: , , , , , , , ,
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Catherine Bellwald Anche un buon medico ha bisogno di un buon pazienteTrovare un buon medico è difficile, siamo tutti d’accordo, per questo motivo molti ricorrono ad altre figure perchè traumatizzate da pregresse esperienze.

E’ infatti comune pensare che i medici in genere siano capaci soprattutto di far fare molti esami, spaventare a morte i pazienti e, quando si tratta di trovare strategie terapeutiche, ricorrere immancabilmente ai soliti  farmaci; gli ansiolitici per l’ansia, gli ipnotici per l’insonnia, gli antinfiammatori e cortisonici per il dolore in genere fino ad arrivare agli oppiacei  e cosi via.

Le persone che vedono in questo attegggiamento un limite non sono più disposte ad andare dai dottori e questo è un pò un dramma; si va dal pranoterapeuta, dall’osteopata e naturopata, di solito paramedici ovvero non laureati in medicina: fra questi alcuni sono davvero competenti e seri, mentre altri hanno una preparazione ed esperienza medica assolutamente insufficienti per valutare alcune situazioni patologiche nel loro insieme.

Spesso è proprio quest’ultima categoria a mostrare sicurezza e infallibilità, ostentando diagnosi assolutamente certe sull’origine del disturbo.

Al di lè di tutto però, una cosa è certa: se è importante per il paziente trovare un buon medico o terapeuta, altrettanto è per il medico trovare un buon paziente. E, lo devo proprio dire, la cosa non è affatto ovvia.

Un buon paziente è colui che non gira a destra e sinistra da diversi specialisti per i diversi disturbi che ha ma fa un passo alla volta, riferendo e  chiedendo consiglio sull’eventuale utilità di andare da altri. Anche se è impossibile essere esperti in tutto,  la medicina dovrebbe occuparsi di tutti i distretti, dalla pelle all”intestino, alla spalla… ovvero bisognerebbe curare il soggetto nella sua totalità.

Sono molti, anzi moltissimi, i pazienti che  pensano “la spalla la tratto dall’agopuntore e la colite dal gastroenterologo” , oppure che un disturbo sia dovuto a una cosa e un altro ad un’altra, non ritenendo vi sia alcun legame e neanche un senso parlarne con chi ti sta curando appunto la spalla.

Un paziente deve essere anzitutto quello che dice il nome: paziente e certamente anche il medico lo deve essere!

Succede spesso invece che il paziente decida di concludere il suo trattamento senza aspettare che sia il medico a dirglielo, forse è abituato a medici che se ne approfittano o forse per la comune e solita fretta o forse perchè vuole gestire lui il suo tempo e le sue decisioni. Quello che accade comunemenete oggi è che il paziente, raggiunto un discreto miglioramento che  supera il 50%, lo ritiene sufficiente.

Il lavoro con l’agopuntura e con la fitoterapia è quello di modificare uno squilibrio che, come si può capire nel caso di una bilancia, resta tale finche non è tolto completamente, altrimenti, più o meno rapidamente, si verificheranno le cosiddette recidive.

Un buon paziente non aspetta vent’anni per trattare un disturbo dichiarando, dopo i primi cinque trattamenti,  di essere deluso per la scarsità di quell’efficacia che, a tratti o in modo parziale, riferisce di aver comunque sentito sul proprio organismo.

Ci vogliono almeno un anno di terapia continuativa e due anni di terapia non continuativa in totale per pensare ad una vera guarigione su un disturbo presente da oltre vent’anni e se vi dicono che vi curano in tre sedute vi prendono in giro. Leggi il resto di questo articolo– »

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