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	<title>Uno Due Tre</title>
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	<description>Volersi bene è già curarsi</description>
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    <title>Uno Due Tre</title>
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		<title>Diventare capaci di amare</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 05:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono innumerevoli gli aforismi, i romanzi, i film sull&#8217;amore che resta oggi il mistero e la meta più grande da raggiungere. E&#8217; giusto e doveroso cercare di capire perchè all&#8217;amore si contrappone sempre il dolore inteso come dramma. E&#8217; infatti comune pensiero considerare che quanto più ami quanto più soffri, come se fosse un prezzo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-311.jpeg" rel="lightbox[7648]" title="images-3"><img class="alignleft size-full wp-image-7650" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-3" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-311.jpeg" alt="Catherine Bellwald Diventare capaci di amare" width="259" height="194" /></a>Sono innumerevoli gli aforismi, i romanzi, i film sull&#8217;amore che resta oggi il mistero e la meta più grande da raggiungere. E&#8217; giusto e doveroso cercare di capire perchè all&#8217;amore si contrappone sempre il dolore inteso come dramma.</p>
<p>E&#8217; infatti comune pensiero considerare che quanto più ami quanto più soffri, come se fosse un prezzo da pagare.</p>
<p>L&#8217;amore quello vero dovrebbe essere unione dovrebbe intrinsecamente portare l&#8217;individuo verso un concetto di unione che va al di là del tempo e dello spazio, al di là del fare o non fare certe cose, insomma un concetto piuttosto ampio dove esiste la totale libertà di fare, nel quale un individuo sperimenta se stesso non come tale ma come un tutt&#8217;uno con l&#8217;amato.</p>
<p>In che modo allora è possibile vedere il tradimento, visto che l&#8217;amore non dovrebbe dipendere dalle azioni? Come siamo arrivati a pensare che  amare un&#8217;altra persona possa significare tradire?</p>
<p>Questo è da sempre una domanda che mi pongo, e alla quale faccio fatica a rispondere in parole ma che sento essere una chiave di svolta che ci lega tutti al dolore. &#8220;Perdere l&#8217;amore&#8221;  ecco il titolo di una canzone famosa,  il dolore potrebbe essere pensato come la perdita dell&#8217;amore.</p>
<p>Ma resta il fatto che se l&#8217;amore è vero non ha tempo e non si dovrebbe perdere! Il dolore infatti è considerato come ignoranza oppure come illusione, ovvero come un incapacità di vedere l&#8217;amore. Altri considerano il dolore come una possibilità di vivere l&#8217;amore. Resta il fatto che quando si perde una persona cara o qualcosa alla quale teniamo molto  si vive il dolore e questo è innegabile.</p>
<p>Allora spunta il concetto dell&#8217;attaccamento alla persona amata, e il dolore come espressione di questo attacccamento e non già come espressione dell&#8217;amore. E il concetto della gelosia intesa come possesso e controllo dell&#8217;amato.   Tutti sentimenti questi in antitesi con l&#8217;amore.</p>
<p>Quando due persone dicono &#8220;non ci capiamo più&#8221;, è sempre l&#8217;orgoglio il vero padrone della situazione e non l&#8217;amore e quando sopraggiunge la rabbia del sentirsi rifiutati o respinti l&#8217;amore è definitivamente ucciso e svanisce come la neve al sole, perchè la rabbia è esattamente il sentimento opposto all&#8217;amore e con esso non può esistere.</p>
<p>Come sempre una cosa non esclude l&#8217;altra, ovvero si può amare e poi si può odiare veramente chi abbiamo amato e qui le cronache di tutti i giorni parlano chiaro di quanto frequente sia questo fenomeno, non solo oggi ma da sempre nella storia dell&#8217;uomo; dai miti degli Dei  Greci a oggi, l&#8217;amore e l&#8217;odio sono contrapposti e presenti fino a commettere crimini inenarrabili.</p>
<p>L&#8217;amore non può concepire la gelosia, la paura, l&#8217;orgoglio, l&#8217;attaccamento e tanto meno la rabbia. Fin qui sembra tutto chiaro. L&#8217;amore quindi è l&#8217;unico sentimento in grado di allontanare questi altri sentimenti che potremmo definire negativi. E ancora nutrire sentimenti quali rabbia, paura, orgoglio, gelosia e attaccamento sono i nostri impedimenti a provare amore.</p>
<p>E&#8217; possibile che una volta ripuliti da questi sentimenti, potremo vedere che l&#8217;amore che abbiamo creduto perduto, semplicemente c&#8217;è ancora intatto, inviolato anche se la persona amata si è allontanata da noi, anche se si comporta in un modo incomprensibile,  anche se ci ha voltato le spalle, anche se ama altre persone e anche se è morta; l&#8217;amore è l&#8217;unica cosa che esiste veramente ancora ed è l&#8217;unica cosa per cui valga la pena di vivere.</p>
<p>Forse nella nostra società si insegna a fare di tutto ma nessuno ci insegna ad amare, anzi direi che nella cultura, nella religione, nella storia stessa  ci viene continuamente proposto e tramandato un modello di amore che nulla a  che vedere con l&#8217;amore.</p>
<p>Tocca a noi uscire da questi schemi stretti e un pò contorti partoriti dalla nostra piccola e immatura mente per imparare ad amare veramente.</p>
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		<title>Il potere terapeutico dell&#8217;entusiasmo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 05:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; giusto, prima di addentrarci nella discussione, considerare cosa è l&#8217;entusiasmo; lo si potrebbe definire come l&#8217;energia della mente focalizzata e orientata sul successo di una determinata azione priva di paura e di aspettative. La fortuna del principiante è la rappresentazione pratica e casuale direi di come l&#8217;entusiasmo sia fonte sicura di successo. La forza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/3310977551_55c847df31.jpg" rel="lightbox[7640]" title="3310977551_55c847df31"><img class="alignleft  wp-image-7641" style="border: 5px solid white;" title="3310977551_55c847df31" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/3310977551_55c847df31-e1336906041284.jpg" alt="Catherine Bellwald Il potere terapeutico dellentusiasmo" width="300" height="181" /></a>E&#8217; giusto, prima di addentrarci nella discussione, considerare cosa è l&#8217;entusiasmo; lo si potrebbe definire come l&#8217;energia della mente focalizzata e orientata sul successo di una determinata azione priva di paura e di aspettative.</p>
<p>La fortuna del principiante è la rappresentazione pratica e casuale direi di come l&#8217;entusiasmo sia fonte sicura di successo. La forza inesauribile dei bambini potrebbe essere una altra forma di come l&#8217;entusiasmo sia semplicemente il grande motore della vita.</p>
<p>Infine in termini più sanitari potremmo definire l&#8217;effetto placebo una sorta di entusiasmo per un determinato farmaco indipendente dal farmaco stesso, ovvero l&#8217;accettazione completa da parte della mente del potere terapeutico di quel farmaco che lo rende efficace prima ancora di averlo assunto; è l&#8217;atto stesso di assumerlo a investirlo di questa energia mentale positiva.</p>
<p>Nella medicina buddhista e in quella cinese si considerano le energie perverse fisiche e le energie perverse sottili alludendo a determinati stati emozionali quali l&#8217;attaccamento, la paura, la rabbia, la gelosia, l&#8217;orgoglio e l&#8217;attaccamento. Chiunque abbia sperimentato anche una sola volta la forza dell&#8217;entusiamo sa che nessuna di queste emozioni viene inclusa in esso.</p>
<p>L&#8217;entusiamo è una come sorta di collegamento con l&#8217;energia della natura e del creato; è come smettere si essere solo noi piccoli esseri incapaci di tutto e diventare esseri collegati al tutto e capaci di tutto. L&#8217;entusiasmo è la possibilità di conoscere senza aver studiato, di fare senza aver mai fatto, è come lasciarsi guidare da una forza che sta fuori e dentro di noi e collega ogni cosa in modo corretto e senza motivazioni personali.</p>
<p>Per godere di questa possibilità è necessario ricordarsi che il nostro cuore è libero e soprattutto che facciamo parte del tutto e al tutto possiamo accedere come attraverso un file del nostro computer. Per usare l&#8217;entusiasmo dobbiamo non essere appesantiti dalle emozioni negative e dalle esperienze dolorose che possono averci toccato; ecco perchè i giovani e gli animali sono più vicini a questa forza naturale.</p>
<p>Un cane scondinzola ogni volta che gli dite che si esce a spasso e nello stesso modo ogni volta che entrate in casa; non smette di farlo dopo un po&#8217; di volte, gli uomini invece si stufano e si annoiano facilmente delle cose impoverendole di energia mentale fino ad arrivare alla noia che potremmo considerare come l&#8217;opposto dell&#8217;entusiasmo.</p>
<p>La noia è la povertà della mente nell&#8217;affrontare qualsiasi cosa considerandola a priori già fatta, già conosciuta, già fallita, già esaurita. E&#8217; proiettare continuamente come inamovibili, nel presente e nel futuro, la paura e le aspettative disilluse del passato . E&#8217; chiudersi al nuovo e alle possibilità che il nuovo accada .</p>
<p>In termini medici potremmo considerare che in questo modo le scorie prodotte da questi pensieri negativi non abbiano mai la possibilità di fuoriuscire ma piuttosto di crescere sempre più generando possibili squilibri inizialmente solo funzionali ma che potenzialmente  possono diventare fisici alla stessa stregua dell&#8217;effetto terapeutico del placebo.</p>
<p>In conclusione attivare il proprio entusiasmo e sapere come coltivarlo diventa un&#8217;azione fondamentale a cui poco si attribuisce significato terapeutico se non in senso negativo. Ovvero si parla dell&#8217;effetto placebo solamente per distruggere o discreditare un farmaco o una terapia ma non per capirne la natura terapeutica intrinseca.</p>
<p>Ma se tramite l&#8217;entusiasmo possediamo la possibilità di potenziare una terapia, allora perchè non usarla scientificamente?</p>
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		<title>La prostata e i tabù maschili</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 05:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci crederete ma la prostata preoccupa l&#8217;uomo tanto quanto la menopausa preoccupa le donne. Andando avanti negli anni infatti questo piccolo organo assolutamente indispensabile per una valida attività sessuale tende ad ammalarsi. Almeno un episodio di prostatite colpisce la maggioranza degli uomini adulti over 40, e spesso  cronicizza senza guarire completamente. La cosa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-139.jpeg" rel="lightbox[7599]" title="images-1"><img class="alignleft size-full wp-image-7602" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-139.jpeg" alt="Catherine Bellwald La prostata e i tabù maschili" width="275" height="183" /></a>Non ci crederete ma la prostata preoccupa l&#8217;uomo tanto quanto la menopausa preoccupa le donne. Andando avanti negli anni infatti questo piccolo organo assolutamente indispensabile per una valida attività sessuale tende ad ammalarsi.</p>
<p>Almeno un episodio di prostatite colpisce la maggioranza degli uomini adulti over 40, e spesso  cronicizza senza guarire completamente. La cosa che però è frequente è che l&#8217;uomo non ne parla un gran che. Farsi visitare da un andrologo, il che prevede la palpazione della prostata per via rettale o l&#8217;ecografia transrettale è per la maggior parte degli uomini un tabù.</p>
<p>Farsi mettere un dito o una sonda nel retto da un altro uomo anche se medico è per molte persone di sesso maschile,  più che sufficiente a impedire la visita e solo l&#8217;idea della visita. Pensate quanto sono indietro rispetto a noi donne. Nessuna donna oggi penserebbe di non andare a visita dal ginecologo perchè se uomo &#8230;uhm chissà! Il medico non ha sesso ci hanno insegnato da piccole ed è così!</p>
<p>No dico se ci pensate bene è roba da medioevo&#8230;Ma  che razza di cultura hanno inculcato agli uomini se solo l&#8217;idea di un fatto del genere mette a disagio se non molto peggio. L&#8217;dea poi di poter avere un erezione durante la visita è inaccettabile, ma piuttosto comune perchè la prostata secondo molti andrologi corrisponde al punto G nella donna, se palpata favorisce l&#8217;erezione e se massaggiata favorisce l&#8217;eiaculazione e lo svuotamento del secreto prostatico.</p>
<p>Non vi sono dati certi se la pratica sessuale tra omosessuali avendo rapporti anali possa ridurre o aumentare l&#8217;incidenza di prostatite e di ipertrofia prostatica, il che la dice lunga. Una cosa invece sembra accertata,  sono molti gli uomini che provano piacere sfruttando il loro punto G prostatico senza per questo essere gay. Recenti interviste fatte a prostitute o transessuali rivela che sono in aumento gli uomini che amano potenziare il loro piacere sfruttando la penetrazione anale durante il rapporto sessuale anche di tipo orale ma non lo confesserebbero mai alla mogli e talora neanche a loro stessi, ma nella protezione  di un rapporto a pagamento tutto è lecito.</p>
<p>E&#8217; ancora infine utile sapere che durante la guerra era pratica assai comune eseguire il massaggio prostatico ai  marinai o soldati a lungo in astinenza sessuale proprio per drenare la prostata evitando che il liquidi prostatico si densifichi troppo e possa poi ostruire  i canali o dotti escretori come da comune ingorgo delle ghiandole esocrine. Ma questa pratica è considerata obsoleta e non consigliata per mancanza di dati  sulla sua efficacia nonostante la sua semplicità ed economicità. Si preferisce sperimentare farmaci! Anche questa la dice lunga!</p>
<p>Nelle antiche tecniche yogiche esistono poi moltissime pratiche  respiratori e e fisiche ottenute mediante specifiche contratture del pavimento pelvico e dello sfintere anale utilissime per favorire una circolazione energetica e sanguigna di questa zona che corrisponde a un area energetica molto importante chiamata 2° chakra o Svadisthana  per la cultura indiana e  Tan tien per la cultura cinese e giapponese. Pratiche queste antichissime utilizzate non solo per aumentare il piacere ma per dare vigore in senso lato  e per aumentare la concentrazione e la capacità di focalizzazione. Tecniche ancora oggi poco conosciute e poco divulgate se non in modo superficiale e incompleto usate un tempo per sfruttare a pieno  questo importante serbatoi energetico collegato con l&#8217;energia sessuale.</p>
<p>Nel mondo scientifico la frequenza di rapporti sessuali invece è consigliata apertamente per limitare la prostatite, si raccomandano da 4 a 5 eiaculazioni alla settimana che se facciamo i conti significa quasi tutti giorni  eccetto due di pausa!  Ma quando? oggi non credo che neanche i giovani abbiano una attività sessuale con questo ritmo, figuriamoci i maschi adulti e quelli sposati. Si va mediamente  da una volta alla settimana quando va bene a una volta al mese. Mi pare che il debito sia notevole!</p>
<p>Non sono una matematica ma da 1 a 5 c&#8217;è una bella differenza. La stessa differenza tra numero di  di femmine e maschi, un dato che farebbe pensare, e per i musulmani si arriva a 5 mogli come massimo concesso anche questo è interessante da considerare, al di la dei credo religiosi e ideologici ma solo come dato biologico e culturale.</p>
<p>Recentemente un mio ex compagno di classe mi raccontava di essere  andato dal medico generalista che in Francia corrisponde al medico di base dicendoli che soffriva di prostatite. La risposta del medico pare sia stata: &#8220;beh è normale che succeda&#8221;, e la cura ha dovuto trovarla lui, trovando grande efficacia nell&#8217;utilizzo di rimedi fitoterapici.</p>
<p>In effetti sono pochi gli strumenti farmacologici per trattare la prostatite, e a tutt&#8217;oggi non sono note le relazioni tra prostatite e ipertrofia prostatica e ancora completamente sconosciute le cause dell&#8217;ipertrofia prostatica. Ma la relazione tra i fenomeni mi sembra piuttosto ovvia; un tessuto infiammato in modo cronico facilmente può andare incontro a iperplasia è un dato assolutamente contemplato nell&#8217;anatomia patologica.</p>
<p>Pertanto esistono numerosi rimedi e ricette fitoterapiche efficaci per disinfiammare in modo naturale la prostata, oltre che consigli sullo stile di vita in genere.</p>
<p>Per concludere si tratta di un mondo poco conosciuto e poco esplorato e ancora ricolmo di tabù e di scarsa conoscenza. Una situazione che dovremmo superare con la cultura e l&#8217;intelligenza per mantenere la salute di questa piccola ma potente ghiandolina.</p>
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		<title>L&#8217;andropausa esiste?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 05:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andropausa per alcuni studiosi è considerato un termine improprio. In effetti l&#8217;andropausa dove per &#8220;pausa&#8221; si dovrebbe intendere il concetto di sospensione  da parte delle cellule testicolari della produzione di testosterone, non è fisiologica. Nell&#8217;uomo diversamente che per la donna la produzione di testosterone da parte dei testicoli diminuisce gradualmente e progressivamente con gli anni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/fa-bene-sesso.jpg" rel="lightbox[7584]" title="fa-bene-sesso"><img class="alignleft  wp-image-7594" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="fa-bene-sesso" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/fa-bene-sesso.jpg" alt="Catherine Bellwald Landropausa esiste? " width="210" height="210" /></a><strong>Andropausa per alcuni studiosi è considerato un termine improprio.</strong> In effetti l&#8217;andropausa dove per &#8220;pausa&#8221; si dovrebbe intendere il concetto di sospensione  da parte delle cellule testicolari della produzione di testosterone, non è fisiologica.</p>
<p>Nell&#8217;uomo diversamente che per la donna <strong>la produzione di testosterone da parte dei testicoli diminuisce gradualmente e progressivamente con gli anni, ma non si sospende</strong>. A 80 anni un uomo sano può essere ancora fertile e con una produzione di testosterone pari a 4 mg/die.</p>
<p>Questo non toglie che i livelli di testosterone possono abbassarsi in modo eccessivo anche precocemente dopo i 40 -50 anni e  questo fenomeno aumenta di incidenza con l&#8217;avanzare degli anni. <strong>L&#8217;andropausa o meglio sarebbe definirla &#8220;androinsufficienza&#8221; esiste e come la menopausa può generare dei disturbi molto simili, disturbi del tono dell&#8217;umore, alterazioni della qualità del sonno, aumento del grasso corporeo e cambiamento della sua localizzazione, riduzione della massa magra, riduzione del desiderio sessuale e ovviamente della prestazione sessuale.</strong></p>
<p>Si riducono le erezioni spontanee al risveglio e con soli stimoli visivi, l&#8217;erezione può essere raggiunta e mantenuta con più difficoltà, l&#8217;orgasmo può essere di minor intensità, la quantità di seme ridotta e il tempo refrattario più lungo. <strong>Attenzione però che questi  sintomi non siano semplicemente</strong> <strong>il risultato di uno stato di stress prolungato e della  presenza di una partner abituale con la quale ormai vi sia decisamente scarso interesse e magari anche scarsa intesa</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;attività sessuale e il desiderio sessuale  da soli  producono una attivazione ormonale e un aumento della produzione di testosterone.</strong> Non è un caso se  la cosiddetta  crisi di mezza età colpisce la maggioranza degli uomini. La ricerca di una nuova compagnia femminile sembrerebbe  il risultato di una esigenza  del tutto fisiologica e sana. <strong>Sono moltissimi gli uomini che cambiando partner semplicemente ringiovaniscono di 20 anni. Alcuni neurofisiologi  lo ritengono una svolta su base biochimica e bioumorale importantissima che se bloccata per motivi ideologici può portare ad un precoce invecchiamento e decadimento delle prestazioni su diversi piani.</strong></p>
<p>Oggi la terapia più  consigliata in caso di andropausa non è quella di favorire e non condannare nuove storie sentimentali e sessuali ma piuttosto di proporre una sostituzione o correzione ormonale. Fra i trattamenti più in uso negli USA troviamo il gel al testosterone.  E&#8217; giusto considerare che non ci sono dati accertati sull&#8217; innocuità della terapia e sul bilancio benefici controindicazioni, inoltre è necessario stare molto attenti a non trasmettere il testosterone per via transdermica attraverso il contatto cutaneo con altre persone, in particolare a bambini e donne.</p>
<p>L&#8217;attività motoria se non estrema e regolare si sa aumenta la produzione di testosterone, la contenuta presenza di grasso periaddominale è anch&#8217;essa responsabile di una limitata riduzione del testosterone. Il controllo dei livelli di stress da solo riducendo il cortisolo non contrasta la produzione del testosterone.  Da questi noti e semplici dati si evince che <strong>lavorare in modo completo sulla dieta, sul movimento, sul rilassamento e soprattutto sulla conservazione dell&#8217;interesse sessuale siano da soli atti terapeutici e preventivi che devono per primi essere consigliati e proposti prima di arrivare alla terapia sostitutiva.</strong></p>
<p><strong>La fitoterapia cinese poi è un ottimo strumento terapeutico di grande utilità per sostenere i disturbi della menopausa ma anche per ritardare o limitare l&#8217;androinsufficienza o andropausa.</strong> Non parlo di semplici fitocomposti come la bromelina o lo zinco che non hanno da soli la capacità di aumentare la concentrazione di testosterone ma di <strong>cure molto più importanti volte a ripristinare un  equilibrio bioumorale e globale del paziente.</strong></p>
<p>E&#8217; molto frequente nel maschio adulto avere disturbi sessuali legati non tanto a una situazione di deficit inteso come vuoto ma piuttosto a una situazione infiammatoria ovvero di eccesso e di stasi. Sono infatti numerossissime i pazienti che soffrono di prostatite cronica anche senza saperlo e di ipertrofia prostatica, entrambe situazioni che generaro calore locale.</p>
<p><strong>La prostatite è come dice la parola uno stato infiammatorio della prostata, non sempre dovuto a una infezione vera e propria</strong>. Infatti le forme croniche sono prevalenti e rispondono poco alla terapia antibiotica.  <strong>Per ipertrofia prostatica invece si intende  un ingrandimento della prostata  la cui origine è ancora sconosciuta anche alla medicina occidentale più all&#8217;avanguardia.</strong></p>
<p>Entrambe queste patologie sono estremamente diffuse nell&#8217;uomo adulto e aumentano nell&#8217;età evolutiva alla stessa  stregua dell&#8217;incidenza della cistite, della vaginite,  della cistosi  ovarica e del fibroma uterino della donna in età fertile. Presumibilmente si tratta di disturbi la cui origine potrebbe essere simile. <strong>In medicina cinese pur essendo i sessi diversi di parla di stasi e calore del basso, la cui causa può essere alimentare, esterna come da infezione, ma anche interna da tensione di tipo emozionale e viscerale.</strong></p>
<p>Non è un caso se per evitare la prostatite si consiglia di eliminare cibi che generano calore, ma spesso non è sufficiente. Ecco che diventa utile un lavoro più preciso e mirato  attraverso specifiche ricette fitoterapiche cinesi studiate appositamente per  togliere il calore e a muovere l&#8217;energia in basso riducendo anche il  fenomeno della stasi che aumenta il calore proprio attraverso il ristagno.</p>
<p><strong>La fitoterapia e l&#8217;agopuntura associate, sono tecniche estremamente efficaci per raffreddare quadri di calore anche importanti e cronicizzati e lavorare anche sullo stato emozionale e sullo squilibrio emotivo e ormonale sottostanti.</strong> E&#8217; però sempre necessaria una valutazione complessiva del paziente  e dei suoi polsi prima di iniziare una terapia.</p>
<p>Certo è che spesso i fitoterapici più conosciuti per stimolare la virilità e il così detto&#8221; yang di rene&#8221; spacciati come innocui integratori sono prodotti la cui azione è riscaldante e quindi in molte situazioni addirittura controindicati. L&#8217;utilizzo di queste sostanze non è controindicato in senso assoluto ma andrebbe prima convalidato da una diagnosi corretta del paziente e non solo dai sintomi di deficit erettili o di eiaculazione precoce, cosa che purtroppo è consuetudine da parte della maggioranza dei non addetti ai lavori.</p>
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		<title>La ludomania</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 05:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una patologia ormai riconosciuta anche dal sistema sanitario, non si tratta di una spasmodica incapacità di vivere attaccati alle gonne di Ludovica o ai pantaloni di Ludovico ma della triste dipendenza dal gioco e da altre attività ludiche. Si va dalle corse dei cavalli, al gioco da tavolo, ai giochi via rete, oppure ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-138.jpeg" rel="lightbox[7573]" title="images-1"><img class="alignleft size-full wp-image-7577" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-138.jpeg" alt="Catherine Bellwald La ludomania" width="259" height="194" /></a>E&#8217; una patologia ormai riconosciuta anche dal sistema sanitario, non si tratta di una spasmodica incapacità di vivere attaccati alle gonne di Ludovica o ai pantaloni di Ludovico ma della triste dipendenza dal gioco e da altre attività ludiche.</p>
<p>Si va dalle corse dei cavalli, al gioco da tavolo, ai giochi via rete, oppure ai giochi delle macchinette ma se vogliamo allargare la visione possiamo inglobare anche lo shopping o la ricerca di sesso a pagamento.</p>
<p>Il problema non è cosa si fa; il problema sta nel fatto che non si riesce a fermarsi, ci si trova di fronte a impulsi irrefrenabili; si tratta di una compulsione responsabile di un inevitabile e inesorabile  rovina sul piano economico.</p>
<p>Persone che perdendo importanti somme di denaro, sono poi disposte a tutto per nasconderlo ai loro cari, e perdono per questo per prima cosa la stima di loro stessi. Da questa situazione di squilibrio possono seguire altre dipendenze di conforto come alcolici, cibo in eccesso e altre malsane abitudini che sembrano aiutare ad  andare avanti ma che spesso conducono l&#8217;individuo alla perdita e disgregazione anche del mondo affettivo e di intere famiglie.</p>
<p>Questa patologia è difficile da vedersi dall&#8217;esterno in quanto le attività possono sembrare del tutto lecite, ovvero non si tratta di assunzione di droghe, ne di cibo in eccesso, ne di accumulare oggetti in casa fino a non poterci più vivere. Non si vede a meno che uno non conosca i diversi estratti conto e le entrate e uscite mensili. Il paziente talora è il primo a non rendersene conto. Ovvero pensa di non essere malato e tanto meno di aver bisogno di cure esattamente come nella maggioranza dei casi di disturbi mentali e del comportamento.</p>
<p>Inoltre  osare corrisponde  a una cosa che molti uomini temono e l&#8217;atteggiamento più frequente e comune è proprio quello di accumulare denaro nella paura di non averne abbastanza, lavorando a testa bassa per tutta la vita, concedendosi il minimo e sgobbando come dei muli. E di solito è sempre chi più possiede a far fatica a concedersi piaceri anche minimi ci avete fatto caso?</p>
<p>In realtà  la maggioranza delle persone tende sistematicamente a rinunciare ad alcuni piaceri rimandandoli sempre in avanti, lasciando il piacere personale sempre in coda al dovere che purtroppo incalza in continuazione. Ecco che queste persone in realtà sembrano più libere e meno attaccate delle altre al denaro e alla materia in senso lato, in un certo senso più sane</p>
<p>La difficoltà come in tutto è sempre nell&#8217;equilibrio tra distruggere e costruire. Sono due forze opposte ma entrambe necessarie. Se vogliamo creare una statua dobbiamo accumulare delle materie prime per darle una forma ma poi dobbiamo anche eliminare quello che non serve per definire la forma che desideriamo o che ci piace di più.</p>
<p>Accumulare oggetti in casa come alcune persone fanno senza mai eliminare quello che non serve proprio più produce un accumulo di oggetti che può impedire se portato all&#8217;eccesso poi di vivere in una casa ordinata ed esteticamente piacevole.</p>
<p>Lo stesso vale per il contrario, eliminare sempre quello che oggi non ci piace più e cambiare e cercare sempre il meglio del meglio in continuazione potrebbe portare all&#8217;incapacità di avere una casa finita che resta sempre incompleta e vuota come se fossimo sempre in trasloco o precari.</p>
<p>Ci troviamo sempre a dover ricorrere all&#8217;equilibrio. La nostra mente e il nostro emotivo sono fortemente bisognosi di questo concetto. Entrambe le azioni, costruire e distruggere, sono indispensabili per ottenere quello che desideriamo, per creare qualcosa. E&#8217; altresì importante capire che per distruggere ci vuole molto poco e per costruire ci vuole spesso molto tempo.</p>
<p>Quel che accade è che chi sa costruire bene spesso resta attaccato alla sua costruzione e teme di distruggere. Chi non sa costruire continua a distruggere con facilità come fanno i bambini non per scarso attaccamento ma per incapacità di costruire e di valutare la costruzione.</p>
<p>Ecco che alterazione del comportamento con compulsioni che potremmo definire distruttive come  nel caso della ludomania sono in realtà un&#8217;incapacità di costruire, forse anche per paura di non riuscirci o per paura di perdere ciò che si costruisce. Nella medicina cinese il denaro e i possedimenti sono controllati dall&#8217;educazione sia essa formale che non formale, ovvero dal vissuto esperienziale e dallo studio vero e proprio inteso come conoscenza culturale e impoveriti da un eccesso di autorità che può anche rappresentare la figura paterna in senso stretto.</p>
<p>In quest&#8217;ottica credo possa essere molto utile a queste persone essere vicini a una figura maschile carismatica di cui avere fiducia e stima che possa fare da guida o da maestro con la M maiusciola oppure ritornare a studiare nel vero senso della parola con corsi di approfondimento e corsi serali di vario genere. Inoltre è l&#8217;individuo a controllare i propri possessi quindi per avere un buon controllo è necessario avere forza personale, cosa che possiamo avvicinare al concetto classico di autostima.</p>
<p>In sostanza uno squilibrio comportamentale che necessita di cure che a parer mio dovrebbero essere fornite su diversi fronti; da quello psicologico a quello ottenibile con sistemi fisici afarmacologici che possono andare dalla attività motorie, alla bioenergetica  e tecniche come la mindfullness fino all&#8217;agopuntura con l&#8217;intenzione di generare un equilibrio interno, stabilità emotiva, energia direzionabile e possibilità di imparare a costruire.</p>
<p>Molte sostanze fitoterapiche possono dare un contributo anche sul piano emotivo senza essere per forza degli psicofarmaci, ma è indispensabile agire in modo mirato e individuale per poter arrivare a un risultato che insieme al resto del lavoro potrà garantire un miglioramento. Anche l&#8217;utilizzo di psicofarmaci non è da escludere a priori quando con gli strumenti naturali il risultato è da considerare insufficiente.  I diversi orientamenti terapeutici non sono in antitesi gli uni con gli altri ma dovrebbero essere uno a sostegno dell&#8217;altro con un unico scopo: ottenere il miglior risultato possibile per ripristinare la salute e l&#8217;equilibrio dell&#8217;individuo.</p>
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		<title>Ricette per celiaci: focaccia di grano saraceno al tarassaco by Gabriella</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 05:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il grano saraceno è impropriamente considerato un cereale, in realtà è una pianta erbacea facente parte della famiglia delle Poligonacee, probabilmente di origine asiatica e introdotta in Europa dai turchi nel Medioevo. La farina di grano saraceno è indicata per la dieta dei soggetti celiaci in quanto non contiene glutine, ma è consigliata anche a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/focaccia-al-tarassaco-2.jpg" rel="lightbox[7550]" title="focaccia al tarassaco 2"><img class="alignleft size-full wp-image-7553" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="focaccia al tarassaco 2" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/focaccia-al-tarassaco-2-e1335690514699.jpg" alt="Catherine Bellwald Ricette per celiaci: focaccia di grano saraceno al tarassaco by Gabriella" width="300" height="225" /></a>Il grano saraceno è impropriamente considerato un cereale, in realtà è una pianta erbacea facente parte della famiglia delle Poligonacee, probabilmente di origine asiatica e introdotta in Europa dai turchi nel Medioevo.</p>
<p>La farina di grano saraceno è indicata per la dieta dei soggetti celiaci in quanto non contiene glutine, ma è consigliata anche a coloro che non hanno problemi di intolleranze.</p>
<p>Dal punto di vista nutrizionale si considera un alimento pregiato perchè è più proteico rispetto ai “veri” cereali con un indice glicemico inferiore, ricco di fibre, sali minerali e vitamine. Può essere un valido aiuto per abbassare il colesterolo e regolare i livelli glicemici nel sangue. Inoltre il grano saraceno è considerato anche un flebotonico adatto quindi ad aiutare le nostre gambe durante la stagione  calda.</p>
<p>Dal punto di vista pratico, la farina di grano saraceno ha una maggiore lavorabilità delle altre farine prive di glutine e ben si adatta alla realizzazione di questa focaccia fatta di due strati sottilissimi di sfoglia con una farcia di tarassaco. Preparate l’impasto con 300 g di farina di grano saraceno biologica, un po’ di sale, olio extravergine di oliva e acqua. Modellate la pasta a forma di palla copritela e fatela riposare per 20-30 minuti. Lavate e tagliuzzate il tarassaco, scottatelo per 3’ in acqua bollente e infine strizzatelo e saltatelo in padella con olio extravergine e un pizzico di peperoncino.</p>
<p>Stendete metà della pasta in una sfoglia molto sottile su un foglio di carta da forno precedentemente cosparso di farina. Bucherellatela con i rebbi di una forchetta e cospargetela con un filo d’olio. Mettete il tarassaco e posizionate la sfoglia su una placca con l’ausilio della carta da forno. Stendete l’altra metà delle pasta come precedentemente descritto e, con un movimento veloce, posizionate la sfoglia a coprire lo strato di tarassaco. Infornate a 180° per circa 25-30 minuti.</p>
<p>La focaccia al tarassaco può piacevolmente accompagnare un crema di piselli freschi e cipollotti. Il sapore amarognolo del tarassaco ben si sposa con il dolce dei piselli. Naturalmente la crema deve essere fatta con piselli freschi appena sgranati e non con quelli congelati, non perché non si possa fare, ma perché il risultato non è paragonabile. Provate e buon appetito!!</p>
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		<title>Correzione posturale del rachide dopo la chirurgia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 05:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In campo ortopedico e precisamente nella chirurgia ortopedica più comune come gli interventi su ginocchia, anche, spalle e gomiti la riabilitazione post chirurgica è considerata indispensabile per ottenere un buon risultato funzionale e anche antalgico. Oggi operare un&#8217;anca oppure un ginocchio senza proporre una riabilitazione intensiva corrisponde a scarsa possibilità di ottenere un buon recupero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-7482" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="Success" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Success1.jpg" alt="Catherine Bellwald Correzione posturale del rachide dopo la chirurgia" width="400" height="211" />In campo ortopedico e precisamente nella chirurgia ortopedica più comune come gli interventi su ginocchia, anche, spalle e gomiti la riabilitazione post chirurgica è considerata indispensabile per ottenere un buon risultato funzionale e anche antalgico.</p>
<p>Oggi operare un&#8217;anca oppure un ginocchio senza proporre una riabilitazione intensiva corrisponde a scarsa possibilità di ottenere un buon recupero post chirurgico. I chirurghi ortopedici questo lo sanno bene.</p>
<p>Ma in alcuni campi di pertinenza chirurgica questo iter e valore aggiunto della correzione posturale e del recupero motorio corretto non sembra essere considerato in modo altrettanto valido. In particolare questo avviene nelle chirurgia del rachide.</p>
<p>La minor attenzione al periodo post chirurgico in senso riabilitativo è presumibilmente dovuta al fatto che è necessaria una gradualità e una notevole attenzione e preparazione soprattutto nell&#8217;immediato ma anche perchè il rachide è certamente meno mobile rispetto alle articolazioni sopraelencate. La colonna vertebrale in effetti è un insieme di articolazioni che potremmo considerare a limitata mobilità se prese una per una, ma l&#8217;insieme di queste piccole escursioni articolari determina la salute dell&#8217;intero rachide. Per questo motivo lavorare sul massimo recupero del movimento e sulla postura corretta sono a mio parere attività assolutamente indispensabili  dopo un intervento chirurgico sulla colonna che rappresenta sempre un trauma e una causa di rigidità secondaria.</p>
<p>Molti pazienti arrivano nel mio studio dopo avere eseguito un intervento chirurgico, e sono ancora tantissimi  quelli che non hanno mai fatto trattamenti di correzione posturale ne prima ne dopo l&#8217;intervento e che non si spiegano come mai il dolore non sia scomparso completamente o sia ancora presente come prima e in alcuni casi addirittura peggiorato.</p>
<p>Questi pazienti amareggiati mi chiedono sempre se l&#8217;intervento è stato fatto in modo sbagliato oppure se non avrebbero dovuto farlo, e mi accorgo che vorrebbero sentirsi dire che le cose sono andate proprio così. Ma la verità è che l&#8217;intervento quasi sempre è stato fatto bene, oggi raramente la chirurgia è fatta in modo scorretto anzi migliora giorno dopo giorno in precisione ma ciò non toglie che il risultato atteso può non arrivare. Il che suggerisce che qualcosa di importante è stato trascurato. In primo luogo il fatto che il dolore sia considerato una conseguenza del solo un problema fisico specifico di quella vertebra o di quelle due o tre vertebre operate.</p>
<p>Il dolore, soprattutto quando protratto, è invece il risultato di più fattori coesistenti. Un difetto posturale oppure sforzi fisici che hanno determinato un ernia discale oppure un difetto congenito come una anterolistesi che sono tra le cause più comuni di intervento sul rachide, non sono mai quadri puri, ovvero oltre all&#8217;ernia discale oppure alla anteroslistesi si aggiungono quasi sempre altre discopatie di solito adiacenti più o meno gravi  che possono a loro volta già essere responsabili di una buona parte del dolore e difetti posturali secondari ad esso.</p>
<p>Quando un segmento della colonna &#8220;si ammala&#8221; l&#8217;intero rachide  vertebrale lo segue,  perchè la colonna va presa come un elemento elastico e funzionale unico. Questo concetto di unità esiste per qualsiasi patologia, e coinvolge l&#8217;intero corpo umano. Anche un disturbo dell&#8217;intestino può riflettersi sul rachide e vice versa. La natura umana non è frammentata come il nostro piccolo pensiero;  ogni situazione ne produce un&#8217;altra. Come nella legge dei cinque elementi si tratta sempre di relazioni  di tipo circolare.</p>
<p>Per tornare sul semplice e sul pratico una colonna lombare stabilizzata chirurgicamente (operata con chiodi e viti per uno scivolamento della vertebra) determina sempre un sovraccarico delle vertebre che si trovano sopra alla stabilizzazione bloccando la flessibilità di un sistema elastico. La meccanica ci insegna che le forze di movimento e di gravità si scaricano in modo scorretto sul resto della struttura. Diventa quindi fondamentale considerare sempre un lavoro fisico di modifica e gestione della postura per poter ridurre al minimo questo inconveniente.</p>
<p>Lo stesso lavoro di correzione posturale  del rachide dovrebbe essere sempre consigliato anche nei piu piccoli interventi di questo tipo, di discectomia (asportazione di un disco vertebrale), di emidiscectomia (asportazione chirurgica di mezzo disco vertebrale)  o erniectomia (asportazione dell&#8217;ernia discale espulsa) e anche per un trattamento di ozono terapia su un frammento erniario. Questo perchè l&#8217;ernia è quasi sempre il risultato meccanico di un difetto della colonna e si associa a discopatie multiple di quel segmento non curate dall&#8217;intervento chirurgico. Il trattamento post chirurgico di educazione e di correzione posturale nel caso di un&#8217;ernia discale è indispensabile per evitare che le altre discopatie possano a loro volta causarne altre ed è inoltre indispensabile per limitare anche la rigidità del rachide secondaria alla paura di avere dolore.</p>
<p>Quindi quando il paziente post chirurgico lamenta dolore o non migliora oppure peggiora, il problema non è se l&#8217;intervento andava o non andava fatto, oppure se è stato fatto bene o male.</p>
<p>Il problema è che non è stata presa in considerazione la colonna  nella sua globalità funzionale e meccanica.</p>
<p>Il paziente, purtroppo spesso aiutato da una falsa informazione, pensa che l&#8217;intervento possa di per sè essere totalmente risolutivo e che una volta finito l&#8217;intero problema sarà risolto e lui intereamente guarito. Ma anche se l&#8217;intervento è fatto in modo perfetto, la salute della colonna vertebrale, sia prima che dopo, dipende sempre da un insieme di fattori che vanno dalla consapevolezza di ciascun individuo, al corretto assetto posturale e educazione motoria. Questo fattore dovrebbe essere sempre considerato, responsabilizzando anche i pazienti che facilmente sono indotti a pensare che la chirurgia sia una via facile che li rende completamente esenti dalla necessità di un lavoro individuale di cura e attenzione nei confronti della propria schiena e del proprio corpo in senso lato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il potere terapeutico della meditazione</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 05:00:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, durante una meditazione, il lama che la conduceva cercava  di spiegare come questa pratica che in realtà appartiene a molte religioni e non solo al buddhismo tibetano sia in realtà non una condotta religiosa ma una tecnica utile a tutti coloro che sono interessati a migliorare la propria esistenza senza per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-137.jpeg" rel="lightbox[7512]" title="images-1"><img class="alignleft size-full wp-image-7517" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-137.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il potere terapeutico della meditazione " width="275" height="183" /></a>Qualche giorno fa, durante una meditazione, il lama che la conduceva cercava  di spiegare come questa pratica che in realtà appartiene a molte religioni e non solo al buddhismo tibetano sia in realtà non una condotta religiosa ma una tecnica utile a tutti coloro che sono interessati a migliorare la propria esistenza senza per questo essere relegati al credo della religione buddhista ma restando tranquillamente aderenti a qualunque appartenenza religiosa o filosofica si desideri.</p>
<p>La meditazione è un sistema sperimentabile da ogni essere  umano, utile per affrontare le questioni interiori dall&#8217;interno e non dall&#8217;esterno come siamo abituati a fare.  Il mondo tecnologico, la possibilità di comunicare e di viaggiare di questi tempi  ci portano sempre più  verso l&#8217;esterno e  meno verso l&#8217;interno. Molte persone oggi non sono più abituate ad ascoltare il silenzio perchè produce disagio in quanto facilita l&#8217;ascolto di sè, al quale nessuno più ci ha educati da tempo.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di alcune tecniche respiratorie codificate da millenni serve per facilitare l&#8217;equilibrio delle energie interne talora non sufficientemente equilibrate dalla presenza di emozioni quali rabbia, orgoglio e altre emozioni negative. La pratica respiratoria corretta è inizialmente come accendere una sorta di motore interno che permette di rimuovere i blocchi e gli squilibri interiori e di eliminare le scorie accumulate appunto da queste emozioni negative. Una volta ottenuta questa pulizia e equilibrio interni è possibile fare il passo successivo, richiamare dentro di noi la similitudine con la nostra essenza più spirituale o essere,  svilupparlo e sentirlo come una parte integrante di noi stessi il cui principio e scopo è unicamente muoversi nella completa armonia e quindi nell&#8217;amore verso gli altri.</p>
<p>ll Lama diceva &#8220;Ci sono Lama come me che sono meno buddhisti di persone che non sono buddhiste!&#8221;, intendendo con questo dire che essere buddhisti è una attitudine volta a migliorare se stessi per gli altri.  Ricercare per gli altri è considerato il livello più alto di pratica ma praticare semplicemente  per stare meglio con se stessi, migliorare la propria  salute fisica e psichica è il primo passo  per vivere con meno sofferenza.</p>
<p>Come per qualunque altra tecnica ci vuole pratica e dedizione per far crescere e germogliare il seme dell&#8217;equilibrio e dell&#8217;armonia che abita in ognuno di noi. Non si tratta di assimilare dogmi o applicare condotte  strane ma di cercare  al contrario di cogliere dalle usanze nostre e di altre culture quali sono le motivazioni e le spiegazioni che hanno un senso.</p>
<p>La filosofia, come  dice  anche Steiner, è la possibilità di usare e sviluppare attraverso il nostro pensiero ciò che leggiamo o studiamo facendolo nostro, interiorizzandolo e cogliendone il significato profondo, non una accettazione e imitazione cieca da bambini.</p>
<p>Non serve solamente  leggere e studiare e neanche  sedersi in posizione perfetta e basta: è l&#8217;insieme di queste azioni che genera la perfetta possibilità di crescere interiormente; da una parte usare il proprio pensiero in modo costruttivo cercando di cogliere il significato profondo e le relazioni tra i diversi pensieri filosofici e dall&#8217;altra eseguire le tecniche da seduti. Nell&#8217;insieme si tratta di ricercare una sorta di collegamento con  leggi  superiori al regno umano, un modo per aprirsi alla luce e disgregare le ombre dell&#8217;ignoranza.</p>
<p>Un lavoro nel quale la  nostra mente bambina, abituata a essere al centro dell&#8217;attenzione e a cambiare interesse in continuazione senza riposo, lentamente  cresce, si arricchisce, si struttura e  si stabilizza sempre più in un centro che si avvicina a quello che veramente siamo e diventa capace di ascoltare quello che intorno a noi semplicemente esiste:  ci si armonizza con il creato.</p>
<div>All&#8217;inizio è necessario stare attenti a non cadere nei classici atteggiamenti che rendono impossibile entrare in uno stato di meditazione, come ad esempio la sonnolenza o il continuo chiaccericcio del pensiero automatico di una mente che, al posto di stare ferma, si agita  guardando verso l&#8217;esterno anziché dentro di noi.</div>
<p>Impariamo a guardare a &#8220;<em>Noi stessi come la fonte della nostra la cura e noi stessi come la fonte della nostra malattia</em>&#8221; , un  prezioso alleato per curarsi da dentro educando la nostra mente a svilupparsi e radicarsi.</p>
<p>Un modo infine per trovare la bellezza naturale che alberga dentro ognuno di noi, una bellezza che da fuori si vede (altro che trattamenti anti aging!)  e che poi ci aiuta in tutto: dal lavoro ai rapporti umani, dalla crescita personale a quella professionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Armonizzarsi alla stagione dell&#8217;istante</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 05:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Armonizzarsi con la stagione significa mangiare, vestirsi e comportarsi nel modo più consono alla stagione climatica ma anche alla stagione della vita e anche alle diverse stagioni della giornata stessa. Significa in realtà seguire il ritmo della natura, del macrocosmo e microcosmo che continuano a girare senza aspettare niente e nessuno. Per ogni stagione  ho già scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/galaxy.jpg" rel="lightbox[7497]" title="galaxy"><img class="alignleft  wp-image-7502" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="galaxy" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/galaxy.jpg" alt="Catherine Bellwald Armonizzarsi alla stagione dellistante" width="377" height="270" /></a>Armonizzarsi con la stagione significa mangiare, vestirsi e comportarsi nel modo più consono alla stagione climatica ma anche alla stagione della vita e anche alle diverse stagioni della giornata stessa. Significa in realtà seguire il ritmo della natura, del macrocosmo e microcosmo che continuano a girare senza aspettare niente e nessuno.</p>
<p>Per ogni stagione  ho già scritto le raccomandazioni relative al comportamento più adatto considerando i 5 elementi e gli organi e canali più coinvolti in ogni mese dell&#8217;anno. Ma al di là della ciclicità della natura esiste poi quella ancora più piccola dei giorni e delle ore e  la capacità di adeguarsi momento per momento alle condizioni esterne  e quindi al momento estemporaneo che può anche essere  fuori dalla regola.</p>
<p>In questo periodo dell&#8217;anno per esempio fa decisamente troppo freddo, secondo il calendario cinese siamo già in transizione verso l&#8217;estate, ma il clima è decisamente rigido. In questi momenti bisogna ascoltarsi molto e seguire ciò che istintivamente il nostro corpo ci chiede, seguendo non la stagione del calendario ma &#8220;la stagione dell&#8217;istante&#8221;</p>
<p>Fa freddo come se fossimo in tardo autunno&#8230;.ma siamo in primavera! E allora ci comportiamo come se fossimo in autunno ovvero ci proteggiamo con cautela evitando di disperdere calore o prendere freddo e umidità dall&#8217;esterno. I piedi ben caldi e protetti, il collo e la testa e tutto il corpo ben protetti dal vento e dal freddo umido. Mangiamo ancora cose calde adattiamoci al momento reale non a quello che dovrebbe essere e facciamolo velocemente!</p>
<p>Se domani ci saranno di nuovo 35° ci spoglieremo di nuovo, ma oggi calze e scarpe calde e magari anche cappotto e sciarpa. Lo stesso con il cibo, scaldiamoci allo stesso modo in cui scaldiamo gli appartamenti. In questo momento siamo molto più delicati perchè noi uomini come il regno vegetale che in parte conteniamo siamo in espansione verso l&#8217;esterno. La nostra energia ha messo i boccioli fuori e si prepara a fiorire un colpo di freddo ora può determinare una alterazione di questo processo. Lo sanno bene gli agricoltori che una gelata può rovinare un raccolto.</p>
<p>Certamente noi non ci rovineremo ma possiamo essere semplicemente più fragili e far poi fatica a riprendere pista. Scoprirsi troppo in questo momento perchè non siamo stati attenti e non abbiamo ascoltato il corpo, oppure ci siamo intestarditi che quel vestito lo volevamo mettere perchè caspita lo abbiamo comprato apposta, oppure quel giro in bici o in moto  ci eravamo imposti di fare, è un peccato per la salute e per le conseguenze che potrebbe avere. Non dovrebbe essere necessaria un&#8217;alluvione o una nevicata per farci cambiare idea e aggiustare il tiro.</p>
<p>Quindi  non è una questione di moda, di estetica, di paura di prendere freddo o di incapacità ad adattarci al clima ma è una questione di furbizia e di precauzione utile per conservare il bene più prezioso:l&#8217;equilibrio e la salute.</p>
<p>Impariamo velocemente ad adattarci alla stagione dell&#8217;istante: qui e ora, perchè la vita intera, è un istante.</p>
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		<title>Agopuntura: non è un lusso</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 05:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche anno fa in Italia l&#8217;agopuntura era considerata una terapia di lusso, i prezzi dell&#8217;epoca superavano facilmente 100.000 lire, questo perchè erano comunque pochi i medici  che la usavano e le prestazioni erano erogate con prezzi  equiparati a una visita specialistica. Incredibile se ci pensate; l&#8217;agopuntura è stata recuperata da Mao dopo la rivoluzione cinese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/svizzera.jpg" rel="lightbox[7467]" title="svizzera"><img class="alignleft  wp-image-7486" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="svizzera" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/svizzera.jpg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura: non è un lusso" width="360" height="240" /></a>Qualche anno fa in Italia l&#8217;agopuntura era considerata una terapia di lusso, i prezzi dell&#8217;epoca superavano facilmente 100.000 lire, questo perchè erano comunque pochi i medici  che la usavano e le prestazioni erano erogate con prezzi  equiparati a una visita specialistica.</p>
<p>Incredibile se ci pensate; l&#8217;agopuntura è stata recuperata da Mao dopo la rivoluzione cinese solo ed esclusivamente perchè considerata una terapia estremamente economica applicabile alla massa con minima spesa. Nessun macchinario, nessuna terapia farmacologica, nessuna preparazione extra da fare all&#8217;estero. Bastava recuperare dai campi di lavoro i maestri sopravissuti!</p>
<p>La Dott. essa Qiao Wenlei, oggi docente di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese all&#8217;Università di Nanchino, mi raccontava come, durante l&#8217;esodo nelle campagne di lei e della sua famiglia, avvenuto durante la rivoluzione culturale, abbia ricevuto i suoi primi insegnamenti da un maestro di agopuntura che in quel periodo lavava le latrine.</p>
<p>Oggi in Cina, negli ospedali dove si usa l&#8217;agopuntura, un medico agopuntore ospedaliero riesce a trattare da solo fino a 100 pazienti al giorno, gli aghi sono monouso, i lettini di trattamento sono almeno una decina e gli assistenti che tolgono e mettono aghi e coppette possono essere anche 3 o 4. Niente di strano!</p>
<p>Certamente la privacy e l&#8217;atmosfera magari non sono il massimo,  ma funziona e funziona bene e questo è quanto. Usare lo stesso principio di avere più pazienti in contemporanea è ovviamente un sistema che riduce i costi e oggi con un po&#8217; di attenzione e di cura dell&#8217;ambiente la cosa può diventare economica e nello stesso tempo adatta anche a generare un&#8217;atmosfera di relax e di benessere psicofisico completo.</p>
<p>Ci vuole un certa esperienza pratica ma si può fare  con prezzi decisamente accessibili che, in paragone ai prezzi usati 20 anni fa e al valore attuale del denaro, possiamo considerare quasi la metà di allora.  Si tratta di un servizio importante, quello di rendere più democratica e popolare questa millenaria terapia medica. Ecco che con un pò di buona volontà e olio di gomito i prezzi di uno studio privato possono essere gli stessi proposti dal servizio sanitario nazionale  ovvero da ospedali e cliniche dove i medici, di solito dipendenti, praticano anche l&#8217;agopuntura come servizio privato.</p>
<p>Certamente per uno studio privato il fardello delle tasse che supera di parecchio il 60% dell&#8217;introito è sempre di più un sacrificio essendo i prezzi della vita semplicemente raddoppiati nel giro di pochi anni e in continua ascesa esponenziale.</p>
<p>Non cadere nella tentazione di alzare i prezzi e mantenerli bassi sarà sempre più difficile ma lo ritengo un impegno che si fa volentieri pensando che i pazienti comunque lo meritano e fanno già degli enormi sacrifici per poter venire al bisogno e quando necessario.</p>
<p>Poter offrire l&#8217;agopuntura e la miofibrolisi fatti con i sacri crismi, ovvero senza lesinare sul tempo di trattamento ne sugli aghi ne sulla qualità della prestazione, come servizio gratuito sarebbe una soddisfazione ancora più grande. In Italia alcune assicurazioni professionali rimborsano totalmente o parzialmente anche l&#8217;agopuntura ma sempre con un tetto di spesa annuale di solito molto basso, massimo dieci sedute all&#8217;anno se rimborsate parzialmente  oppure massimo 250 euro di spesa se rimborsate completamente. Difficile farci stare una cura completa di un paziente affetto da un disturbo cronico e magari anche di grado severo.</p>
<p>In svizzera l&#8217;agopuntura, se praticata da personale medico specializzato e riconosciuto dalla Federazione Elvetica e approvato al libero esercizio dall&#8217;ufficio della sanità pubblica cantonale può essere totalmente rimborsata anzi pagata direttamente dalle comuni casse malati di base obbligatorie per qualunque cittadino residente. Per questo motivo, ritornare nella mia patria natia è diventato  un desiderio che si concretizzerà a breve.</p>
<p>Finalmente potrò tornare a lavorare anche con il piacere di non pesare sull&#8217;economia dei miei pazienti ma mantenendo la qualità che ritengo necessaria e non la fretta dettata dalle regole economiche delle istituzioni sanitarie e potrò continuare a lavorare a Cremona e a Milano mantenendo i prezzi bassi  anche se la situazione economica complessiva dovesse continuare a peggiorare.</p>
<p>Il canton Ticino, per la sua vicinanza e per la vicinanza con la casa di mio padre, potrà essere l&#8217;inizio di questo nuova prospettiva di lavoro. Inoltre Lugano e tutta la zona di Mendrisio come quella di Bellinzona sono davvero molto belle e aprire uno studio di agopuntura in condivisione  potrebbe essere l&#8217;occasione per una gita fuori porta e godere della splendida vista del lago e delle montagne.</p>
<p>Insomma, un buon modo per lavorare in condizioni sempre migliori e poter offrire un servizio sempre più di aiuto e utilità a coloro che vorranno usufruirne.</p>
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		<title>L&#8217;autoerotismo è peccato?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premesso che non sono una sessuologa ne una psicologa, gli ultimi commenti mi hanno fatto pensare che ancora poco si parla di alcuni aspetti collegati alla vita sessuale e che sono ancora moltissimi i tabù che la cultura nella quale viviamo ci ha condizionato a pensare. Sono molte le visioni religiose che  in questa, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-511.jpeg" rel="lightbox[7424]" title="images-5"><img class="alignleft size-full wp-image-7457" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-5" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-511.jpeg" alt="Catherine Bellwald Lautoerotismo è peccato?" width="224" height="225" /></a>Premesso che non sono una sessuologa ne una psicologa, gli ultimi commenti mi hanno fatto pensare che ancora poco si parla di alcuni aspetti collegati alla vita sessuale e che sono ancora moltissimi i tabù che la cultura nella quale viviamo ci ha condizionato a pensare.</p>
<p>Sono molte le visioni religiose che  in questa, come in molte altre attività della normale vita sessuale, attribuiscono significati peccaminosi, colpe e possibili effetti negativi sulla salute in genere. Moltissimi erano i bambini che poco più di 50 anni fa credevano di compromettere la propria salute oculare nell&#8217;atto della masturbazione.</p>
<p>L&#8217;autoerotismo è innanzitutto un modo per prendere contatto con il mondo della sessualità. Il nostro corpo è la materia prima su cui si deve lavorare, il movimento, il cibo sono per esempio fondamentali per mantenerlo in salute e già da piccoli è importante capire cosa ci fa bene e cosa ci fa male e soprattutto capire che, come per tutto, anche le dosi sono importanti, il dialogo inizia dapprima con noi stessi.</p>
<p>Gli odori, i sapori, la vista, il tatto sono gli strumenti sui quali si costruisce la vita dei sensi. E&#8217; possibile  preparare una cena senza prima conoscono i sapori degli alimenti presi anche singolarmente o una cena importante senza aver provato a usare le pentole e i fornelli per conto nostro e fatto un pò di esperienza?</p>
<p>Con il corpo non vedo perchè dovrebbe essere tanto diverso. Ci vuole una minima conoscenza di base, un minimo addestramento personale.</p>
<p>La masturbazione, sia femminile che maschile non è appannaggio dei soli giovan; anzi, secondo molti sessuologi si tratta di un metodo per migliorare le proprie prestazioni sessuali. Per la donna che fa fatica a raggiungere l&#8217;orgasmo rappresenta un esercizio e una pratica per trovare i punti di maggior piacere e conoscersi meglio senza troppi pudori anche con l&#8217;uso di eventuali vibratori e  lubrificanti. Imparare a stimolare il clitoride e i capezzoli e  cercare il tipo di penetrazione più gradita e studiando quali tipi di contrazioni vaginali e del pavimento pelvico possono essere utili alleati al piacere.</p>
<p>Per l&#8217;uomo che soffre di eiaculazione precoce la masturbazione fatta con calma è una possibilità di capire come fare a ritardare il piacere attraverso un lavoro sul respiro che può portare l&#8217;attenzione e l&#8217;energia, dal ventre al petto. Può anche essere condotto un esercizio di conteggio mentale per allontanare la mente dal desiderio di concludere troppo velocemente e infine possono essere sfruttati e conosciuti punti meno sensibili alla palpazione  come la base e l&#8217;attaccatura del pene, l&#8217;utilizzo della mano sinistra anzi che della destra oppure di veri e propri strumenti ritardanti come creme o spray anestetici o anelli di silicone magari utili all&#8217;inizio per addestrarsi a mantenere una valida erezione per un tempo sempre maggiore.</p>
<p>In entrambi i sessi questo tipo di pratica e di lavoro individuale per essere costruttivo e quindi utile, non deve essere eseguito con  frettolosità e neanche con sensi di frustrazione e tanto meno con  sensi di colpa ma come un lavoro scrupoloso che comunque deve dare piacere. Non una routine sempre uguale o un sistema di piacere facile e veloce ma un lavoro conoscitivo dove anche le posizioni possono essere cambiate, in piedi, in ginocchio e giù di fantasia. Un lavoro anche di anni non solo per coloro che fanno più fatica a entrare con naturalezza in questo campo di sperimentazione. Bravi amanti non si nasce ma lo si diventa come con ogni cosa con studio e pratica dedicati. Solo in questo modo è possibile diventare responsabili e consapevoli e non cadere nella comune tentazione di dare sempre agli altri la colpa  della nostra insoddisfazione oppure di restare confinati a una esperienza sessuale che rischia di essere parziale e incapace di rinnovarsi.</p>
<p>I film erotici possono essere uno strumento di studio attraverso una stimolazione aggiuntiva uditiva e visiva oltre che una fantasia o comportamento talora anche totalmente diversi dai nostri ma pur sempre  utile per aumentare il nostro campo di conoscenza dell&#8217;argomento, riconoscere per esempio quali sono le pose e quali sono invece le vere espressioni del piacere. I film sono preferibilmente da evitare nell&#8217;uomo che soffre di eiaculazione precoce, mentre nella donna che raggiunge faticosamente l&#8217;orgasmo e nell&#8217;uomo che faticosamente raggiunge un&#8217;erezione potranno essere usati come supporto stando comunque attenti a non generare troppa dipendenza.</p>
<p>La capacità poi di condividere con il partner le proprie esperienze individuali sarà il passo successivo. Quindi quando necessario è utilissimo affrontare l&#8217;argomento su cosa piace e cosa non piace o mette a disagio.  Quali sono per esempio anche le difficoltà di ognuno oppure i sogni proibiti.  In questo modo diventa più facile trovare  una comunicazione sessuale che può trasformarsi in complicità e intesa.</p>
<p>Fatta questa piccola premessa ritengo (del tutto personalmente) che sia un peccato arrivare a 50 o 60 anni senza aver ancora capito cosa ci piace veramente e come provare piacere con il nostro corpo.</p>
<p>Credo sia un vero peccato non sapere o non riuscire a condividere il proprio piacere con le persone che più amiamo. Infine considero un peccato non usare questa grande fonte di energia per donare e per crescere nella consapevolezza di come donare piacere agli altri.</p>
<p>Questo si, lo considero un peccato!</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>La gotta patologia moderna e antica</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 18:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Gout_1612323c.jpg" rel="lightbox[7323]" title="Gout_1612323c"><img class="alignleft size-full wp-image-7442" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="Gout_1612323c" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Gout_1612323c-e1333912096411.jpg" alt="Catherine Bellwald La gotta patologia moderna e antica" width="300" height="209" /></a>Ippocrate la definiva la malattia dell&#8217;opulenza; sono molte le persone famose che ne hanno patito, citiamo Carlomagno, Enrico VIII, Newton, Darwin, Voltaire.</p>
<p>E&#8217; possibile che la lista di personaggi della chiesa o di rilievo che  soffrivano segretamente di gotta era ancora più lunga visto che questa malattia <strong>colpendo prevalentemente il sesso maschile</strong> era attribuita al dominio della vita sessuale e dei vizi e si cercava di non renderla pubblica alla stessa stregua di una malattia venerea.</p>
<p>Oggi se ne parla ancora poco ma la gotta è <strong>la malattia più comune che colpisce le articolazioni, seconda solo all&#8217;artrosi</strong>. La sua incidenza è maschile per l&#8217;effetto protettivo degli estrogeni, ma oggi si segnala un aumento delle patologia nella popolazione femminile dopo la menopausa. Certo non si vedono più le gravi deformazioni articolari di una volta con i mostruosi tofi su mani e piedi, questo perché l&#8217;iperuricemia, ovvero l&#8217;aumento dell&#8217;acido urico è oggi  ben controllato con le moderne terapie farmacologiche.</p>
<p>L&#8217;acido urico dovrebbe restare sotto il valore di 6 mg/dl per gli uomini e di 5 mg/dl per le donne. Diventa a rischio quando supera 6,5 mg/del nelle donne e quando supera 7 mg/dl nell&#8217;uomo e patologico quando supera 8 mg/dl. L&#8217;iperuricemia viene trattata anche in assenza di sintomi artritici o articolari in quanto la sua elevata concentrazione nel sangue è nociva in particolare al rene dove può precipitare e depositarsi.  <strong>L&#8217;aumento di acido urico nel sangue è oggi considerato una patologia dismetabolica alla stessa stregua dell&#8217;iperrcolesterolemia e dell&#8217;iperglicemia.</strong></p>
<p>Si ritiene che <strong>l&#8217;iperuricemia possa essere dovuto a un aumento della  produzione di acido urico di natura sia costituzionale che alimentare ma soprattutto a una riduzione della loro eliminazione per via urinaria.</strong> Una ridotta funzionalità renale può ridurre l&#8217;eliminazione di acido urico come d&#8217;altronde l&#8217;acido urico può peggiorare a a sua volta l&#8217;insufficienza renale.</p>
<p>E&#8217; importante anche sapere che alcuni fra i farmaci più usati come <strong>l&#8221;acido acetilsalicilico  </strong>comunemente conosciuto con il nome  farmacologico di &#8220;aspirina&#8221;, anche in piccole dosi come ormai, è di comune uso per rendere il sangue più fluido e <strong>i diuretici tiazinici</strong> anch&#8217;essi di largo uso negli over 60 per limitare l&#8217;ipertensione arteriosa, sono entrambi considerati responsabili di un aumento di acido urico  nel sangue sia per aumentata produzione che per ridotta eliminazione.</p>
<p>Nell&#8217;antichità l&#8217; attenzione veniva data unicamente alla dieta, in quanto la malattia era confinata alla classe dei nobili e  dei ricchi. Durante l&#8217;ultima guerra l&#8217;incidenza della gotta si è notevolmente ridotta il che aveva nuovamente suggerito  il suo rapporto stretto con l&#8217;alimentazione. Ma og<strong>gi la sua comparsa nel popolazione più povera l&#8217;ha trasformata da un lato in una &#8220;malattia più democratica&#8221; e dall&#8217;altra ha spostato l&#8217;attenzione dalla dieta alla terapia farmacologica.</strong></p>
<p>Le raccomandazioni dietetiche  sono considerate di supporto (oltre che non sempre univoche) ma non determinanti ai fini di evitare questa malattia. Si considerano gli alimenti da evitare  in rapporto al loro <strong>elevato contenuto in purine</strong>, senza invece tener conto dell&#8217;insieme dei fattori che possono essere responsabili dell&#8217;iperuricemia e soprattutto senza considerare che alcuni alimenti, se usati con criterio, sono già una terapia preventiva efficace.</p>
<p>La prima cosa da considerare è che <strong>l&#8217;uomo a differenza degli animali onnivori non possiede l&#8217;enzima urato ossidasi</strong>. La scimmia che non possiede come noi questo enzima non soffre di questo problema essendo principalmente fruttariana. Senza arrivare a dire per questo motivo che l&#8217;uomo è fruttariano, ritengo che <strong>la frutta e la verdura possano svolgere un azione protettiva nei confronti anche di questa diffussissima patologia.</strong></p>
<p>L&#8217;attenzione non deve  in effetti essere focalizzata solo sugli alimenti maggiormente a rischio per il loro contenuto in purine che sono da limitare fra cui gli alcolici, alcuni tipi di carne come il fegato, il cuore e i reni e alcuni tipi di pesce di cui molluschi,  crostacei, acciughe, sardine  e salmone. E ancora  la frutta secca,  i legumi secchi,  il miele, i cachi, l&#8217;uva, e infine anche le banane e i fichi, sconsigliato anche  il succo di arancia dolcificato. Tutti cibi considerati responsabili di un aumento della produzione di acido urico per via alimentare.</p>
<p>L&#8217;attenzione alla dieta dovrebbe a par mio essere maggiormente spostata sul valore protettivo di alcuni alimenti e sulle possibilità preventive di alcune sostanze fitoterapiche, metodi naturali ma non per questo poco efficaci per stimolare l&#8217;eliminazione dell&#8217;acido urico attraverso le urine.</p>
<p>Sono molti i frutti e gli ortaggi che hanno un azione specifica sull&#8217;eliminazione dell&#8217;acido urico in particolare quelli ricchi in vitamina C. Da alcuni recenti studi <strong>si considera che la vitamina C possa avere una azione uricosurica ovvero che favorisca l&#8217;eliminazione dell&#8217;acido urico con le urine.</strong> Sono poi molte le sostanze fitoterapiche che svolgono un&#8217;azione in tal senso.</p>
<p>Fra gli ortaggi  sono considerati antiuricemici la lattuga, il tarassaco, la cicoria e la rucola, ma anche il cavolo, il cavolfiori, i peperoni, i pomodori. Della frutta è nota l&#8217;azione uricosurica dell&#8217; ananas, degli agrumi, del kiwi, dei ribes, delle fragole e dei lamponi e dei mirtilli.</p>
<p>Il mio maestro di agopuntura da oltre 3 anni si nutre di asparagi con la stessa modalità di un&#8217;assunzione farmacologica; ovunque si trovi si porta dietro un contenitore con gli asparagi cotti che assume di solito nella pausa di metà mattina che tutti destinano al caffè. Non ho mai chiesto direttamente il motivo di questa scelta alimentare per non essere invadente ma ho considerato che la modalità della somministrazione di questo cibo è per noi occidentali sconosciuta.</p>
<p><strong>L&#8217;alimentazione in questo modo diventa cura, attraverso la regolarità e la costanza dell&#8217;assunzione esattamente come se fosse una medicina</strong>. Ritengo che l&#8217;<strong>utilizzo quotidiano e regolare di almeno 3 porzioni al giorno di uno degli alimenti vegetali sopracitati, ovviamente freschi e cucinati al vapore</strong> per non perdere le loro proprietà nutritive e con la cura di variarli e sceglierli  a seconda della stagione  e del proprio sentire,  p<strong>ossa essere il primo intervento utile in caso di tendenza all&#8217;iperuricemia per favorire l&#8217;eliminazione dell&#8217;acido urico in modo naturale.</strong></p>
<p>Un altro modo estremamente semplice di stimolare l&#8217;eliminazione dell&#8217;acido urico con le urine è quello di  <strong>bere almeno 1 litro d&#8217;acqua fuori pasto</strong>. Consiglio in particolare di scegliere l&#8217;acqua con minor residuo fisso e di utilizzare anch&#8217;essa come una medicina. Potete per esempio i<strong>ntrodurre in un litro ovvero in una  bottiglia d&#8217;acqua preferibilmente  di vetro, dei macerati glicerici di alcune sostanze fitoterapiche con azione uricosurica ovvero che favoriscono l&#8217;eliminazione dell&#8217;acido urico in eccesso attraverso le urine.</strong></p>
<p>Dalla gemmoterapia classica possiamo utilizzare il macerato glicerico delle gemme di <strong>betulla</strong> ( Betula pubescens)  o di <strong>pioppo</strong> (Populus Alba), oppure dei giovani getti di <strong>equiseto</strong> (Equiseto Arvense) o di <strong>ginepro</strong> ( Junniperus comunis):  sono tutte sostanze conosciute per la loro azione antiuricemica  in grado di agire sia sul sistema osteoarticolare che sul sistema urinario.</p>
<p>Potete bere in questo modo la vostra acqua terapeutica durante la giornata con un&#8217;attenzione diversa e focalizzata; i macerati possono essere utilizzati separatamente con 60 gocce di ogni sostanza in un litro di acqua, variando la sostanza fitoterapica ogni settimana, ogni mese oppure ogni stagione dell&#8217;anno a vostro piacere e ancora potete utilizzarli tutti  insieme usando 20 gocce di ogni sostanza per un totale di 80 gocce in un litro di acqua. Consiglio di usare macerati di buona qualità più possibili puri e se possibile di preparazione spagyrica.</p>
<p>Esistono poi  diverse <strong>ricette di fitoterapia cinese mirate al trattamento della gotta e dell&#8217;iperuricemia  estremamente efficaci</strong>, si tratta in questo caso di rimedi fitoterapici più impegnativi  la cui somministrazione deve essere effettuata previa indicazione  e prescrizione da parte di un medico specializzato in fitoterapia cinese.</p>
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		<title>Buona Pasqua: auguri a tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 09:13:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.unoduetre.eu/2012/04/08/buona-pasqua-auguri-a-tutti/"><img src="http://img.youtube.com/vi/G6p2b_gQo2E/default.jpg" width="130" height="97" border title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Buona Pasqua: auguri a tutti" alt="Catherine Bellwald Buona Pasqua: auguri a tutti" /></a></p>
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		<title>L&#8217;autorità esige maturità e coerenza</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 05:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si dice e si vede molto bene come oggi l&#8217;autorità precostituita conti sempre di meno. A partire dai giovani che non temono più i professori e neanche i propri genitori. Questa nuova realtà mette a disagio insegnanti, padri e madri che non sanno più che pesci pigliare per essere presi sul serio e ascoltati. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-510.jpeg" rel="lightbox[7069]" title="images-5"><img class="alignleft size-full wp-image-7380" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-5" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-510.jpeg" alt="Catherine Bellwald Lautorità esige maturità e coerenza" width="251" height="201" /></a>Si dice e si vede molto bene come oggi l&#8217;autorità precostituita conti sempre di meno. A partire dai giovani che non temono più i professori e neanche i propri genitori. Questa nuova realtà mette a disagio insegnanti, padri e madri che non sanno più che pesci pigliare per essere presi sul serio e ascoltati.</p>
<p>Una realtà questa che vale anche per  i medici; se una volta bastava essere dottori  per esercitare potere e autorità, non si spiegava nulla al paziente, si prescriveva dall&#8217;alto del sapere, se il paziente stava meglio era merito del dottore, se peggiorava era per cause superiori.</p>
<p>Oggi per i giovani e per molti adulti evoluti, l&#8217;autorità non è più un fatto predeterminato da un ruolo: bisogna meritarsela&#8230;!</p>
<p>E intendiamoci non è affatto facile, ma siamo onesti questo è un segno di crescita che ha il suo peso e necessita di  una contemporanea  crescita  di maturità, coerenza e rettitudine  da parte di chi possiede un ruolo che dovrebbe essere autorevole.</p>
<p>Non vi è niente di ovvio anche nelle affermazioni più classiche: devi studiare, bisogna lavorare, il latte fa bene..ecc. quando si usano queste frasi bisogna conoscerne i limiti, non le mode del momento, è necessario studiare le diverse angolazioni della materia di cui si parla e  considerare le diverse questioni nella loro complessa interezza o quanto meno provarci. Questo ovviamente non significa  limitarsi a ripetere come dei pappagalli ciò che sembra, a parere della massa, l&#8217;azione e il pensare più corretto.</p>
<p>I giovani vogliono capire, molti adulti  invece preferiscono ancora che a capire siano gli altri. Non basta più dire ai ragazzi, &#8220;non voglio che bevi alcolici, che fumi e che ti droghi&#8221;! &#8220;Devi studiare, devi ascoltarmi, devi essere obbediente&#8221;&#8230;..perchè vedete ormai non esiste più la minaccia della punizione ovvero la paura che prima teneva tutti e tutto sotto controllo. E meno male! Sono ben altre le argomentazioni che si devono usare per essere autorevoli: bisogna prima pensare, che non significa usare meccanicamente il cervello per fare ciò che apparentemente sembra più facile, comodo, e che fanno tutti.</p>
<p>Oggi bisogna spiegarle le cose e spiegarle bene, sapendo cosa si sta dicendo e perchè lo si sta dicendo non pretendendo che visto che lo diciamo noi che siamo adulti, sia così e basta!. E&#8217; finita quell&#8217;epoca la discussione deve esistere e bisogna avere gli attributi per sostenere le argomentazioni giuste senza entrare in contraddizione.</p>
<p>Per  il consulto medico le cose non sono tanto diverse; un sintomo o un quadro patologico sono molto spesso la sommatoria di un numero di solito elevato di fattori. La postura e vizi posturali, l&#8217;età, lo stile di vita, la presenza di traumi pregressi fisici, la situazione viscerale, la situazione ormonale, il vissuto e lo stato emozionale, la costituzione e i fattori ereditari.</p>
<p>Questo sembra chiaro a tutti, ma in verità vi posso assicurare che nel momento pratico, il classico paziente  preferisce e chiede disperatamente un nome per suo problema, non vuole in verità capire cosa lo ha generato e quindi cosa fare per migliorare. Pretende il nome della cosiddetta &#8220;diagnosi precisa&#8221; se possibile un nome complicato e difficile,  da poter usare per spiegare a se stesso e agli altri che lui è malato.</p>
<p>Se possibile poi vorrebbe una bella cura farmacologica o chirurgica chiara che risolvesse il tutto. A parte quadri importanti e severi o patologie avanzate e conclamate la situazione non è mai così semplice. Un dolore a un ginocchio può essere un insieme di fattori totalmente diversi con peso specifico diverso da caso a caso, anche con una risonanza del tutto simile che evidenzia una lieve meniscosi e segni di artrosi.</p>
<p>Siamo complicati e  la soluzione  del problema va affrontata con serietà. Non basta più dire solo che è colpa dell&#8217;artrosi, oppure dell&#8217;età. Non basta più solamente intervenire chirurgicamente o dare delle terapie, bisogna seguire il paziente e il suo recupero, e dare delle indicazioni motorie, posturali, oppure alimentari e quando necessarie anche psicologiche e comportamentali.</p>
<p>E&#8217; giusto, anche se non facile ,spiegare che i fattori causali possono essere tanti e le diverse possibilità di cura vanno considerate magari una alla volta procedendo in modo semplice ma cercando di sistemare e porre rimedio nelle direzioni più importanti a seconda dei casi. I giovani e alcuni pazienti  questo lo capiscono anzi lo vanno cercando e lo chiedono.</p>
<p>Chi vuole essere autorevole deve prima di tutto esserlo nei riguardi di se stesso, deve uscire dalla omologazione del pensiero di massa e creare e sviluppare un suo pensiero sui fatti  che lo circondano abitualmente. Deve per esempio egli  stesso studiare se vuole dire a suo figlio che lo studio è importante, non passare la domenica seduto sul divano a guardare la partita e poi sbraitare &#8220;hai fatto i compiti?&#8221;</p>
<p>Così come un medico dovrebbe egli stesso non fumare, praticare discipline e sport nel tempo libero e mangiare in modo controllato e sano. E certamente non  proporre interventi di infiltrazione cortisonica o chirurgici o trattamenti antibiotici che lui stesso non eseguirebbe mai sulla sua persona; non è coerente eppure è diffusissimo!</p>
<p>Solo in questo modo si diventa autorevoli ovvero si guadagna e si merita il riconoscimento di un&#8217;autorità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il potere terapeutico della danza</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le danze da sala, Tango e Salsa in particolare, sono per alcune persone un vero e proprio rimedio dell&#8217;animo e del cuore. Una sorta di trattamento antidepressivo oppure un tonico e in alcuni casi un modo per riappropriarsi della propria identità sessuale e del proprio sentire e sentirsi. Sono molte le persone, uomini e donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images39.jpeg" rel="lightbox[7233]" title="images"><img class="alignleft size-full wp-image-7375" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images39.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il potere terapeutico della danza" width="235" height="215" /></a>Le danze da sala, Tango e Salsa in particolare, sono per alcune persone un vero e proprio rimedio dell&#8217;animo e del cuore. Una sorta di trattamento antidepressivo oppure un tonico e in alcuni casi un modo per riappropriarsi della propria identità sessuale e del proprio sentire e sentirsi.</p>
<p>Sono molte le persone, uomini e donne di solito over 30, che sfruttano più o meno consapevolmente il potere terapeutico delle piste da ballo.  Tantissimi  i vedovi, le vedove ( anche bianchi e bianche ) e i cuori infranti che qui ritrovano forza e voglia di vivere grazie all&#8217;effetto rivitalizzante e antidepressivo.</p>
<p>Un modo per muovere il corpo per il piacere di stare e di sentirsi in forma, questo è uno dei primi  pensieri di molti frequentatori delle sale. Infatti è comune che un ballerino, nonostante in ambito serale e ludico, solitamente non indugi sulle bibite alcoliche ma piuttosto su bevande e cibi più salutistici come si usa nelle normali palestre.</p>
<p>Il ballo di coppia produce poi una sorta di gioco di ruoli di uno dei rapporti più importanti, quello tra uomo e donna. Sulla pista l&#8217;uomo conduce, è lui che decide cosa far fare alla sua compagna di ballo o partner, girare a destra o a sinistra, andare piano o veloce, stare stretti o lontani. E la donna ascolta e segue, non anticipa, non fa di testa sua. Si fa ricettiva, vuoto per accogliere e trasformare.</p>
<p>Una possibilità  di esprimersi liberamente al di là del giudizio, nella quintaessenza del proprio essere femine o maschi. Un dialogo tra corpi che consente alla testa, eterna protagonista della vita di tutti i giorni, di farsi da parte e per una volta di guardare come fosse uno spettatore, lasciando che  le energie degli opposti producano la magia dell&#8217;alchimia più complessa: l&#8217;unione. Non a caso l&#8217;abbraccio del tango è da molto maestri di danza considerato al pari, del simbolo delllo yin e dello yang, espressione universale di perfetta armonia.</p>
<p>Inoltre per la donna è possibile riappropriarsi della sua femminilità, partendo dal modo di vestire, solitamente trascurato a causa  della immancabile fretta e irrinunciabile comodità alla quale ci si adegua sempre più. Per ballare in pista il vestito sostituisce sempre i pantaloni e  le scarpe sono rigorosamente con il tacco lasciando appena possibile nuda la pelle delle gambe . Si ritorna &#8220;donne con le gonne&#8221;</p>
<p>Molti sono convinti che in realtà siano i sensi e la caccia di facili avventure il vero volano della sala da ballo, ma non è proprio così. E&#8217; vero si che un intesa sulla pista può diventare facilmente un intesa tra le lenzuola, ma non funziona al contrario. E&#8217; altresì vero che il sudore e il contatto dei corpi è qualcosa che può diventare intimo, ma non necessariamente sessuale.</p>
<p>Uno scambio tra uomo e donna dunque, un modo per vivere tramite il corpo sensazioni romantiche e passionali, per ascoltare i propri sensi e per sentirsi vivi e pieni di energia.  Per il ballerino e la ballerina una possibilità di sentirsi più uomo o più donna e vivere un piacere fisico sofisticato ed elegante, in grado di regalare spensieratezza e leggerezza mentale.</p>
<p>In poche parole&#8230; balla che ti fa bene!</p>
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		<title>Bambini e giovani: agopuntura si o no?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi capita spesso che i pazienti mi chiedano se l&#8217;agopuntura si possa proporre anche ai bambini e ai giovanissimi. In realtà più i soggetti sono giovani e più sono ricettivi al trattamento con agopuntura. Personalmente però non la propongo a bambini piccoli. Ai piccolissimi ovvero entro i 3 anni meglio se entro l&#8217;anno di vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-213.jpeg" rel="lightbox[7209]" title="images-2"><img class="alignleft size-full wp-image-7378" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-2" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-213.jpeg" alt="Catherine Bellwald Bambini e giovani: agopuntura si o no?" width="223" height="226" /></a>Mi capita spesso che i pazienti mi chiedano se l&#8217;agopuntura si possa proporre anche ai bambini e ai giovanissimi. In realtà più i soggetti sono giovani e più sono ricettivi al trattamento con agopuntura.</p>
<p>Personalmente però non la propongo a bambini piccoli. Ai piccolissimi ovvero entro i 3 anni meglio se entro l&#8217;anno di vita propongo di curare la madre. Nei casi di insonnia o di agitazione per esempio il trattamento con agopuntura della madre è spesso risolutivo anche per i problemi della relativa prole.</p>
<p>A questa età le patologie acute sono spesso molto violente e come dicono i cinesi rispecchiano la natura del bambino che è yang in marcata crescita esterna. Febbri altissime, sintomi importanti, ma risoluzioni veloci sono di solito la natura delle patologie infantili. In questi casi non consiglio l&#8217;agopuntura per non spaventare e aggredire il cucciolo d&#8217;uomo. Possono in età evolutiva essere utili massaggi pediatrici specifici, applicazione di coppette e di moxa e ovviamente rimedi fitoterapici sia per le forme acute che croniche e ovviamente anche i farmaci allopatici quando necessari.</p>
<p>Nei giovani dai 12 anni in su l&#8217;agopuntura può essere un grande alleato sia per il dolore che per sindromi varie che possono andare dall&#8217;asma alla tosse, all&#8217;ansia, insonnia, agitazione, dispepsie e molte altre. I ragazzi presi in modo rispettoso sono sorprendentemente molto coraggiosi e accettano volentieri il piccolo dolore dell&#8217;infissione dell&#8217;ago. Inoltre è da segnalare che di solito si rilassano moltissimo durante la seduta entrando in uno stato di rilassamento profondo che difficilmente riescono a raggiungere in altro modo.</p>
<p>Per i giovani l&#8217;agopuntura rappresenta una terapia di solito ben accettata e normale sulla quale non pesano i condizionamenti della mentalità e del pensiero razionale occidentale. Per loro lo stato che vivono durante il trattamento è reale tanto quanto il nervosismo durante un litigio: lo vivono con il corpo e sempre con il corpo lo capiscono e lo considerano utile.</p>
<p>Inoltre le risposte ai disturbi fisici arrivano più velocemente rispetto all&#8217;adulto, talora anche dopo la prima seduta oppure entro le prime tre. Questo avviene proprio perchè il loro corpo  è meno sporcato da farmaci, cibi, patologie pregresse, condizionamenti  mentali e soprattutto l&#8217;energia in loro scorre forte e vigorosa e con l&#8217;ausilio degli aghi può essere usata per ripristinare un equilibrio e curare dei sintomi che oggi molto precocemente sopraggiungono, vista la velocità e la pressione psicologica alla quale i giovani sono sempre più sottoposti.</p>
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		<title>Ricette per celiaci: crackers fatti in casa By Gabriella</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Basta entrare in farmacia per avere l’impressione che le vittime del glutine abbiano risolto tutti i loro problemi” così recita un articolo apparso tempo fa sulla rivista “Terra Nuova”(mensile di alimentazione –ambiente-medicina Settembre 2010 n°253). I prodotti per celiaci sono dispensati dal servizio sanitario nazionale, e fin qui tutto bene, ma basta leggere le etichette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/crackers-per-celiaci-intolleranza-glutine.jpg" rel="lightbox[7301]" title="crackers-per-celiaci-intolleranza-glutine"><img class="alignleft size-full wp-image-7367" title="crackers-per-celiaci-intolleranza-glutine" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/crackers-per-celiaci-intolleranza-glutine-e1332866404225.jpg" alt="Catherine Bellwald Ricette per celiaci: crackers fatti in casa By Gabriella" width="300" height="225" /></a>“<em>Basta entrare in farmacia per avere l’impressione che le vittime del glutine abbiano risolto tutti i loro problemi</em>” così recita un articolo apparso tempo fa sulla rivista “Terra Nuova”(<em>mensile di alimentazione –ambiente-medicina Settembre 2010 n°253)</em>.</p>
<p>I prodotti per celiaci sono dispensati dal servizio sanitario nazionale, e fin qui tutto bene, ma basta leggere le etichette di molti di questi prodotti che le certezze sulla qualità nutrizionale cominciano a vacillare.</p>
<p>Una lista lunga e fatta spesso da ingredienti sempre più raffinati, addensanti, emulsionanti, tutte sostanze che dal punto di vista della salute alimentare lasciano dei grandi dubbi. Certo privi di glutine, ma sicuramente non freschi e molto spesso con gusti e sapori decisamente poco appetibili.</p>
<p>Questa premessa solo per dire che possiamo provare a sperimentare delle ricette semplici e veloci per migliorare la qualità del cibo che mangiamo, senza essere necessariamente delle cuoche eccezionali. Questi cracker possono sostituire il pane, partendo da pochi ingredienti e di ottima qualità. Scegliamo le farine biologiche e integrali sia di riso che di mais, un po’ di rosmarino fresco tritato e un pugno di semi di sesamo. Se preferite potete utilizzare il rosmarino secco ma quello fresco è decisamente più profumato.</p>
<p>Mescolate la farina di riso integrale (200g), quella di mais integrale (100g), il rosmarino tritato, i semi di sesamo e un pizzico di sale, aggiungete l’acqua a temperatura ambiente e l’olio extravergine d’oliva e amalgamate tutti gli ingredienti. La difficoltà di questa ricetta consiste  nell’ ottenere un impasto lavorabile che non si sfaldi, con un po’ di pazienza e aggiungendo dell’altra acqua, se è necessaria, il risultato si ottiene. Stendete l’impasto col matterello in una sfoglia più sottile possibile e fatelo diretta mente sulla carta da forno, ritagliate i vostri cracker con un coltello, sollevate la carta con un po’ di attenzione e disponetela sulla teglia.</p>
<p>Infornate a 180° per circa 15 minuti. Attenzione alla cottura, perché essendo sottili, i cracker possono facilmente bruciare. Si conservano perfettamente per parecchi giorni e non vi pentirete di aver perso un po’ del vostro tempo prezioso!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La primavera: il momento giusto per i centrifugati</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La primavera in questi giorni si sente chiaramente sulla pelle, che il termometro sia alto o basso. La luce, l&#8217;aria, gli sbalzi di temperatura sono fortissimi. Siamo passati in poco più di 20 giorni da un tempo definito decisamente freddo a un tempo primaverile DOC. Per il corpo uno sbalzo importante, una forma di aggressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-135.jpeg" rel="lightbox[7203]" title="images-1"><img class="alignleft size-full wp-image-7272" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-135.jpeg" alt="Catherine Bellwald La primavera: il momento giusto per i centrifugati" width="209" height="241" /></a>La primavera in questi giorni si sente chiaramente sulla pelle, che il termometro sia alto o basso. La luce, l&#8217;aria, gli sbalzi di temperatura sono fortissimi. Siamo passati in poco più di 20 giorni da un tempo definito decisamente freddo a un tempo primaverile DOC.</p>
<p>Per il corpo uno sbalzo importante, una forma di aggressione da parte della stagione in corso ovvero la primavera.   Non a caso ogni stagione non inizia dall&#8217;elemento yin ma dall&#8217;elemento yang. Ricordiamo che l&#8217;inizio della primavera per il calendario cinese (che inizia in febbraio ) è il seme dell&#8217;elemento legno yang che che cresce progressivamente. Il mese di marzo è in realtà la parte yin dell&#8217;elemento legno.</p>
<p>Strano; verrebbe da pensare che la primavera sia più forte in Marzo ma la vera forza di fatto è  una questione interiore. Nel mese di Marzo infatti la primavera arriverà alla sua massima espressione e forza intesa come riflesso esterno di un profondo cambiamento interno della natura.</p>
<p>L&#8217;organo più sensibile in molti pazienti in questa stagione è lo stomaco. Ci si sveglia con un senso di vuoto epigastrico, bruciore o semplice fastidio appunto dello stomaco.  Questa sensazione è maggiormente avvertita dai soggetti gastritici, intesi come quella popolazione che somatizza le proprie tensioni emozionali su questo viscere. In modo semplice potremmo dire che in primavera è come come se questo viscere fosse aggredito dalla stagione. Per essere più precisi possiamo dire anche dall&#8217;elemento legno e se vogliamo  essere più raffinati possiamo pensare  al fegato come organo legno per eccelenza.</p>
<p>Che fare? la prima raccomandazione è quella alimentare. Riduciamo tutti i cibi caldi, ovvero i cibi che per la dietologia cinese portano calore interno. La carne è il primo esempio di cibo che riscalda. Il vino rosso e i liquori il secondo grande esempio e la cioccolata l&#8217;esempio per eccellenza.</p>
<p>E&#8217; il momento di mettersi a dieta, non a caso esiste la quaresima, la religione se ben analizzata possiede sempre dei perchè che vanno oltre al sacrificio psichico  e costruzione di una volontà, ma si fondano sulla salute anche fisica.</p>
<p>La dieta ideale in questo periodo dovrebbe essere rinfrescante soprattutto per lo stomaco e disintossicante per il fegato. E quindi a base prevalente di frutta e verdura fresche. I centrifugati a colazione sono un&#8217;ottima abitudine per tutto questo mese. Carote, mele rigorosamente biologiche ovvero non trattate sono un modo per svegliare il corpo. Il centrifugato come primo cibo al risveglio permette alle sostanze contenute nel liquido di passare direttamente nel corpo. Non solo le sostanze chimiche tanto decantate come i flavonoidi ad azione antiossidante e le vitamine ma anche quella che i cinesi definiscono la vitalità del cibo, definita come il jing degli alimenti.</p>
<p>Per poter sfruttare il jing degli alimenti questi ovviamente devono essere freschi e anche loro sani quindi trattati chimicamente il meno possibile. Il centrifugato una volta fatto deve essere bevuto dopo pochi minuti per non perdere questa capacità nutritiva energetica.</p>
<p>I centrifugati sono un ottimo alleato per bambini e anziani magari un pò debilitati, in quanto sono estremamente piacevoli al palato e molto digeribili. Inoltre sia la carota che le mele ma anche il finocchio e la patata anche se il gusto è meno piacevole hanno tutti una azione gastroprotettiva.</p>
<p>Anche le fragole sono utili a tale scopo e senza ombra di dubbio rendono il centrifugato ancora più buono al palato. Le fragole in particolare sono considerate come depurative e disintossicanti, eliminatrici di acido urico, favoriscono le difese immunitarie, sono  consigliate in caso di astenia e sono storicamente riconosciute per un effetto regolatore sul fegato. Attenzione però è necessario verificare la presenza di  allergie specifiche ai vari alimenti e la possibilità di reazioni crociate in caso di pollinosi accertata. A questo scopo esistono delle tabelle per ogni polline con le rispettive reazioni crociate alimentari.</p>
<p>Per tutta la stagione primaverile i centrifugati sono  un&#8217;ottima colazione fresca e piacevole e  un atto di amore e di cura di sè.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Correzione posturale del soggetto obeso</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 06:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; frequente nei pazienti in sovrappeso trovare da un lato una cifosi dorsale e dall&#8217;altra un iperlordosi lombare. Entrambi questi difetti sono secondari ai troppi chili in eccesso e sono tanto più gravi quanto più elevato è il sovrappeso. La pancia e il ventre prominenti e nelle donne il seno molto abbondante sbilanciano l&#8217;assetto posturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-212.jpeg" rel="lightbox[7278]" title="images-2"><img class="alignleft size-full wp-image-7280" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-2" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-212.jpeg" alt="Catherine Bellwald Correzione posturale del soggetto obeso" width="247" height="204" /></a>E&#8217; frequente nei pazienti in sovrappeso trovare da un lato <strong>una cifosi dorsale e dall&#8217;altra un iperlordosi lombare.</strong> Entrambi questi difetti sono secondari ai troppi chili in eccesso e sono tanto più gravi quanto più elevato è il sovrappeso.</p>
<p>La pancia e il ventre prominenti e nelle donne il seno molto abbondante sbilanciano l&#8217;assetto posturale in avanti e con esso i<strong>l rachide dorsale che diventa chiuso e incassato in cifosi.</strong></p>
<p>I glutei di solito esageratamente voluminosi allo stesso modo sono responsabili di una <strong>eccessiva lordosi lombare e talora anche di una orizontalizzazione dell&#8217;osso sacro</strong>. I soggetti obesi soprattutto se di sesso femminile sono spesso così incavati a livello lombare da evidenziare in questa sede come un blocco energetico. La zona sacrale è spesso estremamente sensibile e dolorabile alla palpazione, molto spesso tumefatta e gonfia come per scarsa circolazione sanguigna.</p>
<p>Le persone in sovrappeso <strong>sono solite soffrire di lombalgia, di coccigodinia (dolore al coccige) e di cervicodorsalgia tali da limitare fortemente la loro possibilità motoria</strong> e quindi anche la possibilità di perdere peso usando il loro corpo.</p>
<p>Che fare? Intanto è necessario lavorare sulle due correzioni posturali in modo contempraneo e questo non è facilissimo: la cifosi si corregge con eserci di estensione e la lordosi con esercizi di flessione.</p>
<p>La prima posizione utile è il &#8220;long sitting&#8221;, ovvero <strong>seduti con gambe a squadra dritte</strong>, in questa posizione dovremmo lavorare sull&#8217;estensione delle gambe che terremo aperte quanto basta per consentire alle coscie di essere non compresse e sull&#8217;estensione della parte alta del torace sollevando le braccia verso l&#8217;alto e aprendo il petto. Così seduti è possibile ottenere <strong>una correzione contemporanea della iperlordosi lombare e della cifosi dorsale.</strong></p>
<p>Di questa posizione possono poi essere fatte numerose varianti anche con <strong>esercizi di rinforzo degli arti superiori</strong>. La stessa forma fisica ovvero il mantenimento della  squadra cioè dell&#8217;<strong>angolo retto tra gambe e busto</strong> potrà anche essere eseguita da <strong>supini</strong> per i casi più difficili e per rilassare la muscolatura. In questo caso le <strong>gambe rette saranno sollevate a 90° gradi</strong> rispetto al busto sdraiato a terra a pancia in su e le braccia saranno allungate verso le orecchie per estendere al meglio il tratto dorsale.</p>
<p>Infine un&#8217;altra versione di questo semplice esercizio si trova nello yoga nella posizione del <strong>cane che si stira chiamata adho mukha svanasana</strong>. Di nuovo avremo l&#8217;angolo retto tra gambe e busto ma questa volta saremo <strong>in piedi</strong>,  con il peso a metà tra le mani e i piedi, formeremo con il nostro corpo un perfetto angolo di 90 ° rivolto verso l&#8217;alto. Il mento allo sterno e le braccia in estensione porteranno una massima apertura dorsale e le gambe con i piedi ben ancorati a terra lavoreranno sul tratto lombare corregendo l&#8217;iperlordosi. Per questa postura più complicata rispetto alle altre due, deve esserci una maggior scioltezza del bacino e <strong>le spalle devono essere in buone condizioni</strong> per la quantità di peso e di trazione su esse esercitata dalla postura.  Se vi fossero dolori importanti proprio sulle spalle si suggerisce la prossima proposta e il primo esercizio da eseguire rigorosamente senza sollevare le braccia.</p>
<p>Per finire un ultimo esercizio assolutamente adatto alla doppia correzione posturale è la <strong>posizione del cavaliere</strong> proveniente delle arti marziali, in particolare dal Tai Chi.  In piedi con entrambe le gambe piegate  e aperte a sufficienza per essere comodi, busto eretto e petto in fuori. La posizione ricorda la posizione seduta a cavallo ed è ottima per correggere l&#8217;iperlordosi in quando il pube viene richiamato in avanti attraverso un movimento chiamato di retroversione del bacino e il torace è ben aperto. La posizione va mantenuta staticamente per tempi crescenti ed è estremamente <strong>utile per potenziare  gli arti inferiori</strong> e perchè no anche gli arti superiori aggiungendo movimenti specifici e ritmici (anche con dei piccolissimi pesi). In questa postura le <strong>ginocchia devono essere sane</strong> per poter mantenere il peso a lungo in modo corretto.</p>
<p>Questi quattro esercizi sono utili alla correzione posturale doppia e sono eseguibili comodamente a casa. Se fatti regolarmente e con la giusta educazione respiratoria e <strong>controllo dell&#8217;addome verso la colonna diventano ottimi esercizi addominali detti anche statici </strong> <strong>non dannosi al rachide già compromesso.</strong></p>
<p>Se anche questi esercizi fatti regolarmente non fossero sufficienti a migliorare i sintomi dolorosi osteoarticolari, si raccomanda una visita specialistica individuale e si consiglia l&#8217;agopuntura come strumento utile per limitare la sintomatologia dolorosa ma anche per potenziare la focalizzazione mentale sull&#8217;obiettivo da raggiungere: perdere peso.</p>
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		<title>l dolori articolari falsi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 06:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-65.jpeg" rel="lightbox[5055]" title="images-6"><img class="alignleft size-full wp-image-7150" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-6" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-65.jpeg" alt="Catherine Bellwald l dolori articolari falsi" width="259" height="194" /></a>E&#8217; noto a molti specialisti che una sciatalgia può non essere il segno di una discopatia lombare, ma l&#8217;espressione di uno stato infiammatorio interno o di una contrattura del muscolo piriforme e in questo caso molti la definiscono falsa sciatalgia ovvero un dolore che corre lungo il decorso del nervo sciatico ma non già come espressione di una radicolopatia ovvero di uno schiacciamento della radice del nervo alla sua fuoriuscita  dalla colonna vertebrale.</p>
<p>Quello che invece non si trova sui testi e che invece nella mia pratica clinica evidenzio con una certa frequenza sono alcuni dolori articolari come gonalgia e coxalgia (rispettivamente dolore al ginocchio e dell&#8217;anca) non come espressione di un artrosi di queste articolazioni che il più delle volte si riscontra all&#8217;esame radiografico ma quanto di una discopatia lombare silente.</p>
<p>Il paziente non lamenta lombalgia ma solo dolore articolare piuttosto insistente e poco sensibile alla terapia antinfiammatoria. Per questo motivo di solito si eseguono accertamenti radiografici che nella maggioranza dei casi mostrano segni di degenerazione artrosica.</p>
<p>Difficile superati i 30 anni non avere l&#8217;artrosi, visto anche il miglioramento della diagnostica per immagini che mostra in modo sempre più preciso le alterazioni dovute all&#8217;età del tessuto cartilagineo e del sottostante  tessuto osseo con aree di demineralizzazione e di condensazione minerale sottocorticali espressioni della sollecitazione  meccanica dell&#8217;area in esame.</p>
<p>Molti di questi pazienti ricevono l&#8217;indicazione di eseguire in prima istanza infiltrazioni articolari, in seconda istanza interventi ortopedici in artroscopia quando si tratta di un ginocchio, mentre per l&#8217;anca il suggerimento è di attendere  per un eventuale e futuro intervento di protesi. Le problematiche di dolori alle spalle riferiti a quadri di cervicalgie croniche sono altrettanto frequenti.</p>
<p>I dolori articolari delle ginocchia come quelli delle spalle d&#8217;altronde possono nascondere oltre che problemi lombari e cervicali anche problematiche viscerali, come una sofferenza del viscere stomaco per le ginocchia e una sofferenza dell&#8217;intestino per le spalle e in alcuni casi anche una debolezza energetica profonda da vuoto, come mi accaduto di osservare in una paziente giovane con gonalgia bilaterale che aveva allattato per oltre 3 anni.</p>
<p>Questi sono certamente casi particolari, ma è anche vero che un dolore articolare specifico come quello di un ginocchio non sempre è automaticamente legato alla sola articolazione come giunto meccanico diffetoso ma può essere l&#8217;espressione esterna di un altro disagio o disturbo interno e questo vale per le spalle e anche per le piccole articolazioni.</p>
<p>Se il dolore articolare è molto acuto e perdura già da tempo è doveroso richiedere un accertamento radiografico di controllo dell&#8217;articolazione colpita.  Ritengo che in molti casi la radiografia potrebbe anche essere evitata, riducendo così la solidarietà con Fukushima e la dose di radiazioni assunte spesso solo per osservare un&#8217;articolazione con note di artrosi assolutamente nella norma per l&#8217;età del soggetto.</p>
<p>Ovviamente in caso di evidente deformazione artrosica ovvero un ginocchio decisamente ingrossato e gonfio, oppure in caso di deviazione dall&#8217;asse in varo o in valgo (rispettivamente ginocchia a sciabola e ginocchia a X), così come in caso di evidente zoppia oppure di un difetto del carico o una limitazione articolare e infine nei postumi di un trauma, il discorso è ovviamente totalmente diverso e l&#8217;indagine strumentale si impone come accertamento indispensabile da seguire con ulteriori indagini più approfondite.</p>
<p>Il fatto è che, come spesso accade, le problematiche non sono mai assolutamente univoche ovvero ci sono casi con segni di infiammazione o di degenerazione dei tessuti coinvolti  facilmente evidenziabili, ma anche posture del rachide visibili e discopatie altretanto evidenti nonchè segni di sofferenza viscerale più o meno accentuati.</p>
<p>I dolori articolari che possiamo in un certo senso definire falsi di solito rispondono molto bene  al trattamento con agopuntura e con miofibrolisi e coppettazione, questo proprio perchè espressioni di un disturbo non solamente e puramente meccanico e localizzato ma più generalizzato. E questi trattamenti lavorano sull&#8217;intero organismo e non solo sulla sua area locale e aspetto meccanico.</p>
<p>Il corpo umano è purtroppo un sistema estremamente complicato e non parla sempre in modo chiaro. Prima di affrontare un dolore articolare di recente insorgenza con la soluzione chirurgica, oppure con terapie fisiche esclusivamente locali, è importante provare a lavorare su tutto il corpo partendo sempre dall&#8217;asse centrale ovvero dalla correzione del rachide e dall&#8217;armonizzazione dei visceri interni. In questo modo se il dolore articolare è falso si risolverà  velocemente senza accompagnarsi a complicanze secondarie come altri vizi posturali e stati infiammatori delle strutture muscolotendinee periarticolari.</p>
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		<title>La paura di cambiare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voltare pagina, andare oltre, mollare l&#8217;attaccamento sentimentale, tutte cose queste che mi diceva il mio maestro di meditazione. Sono passati oltre 20 anni e solo oggi capisco quanto questi gesti siano difficili per chiunque. Ci attacchiamo ai luoghi che frequentiamo, agli ambienti e situazioni in cui viviamo, alle persone che ci sono care. Quando però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Cappuccetto-Rosso31.jpg" rel="lightbox[7240]" title="Cappuccetto-Rosso3"><img class="alignleft  wp-image-7246" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="Cappuccetto-Rosso3" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Cappuccetto-Rosso31.jpg" alt="Catherine Bellwald La paura di cambiare  " width="390" height="216" /></a>Voltare pagina, andare oltre, mollare l&#8217;attaccamento sentimentale, tutte cose queste che mi diceva il mio maestro di meditazione.</p>
<p>Sono passati oltre 20 anni e solo oggi capisco quanto questi gesti siano difficili per chiunque.</p>
<p>Ci attacchiamo ai luoghi che frequentiamo, agli ambienti e situazioni in cui viviamo, alle persone che ci sono care.</p>
<p>Quando però la vita cambia (perchè cambia!)  noi continuiamo il nostro teatrino senza voler vedere che alcune cose non hanno semplicemente più senso e che sarebbe meglio per noi fare altro o andare altrove ma niente: restiamo lì fermi ad aspettare. Ad aspettare&#8230;che il passato ritorni com&#8217;era!</p>
<p>Attaccati alla speranza che forse potrebbe anche succedere, ma niente: la vita inesorabile prosegue il suo corso e noi in questo modo ci siamo messi sulla sponda. Attaccati al ramo mentre il fiume scorre cercando di portarci via mentre noi resistiamo. Alcuni momenti ci sentiamo potenti della nostra capacità di resistere come fosse un segno di forza. Solo occasionalmente, quando siamo fortunati, veniamo colti da una folgorazione e vediamo esattamente come stanno le cose: uno sforzo inutile oltre che senza senso. E&#8217; tempo di mollare il ramo della sponda,  di voltare pagina, di andare avanti perchè il passato è passato.</p>
<p>Il cambiamento spaventa sempre, corrisponde  al nuovo, allo sconosciuto e potrebbe andare anche peggio e questo è quello che temiamo sempre. Ci hanno cresciuti con la favola di capuccetto rosso, non lasciare la strada conosciuta per una sconosciuta, potresti avere brutte sorprese. Chi troppo vuole nulla stringe; eccone un&#8217;altra di frasetta da castrazione completa. Meglio non rischiare.</p>
<p>Il desiderio di sicurezza che ci viene inoculato nel DNA e di cui la società è intrisa è tale da diventare una pericolosa prigione mentale. La sicurezza è una cosa che l&#8217;uomo non possiede e non può possedere, dal momento che in realtà non può sicuro di nulla.</p>
<p>La sicurezza pensandoci bene è una sorta di fantasma che inseguiamo e una bandiera che sapientemente  taluni sventolano. Ma è inafferrabile.</p>
<p>Di cosa veramente siamo sicuri? Vi siete accorti che  il normale e il fisiologico rischia di diventare materia di allarmismo il tutto per garantire la sicurezza?</p>
<p>Se ne sono accorti anche i più creduloni:&#8221;Temperature siberiane&#8221; &#8220;strade impraticabili&#8221; &#8221;allertata la protezione civile&#8221; in molte regioni tutto questo per pochi fiocchi di neve e con termometri che a malapena scendevano di pochi gradi sotto lo zero.</p>
<p>Si spaventano a morte le persone, nella maggior parte dei casi con una minima efficienza pratica. Al posto di gridare &#8220;al lupo al lupo&#8221;, prepariamoci ad affrontarlo il lupo, caso mai ci capitasse di incontrarlo e stiamo con gli occhi ben aperti oltre che in buona compagnia (che so&#8230; di una calibro 45!!).</p>
<p>L&#8217;organizzazione e la  programmazione del rischio neve-ghiaccio dovrebbe essere una routine invernale da studiare a tavolino. Un numero sufficiente di spalatori e di pale recrutabili al bisogno, macchine spargisale e ovviamente sale chimico in abbondanza, macchine spazzaneve di nuova generazione  in numero sufficiente per ogni comune con personale a chiamata per le emergenze.  Corsi e preparazione delle persone addette al servizio magari fatti nei paesi dove la neve è di casa.</p>
<p>Riusciamo a capire la differenza? Invece noi&#8230; tanto rumore per nulla! E i nostri capi con l&#8217;aureola in testa da salvatori del mondo! Ma vi rendete conto a che prezzo paghiamo questa falsa sicurezza? L&#8217;economia si è fermata inutilmente e tutto solo per paura e per giunta alla prossima volta non avremo ancora i servizi e le attrezzature giuste perchè non abbiamo i soldi&#8230;</p>
<p>Con la medicina è la stessa cosa, la pressione del sangue, il colesterolo e molti altri parametri sono considerati patologici anche se ai limiti dell&#8217;assoluta normalità. Dopo sei mesi che una coppia non concepisce parte una serie di accertamenti da far girare la testa.</p>
<p>Il cambiamento ha due facce: una è il cambiamento che noi decidiamo di fare e l&#8217;altro è il cambiamento che subiamo nostro malgrado. Quando le cose intorno a noi vanno nella direzione opposta a quella che desideriamo è il momento di fermarsi e di pensare che tocca solo a noi cambiare la direzione. Se siamo caduti a terra tocca solo a noi alzarci. Se ci siamo fermati al passato tocca sempre a noi ripartire.</p>
<p>L&#8217;atto di voltare pagina è il nostro cambiamento, la nostra possibilità di  andare o cercare di andare nella direzione che desideriamo e non significa in nessun modo rinnegare il passato, e tanto meno voler rischiare il peggio.</p>
<p>Significa amare la vita e amare se stessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Raffreddore da fieno, pollinosi e allergie crociate</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 06:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da primavera a fine estate  sono molti i pollini protagonisti di svariati  quadri allergici più o meno severi. Sono le cosiddette pollinosi che possono causare molteplici disturbi, da quello asmatico che si manifesta con dispnea e fame di aria da spasmo delle vie aeree alle meno pericolose ma altrettanto fastidiose oculoriniti allergiche. Tutti le conoscono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-85.jpeg"><br />
</a><img class="alignleft size-full wp-image-7228" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-8" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-87.jpeg" alt="Catherine Bellwald Raffreddore da fieno, pollinosi e allergie crociate " width="275" height="183" />Da primavera a fine estate  sono molti i pollini protagonisti di svariati  quadri allergici più o meno severi. Sono le cosiddette pollinosi che possono causare molteplici disturbi, da quello asmatico che si manifesta con dispnea e fame di aria da spasmo delle vie aeree alle meno pericolose ma altrettanto fastidiose oculoriniti allergiche.</p>
<p>Tutti le conoscono, i sintomi classici sono prurito oculare e nasale, rinorrea (naso che cola) con muco di solito fluido e filante, congestione nasale e dei seni paranasali talora accompagnati da cefalea, starnuti a raffica, occhi rossi con continua  e facile lacrimazione. Sintomi non solo fastidiosi ma che possono intontire letteralmente chi ne soffre, cambiandone anche i connotati estetici.</p>
<p>Quello che poche persone sanno è che molti cibi cosiddetti &#8220;sani&#8221; come frutta e verdura possono essere responsabili di reazioni incrociate con i diversi pollini. Non si tratta di allergie alimentari ma di una reazione immunitaria e quindi infiammatoria più accentuata per la presenza di entrambi i fattori allergenizzanti.</p>
<p>Da un lato il polline, allergene inalato, dall&#8217;altra un determinato alimento che definiamo allergene alimentare. Un allergene è una sostanza naturale che possiamo definire abitualmente inerte ma che in alcuni soggetti, il cui sistema immunitario è più eccitato, può scatenare una catena di reazioni chimiche  infiammatorie come se si trattasse di un ospite sgradito e da eliminare.</p>
<p>Esistono tabelle per i diversi pollini con i cibi che maggiormente possono scatenare le reazioni crociate. Si raccomanda a chi soffre di questo disturbo di eseguire i test allergologici per poter evitare in modo mirato l&#8217;assunzione dei cibi che maggiormente sono responsabili di queste reazioni crociate.</p>
<p>Tra i cibi più comuni ricordiamo per esempio che la mela, la banana, la carota, il finocchio, il sedano e il prezzemolo si incrociano tutti  con betulla, ontano, artemisia e ambrosia. Il kiwi, le albicocche e la pesca si incrocia con betulla, ontano e graminacee. Le ciliege  si incrociano con betulla, ontano, graminacee e urticacee. Il pomodoro e gli agrumi si incrociano con le graminacee. E le deliziose fragole e lamponi si incrociano con betulla e ontano.</p>
<p>Insomma una lista molto lunga  di reazioni incrociate, che però agli allergici che vogliono limitare al  minimo l&#8217;assunzione di antistaminici è utile conoscere. Sempre per limitare i sintomi e i farmaci sintomatici è utile come prevenzione fare delle immunizzazioni nei confronti dei diversi allergeni.</p>
<p>Esistono in commercio diversi prodotti di nuova generazione, che contengono allergeni in diluizione omeopatica. Questi prodotti, assunti alcuni mesi prima del periodo di pollinazione, possono essere molto utili per limitare  i sintomi e le reazioni allergiche nei confronti dei diversi pollini.</p>
<p>E&#8217; inutile aggiungere che l&#8217;intestino, sede dell&#8217;ottanta per cento del sistema immunitario deve essere il meno irritato possibile, si raccomanda quindi in vista di questo periodo a chi maggiormente soffre di allergia di eliminare il più possibile lieviti,  farine bianche, zuccheri e lattosio, soprattutto se esistono intolleranze note.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di probiotici veri può essere un altro valido aiuto per regolarizzare una risposta immunitaria non  troppo esaltata e anche il tiglio può migliorare e calmare l&#8217;intestino regolarizzando il sistema neurovegetativo.</p>
<p>Nei casi  più impegnativi  la prevenzione può essere fatta  aggiungendo anche  l&#8217;agopuntura e la fitoterapia cinese per equilibrare e normalizzare le funzioni intestinali e immunitarie, terapie queste utili anche durante la fase acuta per coloro che non possono o non vogliono assumere farmaci antinfiammatori e antistaminici ma che necessitano della consulenza di un medico specializzato nel settore.</p>
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		<title>Genitori e figli: quando le esigenze dei bambini passano davanti a tutto</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Succede sempre di più di vedere in Italia genitori spesso non più giovanissimi il cui intento e scopo è essenzialmente al servizio delle esigenze dei propri figli. Una gran cosa verrebbe subito da dire, ma quello che salta al naso è che come sempre manca l&#8217;equilibrio. Se negli anni 70-80 nessuna madre allattava al seno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7194" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="453" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/453-e1330728362372.jpg" alt="Catherine Bellwald Genitori e figli: quando le esigenze dei bambini passano davanti a tutto" width="300" height="182" />Succede sempre di più di vedere in Italia genitori spesso non più giovanissimi il cui intento e scopo è essenzialmente al servizio delle esigenze dei propri figli. Una gran cosa verrebbe subito da dire, ma quello che salta al naso è che come sempre manca l&#8217;equilibrio.</p>
<p>Se negli anni 70-80 nessuna madre allattava al seno oggi l&#8217;allattamento è molto spesso protratto oltre i 2 anni e talora anche fino ai  4. Il tutto non senza generare affaticamento fisico e anemia talora responsabile di disturbi fisici svariati quali lombalgia, gonalgia, insonnia. Se quando eravamo piccoli noi le vacanze erano al seguito dei genitori, <strong>oggi sono i genitori al seguito dei figli e le vacanze e il tempo libero degli adulti sono interamente dedicati al divertimento, agli sport e amicizie dei figli.</strong></p>
<p>Insomma se prima succedeva che il papà non veniva mai alla recita di fine anno oppure come nel mio caso non veniva neanche alla laurea della figlia perchè doveva lavorare, beh oggi siamo passati dall&#8217;altra parte, l&#8217;intera programmazione del tempo libero è fatta sulle esigenze dei figli, quasi i genitori dovessero scontare la colpa del fatto che il tempo lo passano a lavorare. Insomma lavorare per mantenerli sembra non contare più un gran che anche se ci si fa in quattro,  è come se non fosse più un&#8217;azione da considerare come destinata anche al loro benessere.</p>
<p>Il pericolo è che di nuovo l&#8217;equilibrio venga meno, <strong>troppo di una cosa buona non significa che sia un bene</strong>. <strong>Troppo in realtà non è meglio di poco anche se riferita a una condotta positiva</strong>. Un nucleo famigliare è formato dai genitori e dai figli e ogni componente dovrebbe vivere e sviluppare se stesso non a discapito degli altri. I genitori non dovrebbero essere esclusivamente genitori, full time.</p>
<p>I<strong>l rischio è che ci si dimentichi di se stessi</strong>, del proprio sentire e delle proprie necessità, ci si identifichi totalmente e ci si perda in questo nobile e gratificante ruolo. Una visione questa che consente di sacrificare e trascurare tutto in nome dei figli, cosa che spesso rappresenta in realtà un sacrificio del tutto inutile e soprattutto non richiesto oltre che talora anche deleterio.</p>
<p><strong>La coppia  è la prima a soffrirne, semplicemente scompare, si annulla</strong>. Niente sesso, talora si limitano anche i più semplici e naturali gesti di affettuosità tra uomo e donna. Le cene a due non ci sono neanche nelle occasioni speciali come San Valentino o come l&#8217;anniversario di matrimonio. Non  ci si permette neanche di litigare e di esprimere il proprio sentire, in questo modo lentamente si genera una progressiva lontananza tra genitori in grado di ascoltare e di parlare solo dei figli. Si mangia solo quello che piace ai ragazzi. Il piacere personale e le piccole attenzioni reciproche indispensabili nella coppia svaniscono per far posto unicamente al fantomatico ruolo di supergenitore vivendo ingiustificati e continui sensi di colpa per qualsivoglia altro desiderio! Senza che neanche  ci si accorga <strong>il rapporto di coppia non esiste più in assenza dei figli e facilmente perde  senso una volta che i figli sono cresciuti e si sono allontanati.</strong></p>
<p>La vita di coppia deve restare viva, una cena e serata senza figli al mese dovrebbe essere di rigore come un piccolo viaggio all&#8217;anno. Il tempo per discutere e litigare si deve trovare magari uscendo a fare una passeggiata. Si deve trovare un modo per vivere l&#8217;intimità e anche per esprimere  quello che eventualmente non va bene.</p>
<p>Ogni singolo genitore dovrebbe a mio parere  avere la possibilità, oltre che di lavorare e seguire i propri figli, di seguire la sua indole, poter alimentare i suoi hobby o passioni, frequentare i propri amici senza sentirsi per questo inadeguato.</p>
<p>Per tornare all&#8217;allattamento è giusto informare le mamme  che l&#8217;allattamento troppo prolungato soprattutto in una donna già anemica e con costituzione non robusta può danneggiare la sua salute oltre che influenzare il suo tono dell&#8217;umore.</p>
<p>E&#8217; difficile affrontare questo argomento senza essere rifiutati e allontanati, in alcuni casi è addirittura impossibile. Può succedere che i genitori si alterino e si sentano punti nel vivo, alla stessa stregua di un animale  che attacca chi si avvicina alla cucciolata anche se voleva solo accarezzare i cuccioli.</p>
<p>Ritengo personalmente che da questo sentimentalismo animico ovvero tipico del regno animale dovremmo gradualmente evolverci.</p>
<p>E forse le nuovissime generazioni saranno in grado di farlo anche grazie alla possibilità sempre più presente di viaggiare nel mondo e di vedere,  confrontare  e fare proprie anche abitudini e pensieri delle altre nazioni e culture.</p>
<p>Inoltre, come i piatti di una bilancia,<strong> tra un atteggiamento  di grande mancanza di attenzioni dedicate agli infanti  presente nel passato e un eccessivo e totalitario servizio, tipico dei giorni nostri, credo che prima o poi riusciremo a trovare la via di mezzo fondamentale per essere in armonia e  equilibrio.</strong></p>
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		<title>Ricette per mangiar sano: baci di polenta</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 06:00:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si tratta di un dolce non dolce alla cinese che vuole ricordare il bacio di dama della pasticceria ma solo per la sua forma arrotondata, infatti questo dolcetto a base di farina di mais non ha niente a che vedere con i baci di dama supervietati ai celiaci e a tutti coloro che devono limitare gli zuccheri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-76.jpeg" rel="lightbox[6679]" title="images-7"><img class="alignleft size-full wp-image-7184" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-7" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-76.jpeg" alt="Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: baci di polenta" width="259" height="194" /></a>Si tratta di un dolce non dolce alla cinese che vuole ricordare il bacio di dama della pasticceria ma solo per la sua forma arrotondata, infatti questo dolcetto a base di farina di mais non ha niente a che vedere con i baci di dama supervietati ai celiaci e a tutti coloro che devono limitare gli zuccheri e il burro nella loro alimentazione.</p>
<p>Consiglio di usare la farina di polenta macinata a pietra: è decisamente più gustosa. Potete  preparare la polenta nel  modo tradizionale con una normalissima pentola anti aderente. E&#8217; sufficiente cuocerla per 20 minuti e girarla solo ogni tanto usando un coperchio e un fuoco molto basso.  Mantenete la consistenza un pò maggiore rispetto al solito e salate in modo molto leggero.</p>
<p>Per dolcificare potete usare miele o succo di agave a vostro piacere e se lo gradite potete aromatizzare con buccia di arancio o di limone. Lasciate raffreddare la vostra polenta dolce fino ad avere la possibilità di manipolarla con le mani senza ustionarvi e senza aspettare che diventi troppo secca.</p>
<p>Con le mani  bagnate  prendete un pò di composto e formate delle palline  della stessa grandezza, poi potete arrotolarle in un piatto con noci o mandorle grattuggiate o semi di sesamo. Disponete su una teglia con carta da forno e lasciate in forno ventilato a 200 ° per 30 minuti circa.</p>
<p>Ovviamene non si tratta di dolcetti particolarmente dolci! Una versione sicuramente molto ligth delle frittelle! Ma sono indicati per soggetti celiaci e tutti  coloro che soffrono di colon irritabile o con intestino estremamente delicato e sensibile ai lieviti e alle farine bianche.</p>
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		<title>Correzione posturale: cifosi al femminile</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 06:00:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Unknown4.jpeg" rel="lightbox[6800]" title="Unknown"><img class="alignleft size-full wp-image-7143" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="Unknown" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Unknown4.jpeg" alt="Catherine Bellwald Correzione posturale: cifosi al femminile" width="238" height="212" /></a>E&#8217; molto frequente nelle donne con abbondante sviluppo di seno, avere disturbi posturali con ripercussioni su diversi distretti del rachide, da quello dorsale che si chiude in cifosi a quello lombare e cervicale che risentono della cifosi dorsale.</p>
<p>La corretta apertura del petto diventa per questa popolazione femminile quasi una ostentazione. Un mostrare i seni, talora così prosperosi da generare imbarazzo.</p>
<p>Il vizio di solito nasce durante l&#8217;adolescenza, quando appunto l&#8217;aspetto adulto e la maturazione dei caratteri sessuali si manifestano e quando non vi è una sufficiente preparazione psicologica per affrontare la situazione in modo diverso.</p>
<p>E&#8217; possibile che le nuove generazioni siano meno imbarazzate su questo argomento rispetto a quelle più vecchie, in cui la cifosi dorsale secondaria a seno abbondante è una costante. Considerando che la mastoplastica additiva è venuta di moda ed è sempre più richiesta, diventa un assurdo che le ragazze con poco seno ricorrano al chirurgo e quelle con molto seno invece lo vogliano nascondere.</p>
<p>E&#8217; altresì vero che ci sono seni davvero molto grossi rispetto al resto della figura e della struttura fisica; in questi casi è giustificata la mastoplastica riduttiva non solo per scopi estetici ma anche per salvaguardare la salute osteoscheletrica. L&#8217;intervento in questi casi acquista un significato decisamente più sensato rispetto agli ormai dozzinali  interventi di mastoplastica additiva dove peraltro la morbidezza del seno viene spesso persa e con essa anche la naturalezza e quindi la bellezza di questa  parte anatomica.</p>
<p>A parte i casi di importanza chirurgica, volendo cercare una soluzione conservativa, la prima raccomandazione è quella di individuare subito nella adolescente la necessità di rafforzare sia l&#8217;idea di non dover nascondere niente e in secondo luogo l&#8217;importanza del controllo posturale per migliorare anche lo sviluppo armonico del seno evitando che anche se abbondante tenda velocemente per effetto della gravità a cedere verso il basso.</p>
<p>E&#8217;  importante potenziare da subito  la muscolatura dell&#8217;intero corpo dando molta importanza alla attività motoria e sportiva e non accontentandosi dello sport eseguito a scuola. Queste ragazze talora proprio per la loro conformazione fisica  tendono a non essere quel che si dice delle sportive e prediligono altre attività come il canto o la musica. Ma devono essere stimolate in tal senso, lo scopo è quello di sviluppare e rafforzare i muscoli  dorsali, gli addominali così come  i glutei e le cosce ma anche le braccia lavorando anche sui pettorali oltre che sui deltoidi e sui bicipiti e tricipiti. In questo modo si costruisce al tavolino con la mentalità del body builder. Il risultato è quello di ottenere un corpo  genericamente più robusto e stabile oltre che decisamente più armonico rispetto all&#8217;abbondanza del seno.</p>
<p>Sarà importante lavorare sulla sicurezza personale con corsi di recitazione, canto, ma anche con corsi di difesa personale per esempio, affinchè la cifosi come senso di protezione e sicurezza venga meno soprattutto da giovani.</p>
<p>Utilissimi  i reggiseni sportivi che distribuiscono il peso non solo sulle due spalline ma su aree più estese del dorso e delle spalle. Sono meno carini di quelli puramente estetici ma sono utilissimi soprattutto sui seni davvero molto abbondanti. In alternativa i body e i corsetti possono essere valide vie di mezzo sia sul fronte estetico che pratico.</p>
<p>Queste donne non devono cadere nella tentazione di aumentare la massa grassa dell&#8217;intero corpo per armonizzare l&#8217;abbondanza del seno e mimetizzarlo, perchè il rischio è quello di passare da donne con seno abbondante  a donne in sovrappeso.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che la cifosi dorsale può essere conseguenza di una costituzione fisica eredo famigliare, e di una patologia adolescenziale chiamata Malattia di Sheuermann e che infine può essere  la manifestazione di un atteggiamento di protezione e di insicurezza, più frequente nelle ragazze emotivamente più insicure. L&#8217;emotivo influenza il corpo soprattutto nell&#8217;età evolutiva e alcune ragazze sono maggiormente a rischio rispetto ad altre.</p>
<p>Nei casi in cui la cifosi dorsale è già consolidata da anni di postura scorretta sono fondamentali gli esercizi di estensione dorsale attivi e anche passivi con palla o con roller pilates utilissimi per contrastare gli effetti dannosi della gravità sulla colonna dorsale che  inevitabilmente porta a rigidità le discopatie multiple.</p>
<p>Gli esercizi per essere efficaci dovranno essere eseguiti quotidianamente  e  se possibile, in modo più intensivo, 2 meglio 3 volte alla settimana. L&#8217;obiettivo è quello di sostenere la colonna e prevenire i possibili futuri danni provenienti dall&#8217;osteoporosi. La cifosi modifica la struttura portante  che diventa più instabile e  in caso di osteoporosi  decisamente più fragile. E&#8217; però utile sapere che le donne con più seno  sono costituzionalmente considerate a minor rischio osteoporotico. La natura provvede sempre a bilanciare la situazione. Ma nelle costituzioni magre ed estrogeniche ovvero con poco seno il rischio è maggiore e la correzione della cifosi dorsale, quando presente, diventa ancora più  importante per limitare il  rischio di crollo vertebrale e le conseguenze che comporta sullo scheletro e sulla salute in genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agopuntura per il trattamento naturale delle cicatrici</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2012/02/23/agopuntura-nel-trattamento-delle-cicatrici/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 06:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Cina l&#8217;agopuntura si utilizza anche su patologie cutanee come ascessi, cisti, ustioni, piaghe da decubito, ferite in genere. Nonostante io mi sia dedicata interamente da diversi anni solo all&#8217;agopuntura devo dire che raramente è possibile lavorare in Italia su questi casi. In caso di lesioni cutanee si favorisce l&#8217;igiene e la protezione delle ferita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-310.jpeg" rel="lightbox[7128]" title="images-3"><img class="alignleft size-full wp-image-7136" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-3" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-310.jpeg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura per il trattamento naturale delle cicatrici" width="259" height="195" /></a>In Cina l&#8217;agopuntura si utilizza anche su patologie cutanee come ascessi, cisti, ustioni, piaghe da decubito, ferite in genere. Nonostante io mi sia dedicata interamente da diversi anni solo all&#8217;agopuntura devo dire che raramente è possibile lavorare in Italia su questi casi.</p>
<p>In caso di lesioni cutanee si favorisce l&#8217;igiene e la protezione delle ferita con medicazioni come dai protocolli di trattamento della medicina occidentale.</p>
<p><strong>L&#8217;agopuntura però è  inaspettatamente efficace in situazioni che potremmo definire ormai croniche e consolidate come le cicatrici e le fistole.</strong></p>
<p>Devo ammettere che i risultati sono veramente notevoli ma che mai il paziente si è rivolto a me per risolverli, ovvero il loro miglioramento era per così dire <strong>&#8220;un effetto collaterale&#8221;</strong> della terapia che normalmente effettuavo su altri disturbi.</p>
<p><strong>Le cicatrici con l&#8217;agopuntura cambiano velocemente di colore</strong> diventano molto più chiare e perdono velocemente il colore rosa- bluastro, la superficie cicatriziale cheloide talora in rilievo e dura alla palpazione <strong>si appiattisce e diventa molto più morbida</strong>, <strong>spariscono i fastidi e i pruriti peri cicatriziali</strong> e le fistole anche di vecchia data tendono a secernere molto di meno e a diventare quiescienti talora anche risolvendosi totalmente.</p>
<p>Questi risultati ottenuti nel corso di 10 anni di lavoro meritano di essere considerati anche se non possono fornire una casistica sufficientemente elevata da richiamare attenzioni da parte della medicina ufficiale dermatologica e della chirurgica estetica. E&#8217; giusto per rispetto della scienza medica non solo osservarli con occhio attento ma anche considerarli come una possibile terapia aggiuntiva.</p>
<p>Negli ultimi 50 anni le ferite che tendono a non guarire o a guarire con fatica come le piaghe da decubito hanno evidenziato un <strong>rischio di sovrainfezioni batteriche non già considerato come fattore primario  ma secondario</strong> ovvero legato a una sorta di rallentamento delle normali funzioni barriera difensive e di riparazione propri del corpo e della pelle.</p>
<p>Ecco che i protocolli di cura una volta unicamente rivolti all&#8217;azione germicida per eccellenza oggi sono totalmente diversi; si cerca di aggredire la cute con sostanze ad azione disinfettante molto diluite, le parole d&#8217;ordine sono <strong>pulire e detergere delicatamente</strong> e <strong>creare un ambiente e un microclima protetto</strong> dove il corpo anzi la cute possa ripristinare il proprio equilibrio acido-base e operare una riparazione e una ricostruzione della sua integrità .</p>
<p>Per le cicatrici esuberanti ovvero la formazione di cheloidi la spiegazione è che il tessuto cutaneo stimolato a riparare  la ferita abbia poi una risposta eccessiva come da sovraeccitazione. Esattamente come le allergie o le intolleranze intese come una risposta immunitaria eccessiva nei confronti dell&#8217;estraneo ( in un qual modo un eccesso di difesa), oppure come le patologie autoimmunitarie considerate  una risposta immunitaria esuberante nei confronti del self ovvero di se stessi. Nella stessa maniera <strong>i cheloidi possono essere paragonati a una eccessiva risposta di riparazione tessutale</strong>.</p>
<p>Dalla medicina cinese apprendiamo poi che o<strong>gni trauma o dolore produce una sorta di arresto o rallentamento della circolazione</strong>, e quindi di tutti i &#8220;mezzi di soccorso&#8221; utili alla riparazione e difesa dell&#8217;area colpita; come con il traffico, una volta che si è generato un grande ingorgo su una strada, diventa molto difficile operare un soccorso a meno che non vi siano mezzi quali elicotteri o strade secondarie.</p>
<p>I trattamenti locali le medicazioni fatte correttamente sono il soccorso in elicottero. Il trattamento di agopuntura invece è un modo efficace per ottenere un ripristino della normale circolazione in tempi più veloci. <strong>Il cheloide in un certo senso può essere visto proprio come questa ostruzione di circolo.</strong> Anche la forma acuminata e in rilievo lascia come pensare quel punto come quando in un fiume si crea una ostruzione le fogli e i detriti si accumulano a ridosso dell&#8217;ostruzione al fluire dell&#8217;acqua.</p>
<p><strong>I massaggi della cicatrice e dell&#8217;area pericicatriziale, in particolare la tecnica del connettivale trasverso e la miofibrolisi, sono due metodiche fisiche utilissime al miglioramento della cicatrice</strong> che si possono usare anche insieme all&#8217;agopuntura. Il vantaggio è che l&#8217;agopuntura è praticabile anche  quando la zona è molto dolorabile,  la pelle ancora molto sottile e soprattutto anche quando la ferita o la zona cutanea lesa non è ancora totalmente riparata.</p>
<p><strong>Non è assolutamente vero che l&#8217;agopuntura nell&#8217;acuto è pericolosa oppure aumenta il rischio infettivo</strong>, gli aghi sono assolutamente sterili e inoltre non è assolutamente necessario pungere localmente è possibile anche lavorare a distanza. L&#8217;agopuntura migliora il circolo nell&#8217;area colpita, è un supporto molto utile &#8220;all&#8217;elicottero&#8221; in quanto consente il riutilizzo della strada che era stata chiusa per incidente.</p>
<p>I<strong>l trattamento con agopuntura riduce la formazione del cheloide anche quando già formato,</strong> ma se potessimo usarla prima e non solo a cheloide già formato, sono sicura non solo dell&#8217;assoluta mancanza di rischi ma anche della <strong>possibilità di favorire il recupero delle difese immunitarie locali ottenendo non solo di evitare la formazione del cheloide ma anche di guarire più velocemente.</strong></p>
<p>Peccato che questo metodo venga raramente utilizzato e soprattutto che le persone non siano spesso al corrente di questa possibilità; credo infatti che potremmo risparmiare grandemente sulla chirurgia estetica che si occupa di questi problemi oltre che <strong>evitare che anche psicologicamente che la cicatrice possa nuocere al paziente impedendogli di archiviare il trauma anche dal punto di vista emotivo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La libertà di pensare e il potenziale umano</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 06:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi tempi moderni la parola libertà sembra scontata, ma mai come in questo periodo  storico la mente delle persone è stata più prigioniera nel proprio pensare. Solo che non si vede, la prigione nella quale siamo costretti a pensare è invisibile e ben nascosta. Il tessuto sociale è invaso da queste invisibili catene: dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-211.jpeg" rel="lightbox[7114]" title="images-2"><img class="alignleft size-full wp-image-7120" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-2" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-211.jpeg" alt="Catherine Bellwald La libertà di pensare e il potenziale umano" width="275" height="183" /></a>In questi tempi moderni la parola libertà sembra scontata, ma mai come in questo periodo  storico la mente delle persone è stata più prigioniera nel proprio pensare. Solo che non si vede, la prigione nella quale siamo costretti a pensare è invisibile e ben nascosta.</p>
<p>Il tessuto sociale è invaso da queste invisibili catene: dai valori nei quali crediamo vi sia del giusto e del profondo a un infinità di modi di fare che ogni giorni ci vengono propinati come le scelte moralmente, scientificamente ed economicamente più corrette da compiere, fino ad arrivare ai colori e vestiti di cui ci vestiamo e alla moda in genere.</p>
<p>Crediamo di essere molto più liberi di pensare rispetto al 1600 ma non è proprio così vero! Certamente non si viene più arrestati per il proprio pensiero e magari bruciati vivi come Giordano Bruno, ma questo non significa che siamo liberi di pensare. Crediamo di esserlo anzi: ce lo fanno credere!</p>
<p>Oggi regna l&#8217;omologazione, tutti fanno e dicono le stesse cose. I dogmi della chiesa sono stati sostituiti da regole economiche, politiche, scientifiche, estetiche, salutistiche, morali ecc.. Chi esce dal coro è out..anzi non esiste proprio. Non esiste più il pensiero creativo, oggi chi parla deve documentare ciò che afferma con testi di altri che lo hanno preceduto ovvero fare il copia-incolla e non può esso stesso sviluppare il proprio pensiero e creare il nuovo: è vietato.</p>
<p>Nessuno vuole fare da cavia! Ma siamo tutte piccole cavie da laboratorio, tutte ugualmente disponibili per esperimenti di cui neanche veniamo a conoscenza. Anche gli artisti di oggi fanno fatica a creare come se solo il passato fosse stato capace di creare l&#8217;arte. Il passato non da studiare e  conoscere  ma solo da venerare come insuperabile.</p>
<p>E&#8217; anche il tema dell&#8217;ultimo film  di Woody Allen, &#8220;Midnigth in Paris&#8221; . Il passato non è migliore del presente, è solo passato e non deve impedire al presente e al futuro di svilupparsi nello stesso modo in cui  un padre di successo rischia di comportarsi nei confronti del figlio rendendolo  ingiustificatamente insicuro di sè.</p>
<p>Molte cose sono ancora da scoprire e da sviluppare attraverso il pensiero di uomini e donne liberi e questo vale in qualsiasi campo esso si trovino. Purtroppo anche molti gruppi religiosi o filosofici o sportivi o di ricerca interiore rischiano con il passar del tempo pur uscendo dai comuni dogmi di creare dei nuovi modelli di omologazione e di condizionamento mentale. Si generano ambienti e microambienti  di cui anche la famiglia ne è a volte un esempio, dove essere se stessi non è così facile come si potrebbe pensare e dove ciò che è estraneo è sempre da temere e da rifiutare a priori.</p>
<p>In un certo senso è come se si temesse  sempre la concorrenza, a qualunque livello ci si pone, dal più basso puramente economico al più alto a sfondo etico e morale.</p>
<p>&#8220;Non amerai altro Dio al fuori di me&#8221;  partiamo da questa frase che sembra così profondamente sana, pensiamo al periodo storico in cui si veneravano diverse divinità come il sole per esempio, ma se ci fossero altri dei perchè non dovrei amarli tutti? oppure se ci fosse qualcosa da amare quanto  Dio non sarebbe alla fine  parte di Dio che tutto contiene?  E poi l&#8217;amore alla fine non è già comunione con Dio?</p>
<p>Ma pensandoci bene perchè mai Dio dovrebbe imporci di amarlo al di sopra di tutto visto che lui è al di sopra di tutto? Non possiamo pensare che anche lui tema la concorrenza! Questa frase è già di suo ricca di contraddizioni ovvero salta al naso che si tratta di un pensiero profondamente umano. Come direbbe Steiner questa è per eccellenza una frase che fa capo al mondo animico ovvero dei sentimenti e non al mondo spirituale. Si tratta però dell&#8217;indiscusso primo comandamento.</p>
<p>Ragionando in questo modo è possibile cogliere come anche molti anzi moltissimi concetti considerati ad altissimo valore morale, come la fede e la fedeltà siano in realtà a volte dei modi per limitare la libertà di pensare, sviluppare , amare e creare. Azioni che prese nella loro forma pura  sono senza limiti e rappresentano il potenziale  umano di crescere ed di elevarsi verso qualcosa di superiore.</p>
<p>In termini riabilitativi in questo periodo storico il nostro potenziale umano è come se fosse rarefatto oppure diluito e sembra che nessuno se accorga. Ma come per tutti i potenziali si tratta in verità di una forza che ogni essere umano comunque contiene nel momento in cui si rivolge al proprio interiore.</p>
<p>Inoltre se dalla  filosofia cinese dopo le ore più buie arriva la luce, ovvero dal massimo dello yin sorge il seme dello yang, credo sia giusto sperare che in un prossimo futuro il potenziale umano possa iniziare a camminare verso una società più evoluta dove la libertà di pensare regnerà sovrana, la violenza assente anche sul piano mentale e  il vero tradimento sarà solamente non aver permesso a se stessi di vivere ciò in cui si crede.</p>
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		<title>Per perdere peso serve energia mentale indirizzata</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 06:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; innegabile che per perdere peso bisogna innanzitutto rinunciare a mangiare pasticci, dolciumi, pasta e pane e che come primo atto è necessario non comprarli e buttare le riserve che abitualmente si nascondono in casa facendoci da richiamo. Ma a pare mio non è importante solo cosa non si compra ma soprattutto cosa si compra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-59.jpeg" rel="lightbox[7001]" title="images-5"><img class="alignleft size-full wp-image-7005" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-5" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-59.jpeg" alt="Catherine Bellwald Per perdere peso serve energia mentale indirizzata " width="251" height="201" /></a>E&#8217; innegabile che per perdere peso bisogna innanzitutto rinunciare a mangiare pasticci, dolciumi, pasta e pane e che come primo atto è necessario non comprarli e buttare le riserve che abitualmente si nascondono in casa facendoci da richiamo.</p>
<p>Ma a pare mio non è importante solo cosa non si compra ma soprattutto cosa si compra e come si riempie il frigorifero. Si perchè è facile non mettere nella spesa alimenti dieteticamente inadeguati e poi uscire a cena sbranando di tutto oppure correrre dal pasticcere e dal panettiere rientrando dall&#8217;ufficio o nella pausa pranzo mordendo con  vigore e occhio indiavolato un bel trancio di pizza o di focaccia farcita, dicendo fra se e sè &#8220;Che diamine&#8230; avevo fame!&#8221;</p>
<p>Quello che non deve mancare quando si vuole stare a dieta  sono le riserve di cibo buono, in casa, in macchina, in borsetta e in ufficio. Frutta, verdure, snack del metodo zona, oppure capsule di omega 3 e acqua!</p>
<p>Dobbiamo prevedere le situazioni di crisi e armarci con cose da mangiare a portata di mano.</p>
<p>In freezer non devoni mai mancare pesce e carne, in frigo frutta e verdure se possibile fresche. L&#8217;ideale è che ci si prenda il tempo per farsi da mangiare  e per pensare a quello che mangeremo domani o dopodomani.</p>
<p>Non possiamo pensare solo a lavorare e mangiare quello che ci capita, in questo modo finiremo per cadere su scelte sbagliate.</p>
<p>Ci vuole energia dedicata ovvero indirizzata e focalizzata in questa direzione. Un minestrone fatto con verdure fresche non ha niente a che vedere con il sapore di un minestrone surgelato o preconfezionato e può diventare una vera delizia anche per i palati più esigenti. I cibi dietetici già preparati possono essere una strategia iniziale ma a lungo termine non ci si può alimentare solo con quelli.</p>
<p>Lo stesso vale per molti altri cibi dietetici; si tratta di mettere fantasia e cura nella loro preparazione. Inoltre bisogna pensare a come fare per i tempi stretti del pranzo quindi cucinare e considerare cibi da asporto, e non dimenticare mai lo spuntino di metà mattina  e di metà pomeriggio: un frutto, uno snack zona, una bottiglia d&#8217;acqua e meglio una tisana.</p>
<p>La fame e la voglia di uscire al bar per rilassarci spariranno del tutto, e sapendo di avere qualcosa in casa di buono che ci  aspetta si ridurrà anche la voglia di uscire a cena per una pizza e alla fine potremo anche dire di aver risparmiato oltre che di aver perso peso.</p>
<p>Per questo ai miei pazienti dico che l&#8217;agopuntura non solo migliora il loro metabolismo ma consente di ottimizzare la propria energia.</p>
<p>E&#8217; come se ci fosse meno attrito e conseguentemente  un quantum di energia  in più da poter utilizzare per mantenere sveglia e lucida la nostra mente sul bersaglio: perdere o mantenere il peso desiderato.</p>
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		<title>L&#8217;amore è&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 15:37:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;amore è in assoluto quello a cui tutti gli esseri umani anelano, che ne siano consapevoli oppure no. L&#8217;amore alleggerisce qualunque peso e fatica, espande le percezioni sensoriali, stimola l&#8217;intuizione e la creazione di pensieri. Costruisce e rende forte la personalità. Determina una sensazione di unione non solo con l&#8217;amato ma con tutto il creato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-134.jpeg" rel="lightbox[7094]" title="images-1"><img class="alignleft size-full wp-image-7096" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-134.jpeg" alt="Catherine Bellwald Lamore è..." width="193" height="256" /></a>L&#8217;amore è in assoluto quello a cui tutti gli esseri umani anelano, che ne siano consapevoli oppure no. L&#8217;amore alleggerisce qualunque peso e fatica, espande le percezioni sensoriali, stimola l&#8217;intuizione e la creazione di pensieri. Costruisce e rende forte la personalità. Determina una sensazione di unione non solo con l&#8217;amato ma con tutto il creato.</p>
<p>L&#8217;amore per l&#8217;essere umano è una possibilità superiore al sentimentalismo puro, permette che qualcosa di più profondo si dischiuda e sbocci.</p>
<p>Quando l&#8217;amore è amore  prosegue nonostante la possibilità di perdere l&#8217;amato.  Che la perdita sopraggiunga con la morte o  con un brusco allontanamento fisico, il risultato non cambia: diventa  fonte di grande sofferenza. Molte persone non si riprendono più, si ammalano, si lasciano andare, si distruggono piano piano, si spengono e diventano cinici. E&#8217; come se qualcosa dentro si rompesse e non fosse più possibile accendere la luce!</p>
<p>Ecco perchè le persone hanno tanto paura di amare scoprendosi totalmente, perchè in verità hanno paura di soffrire. Che bella scoperta! Quello che però è interessante vedere è che quello che si produceva come espressione dell&#8217;amore, esiste  ancora intatto dentro di noi perché da noi veniva generato.</p>
<p>A ben guardare potremmo usare questa fonte di energia quando più ci aggrada. Quella gioia, forza, sensazione di pienezza e di gratitudine verso la vita, sono qualcosa che appartiene  a noi e nessuno può portarceli via.</p>
<p>A tutti cuori infranti di oggi, di ieri e di domani, non temete  potete guarire, ma come da qualunque altra malattia ci vorrà del tempo e  molte cure amorevoli. E  quando il vostro cuore si sarà ripreso, non rinchiudetelo per proteggerlo, lasciatelo nuovamente libero di volare.</p>
<p>Buon San Valentino</p>
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		<title>Alcol, giovani e salute: una nuova febbre del sabato sera</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passare dalla sigaretta allo spinello è diventato sempre più facile; gli adolescenti di oggi ne fanno un largo consumo, autorizzati spesso da un consenziente e malriposto senso del &#8220;così fan tutti&#8221; e dalla comune quanto falsa informazione che i cannabinoidi siano molto meno dannosi della nicotina o dell&#8217;alcol. E&#8217; infatti poco conosciuto l&#8217;effetto assai dannoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-133.jpeg" rel="lightbox[7072]" title="images-1"><img class="alignleft size-full wp-image-7085" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-133.jpeg" alt="Catherine Bellwald Alcol, giovani e salute: una nuova febbre del sabato sera" width="275" height="183" /></a>Passare dalla sigaretta allo spinello è diventato sempre più facile; <strong>gli adolescenti di oggi ne fanno un largo consumo,</strong> autorizzati spesso da un consenziente e malriposto senso del &#8220;così fan tutti&#8221; e dalla comune quanto falsa informazione che i cannabinoidi siano molto meno dannosi della nicotina o dell&#8217;alcol.</p>
<p>E&#8217; infatti poco conosciuto l&#8217;<strong>effetto assai dannoso e tossico dei composti chimici addizionati ai cannabinoidi</strong> presenti in sempre maggior quantità; si considera infatti che poche canne siano paragonabili per la tossicità di questi composti chimici a un pacchetto di sigarette. Vi sembra poco?</p>
<p>Ma ancora non è tutto; l&#8217;abitudine più pericolosa dei giovanissimi è <strong>l&#8217;assunzione senza controllo di alcolici e superalcolici, </strong>magari associata a una canna. Non stiamo parlando di una birra o di un bicchiere di vino: non facciamo i moralisti dicendo che questa abitudine nasce a casa perchè i genitori consentono ai ragazzi di bere a tavola con loro, non siamo ipocriti, per piacere: stiamo parlando di una quantità di alcol che metterebbe a tappeto un adulto; si, perchè non si capisce come al sabato sera tutto diventa lecito! Ci si trova nei locali dove Dio solo sa <strong>cosa contiene un cocktail, visto e considerato il basso costo e la quantità, talora no limits, di bibite incluse nel prezzo d&#8217;ingresso</strong>. Il tutto approfittando del loro sano desiderio di socializzare con i coetanei e passare momenti di relax!</p>
<p>Non parliamo poi delle ragazze che, conoscendo il contenuto in calorie del suddetto alcolico, evitano di mangiare, per restare in linea: viene chiamata <strong>alcoressia</strong>. E infine del <strong>binge drinking</strong> ovvero della bevuta collettiva fino all&#8217;estremo limite. Il risultato è che il fegato di un quindicenne di questo tipo è fortemente a rischio.</p>
<p>Si perchè esiste <strong>una sostanziale differenza tra alcolico e superalcolico</strong>, 5 bicchierini da 20-30 cc di superalcolico con gradazione media tra i 40° e i 50°  possono anche superare un mezzo litro di vino a 12°  ( poco meno di una bottiglia da 0,75l) e un litro di birra a 5° (ovvero tre lattine!). Inoltre va tenuto conto del peso di chi beve e, parlando di ragazzini, il peso medio è quasi la metà di un adulto, va considerata la velocità di assunzione, il miscuglio di sostanze, la quantità di cibo ingerito (se ingerito) per capire la quantità esatta di alcol presente in circolo nel sangue, a far danni ai vari organi come fosse un veleno, prima che il fegato riesca a metabolizzarlo completamente. Non si tratta di giuggiole, ma di una cosa seria!</p>
<p>Mi è capitato attraverso l&#8217;ascolto dei polsi di un&#8217;adolescente, arrivata per disturbi di ansia e di insonnia, di percepire un organo fegato decisamente sotto stress. Questa auscultazione mi ha condotto ad  indagare sulla quantità di alcolici e di eventuali altre sostanze assunte. E quindi riflettere su questa <strong>nuova&#8230; febbre del sabato sera!</strong></p>
<p>Le ho spiegato il pericolo non solo fisico ma anche psichico, di come il suo fegato sia sotto pressione e di come l&#8217;agopuntura non solo le permetterà di controllare l&#8217;ansia e l&#8217;insonnia ma anche l&#8217;abuso di sostanze cannabinoidi e alcoliche decisamente non adatte alla sua età e al suo organismo e personalità in sviluppo.</p>
<p>Questa è una consuetidine del sabato di sera di moltissimi giovani e anche giovanissimi, una realtà decisamente pericolosa non solo per il rischio della guida in stato di ebrezza o per le azioni senza senso che possono scaturire da essa che sono un estremo di questa condotta ma per la salute fisica e psichica  a lungo termine di questi ragazzi.</p>
<p>Utilizzare sostanze altamente alcoliche e droghe come la cannabis consente di raggiungere lo sballo, ovvero uno stato di maggior leggerezza mentale che i ragazzi confondono con il senso di libertà. Purtroppo quello che accade è che la loro <strong>personalità in crescita e in formazione in questo modo tende a diluirsi: diventa più difficile trovarsi, capirsi e quindi collocarsi nella società e nel mondo.</strong></p>
<p>Con l&#8217;aiuto  di queste  sostanze  è possibile provare stati di rilassamento e di piacere e accedere a stati di coscienza più rarefatti dove la mente è più lucida. Esperienze che poi mal si adattano alla realtà dove il disagio e il senso di inadeguatezza rischia di venir percepito in modo ancora maggiore. Quello che succede è che poi la possibilità di comunicare, di percepire e sentirsi  presente durante questi stati alterati che potremmo anche definire di espansione vanno a cozzare con una sempre maggior difficoltà di realizzare nella materia alcunchè. <strong>Si entra in conflitto le  azioni quali il pensare, lo sviluppare e l&#8217;agire vengono meno.</strong></p>
<p>Lo studio e il rendimento scolastico decadono velocemente, con senso di frustrazione e di incapacità. L&#8217;attività sportiva non dà più lo stesso piacere perchè manca l&#8217;energia per fare. Alla domenica si dorme fino a tardi, alla sera e quando si ha tempo ci si rimbecillisce davanti alla playstation e al pc.</p>
<p>Non facciamo un dramma direte voi, chi da giovane non si è fumato uno spinello? <strong>Non è una questione morale.</strong></p>
<p>Una cosa è non farne un dramma una cosa è incoraggiare queste abitudini considerandole normali. <strong>Non si tratta di una ragazzata occasionale</strong> e chi non l&#8217;ha fatto da giovane? Si tratta di una     malsana e pericolosa abitudine. Per giunta per le ragazze l&#8217;utilizzo della pillola contraccettiva  associata ai super alcolici a basso costo diventa ulteriormente pesante da smaltire per il fegato. Per i ragazzi l&#8217;alcol spesso abbassa le prestazioni sessuali richiedendo anche ai giovani l&#8217;utilizzo di aiuto chimico per assicurare una valida erezione e facilitando così una ulteriore dipendenza.</p>
<p>Insomma <strong>questi ragazzi rischiano di ammalarsi anzi tempo</strong> e spesso soffrono di problematiche come disturbi del sonno, ansia da prestazione, depressione, cefalea, dismenorrea, inappetenza, disturbi dell&#8217;alimentazione e patologie gastroenteriche varie esattamente nella stessa misura degli adulti e richiedono per questo cure adatte, se possibile non farmacologiche.</p>
<p><strong>I giovani hanno bisogno di aiuto</strong>, non di prediche, l&#8217;agopuntura, rimedi fitoterapici e cibi ad azione disintossicante sono estremamente utili.</p>
<p>Ma ancora più utile è spiegare loro cosa stanno facendo al loro corpo. N<strong>on lasciamo questo compito solo ai genitori</strong>. A scuola il problema dovrebbe essere affrontato; facciamo fare loro i calcoli di quanti grammi di alcol assumono in un&#8217;ora bevendo diverse miscele di bevande alcoliche. Spieghiamo scientificamente cosa sono la steatosi, la cirrosi  e il coma etilico e quali sono le funzioni del fegato sull&#8217;organismo.</p>
<p>Informiamoli che <strong>le calorie non sono l&#8217;unico aspetto da considerare</strong>, che l&#8217;alcol è tossico e spetta al fegato trasformarlo non senza che prima agisca negativamente su diverse altre cellule dell&#8217;organismo. Che la nausea e l&#8217;inappetenza al mattino non sono affatto normali, così come la sonnolenza, l&#8217;insonnia e la stanchezza: sono tutte conseguenze di un fegato già precocemente ammalato.</p>
<p>Il problema non è facile da risolvere, non possiamo seguire i ragazzi al sabato sera, ridurre la paghetta non serve, ma non possiamo neanche far finta di niente e trattarli come adulti consapevoli!</p>
<p>Facciamo fare loro più spesso gli esami del sangue per controllarne le transaminasi. Parliamo con loro ma senza fare i moralisti, cerchiamo di avviarli a una attività sportiva e alle discipline orientali affinché possano trovare un modo più sano per sfogarsi e vivere il piacere fisico.</p>
<p>Se non stanno bene, cogliamo l&#8217;occasione per curarli con metodi naturali, sarà più facile per un professionista del settore spiegare alcune dinamiche inerenti alla loro salute fisica e psichica.</p>
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		<title>L&#8217;atto chirurgico: una soluzione estrema anche se talora necessaria</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 06:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi la tendenza è quella di risolvere molte patologie che possono avere anche risvolti internistici con un atto chirurgico. La fila per eseguire piccoli interventi è ovunque elevatissima. Si va dal tunnel carpale,  spesso collegato a disturbi ormonali, alle tendinopatie delle spalle frequentemente correlate a disturbi viscerali, alle emorroidi e ragadi per lo più secondarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images38.jpeg" rel="lightbox[7041]" title="images"><img class="alignleft size-full wp-image-7046" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images38.jpeg" alt="Catherine Bellwald Latto chirurgico: una soluzione estrema anche se talora necessaria" width="276" height="183" /></a>Oggi la tendenza è quella di risolvere molte patologie che possono avere anche risvolti internistici con un atto chirurgico. La fila per eseguire piccoli interventi è ovunque elevatissima.</p>
<p>Si va dal tunnel carpale,  spesso collegato a disturbi ormonali, alle tendinopatie delle spalle frequentemente correlate a disturbi viscerali, alle emorroidi e ragadi per lo più secondarie a un calore interno, fino ad arrivare all&#8217;inseminazione assistita proposta oggi in modo decisamente frequente anche a coppie che potrebbero arrivare al concepimento in modo naturale con semplici aiuti mirati. Senza parlare del cesareo sempre più frequente per fare un altro esempio.</p>
<p>La chirurgia è oggi molto più sicura e precisa di una volta; le sale chirurgiche sono molto più asettiche, i farmaci antibiotici dati in modo corretto e sistematico; gli strumenti come i bisturi, gli aghi così come l&#8217;attrezzatura a scopo emostastico e come supporto visivo quali, lenti, endoscopi, TAC, ecografi, sono  all&#8217;avanguardia e rendono il lavoro sempre più preciso, un balzo tecnologico in avanti incredibile anche solo rispetto a 20 anni fa.</p>
<p>La soluzione chirurgica, evidentemente di prima scelta in numerosi casi, come nelle malformazioni fisiche, neoplasie, e ovviamente nelle urgenze mediche, ovvero nelle svariate patologie che mettono a repentaglio la vita e la salute del paziente, non dovrebbe  a mio parere essere sempre la prima scelta per diverse altre patologie che potremmo invece definire minori.</p>
<p>In molte patologie oggi esclusivamente o prevalentemente chirurgiche, come le dita a scatto, le algie articolari, le piccole ernie sottolegamentose senza segni neurologici e quando le condizioni lo consentono, naturalmente, bisognerebbe prima tentare strade conservative fra cui sicuramente un lavoro sulla ricerca delle possibili cause interne e di soluzioni dalla minor invasività.</p>
<p>La medicina occidentale possiede in effetti pochi strumenti terapeutici e molti strumenti diagnostici sempre più raffinati mentre la medicina cinese possiede moltissime soluzioni terapeutiche utilizzabili con beneficio e minimo rischio allo scopo di recuperare un equilibrio interno e la salute.</p>
<p>Ho conosciuto in questi anni tantissimi pazienti operati anche un numero elevato di volte senza aver risolto il problema e talune anche peggiorandolo;  interventi di asportazione di diverticoli per risolvere dolori addominali causati da una lombalgia, protesi d&#8217;anca per risolvere un dolore irradiato nevralgico da discopatia lombare completamente risolti invece con l&#8217;agopuntura, ad esempio.</p>
<p>Purtroppo ho conosciuto anche un paziente operato 15 volte al rachide lombare per un dolore che non voleva passare e una paziente che dopo numerosi interventi è arrivata fino all&#8217;amputazione della gamba per risolvere un dolore nevralgico molto severo che comunque non è passato nonostante l&#8217;intervento.</p>
<p>Provare con l&#8217;agopuntura in modo serio e continuativo su qualunque dolore importante prima di procedere alla scelta e soluzione chirurgica mi sembra una proposta assai sensata e decisamente più economica in tutti i sensi.</p>
<p>Pensate al costo di un intervento, ai giorni di malattia e di riabilitazione per una spalla operata. Ma a quanto pare è una proposta decisamente out! Non si fa! Troppo pochi specialisti e troppo poca conoscenza del settore: sono moltissimi gli ortopedici convinti che il trattamento con agopuntura non possa risolvere una comune tendinopatia della spalla o sciatica su base discopatica.</p>
<p>Questo perchè non conoscono il meccanismo d&#8217;azione dell&#8217;agopuntura che considerano solo simil-anestetico e non curativo.</p>
<p>Lo stesso vale per le emorroidi; sono pochissimi i medici a sapere che un adeguato trattamento con fitoterapia cinese mirata è in grado di risolvere in modo decisivo un quadro di emorroidi infiammate.</p>
<p>La soluzione chirurgica, ovvero togliere e tagliare via, dovrebbe, anche in senso psicologico, relazionale e affettivo, essere l&#8217;ultima scelta da fare in qualunque rapporto umano.</p>
<p>Prima bisogna cercare di capire quali siano le nostre reali esigenze e non i nostri capricci o desideri egoici, poi una volta chiarito questo punto, esattamente come quando si fa una diagnosi, si deve procedere con la possibilità di trovare delle strategie per risolvere il problema e per far capire le nostre esigenze a chi ci sta intorno .</p>
<p>Questa fase non va saltata a pie&#8217; pari per comodità, ma&#8230; attenzione; neanche bisogna soffrire a priori perchè &#8220;tanto non vi è rimedio&#8221;.</p>
<p>Nella prima situazione non ho dato all&#8217;altro la possibilità di vedere e provvedere, nella seconda ho dato per scontato che tanto non potesse capire negando questa possibilità.</p>
<p>E se dall&#8217;altra parte le richieste cascano sempre nel vuoto senza che  vi sia alcuna possibilità di incontro per trovare una soluzione comune&#8230; ebbene a questo punto, e solo a questo punto, è giustificato, anche se talora molto doloroso, tagliare o se preferite rompere, per poter vivere ciò che per noi è davvero importante vivere.</p>
<p>Il paragone calza alla perfezione, un comportamento sano ed equilibrato dovrebbe essere  simile sia che si parli di patologie fisiche che di disagi psicorelazionali.</p>
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		<title>Febbraio e il polmone nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 06:00:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal calendario cinese con il 4 Febbraio entriamo in Li chun che significa inizio della primavera e primo giorno del nuovo anno. La visione di iniziare l&#8217;anno con l&#8217;inizio della primavera ha una sua logica nel dare all&#8217;anno la stessa ciclicità e dinamismo di tutti gli esseri viventi. Il ciclo dell&#8217;anno esattamente come il ciclo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-64.jpeg" rel="lightbox[7007]" title="images-6"><img class="alignleft size-full wp-image-7012" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-6" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-64.jpeg" alt="Catherine Bellwald Febbraio e il polmone nella medicina cinese" width="194" height="259" /></a>Dal calendario cinese con il 4 Febbraio entriamo in <strong>Li chun</strong> che significa <strong>inizio della primavera</strong> e <strong>primo giorno del nuovo anno</strong>. La visione di iniziare l&#8217;anno con l&#8217;inizio della primavera ha una sua logica nel dare all&#8217;anno la stessa ciclicità e dinamismo di tutti gli esseri viventi.</p>
<p>Il ciclo dell&#8217;anno esattamente come il ciclo della vita: un primo tempo di sviluppo e crescita con la primavera, di massima espressione solare con l&#8217;estate, di iniziale rallentamento e decadimento con l&#8217;autunno e infine di interiorizzazione e morte con l&#8217;inverno.</p>
<p>L&#8217;organo collegato al mese di Febbraio è il <strong>polmone</strong>, il suo animale correlato è la <strong>tigre</strong> e il suo orario è compreso tra le <strong>3 e le 5</strong> del mattino.</p>
<p><strong>Con un inspiro si viene al mondo con un espiro si lascia questo mondo. </strong>La respirazione è collegata con la vita del corpo umano e anche con <strong>l&#8217;aspetto più materiale della vita: la dualità </strong>che altro non è che la legge dello yin e dello yang. Se non si accettano e utilizzano entrambe le componenti, si perde l&#8217;equilibrio e la forza. Un tempo per inspirare-uno per espirare, un tempo per fare-uno per non fare, un tempo per ogni cosa ascoltandosi e senza cadere nella meccanicità dell&#8217;atto ma sfruttando la sua potenzialità.</p>
<p>La respirazione è da sempre considerata il fulcro più importante di lavoro di tutte le più antiche arti marziali, del qi qong e dello yoga. Pur essendo una funzione automatica del corpo viene eseguita  mediante l&#8217;utilizzo della volontà e della concentrazione e a tutt&#8217;oggi ancora poco considerata e utilizzata nella comune educazione occidentale.</p>
<p>Cha dire della Tigre,  nella mitologia classica rappresenta esotericamente la dualità bene-male, creazione-distruzione. Mentre nella filosofia cinese con il famoso detto &#8220;<strong>cavalcare la tigre</strong>&#8220;, si considera la possibilità di <strong>sfruttare la nostra natura aggressiva, domando l&#8217;animale pericoloso e rendendolo mansueto.</strong> Un atto di controllo completo, di grande forza potenziale e di scelta, nulla a che vedere con la visione dell&#8217; agnello che nulla altro può fare che essere mansueto. Un obiettivo che in ogni arte marziale è racchiuso: mettere la violenza al servizio della non violenza.</p>
<p>Infine anche l&#8217;orario è particolare; è l&#8217;ora in cui l&#8217;alba si sente arrivare ma è ancora lontana oppure solo parziale la sua luce. I<strong>n questo orario moltissime persone si svegliano e non riescono più a riprendere sonno.</strong>  Non credo sia un caso, potremmo considerarla come una impazienza del corpo a risvegliarsi presumibilmente data da un sovraccarico o sovreccitazione o iperstimolazione.</p>
<p>Il polmone è il primo canale della circolazione energetica e riceve la staffetta dal canale che lo precede, quello di fegato che, come abbiamo visto nel mese precedente, è quello che maggiormente trattiene e tende ad andare in tensione e quindi in eccesso. <strong>Per lavorare su questo tipo di insonnia è necessario lavorare sul fegato e sui suoi organi correlati</strong> e non solo sul polmone esattamente come in tutte le forme asmatiche.</p>
<p>Le <strong>patologie da raffreddamento</strong> che colpiscono il polmone sono aiutate dal trattamento diretto del canale polmonare. Pensate che con il semplice punto LU 9 (punto shu  del canale di polmone) (in inglese Lung meridian), si esegue un <strong>trattamento stagionale invernale</strong> secondo il metodo degli I Ching applicato al canale del polmone, <strong>utilissimo come prevenzione</strong>.</p>
<p>Nei casi acuti è utile  lavorare in associazione con <strong>la milza</strong> con la quale il polmone forma il grande canale detto <strong>Tai yin</strong> ovvero lo strato più superficiale dello yin sul quale è  possibile trattare <strong>le forme catarrose e con eccessiva produzione di muco</strong>. Ricordiamo che il polmone è collegato direttamente anche con il <strong>grosso intestino</strong> con il quale forma un legame di organo-viscere, interno-esterno e con il quale è possibile facilitare <strong>l&#8217;eliminazione  attraverso le feci del calore in eccesso</strong> formato a causa della patologia acuta.</p>
<p>Infine il polmone è collegato con la <strong>vescica urinaria</strong>, che rappresenta il suo opposite clock rispetto all&#8217;orologio cinese o se preferite al calendario. Il trattamento in fase acuta anche di questo canale può nuovamente <strong>favorire l&#8217;eliminazione dell&#8217;eccesso di calore attraverso le urine</strong>, drenandolo e riequilibrandolo esattamente come fanno i rimedi fitoterapici mirati sulle forme acute dell&#8217;albero respiratorio.</p>
<p>Come ho detto in altri post  questo organo incredibile che è il <strong>polmone soffre il freddo, la secchezza e la tristezza che è la sua emozione.</strong> Un modo per aiutarlo è sicuramente quello di limitare e se possibile <strong>evitare il fumo e lo smog e respirare aria pulita</strong>. E ancora di <strong>evitare l&#8217;eccessiva secchezza causata dai termosifoni</strong> che in questa stagione spesso sono a manetta. Infine di <strong>non alimentare l&#8217;emozione della tristezza</strong> come atto di attaccamento nei confronti di quello che abbiamo perso. In sintesi non stringiamo i pugni per tentare di recuperare ciò che nella mano non c&#8217;è più.</p>
<p>Lasciamo andare e facciamo scorrere anche la sofferenza qualcosa d&#8217;altro colmerà non solo le nostre mani  ma anche il nostro interiore esattamente come fa l&#8217;aria nei polmoni.</p>
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		<title>I veleni</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 06:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per veleno si intende una sostanza in grado di produrre attraverso un meccanismo chimico effetti dannosi transitori o permanenti, il quadro può arrivare alla morte cellulare dei tessuti coinvolti fino ad essere letale per l&#8217;organismo in toto. E&#8217; interessante vedere che la maggior parte delle persone identifica i veleni con poche sostanze  altamente dannose per l&#8217;uomo, presenti anche nel regno naturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/nola-spariti-fondi-destinati-a-quartiere-dei-veleni.png" rel="lightbox[6757]" title="nola-spariti-fondi-destinati-a-quartiere-dei-veleni"><img class="alignleft size-full wp-image-6977" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="nola-spariti-fondi-destinati-a-quartiere-dei-veleni" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/nola-spariti-fondi-destinati-a-quartiere-dei-veleni.png" alt="Catherine Bellwald I veleni" width="250" height="250" /></a>Per <strong>veleno</strong> si intende una sostanza in grado di produrre attraverso un meccanismo chimico effetti dannosi transitori o permanenti, il quadro può arrivare alla morte cellulare dei tessuti coinvolti fino ad essere letale per l&#8217;organismo in toto.</p>
<p>E&#8217; interessante vedere che la maggior parte delle persone identifica i veleni con poche sostanze  altamente dannose per l&#8217;uomo, presenti anche nel regno naturale animale e vegetale dalle quali è sufficiente stare alla larga il più possibile: non ingerire, non inalare, non toccare e siamo protetti!</p>
<p>Molta attenzione oggi viene posta al cibo come fonte primaria di possibile intossicazione da esterno, ecco che quasi tutti gli alimenti in vendita vengono spesso trattati con sostanze disinfettanti e controllati con numerosi test specifici.</p>
<p>L&#8217;aria che respiriamo nelle città e nell&#8217;hinterland delle aree metropolitane è inoltre sempre più ai limiti superiori di tollerabilità come contenuto in idrocarburi e  polveri tossiche, ma il controllo del riscaldamento da parte dei cittadini e dei luoghi commerciali non esiste, l&#8217;unico provvedimento è dato dalla limitazione del traffico urbano con targhe alterne e limiti di velocità che sembrano avere effetti minimi sul contenimento del problema.</p>
<p>Il concetto di veleno e di tossina è invece un concetto chimico molto più esteso che si ritrova in una  elevata quantità di sostanze provenienti dal regno vegetale, animale e minerale. Le conseguenze più temibili  di molteplici patologie infettive a carico di microorganismi sono in realtà il risultato degli effetti delle tossine prodotte dai microrganismi e dalla reazione di difesa del nostro corpo.</p>
<p>Il nostro stesso corpo è in grado di produrre tossine in situazioni patologiche specifiche, o meglio sarebbe dire che alcune sostanze prodotte normalmente dal corpo, quando prodotte o presenti per motivi patologici in modo eccessivo possono diventare esse stesse tossiche per l&#8217;organismo.</p>
<p>Per fare un semplice esempio in caso di insufficienza renale l&#8217;urea si accumula nel sangue diventando tossica, in caso insufficienza polmonare l&#8217;anidride carbonica si accumula nel sangue diventando tossica, in caso di diabete il glucosio si accumula nel sangue diventando tossico. In caso di infiammazione vengono liberate un gran numero di sostanze chimiche che possono avere un  effetto tossico.</p>
<p>Ecco che semplificando in modo estremo possiamo avere due grosse categorie di intossicazione autoprodotta, da deficit ovvero da insufficienza di una qualunque funzione fisiologica interna oppure da eccesso di una funzione che possiamo definire difensiva: l&#8217;infiammazione.</p>
<p>Da ormai oltre 70 anni sempre più dettagli vengono apportati allo studio dei numerosi e vari mediatori dell&#8217;infiammazione e della complessa catena di reazioni chimiche da essi prodotta e molte sono ormai le correlazioni tra infiammazione cronica e cancerogenesi.  Molti sono i biologi e ricercatori che nello studio di questi mediatori sono alla ricerca di importanti risposte.</p>
<p>Quello che è davvero curioso sapere è che circa 4000 anni fa, nei testi di medicina e di fitoterapia cinese, si parlava di veleni e di tossico nel sangue alludendo a patologie non solo acute ma anche croniche.  Sono tantissimi i fitoterapici e le ricette fitoterapiche antiche nella cui specificità terapeutica è segnato&#8221;toglie il tossico dal sangue&#8221;, oppure &#8220;toglie il tossico del fuoco e del calore&#8221;.</p>
<p>I veleni che possiamo produrre sono in effetti la causa delle  patologie più difficili e subdole da trattare. Non stupisce neanche pensare che le emozioni negative da sole siano in grado attraverso un meccanismo di eccesso e di infiammazione di produrre dei veleni. Quando si dice &#8220;non avvelenarti il sangue&#8221; oppure non &#8220;avvelenarti la vita&#8221;, il significato è ancora quello per cui emozioni contratte, sentimenti repressi e shock affettivi possono, non solo simbolicamente, generare dei veleni. Da questi veleni tanto quanto da quelli provenienti dal cibo malsano e dalle polveri sottili presenti nell&#8217;aria dobbiamo stare molto in guardia.</p>
<p>Sull&#8217;inquinamento abbiamo poca possibilità di interagire se abitiamo in un centro urbanizzato; sugli alimenti possiamo fare qualcosa, selezionandoli e diventando sempre più esigenti ma dovendo affrontare costi superiori.</p>
<p>Sulle emozioni invece possiamo agire direttamente senza costi aggiuntivi: tocca a noi la pulizia delle emozioni negative come esercizio regolare e costante esattamente come dobbiamo fare con la manutenzione e cura di qualunque oggetto o luogo.</p>
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		<title>Emorroidi: rimedi naturali e cause</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avere le emorroidi significa in termini tecnici avere le emorroidi infiammate, dolenti e talora sanguinanti; il termine stesso evoca la perdita di sangue. Pertanto in senso tecnico le emorroidi sono considerate oggi come strutture anatomiche vascolari assolutamente fisiologiche ricche di innervazioni nervose, che partecipano attivamente alla possibilità di contenere attraverso lo sfintere anale gas, liquidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6997" style="border: 5px solid white;" title="uomo_sorridente" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/uomo_sorridente.jpg" alt="Catherine Bellwald Emorroidi: rimedi naturali e cause" width="272" height="220" />Avere le emorroidi significa in termini tecnici avere le emorroidi infiammate, dolenti e talora sanguinanti; il termine stesso evoca la perdita di sangue.</p>
<p>Pertanto in senso tecnico le emorroidi sono considerate oggi come strutture anatomiche vascolari assolutamente fisiologiche ricche di innervazioni nervose, che partecipano attivamente alla possibilità di contenere attraverso lo sfintere anale gas, liquidi e feci in modo volontario e ben controllato.</p>
<p>Oggi si ritiene che le emorroidi in sè non siano la patologia ma il risultato di una patologia e questo è già un passo avanti. Nella medicina cinese ogni patologia è il risultato di una situazione patologica nascosta che la ha originata. In medicina occidentale anche se si conoscono molti fattori eziologici e fattori  predisponenti sono a tutt&#8217;oggi innumerevoli le  patologie ad eziologia sconosciuta.</p>
<p>In particolare la corrente di pensiero odierna non considera più le emorroidi come patologiche e la rimozione completa del plesso emorroidario come l&#8217;intervento chirurgico più efficace, bensì il contrario, ovvero l&#8217;intervento cerca di limitare l&#8217;asportazione di tessuto emorroidario al minimo per non  danneggiare il complicato sistema della continenza fecale.</p>
<p>La tecnologia ci ha permesso di osservare che la mucosa anale dei soggetti con emorroidi infiammate è spesso prolassata e la considera come la causa dell&#8217;infiammazione. Ma ritengo sia legittimo chiedersi: l&#8217;infiammazione delle emorroidi, facendo gonfiare il tessuto vascolare e i cosiddetti cuscinetti emorroidari, non può essa stessa causare uno scivolamento della mucosa anale?</p>
<p>I rami pieni di frutta matura di un albero non cedono forse verso il basso?</p>
<p>La spiegazione meccanica che considera il prolasso della mucosa come la causa principale non è per questo sbagliata, anzi le emorroidi delle partorienti e dei soggetti fortemente stitici hanno esattamente  questa spiegazione, ovvero nell&#8217;atto di spingere con forza durante l&#8217;evacuazione fecale e durante il parto, la mucosa anale può cedere verso il basso causando un&#8217;infiammazione dei cuscinetti emorroidari. Ma possiamo anche pensare che e la gravidanza e le masse fecali ristagnanti sono causa di una circolazione sanguigna più compromessa per effetto meccanico e compressivo diretto sulle strutture venose.</p>
<p>Anche la posizione statica mantenuta a lungo può essere considerata una causa predisponente allo sviluppo di emorroidi. Ma possiamo considerare la stipsi come l&#8217;unica causa? Sono tanti i pazienti che soffrono di emorroidi e non soffrono di stipsi.</p>
<p>Nella medicina cinese le emorroidi sono molto spesso segno di calore interno, soprattutto se sanguinano e se bruciano o prudono e se sono accompagnate da polsi pieni e forti. Non  a caso rispondono molto bene alla fitoterapia mirata sul calore interno e sulla stasi di sangue, essa stessa fonte di calore. Inoltre la stipsi è frequentemente segno di calore interno.</p>
<p>Il fatto che la popolazione adulta soffra così tanto di questo problema soprattutto maschile è indiscusso. Anzi credo che l&#8217;incidenza di uomini che soffrono occasionalmente o riccorrentemente di emorroidi sia molto più alta di quanto non si possa trovare sui testi. Sono molti infatti gli uomini che non lo confessano neanche al proprio medico di fiducia.</p>
<p>Gli uomini in un certo senso soffrono di emorroidi nella stessa misura in cui le donne soffrono frequentemente di vaginite o di cistite. Ci sono casi di donne con emorroidi e di uomini con cistiti e prostatiti, ovviamente, non facciamo generalizzazioni estreme. Quello che volevo dire è che l&#8217;incidenza di  emorroidi nell&#8217;uomo sembra avere  lo stesso peso dell&#8217;incidenza delle infezioni e infiammazioni urogenitali nelle donne.</p>
<p>Se consideriamo l&#8217;apparato urogenitale maschile rispetto a quello femminile possiamo considerarlo esterno e quindi in teoria meno sensibile al calore interno rispetto al femminile. Ipotizzando che condizioni emotive, costituzionali ed alimentari possano aumentare una condizione di stasi e di calore interno potremmo anche estrapolare che nell&#8217;uomo questa condizione possa maggiormente riflettersi sul plesso emorroidario e nella donna sull&#8217;apparato urogenitale.</p>
<p>La cura e la prevenzione non possono quindi essere limitate ai consigli alimentari che prevedono solo la presenza di dosi più elevate di fibre nella propria dieta, meglio se provenienti da alimenti vegetali freschi ma anche un&#8217;attenzione all&#8217;idratazione e soprattutto alla limitazione di cibi fortemente riscaldanti come la carne, il peperoncino, il cioccolato, i formaggi fermentati e gli insaccati.</p>
<p>Il movimento fisico inteso come fonte di movimento di sangue e di energia in senso lato, consente l&#8217; eliminazione attraverso il sudore di calore e tossine ma anche di tensioni interne, diventando in questa ottica una cura e una prevenzione.</p>
<p>L&#8217;educazione alla contrattura e rilassamento delle muscolatura anale, se fatta regolarmente, diventa un ottimo strumento terapeutico in quanto sia l&#8217;eccessivo spasmo dello sfintere (segno di tensione viscerale) che il rilassamento della muscolatura anale, possono peggiorare l&#8217;infiammazione locale. Oggi si parla di riabilitazione del pavimento pelvico ma ricordiamo che una intera sezione del pranayama e alcune asanas dello yoga prevedono l&#8217;utilizzo insieme alla respirazione della contrattura di alcuni distretti viscerali fra i quali quello anale, tramite la tecnica chiamata mula bandha.</p>
<p>Nei casi più complicati l&#8217;agopuntura è un valido aiuto in quanto non riduce  solo le tensioni emotive ma il modo in cui il corpo le somatizza. Infine la fitoterapia cinese, quando mirata e calibrata sulla persona, può in pochi giorni togliere il calore e la stasi in modo molto più efficace e con meno effetti collaterali di quanto non lo possano fare la terapia steroidea e i farmaci flebostatici.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ricette per mangiar sano: crema di ceci e cipolle caramellate</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I ceci sono un alimento ricco di proteine e carboidrati ideali per integrare la dieta delle persone che soffrono di celiachia, ma anche per i vegetariani e per contenere l&#8217;assunzione di soli carboidrati nel concetto della dieta zona. E’ preferibile utilizzare  ceci secchi e non quelli in scatola già pronti. Mettete in ammollo circa 500 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><em><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Ceci.jpg" rel="lightbox[6952]" title="Ceci"><img class="alignleft  wp-image-6957" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="Ceci" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Ceci.jpg" alt="Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: crema di ceci e cipolle caramellate" width="216" height="227" /></a></em>I ceci sono un alimento ricco di proteine e carboidrati ideali per integrare la dieta delle persone che soffrono di celiachia, ma anche per i vegetariani e per contenere l&#8217;assunzione di soli carboidrati nel concetto della dieta zona.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">E’ preferibile utilizzare  ceci secchi e non quelli in scatola già pronti.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">Mettete in ammollo circa 500 gr. di ceci in acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato per renderli più teneri e diminuire i tempi di cottura. Trascorso il tempo di ammollo lavateli e metteteli sul fuoco in abbondante acqua fredda, possibilmente in una pentola di terracotta, ideale per la cottura dei legumi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">Aggiungete l’alloro e circa 5 cm. di alga kombu, precedentemente lavata secondo le indicazioni riportate sulla confezione. Quest’alga bruna ha la proprietà di ammorbidire i legumi e i cereali e di evitare la fermentazione intestinale. Dopo il disastro di Fukushima è preferibile utilizzare alghe di origine europea e atlantica, reperibili nei negozi di prodotti biologici. Salate a fine cottura.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">In un tegame fate soffriggere i porri con un po’ d’olio extravergine d’oliva, e dopo qualche istante, aggiungete i ceci con la loro acqua di cottura e fate insaporire. Poi frullate con un frullatore ad immersione e, se sarà necessario, aggiungete dell’acqua per raggiungere la consistenza desiderata. A questo punto la vostra crema di ceci è pronta !</p>
<p style="text-align: justify;">Per guarnire la nostra crema di ceci e renderla più appetitosa, useremo le cipolle caramellate. Affettate tre cipolle rosse ponetele in un tegame con un po’ d’olio extravergine d’oliva, un peperoncino frantumato, una stecca di cannella, un mazzetto di timo e rosmarino e fate stufare con mezzo bicchiere di vino rosso. Aggiungete un o due cucchiani di miele o  di zucchero di canna e  sale.  Quando il liquido sarà quasi del tutto assorbito spegnete il fuoco delle cipolle e, così pronte, servitele al centro della vostra crema di ceci.</p>
<p>Buon appetito!!</p>
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		<title>Il grande freddo è arrivato difendiamoci</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 06:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fitoterapia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal calendario cinese entriamo dopo la seconda metà del mese di gennaio nella piccola stagione lunare detto Da Han o Grande Freddo iniziato quest&#8217;anno precisamente il  20 gennaio. Non possiamo non essere d&#8217;accordo, il termometro parla chiaro, si va in molti momenti del giorno e della notte vicino e sotto gli zero gradi centigradi. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-132.jpeg" rel="lightbox[6961]" title="images-1"><img class="alignleft  wp-image-6966" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images-1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-132.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il grande freddo è arrivato difendiamoci" width="301" height="204" /></a>Dal calendario cinese entriamo dopo la seconda metà del mese di gennaio nella piccola stagione lunare detto Da Han o Grande Freddo iniziato quest&#8217;anno precisamente il  20 gennaio.</p>
<p>Non possiamo non essere d&#8217;accordo, il termometro parla chiaro, si va in molti momenti del giorno e della notte vicino e sotto gli zero gradi centigradi. E il corpo umano come quello delle piante e dello stesso pianeta inizia ad aver sempre meno risorse di calore interno e quindi a sentire e soffrire di più il freddo.</p>
<p>Il buio e il freddo non sono malattie o fenomeni da rifiutare o di cui avere paura, sono fenomeni della natura che hanno un loro perchè e che fanno il loro decorso ciclico. Non bisogna quindi   chiudersi in casa e al riparo nella nostra casuccia. Diventa però in questo periodo molto rischioso  sfidare il freddo, per esempio aprendo le finestre di casa per cambiare l&#8217;aria come fosse primavera!</p>
<p>Avevo una paziente che faceva le pulizie di casa e i letti con le finestre spalancate lamentando una ricorrente  lombalgia, completamente regredita dopo che con suo grande rammarico le ho vietato di fare i letti nella corrente in camicia da notte!</p>
<p>Non ci si ascolta! Non si ascolta il corpo durante i movimenti per capire quando fermarsi e non si ascolta il corpo per modulare la temperatura corporea a seconda delle necessità e delle circostanze che possono cambiare anche molto velocemente la nostra capacità di resistere al freddo: umidità, stanchezza fisica e mentale, stato generale, digestione  in corso, rilassamento e abbandono, oppure azione ed espansione.</p>
<p>Tutti  stati completamente diversi che possono modificare di molto la nostra capacità di resistere al freddo. E&#8217; quindi necessario avere una grande consapevolezza anche della propria capacità di percepire il freddo senza consentirgli di entrare ma solo di restare in superficie e anche di togliere e metttere indumenti a seconda del clima esterno oppure semplicemente bere o mangiare qualcosa di caldo al momento giusto.</p>
<p>Come sempre e ancora una volta è necessario ascoltare il corpo e porre rimedio e non fare le orecchie da mercanti. Certamente i rischi non sono gravi: una contrattura muscolare oppure uno stato influenzale o un semplice raffreddore che però possono essere molto fastidiosi e indebolire le nostre energie.</p>
<p>E&#8217; quindi importante capire quando si prende freddo e porre immediato rimedio senza subirlo passivamente aspettando che il freddo entri nel corpo.</p>
<p>Una particolare attenzione è raccomandabile alla gola e al naso, queste due zone sono una apertura ai virus. Quando sentite chiaramente un prurito alle narici, al velo pendulo o alla gola è un sintomo da non sottovalutare. Per i cinesi il prurito è un segno di vento e il vento è il vettore con il quale il freddo e per parlare in termini più occidentali i virus o microorganismi possono farsi strada.</p>
<p>In queste particolarissime situazioni se siete attenti e vigili, potete porre un immediato rimedio.   Una inalazione di timo in olio essenziale e magari una spuzzata di propoli in gola possono essere semplici ed efficaci rimedi  ma solo se  eseguiti tempestivamente. Strumenti banali reperibili in qualunque erboristeria, farmacia e parafarmacia oggi presenti ad ogni angolo di strada che consiglio di portare in borsetta o in tasca se preferite.</p>
<p>Vi sono poi rimedi più specifici  che possono aiutare a proteggere la superficie come la ricetta Yu ping feng sang che  viene tradotto in Jade windscreen powder ovvero Polvere di parabrezza di giada. Nome come sempre molto romantico ma decisamente significativo. Per tutti coloro che sono andati in moto è possibile capire come il parabrezza ci difenda in modo efficace dal vento e dalle intemperie: immaginate di non averlo!</p>
<p>Una ricetta fitoterapica cinese  antichissima e molto maneggevole che può darci una mano a superare indenni anche questa stagione più fredda meglio ancora se mischiata ad altre ricette idonee alla nostra specifica costituzione ma che può essere  preso anche da sola.</p>
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		<title>Lo Yoga può far male?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito recentemente sulla Repubblica un articolo di Federico Rampini sui possibili effetti dannosi di questa antica disciplina. Nell&#8217;articolo in questione si sottolinea lo svilupparsi di una crescente e cosiddetta  allarmante &#8220;sindrome da incidenti di yoga&#8221; che io definirei sindrome da malpratica di yoga e che anche Rampini  stesso riconosce come tale nello svilupparsi del suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images37.jpeg" rel="lightbox[6920]" title="images"><img class="alignleft size-full wp-image-6933" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;" title="images" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images37.jpeg" alt="Catherine Bellwald Lo Yoga può far male?" width="220" height="229" /></a>E&#8217; uscito recentemente sulla Repubblica <a href="http://rampini.blogautore.repubblica.it/2012/01/10/allarme-dagli-usa-lo-yoga-puo-anche-far-male/" target="_blank">un articolo di Federico Rampini </a>sui possibili effetti dannosi di questa antica disciplina. Nell&#8217;articolo in questione si sottolinea lo svilupparsi di una crescente e cosiddetta  allarmante &#8220;sindrome da incidenti di yoga&#8221; che io definirei <strong><em>sindrome da malpratica di yoga</em></strong> e che anche Rampini  stesso riconosce come tale nello svilupparsi del suo articolo.</p>
<p>L&#8217;argomento è in effetti interessante e diventa più che legittimo affrontarlo con serietà e competenza senza ritenerlo un tabù ma cercando di chiarire alcuni aspetti importanti di questa questione: può lo yoga far male?</p>
<p>Pratico yoga da oltre 30 anni e in tutto questo tempo non mi è mai capitato di avere problematiche fisiche correlate con la mia pratica; semmai posso dire con onestà che lo yoga mi ha consentito di mantenere un&#8217;attenzione e consapevolezza corporea anche su altri sport come la corsa, l&#8217;equitazione, il trekking e lo sci  che portano a frequenti incidenti e disturbi fisici da ipersollecitazione meccanica. Quando non sto bene so esattamente quali esercizi non fare e quali fare e questo è assolutamente vero.</p>
<p>Certamente un caso come il mio non rappresenta nessuna incidenza e tanto meno può far testo per il fatto che possiedo nozioni di anatomia, fisiologia, recupero motorio, conseguiti con i miei studi in medicina e riabilitazione e con il mio lavoro. E&#8217; altrettanto vero però che  <strong>i numeri segnalati nell&#8217;articolo di Rampini non danno realmente la dimensione del problema</strong> in quanto non sono associati al numero di praticanti totali ne&#8217; al numero di praticanti che non solo stanno bene ma che dalla pratica hanno tratto benefici.</p>
<p>Ovvero non emerge una percentuale di danno e tanto meno si confronta con altri sport o discipline e questo non consente di avere una visione completa ma solo parziale e oserei dire &#8220;direzionabile&#8221; e impressionabile. L&#8217;affermazione  che &#8220;<em>molte persone non sono adatte alla pratica dello yoga e farebbero meglio a smettere</em>&#8221; e la conclusione che &#8220;<em>per praticare yoga bisogna essere in ottima salute</em>&#8221; mi sembrano un pò eccessive e tendenziose.</p>
<p><strong>Lo yoga è innanzitutto una via</strong>, non solo uno sport, ovvero <strong>una possibilità di sviluppare qualcosa di unico e di individuale utile su diversi piani dell&#8217;individuo</strong>. Una buona pratica consente di arrivare al silenzio e alla <strong>possibilità di creare un vuoto dentro di sè</strong> . I  pensieri meccanici hanno la possibilità di sgretolarsi  liberando la nostra mente ad un mondo decisamente più espanso dove il pensiero può svilupparsi, elevarsi  e viaggiare molto più liberamente, <strong>come attingendo a qualcosa di superiore.</strong></p>
<p>Queste esperienze possono arricchire il praticante di yoga che in questa era soffre più che in ogni altra epoca per il senso di assenza di libertà. L&#8217;individuo moderno di oggi come non mai sente di essere prigioniero dei propri pensieri meccanici e di molteplici condizionamenti esterni.</p>
<p><strong>Lo yoga visto sotto questo profilo interno e interiorizzato può essere considerato come un unguento, una medicina per molte malattie dell&#8217;anima</strong> compresa la depressione e l&#8217;ansia di cui tanto si parla in giro. E&#8217; da considerare che molti sport possono a loro volta diventare una via. L&#8217;alpinismo di Messner, per fare un esempio, non è solo uno sport ma diventa, nel modo in cui lui lo pratica, una vera e propria via, un modo per evolvere, per andare oltre ai propri limiti e al proprio modo di pensare,   creando qualcosa di nuovo come lui ha prodotto.</p>
<p>Ma come lui stesso  dice: quello che va bene a me non va bene ad altri, anzi può essere nocivo e pericoloso</p>
<p>Nella mia esperienza <strong>non vi è nulla che sia una medicina uguale per tutti e per tutto</strong>.  Come  per la fitoterapia cinese se un rimedio fitoterapico è efficace per una patologia specifica, lo stesso rimedio può, se assunto erroneamente, diventare dannoso per altri individui. Il fatto di essere naturale non lo rende meno nocivo, è infantile e puerile ragionare in questo modo.</p>
<p>Come sempre si tratta di <strong>conoscere la materia in modo approfondito, non solo studiando ma anche praticando</strong>. <strong>Ogni postura ha degli effetti fisici e meccanici che, se eseguiti su soggetti con problematiche fisiche specifiche possono aver bisogno di correzioni e personalizzazioni individuali non sempre già codificate sui libri.</strong></p>
<p>Inoltre <strong>lo yoga come molte discipline orientali e come molte religioni tendono a  restare condizionate dalla tradizione, &#8220;si faceva così e così dobbiamo fare</strong>&#8220;. L&#8217;insegnamento rischia di diventare qualcosa di morto, il cui valore  oggi non ha lo stesso valore e la stessa efficacia di quella che poteva avere a quei tempi. Ricordiamo che anticamente il praticante di yoga veniva selezionato da bambino e  cresceva dedicando allo yoga una vita intera.  Oggi non è più così; inoltre si traducono i testi antichi, cercando di applicarli e capirne il significato <strong>non senza il rischio di interpretare.</strong></p>
<p>Ma ancora non è tutto. Per esperienza posso affermare che la pratica dello yoga non è tale se non si arriva a un certo tipo di intensità. <strong>E&#8217; l&#8217;intensità della pratica a renderla efficace</strong>. Si tratta, come per molti farmaci e per  la fisioterapia, di un &#8220;delta di azione efficace&#8221; talora molto piccolo e a volte vicino al limite del potenzialmente nocivo. Il che rende necessario da parte di chi prescrive farmaci, pratica la fisioterapia ma anche di chi guida una pratica di yoga e di chi la esegue, una  <strong>notevole attenzione e capacità di ascolto per non rischiare di passare dalla pratica all&#8217;acqua di rose a quella dissennata e dannosa.</strong></p>
<p>Ci addentriamo così in una dimensione che può diventare pericolosa, quando chi  insegna o chi  pratica yoga entra in una condizione di fanatismo e di incapacità di essere equilibrato. Ma cerchiamo di non farci fregare dal modo di pensare di questa nuova nostra società moderna che vorrebbe etichettare tutto come sicuro, come  la carne che si compra al supermercato: non è così semplice.</p>
<p>Di chi è la responsabilità se, durante una lezione, il praticante di yoga che lavora al supermercato sollevando pesi ha avvertito per tutta la settimana un dolore sciatico ingravescente, e durante la lezione ha insistito facendo tutte le posture  pur sentendo male fino a sentire chiaramente una fitta di dolore nella posizione della pinza (pascimottasana), procurandosi o peggiorando una discopatia lombare: dell&#8217;insegnante o dell&#8217;allievo?</p>
<p>Io da allieva dico: è mancata consapevolezza dell&#8217;allievo, come del runner che si procura una meniscopatia o tendinopatia delle ginocchia perchè non si è fermato in tempo. Non si è ascoltato, ha superato per ego o per distrazione il suo limite fisico e ne paga le conseguenze.</p>
<p>L&#8217;insegnante di yoga diventa responsabile delle conseguenze quando il suo allievo lo avverte del suo dolore e lui non lo ascolta oppure gli dice di proseguire senza aver paura del dolore e senza una reale consapevolezza dei veri limiti del praticante: questa diventa omissione di responsabilità. E&#8217; vero che molti medici senza conoscere lo yoga potrebbero dire di sospendere questa pratica in quanto causa di dolore, senza badare troppo al sottile e magari distruggendo anni di lavoro positivi. Ma è altrettanto vero che <strong>l&#8217;insegnante di yoga potrebbe non essere in grado di capire che alcuni esercizi in quel determinato caso e situazione infiammatoria possono diventare pericolosi:</strong> una anterolistesi lombare per esempio può peggiorare con esercizi di estensione, e una rettilinizzazione lombare o cervicale con protrusioni discali può peggiorare con esercizi di flessione soprattutto se mantenuta a lungo e questi ultimi sono casi molto frequenti e quasi sempre prodotti dalla vita sedentaria o da altre condizioni lavorative.</p>
<p>Un buon insegnante o maestro di yoga deve si aver studiato lo yoga e il corpo umano ma anche e soprattutto aver praticato a lungo e insegnato altrettanto a lungo.  E  anche lui come l&#8217;allievo e come molti medici  non deve cadere nel delirio di onnipotenza conferitogli dal suo ruolo e cercare di mantenere un giudizio più oggettivo possibile.</p>
<p>Federico Rampini si stupisce del fatto che molti maestri soffrono di disturbi fisici; perchè no? dico io; il fatto di insegnare yoga non li rende per questo motivo invulnerabili. Tensioni emotive viscerali e momenti di inconsapevolezza motoria possono colpire anche loro. Aver conseguito una consapevolezza individuale  in uno specifico campo non significa averla mantenuta a 360 gradi e in modo continuativo.</p>
<p><strong>Molti dolori sono espressioni di  tensioni interne e il riflesso di disturbi viscerali profondi e possono emergere durante la pratica</strong>. Discernere in quali casi ci si trova non è facile. Correre dall&#8217;ortopedico al primo piccolo e transitorio dolore di spalla  senza aspettare di vedere cosa succede, oppure perseverare con mesi o anni di lombosciatalgia senza rivolgersi a uno specialista del settore, meglio se medico e  con competenze specifiche, sono entrambi errori, il primo da eccesso di paura e il secondo da omissione di responsabilità.</p>
<p>L&#8217;equilibrio, il giusto agire e parlare, sono l&#8217;obbiettivo da raggiungere; qualcuno è ancora molto lontano, qualcuno è già vicino; errare è più che comprensibile per entrambi.</p>
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		<title>Il rotore nell&#8217;autotrattamento per le algie muscoloscheletriche</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 06:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rotore è un importante strumento della tecnica della miofibrolisi integrata, si tratta di uno strumento formato da anelli rotanti ricoperti da piccolissime punte.  In realtà il rotore è il primo strumento di apertura di qualunque lavoro di miofibrolisi in quanto lavora sulla superficie cutanea richiamando sangue in grandi quantità grazie alle punte. Ma in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6923" style="border: 5px solid white;" title="miofibrolisi rotore autotrattamento" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/miofibrolisi-rotore-autotrattamento.jpg" alt="Catherine Bellwald Il rotore nellautotrattamento per le algie muscoloscheletriche" width="250" height="227" />Il rotore è un importante strumento della tecnica della miofibrolisi integrata, si tratta di uno strumento formato da anelli rotanti ricoperti da piccolissime punte.  In realtà il rotore è il primo strumento di apertura di qualunque lavoro di miofibrolisi in quanto lavora sulla superficie cutanea richiamando sangue in grandi quantità grazie alle punte.</p>
<p>Ma in realtà, come dicono i cinesi &#8220;lontano lontano vicino vicino&#8221;, ovvero lavorando apparentemente lontano dal problema spesso si lavora molto più vicino di quanto non si pensi. La cute come involucro protettivo esterno è in realtà in collegamento con le parti più interne e profonde del corpo. I meridiani della medicina cinese ne sono un esempio ma anche i metameri della medicina occidentale riflettono questo principio di  collegamento embriologico interno-esterno, così come le irradiazioni dolorose viscerali a distanza.</p>
<p>Il rotore permette di lavorare in breve tempo, e senza dover compiere manovre particolarmente difficili, l&#8217;intero territorio di innervazione dell&#8217;area dolorosa colpita, oppure tutto il meridiano di agopuntura da trattare. Il trattamento antalgico diventa quindi non già una terapia locale come tutte le diverse terapie fisiche conosciute ma qualcosa di completamente diverso. Le terapie fisiche come l&#8217;ultrasuono e il laser producono, attraverso un calore endogeno, un aumento della circolazione sanguigna; lo stesso meccanismo che in questo caso otteniamo attraverso una azione meccanica che potremmo definire di microfrizione diretta.</p>
<p>Chiunque abbia una certa esperienza della mifibrolisi integrata sa che il lavoro completo si deve fare nei diversi livelli di profondità partendo dal più superficiale e andando via via verso gli strati più profondi del dolore. Ma è altrettanto vero che il lavoro superficiale iniziale è quello che da solo spesso porta via il grosso del dolore e che, se fatto su un dolore fresco o ancor meglio su un dolore già lavorato in profondità e con cura, diventa uno strumento terapeutico di mantenimento del benessere raggiunto soprattutto sui dolori cronici o sui dolori dovuti a microtraumi ripetuti, utile in particolare ai soggetti artrosici o con schiene particolamente compromesse da cifosi o discopatie degenerative ma anche nei soggetti sportivi a scopo preventivo.</p>
<p>Il rotore è un attivatore della circolazione sanguigna ed è utilissimo come terapia di supporto nel trattamento degli inestetismi della cellulite dove diventa un ottimo strumento per far assorbire maggiormente le sostanze dalla cute  rendendo più efficaci le diverse creme e gel dedicate alla problematica estetica.</p>
<p>Il trattamento viene poi costruito sulle esigenze del paziente, utilizzando il criterio del trattamento locale ovvero sul dolore, il criterio della simmetria, ma anche il criterio della morfologia dei muscoli, lavorando così sulle inserzioni e sulle origini dei muscoli da trattare.  E&#8217; possibile applicare con il rotore il criterio della circolazione energetica e lavorare sul decorso dell&#8217;intero canale coinvolto o selezionato;  infine è possibile lavorare su aree fisiche lontane ma aventi un somatotopismo per la regione da trattare presenti sulle mani sulle orecchie ma anche sulla pancia agendo in questo modo in maniera indiretta sul dolore da trattare.</p>
<p>Un sistema apparentemente fin troppo semplice ma non per questo poco efficace che, associato a due o tre esercizi specifici per ogni singolo disturbo, diventa uno strumento terapeutico molto valido. Ecco che il rotore per autotrattamento diventa uno strumento personale riprodotto  in materiale plastico e non in acciaio con costi accessibili e senza rischi di graffiare la pelle e soprattutto leggerissimo. L&#8217;unico accorgimento deve essere quello della manutenzione che non deve prevedere sostanze in grado di alterare la plastica ma un semplice spazzolino da passare tra le punte.</p>
<p>Uno strumento antichissimo una volta costruito in pietra diventa oggi un supporto ultra maneggevole e di facile autoapplicazione per curarsi e volersi bene.</p>
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		<title>Agopuntura: agire con forza e determinazione</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agopuntura]]></category>
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		<description><![CDATA[Accade molto spesso che il paziente giunga a visita in uno stato avanzato della sua patologia e del suo disagio fisico e molto spesso anche in un momento in cui la situazione sembra aver preso il sopravvento con forza e aggressività;  per una nevralgia del trigemino, ad esempio, che diventa insopportabile, si è pronti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-58.jpeg" rel="lightbox[6408]" title="images-5"><img class="alignleft  wp-image-6784" style="border: 5px solid white;" title="images-5" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-58-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura: agire con forza e determinazione" width="216" height="216" /></a>Accade molto spesso che il paziente giunga a visita in uno stato avanzato della sua patologia e del suo disagio fisico e molto spesso anche in un momento in cui la situazione sembra aver preso il sopravvento con forza e aggressività;  per una nevralgia del trigemino, ad esempio, che diventa insopportabile, si è pronti a cambiare la strategia terapeutica intrapresa fino a quel momento e provarne un&#8217;altra: l&#8217;agopuntura.</p>
<p>Questi pazienti sono i più complessi, sia perchè hanno addosso un carico di disperazione dovuta alla sopportazione del dolore sia perchè sono &#8220;acuti&#8221;.</p>
<p>Per la mia esperienza è necessario aggredire i sintomi con la stessa forza con la quale il dolore si mostra. E&#8217; come nuotare o remare contro corrente; se la corrente è forte è necessario remare con molta grinta, esiste un momento in cui ancora non si vede il risultato ovvero sembra di restare fermi e di non procedere.</p>
<p>Questo è un momento molto delicato perchè è necessario non perdersi d&#8217;animo e perseverare fino a quando non ci si accorge di fare dei progressi e di avvicinarsi, seppur con fatica, a destinazione. A quel punto remare o nuotare con forza diventa più facile perchè si coglie il successo dell&#8217;impresa e non si molla finchè non si arriva a destinazione.</p>
<p>Interrompendo la nuotata o rallentandola in presenza di una corrente così forte comporta ritrovarsi velocemente al punto di partenza, lo sforzo compiuto completamente vanificato. Lo stesso vale per l&#8217;agopuntura; nei casi acuti 3 sedute alla settimana sono necessarie, 2 sedute sono appena sufficienti. Ma mollare per un qualunque motivo anzitempo anche di solo una settimana, produce un fallimento preannunciato.</p>
<p>Quello che accade è che il paziente peggiora velocemente a quel punto ritrovandosi sulla spiaggia dalla quale è partito, difficilmente ci riproverà. Non è la tecnica che non produce effetti ma il modo permissivo e soft in cui  la si applica a non essere all&#8217;altezza del compito. In caso di dolore così acuto inevitabilmente si rivolgerà nuovamente ad altre sostanze chimche o farmacologiche non ancora provate o di nuova sintesi.</p>
<p>Diventa difficile, sia per motivi economici che per motivi di impegni lavorativi o famigliari, richiedere questa frequenza e questa continuità, ma nei casi davvero gravi e acuti, come le nevralgie acute post herpetiche, nevralgie da discopatie conclamate, sindromi da arto fantasma oppure quadri di nevralgia del trigemino, è l&#8217;unico modo per ottenere un risultato concreto.</p>
<p>Quando il dolore è così acuto e insopportabile,  la battaglia è già iniziata, senza esclusione di colpi; decidere di entrare in guerra ha senso solo se consapevoli della forza e della strategia necessaria per vincere. Un eccessivo permessivismo da parte del medico può essere la causa dell&#8217;insuccesso.</p>
<p>&#8220;Questa settimana non posso perchè arriva l&#8217;idraulico&#8230;&#8221; saremmo tentati di dire: ci vediamo la prossima .. e invece è necessario essere molto rigidi, almeno all&#8217;inizio e nei casi più acuti, si intende.</p>
<p>Solo con l&#8217;esperienza è possibile riuscire a capire quanto dobbiamo essere determinati e capaci di quantificare lo sforzo necessario affinchè la faatica, il tempo e il denaro del paziente possano essere ricompensati dal successo del trattamento.</p>
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		<title>Il fegato e il mese di gennaio nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 06:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo mese del calendario cinese e l&#8217;ultimo organo della circolazione energetica anche se il primo mese del nostro calendario solare. Il mese lunare che inizia con il 6 gennaio detto Xiao Han ovvero piccolo freddo è collegato con l&#8217;organo fegato. Il suo animale è il bue e il suo orario è compreso tra le 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-171.jpeg" rel="lightbox[6891]" title="images-17"><img class="alignleft size-full wp-image-6902" style="border: 5px solid white;" title="images-17" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-171.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il fegato e il mese di gennaio nella medicina cinese" width="169" height="298" /></a>L&#8217;ultimo mese del calendario cinese e l&#8217;ultimo organo della circolazione energetica anche se il primo mese del nostro calendario solare. Il mese lunare che inizia con il 6 gennaio detto Xiao Han ovvero piccolo freddo è collegato con l&#8217;organo fegato.</p>
<p>Il suo animale è il bue e il suo orario è compreso tra le 1 e le 3 del mattino; si dice anticamente che per un buon riposo fisico è meglio addormentarsi prima delle 3 e possibilmente anche prima dell&#8217;1 di notte, presumibilmente per lasciare maggiormente riposare questo importante organo, il cui ruolo è semplicemente fondamentale e insostituibile.</p>
<p>Il fegato è una sorta di grande laboratorio chimico del sangue oltre che una ghiandola esocrina che produce la bile  utile alla digestione dei grassi. Per questo motivo si considera sia endocrina che esocrina.</p>
<p>Il fegato riceve sangue ossigenato dal sistema arterioso come tutti gli organi e sangue venoso detto portale  proveniente dal sistema gastrointestinale ricco di tutte le sostanze ingurgitate  digerite e assorbite. Tutte queste sostanze di fresco assorbimento passano quindi dal fegato dove subiscono una trasformazione. Il glucosio in eccesso viene trasformato in glicogeno e messo in riserva pronta per il suo utilizzo in caso di ipoglicemia, il glucosio inoltre viene prodotto a partire da amminoacidi, glicerolo e acido lattico.</p>
<p>Il fegato presiede inoltre la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi detta sintesi endogena ovvero riguardante quelli non provenienti dai grassi assunti con la dieta ma ottenuta a partire da zuccheri e proteine degradati in glucosio e amminoacidi e successivamente in acetilcoenzima A. La lipogenesi può essere prodotta in qualunque cellula ma è più spiccata nelle cellule epatiche e questo avviene quando le riserve di glicogeno sono sature. Si parla di steatosi o di fegato grasso riscontrabile con un esame ecografico e sempre segno di una dieta eccessivamente ricca.</p>
<p>Molte sostanze tossiche vengono demolite o modificate, l&#8217;ammoniaca per esempio proveniente dal catabolismo si trasforma in urea  e viene eliminata con le urine. Tutti i farmaci transitano dal fegato a meno che non si inalino o non si assorbano dalla mucosa orale; in questo caso bypassano il sistema portale, si parla del metabolismo dei farmaci ovvero i farmaci si modificano passando dal fegato talora in metaboliti più efficaci di quelli assunti per via orale come nel caso della vitamina D, talora in metaboliti più tossici.</p>
<p>Per la medicina cinese quando si parla di fegato è possibile che si intenda non solo il complesso organo fegato di cui sopra ma l&#8217;associazione fegato-pancreas intesi come un tutt&#8217;uno il che complica ulteriormente il discorso vista l&#8217;importanza di questo organo.</p>
<p>I cinesi  ben oltre 2000 anni fa sapevano quanto il fegato fosse collegato con il sangue e quanto questo legame fosse forte, un fegato si dice debba essere morbido per essere sano. Nel feto  il fegato  è deputato alla sua sintesi emopoietica e nell&#8217;adulto alla sua pulizia; le cellule vecchie vengono rimosse e distrutte. Il fegato è la riserva di ferro e di  vitamina B12  indispensabili per la sua sintesi.</p>
<p>Il fegato è una sorta di filtro del sangue e quindi ne è ricchissimo, si ritiene che  il flusso sia di circa 2, 5 litri al minuto, il colore rosso violaceo dell&#8217;organo resecato ne mostra l&#8217;intensa stasi ematica. <strong>La stasi di qi di fegato come dicono in medicina cinese è in assoluto fra le diagnosi più frequenti </strong>e corrisponde a una sorta di rallentamento della circolazione energetica e di sangue in questo organo; non a caso posto sotto il costato e collegato con una <strong>respirazione costretta</strong> a sua volta in relazione diretta con <strong>costrizione emotiva</strong> che possiamo sintetizzare con la parola:<strong> trattenere.</strong></p>
<p>Il trattenere non solo la rabbia come molti pensano ma anche tutto il resto, l&#8217;ipercontrollo esteriore è spesso causa di una <strong>costrizione di qi di fegato</strong>. Il voler trattenere qualunque situazione significa non accettare il cambiamento  oppure volerlo a tutti i costi tenere sotto il nostro controllo assoluto e indiscusso.  Il trattenere è figlio di un pensiero logico e lineare e non circolare che mai come in questo periodo ha avuto maggior sopravvento su tutto.</p>
<p>Per avere un fegato sano è indispensabile  un buon regime alimentare moderatamente ricco, una limitazione dei farmaci o sostanze tossiche ma anche u<strong>na corretta capacità di esteriorizzare e pacificare le proprie emozioni e di sbloccare le tensioni fisiche.</strong></p>
<p>Un buon <strong>aiuto psicologico</strong> fatto  da un esperto del settore  oppure  fatto dalla semplice possibilità di confrontarsi con altre persone può essere di grande aiuto per metabolizzare le nostre emozioni e mollare quello che non serve. Sono altresì utili <strong>attività sportive</strong> che muovono il sangue, attività come lo <strong>yoga</strong> che muovono e amplificano  la respirazione. In casi più seri e con disturbi correlati che possono andare da disturbi gastrici e intestinali si dice in questi casi che il fegato attacca lo stomaco e l&#8217;intestino, ma anche insonnia, ansia, dismenorrea e molti altri, l&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>agopuntura e della fitoterapia</strong> può drenare e liberare il fegato dalla costrizione.</p>
<p>In agopuntura il fegato è collegato alla <strong>vescica biliare</strong> e al <strong>triplice riscaldatore,</strong> entrambi del grande canale o livello definito <strong>shao yang</strong> e con il <strong>pericardio </strong>con il quale forma il canale o livello <strong>jue yin</strong> entrambi considerati come strati intermedi ovvero centrali del corpo dove sia le patologie esterne  che interne possono rimanere incastrate.</p>
<p>Altri due collegamenti molto utili e meno conosciuti sono quelli con il <strong>piccolo intestino</strong>, e con il <strong>polmone</strong> rispettivamente opposit clock e neighbour clock. Nella pratica clinica è possibile curare delle spalle dolorose lavorando non direttamente sul meridiano coinvolto del piccolo intestino ma liberandolo a distanza usando punti del canale di fegato.</p>
<p>Infine  è possibile lavorare su tosse e asma sempre con punti di fegato perchè il polmone è il canale che segue nella circolazione ovvero il primo; non a caso si nasce con un vagito mi diceva una paziente sorprendendomi qualche giorno fa.</p>
<p>E in un certo senso potremmo considerare <strong>il fegato come la cristalizzazione del nostro attrito con la vita ma soprattutto del nostro ego.</strong></p>
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		<title>Riabilitare</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 06:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa serve per riabilitare una funzione persa? Conoscenza specifica del disturbo in questione,  esperienza in campo e tanta, tanta passione. I più grandi riabilitatori  non erano grandi scienziati e molto spesso non erano neanche medici ma erano persone interessate a risolvere in modo pratico uno specifico problema funzionale e, per diamine, ci riuscivano con successo! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-162.jpeg" rel="lightbox[5211]" title="images-16"><img class="alignleft size-full wp-image-6875" style="border: 5px solid white;" title="images-16" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-162.jpeg" alt="Catherine Bellwald Riabilitare" width="275" height="183" /></a>Cosa serve per riabilitare una funzione persa? Conoscenza specifica del disturbo in questione,  esperienza in campo e tanta, tanta passione. I più grandi riabilitatori  non erano grandi scienziati e molto spesso non erano neanche medici ma erano persone interessate a risolvere in modo pratico uno specifico problema funzionale e, per diamine, ci riuscivano con successo!</p>
<p>Nel film &#8220;Il discorso del Re&#8221; si narra la storia di Re Giorgio VI d&#8217;Inghilterra che soffriva di balbuzie, ma il cui regno è stato di grande rilievo durante la seconda guerra mondiale. Curioso come in quel frangente al vertice del comando militare britannico anche Winston Churchill soffrisse di balbuzie  e  al vertice del potere Americano il presidente Roosvelt fosse da parte sua colpito da una importante  disabilità motoria agli arti inferiori da molti ritenuta una poliomielite e da altri una paralisi di Guillan Barrè.</p>
<p>Tre uomini che hanno fatto la storia e che hanno  avuto ruoli decisionali  oltre che  di impegno pubblico importantissimi, tutti con una disabilità importante che in nessun modo li ha limitati nello svolgimento del loro lavoro anzi li ha forse resi più forti e determinati nello svolgimento del loro importante lavoro sociale.</p>
<p>Riabilitare in effetti significa recuperare per quanto possibile la funzione persa o deficitaria ma, più di ogni altra cosa, significa vivere e mantenere un ruolo adeguato alle nostre possibilità e potenzialità indipendentemente dalle nostre difficoltà o disabilità. Questa possibilità è data dal lavoro fisico e specifico sulla disabilità vera e propria ma soprattutto sulla accettazione e valorizzazione di se stessi più di ogni altra cosa.</p>
<p>Nel rispetto e considerazione delle forze e debolezze di ognuno, un gioiello non potrà essere usato come un&#8217;arma o un ascia. La consapevolezza dei propri veri limiti può essere sfruttata e diventare un punto di forza. Nello stesso modo l&#8217;abbattimento dei limiti anche solo nella nostra mente può permettere il superamento degli stessi.</p>
<p>Un lavoro quindi non solo fisico ma anche psicologico e mentale sulla possibilità di indirizzare la propria energia nella direzione giusta. Un lavoro che oggi si può ottenere non solo con un fisioterapista ma anche con figure talora non sempre considerate in campo medico come i counselor e i coach che spesso hanno invece una preparazione molto vasta e di grande aiuto.</p>
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		<title>Anno 2012&#8230;la fine del mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 08:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Su quest&#8217;anno si è detto di tutto e di più, fra cui annunci catastrofici sulla possibile fine del mondo. Oggi a questa data siamo sempre più vicini ma cosa ci dicono i ba zi ovvero la legge di cinque elementi e dello yin e yang applicata all&#8217;astronomia o al macrocosmo? Per il calendario cinese entreremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-152.jpeg" rel="lightbox[6870]" title="images-15"><img class="alignleft size-full wp-image-6873" style="border: 5px solid white;" title="images-15" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-152.jpeg" alt="Catherine Bellwald Anno 2012...la fine del mondo" width="259" height="194" /></a>Su quest&#8217;anno si è detto di tutto e di più, fra cui annunci catastrofici sulla possibile fine del mondo. Oggi a questa data siamo sempre più vicini ma cosa ci dicono i ba zi ovvero la legge di cinque elementi e dello yin e yang applicata all&#8217;astronomia o al macrocosmo?</p>
<p>Per il calendario cinese entreremo solo con Febbraio nel nuovo anno. <strong>Anno del Drago Acqua</strong> inteso come tronco terrestre dell&#8217;elemento <strong>terra yang</strong> associato al ramo celeste dell&#8217;<strong>acqua yang</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista figurativo abbiamo l<strong>a montagna</strong> (intesa come terra yang) e <strong>oceano</strong> (intesa come acqua yang), come immagine niente di particolarmente contrastante o minacciose come potrebbero essere altre associazioni.</p>
<p>Anzi andando nella circolazione di generazione e controllo troviamo che la terra  genera il metallo e il metallo genera l&#8217;acqua, quindi la terra è la nonna dell&#8217;acqua  che in teoria dovrebbe, secondo natura, controllare. In questo caso la montagna controlla l&#8217;oceano, non sembra difficile da immaginare, la forza della montagna difficilmente non  è in grado di adempiere  a questo fisiologico ruolo di sorgere al di sopra della distesa oceanica. inoltre la pioggia è l&#8217;immagine di nutrimento della terra e la montagna da l&#8217;idea di una forza stabile e protesa verso l&#8217;alto. Non male! Andando a guardare nel passato tra gli anni dominati dal <strong>Drago</strong> troviamo: il 2000  associato al metallo yang, il 1988  associato alla terra yang, il 1976 associato al fuoco yang, il 1964 associato al legno yang.</p>
<p>Bisogna risalire fino all&#8217;anno  <strong>1952</strong> per ritrovare la stessa associazione  del tronco terrestre e ramo celeste di quest&#8217;anno:Drago e Acqua yang. Non sono una storica e a loro lascio la parola ma in quegli anni, si parlava di una iniziale risalita dell&#8217;economia e dei primi passi del consumismo, i primi test nucleari, il primo sommergibile nucleare, brillava la prima bomba all&#8217;Idrogeno segni di una tendenza aggressiva e difensiva, dal punto di vista politico la guerra contro il comunismo si faceva sentire in molte realtà. Un anno che non possiamo definire eccellente ma neanche catastrofico dove mi pare emergesse la volontà di crescere con tutti i limiti che la cultura di quel tempo imponeva.</p>
<p>In fin dei conti <strong>potrebbe anche essere una fine del mondo di anno!</strong>!!! e perchè no!! Ma sicuramente un anno di speranza e possibilità di crescita personale, sociale e universale.</p>
<p>Buon anno a tutti allora.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Ricette per mangiar sano: La macedonia calda Made in Gabriella</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 06:00:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco un modo nuovo per usare la frutta come dolce. In realtà la frutta è,  se usata con intelligenza, un modo per mangiare il dolce e se presentata ad arte diventa veramente la sostituzione del tanto desiderato dolce per finire il pranzo con piacere. Un mango maturo ben tagliato è un ottimo esempio, un arancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-39.jpeg" rel="lightbox[6662]" title="images-3"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6665" style="border: 5px solid white;" title="images-3" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-39-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: La macedonia calda Made in Gabriella" width="215" height="215" /></a>Ecco un modo nuovo per usare la frutta come dolce.</p>
<p>In realtà la frutta è,  se usata con intelligenza, un modo per mangiare il dolce e se presentata ad arte diventa veramente la sostituzione del tanto desiderato dolce per finire il pranzo con piacere.</p>
<p>Un mango maturo ben tagliato è un ottimo esempio, un arancio fatto a fettine sottili con uno spruzzo di kirsch, oppure una mela affettata finemente  e decorata con pinoli e caramello e ancora l&#8217;ananas a fettine sottilissme tagliate con l&#8217;affettatrice è un ottima idea semplicissima e fresca.</p>
<p>Un&#8217;altra splendida, anche se poco ricordata idea, è quella delle mele o pere al forno, le mele cotogne sono le mele favorite e le pere kaiser le pere ideali sia per dimensioni che per dolcezza del frutto. La ricetta prevede che  si utilizzi la buccia; è quindi indispensabile che sia frutta rigorosamente biologica.</p>
<p>Non dovete fare altro che lavarle, posizionarle sulla carta forno e se le volete dolcificare potete spruzzarle con  un po&#8217; di succo di agave. In 15-20 minuti di forno il gioco è fatto e avete anche riscaldata la casa!</p>
<p>Vi suggeriamo come nuova idea di frutta dolce la macedonia calda; è una ricetta decisamente ghiotta e adatta al clima freddo.</p>
<p>Consigliamo sempre frutta biologica in modo da poter usare anche la buccia, soprattutto per le <strong>arance</strong> che assicurano un aroma delizioso, le <strong>mele</strong>, le <strong>pere</strong>,  e anche l&#8217;<strong>ananas</strong> meglio se sbucciato sono tutti ingredienti ideali.</p>
<p>Potete poi sbizzarrirvi con il vostro gusto personale: canella, succo di agave per dolcificare se siete golosi, pinoli, mandorle, noci, uva sultanina e susine. Anche una spruzzata di cacao, oppure due pezzetti di anice stellato  o ancora un pezzetto di vaniglia in bastoncino. La frutta a pezzetti piccoli o belli grossi a vostro piacere.</p>
<p>Potete usare delle coppette monoporzione di alluminio da infilare in forno; un  gioco  da ragazzi ghiotto, dolce, caldo e&#8230; assolutamente sano.</p>
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		<title>Buon Natale 2011!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 23:01:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/auguri-da-catherine.jpg" rel="lightbox[6848]" title="auguri-da-catherine"><img class="aligncenter size-full wp-image-6849" title="auguri-da-catherine" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/auguri-da-catherine-e1324678613118.jpg" alt="Catherine Bellwald Buon Natale 2011!" width="660" height="495" /></a></p>
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		<title>Natale: il significato del presente</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 06:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è la vigilia di Natale; molte persone sono in questo periodo più che mai appesantite dalle difficoltà, la sofferenza e la malattie toccano più o meno da vicino tutti e a molti sembra che ci sia davvero poco da festeggiare. Non è così, questo è un momento unico non solo per i cristiani ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-142.jpeg" rel="lightbox[6840]" title="images-14"><img class="alignleft size-full wp-image-6843" style="border: 5px solid white;" title="images-14" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-142.jpeg" alt="Catherine Bellwald Natale: il significato del presente" width="202" height="249" /></a>Oggi è la vigilia di Natale; molte persone sono in questo periodo più che mai appesantite dalle difficoltà, la sofferenza e la malattie toccano più o meno da vicino tutti e a molti sembra che ci sia davvero poco da festeggiare.</p>
<p>Non è così, questo è un momento unico non solo per i cristiani ma è per tutti un occasione per cogliere come <strong>sia il presente il vero dono per questo si chiama così. </strong></p>
<p>E&#8217; possibile cogliere in questi giorni la possibilità di ascoltarsi e capirsi, di guardarsi e vedersi e di toccarsi e sentirsi, non perdiamola.</p>
<p>Non importano il cibo, i regali e tantomeno il denaro che abbiamo in tasca.</p>
<p>Quello che possiamo vivere ora è prezioso e può nutrire e riempire il nostro cuore di un&#8217;energia inaspettata.</p>
<p>Buon Natale a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Natale: regalare la frutta scelta come fosse cioccolato</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 06:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[In questa vorticosa settimana che precede il Natale e talora anche da prima,  gli inviti a cena, gli aperitivi e le piccole festicciole sono all&#8217;ordine del giorno, in tutti i luoghi di lavoro e di ritrovo come le palestre o gruppi, ma anche tra amici. Tutti si vogliono fare gli auguri. Ecco che ci si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/ciliege.jpg" rel="lightbox[6817]" title="ciliege"><img class="alignleft size-full wp-image-6836" style="border: 5px solid white;" title="ciliege" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/ciliege.jpg" alt="Catherine Bellwald Natale: regalare la frutta scelta come fosse cioccolato" width="277" height="198" /></a>In questa vorticosa settimana che precede il Natale e talora anche da prima,  gli inviti a cena, gli aperitivi e le piccole festicciole sono all&#8217;ordine del giorno, in tutti i luoghi di lavoro e di ritrovo come le palestre o gruppi, ma anche tra amici.</p>
<p>Tutti si vogliono fare gli auguri. Ecco che ci si ritrova il più delle volte con un calice, una fetta di panettone e un cioccolatino in mano  oppure già in bocca senza che  neanche sia abbia il tempo per pensare o magari averne voglia.</p>
<p>Un po&#8217; la stanchezza che ci da&#8217; il là, un po&#8217; l&#8217;occasione e la gola e un po&#8217; la semplice incapacità di sottrarci a queste abitudini iperglicemiche e ipercolesterolemiche o ipertranslipidiche, quel che succede è che prima ancora di arrivare alla vigilia ci siamo già riempiti di dolcezze, salumi e alcolici con bollicine talora di bassissima qualità. Che fare?</p>
<p>Semplice; aggiungiamo un pizzico di furbizia: ricordiamoci di usare anche la frutta! Clementine, arance tagliate a spicchi con la buccia, e le fantastiche ciliegie di primizie che si trovano in vendita dai fruttivendoli di fiducia  sono tutti facili da prendere in mano con la stessa eleganza con la quale si solleva  un cioccolatino o un torroncino,  non vi tagliano l&#8217;appetito,  e non vi stuccano ma vi rinfrescano, dissetano e facilitano la digestione.</p>
<p>La buona frutta, quella che in America non sanno neanche più che gusto abbia, da noi si può ancora trovare con facilità. Si può usare a qualunque ora. Quando lavoravo in reparto mi piaceva portare come pensiero per le infermiere e tutto il personale un cesto di clementine  decorato con cioccolatini: l&#8217;ambiente si profumava ed era un&#8217;occasione per scambiare due parole e il piacere di lavorare insieme.</p>
<p>Quello che dimentichiamo è che questi inviti e numerose occasioni conviviali non sono in realtà il desiderio di mangiare zuccheri e grassi a basso costo ma rappresentano un modo per guardarsi negli occhi, per ritrovarsi, un modo per stare insieme almeno per un pò.</p>
<p>Se dovete andare a trovare un malato in ospedale, oppure una persona anziana (ma vale per qualunque persona a voi cara), pensate anche alla frutta, quando di buona qualità il suo sapore nutre, disseta e ci consente di arrivare alla tavola della Vigilia , del giorno di Natale senza essere già ingolfati da troppi eccessi alimentari permettendoci di gustare maggiormente il cibo delle feste.</p>
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		<title>Agopuntura: peccato non farla</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 06:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agopuntura]]></category>
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		<category><![CDATA[medicina cinese]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti pazienti arrivano a visita con disturbi e patologie presenti da un numero molto elevati di anni, talora oltre i 10, alcune volte anche da 20 o 30. La visita è spesso molto lunga e impegnativa, perchè ai disturbi cardine si associano di solito altre problematiche e la raccolta anamnestica della storia clinica, delle varie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1210.jpeg" rel="lightbox[6390]" title="images-12"><img class="alignleft size-full wp-image-6793" style="border: 5px solid white;" title="images-12" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1210.jpeg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura: peccato non farla" width="303" height="215" /></a>Molti pazienti arrivano a visita con disturbi e patologie presenti da un numero molto elevati di anni, talora oltre i 10, alcune volte anche da 20 o 30.</p>
<p>La visita è spesso molto lunga e impegnativa, perchè ai disturbi cardine si associano di solito altre problematiche e la raccolta anamnestica della storia clinica, delle varie e molteplici cure intraprese e la lista dei numerosi  esami eseguiti sembra infinita. Tuttavia si percepisce nel paziente come la sensazione di essere approdati ad una possibilità di cambiare finalmente le cose anche in modo definitivo.</p>
<p>Sono proprio questi pazienti che inspiegabilmente molto spesso rinunciano alla terapia  prima ancora di averla intrapresa.  Alla visita si definiscono pronti a tutto e decisi ad affrontare il problema con serietà. Il metodo e il professionista gli sono congeniali eppure senza un apparente motivazione che ne giustifichi l&#8217;arresto, si fermano.</p>
<p>Dopo le prime tre sedute, ma talora anche dopo la prima, pur percependo da subito piccoli o grandi miglioramenti, cominciano a chiedere quante altre volte dovranno venire e poi, rapidamente, smettono del tutto di curarsi: le loro priorità sono altre e non è possibile chieder loro di andare avanti.</p>
<p>Anni fa ci restavo quasi male, mi sentivo come defraudata da qualcosa:. Lo chiamavo &#8220;consumismo terapeutico&#8221;: l&#8217;antidolorifico per il dolore, l&#8217;ansiolitico per l&#8217;ansia, l&#8217;ipnotico per dormire, l&#8217;antiemetico per la nausea, l&#8217;antidiarroico per la diarrea. Siamo abituati a prendere un farmaco per togliere un sintomo senza preoccuparci minimamente del perchè questo si genera e di come evitarlo; semplicemente lo togliamo. Ovviamente il più delle volte senza nessuna risoluzione del problema che l&#8217;ha causato.</p>
<p>La maggior parte delle persone è abituata a consumare medicine e farmaci con grande leggerezza e senza farsi troppe domande. Questo produce un risultato negativo nei confronti del modo di curarsi. Ma in realtà è molto più di questo: è rinunciare alla possibilità di liberarsi dalla schiavitù della malattia.</p>
<p>Forse è la paura di non riuscire che prende il sopravvento oppure una sorta di accettazione del proprio star male come fosse una punizione o come se non si meritasse o potesse ambire a stare meglio. Manca la forza per andare avanti, la decisione di partenza viene a mancare. Si abbandona la battaglia dopo aver radunato l&#8217;armata e le armi anche se la forza del nemico è contrastabile e la vittoria potenzialmente in tasca.</p>
<p>Oggi, dopo anni di lavoro, non lo considero più un mio fallimento, ma un peccato. Un peccato nel vero senso della parola e non nel senso attribuito dalla morale. Un peccato è una possibilità non sfruttata; nessuna colpa, ne da parte del paziente ne da parte del medico, <strong>solo&#8230; peccato non aver provato.</strong></p>
<p>Ormai riconosco la tipologia del paziente anche dalla prima visita e sono arrivata a dire a queste persone che è meglio per loro non iniziare neppure se non hanno veramente deciso di partire e di mantenere la rotta.</p>
<p>Questo per tre<strong> </strong>motivi: il primo è economico, ovvero il paziente che interrompe subito o troppo velocemente il trattamento perde altrettanto velocemente i benefici acquisiti oppure non li raggiunge affatto e spreca il suo tempo e il suo denaro,</p>
<p>Il secondo è di ordine idealistico: perdere i benefici velocemente o non averne affatto mina la fiducia nella terapia e nel terapeuta: un atteggiamento che deve iniziare a cambiare nel paziente se vuole ottenere qualunque risultato, qualunque tecnica si utilizzi.</p>
<p>Il terzo motivo<strong> </strong>è che, se il disturbo è molto acuto o profondamente radicato, è come decidere di partire in barca con il mare mosso; si può fare, anche se richiede molta energia per contrastare  la forza delle onde e della corrente. In questo caso però, mollare dopo i primi sforzi può essere addirittura causa di un peggioramento momentaneo dei sintomi; è come se la barca venisse travolta dalle onde e riportata bruscamente alla riva dalla mareggiata infuriata.</p>
<p>Ritengo che anche in questi casi sia giusto e corretto avvisare il paziente prima di iniziare, anche a rischio di non trattarlo nemmeno una volta, proteggendo così la persona ma anche l&#8217;agopuntura come tale e non solo il proprio portafoglio.</p>
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		<title>Cifosi: esercizi e sport più adatti</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 06:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fisiatria]]></category>
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		<category><![CDATA[correzione posturale]]></category>
		<category><![CDATA[morbo di scheuermann]]></category>
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		<description><![CDATA[Iniziamo dal principio; la cifosi o meglio l&#8217;ipercifosi è in parole povere la schiena curva in avanti. Si tratta di una deviazione del rachide sul piano sagittale che si vede di profilo.  Il classico gobbo (modello &#8220;gobbo di Notre Dame&#8221;, per intenderci) invece è una cifoscoliosi grave con tanto di gibbo che si vede di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-104.jpeg" rel="lightbox[6723]" title="images-10"><img class="alignleft size-full wp-image-6778" style="border: 5px solid white;" title="images-10" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-104.jpeg" alt="Catherine Bellwald Cifosi: esercizi e sport più adatti " width="233" height="312" /></a>Iniziamo dal principio; <strong>la cifosi o meglio l&#8217;ipercifosi </strong>è in parole povere la schiena <strong>curva in avanti</strong>. Si tratta di una deviazione del rachide sul piano sagittale che si vede di profilo.  Il classico gobbo (modello &#8220;gobbo di Notre Dame&#8221;, per intenderci) invece è una <em>cifoscoliosi </em>grave con tanto di gibbo che si vede di profilo ma che corrisponde alla rotazione delle coste  (in gergo costole) dovute ad una <em>grave scoliosi </em>che invece è una deviazione del rachide sul piano frontale complicata da una cifosi.</p>
<p>La prima distinzione da fare è tra <strong>l&#8217;atteggiamento cifotico e l&#8217;ipercifosi vera e propria</strong>. L&#8217;atteggiamento si corregge completamente o quasi completamente con un atto volontario di estensione attiva ovvero impegnando i muscoli estensori  del rachide, che sono in primis il gran dorsale e il trapezio che insieme a un elevato numero di muscoli più profondi agiscono dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno per sostenere la schiena verso l&#8217;alto. La cifosi consolidata invece non si modifica in modo sufficiente con il semplice atto di raddrizzare la schiena.</p>
<p><strong>L&#8217; ipercifosi colpisce normalmente il tratto dorsale</strong> che nella assoluta normalità è già in leggera cifosi, può essere a piccolo raggio ovvero descrivere una piccola gobba oppure ad ampio raggio e coinvolgere anche il tratto lombare e cervicale che normalmente sono in lordosi. <strong>Un&#8217;alterazione in tal senso del tratto dorsale  si ripercuote funzionalmente sempre sugli altri due segmenti, cervicale e lombare, oltre che su entrambe le spalle determinando inevitabilmente un quadro di rigidità articolare.</strong></p>
<p><strong>La cifosi è solitamente  conseguenza di un atteggiamento protratto e consolidato nel tempo</strong> ma può anche insorgere a causa di uno stato infiammatorio che colpisce le cartilagini di accrescimento delle vertebre in età adolescenziale. Questa patologia si chiama &#8220;morbo di Sheuermann&#8221; e può causare  anche in pochi mesi una cifotizzazione del rachide dorsale sulla quale è necessario intervenire tempestivamente ed energeticamente con esercizi attivi e passivi, talora con busti rigidi estensori e, nei casi più gravi, anche con la chirurgia.</p>
<p>A parte questa particolare e specifica patologia, <strong>la cifosi normalmente peggiora gradualmente nel corso degli anni,</strong> esattamente come farebbe un piano inclinato di una qualunque mensola. La gravità, con il passar del tempo, prende il sopravvento a meno che non si produca un&#8217;azione muscolare contraria detta appunto antigravitaria. <strong>La cifosi quindi è in agguato come lo sono le rughe con l&#8217;invecchiamento.</strong></p>
<p>Non tutti gli sport sono adatti a migliorare e  correggere questo atteggiamento patologico. Dobbiamo analizzare il rachide e capire quali specifici movimenti sono idonei e quali non lo sono  per una schiena già compromessa.</p>
<p>Le indicazioni motorie che seguono non sono quindi quelle classiche adatte a tutti ma sono indirizzate esclusivamente a quei  soggetti che tendono alla cifosi o che già ne soffrono. Ma attenzione: non sostituiscono una valutazione fisiatrica e tanto meno un trattamento fisioterapico o rieducativo personalizzato che sono sempre consigliati.</p>
<p><strong>La</strong> <strong>caratteristica dei pazienti cifotici è quella di incurvare spontaneamente le spalle in avanti durante tutti i movimenti che coinvolgono le braccia, peggiorando così il problema</strong>. Il modo per riconoscere un dorso cifotico non è solo quello di misurare i gradi della sua gobba, ma di verificare quanto le spalle siano rigide in estensione, il che significa che il paziente supino o in piedi non riesce a sollevare le braccia oltre le orecchie  ma si ferma prima. Nei casi più gravi, molto prima.</p>
<p>A questi soggetti è <strong>controindicato ovviamente il sollevamento di pesi</strong>; fanno eccezione movimenti mirati fatti con piccoli pesi e con le braccia in apertura o in estensione eseguiti con cura e attenzione e meglio se da sdraiati.</p>
<p><strong>Sono sconsigliati il golf,  la canoa,  il kajak, la boxe e tutti i tipi di combattimento dove la difesa sia in chiusura e l&#8217;attacco possa favorire la cifosi e tutti gli hobby che coinvolgono le braccia come il giardinaggio, la maglia, l&#8217;uncinetto</strong>.</p>
<p>Sono decisamente <strong>poco indicati il nuoto a stile libero </strong>e, anche se in minor modo, lo stile a rana, in quanto possono favorire la cifotizzazione soprattutto se fatti con poca attenzione e in soggetti già compromessi. Il n<strong>uoto quindi non è la panacea per tutte le schiene</strong>; è vero l<strong>o stile a dorso è un ottimo esercizio correttivo </strong>ma sfido chiunque a fare solo quello una volta in piscina, soprattutto se sono evidenti le sue difficoltà nell&#8217;eseguire questo stile, cosa praticamente garantita quando la schiena è già in cifosi. Infine è <strong>poco indicata la bicicletta e ancor peggio la mountain bike per la posizione statica che non corregge in nessun modo il difetto.</strong></p>
<p>Passiamo agli <strong>sport di squadra</strong>: giocare a calcio, a pallavolo, a pallacanestro possono essere molto utili a socializzare e a sfogare le proprie tensioni emotive; sembrano non nuocere direttamente alla deformazione del rachide ma in realtà questi sport non sono indicati ai cifotici veri in quanto l<strong>&#8216;attenzione non può essere rivolta a se stessi perchè focalizzata alla vittoria della squadra</strong>. Il proprio errore posturale quindi salterà automaticamente fuori senza essere corretto da un&#8217;opportuna consapevolezza.</p>
<p><strong>La corsa </strong>è un potenziale  pericolo per il rachide già curvo; le braccia e le spalle durante la corsa tendono a chiudersi senza correggere la schiena in modo efficace, inoltre quando arriva la stanchezza il corpo non allenato tende spontaneamente a portarsi in avanti, <strong>rischiando di</strong> <strong>peggiorare il difetto; </strong>un vizio che purtroppo molti sportivi occasionali non si accorgono di avere.</p>
<p>Ma ancora non è tutto: <strong>anche i tanto amati  addominali, indispensabili per stabilizzare il rachide in senso antero posteriore se fatti in modo classico, ovvero con le macchine oppure eseguiti dinamicamente da sdraiati a pancia in su sollevando la testa, possono essere dannosi e francamente poco indicati per le schiene già deviate in cifosi</strong>.</p>
<p><strong>Gli addominali corretti</strong> in questi casi sono quelli isometrici eseguiti sempre <strong>mantenendo i tratti dorsale e cervicale allineati, </strong>meglio se mantenuti in modo statico. Possono essere fatti da sdraiati, meglio se  con braccia estese dietro il capo ma possono essere eseguiti  da seduti e in piedi anche durante tutti i movimenti di correzione attiva del rachide dorsale richiamando l&#8217;ombelico verso la colonna vertebrale.</p>
<p>Gli esercizi mirati alla correzione del rachide cifotico sono in realtà semplici e vertono su due principi base: <strong>estendere o iperestendere il tratto dorsale ed elevare ed extraruotare le spalle a fondo corsa</strong>.  Ci si può sbizzarrire con la fantasia oppure insistere sempre con gli stessi ma devono essere fatti in modo preciso e costante per ottenere una graduale correzione o perlomeno evitare un peggioramento della cifosi già consolidata.</p>
<p><strong>Yoga e Pilates sono attività che prevedono svariati esercizi utilissimi al dorso ricurvo ma lezioni di gruppo non sono ancora sufficienti a correggere il problema quando questo sia serio</strong>; in questi casi è infatti necessario lavorare in modo mirato e personalizzato.</p>
<p><strong>Ai giovani e giovanissimi che hanno solamente un atteggiamento scorretto del tratto dorsale e non consolidato, consiglio la danza, la ginnastica artistica o l&#8217; equitazione</strong>; in tutti e tre questi sport  l&#8217;eleganza e la regalità dell&#8217;atteggiamento posturale sono il fulcro del lavoro e la parte alta del torace è costantemente in apertura.</p>
<p>Invece  <strong>per correggere veramente una postura cifotica già consolidata serve in primo luogo apportare modificazioni al modo in cui si dorme e ci si siede quotidianamente. </strong> E&#8217; assolutamente indispensabile evitare di usare due <strong>cuscini per il riposo notturno</strong> oltre che  appoggiare costantemente la schiena da seduti. Sono utilissimi i <strong>cuscini lombari da spinta </strong>oppure ancora meglio sarebbe utilizzare <strong>sedie con appoggio sulle ginocchia </strong>utili a sostenere meglio il rachide a partire dal <strong>tratto lombare che ne costituisce la base di sostegno</strong>.</p>
<p>Sono altresì indispensabili l&#8217;<strong>apprendimento e l&#8217;esecuzione costante e corretta di tutti gli esercizi più utili ad aprire il petto e le spalle e ad allineare l&#8217;intero rachide</strong>. Infine  è necessario mantenere un&#8217;<strong>attenzione e una correzione posturale prolungate  nel tempo</strong>, conseguibili esclusivamente tramite una focalizzazione mentale e una volontà determinata. In questo caso diventa molto importante che l<strong>a figura del coach sia non solo specializzata sulla conoscenza tecnica del corpo ma anche su motivazioni e significato emozionale profondo del movimento stesso.</strong></p>
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		<title>Il mese di dicembre e la vescica biliare nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 06:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1111.jpeg" rel="lightbox[6719]" title="images-11"><img class="alignleft size-full wp-image-6773" style="border: 10px solid white;" title="images-11" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1111.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il mese di dicembre e la vescica biliare nella medicina cinese" width="120" height="355" /></a>Se per il nostro calendario il mese di dicembre è l&#8217;ultimo mese dell&#8217;anno, per quello cinese <strong>il mese lunare che inizia quest&#8217;anno il 7 dicembre chiamato Da Xue o grande neve</strong> è in realtà il penultimo mese del ciclo lunare. L&#8217;organo collegato è l<strong>a vescica biliare, penultimo canale della circolazione energetica del corpo</strong>, il suo animale correlato è <strong>il ratto</strong>, il suo orario è compreso tra le <strong>23 e 1</strong> che però corrisponde alla prima fascia oraria dell&#8217;orologio cinese e non all&#8217;ultima; nascendo anche 10 minuti dopo le 23 si considera il giorno successivo del calendario cinese per l&#8217;analisi del Ba zi.</p>
<p>Ultimo, penultimo, primo.. un bel garbuglio. Un animale, il ratto, che di solito piace poco e incute timore, senso di sporcizia e possibilità di ammalarsi anche se dopo il film Ratatouille può essere diventato simpatico a molti. Un organo, la colecisti, molto sensibile e suscettibile, direi!  Sono moltisime le persone che presentano colelistaisi ovvero calcoli della colecisti che per i cinesi sono sempre l&#8217;espressione di un calore e ristagno di questo particolare viscere.  Il suo secreto è la bile che tutti sanno essere utile a digerire i grassi ma anche collegato ad emozioni quali la rabbia e il rancore e soprattutto <strong>la paura.</strong></p>
<p>Sulla paura si potrebbe scrivere un trattato; questa emozione è radicata nel nostro DNA come protezione della nostra specie. In realtà nessun essere umano ne è immune o manca della sua conoscenza; la paura non si manifesta soltando quando dobbiamo lottare o quando veramente rischiamo la pelle come opportunità per darci una sferzata di energia in più, ma<strong> è presente come un fantasma in moltissime altre situazioni</strong>: la paura di non essere amati, di essere lasciati, di non essere riconosciuti, di restare da soli, di essere giudicati, di essere senza valore, di restare senza denaro, di essere dei falliti, di essere accusati ingiustamente e di soffrire. La specifica paura di ammalarsi e di morire sono invece strettamente collegate all&#8217;organo rene che come abbiamo già visto è intimamente collegato  all&#8217;essenza del concetto di vita.</p>
<p>Mamma mia&#8230;solo a nominarle tutte e non sono tutte&#8230; si rischia che ci si ribelli il coledoco contro! Scherzi a parte credo che la paura sia subdola e mini nel profondo la nostra esistenza, un pò come possono fare proprio i ratti nella cantina di casa nostra o nelle fogne della nostra città.  Un orario quello compreso tra le 23 e 1 del mattino dove è più facile che le nostre paure si facciano forza nella <strong>più profonda oscurità che ci rende maggiormente incapaci di metter luce e far chiarezza su queste pericolose emozioni.</strong></p>
<p>La vescica biliare come meridiano è <strong>collegata al fegato con cui fa coppia organo-viscere </strong>ovvero interno-esterno, è <strong>collegata poi con il tripplice riscaldatore che la precede nella circolazione energetica con cui forma il livello o grande canale detto shao yang</strong>. Quello che meno persone sanno, anche fra gli agopuntori, è che la vescica biliare è <strong>collegata direttamente al cuore</strong> attraverso il sistema &#8220;opposit clock&#8221; ovvero nel calendario e nell&#8217;orologio è posizionata esattamente all&#8217;opposto rispetto alla massima espressione della luce solare, collegata con il cuore.</p>
<p>Quando voglio lavorare sulla vescica biliare utilizzo  sempre il cuore e non solo il fegato e il triplice riscaldatore in quanto lo ritengo <strong>più potente ed efficace nel controllarne l&#8217;eccesso</strong>. Circa un anno fa scrivevo in merito a questo periodo sull&#8217;importanza delle luci di Natale non solo per tradizione e per favorire un semplice gioco economico e redditizio dei negozianti ma come uno specifico e insostituibile valore <strong>collegato alla luce e all&#8217;emozione che il cuore contiene: la gioia, nutrimento fondamentale per qualunque essere vivente.</strong></p>
<p>Non è un caso se <strong>molti dolori che ci affliggono con aggressività decorrono proprio lungo il meridiano di vescica biliare.</strong> Guardate con attenzione il suo decorso e riconoscerete la posizione esatta di molte  emicranie classiche, nevralgie del trigemino e  delle lombosciatalgie più perniciose.</p>
<p>Un mio personale consiglio per questo mese di dicembre è quello di <strong>accendere il cuore, ovvero di ricercare  le emozioni collegate alla gioia e alla luce e allontanare per quanto possibile l&#8217;incedere della paura e dell&#8217;oscurità </strong>che in questo periodo sociale economicamente instabile e difficoltoso  sembrano essere più aggressivi che mai.</p>
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		<title>I catarri e il flegma nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 06:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/catarro_design.png" rel="lightbox[6556]" title="catarro_design"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6691" style="border: 10px solid white;" title="catarro_design" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/catarro_design-150x150.png" alt="Catherine Bellwald I catarri e il flegma nella medicina cinese" width="248" height="248" /></a>I catarri sono nell&#8217;opinione comune confinati alle vie respiratorie e sono l&#8217;espressione di uno stato infiammatorio o infettivo acuto o cronico. Essi sono il risultato di una eccessiva produzione di muco da parte delle cellule chiamate mucipare caliciformi presenti nel rivestimento epiteliale di numerose mucose del tratto respiratorio e digerente.</p>
<p>Ecco che compare un altro apparato dove potenzialmente si può accumulare il muco ed è l&#8217;intestino crasso. Infatti in numerose coliti è possibile avere feci rivestite da un eccesso di muco.</p>
<p>In medicina cinese i catarri detti anche &#8220;tan&#8221; hanno una localizzazione e un significato molto più esteso. Ecco che la traduzione di tan non è catarro o flegma ma un concetto che potremmo considerare come il risultato  di un errore del metabolismo dei liquidi.</p>
<p>I tan possono avere una forma e si parla di muco ma possono anche essere invisibili e partecipare alla creazione di sintomi e patologie croniche anche molto severe potenzialmente presenti in tutti i distretti corporei.</p>
<p>Niente paura, comunque: i catarri prodotti con una patologia acuta delle vie respiratorie non sono potenzialmente pericolosi, in quanto il buon funzionamento del sistema immunitario consente di combattere contro i patogeni e l&#8217;energia degli organi colpiti consente gradualmente di smaltire i catarri con una completa guarigione.</p>
<p>Diverso è il quadro di una patologia cronica e appunto croniche sono le forme patologiche che generano i tan invisibili. In questi casi abbiamo sempre un rallentamento della circolazione energetica e un quadro che potremmo genericamente associare ad una infiammazione cronica di fondo .</p>
<p>Inoltre si genera come un circolo vizioso; il tan tende a produrre un ulteriore rallentamento della circolazione, con possibile aumento del calore locale e aumento degli stessi tan fino alla formazione di una stasi di sangue e di energia e nei casi più avanzati alla formazione di masse.</p>
<p>Per la medicina cinese la patologia tumorale diventa la manifestazione finale di un  processo patologico che inizia con un rallentamento della circolazione e coinvolge sempre la formazione graduale di tan in altre parole più occidentali è il risultato di uno stato infiammatorio prolungato: niente di tanto diverso dalle moderne conoscenze. L&#8217;esempio che mi viene in mente è sempre quello di un torrente dove l&#8217;acqua scorre velocemente chiara, limpida e fresca, che si contrappone a una pozza di acqua dove l&#8217;acqua si ferma e si sporca sempre più .</p>
<p>Un eccesso di umidità interna può essere dovuto a una particolare costituzione di deficit di milza come nei bambini; in questo caso avremo solamente una maggior suscettibilità a formare catarri e a ammalarci più facilmente con gli sbalzi di temperatura in questi casi non si parla di tan mucosità.</p>
<p>I tan invisibili o tan calore sono forme più subdole  è possibile  anche in questi casi avere una predisposizione costituzionale ma l&#8217;alimentazione e le disarmonie emozionali possono a loro volta accentuare il problema in quanto aumentano l&#8217;umidità e il calore interno  oltre che la costrizione energetica in senso lato.</p>
<p>Ancora niente di nuovo ovvero attraverso il cibo fisico ed emozionale possiamo fare prevenzione anche della patologia più temuta da tutti quella neoplastica ed è per questo che  l&#8217;agopuntura viene da sempre  intesa come uno strumento terapeutico di prevenzione creatosi dalla sua possibilità intrinseca di generare armonia interna.</p>
<p>Quando i tan invisibili invece sono già formati  la fitoterapia cinese diventa uno strumento terapeutico insostituibile. La diagnosi può essere fatta anche solo con l&#8217;ascolto dei polsi in grado di evidenziare i tan sui diversi organi ma anche su alcuni sintomi e disturbi fra cui le vertigini, gli acufeni, i gonfiori e i noduli articolari, le cisti ovariche o tiroidee.</p>
<p>Tutte patologie che in Cina vengono trattate quasi esclusivamente con la fitoterapia come tutte le patologie da raffredamento delle vie respiratorie. Ci sono numerose ricette antiche dedicate ai catarri e ai tan visibili e invisibili, alcune capaci di muovere il sangue e il qi con vigore, alcune specifiche per drenare l&#8217;umidità e il calore attraverso le urine o le feci ma senza aggredire i reni o l&#8217;intestino come fanno i diuretici e i lassativi comuni.</p>
<p>Una delle tante sostanze  che si può trovare in molte ricette come rimedio dell&#8217;umidità articolare è il seme di orzo o  Lacrime di Giobbe, in latino Coix Lacrhryma Jobi, in cinese Yiyiren. E&#8217; un rimedio molto maneggevole  che si può usare a lungo in quanto tonifica anche la milza  e  si può introdurre anche per uso alimentare. Terapie purtroppo ancora troppo poco conosciute in Italia e con effetti collaterali molto inferiori rispetto ai farmaci antinfiammatori comunemente usati.</p>
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