Archivio per: ‘Riabilitazione’

Gli addominali: pro e contro

29/1/10

Catherine Bellwald Gli addominali: pro e controIl rinforzo dei muscoli addominali è  un argomento decisamente interessante, in quanto non vi è palestra o allenamento fisico o centro fitness che non li proponga.

Il ventre è in assoluto il punto fisico dove maggiormente vorremmo essere in forma per mostrare la splendida tartaruga per gli uomini e un ventre magistralmente tonico per le donne.

Ma la parete addominale non è importante solo esteticamente, anche se sul fatto non si discute proprio!

E’ importante anche per l’assetto  posturale, ovvero contribuisce  al mantenimento corretto della postura, sia seduta che in piedi che durante qualunque spostamento fisico dinamico.

Il ventre, a ben guardare, è il centro della nostro corpo.

Dalla salute e tonicita dell’intestino dipendono la tonicita della parete addominale e viceversa. Possiamo dire che un intestino  gonfio e dilatato può influenzare  rilassando in modo eccessivo la parete addominale. E una parete addominale rilassata può non sostenere sufficientemente i visceri rallentandone e alterandone la funzione.

L’educazione posturale nasce durante la prima infanzia ed èfortemente condizionata dala personalità dell’individuo. Sono molte le discipline sportive, marziali e militari che educano a mantenere una postura eretta caratterizzata da un ventre ben controllato. Pensate alla posizione sull’attenti, pancia in dentro e petto in fuori.

Per avere un idea, provate a rientrare leggermente il ventre pensando di avvicinare l’ombelico alla colonna vertebrale,  sollevate la gabbia toracica aprendo lo sterno, e ascoltate come la colonna vertebrale si è magicamente alleggerita, sia a livello cervicale che lombare. Non è necessario gonfiare  lo stomaco o il petto, ne sollevare le spalle sembrando ingessati, il movimento in realtà è molto piccolo e poco visibile ma influenza tutto il sistema posturale sollevandolo come verso l’alto.

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Le molteplici cause dell’epicondilite

25/11/09

Catherine Bellwald Le molteplici cause dellepicondiliteRecentemente mi è capitato un caso classico di epicondilite “da barista”. La paziente era una giovane donna di 40 anni di mestiere barista, addetta soprattutto alla mansione del caffè e cappuccino da banco.

Come ben potete immaginare la ripetizione della manovra di inseririmento del caffè nella macchina mette l’articolazione di polso, gomito e spalla a dura prova soprattutto se la persona è di piccola statura e di minuta muscolatura come in questo caso.

Il quadro si presentava quindi molto semplice; il dolore era ben localizzato all’inserzione dei muscoli estensori sull’epicondilo omerale destro, presente da venti giorni circa ormai anche a riposo e soprattutto durante la mobilizzazione del gomito e anche alla palpazione dell’epicondilo.

Il caso sembrava un classico quadro  di iper sollecitazione meccanica, responsabile di sovraccarico  e tensione muscolare al braccio destro e secondaria infiammazione tendinea inserzionale. Non potei comunque fare a meno di pensare che il dolore era comunque localizzato sul canale di intestino crasso in una paziente affetta da stitichezza cronica inveterata.

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Non mollare mai!

4/5/09

Ecco cosa insegnano a scuola all’estero, non solo concetti. E’ un esempio reale, di come non perdersi mai d’animo anche se tutti dicono che non puoi farcela.  Questo filmato è davvero educativo; questo signore spiega la sua esperienza, spiega come, nonostante gli manchino braccia e gambe, non solo riesce a rialzarsi da solo ma è riuscito a trovare un senso alla sua esistenza e si vede; credetemi si vede e si sente!

Sta più in piedi lui di molte altre persone!

Non solo; potrei dire come fisiatra morosiniana che il potenziale di salute di questo signore è  al di là di ogni possibile immaginazione. 

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Il metodo Pilates, la Danza e lo Yoga: mondi diversi

11/3/09

Catherine Bellwald Il metodo Pilates, la Danza e lo Yoga: mondi diversi Ho iniziato a fare Danza Classica  a 11 anni, molto tardi quindi rispetto al solito, ma l’amore per questa disciplina mi ha preso sempre più e crescendo era diventata una vera passione, tanto che all’università praticavo fino a 2-3 ore al giorno. Ma poi quel mondo alle soglie del professinismo mi era diventato stretto,  le ostilità si toccavano con mano, dovevo fare una scelta; Medicina o Danza, e così ho abbandonato la Danza, come si lascia un grande amore, da un giorno all’altro senza voltarmi in dietro!

Per anni non sono riuscita a guardare neanche uno spettacolo di danza, era troppo doloroso. Pensandoci ora mi viene da sorridere. La Danza è stato il mio primo strumento di lavoro su questo corpo, e devo riconoscere che mi ha dato molto,  ha contribuito a rendermi forte dentro e dolce fuori, precisa quando serve ma anche capace di cogliere la perfezione dell’istante, ma soprattutto costante e determinata nel conseguimento degli obiettivi da raggiungere.

Si, posso dire che il formarsi del mio carattere è stato fortemente guidato da questa disciplina: è per questo che consiglio a tutti i ragazzi che arrivano in studio di cercare uno sport che possa dare loro la stessa passione, seguendo la loro indole e magari valutando fisicamente quale attività sia più idonea al miglior sviluppo armonico sia fisico che mentale;  equitazione, scherma, arti marziali, danza, ginnastica artistica, corsa, nuoto, attività di squadra…

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La gravità non risparmia nessuno!

16/1/09

Catherine Bellwald La gravità non risparmia nessuno! La gravità è una forza alla quale non siamo abituati a dare peso, ma che ha un peso enorme sia sulla salute che sulla patologia. La gravità esercita sulle strutture portanti del nostro corpo, ossia sullo scheletro, una stimolazione continua.

In particolare la marcia produce una vibrazione che si ripercuote sul tessuto osseo, stimolandolo. Questa azione trofica è ben nota agli astronauti e ai pazienti allettati per lunghi periodi che vanno incontro a osteoporosi prematura. La gravità, di fatto, ci è necessaria.

Ma la stessa gravità nel corso del tempo, soprattutto se non contrastata adeguatamente da una buona muscolatura antigravitaria, oppure se appesantita da marcato sovrappeso, oppure da deformazioni dello scheletro, diventa a sua volta nociva.

Dall’alto in basso il carico del nostro peso viene portato da vertebre e rispettivi dischi intervertebrali, dalle anche, dalle ginocchia e dalla pianta del piede.

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sport che passione

5/1/09

Catherine Bellwald sport che passioneMolti frequentatori del mio studio medico sono sportivi, sportivi appassionati direi… insomma  soggetti così appassionati da sottoporre il proprio corpo ad una  dura disciplina fisica, ore e ore di allenamento.

Talora succede che i microtraumi ripetuti possano generare, nelle strutture tendinee più sotto stress, importanti quadri infiammatori cronici fino ad arrivare a vere e proprie lesioni.

In questi casi non sono più sufficienti il riposo, l’applicazione di pomate locali con massaggi, esercizi di allungamento o un lavoro muscolare progressivo: occorre curarsi, e farlo nel modo più naturale possibile, ossia assumendo sostanze con i minori effetti tossici.

In Omeopatia  è possibile trarre giovamento dall’Arnica Montana ma anche dal Rhus Toxicodendron per il suo tropismo per le strutture tendinomuscolari.

L’Agopuntura può migliorare l’irrorazione di sangue e di energia locale bloccata dal micro o macrotrauma in modo molto più mirato e specifico rispetto alle terapie di calore esogene, comunque utili come ultrasuono e laser.

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