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	<title>Uno Due Tre&#187; Medicina generale</title>
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	<description>Volersi bene è già curarsi</description>
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    <title>Uno Due Tre</title>
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		<title>L&#8217;inverno sta arrivando:raccomandazioni utili</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 06:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;inverno sta arrivando è&#8217; il motto della famiglia Stark di Grande Inverno, protagonista della serie &#8220;Il trono di spade&#8221;, una nuova serie televisiva diventata molto famosa negli States e già presente  sul web da alcuni mesi in lingua originale decisamente di grande impatto. In questa saga fantasy  basata sulle opere di Robert Martin (autore che conta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-75.jpeg" rel="lightbox[6714]"><img class="size-thumbnail wp-image-6733 alignleft" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-75-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Linverno sta arrivando:raccomandazioni utili" width="265" height="265" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Linverno sta arrivando:raccomandazioni utili" /></a> L&#8217;inverno sta arrivando</strong> è&#8217; il motto della famiglia Stark di Grande Inverno, protagonista della serie &#8220;Il trono di spade&#8221;, una nuova serie televisiva diventata molto famosa negli States e già presente  sul web da alcuni mesi in lingua originale decisamente di grande impatto. In questa saga fantasy  basata sulle opere di Robert Martin (autore che conta una serie rimarchevole di libri scritti), l&#8217;inverno riveste un inquietante e catastrofico ruolo chiave. Secondo l&#8217;idea dell&#8217;autore  i<strong>l periodo invernale</strong> non solo è estremamente rigido, ma potrebbe avere una durata  così lunga da arrivare fino a oltre 10 anni oltre che essere momento propizio per il dilagare incontrollato di esseri malvagi definiti &#8220;bruti&#8221; o &#8220;ombre bianche&#8221;.</p>
<p>Al di là del racconto fantasy che non nego essere una tipologia di romanzo che mi piace molto e, se ben scritta come in questo caso, un&#8217;ottima pausa relax, l&#8217;inverno sta realmente arrivando o meglio pottremmo dire &#8220;<strong>l&#8217;inverno sta montando&#8221;</strong> tanto per essere più vicini al concetto delle medicina cinese che chiama questo periodo la salita dell&#8217;inverno o <strong>Li Dong</strong>.  Già da alcune settimane il freddo ha iniziato a farsi sentire e con esso sono usciti allo scoperto un sacco di capellini, sciarpe e golf di lana col collo alto. La moda quest&#8217;anno favorisce i cappellini e le sciarpe molto alte e questo è un bene.</p>
<p>E&#8217; giusto sapere quali sono i punti del corpo che è meglio proteggere con cura dal freddo. Fra le parti anatomiche di cui maggiormente dobbiamo avere cura citiamo in primis l<strong>&#8216;addome e il rachide lombare. </strong>Entrambi vanno assolutamente riscaldati. Molto dannose sono infatti le mode con i pantaloni a vita bassa, e golf e giacche molto corte in quanto lasciano scoperta ed esposta al freddo questa importante area corporea causando lombalgie, gastroenteriti sia acute che croniche oltre che quello che i cinesi definiscono la dismenorrea da utero freddo.</p>
<p>Il <strong>torace e il rachide dorsale</strong> sono in realtà meno esposti ma quando il freddo è pungente e siamo vestiti in modo inadeguato come per una serata di capodanno è possibile  avere un dolore traffitivo sia anteriore che posteriore da colpo di freddo <strong>capace di mimare un attacco cardiaco </strong>e di portarvi dritti al pronto soccorso. Quindi occhio a non rovinarvi una bella serata per il gusto di indossare un bell&#8217;abito e occhio ovviamente anche ai veri cardiopatici che sono  più sensibili al freddo sul torace in grado realmente di <strong>aumentare la costrizione dei vasi coronarici</strong>.</p>
<p>Arriviamo alla parte più esposta al freddo del rachide: il <strong>tratto cervicale e la nuca</strong>, queste parti sono in effetti dopo i piedi e la mani, le aree dove il freddo riesce ad entrare con più facilità soprattutto se accompagnato dal vento. Per i cinesi il vento è il vettore con il quale i patogeni esterni caldo, freddo e umido riescono maggiormente ad entrare nel corpo superando le barriere naturali di difesa. Pensate a una giornata di vento e guardate come le finestre magari costruite anni fa riescono a far passare lo sporco direttamente in casa. <strong>La finestra di entrata del vento per i cinesi si trova sulla nuca in una linea immaginaria che passa da un orecchio all&#8217;altro esattamente all&#8217;attaccatura dei capelli.</strong> I cappellini e le sciarpe spesso lasciano quest&#8217;area scoperta ed è quindi importante quando fa molto freddo oppure quando dovete stare fuori a lungo, coprire con attenzione questa zona; scalda-orecchie, scalda colli molto alti, cappellini con le orecchie ribaltabili alla mongola, per intenderci; questi sono strumenti molto utili. Eventualmente anche scalda-collo termici di nuovissima generazione per coloro che hanno la parte più sensibile e delicata. La raccomandazione importante per i bambini e per tutti coloro che frequentano le palestre e le piscine è quella di uscire con i <strong>capelli molto asciutti anche se avete poco tempo e di dedicare alcuni minuti a scaldare proprio l&#8217;attacccatura dei cappelli. </strong></p>
<p>Arriviamo alle parti più in periferia che sono <strong>piedi e mani; sono quelle che vanno più velocemente in ipotermia</strong> e che in caso estremo possono andare in necrosi per eccessiva vasocostrizione periferica da freddo. <strong>Guanti e scarpe calde</strong> sono indispensabili per i lunghi viaggi fuori porta e <strong>andrebbero tenuti in macchina durante la stagione invernale per qualunque evenienza e non in casa a non far niente. Anzi direi che solette e imbottiture riscaldanti e termiche possono anche essere uno splendido e poco ingombrante strumento in caso di emergenza freddo. </strong>Le scarpe calde col pelo e le calze di lana sono invece molto dannose quando tenute in ambienti superriscaldati perchè favoriscono l&#8217;insorgenza di <strong>vene varicose</strong> soprattutto nei soggetti predisposti.</p>
<p><strong>Piccoli ma utili accorgimenti questi dell&#8217;abbigliamento che possono risparmiarci fastidiosi problemi e disturbi fisici nonché giorni di malattia indesiderati.</strong></p>
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		<title>Farmaci: troppi o troppo pochi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 06:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Questo è un bellissimo sketch del mitico Walter Chiari il cui fulcro è l&#8217;abuso di farmaci. Oggi giorno uno scherzetto come questo sarebbe inaccettabile, senza denunce a raffica da parte delle diverse case farmaceutiche dei farmaci menzionati. Sotto accusa però non sono i farmaci e i possibili effetti collaterali ben elencati sui rispettivi bugiardini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=q3b0Pi8JDak"><img src="http://img.youtube.com/vi/q3b0Pi8JDak/default.jpg" width="130" height="97" border title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Farmaci: troppi o troppo pochi" alt="Catherine Bellwald Farmaci: troppi o troppo pochi" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Questo è un bellissimo sketch del mitico Walter Chiari il cui fulcro è l&#8217;abuso di farmaci. Oggi giorno uno scherzetto come questo sarebbe inaccettabile, senza denunce a raffica da parte delle diverse case farmaceutiche dei farmaci menzionati. Sotto accusa però non sono i farmaci e i possibili effetti collaterali ben elencati sui rispettivi bugiardini bensì il loro utilizzo eccessivo e i frequenti poco controllati e nocivi cocktail farmacologici.</p>
<p>Ci sono soggetti che assumono un farmaco per ogni piccolo fastidio senza la pazienza di capire da cosa si genera il sintomo e quale è il suo significato. Così facendo si rischia di  trattare ogni effetto collaterale con un altro farmaco generando un circolo vizioso perverso e senza fine.</p>
<p>Ci sono molti pazienti che possiedono in casa delle autentiche minifarmacie dotate di qualunque sostanza farmacologica. Pertanto mi capita con il mio lavoro di avere a che fare molto spesso con pazienti del tipo opposto, ovvero pazienti che rifiutano il farmaco in senso lato anche quando necessario. Di solito si tratta di naturisti che hanno una avversione per il farmaco chimico  e sono pronti ad assumere qualsiasi sostanza naturale di solito autoprescritta o peggio si tengono le patologie; questi pazienti se possibile sono ancora più pericolosi dei precedenti in quanto rifiutano la patologia negandola e sottovalutandola. Di solito non si curano veramente affidandosi a uno o più professionisti e se lo fanno lo fanno quando sono al limite della loro sopportazione e quindi in condizioni talora ad elevato rischio.</p>
<p>Ritengo che la fitoterapia cinese e l&#8217;agopuntura siano ottimi strumenti terapeutici ma esistono situazioni che necessitano dell&#8217;utilizzo di specifici farmaci di nuovissima generazione:  per controllare la glicemia, per controllare l&#8217;ipertensione, per controllare uno stato di agitazione, di instabilità psichica o di  depressione del tono dell&#8217;umore e anche per controllare il dolore  e ovviamente per sfruttarne l&#8217;azione antibiotica quando necessaria. Il farmaco non va rifiutato a priori ma limitato: è un concetto completamente diverso.</p>
<p style="text-align: left;">Le diverse terapie possono essere sfruttate a seconda del caso e delle necessità senza schierarsi dalla parte dei naturisti estremi ne dalla parte di coloro che sono convinti che solo la terapia farmacologica è in grado di risolvere tutto e non sono in grado di farsi venire neanche un dubbio sulla possibilità di agire in modo diverso.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-6703" title="" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Cattura-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Farmaci: troppi o troppo pochi" width="3" height="3" /></p>
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		<title>La speranza durante la malattia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 06:00:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8221; Signora si rassegni suo figlio non piangerà più&#8221; è la frase che hanno detto alla mamma di un paziente uscito dal coma dopo un incidente in moto. Al paziente veniva poi detto al suo risveglio &#8221; ci vorranno anni per tornare a camminare e non correrai mai più!&#8221; Il paziente oggi a distanza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6584" style="border: 5px solid white;" title="speranza1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/speranza1-e1320251620606.jpg" alt="Catherine Bellwald   La speranza durante la malattia" width="250" height="311" />&#8221; <em>Signora si rassegni suo figlio non piangerà più</em>&#8221; è la frase che hanno detto alla mamma di un paziente uscito dal coma dopo un incidente in moto. Al paziente veniva poi detto al suo risveglio &#8221; <em>ci vorranno anni per tornare a camminare e non correrai mai più!&#8221;</em></p>
<p>Il paziente oggi a distanza di meno di un anno non solo piange ma cammina e corre e si allena esattamente come faceva prima dell&#8217;incidente. Certo non è lo stesso di prima, ma nessuno di noi è lo stesso di prima.</p>
<p>Affermare che che non c&#8217;è speranza è come affermare il suo contrario ovvero che non ci sono problemi, in entrambi i casi sono posizioni troppo rigide e la  verità è che a noi medici non è dato di sapere come andranno le cose, non siamo maghi ne veggenti, non sappiamo se una situazione che sta migliorando continuerà a migliorare oppure se, viceversa, una situazione che sembra stazionaria non possa iniziare a migliorare.</p>
<p>Possiamo grazie alle conoscenze e alla nostra esperienza considerare i fattori favorevoli e sfavorevoli per il recupero e spiegarli al paziente con calma senza assicurare un miglioramento ma senza fare l&#8217;esatto contrario ovvero negandolo in senso assoluto come un dato certo. La medicina non è una scienza perfetta e tanto meno certa; ogni individuo risponde in modo del tutto individuale.</p>
<p>La classe medica per eccellenza si glorifica del non voler dare al paziente false speranze e punta spesso il dito contro coloro che si pongono in modo diverso e con maggior speranza nei confronti di una  patologia indipendentemente dalla gravità. Quel che succede in ambiente sanitario è  spesso che si eccede nello sparare sentenze drastiche piuttosto che il contrario.</p>
<p>E&#8217; diverso dire &#8220;<em>non lo farai mai più, scordatelo</em>&#8221; e dire &#8220;la situazione è grave, non so davvero fino a che punto potremmo recuperare&#8221; e ancora  dire &#8221;<em>finirai in carrozzella</em>&#8221;  piuttosto che affermare &#8220;<em>se non ti curi o non prendi la cosa seriamente, potresti peggiorare in modo anche severo</em>&#8220;. Frasi come &#8220;<em>se lo deve tenere&#8221;  e &#8220;non c&#8217;è niente da fare&#8221; </em>sono all&#8217;ordine del giorno in medicina.</p>
<p>L&#8217;idea che mi sono sempre fatta a questo riguardo è quella di pensare che sono proprio i medici ad avere maggiormente paura delle malattie e con questi atteggiamenti di superiorità quasi gelida e distaccata esorcizzano la loro paura e la paura delle responsabilità. Questo giustificherebbe come mai il comportamento di &#8220;<em>ammazza speranza</em>&#8221; è così diffuso in alcuni ambienti come le unità intensive o la rianimazione.</p>
<p>In effetti la responsabilità di fare o dire la cosa giusta al momento giusto è talora pesante e non basta dare il farmaco o consigliare l&#8217;intervento o la visita specialistica per avere in cura una persona nella sua interezza. Ci sono tempi da rispettare e bisogna saper ascoltare le problematiche fisiche, chimiche, psichiche e sociali di quella specifica persona e non è affatto semplice!</p>
<p>Credo che si possano dare informazioni anche gravi senza essere cinici e senza calcare la  mano. E&#8217; possibile dire a un paziente che è affetto da una malattia grave come una neoplasia maligna senza sotterrarlo sotto la nostra paura pur sapendo che già da solo lo starà facendo.</p>
<p>Nello stesso modo aprire una speranza terapeutica soprattutto per malattie meno gravi ma croniche come le frequenti algie articolari su base artrosica è sacrosanto. Sono tantissimi i pazienti che arrivano all&#8217;agopuntura convinti di non poter fare niente e ai quali non sembra possibile essere migliorati così tanto solo perchè  ormai si erano convinti di non potersi più liberare dal loro problema o dolore.</p>
<p>Credo fermamente che la speranza non debba mai e poi mai essere tolta, fino alla fine. Ovvero fino a quando non ci si trova faccia a faccia con la morte, a questo punto il lavoro è completamente diverso; si tratta di aiutare l&#8217;intero nucleo famigliare ad accettare questo inevitabile distacco.</p>
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		<title>La festa dei morti.</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 06:00:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Festeggiare i morti non credo significhi solamente ricordare e porgere gli omaggi ai nostri cari defunti. Credo che festeggiare i morti possa essere un occasione per avvicinarsi a questo mistero: la morte. In tutte le culture antiche e moderne la morte è e resta il più grande mistero irrisolto e da tutti temuto. Per alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6575" style="border: 5px solid white;" title="morte" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Unknown3-122x150.jpg" alt="Catherine Bellwald La festa dei morti." width="182" height="225" />Festeggiare i morti non credo significhi solamente ricordare e porgere gli omaggi ai nostri cari defunti. Credo che festeggiare i morti possa essere un occasione per avvicinarsi a questo mistero: la morte. In tutte le culture antiche e moderne la morte è e resta il più grande mistero irrisolto e da tutti temuto.</p>
<p>Per alcuni la fine di tutto, per altri di un&#8217;esistenza terrena, di un percorso, di un ciclo, comunque la fine di qualcosa alla quale teniamo tutti molto: la nostra vita fisica, la nostra pellaccia!</p>
<p>Un momento per pensare che non esiste conto in banca, rango sociale, amicizia altolocata che ci raccomandi, ne interventi chirurgici o farmaci in grado di sottrarci alla morte quando essa ci chiama.  Accompagnare dolcemente alla morte i pazienti terminali è  diventata una branca della moderna medicina. Nei migliori  hospices l&#8217;intero nucleo famigliare viene preso in considerazione e sostenuto nel percorso di distacco.</p>
<p>Le attenzione al confort fisico e psichico del paziente sono innumerevoli, dalla musica alla possibilità di prendere del sole sulla terrazza. E ovviamente  avere vicino i propri cari anche tutta la notte, non come profughi ma comodamente sistemati su appositi divanoletti, con piccole cucine per prepararsi un tè o una tisana al bisogno. La possibilità di avere cure mediche continuative 24 ore su 24 e la sensazione di essere a casa.</p>
<p>Per i parenti più stretti è una vera medicina dell&#8217;anima oltre che delle loro schiene. La patologia definita terminale ovvero senza più speranza di recupero è difficile da accettare sia per il paziente che per i famigliari e spesso rende ancora più complessi i rapporti interpersonali. Inoltre la cura di una persona in questa fase, quando interamente a carico di un singolo famigliare o di una famiglia non è da tutti realizzabile. Non tutti hanno la forza, la capacità e la possibilità di sostenerla in quanto è un lavoro pesantissimo e talora anche devastante per i parenti che se ne occupano.</p>
<p>La presenza di personale medico qualificato e degli infermieri diventa un modo efficace di sistemare al meglio alcuni problemi logistici, permettendo a tutti di essere se stessi e facilitando la creazione di un&#8217;atmosfera di comunione. Nel libro &#8220;Un modo di morire &#8221; edito alla fine degli anni &#8217;80, venivano descritte molto bene le qualità terapeutiche del nascente concetto di hospices.</p>
<p>Posso inoltre affermare che tutte le volte che  sono entrata in un hospice sia per lavoro che per visita, sono rimasta affascinata. Ritengo siano strutture sanitarie di eccellenza dove il rispetto altrui ha la precedenza sulla prepotenza e l&#8217;ascolto è sovrano. L&#8217;accettazione della morte da parte di tutti; medici, infermieri, famigliari e pazienti si percepisce molto bene e diventa essa stessa la cura.</p>
<p>E&#8217;  interesante analizzare come sempre più il cinema e la televisione siano farciti di film sui morti viventi altrimenti chiamati zombi e di quanto crescente interesse sia rivolto ai tavoli autoptici nell&#8217;ultimo decennio. La morte e la paura della morte vengono comunemente esorcizzati e il fenomeno di Halloween ne è un altro esempio.</p>
<p>Ritengo che conoscere e accettare gli hospices sia un  modo certamente diverso ma utile per provare a fare pace con quest&#8217;ospite indesiderato che è la morte.</p>
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		<title>Il diabete e la frutta</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 05:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diabete e prediabete sono condizioni patologiche che sembrano essere sempre più diffuse nella popolazione moderna. Questa patologia è considerata quella a maggior incremento rispetto alle altre; il sempre più largo utilizzo di farine, latticini e zucchero da parte dell&#8217;industria alimentare sembra per molti la causa più accreditata per spiegare questa tendenza. Si ritiene che  la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6013" style="border: 5px solid white;" title="frutta_archeologica" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/frutta_archeologica1.jpg" alt="Catherine Bellwald Il diabete e la frutta" width="258" height="194" />Diabete e prediabete sono condizioni patologiche che sembrano essere sempre più diffuse nella popolazione moderna.</p>
<p>Questa patologia è considerata quella a maggior incremento rispetto alle altre; il sempre più largo utilizzo di farine, latticini e zucchero da parte dell&#8217;industria alimentare sembra per molti la causa più accreditata per spiegare questa tendenza.</p>
<p>Si ritiene che  la lavorazione industriale di queste sostanze alimentari le abbia da un lato rese più a buon mercato e dall&#8217;altro più aggressive nei confronti del metabolismo degli zuccheri. Inoltre cibi come pane, pasta, cereali, dolciumi e pasticci vari si mangiano in modo  sempre più frequente e continuativo.</p>
<p>Difficile che una persona si porti una mela, una carota e la frutta di stagione che preferisce, sarà più facile fermarsi al bar e cadere su bibite e gelati freschi.</p>
<p>Anche se i carboidrati sono alla base della piramide alimentare e il glucosio la fonte primaria di energia per tutto il corpo, si presuppone che sia il modo in cui vengono confezionate queste sostanze e lo stile di vita ad essere sostanzialmente cambiati. Una volta il movimento e gli sforzi fisici, ad eccezione di pochi casi, erano di gran lunga maggiori, il consumo immediato di glucosio era  sicuramente superiore oltre che di natura diversa.</p>
<p>Ma partiamo questa volta dall&#8217;aspetto biochimico del metabolismo del glucosio, abbiamo già visto che qualunque sostanza ingerita e digerita può essere convertita in zucchero dal nostro corpo per esser utilizzata come fonte di energia. Ma chi e cosa decide dove stoccare l&#8217;eccesso di cibo e come avviene l&#8217;utilizzo del glucosio introdotto per via alimentare?</p>
<p>Facciamo un passo indietro, il cibo arriva nello stomaco già mischiato agli enzimi salivari che iniziano un processo di digestione degli zuccheri complessi, che prosegue nello stomaco e nell&#8217;intestino tenue ad opera degli enzimi pancreatici. Il pancreas è un organo poco conosciuto rispetto al fegato con il quale condivide un&#8217;asimmetria e la zona chiamata ipocondrica ovvero sotto il costato rispettivamente a destra per il fegato e a sinistra per il pancreas.</p>
<p>Il pancreas produce enzimi per digerire i carboidrati (o zuccheri complessi), le proteine e i grassi insomma tutti tre i tipi di alimenti possibili. La bile prodotta dal fegato aiuta con i suoi sali a emulsionare i grassi rendendoli più facilemnte aggredibili dagli enzimi pancreatici. Questa è la cosiddetta funzione  esocrina della ghiandola pancreas ovvero quella parte di ghiandola che secerne il suo secreto all&#8217;interno di un dotto di una precisa area corporea.  <strong>Ma il pancreas è una doppia ghiandola esocrina e endocrina, la sua parte endocrina</strong> produce  due ormoni, l&#8217;insulina e il glucagone, che immette direttamente nel torrente ematico.</p>
<p>La produzione di insulina e di glucagone  è affidata alle isole di Langerhans che rispondono direttamente ai livelli di glicemia registrati nel sangue. Tanto glucosio  produce insulina, poco glucosio produce il glucagone. L&#8217;insulina consente alle cellule di utilizzare il glucosio come fonte di energia e di stoccare il glucosio in eccesso nel fegato sotto forma di glicogeno e successivamente sotto forma di grasso come riserva.</p>
<p>Se l&#8217;insulina non è prodotta in sufficienza lo zucchero non può essere utilizzato e resta libero nel sangue  producendo danni legati al fatto che si lega in modo permanente con numerose proteine come l&#8217;emoglobina e altera la permeabilità dei vasi sanguigni con le conseguenti patologie vascolari note. Il corpo, non usando a sufficienza il suo carburante, si trova in una condizione di deficit energetico e di fame di zuccheri che non fa che peggiorare la situazione in quanto il soggetto sarà portato a mangiare proprio le sostanze che gli sono più dannose.</p>
<p>Tutto chiaro fino ad ora. Recentemente diversi studi scientifici hanno evidenziato che un corretto regime dietetico controllato prolungato per 6 mesi è in grado di migliorare in modo soddisfacente i pazienti diabetici e far regredire completamente i pazienti affetti da sindrome metabolica e prediabete.</p>
<p>Il corretto regime alimentare è stato molto discusso, la dieta con riduzione al minimo dell&#8217;apporto di  carboidrati è la prima a essere considerata, la limitazione dei picchi di glicemia e quindi della ipersollecitazione pancreatica è stata lungamente e scientificamente adottata nella dieta  Zona che consente di mantenere un regime dietetico controllato e equilibrato nel tempo senza rinunciare totalmente ai carboidrati ma limitandoli in quantità e qualità.</p>
<p>La frutta come zucchero semplice quindi con alto picco glicemico veniva una volta sconsigliata a favore di zuccheri complessi, come il pane e la pasta per capirci, oggi si tende a rivalutare questa considerazione e la frutta è nuovamente considerata nella dieta dei diabetici magari associata ad altri cibi.</p>
<p>Nella medicina cinese il sapore dolce è collegato all&#8217;organo milza elemento terra, controllata nella legge dei cinque elementi dall&#8217;elemento legno. Il legno controlla la terra, tutti sanno che piantare alberi sul margine di un argine ne rafforza la tenuta.  Pochi sanno invece che il sapore acido controlla il sapore dolce, attingendo dalla stessa legge. In Cina qualunque medico consiglia l&#8217;assunzione di un lime a digiuno a tutti i diabetici; sono stati fatti alcuni lavori scientifici in merito a questo semplice metodo alimentare per limitare la glicemia</p>
<p>La frutta è un dolce acido, ovvero è ricca di fruttosio e saccarosio e acidi di frutta vari, secondo questo semplice principio diventa  il miglior modo di assumere zuccheri controllandone gli effetti nocivi.</p>
<p>In estate la frutta è un modo per alimentarsi in modo fresco e contemporaneamente consente di idratarsi per la ricca quantità di acqua e minerali.  La frutta poi quando coltivata come Dio comanda è una delizia per il palato e per gli occhi,  solo a guardarla dovrebbe venire la voglia di mangiarla.</p>
<p>Sempre che non siate troppo intossicati per sentirne il richiamo!</p>
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		<title>Il potere terapeutico degli animali</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 05:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ormai riconosciuto da numerosi eminenti psicologi che un animale domestico è in grado di sanare una ferita o una  sofferenza sentimentale anche profonda tanto quanto una medicina. Una malattia, un lutto in famiglia, un divorzio, i figli che se ne vanno sono tutte possibili situazioni che possono beneficiare del potere terapeutico degli animali. All&#8217;animale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/22-animali_domestici.jpg" rel="lightbox[5791]"><img class="alignleft size-full wp-image-5918" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/22-animali_domestici.jpg" alt="Catherine Bellwald Il potere terapeutico degli animali" width="320" height="212" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il potere terapeutico degli animali" /></a>E&#8217; ormai riconosciuto da numerosi eminenti psicologi che un animale domestico è in grado di sanare una ferita o una  sofferenza sentimentale anche profonda tanto quanto una medicina.</p>
<p>Una malattia, un lutto in famiglia, un divorzio, i figli che se ne vanno sono tutte possibili situazioni che possono beneficiare del potere terapeutico degli animali.</p>
<p>All&#8217;animale domestico nella maggior parte di questi casi viene attribuito un significato emotivo molto importante e l&#8217;animale non è mai al di sotto delle nostre aspettative.</p>
<p>In lui si cerca e si da amore e affetto e da lui si riceve sempre una quantità di affetto e amore incalcolabile perchè moltiplicata dalla soddisfazione intima e profonda di essere importanti e desiderati. Non importano le spese del veterinario, della toilettatura e della sua alimentazione e neanche gli sforzi per portarlo fuori. Lui è  più importante di molte altre persone che ci girano intorno.</p>
<p>Un animale acquistato per caso  o per gioco o per curiosità al quale non vien data importanza e nessun carico emozionale passa invece la sua esistenza nella più totale e insignificante indifferenza da parte del suo padrone. Un cane che sostituisce un cane molto importante non sarà mai un grande cane perchè a lui non ci si affezionerà mai abbastanza.  Sono i cosiddetti cani tappa buchi.</p>
<p>I veri cani o gatti o altri animali domestici, quelli ai quali un uomo si lega a doppia mandata, sono quelli che arrivano in un particolare momento della vita e che fanno come da serbatoio del nostro emotivo.</p>
<p>In un certo senso in loro si riversa qualcosa che poi è possibile vedere e ritrovare come guardandosi allo specchio, la loro presenza è una consolazione, una sicurezza e come un nutrimento emozionale talora molto importante per superare alcuni momenti difficili della vita.</p>
<p>Avere un animale domestico permette di  esprimere la nostra tenerezza, permette di non sentirsi soli  ed è utilissimo nella fase dello sviluppo, soprattutto se ci sono state delle sofferenze famigliari; prendersi cura di un altro essere è un modo per diventare più responsabili e permette ai ragazzi di crescere e diventare più maturi e forti emotivamente.</p>
<p>L&#8217;animale domestico poi è davvero insostituibile nella terza età, alcune case di cura  si stanno attrezzando per consentire ad alcuni animali randagi di essere addottati,  per gli anziani è un modo per non sentirsi soli e essere meno rigidi e cinici. Si tratta di  una medicina potentemente antidepressiva, forse anche un modo per sentirsi più collegati alla natura e quindi armonici.</p>
<p>Una cosa è certa; lavorare con cani, gatti e animali domestici è diventato negli ultimi anni un autentico business,   la solidarietà e le attenzioni per gli animali superano in molti casi quelle per gli essere umani e per se stessi, si può sopportare una cefalea per anni senza decidersi a curarla seriamente ma se il cane starnutisce si corre dal veterinario! Ci sarebbe da ragionarci sopra. Meglio comunque così che nelle tasche delle case farmaceutiche sempre pronte a trovare pillole della felicità da assumere vita natural durante.</p>
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		<title>Patologie da aria condizionata: come difendersi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 05:00:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caldo è arrivato! ci siamo! I grandi consumatori di aria condizionata l&#8217;hanno certamente già accesa e messa in funzione, in macchina, in casa o in ufficio. La loro è una dipendenza non aspettano di avere veramente caldo ma ai primi caldi, trac accendono il condizionatore a manetta! Molte raccomandazioni quindi a tutte le persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images24.jpeg" rel="lightbox[5762]"><img class="alignleft size-full wp-image-5852"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images24.jpeg" alt="Catherine Bellwald Patologie da aria condizionata: come difendersi" width="246" height="230" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Patologie da aria condizionata: come difendersi" /></a>Il caldo è arrivato! ci siamo! I grandi consumatori di aria condizionata l&#8217;hanno certamente già accesa e messa in funzione, in macchina, in casa o in ufficio. La loro è una dipendenza non aspettano di avere veramente caldo ma ai primi caldi, trac accendono il condizionatore a manetta!</p>
<p>Molte raccomandazioni quindi a tutte le persone che sono normalmente sensibili al colpi d&#8217;aria o che sudano facilmente; <strong>l&#8217;aria condizionata  può portare facili raffreddamenti imprevisti con frequenti comparse di algie muscolari, sinusiti, bronchiti, otiti o gastroenteriti. </strong>Non fatevi sorprendere, portate sempre con voi una sciarpa e una felpa di cotone soprattutto se dovete frequentare negozi, uffici e mezzi  di trasporto pubblici.</p>
<p>Il problema però non è solamente il colpo di freddo improvviso su una pelle con tutti i pori dilatati dal caldo che ne facilita quindi l&#8217;entrata ma anche la possibile contaminazione da parte di batteri, virus, funghi, polveri e pollini  presenti sui filtri del condizionatore.</p>
<p>Si raccomanda  quindi <strong>molta attenzione e rigore nella pulizia e sterilizzazione regolare dei filtri dell&#8217;aria condizionata  prima dell&#8217;utilizzo dell&#8217; impianto</strong>. Alcuni specialisti sostengono che il loro utilizzo indiscriminato possa influire sull&#8217;aumento delle allergie respiratorie oltre che portare infezioni dell&#8217;albero respiratorio, talora anche severe, con vere e proprie polmoniti acute decisamente  da non sottovalutare anche in questa stagione.</p>
<p>E&#8217; rimasta storica e famosa l&#8217;infezione che colpì un gruppo di reduci di guerra durante un loro ritrovo. Al batterio responsabile dell&#8217;epidemia  venne dato il nome di <strong>Legionella </strong>(da qui il nome della patologia, detta infatti anche &#8220;<strong>Morbo del Legionario</strong>&#8220;). Questo evento, che risale ormai al 1976,  mise in ginocchio più del 10% dei partecipanti alla conferenza con una polmonite acuta e fu responsabile della morte di 34 persone.</p>
<p>Il rischio di contrarre un&#8217;infezione da un condizionatore non adeguatamente trattato  è quindi una situazione non scevra di pericoli anche gravi soprattutto per soggetti anziani e piccoli e per tutti i soggetti che sono sotto terapia farmacologica oppure affetti da altre patologie croniche.</p>
<p>E&#8217; quindi raccomandabile quando possibile non dimenticare di eseguire una corretta  pulizia del proprio impianto  di casa e del proprio veicolo oltre che richiedere la pulizia dell&#8217;impianto del luogo di lavoro. In casi sospetti o se vi sembra di sentire attraverso le narici un&#8217;infiammazione particolare con irritazione delle mucose, <strong>potete ricorrere al comodo e nuovo utilizzo di filtri nasali acquistabili in qualunque farmacia.</strong></p>
<p>Questi piccoli filtri di tre taglie diverse a seconda dell&#8217;anatomia del nostro naso si infilano nelle narici e non sono praticamente visibili dall&#8217;esterno. Possono fermare polveri, pollini e batteri. Il loro impiego per momenti particolari è una valida ideea per i viaggi in aereo o in autobus e in tutte quelle circostanze a elevato rischio.</p>
<p>In particolare se siete allergici a specifiche polveri o pollini e se dovete per turismo stare molto all&#8217;aria aperta o se dovete visitare una città a piedi ad elevato tasso di inquinamento come quelle indiane o cinesi o giapponesi non esitate a provarli.</p>
<p>Comprateli e metteteli in borsetta, un gesto semplice e banale che potrebbe salvarvi  le vacanze e  conservare la salute del vostro albero respiratorio.</p>
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		<title>Il potere terapeutico dei fiori</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 05:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il potere terapeutico dei fiori non sta solo nella loro bellezza e intrinseca armonia che li rende adatti come  regalo e decorazione in ogni momento e in ogni occasione. I fiori hanno  potere terapeutico intrinseco ovvero legato alle loro caratterische  chimiche. La fitoterapia cinese  utilizza tutte le diverse parti delle piante, gemme, semi, radici, rami, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5823" style="border: 5px solid white;" title="images-2" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-24.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il potere terapeutico dei fiori" width="259" height="194" />il potere terapeutico dei fiori non sta solo nella loro bellezza e intrinseca armonia che li rende adatti come  regalo e decorazione in ogni momento e in ogni occasione. I fiori hanno  potere terapeutico intrinseco ovvero legato alle loro caratterische  chimiche.</p>
<p>La fitoterapia cinese  utilizza tutte le diverse parti delle piante, gemme, semi, radici, rami, foglie, bulbi, polline, corteccia, frutti e ovviamente anche  moltissimi  fiori per le loro importanti proprietà terapeutiche.</p>
<p>I prodotti terminano tutti con Hua che significa fiore. Fra i più  conosciuti citiamo: Flos Magnoliae Houpo Hua, Flos Carthami Hong Hua, Flos di Lonicerae Jin Yin Hua, Flos Crhysanthemi Ju Hua, Flos Inulae Xuan Fu Hua, Flos Prunellae Xia Ku Hua, flos crocus Zhang Hong Hua, Flos Pueraria Ge hua, flos imperatae Bai Mao hua, flos Sophorae Huai Hua.</p>
<p>Ognuno di questi rimedi ha un&#8217;azione specifica ma non voglio tediarvi con una lista di azioni, vi parlerò solamente del fiore di crisantemo  usato comunemente in estate anche a scopo preventivo per limitare i colpi di calore. In Cina bustine di crisantemi si trovano comunemente in tutti i supermercati da usare come fosse una tisana. In dosaggi più elevati la sua azione è quella di disperdere il vento caldo  usato in particolare come rimedio per curare le congiuntiviti, gli eczemi e le sinusiti allergiche da calore esterno.</p>
<p>Quello che è importante sapere dalla medicina cinese è che agisce prevalentemente sulla materia ovvero sul disturbo o sulla costituzione fisica; è per questo che  servono, per disturbi di un certo rilievo, quantità importanti del rimedio perchè questo agisca con efficacia ed è per questo che i suoi effetti, quando il rimedio è prescritto a dovere, sono velocissimi anche dopo la prima assunzione.</p>
<p>Per tornare semplicemente ai fiori più conosciuti e comuni, ricordiamoci che sono molti, e non solo il fior di zucca, ad essere comestibili e utilizzabili  in cucina.  Si ritiene che fosse una abitudine comune nel medioevo e in alcune tradizioni orientali quella di cibarsi di fiori.  Oggi usare i fiori in cucina è tornato di moda in parte per il loro valore estetico in parte per il loro sapore. Margherite, rose, viole, violette, primule, tulipani, garofani, anemoni,  camomilla, acacia, calendula,  lavanda, glicine,  gelsomino, fior si sambuco, fior di salvia, fior di rosmarino, fior di basilico, e molti altri sono tutti fiori comestibili.</p>
<p>Si possono fare fritti, in insalata, o utilizzarli per preparare liquori, marmellate, canditi, come per aromatizzare pane e dolci e infine metterli nei cubetti di ghiaccio per decorare un cocktail. Sono deliziosi e sicuramente di grande effetto scenico, vale la pena di provarli in qualche occasione speciale come un compleanno o un anniversario.</p>
<p>E&#8217; ovviamente importante raccoglierli su terreni non concimati con additivi chimici e lontano da fonti di inquinamento e non dal fioraio! Inoltre nella tradizione dietetica macrobiotica cibarsi di fiori in questa stagione dell&#8217;anno ha un significato importante in quanto i fiori sono l&#8217;espressione di questo momento e di clima caldo come la frutta e la verdura di stagione.</p>
<p>Per finire è possibile nutrirsi di fiori anche inalandoli; avete provato a passeggiare o correre dopo il tramonto, il profumo del glicine, dei tiglio, del caprifoglio e di numerose altre piante emana in modo vigoroso. E&#8217; come se il sole avesse estratto naturalmente la loro essenza.</p>
<p>Non smetterò mai di ripeterlo: guardiamoci intorno e gustiamo quello che abbiamo anche vicino a casa nostra. Non rintaniamoci solo sul divano o in un locale a bere, pronti solo a lamentarci  di quanto faccia caldo e di quanto siano ancora lontane le ferie.</p>
<p>Quando abbiamo finito di lavorare usciamo all&#8217;aria e gustiamoci i suoi profumi: è già una cura, i fiori sono una grande ricchezza e a mio parere possiedono una natura un pò magica.</p>
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		<title>Menopausa e insonnia</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 05:30:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;utilizzo di ipnotici ovvero di farmaci per facilitare l&#8217;addormentamento e indurre il sonno è una pratica largamente in uso nella popolazione femminile occidentale over 50. L&#8217;insonnia nelle donne, in particolare dopo la menopausa, è un problema estremamente diffuso e purtroppo trattato forse un pò troppo superficialmente con il semplice uso di benzodiazepine. Con questi farmaci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-52.jpeg" rel="lightbox[4977]"><img class="alignleft size-full wp-image-4989" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-52.jpeg" alt="Catherine Bellwald Menopausa e insonnia" width="259" height="194" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Menopausa e insonnia" /></a>L&#8217;utilizzo di ipnotici ovvero di farmaci per facilitare l&#8217;addormentamento e indurre il sonno è una pratica largamente in uso nella popolazione femminile occidentale over 50.</p>
<p>L&#8217;insonnia nelle donne, in particolare dopo la menopausa, è un problema estremamente diffuso e purtroppo trattato forse un pò troppo superficialmente con il semplice uso di benzodiazepine.</p>
<p>Con questi farmaci l&#8217;insonnia e i disturbi del sonno classici si controllano infatti brillantemente nella maggior parte dei casi,  ma una volta iniziata la terapia difficilmente  le pazienti riescono a sospenderne l&#8217;utilizzo continuativo.</p>
<p>Con il passare degli anni sembra naturale iniziare una lenta e progressiva dipendenza dall&#8217;assunzione protratta di una lista sempre più lunga di farmaci considerati in un certo modo indispensabili.</p>
<p>Quello che non si pensa è che l&#8217;insieme di queste sostanze  si sommano nel loro aspetto metabolico soprattutto quando l&#8217;assunzione è quotidiana e protratta negli anni.</p>
<p>Le benzodiazepine come molti sanno sono un categoria di farmaci nota per dare una dipendenza  sia fisica che psichica. Cosa significa? Significa che dopo un periodo più o meno lungo di assunzione il corpo non può più farne a meno, ovvero non è più possibile dormire o riposare tranquillamente  senza assumerne. Ecco perché i medici di solito non le tolgono più, così avviene che più dell&#8217;80% delle donne ultrasettantacinquenni le assumono e le contengono nel loro elenco di farmaci.</p>
<p>Un vero guaio per chi ne fa uso, un vero affare per le industrie che le producono. Il ragionamento è il seguente: piuttosto che non dormire e stare male per la mancanza di sonno è meglio prendere un farmaco. Quello che non si considera è che il ragionamento fatto in questo modo è piuttosto incompleto e semplicistico.</p>
<p>Il fatto che la popolazione femminile over 50 sia la  maggior consumatrice di questi farmaci, non può non farci pensare alla possibile correlazione tra menopausa e insonnia. E&#8217; noto a tutti che le famose vampate nella maggior parte dei casi peggiorano la notte causando risvegli frequenti e difficoltà a riaddormentarsi. Inoltre fra i diversi disturbi della menopausa vi sono frequenti alterazioni del tono dell&#8217;umore, ansia e spesso anche solo disturbi di insonnia o della qualità del sonno.</p>
<p>Molte donne pensano che le vampate si debbano tenere perchè fanno parte della menopausa e quindi ci si debba convivere. Altre, spinte dal loro ginecologo, assumono farmaci estroprogestinici di sostegno ultimamente rilanciati sul mercato come salvagiovinezza e salute, e infine altre pensano che l&#8217;ansia e l&#8217;insonnia siano problemi  a se stanti da trattare separatamente e distintamente.</p>
<p>E&#8217; raro che il problema venga considerato nel suo insieme. Durante la menopausa non tutte le persone hanno gli stessi problemi alcune avranno più vampate, altre più insonnia e ansia, altre ancora più dolori, vertigini o cefalea o malessere generico. Il deficit di yin  nella medicina cinese, produce quello che si chiama calore vuoto, responsabile delle vampate ma anche di numerosi altri disturbi come l&#8217;ansia, l&#8217;insonnia, un aumento della pressione arteriosa  diastolica (la minima per capirci) e della frequenza cardiaca, vertigini e cefalea per fare un esempio o disturbi gastrici per farne un altro.</p>
<p>In realtà curando  le vampate  o altri disturbi insorti per l&#8217;appunto non proprio casualmente durante la menopausa attraverso la fitoterapia cinese, si lavora non sul sintomo e basta ma sul calore vuoto, ovvero si nutre la componente yin, di liquidi e sangue.</p>
<p>La diagnosi si farà con la valutazione dei sintomi, con l&#8217;ascolto dei polsi oltre che la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca che daranno informazioni  preziose. Una volta individuato il quadro di calore vuoto il trattamento fitoterapico della medicina cinese  lavorerà indirettamente sui diversi disturbi fisici e quindi anche sull&#8217; insonnia, oltre che sugli altri disturbi correlati senza dover ricorrere all&#8217;uso di estroprogestinici ne di benzodiazepine.</p>
<p>La fitoterapia cinese, una volta ristabilito l&#8217;equilibrio alla base dei sintomi, andrà gradualmente sospesa senza diventare essa stessa un&#8217;altra forma di  terapia a vita. Un miglioramento della qualità di vita senza appesantire  a tempo indeterminato il nostro fegato.</p>
<p>In caso di assuefazione alle benzodiazepine ormai ben consolidato, è possibile sfruttare l&#8217;effetto dell&#8217;agopuntura usato non solo per smettere di assumere sostanze quali la nicotina ma efficace nel disintossicare il corpo da qualunque tipo di droga ivi compresi i farmaci. Il trattamento di agopuntura andrà eseguito con regolarità e tempo variabile a seconda del caso e del tempo di assunzione del farmaco, riducendo molto lentamente il dosaggio delle benzodiazepine  fino alla loro completa eliminazione.</p>
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		<title>La Quaresima, una terza forza per mettersi a dieta</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 06:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questo periodo  assisto a un attegiamento un pò rinunciatario nei confronti del regime alimentare. Le persone sono stanche, troppo poca energia da dedicare alla limitazione del regime alimentare e alla focalizzazione mentale sul mettersi in forma. Chi lo fa abitualmente è stufo, chi non lo fa mai aspetta ancora un pò, pensando &#8220;tanto cè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-10.jpeg" rel="lightbox[5289]"><img class="alignleft size-full wp-image-5299" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-10.jpeg" alt="Catherine Bellwald La Quaresima, una terza forza per mettersi a dieta" width="273" height="185" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu La Quaresima, una terza forza per mettersi a dieta" /></a>In questo periodo  assisto a un attegiamento un pò rinunciatario nei confronti del regime alimentare. Le persone sono stanche, troppo poca energia da dedicare alla limitazione del regime alimentare e alla focalizzazione mentale sul mettersi in forma.</p>
<p>Chi lo fa abitualmente è stufo, chi non lo fa mai aspetta ancora un pò, pensando &#8220;tanto cè tempo per la prova costume&#8221;&#8230;sbagliato! non c&#8217;è tempo e soprattutto questo è il tempo migliore per iniziare.</p>
<p>E allora usiamo la terza forza, la Quaresima può essere una motivazione forte e seria per un cattolico, ma anche una valida motivazione ideologica,  filosofica e spirituale per molte altre correnti di pensiero. Non conta come ognuno decide di  porsi in questa questione, l&#8217;importante è che la motivazione  possa dare una forza in più e una marcia in più per partire in questa direzione.</p>
<p>Può essere un modo per  iniziare a mantenere nel tempo l&#8217;attenzione sul regime alimentare corretto e i risultati arriveranno siano essi fisici e non. Non è un caso se in molte discipline esoteriche e religiose l&#8217;ordine e la dieta sono considerate importantissime, costituiscono una regola, un metodo per applicare e focalizzare l&#8217;attenzione e acquistare così maggior energia e determinazione da dedicare alla ricerca interiore.</p>
<p>Ma se la motivazione è unicamente  legata al desiderio di perdere peso non perdetevi d&#8217;animo, sapete come si fa per avere una terza forza? Si prende la bilancia e ci si pesa! Si signori molti in questo momento fanno finta di niente e vanno avanti a testa bassa, ignorando quanti chili hanno messo su involontariamente con l&#8217;inverno. Usciamo da questo letargo..il grasso non ci serve più!</p>
<p>E se ancora non basta, aprite l&#8217;armadio e provate a indossare i vestiti che normalmente usate in primavera ed estate, come vi stanno e se ci entrate ancora. Guardatevi allo specchio con occhio critico come se guardaste qualcuno che si rivolge a voi per dimagrire. Non ho detto di essere spietati, ma determinati; è diverso, ognuno avrà un obiettivo diverso raggiungibile a breve e lungo termine.</p>
<p>Una volta ben consolidata e interiorizzata la vostra motivazione personale, la prima cosa da fare è buttare, regalare o mettere via, tutto quello che avete in casa di sfizioso e che sistematicamente vi tenta, dolci, liquori, biscotti, cioccolato e non comprarli più per un bel pò! Se avete figli e marito che vi chiedono questi prodotti, chiedete loro di fare un sforzo per voi e, statene certi, farete loro un grande favore eliminando per un periodo dalla loro dieta alcuni cibi anche se  loro non vogliono dimagrire.</p>
<p>Per partire è fondamentale anche la complicità dei parenti che spesso ci rendono la decisione più complicata, soprattutto quando ci dicono che non dobbiamo essere fanatici, che qualche chilo in più non ci sta mica male e giù ci cucinano e comprano di tutto e di più!</p>
<p>Partiamo dall&#8217;eliminazione radicale di dolci,  alcolici,  pane e  pasta. Ricordate di fare una buona colazione, un discreto pranzetto, non dimenticate gli snack a metà mattino, una mela per esempio, nel pomeriggio un&#8217;arancia e alla sera siate il più rigorosi possibile;  se potete,  solo verdure.</p>
<p>Al mattino cereali in fiocchi o soffiati naturali, fiocchi di avena, fiocchi di grano saraceno, germe di grano, riso soffiato, con latte di soia, riso o capra e un frutto. Una mela a metà mattinata.</p>
<p>A pranzo se desiderate solo pulirvi consiglio una ciotola di riso con verdure crude ( finocchi, carote, ravanelli, carciofi, valeriana), mentre se il desiderio è di perdere peso al riso aggiungete carne o pesce. Alla sera solo verdure cotte o un passato di verdure. Per il caffé è la stessa cosa, la sua eliminazione è indicata e raccomandata solo se volete davvero pulire il corpo.</p>
<p>State tranquilli non morirete di fame e non farete morire nessuno di fame, non è una dieta pericolosa, le quantità di cibo stanno alla vostra discrezione. L&#8217;ideale è fare i 40 giorni canonici ma potete farvi lo sconto e partire con più calma e moderazione.</p>
<p>Non dimenticate di non mortificarvi con sempre gli stessi sapori, variate e inventate   qualcosa di nuovo e di gustoso per rendere i  vostri piatti meno tristi. Siate orgogliosi e sereni della vostra scelta e decisione. Scoprirete che la mente, una volta liberata dal desiderio del cibo e dalle tossine degli agenti inquinanti nonchè dei cibi malsani o troppo dolci e adulterati, si rilassa, scoprirete di avere più energia  e magari anche nuovi orizzonti.</p>
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		<title>Ricette per mangiar sano: insalata di cereali e verdure crude</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medicina generale]]></category>
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		<description><![CDATA[In questa stagione è difficile scegliere le verdure per non cadere nella monotonia  del cucinare sempre le stesse cose, &#8221; uffa che barba&#8221; direbbe la Mondaini! Fino ad ora ho sempre consigliato di favorire le verdure cotte, per non raffreddare troppo il corpo durante la stagione invernale, quindi zucchine, zucca, asparagi, spinaci, broccoletti e broccoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-112.jpeg" rel="lightbox[5292]"><img class="alignleft size-full wp-image-5305" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-112.jpeg" alt="Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: insalata di cereali e verdure crude" width="238" height="211" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Ricette per mangiar sano: insalata di cereali e verdure crude" /></a>In questa stagione è difficile scegliere le verdure per non cadere nella monotonia  del cucinare sempre le stesse cose, &#8221; uffa che barba&#8221; direbbe la Mondaini!</p>
<p>Fino ad ora ho sempre consigliato di favorire le verdure cotte, per non raffreddare troppo il corpo durante la stagione invernale, quindi zucchine, zucca, asparagi, spinaci, broccoletti e broccoli magari spolverati con alcune spezie per stimolarne il sapore e riscaldarle ulteriormente.</p>
<p>Questi sapori però a lungo andare ci hanno un pò stufati.</p>
<p>In questo il momento stagionale possiamo  <strong>iniziare a introdurre e aumentare l&#8217;assunzione di verdure crude</strong> per pulire il nostro organismo dalle scorpacciate dell&#8217;inverno.</p>
<p>Carote, ravanelli, finocchi, rape, cavolo cappuccio, insalata belga o soncino, pomodori, germogli di soia, peperone, cuori di carciofo, puntarelle. Sono tutti ingredienti  ideali per fare un&#8217;ottima insalata di cereali.</p>
<p>Le quantità di verdure potranno essere più o meno abbondanti rispetto ai cereali, in media consiglio circa la metà del piatto complessivo. I cereali che più si prestano sono il riso e il farro ma potete usare anche il miglio, la quinoa o il couscous; però i chicchi sono più piccoli e danno meno soddisfazione. Del riso abbiamo già parlato per la sua elevata digeribilità e la sua assenza di glutine. Il farro è un altro grande cereale che si presta molto bene a questo tipo di <strong>&#8220;primo piatto insalata&#8221; </strong>ma essendo più fibroso può dare fastidio agli intestini più delicati.</p>
<p>Si ritiene che il farro sia uno dei cereali più antichi come coltivazioni, il fatto che si separi a fatica dall&#8217;involucro esterno lo ha escluso dalla raffinazione e dalla coltivazione intensiva. Oggi viene fortemente rivalutato, contiene glutine come il grano ma <strong>il farro è considerato più ricco di proteine,  in particolare dell&#8217;aminoacido essenziale metionina.</strong> Inoltre dal punto di vista dietetico <strong>il farro è considerato uno dei cereali più ipocalorici e ipoallergenico con effetto protettivo sull&#8217;intestino. </strong></p>
<p>Potete usare le diverse verdure  singolarmente, le carote grattate per esempio e aggiungerle ai cereali in chicco, oppure potete fare un misto di verdure che consiglio di  tagliare finemente e condire con un buon olio di oliva, limone, sale e pepe, profumi se possibile freschi, a seconda dei gusti.</p>
<p><strong>Il mischiare  le verdure fresche finemente tagliate con i cereali ci permette diversi vantagg</strong>i. Il primo è quello di  mangiare le verdure crude senza raffreddarci troppo, queste ultime infatti sono conservate in frigorifero e sono di solito fredde. Mischiate al farro o riso appena fatto la temperatura dei due ingredienti si stempererà ottenendo un piatto leggermente tiepido. Se preferite potete far saltare il tutto in padella o pentola tipo wok per pochissimi minuti; è un altra soluzione, un po&#8217; più cinese ma valida.</p>
<p>Il secondo vantaggio è quello di limitare l&#8217;assunzione di  proteine animali che ben si sposano con l&#8217;insalata, vedi formaggi e carne e  del tanto amato pane per riempirci lo stomaco. <strong>Riusciamo in questa maniera a saziarci mantenendo un regime alimentare molto semplice e pulito, </strong>evitando di avere fame dopo  meno di due ore dal pasto principale, il che equivale a ridurre le tentazioni di saltare sul primo cibo spazzatura a portata di bocca.</p>
<p>Il mio consiglio è quello di usare  le verdure singolarmente in modo da variare i piatti e mangiare ogni giorno un piatto diverso a  vostro piacere. Consiglio sempre verdure biologiche e una certa attenzione all&#8217;estetica del piatto evitando di fare un pastone ma decorandolo per esempio modo elegante. Il cereale può essere messo in una formina e decorato con le verdure, oppure prima mischiato e condito e  poi messo in una formina o nel piatto.</p>
<p>Iniziate con il soncino e il farro; è molto semplice come preparazione e il sapore è delizioso, potete aggiungere anche qualche noce e pò di aceto balsamico, se vi va.</p>
<p>Per fare un altro esempio, provate anche con i germogli di soia in padella ad ammorbidirsi per alcuni minuti, aggiungete il riso bollito e condite.</p>
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		<title>Osteoporosi e fratture spontanee</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 06:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medicina generale]]></category>
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		<category><![CDATA[metabolismo del calcio]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione naturale]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti autori considerano l&#8217;osteoporosi come un evento fisiologioco di demineralizzazione ossea collegato con l&#8217;età, trasfomato in una franca patologia per motivi di business. Anche alcuni esami specifici come la MOC (minelalometria ossea computerizzata) sono stati considerati spesso tarati in modo esagerato. Se da un lato questo può anche essere stato parzialmente vero, è da considerare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/150660.jpg" rel="lightbox[5130]"><img class="alignleft size-full wp-image-5180" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/150660.jpg" alt="Catherine Bellwald Osteoporosi e fratture spontanee" width="320" height="240" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Osteoporosi e fratture spontanee" /></a>Molti autori considerano l&#8217;osteoporosi come un evento fisiologioco di demineralizzazione ossea collegato con l&#8217;età, trasfomato in una franca patologia per motivi di business.</p>
<p>Anche alcuni esami specifici come la MOC (minelalometria ossea computerizzata) sono stati considerati spesso tarati in modo esagerato.</p>
<p>Se da un lato questo può anche essere stato parzialmente vero, è da considerare che le osteoporosi lievi, medie e gravi esistono, e colpiscono una fetta sempre più estesa della popolazione adulta e anziana dei paesi  industrializzati.</p>
<p>Quali siano le reali cause di questo incremento epidemiologico, se l&#8217;innalzamento della mortalità, la possibilità di eseguire i test di screening specifici, fattori quali razza e costituzione, alimentazione, condizioni climatiche e abitudini di vita, non ci è ancora dato di saperlo con certezza.</p>
<p>Una cosa però è certa; i pazienti trattati con terapia cortisonica e antiacida a lungo termine  ne sono particolarmente colpiti.</p>
<p>L&#8217;osteoporosi  non è dolorosa ne sintomatica ovvero da segno di sè solo quando è veramente severa. Si considera che la possibile causa del dolore in fase avanzata sia nelle micro fratture. Un&#8217;altra problematica è  data dalla facilità di insorgenza di fratture che possono essere anche spontanee oltre che per traumi di lieve entità o semplici cadute a terra e costituiscono una spesa sanitaria molto elevata.</p>
<p>Le fratture spontanee più frequenti sono i crolli vertebrali e le fratture costali. In questi casi si assiste ad un dolore  molto acuto che insorge repentinamente dopo un movimento di rotazione, uno sternuto oppure senza un apparente movimento. Il dolore di solito impedisce il riposo notturno e risponde poco ai farmaci antidolorifici. La diagnosi è possibile anche alla sola palpazione e si accerta con una semplice radiografia.</p>
<p>Molto più complessa è la diagnosi di frattura di femore spontanea. In questi casi, infatti, il femore si rompe ed il paziente cade a terra, ma diventa difficile capire se è la caduta a rompere il femore o vice versa, mi spiego? Ecco che non se ne parla molto perchè non si può verificare con certezza. Posso però affermare per esperienza che i casi di questo tipo non sono poco frequenti. Soggetti anziani lucidi capaci di segnalare l&#8217;evento con precisione ne ho incontrati parecchi durante i miei otto anni in Riabilitazione. Ecco che a questa ipotesi non si da credito in quanto non è verificabile, ma è lecito porsi il dubbio.</p>
<p>Ma come mai l&#8217;osso a un determinato momento in modo del tutto imprevisto cede?  Non lo sapremo mai, è come un quadro appeso a un muro o un vecchio ponte in equilibrio precario, e  come dice il saxofonista del film un pianista sull&#8217;oceano &#8220;ad un dato momento.. senza preavviso..  senza una ragione precisa&#8230;vlamm&#8230;cede!&#8221;</p>
<p>Certo è l&#8217;osteoporosi severa la causa ovvero la precarietà dell&#8217;impalcatura ossea di sostegno, è difficile che un bambino o un adulto sano cadendo si fratturi un femore. A meno che non caschi da una scala, o  in modo davvero violento, di solito chi cade, si alza, magari ammaccato ma con le proprie gambe.</p>
<p>Si fa un gran parlare di fabbisogno giornaliero e assunzione di calcio, collegato all&#8217;osteoporosi. Anche se si conoscono le relazioni tra livello di calcemia e la produzione di alcuni ormoni, il <strong>livello di mineralizzazione ossea dipende da fattori molto più complessi che non la semplice assunzione di calcio.</strong></p>
<p><strong>Non vi è infatti nessun dato scientifico che confermi che una maggior assunzione di calcio </strong><strong>e tanto meno l&#8217;utilizzo di prodotti caseari, </strong><strong>riducano l&#8217;insorgenza di osteoporosi .</strong></p>
<p>Nell&#8217;età adulta il metabolismo del  calcio è considerato pari a zero, ovvero per 800-1000 mg di assunzione giornaliera di calcio con la dieta, mediamente 200 mg vengono assorbiti dall&#8217;intestino e 200mg secreti con le urine.</p>
<p><span id="more-5130"></span></p>
<p>Che la concentrazione di calcio sia un fattore determinante per il corpo umano ne siamo più che certi, non a caso il calcio concorre in moltissime reazioni biochimiche essenziali fra cui la conduzione dell&#8217;impulso nervoso, la contrazione muscolare e quindi anche la contrazione del cuore, organo principe. Un&#8217;altra cosa notevolmente importante è che solo l&#8217;1% del calcio corporeo è presente nel liquidi corporei; tutto il resto si trova nel tessuto osseo. Inoltre il calcio deve trovarsi con una proporzione sempre inferiore al fosforo per non precipitare, calcificando i tessuti molli. <strong>Il suo assetto e mantenimento stabile è quindi non solo di vitale importanza per la vita ma anche estremamente raffinato</strong>. Si conoscono tre  ormoni che concorrono al mantenimento  dell&#8217;omeostasi calcica, la Vitamina D, la calcitonina e il paratormone.</p>
<p>Non mi stupirebbe se scoprissimo in futuro altri ormoni ancora sconosciuti, in grado di interagire sulla concentrazione di calcio nei diversi tessuti organici.</p>
<p>Il fatto che il corpo umano  con l&#8217;età perda calcio e che questa perdita sia a favore di una demineralizzazione ossea è un fatto considerato fisiologico, ma la precoce perdita di massa ossea o la sua eccessiva riduzione sono oggi una patologia conclamata per la quale numerose case farmaceutiche ricercano una soluzione preventiva.</p>
<p>La domanda corretta dovrebbe essere: <strong>quali sono i fattori che determinano un aumento della perdita di calcio da parte del corpo adulto e anziano e cosa determina la sua incapacità di conservarlo nelle ossa</strong>? I<strong>l problema non è quindi come assumerne di più con la dieta, magari anche in età giovanile ma come trattenerlo e usarlo al meglio in età avanzata.</strong></p>
<p>Negli anni 80 una grande speranza e spinta da parte dell&#8217;industria farmaceutica fu data alla calcitonina, un ormone prodotto da alcuni tipi di cellule, dette &#8220;C&#8221;, presenti nella tiroide, che veniva usato sistematicamente per curare l&#8217;osteoporosi. Questo ormone sembrava la chiave di volta in quanto agente direttamente sul tessuto osseo stimolando la mineralizzazione. Pertanto dopo la resezione della tiroide non si riscontra un peggioramento dell&#8217;osteoporosi. <strong>Oggi si ritiene che la calcitonina abbia un ruolo prevalentemente durante la crescita e l&#8217;allattamento e il suo uso sistematico è stato accantonato.</strong></p>
<p>L&#8217;assorbimento di calcio da parte dell&#8217;intestino e la sua eliminazione con le urine dipende dalla concentrazione del paratormone e dalla concentrazione di Vitamina D attiva presenti in circolo. La quantità di paratormone secreta dalle piccolissime ghiandole della paratiroide aumenta con i bassi livelli di calcemia.</p>
<p>Ne risulta che più la calcemia è alta più si riduce la  possibilità di assorbirla per via alimentare e di eliminarla per via renale. Ecco perché  oggi il calcio come integrazione viene prescritto sempre associato alla Vitamina D che ne facilita  sia l&#8217;assorbimento che il riassorbimento renale.</p>
<p>Negli anni &#8217;90 sono iniziate le terapie con la classe dei bis-fosfonati o difosfonati ritenuti in grado di inibire l&#8217;azione degli ostoclasti e di aumentare la massa ossea  facilitando la rimineralizzaione. Questi farmaci sono stati usati in abbondanza proprio per la loro marcata efficacia su tutti i quadri conclamati di osteoporosi anche per la prevenzione delle fratture. <strong>Oggi, a causa degli elevati effetti collaterali, la tendenza  resta  quella di limitarne l&#8217;uso ai casi davvero gravi, con fratture spontanee e nelle metastasi ossee demineralizzanti anche per la loro efficacia antidolorifica.</strong></p>
<p><strong>La coppia di sostanze calcio e Vitamina D  resta in questo momento la terapia più usata nelle forme di osteoporosi,  anche in prevenzione</strong>. In pediatria esiste una corrente di pensiero che tende a consigliare l&#8217;assunzione di Vit D anche ai neonati perchè il latte materno ne sarebbe troppo povero. E qui mi sorge veramente un dubbio; ma se il latte materno ne contiene poco, non è che per caso in quella particolare fascia di età ne serve anche poco?</p>
<p>E&#8217; ovvio che  nelle prime fasi della crescita, le ossa rappresentano un tessuto che ha bisogno di essere nutrito e irrobustito, ma se fino ad ora abbiamo fatto senza vitamina D, non è che  somministrandola così allegramente  andiamo a scombinare un equilibrio? E&#8217; una domanda lecita a mio parere, lo scopriremo fra qualche anno.</p>
<p>La vitamina D è prodotta per l&#8217;80% dalla cute grazie alla radiazione solare e solo in minima parte assunta con l&#8217;alimentazione (per lo più presente nei pesci e nell&#8217;olio di pesce) dove deve comunque essere attivata attraverso un meccanismo collegato alla luce.</p>
<p>Resta il fatto che alte dosi di Vitamina D o l&#8217;assunzione prolungata di questa sostanza non sono scevre da possibili effetti collaterali. Si consideri che quando un farmaco o una sostanza vengono usati in prevenzione è giusto che i loro possibili effetti collaterali siano più che limitati anche a distanza di tempo. E&#8217; lo stesso discorso  fatto per il colesterolo.</p>
<p>Ecco che più che  &#8220;dopare&#8221; i bambini e i neonati affinché crescano con ossa più robuste, forse sarebbe più giusto porre un accento sui modi naturali  di limitare la perdita di osso con l&#8217;età,  senza cadere nella banale affermazione di mangiare e bere latte, formaggi e yogurt.</p>
<p>Darei un forte accento alla necessità di fare regolarmente dei <strong>bagni di luce in ambienti con ridotto tasso di inquinamento </strong>e di <strong>limitare per quanto possibile  una vita interamente al chiuso</strong> che inizia già da piccoli tra banchi di scuola e corsi di lingue, musica, sport in palestra. La luce solare intesa quindi come nutrimento non solo delle piante ma anche delle persone.</p>
<p>Ma anche <strong>il tipo di alimentazione</strong> e non solo la quantità di calcio assunta giornalmente  potrebbero essere determinanti nel lavoro di prevenzione dell&#8217;osteoporosi</p>
<p><strong>Il rapporto calcio-fosforo sembra un altro fattore di rilievo, </strong>si ritiene che il calcio e il fosforo nel sangue e nei tessuti debbano mantenere un rapporto fisso di 1 a 2,5, e che questo rapporto debba essere mantenuto anche durante l&#8217;assorbimento intestinale. Ovvero il fosforo sempre ad un livello più che doppio rispetto a quello di calcio. Il fosforo è altamente rappresentato nei cibi e si ritiene che gli unici alimenti in cui il calcio supera il fosforo siano i derivati dal latte che tanto vengono reclamizzati come fonte indispensabile di calcio. E questo spiegherebbe perché gli Americani che pasteggiano a latte sono fortemente colpiti da questa patologia.</p>
<p>Sono molti gli autori a che considerano che <strong>l&#8217;eliminazione, ovvero la perdita, di calcio con le urine sia favorita da una dieta ricca in proteine animali.</strong></p>
<p>Si ritiene inoltre che i<strong>l calcio venga assorbito con più difficoltà in caso di assunzione di alcolici, e nei fumatori.</strong></p>
<p>Infine l&#8217;assenza di movimento e la sedentarietà sono sicuramente un sicura causa di demineralizazione ossea; il movimento inteso anche e soprattutto come movimento  in presenza della  gravità. Non a caso il paziente allettato e l&#8217;astronauta sono i primi a evidenziare un immediato peggioramento della mineralizzazione ossea.</p>
<p><strong>Camminare e correre sono certamente le attività motorie che maggiormente causano una stimolazione vibrazionale forte a tutto il sistema scheletrico. E anche qui spezzerei un&#8217;altra lancia nel ridurre i trasporti in macchina sia essa privata che pubblica a favore della sana e vecchia camminata all&#8217;aperto. E&#8217; che abbiamo sempre fretta, non è vero? Altro che Vitamina D: via i passeggini il prima possibile!</strong></p>
<p>Per concludere, secondo la medicina cinese <strong>il trofismo delle ossa è collegato all&#8217;energia del rene che decade con l&#8217;età senza aver la possibilità di essere rinnovata</strong>.  Si ritiene però che la continuativa pratica di discipline orientali e  arti marziali  sia un modo per conservarla più a lungo nel tempo e che un corretto stile di vita ne limiti la progressiva riduzione nel tempo. In altre parole, una dieta ricca di sostanze vegetali, frutta e verdura (le famose 5 porzioni al giorno che pochi mangiano), una limitata o nulla assunzione di alcolici e di fumo inteso anche come smog e  per finire una corretta circolazione non solo energetica  ma anche  delle famigerate emozioni.</p>
<p>In modo più occidentale e scientifico potremmo dire che l&#8217;omeostasi calcica ovvero il sistema che regola la concentrazione di calcio nel sangue e negli altri tessuti del corpo è di nuovo un complesso equilibrio di un numero elevato di ormoni che interagiscono l&#8217;uno con l&#8217;altro: estrogeni, testosterone, cortisolo e forse molti altri ancora non conosciuti, esattamente come per la glicemia che risulta essere un parametro controllato da un network ormonale complesso e ancora sconosciuto.</p>
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		<title>Agopuntura: funziona in modo diverso dai farmaci</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2010/11/11/agopuntura-funziona-in-modo-diverso-dai-farmaci/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 06:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima cosa che  distingue un farmaco da un trattamento di agopuntura è che usarlo per prevenire una patologia non è così semplice,  anche se le case farmaceutiche ci stanno provando a trovare farmaci preventivi e oggi si stanno buttando sulla fitoterapia di basso livello e su integratori generici con lo scopo di riuscire a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4541" style="border: 5px solid white;" title="Differenza tra farmaci e agopuntura" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-12.jpeg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura: funziona in modo diverso dai farmaci" width="264" height="191" />La prima cosa che  distingue un farmaco da un trattamento di agopuntura è che usarlo per prevenire una patologia non è così semplice,  anche se le case farmaceutiche ci stanno provando a trovare farmaci preventivi e oggi si stanno buttando sulla fitoterapia di basso livello e su integratori generici con lo scopo di riuscire a vendere al maggior numero possibile di pazienti un prodotto da assumere vita natural durante!</p>
<p>Un farmaco per prevenire una malattia deve dimostrare che il suo NNT è davvero basso e il suo NNH molto alto ovvero ci vuole  un basso numero  di pazienti trattati  per prevenire una patologia e un numero davvero alto di pazienti trattati per ottenere un evento avverso. Qualunque sostanza, naturale o sintetica che sia, se ha degli effetti chimici di rilievo tali da curare  una malattia di solito possiede anche una certa tossicità intrinseca, ovvero non si può usare in modo indiscriminato.</p>
<p>Ecco che <strong>usare anche la fitoterapia come medicina preventiva non è azione scevra da pericoli</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;agopuntura invece è la medicina preventiva per eccellenza</strong>; può, oltre che risolvere disturbi fisici e psichici, prevenire numerose patologie senza causare essa stessa una possibile patologia. L&#8217;agopuntura lavora su un concetto di equilibrio e di consolidamento di un equilibrio: quando l&#8217;equilibrio non c&#8217;è, tende a modificare l&#8217;assetto alla ricerca dell&#8217;equilibrio, quando l&#8217;equilibrio è presente lo mantiene e lo consolida.</p>
<p>Nei rari casi in cui l&#8217;agopuntura scatena un malessere questo si trovava latente e nascosto pronto a trasformarsi in qualcosa d&#8217;altro o spuntar fuori quando meno lo si aspettava. Questo significa che non si tratta di un effetto collaterale dell&#8217;agopuntura ma di un malessere in transizione talora neccessario per identificare un problema  e quindi per trattarlo.</p>
<p>Mi sono capitate in 10 anni di lavoro due pazienti che dopo aver eseguito i primi tre trattamenti di agopuntura riferivano un netto miglioramento dei dolori muscolari ma lamentavano la comparsa di un quadro ansioso di grado moderato o severo prima non segnalato.</p>
<p>In questo caso non è giusto dire che l&#8217;agopuntura ha scatenato una sindrome ansiosa come effetto collaterale ma piuttosto che l&#8217;ha portata alla luce ovvero l&#8217;ansia si nascondeva sotto i dolori muscolari, i dolori muscolari erano lo specchietto per le allodole del disturbo ansioso.</p>
<p>Il trattamento di agopuntura può spostare un dolore da un punto all&#8217;altro mostrandoci il vero luogo di origine del dolore, e la sua vera natura, talora in modo anche sorprendente.</p>
<p>Un caso recente di dolore infrascapolare presente da 6 mesi e non sensibile ai farmaci antinfiammatori, dopo solo due sedute di agopuntura si è trasformato in una vera e propria nevralgia presumibilmente erpetica interna evidenziando il decorso e i sintomi tipici di questa patologia. Il dolore non era muscolare e per questo non rispondeva ai comuni farmaci ne ai trattamenti massofisioterapici precedentemente eseguiti senza successo.</p>
<p>In questi casi non è certamente facile spiegare ai pazienti cosa sta succedendo ma se si riesce a far capire loro che il portare a galla un problema nascosto è il primo passo verso la sua soluzione, il lavoro è già mezzo riuscito. Per metttere in ordine una stanza in profondità, prima  bisogna pulire i cassetti e gli armadi e i ripostigli creando disordine e sporco e poi continuando si arriverà alla pulizia completa e totale e non solo superficiale.</p>
<p>Nello stesso identico modo  solo continuando il trattamento in modo intensivo, il cambiamento e la risoluzione dei disturbi fisici e psichici verrà conseguito in modo completo e soddisfacente.</p>
<p>Possiamo dire che <strong>l&#8217;agopuntura, a differenza del farmaco, nei rari casi in cui produce quello che definiamo un transitorio peggioramento, non va sospesa ma continuata aumentando se possibile l&#8217;intensità del trattamento </strong>ovvero il numero di sedute settimanali, discorso impensabile e totalmente assurdo per un farmaco ovviamente che invece deve essere immediatamente sospeso.</p>
<p>Un&#8217;altra sostanziale differenza tra farmaco e agopuntura è che, una volta che il paziente è guarito dalla patologia, il farmaco viene sospeso; l&#8217;antibiotico, l&#8217;antimicotico, il cortisonico o l&#8217;antistaminico non si usano più o quanto meno se ne riduce il dosaggio fino alla sua sospensione.</p>
<p><strong>In agopuntura quando il paziente è guarito è utile non interrompere in modo completo</strong>. La totale regressione del sintomo non sempre coincide con la totale scomparsa delle cause che lo hanno generato. <strong>L&#8217;agopuntura a differenza del farmaco, lavora non solo sul sintomo chiamato  manifestazione ma anche sul disequilibrio presente alla sua origine chiamata radice  del disturbo.</strong></p>
<p>Potrete capire che non sempre l&#8217;uno coincide con l&#8217;altro ci possono volere anche  anni prima che un disturbo interno  si manifesti in superficie, ecco che il lavoro per essere davvero completo non dovrebbe essere sospeso anche con la completa remissione dei sintomi, soprattutto se  presenti da numerosi anni.</p>
<p>Per  riportare una bilancia in equilibrio è necessario andare avanti finchè i due piatti non si trovano esattamente in equilibrio; sospendere prima anche poco prima consentirà al disequilibrio di manifestarsi nuovamente magari a distanza di tempo.</p>
<p><strong>L&#8217;agopuntura non produce dipendenza</strong> anzi viene proprio usata per liberarsi da qualunque tipo di dipendenza sia fisica che psichica, dallo shopping compulsivo all&#8217;alimentazione eccessiva, dal fumo di sigaretta all&#8217;assuefazone a qualunque sostanza chimica. Non va quindi temuta perché punge e fa male; sono ben altre le terapie potenzialmente dannose e ricche di effetti collaterali che spesso non siamo in grado di capire o sentire.</p>
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		<title>Come abbassare i valori di colesterolo in modo naturale</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 05:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4498" title="colesterolo" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/colesterolo.jpg" alt="Catherine Bellwald Come abbassare i valori di colesterolo in modo naturale" width="288" height="228" />Apriamo un capitolo di grande interesse medico scientifico oltre che divulgativo:  per dislipidemie si intende un aumento della concentrazione plasmatica di grassi nel sangue, per lo più <strong>colesterolo e trigliceridi o entrambi.</strong></p>
<p>Oggigiorno, con il miglioramento della biochimica, l&#8217;attenzione si è focalizzata non solo sull&#8217;aumento del colesterolo e dei trigliceridi presi singolarmente come si faceva una volta ma sul r<strong>apporto presente tra i diversi tipi di colesterolo e i trigliceridi.</strong></p>
<p>I pazienti più aggiornati sanno che bisogna avere un buon rapporto tra colesterolo totale e HDL  compreso tra 4 e 5 per essere in buona salute. Secondo il biochimico Barry Sears anche il rapporto tra trigliceridi e HDL è fondamentale e deve essere inferiore a 4.</p>
<p>Ma torniamo un pò indietro cosa sono i trigliceridi e il colesterolo per il corpo umano?</p>
<p>Innanzi tutto sono grassi e su questo non si discute, quindi sono insolubili in acqua, questa caratteristica fa si che  i grassi presenti nel corpo non possano  essere assorbiti senza un processo di esterificazione mediato dai sali biliari, prodotti dal fegato e immagazinati nella colecisti e non possono viaggiare liberamente nel sangue senza essere legati alle lipoproteine a bassa o alta densità ( vedi LDL, VLDL, HDL)</p>
<p>La seconda cosa importante è  sapere che possiamo <strong>produrre lipidi in modo endogeno</strong> partendo sia da glucidi che da proteine, la fonte maggiore di produzione proviene certamente dai glucidi.</p>
<p>Si ritiene che ben <strong>l&#8217;80 % del colesterolo dipenda dalla produzione interna e non dalla quantità di colesterolo introdotto con l&#8217;alimentazione.</strong> Sono gli zuccheri in eccesso che aumentano la loro produzione e in particolare come dice alle sue conferenze il Dott Berry Sears sono i glucidi a basso costo e i grassi idrogenati o trans ad aumentare, attraverso l&#8217;alimentazione, la capacità di produrre il colesterolo endogeno dannoso ovvero LDL.</p>
<p>Un altro aspetto su cui è opportuno fare una riflessione è il considerare il colesterolo come un elemento di vitale importanza e non solo un pericolo; esso infatti <strong>entra nella costituzione di sostanze  complesse come gli ormoni </strong>steroidei, fra cui testosterone, cortisolo, estrogeno, progesterone e molte altre molecole altamente specializzate come la Vitamina D per fare un esempio.</p>
<p>Il livello di colesterolo nel paziente anziano è inoltre considerato come un<strong> importante  indice di salute</strong>. Nel <strong>paziente ultraottantenne</strong> infatti avere un colesterolo basso è strettamente collegato con una aumento della morbilità (possibilità di ammalarsi) e della mortalità (possibilità di morire) ed è considerato come un segno di fragilità.</p>
<p>Un altro fattore sul quale è utile riflettere è che <strong>il valore di allarme del colesterolo sembra abbassarsi sempre di più con il passare degli anni </strong>così come i valori di ipertensione arteriosa. Una volta il valore critico era 260 mg oggi è 200mg e per soggetti a rischio sembra scendere ulteriormente.</p>
<p>E&#8217; di grande interesse la diatriba sui reali rischi ed efficacia della classe di farmaci più usati per ridurre il colesterolo: <strong>le statine.</strong> Le statine inducono una <strong>riduzione della produzione endogena di colesterolo attraverso un&#8217;azione diretta sull&#8217; enzima che lo genera,</strong> un&#8217;azione parallela sarebbe però anche presente sul tessuto muscolare per analogia di molecola.</p>
<p><span id="more-4458"></span></p>
<p>Le ultime metanalisi hanno messo insieme i dati della <strong>prevenzione primaria </strong>(pazienti aventi solo un colesterolo alto) e <strong>della prevenzione secondaria</strong> (pazienti con ipercolesterolemia e pregressi eventi cardiologici o neurologici come un infarto o un ictus per intenderci) e secondo il parere di numerosi medici  del settore questo dato ha  alterato significativamente i valori di<strong> NNT</strong> (Number needed to treat) ovvero <strong>quanti pazienti devo trattare per evitare un evento patologico.</strong></p>
<p>I valori di NNT sono discordanti; alcuni parlano di valori fino a 71 altri dati di valori compresi tra 20-40, per tempi compresi tra 3-5 anni di terapia.  In parole povere significa che avrò trattato nel primo caso 70 pazienti per 3-5 anni senza aver riscontrato alcun beneficio comprovabile.</p>
<p>Inoltre il <strong>NNH</strong> (Number needed to harm) ovvero <strong>dopo quanti pazienti trattati insorge un evento collaterale indesiderato</strong> è davvero notevole: i valori  per la rabdomiolisi conclamata sembrano alti e non sono certi (si intende per rabdomiolisi un evento grave capace di condurre a morte il paziente per distruzione del tessuto muscolare), ma ci sono cifre molto più basse per altri eventi come insufficienza renale (434),miopatia in senso lato(259), alterazione della funzionalità epatica (136) e cataratta (33).</p>
<p>Da alcuni lavori sembra che la popolazione femminile così come quella con età superiore a 65 anni non abbia gli stessi benefici rispetto alla popolazione maschile sotto i 65 anni con episodi ischemici pregressi.</p>
<p>E&#8217; inoltre ormai accettato che la somministrazione di statine <strong>riduce la concentrazione di Coenzima Q10 nell&#8217;organismo</strong> anche fino al 40%, favorendo <strong>lo stress ossidativo</strong> da parte delle cellule  in senso lato e molti sono i medici che consigliano di assumere coenzima Q10 a tutti i pazienti in terapia con statine per bilanciare questo problema.</p>
<p>Il biochimico Barry Sears sostiene che le statine aumentino anche l&#8217; AA ovvero l&#8217;Acido Arachidonico inteso come fonte primaria di eicosanoidi detti &#8220;cattivi&#8221;, considerati come degli ormoni prodotti dalle cellule dell&#8217;intero organismo in grado di promuovere la distruzione cellulare. Il loro eccesso sembra essere stato riconosciuto appunto alla base dello sviluppo delle malattie croniche.</p>
<p>Infine le <strong>associazioni farmacologiche con le statine sono molto pericolose</strong> e possono aumentare il rischio di rabdomiolisi, anche per farmaci apparentemente innocui come gli antibiotici e la cimetidina. Purtroppo queste associazioni sono difficili da  sorvegliare e limitare nei pazienti anche per una scarsa informazione da parte loro e talora anche sottostima del pericolo da parte del medico che  somministra le statine.</p>
<p>La correzione farmacologica mediata dalle statine è attualmente <strong>in rivalutazione;</strong> se da un lato è provato che diminuisca il rischio di infarto nei soggetti ad alto rischio, alcuni sostengono che possa essere aumentato il rischio di cardiopatia congestizia legata ad una minor funzionalità del muscolo cardiaco e altri che la terapia sia troppo rischiosa in caso di sola prevenzione di pazienti sani.</p>
<p>Le statine rappresentano per l&#8217;industria farmacologica <strong>il più grande business di questi ultimi tempi</strong>, sono i farmaci più venduti e con maggior incasso al mondo. Sono moltissmi i medici che richiedono un&#8217;ulteriore metanalisi che divida bene la prevenzione primaria da quella secondaria.</p>
<p>Prima di trattare un soggetto sano senza storia di patologie ischemiche solo perche ha dei valori alti di colesterolo è necessario pensarci bene, in particolare se si tratta di donne o di pazienti con età superiore a 65 anni.</p>
<p>Inoltre la possibilità di evitare questi farmaci esiste; si tratta di ragionare in modo diverso, non introdurre sostanze che interferiscano così drasticamente sulla capacità di produrre il colesterolo tout court, ma lavorare sulla possibilità di aumentare il colesterolo HDL e ridurre il coletesrolo LDL attraverso <strong>modificazioni del regime alimentare e dello stile di vita.</strong></p>
<p>Non solo limitarsi ad <strong>e</strong><strong>vitare  di assumere dosi elevate di alimenti contenenti colesterolo</strong> come le ostriche,  e il rosso dell&#8217;uovo e i formaggi ma soprattutto, <strong>eliminare  l&#8217;assunzione di grassi trans</strong> e <strong>limitare l&#8217;ingestione di eccessive quantità di carboidrati sotto forma di glucidi a basso costo ovvero farine e zuccheri lavorati industrialmente</strong>.</p>
<p>Consigliare di mangiare cibo spazzatura insieme a una bella pastiglia di statina come abbiamo sentito dai giornali, sembra  una battuta ma c&#8217;è chi ragiona in questo modo ed è assolutamente in linea con il modo di pensare di molte persone e delle case farmaceutiche!</p>
<p>L&#8217;utilizzo della soia per esempio, al di là degli slogan allarmistici anti soia presenti sulla rete, che hanno un sentore di anti propaganda guidata presumibilmente da interessi economici. Questo alimento è considerato fra i più poveri. La soia è usata in Asia da secoli come ingrediente base della dieta  sembra aver dimostrato da recenti studi non solo di limitare l&#8217;assorbimento di colesterolo ma anche di aumentare la frazione di HDL.</p>
<p>Gli steroli e polifenoli sono anche queste categorie di sostanze presenti in numerose specie di <strong>verdura e frutta</strong> , assunte regolarmente ogni giorno dalle 3 alle 5 porzioni,  hanno la caratteristica di ridurre  lo stress ossidativo in modo significativo.</p>
<p>L&#8217;assunzione di <strong>olio di pesce </strong>oltre che alimentarsi regolarmente con dosi di <strong>pesce </strong>di vario tipo, è  un altro utilissimo sistema per modificare  i valori di di LDL e di colesterolo totale.</p>
<p>Anche l&#8217;<strong>allenamento fisico regolare</strong> di grado medio sembra poter limitare la concentrazione di colesterolo LDL.</p>
<p>E infine anche la fitoterapia può essere un valido aiuto per limitare la produzione di colesterolo endogeno, il <strong>Monascus  o Hong qu o riso rosso</strong>, è il riso fermentato dalla presenza di un lievito che ne conferisce il colore rosso appunto. Da secoli in Oriente questo prodotto è considerato sia un alimento che un fitoterapico.</p>
<p>Il Monascus è capace di ridurre i valori di colesterolo endogeno, per il suo contenuto naturale di lovastatina e per questo  andrà comunque dosato e somministrato con attenzione e cura ma con una maggior maneggevolezza e limitata tossicità rispetto alle statine sintetiche in commercio.</p>
<p>La scelta di assumere statine in prevenzione primaria deve essere a mio parere eseguita solo dopo il fallimento di queste metodiche, suggerimenti dietetici, stile di vita e utilizzo di fitoterapici.</p>
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		<title>La diagnosi in medicina: le trappole</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 05:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E stato per primo lo svizzero Jung a descrivere la fondamentale differenza tra individui, dividendoli in soggetti introversi ed estroversi. All&#8217;alba di una nuova era di possibilità di comunicazioni dove il medico può essere interpellato via internet, questa distinzione tra persone introverse ed estroverse mi consente una riflessione che vale la pena di fare. Oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4320" style="border: 5px solid white;" title="pediatra-visita" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/pediatra-visita.jpg" alt="Catherine Bellwald La diagnosi in medicina: le trappole" width="360" height="244" />E stato per primo lo svizzero Jung a descrivere la fondamentale differenza tra individui, dividendoli in <strong>soggetti introversi ed estroversi</strong>.</p>
<p>All&#8217;alba di una nuova era di possibilità di comunicazioni dove il medico può essere interpellato via internet, questa distinzione tra persone introverse ed estroverse mi consente una riflessione che vale la pena di fare.</p>
<p>Oggi l&#8217;esistenza di queste due categorie di persone non lascia nessuno stupito, è diventata una acquisizione ormai consolidata nella mente dei più.</p>
<p>La distinzione tra soggetti introversi ed estroversi sembra una banalità, appare una cosa nota e risaputa sulla quale neanche valga più la pena soffermarsi come su tante cose d&#8217;altronde.</p>
<p>Ma questa differenza <strong>è fondamentale </strong>nel momento in cui si desideri comprendere un individuo. Come medico la considero preziosa e la ritengo <strong>acquisibile solamente attraverso una conoscenza diretta e più o meno approfondita del paziente.</strong></p>
<p>Il <strong>paziente estroverso</strong> tende a raccontare tutto e dare  troppa importanza a piccoli indizi talora utili ma potenzialmente suscettibili di portare fuori strada un  medico (soprattutto se inesperto e ansioso) in quanto frutto di considerazioni già compiute e talora vere e proprie <strong>esteriorizzazioni di preoccupazioni e ansie personali</strong>.</p>
<p>Il più delle volte i disturbi di questi pazienti si risolvono velocemente con indicazioni e trattamenti, in quanto il disturbo è lieve e con una importante componente ansiogena.</p>
<p>Se diversamente il disturbo è serio o più grave <strong>il paziente con la sua descrizione tende egli stesso a portare il medico verso un necessità di eseguire ulteriori accertamenti</strong> e verifiche. Molta attenzione dovrà essere data all&#8217;<strong>evitare di sottovalutare un disturbo descritto come acuto in un paziente noto come molto ansioso</strong>. Questo purtroppo succede proprio perché il paziente si lamenta sempre molto per disturbi lievi e diventa difficile distinguere la comparsa di disturbi più seri. Vale comunque la pena di consigliare accertamenti ricorrenti in quei pazienti i cui disturbi non passano mai, anche perché può accadere che un sintomo possa diventare nel tempo una malattia conclamata anche seria.</p>
<p>Molto più pericolosi però sono i <strong>pazienti  introvers</strong>i  magari poco conosciuti. Un mio collega ormai in pensione e geriatria di fama, definiva un certo tipo di donna capace di sopportare di tutto e di più, come  &#8221;<strong>soggetti ad alto rischio&#8221;.</strong></p>
<p>Quando questo tipo di paziente giunge dal medico di solito non lo fa per caso ma perché ha un insigth della sua gravità, purtroppo tende a <strong>dire poco</strong> e <strong>omettere dettagli importanti</strong>. Quando un paziente di questo tipo dice &#8221; ho la sensazione di non strare mica tanto bene&#8221; &#8221; oppure credo di essermi fatto male&#8221; di solito è meglio <strong>incalzare con domande e procedere ad una visita urgente per scongiurare il peggio</strong>.</p>
<p>Dare consigli medici al telefono o via internet senza conoscere il paziente e senza toccarlo è a parer mio un grosso rischio nel quale è meglio non entrare con troppa fiducia.</p>
<p>La possibilità di sapere quale  sia l&#8217;antibiotico più specifico in caso di bronchite da aria condizionata  oppure  quale sia l&#8217;antibiotico non foto sensibile per il quale sia possibile esporsi tranquillamente al sole o ancora quale siano i prodotti da prendere dopo un trattamento con antibiotico è certamente utile.</p>
<p>Ma l<strong>a diagnosi per telefono o per via telematica è in assoluto la cosa più rischiosa che ci sia</strong>, l&#8217;anno scorso in Inghilterra hanno istituito un servizio telefonico medico per far fronte all&#8217;influenza suina, mi ricordo che poco clamore fu dato alla notizia che una bambina era morte di meningite perché le fu consigliato telefonicamente il riposo a casa  e la cura con antinfiammatori.</p>
<p>Purtroppo le meningiti sono assai rischiose e non sempre si fa in tempo a salvare il paziente, ma mi resta il dubbio che se un medico l&#8217;avesse visitata e mosso la testa e il collo e non solo misurato la febbre forse avrebbe potuto salvarla. In caso di febbre molto alta vale sempre la pena escludere una peritonite e una meningite.</p>
<p>Il <strong>toccare il paziente visitandolo è un modo per avere importanti informazioni cliniche</strong> ma alcune volte è l&#8217;intuizione ovvero <strong>una comunicazione senza parole ma che passa attraverso il corpo </strong>e che associata alle informazioni è utilissima nel fare da guida alla diagnosi.</p>
<p>Mi ricordo ancora di una notte in guardia medica quando un giovane paziente di circa 30 anni, sino a quel momento  del tutto asintomatico, nel cuore della notte si sveglia urlando che stava morendo e di chiamare urgentemente il medico.</p>
<p>Al momento del mio arrivo in casa diceva solo che stava morendo alla mia domanda sente dolore mi rispondeva solo mi porti in ospedale muoio.</p>
<p>Così come si fa con i pazienti troppo piccoli per parlare e con pazienti non lucidi ho iniziato a visitarlo con molta calma; appena messa la mano sulla pancia, anche se il paziente collaborava poco, ho subito pensato, alla possibilità di una colica renale, formulata la diagnosi verbalmente il paziente si è subito calmato, e ha iniziato a collaborare dando informazioni utili sul suo dolore confermando che di colica renale probabilmente si trattava.</p>
<p>A pochi minuti dall&#8217;iniezione di miorilassante e antidolorifico il quadro era totalmente scomparso e dopo 24 ore il paziente aveva eliminato il calcolo con le urine. L&#8217;informazione attraverso la parola era del tutto fuorviante solo il contatto fisico ha consentito il rapporto e la vera comunicazione.</p>
<p>Ad anni di distanza, conoscendo oggi la medicina cinese, potrei dire che il rene e tutte le patologie che coinvolgono questo organo sono spesso associate ad angosce e forti paure collegate alla morte, talora estreme da non sottovalutare nell&#8217;atto diagnostico.</p>
<p>Non è facile capire cosa nasconda un corpo attraverso i suoi sintomi, sensazioni ed emozioni e quanto le emozioni possano modificare la percezione delle sensazioni e dei sintomi fisici alcune volte si può essere tratti in inganno.</p>
<p>Anche le nostre emozioni possono condizionarci ecco che  conoscere  troppo da vicino un paziente o conoscerlo troppo poco  possono portare a conclusioni errate dalle quali è utile restare in guardia e ben accorti. La capacità di valutare anche la nostra tipologia e approccio emotivo è in realtà sostanziale. Ogni buon medico dovrebbe confrontarsi con altri medici e colleghi, ascoltarsi, conoscersi intimamente e anche curarsi come si usava fare in spicoanalisi.</p>
<p>Usiamo la tecnologia con intelligenza, facciamo tutti i controlli ed esami necessari quando sospettiamo di un problema serio anche se ormai la medicina di oggi sembra essersi specializzata solo nella diagnostica più che nella cura ma soprattutto <strong>non sottovalutiamo l&#8217;importanza del contatto fisico e dell&#8217;intuizione della comunicazione  empatica</strong>.</p>
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		<title>La salute del cavo orale: un problema non solo del dentista</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 13:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le  paradontopatie sono diffusissime nella popolazione adulta over 30, mentre  le carie colpiscono prevalentemente la popolazione dai 3 ai 20 anni. Si parla di una condizione di infiammazione cronica a carico del paradonto, ovvero del sistema che sostiene il dente formato da  gengive, legamento alveolodentale  fino ad arrivare all&#8221;osso o alveolo dentale.  Per la carie si parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3775" style="border: 5px solid white;" title="castoro" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/castoro-300x220.jpg" alt="Catherine Bellwald La salute del cavo orale: un problema non solo del dentista" width="300" height="220" />Le  paradontopatie sono diffusissime nella popolazione adulta over 30, mentre  le carie colpiscono prevalentemente la popolazione dai 3 ai 20 anni. Si parla di una condizione di infiammazione cronica a carico del paradonto, ovvero del sistema che sostiene il dente formato da  gengive, legamento alveolodentale  fino ad arrivare all&#8221;osso o alveolo dentale.  Per la carie si parla di demineralizzazione delle diverse strutture del dente. Quello che stupisce è che si considera sempre come determinante la presenza delle infezioni batteriche.</p>
<p>Ma cosa rende più suscetibile il dente e il paradonto alle infezioni batteriche?</p>
<p>Le cause prese in esame sono prevalentemente a carico dell&#8217; igiene orale che, se scarsa favorisce in bocca un aumento della carica batterica potenzialmente attiva e patogena; la cura è prevalentemente antibatterica con prodotti disinfettanti oltre che unapulizia profonda dei denti e delle tasche gengivali dove si annida il cibo.</p>
<p>L&#8217;alimentazione viene considerata come responsabile in modo diretto, ovvero tramite la modificazione del ph della saliva e come presenza di residui alimentari in grado di favorire una flora batterica  fermentativa e quindi si ritorna al concetto di igiene e pulizia orale consigliata dopo ogni pasto.</p>
<p>Niente da obiettare: l&#8217;igiene funziona; minori sono i residui di cibo in bocca e di  placca dentale minore sarà la carica batterica potenzialmente patogena.</p>
<p>Ma è un pò riduttivo e superficiale come approccio al problema.</p>
<p>Mi sembra sempre che si guardi solo alla superficie, all&#8217;effetto e non alla vera causa. L&#8217;alterazione della flora batterica  è un effetto si, certamente visibile e documentabile, ma la vera causa è più profonda e interna e su quella si sorvola.</p>
<p>Viene considerato il tabagismo e l&#8217;utilizzo di alcolici come favorente. Si osserva per esempio che i tossicodipendenti soffrono di patologie dentali in modo eclatante e di nuovo si fa leva sull&#8217;igiene orale meno attenta. Si è inoltre messa in relazione la paradontopatia con la patologia oncologica proprio osservando che i pazienti affetti da patologie oncologiche soffrono maggiormente di paradontopatie.</p>
<p>Ma quello a cui non si pensa mai, o a cui si pensa troppo poco, è la possibile partecipazione del sistema gastroenterico, ovvero il contributo dovuto alla nostra alimentazione non solo in termini di contatto diretto con il cibo ma in termini di alterazioni della salute del l&#8217;apparato digestivo e di tutto il corpo nel suo insieme</p>
<p><span id="more-3770"></span></p>
<p>Quello che mangiamo, adulterato da conservanti e sostanze chimiche varie non che zuccheri presenti pressochè ovunque,   l&#8217; uso quotidiano di farmaci, per non parlare delle terapie antibiotiche  ripetute e protratte&#8230; questo stile di vita  a lungo andare modifica la nostra flora batterica, producendo una disbiosi, ovvero un sovvertimento della percentuale di batteri presenti con una riduzione dei buoni  a favore dei meno buoni e questo è solo un effetto.</p>
<p>Così anche se noi evolviamo in igiene e sistemi antibatterici i disturbi a carico del cavo orale non sembrano ridursi in modo soddisfacente, perchè?</p>
<p>Non sono solo le caramelle da togliere, o il cioccolato e quant&#8217;altro. I carboidrati ovvero gli zuccheri dell&#8217;alimentazione devono essere totalmente rivisti, a favore di cereali non trattati chimicamente ovvero assunti in chicchi e  frutta e verdura sia freschi che secchi. Ridotti al  minimo tutti gli altri zuccheri ivi compresi  latticini e farine.</p>
<p>Gli integratori di calcio e vitamine assunti da soli e separatamente non hanno portato i risultati sperati proprio perchè la loro biodisponibilità è francamente alterata dall&#8217;assenza di fattori indispensabili che invece si trovano nei macrocostituenti naturali presenti nella  frutta e nella verdura.</p>
<p>Un disturbo del cavo orale rispecchia un disturbo del sistema digerente e del corpo nel suo insieme e quello dobbiamo curare: l&#8217;insieme, partendo certamente in primis da una alimentazione attenta e corretta.</p>
<p>Sull&#8217;igiene dentale non si discute, anzi raccomando caldamente l&#8217;utilizzo dello scovolino soprattutto quando gli spazi interdentali con l&#8217;età si fanno maggiori e anche l&#8217;acquisto dello spazzolino elettrico ormai presente a basso costo in tutti i supermercati proprio perchè con la sua azione vibrante produce non solo una pulizia  più profonda ma anche un massaggio e una stimolazione del tessuto osseo favorendone il trofismo e la vascolarizzazione e quindi limitando la temuta demineralizzazione sia del dente che dell&#8217;osso. Inoltre esistono oggi in commercio dentifrici brevettati che consentono efficacemente di migliorare e consolidare  la composizione dello smalto.</p>
<p>Occhio quindi anche con i denti e il cavo orale a non perdere di vista l&#8217;insieme del nostro complicato sistema e a guardare e curare dentro e non solo fuori.</p>
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		<title>Impotenza, disfunzione erettile e agopuntura.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 10:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oltre un ventennio dalle nostre parti in occidente si fa un gran parlare di disfunzione erettile e consumo e vendita di farmaci mirati a questo problema  sono in continua crescita. Che si  tratti di prescrizioni  specialistiche con vendita mediante il canale delle farmacie, oppure di  somministrazione personale attraverso il libero mercato via internet, il fenomeno della pastiglia da prestazione è ormai molto esteso, tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3451" style="border: white 5px solid;" title="potenza sessuale" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/potenza-sessuale2-300x223.jpg" alt="Catherine Bellwald Impotenza, disfunzione erettile e agopuntura." width="300" height="223" />Da oltre un ventennio dalle nostre parti in occidente si fa un gran parlare di disfunzione erettile e consumo e vendita di farmaci mirati a questo problema  sono in continua crescita.</p>
<p>Che si  tratti di prescrizioni  specialistiche con vendita mediante il canale delle farmacie, oppure di  somministrazione personale attraverso il libero mercato via internet, il <strong>fenomeno della pastiglia da prestazione</strong> è ormai molto esteso, tra uomini di diverse età e tipologie.</p>
<p>La reale entità della diffusione di questa nuova pillola è diffilmente calcolabile  ma una cosa è certa; le molte case  farmaceutiche che in questi prodotti hanno fiutato il business non sono affatto pentite della loro scelta.</p>
<p>Difficile da capire, poi, quale sia il vero volume di affari delle case farmaceutiche legittime e della cosiddetta  &#8220;farmacocontraffazione&#8221;,  in continuo aumento soprattutto da parte indiana e cinese.</p>
<p>Comprare online queste pastiglie è una vera lotteria, cosa vi sia realmente nel farmaco non è affatto certo: talora le confezioni sono in tutto e per tutto simili all&#8217;originale esattamente come lo sono i falsi bigliettoni!</p>
<p>Oltre l&#8217;80% dello Spam o pubblicità on line riguarda proprio la vendita di questa categoria di  farmaci. Ormai si cerca il mercato non già nella vera impotenza o concreto disturbo erettile ma il maggior consumo proviene dalla popolazione maschile che vuole in realtà essere certa di rendere al massimo. E&#8217; una specie di &#8220;doping&#8221; del sesso, esattamente come il Ventolin per le prestazioni sportive.</p>
<p>Inoltre in molti paesi è comune regalare il farmaco ai clienti come omaggio o &#8220;petit cadeau&#8221;. Insomma queste pillole sono una mercie di scambio; anche chi non ne avesse bisogno è comunque incursiosito dai racconti e dalla prospettiva di poter contare su una prestazione sessuale d&#8217; eccellenza!</p>
<p><span id="more-3420"></span></p>
<p>Attenzione quindi, si tratta comunque di un farmaco e non di un giocattolo; per l&#8217;esattezza si tratta di un vasodilatatore il cui effetto è selettivo sulla parte genitale ma che può avere importanti conseguenze vascolari sistemiche e ovviamente interagire con altri farmaci e soprattutto con l&#8217;alcol e altre droghe!</p>
<p>Ma non voglio elencare i possibili effetti collaterali e le conseguenze avvenute in alcuni casi segnalati, vorrei solo evidenziare come le case farmaceutiche stiano tentando di trasformare questo farmaco in un gadget, un ausilio tecnico a cui sperano gli uomini tutti possano affezionarsi e da cui, magari, possano diventare prima o poi  dipendenti anche solo psicologicamente.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;evoluzione che certamente potrebbe prendere sempre più piede, nel prossimo neppure tanto lontano  futuro, dove  sempre più sembra volersi svliluppare non già  un concetto di ricerca della propria salute  ma un  autentico commercio e consumismo terapeutico; non si guarda l&#8217;intera persona ma il singolo disturbo e la cura più veloce e pratica.</p>
<p>La sicurezza della propria virilità in tasca è piuttosto comoda a ben guardare e il prezzo della ricerca della felicità  forse non ha limiti. Ma esistono sistemi alternativi; ultimamente si parla dell&#8217;utilizzo dell&#8217;ultrasuono con effetti dimostrabili e molto aiuto può essere raggiunto anche da un valido supporto psicologico.</p>
<p>Ma ricordiamo che l&#8217;agopuntura  e la fitoterapia cinese, oltre che molte tecniche respiratorie ed energetiche conosciute e usate in oriente  da milleni, sono usate proprio per rinforzare  la potenza sessuale oltre che inibire l&#8217;ansia da prestazione. E già,  in oriente si preoccupavano di essere potenti a letto un pò prima di noi! Non solo si pensava a riprodursi in salute ma si pensava anche al piacere fine a se stesso e al prolungamento del piacere.</p>
<p>Sono conosciute moltissime ricette fitoterapiche antiche il cui scopo è aumentare la potenza sessuale, possono essere  usate  sostanze con effetto tonico sullo yang, ma anche stabilizzatori del jing, si può lavorare sull&#8217;umidità e il freddo-umidità interno che proprio perchè appesantisce  può rendere difficoltosa o insufficiente l&#8217;erezione, si può lavorare sulla circolazione energetica della parte inferiore del corpo  e infine sulle emozioni e sugli organi che ne risentono maggiormente; fegato e cuore.</p>
<p>Con l&#8217;agopuntura devo dire che molti pazienti maschi che vengono da me per risolvere dolori fisici, si ritrovano a tornare più volentieri proprio perchè aumenta la loro vitalità in senso di desiderio e di potenza sessuale. Alcuni pazienti però non affrontano mai il discorso se non sono io a parlarne e a chiedere, forse anche per rispetto del fatto che sono una donna,  ma altri molto semplicemente si sono espressi così: &#8221; mia moglie la ringrazia&#8221; oppure mi dicono &#8220;però con l&#8217;agopuntura mi sento un drago&#8221;.</p>
<p>Esistono diversi punti di agopuntura volgarmente chiamati &#8220;punti viagra&#8221;, che hanno la possibilità di far circolare maggior quantità di sangue e di energia proprio nei genitali esterni; alcuni sono presenti sul padiglione auricolare, altri sono presenti in punti specifici del corpo aventi corrispondenze anatomiche sui genitali (quindi tranquilli sono punti a distanza e ben tollerabili alla puntura).</p>
<p>Consiglio nelle diverse forme di impotenza erettile prima di iniziare ad usare regolarmente la famosa pillola blu, di  provare con sistemi più naturali, lavorando sull&#8217;intero sistema corpo-mente alla ricerca di una maggior potenza sessuale, sviluppando la dimensione del piacere e ritrovando  anche una maggior potenza espressiva nella vita tutta.</p>
<p>Infine, se esistono serie motivazioni cliniche per assumere questi farmaci, eseguite tutti gli accertamenti del caso e fateveli sempre prescrivere in modo serio e sotto controllo medico.<br class="spacer_" /></p>
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		<title>Il corpo in toto. By Franz</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medicina generale]]></category>
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		<description><![CDATA[A furia di indagare sull&#8217;infinitamente piccolo, il rischio è di dimenticarsi l&#8217;origine. E&#8217; ovvio che il sapere progredisce verso sempre maggiori dettagli, verso l&#8217;accumulo di nozioni e quindi procedere in direzione del microscopico è la naturale tendenza del ricercatore. Ma questo genera spesso la dimenticanza del fatto che anche il più piccolo dettaglio è pur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/starnuto.jpg" rel="lightbox[2288]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2289" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/starnuto-208x300.jpg" alt="Catherine Bellwald Il corpo in toto. By Franz" width="208" height="300" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il corpo in toto. By Franz" /></a>A furia di indagare sull&#8217;infinitamente piccolo, il rischio è di dimenticarsi l&#8217;origine.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ovvio che il sapere progredisce verso sempre maggiori dettagli, verso l&#8217;accumulo di nozioni e quindi procedere in direzione del microscopico è la naturale tendenza del ricercatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo genera spesso la dimenticanza del fatto che anche il più piccolo dettaglio è pur sempre parte di un tutt&#8217;uno più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che si sia arrivati a definire quale singolo gene produce la tal malattia è in se&#8217; una grande conquista. Indagare sui meccanismi fisici alla base delle varie patologie che rattristano la vita umana (e a guardare il numero di esse viene veramente da dire che la vita è un miracolo) è indispensabile al progredire scientifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo però non dovrebbe far dimenticare che il corpo umano è anche un&#8217;entità a se&#8217; stante, in se&#8217; completa ed unitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tale dovrebbe essere sempre visto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare un paragone, prendiamo il classico caso della televisione vecchia di qualche anno. Improvvisamente lo schermo fa vedere tutto in verde.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che i colori dello schermo vengono ottenuti miscelando i tre colori di base, rosso, verde e blu, un qualunque tecnico ci dirà che è &#8220;partita&#8221; la scheda che controlla, ad esempio, il colore rosso. Per cui vedremo solo verde e blu sullo schermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tecnico sostituirà quella scheda e le immagini torneranno a farsi vedere come prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo che dopo pochi giorni magari non funzionerà più l&#8217;audio. Di nuovo il tecnico, di nuovo la riparazione.. e dopo qualche altro giorno&#8230; PUFF! La tv non si accende più. Morta!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2288"></span></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno di un apparecchio televisivo i vari componenti, anche se esclusivamente elettronici, vanno incontro ad usura nel tempo, ma lo fanno tutti assieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Inserire un nuovo componente implica che quell&#8217;elemento, essendo nuovo appunto, avrà una sua propria resistenza maggiore rispetto a quelli più vecchi.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà abbiamo introdotto una disarmonia nell&#8217;apparecchio che con il passare del tempo renderà ancora maggiore l&#8217;usura sui componenti originali e più vecchi, che cominceranno invariabilmente a guastarsi in cascata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci piaccia o no, l&#8217;ingegneria del corpo umano non è così diversa da quella di qualunque altro corpo fisico. I componenti si usurano, si guastano e generano problematiche e disfunzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sempre agire sul singolo componente, ovvero sul sintomo del problema, è atto che paga. Anzi, oltre un certo livello, intervenire sul sintomo può addirittura indurre uno squilibrio più grave nel resto del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo il caso di una bella influenza di quelle stagionali. Una volta si stava a letto, alimentandosi con cibi leggeri, e placando l&#8217;eventuale febbrone con la classica pezzuola imbevuta di acqua fresca per raffreddare il cranio. I pochi antipiretici esistenti venivano utilizzati solo quando la febbre saliva a temperature pericolose.</p>
<p style="text-align: justify;">La temperatura interna, salendo oltre i 39 gradi, agiva da disinfettante naturale, dato che molti virus e batteri non resistono alle alte temperature.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi invece si tende ad assumere immediatamente un antiinfiammatorio o un antipiretico non appena la temperatura sale di poche linee. Non si da modo al corpo di combattere l&#8217;infezione con i propri mezzi e, per contro, si introducono nel corpo dei farmaci che comunque, per quanto sicuri, qualche effetto collaterale ce l&#8217;hanno sempre e che quindi tendono a squilibrare una condizione che invece è naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sto dicendo ovviamente che non dobbiamo curarci e che i farmaci non devono essere usati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sto dicendo che nel tempo si è persa l&#8217;abitudine di usarli solo quando servono veramente, cosa che ha portato a degli squilibri, come per esempio la comparsa di germi resistenti a molti antibiotici e talora rischiamo di squilibrare e alterare  il normale e intelligentissimo sistema immunitario, con gli evidenti pericoli che questo comporta.</p>
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		<title>L&#8217;inadeguatezza del metodo scientifico</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2009/06/14/linadeguatezza-del-metodo-scientifico/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 16:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[medicina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina generale]]></category>
		<category><![CDATA[evidence based medicine]]></category>
		<category><![CDATA[Medicine non convenzionali]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da anni ormai che le medicine alternative vengono screditate per presunta insufficienza di prove scientifiche. Dal recente convegno Medicina occidentale e medicina cinese a confronto, svoltosi mercoledì 10 giugno all&#8217;ospedale Sacco di Milano, emerge un primo dato confortante; non vi è da parte di tutti i medici convenzionali ostilità nei confronti delle medicine alternative ma estrema mancanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/inm100.jpg" rel="lightbox[1606]"><img class="alignleft size-full wp-image-1609" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/inm100.jpg" alt="Catherine Bellwald Linadeguatezza del metodo scientifico" width="170" height="244" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Linadeguatezza del metodo scientifico" /></a>E&#8217; da anni ormai che le medicine alternative vengono screditate per presunta insufficienza di prove scientifiche.</p>
<p>Dal recente convegno Medicina occidentale e medicina cinese a confronto, svoltosi mercoledì 10 giugno all&#8217;ospedale Sacco di Milano, emerge un primo dato confortante; non vi è da parte di tutti i medici convenzionali ostilità nei confronti delle medicine alternative ma estrema mancanza di conoscenza e confusione.</p>
<p>Su una cosa siamo giunti a concordare, seppur con fatica; non è possibile applicare le regole dell&#8217;&#8221;evidence based medicine&#8221; alla medicina non convenzionale.</p>
<p>Infatti i lavori attesi su ogni principio attivo o su ogni agopunto per convalidarne l&#8217;efficacia  non sono realizzabili perchè la medicina cinese, come molte altre medicine non convenzionali, non parte dalla molecola o dal punto da trattare ma dall&#8217;individualità e dalla specificità di ogni singolo paziente, per non parlare dei diversi metodi per arrivare alla stessa azione.</p>
<p>Lo stesso statista e inventore delle basi della &#8220;Medicina dell&#8217;evidenza&#8221; oggi, ad anni di distanza, ne coglie e ne denuncia i limiti, spiegando come si sia persa la persona a favore del rimedio.</p>
<p><span id="more-1606"></span></p>
<p>In effetti la maggior parte delle ricerche sovvenzionate dalle case farmaceutiche è volta al dimostrare l&#8217;efficacia di una molecola nei confronti di un sintomo o di un segno. Ecco che compaiono lavori scientifici su un numero elevatissimo di soggetti ma tutti diversi tra loro anzi, oserei dire diametralmente diversi tra loro.</p>
<p>Possiamo paragonare un uomo di 50 anni, 120 chili con ipertensione arteriosa, diabete mellito  e ipercolesterolemia con una donna di 80 anni, 40 chili con ipertensione arteriosa in esiti di infarto del miocardio e segni di insufficienza renale?</p>
<p>Lo stesso farmaco per entrambi non è comunque la stessa cosa, su questo siamo tutti d&#8217;accordo.</p>
<p>Purtroppo al vertice dei comitati etici e dei vari comitati scientifici che si riuniscono magari con buona volontà, ci sono medici la cui formazione non rende possibile l&#8217;accettazione di un nuovo modello da seguire, ed ecco che tutti i lavori anche validi non avranno mai i requisiti giusti.</p>
<p>Solo delegando agli esperti nei vari settori la creazione di un nuovo modello e metodo scientifico alternativo, sarà possibile far partire dei lavori ad ampia scala che potranno finalmente dimostrare in modo inequivocabile l&#8217;efficacia delle cure alternative.</p>
<p>Alle porte del 2010 sono davvero molti gli scienziati che sono arrivati a pensare che serva una svolta nel  metodo scientifico; non si parla più di biologia d&#8217;organo o molecolare ma di biologia di sistema.</p>
<p>Manca ancora però da parte dei più, la reale volontà di procedere in questa nuova direzione.</p>
<p>Forse un giorno, quando veramente l&#8217;economia non saprà più come fronteggiare le sempre più elevate spese sanitarie, tireremo fuori il coniglio dal cappello.</p>
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		<title>Non mollare mai!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 13:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina generale]]></category>
		<category><![CDATA[Riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[Coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Filmati]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco cosa insegnano a scuola all&#8217;estero, non solo concetti. E&#8217; un esempio reale, di come non perdersi mai d&#8217;animo anche se tutti dicono che non puoi farcela.  Questo filmato è davvero educativo; questo signore spiega la sua esperienza, spiega come, nonostante gli manchino braccia e gambe, non solo riesce a rialzarsi da solo ma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=H8ZuKF3dxCY"><img src="http://img.youtube.com/vi/H8ZuKF3dxCY/default.jpg" width="130" height="97" border title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Non mollare mai!" alt="Catherine Bellwald Non mollare mai!" /></a></p>
<p>Ecco cosa insegnano a scuola all&#8217;estero, non solo concetti. E&#8217; un esempio reale, di come non perdersi mai d&#8217;animo anche se tutti dicono che non puoi farcela.  Questo filmato è davvero educativo; questo signore spiega la sua esperienza, spiega come, nonostante gli manchino braccia e gambe, non solo riesce a rialzarsi da solo ma è riuscito a trovare un senso alla sua esistenza e si vede; credetemi si vede e si sente!</p>
<p>Sta più in piedi lui di molte altre persone!</p>
<p>Non solo; potrei dire come fisiatra morosiniana che il potenziale di salute di questo signore è  al di là di ogni possibile immaginazione. </p>
<p><span id="more-1370"></span><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/f107___the_sword.jpg" rel="lightbox[1370]"><img class="alignright size-medium wp-image-1379" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/f107___the_sword-300x226.jpg" alt="Catherine Bellwald Non mollare mai!" width="240" height="181" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Non mollare mai!" /></a>Vi ricordate quel racconto di 2 topolini che  cascano in un secchio di panna, il primo si lascia andare dicendo, &#8220;non riusciremo mai ad uscire di qui&#8221;, il secondo continua a nuotare  nel secchio senza darsi per vinto e gira che ti gira, la panna  diventa burro e il topolino riesce finalmente ad uscire mettendosi in salvo.</p>
<p>Me la raccontava mio padre quando ero piccola,  allora mi sembrava solo un bel racconto. Ma nella vita ci sono situazioni che ci mettono alla prova, ed è in questi frangenti che si possono scoprire nuove realtà, nuove possibilità, si può scoprire cioè che esistono delle alternative magari inesplorate e sconosciute ma reali e che quindi vale la pena cercare.</p>
<p>C&#8217;è un film, l&#8217;olio di Lorenzo, tratto da una storia realmente accaduta che narra la lotta di due genitori nei confronti di una malattia degenerativa che colpisce il loro figlio causando una demileinizzazione progressiva del sistema nervoso. L&#8217;impegno di questi  genitori è tale che diventano essi stessi veri e propri esperti,  nonchè inventori di una  cura in grado di limitare l&#8217;evoluzione della malattia.</p>
<p>E&#8217; un film toccante, che lascia capire quanta ignoranza vi sia ancora, soprattutto nel campo della medicina, e quanti siano ancora i passi da fare anche in direzioni sconosciute, invitando a superare la malcapitata  idea che tutto è già stato tentato.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Infezioni: una battaglia ad armi pari</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 13:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si parla di infezione quando un certo numero di microrganismi, siano virus, batteri, funghi, si riproducono allegramente nel nostro corpo a discapito della nostra salute. Le forme acute sono di solito forme dovute a patogeni virulenti ovvero a microrganismi forti che una volta in contatto con il malcapitato organismo, sia esso sano o debilitato, tendono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/guerriero1.bmp" rel="lightbox[671]"><img class="alignleft size-medium wp-image-751" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/guerriero1.bmp" alt="Catherine Bellwald Infezioni: una battaglia ad armi pari" width="288" height="152" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Infezioni: una battaglia ad armi pari" /></a>Si parla di infezione quando un certo numero di microrganismi, siano virus, batteri, funghi, si riproducono allegramente nel nostro corpo a discapito della nostra salute.</p>
<p>Le forme acute sono di solito forme dovute a patogeni virulenti ovvero a microrganismi forti che una volta in contatto con il malcapitato organismo, sia esso sano o debilitato, tendono ad invaderlo  entrando in profondità nel corpo. In questi casi il trattamento con farmaci mirati è direi un salvavita. Prima dell&#8217;era degli antibiotici le polmoniti, le meniginti, le setticemie, erano malattie potenzialmente letali.</p>
<p>Esistono anche patologie acute, dovute soprattutto ad una scarsa risposta di difesa del corpo più che al potere infettante del microrganismo, ma il più delle volte quando il corpo è debilitato, ovvero non in grado di difendersi adeguatamente, insorgono le cosidette infezioni croniche, ricorrenti o saprofitiche.</p>
<p>Fa parte, ad esempio di questi casi la Candida, fungo o micete assai comune che abita normalmente in modo innocuo il notro corpo, ma che, quando le nostre risorse sono scarse, se ne approfitta, moltiplicandosi all&#8217;eccesso e creando disturbi assai complessi e fastidiosi.</p>
<p>In queste patologie croniche o saprofitiche è necessaria cautela nel ricorrere a farmaci antimicotici, antibiotici o antivirali a seconda del tipo di infezione; usandoli a sproposito o per tempi non sufficientemente lunghi si rischia infatti di creare colonie di microrganismi sempre più resistenti.</p>
<p>E soprattutto vale la pena ricordare che è possibile agire anche diversamente.</p>
<p><span id="more-671"></span></p>
<p>Prima di tutto  nella maggior parte delle infezioni croniche o ricorrenti è quasi sempre presente un deficit specifico che deve essere individuato, diventa allora possibile agire sul corpo rinforzandolo con un trattamento fitoterapico mirato. </p>
<p>Secondariamente è possibile utilizzare una nuovissima classe di farmaci chiamati &#8220;probiotici&#8221;. Non sto parlando degli alimenti publicizzati in televisione ma di preparazioni farmacologiche vere e proprie, molte sono le possibilità di utilizzo: dall&#8217;infezione da Helicobacter Pylori nella gastrite, alle forme comuni di infezioni fungine della pelle, vaginali, orali e gastroenteriche, alle afte in bocca.</p>
<p>Tecnicamente si tratta di &#8220;batteri buoni&#8221; liofilizzati che, entrando in contatto con il caldo e l&#8217;umido del corpo, si attivano e  vanno a rinforzare le colonie intestinali numericamente insufficienti. Succede frequentemente che la normale flora batterica intestinale sia completamente sovertita a causa di precedenti cure antibiotiche, di una dieta errata (tropppo ricca di sostanze potenzialmente irritanti), oppure per una situazione di stress responsabile di una condizione infiammatoria capace di alterare il ph gastro-intestinale.</p>
<p>Una volta si parlava di fermenti lattici, ma per avere un minimo risultato era necessario usare dosaggi altissimi poichè la maggior parte della sostanza veniva inattivata prima di raggiungere il luogo d&#8217;azione, l&#8217;intestino. Con questa nuova classe di farmaci invece, la tecnologia microbiotica ha selezionato diversi tipi di batteri con funzionalità specifiche e maggiori capacità di resistenza superando il problema dell&#8217;inattivazione e rendendoli molto più efficaci.</p>
<p>Quando usiamo gli antibiotici è come se usassimo delle bombe poco evolute, uccidendo a caso sia il nemico che l&#8217;alleato, ovvero sia i batteri buoni che i batteri cattivi!</p>
<p>I probiotici riconducono la battaglia sul piano del corpo a corpo, rinforzando il nostro esercito di batteri buoni e trasformandoli in  veri guerrieri in grado di bloccare l&#8217;invasore alle porte.</p>
<p>Come dire &#8220;arrivano i nostri&#8221;, insomma. Quindi rinforziamoci e prepariamo il corpo e magari anche la mente ad essere pronti come un esercito di guerrieri ben addestrati, lasciando la bomba atomica per i casi davvero gravi e non ai primi sintomi di infezione acuta o peggio ancora nelle forme croniche. </p>
<p>Mi sembra un buon modo di ragionare. </p>
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		<title>Fitoterapia e farmacologia: effetti avversi in entrambe</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 21:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; recente le notizia di casi di probabile epatopatia dopo l&#8217;assunzione di prodotti della famosa marca Herbalife, cosa che ha trovato un immediato risalto presso certa stampa. Al di là del caso specifico, questa eco anomala si ripete ogni volta che c&#8217;è la possibilità di denigrare qualsiasi piattaforma terapeutica la cui provenienza non sia quella standard tradizionale; lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/ginseng.jpg" rel="lightbox[731]"><img class="alignleft size-medium wp-image-744" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/ginseng-300x300.jpg" alt="Catherine Bellwald Fitoterapia e farmacologia: effetti avversi in entrambe" width="180" height="180" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Fitoterapia e farmacologia: effetti avversi in entrambe" /></a>E&#8217; recente le notizia di casi di probabile epatopatia dopo l&#8217;assunzione di prodotti della famosa marca Herbalife, cosa che ha trovato un immediato risalto presso certa stampa.</p>
<p>Al di là del caso specifico, questa eco anomala si ripete ogni volta che c&#8217;è la possibilità di denigrare qualsiasi piattaforma terapeutica la cui provenienza non sia quella standard tradizionale; lo stesso clamore difficilmente viene infatti sollevato nei confronti delle molto più frequenti, e spesso gravi, reazioni avverse a farmaci anche di uso comune.</p>
<p>Non dimentichiamo che non esiste un farmaco di sintesi senza effetti collaterali più o meno dannosi: l&#8217;efficacia di un farmaco di questo genere è sempre determinata dal rapporto tra benefici ed effetti negativi.</p>
<p>A tal proposito, ritengo quindi necessario chiarire alcune premesse prima di bandire dalla testa dei consumatori la possibilità di curarsi con metodologie fitoterapiche.</p>
<p><span id="more-731"></span></p>
<p>Esistono di fatto due atteggiamenti diametralmente opposti ma ugualmente pericolosi; il primo è una fiducia incondizionata nell&#8217;innocuità della sostanza in quanto naturale da cui consegue un &#8221;fai da te&#8221;, con tutti i possibili rischi del caso. Il secondo è una diffidenza eccessiva basata appunto sulla informazione viziata che tende a sottolineare i casi di intossicazione da sostanze naturali, dovute a mal utilizzo delle stesse o ad inquinamento virale o batterico.</p>
<p>Qualsiasi fitoterapico, come tutte le sostanze farmacologiche, dovrebbe essere prescritto da medici che abbiano una formazione specifica in questo campo. Molte sostanze, sebbene naturali, hanno infatti una tossicità intrinseca e devono essere somminitrate in dosi e modalità adeguate. Inoltre, molte sono le possibili interazioni con i farmaci tradizionali.</p>
<p>Senza un&#8217;adeguata ed approfondita preparazione in materia, anche il medico generico potrebbe infatti avere difficoltà nella conoscenza degli effetti, dei dosaggi e delle modalità di somministrazione delle singole sostanze, dato che ogni sostanza presenta effetti specifici e deve essere somministrata nel modo adeguato in merito non solo al dosaggio ma anche al tipo di preparazione.</p>
<p>Al di là delle classiche preparazioni da banco delle erboristerie, spesso innocue perchè sottodosate, le ricette di fitoterapia composte da sostanze varie necessitano di una prescrizione medica, eseguita da medici specialisti e devono poi essere preparate e controllate in farmacie specializzate.</p>
<p>Di ciò è un esempio l&#8217;episodio avvenuto qualche tempo in Belgio, quando fu utilizzato  un preparato di derivazione vegetale in modo completamente errato con conseguenze letali. Oltre alle perdite di vite umane, a causa della presunzione e dell&#8217;ignoranza, un rimedio di grande sostegno alla dietetica è oggi bandito.</p>
<p>Le verifiche di purezza delle sostanze rispetto a qualche anno fa, sono sempre più mirate e precise e devo dire in alcuni casi anche eccessive, ovvero ripetute più e più volte cosa che porta il prodotto a costi decisamente troppo alti.</p>
<p>Il rischio che una partita di sostanze naturali passi senza controllo è quindi sempre più basso ma, si sa, niente è impossibile e come si possono inquinare l&#8217;acqua, il vino e il latte, così può accadere anche alle sostanze utilizzate in fitoterapia.</p>
<p>Shit happens!</p>
<p>Questo non deve però permettere di affossare la fitoterapia senza considerarla una grande possibilità terapeutica. E&#8217; necessario creare delle leggi che tutelino i pazienti, visto che in Italia queste sostanze ancora sono considerate come integratori alimentari, ma sono a tutti gli effetti dei farmaci.</p>
<p>La fitoterapia cinese in particolare è composta da un numero elevatissimo di sostanze peculiari che purtroppo, nella maggior parte dei casi, non sono reperibili in europa. Queste sostanze di origine vegetale, animale o minerale, sono in grado di offrire strategie terapeutiche in svariate patologie, dal semplice trauma, alla sintomatologia dolorosa, nel colpo di freddo o nella prevenzione influenzale, la fitoterapia  diventa davvero preziosa nel trattamento di patologie viscerali e interne come; coliti, gastriti, calcolosi sia renale che colecistica e soprattutto in tutte le patologie da vuoto come le anemie e le sindromi menopausali e sindromi debilitanti secondarie a svariate  patologie croniche.</p>
<p>Attenzione quindi alle sostanze naturali, ma ricordiamoci che i  farmaci sintetici tradizionali anche se usati ormai con leggerezza e abitudine, di innocuo non hanno nulla; gli effetti avversi sono all&#8217;ordine del giorno.</p>
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		<title>Sesso: se il desiderio cala non è un fatto personale!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 08:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; sempre più comune sentire uomini lamentarsi del poco sesso tra le mura domestiche. Alcuni confessano, ma è raro, di non essere più quelli di una volta, che è più difficile per loro, in una situazione casalinga, trovare lo stimolo adatto. Allora la donna si sente meno desiderata e crede di essere lei il problema. Gli anni passano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/dhcalabbraccio-di-elefanti-posters.jpg" rel="lightbox[604]"><img class="alignleft size-medium wp-image-611" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/dhcalabbraccio-di-elefanti-posters-300x214.jpg" alt="Catherine Bellwald Sesso: se il desiderio cala non è un fatto personale!" width="270" height="193" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Sesso: se il desiderio cala non è un fatto personale!" /></a>E&#8217; sempre più comune sentire uomini lamentarsi del poco sesso tra le mura domestiche.</p>
<p>Alcuni confessano, ma è raro, di non essere più quelli di una volta, che è più difficile per loro, in una situazione casalinga, trovare lo stimolo adatto. Allora la donna si sente meno desiderata e crede di essere lei il problema. Gli anni passano, le rughe e i difetti fisici bussano alla porta, ma nella maggior parte dei casi non è l&#8217;aspetto fisico a trattenere alcuni uomini. Avrebbero  semplicemente bisogno di una situazione più tranquilla o semplicemente un pò fuori dal comune tran tran.</p>
<p>Molto più grave invece è il problema delle donne. Indipendendemente dall&#8217;età, molte donne, soprattutto dopo una maternità, si spengono sotto profilo sessuale. In questo caso, mi viene da dire nella maggior parte dei casi, non è proprio un fatto personale, è semplicemente che hanno interrotto qualsiasi contatto con la propria parte sessuale.</p>
<p>Non è che &#8220;non la danno&#8221; è che &#8220;non la sentono&#8221;!</p>
<p><span id="more-604"></span></p>
<p>Come ciò avvenga è davvero interessante; io non sono una esperta in materia ma mi piace osservare che questo comportamento, oltre ad essere davvero diffuso, si ritrova nel regno animale, in particolare nei mammiferi che si riproducono con difficoltà. Sono arrivata alla conclusione, del tutto personale, che in parte è un problema genetico, direi connaturato nel DNA ancestrale legato alla conservazione della razza e in parte un problema culturale.</p>
<p>Comunque sia, sta di fatto che il figlio passa prima di ogni altra cosa, ci si sente ancora mamme al 100 % anche se l&#8217;allattamenteo è finito da tempo, il figlio occupa ogni desiderio, ogni pensiero, non c&#8217;è spazio per nient&#8217;altro.</p>
<p>E&#8217; come se la madre prendesse il sopravento sulla  donna, che in alcuni casi sparisce totalmente per molti anni e in alcuni altri non ritorna più.</p>
<p>A parte questo aspetto che colpisce le mamme, esiste poi nella donna l&#8217;aspetto ormonale che non è da sottovalutare.  Posso affermare come donna che ci si può sentire in trappola, e che molto spesso sono gli ormoni a decidere ciclicamente per noi.</p>
<p>Partiamo dal periodo mestruale che per alcune è una tragedia. Molte si sentono davvero scombussolate, sfinite; pensare al sesso in quei giorni è quasi impossibile per la maggior parte delle donne.</p>
<p>Nell&#8217;immediato post ciclo possono esserci fastidise e prolungate perdite o la mucosa rimanere un pò più irritata e questo può infastidire e spesso limitare il desiderio.</p>
<p>Durante il periodo dell&#8217;ovulazione, che in realtà non è come ci hanno insegnato a scuola solo intorno al 14°giorno, ma può andare dal 7° al 16° giorno,  per lo più sarebbe un buon momento, la mucosa è adatta ma molte soffrono proprio in quel periodo di cefalea o di dolori addominali e questo ancora può limitare.</p>
<p>Da qui in poi, per molte donne inizia il travaglio della sindrome premestruale che può durare anche oltre 15 giorni. In questa fase predomina uno stato di insofferenza, instabilità emotiva, potremmo descriverla come una disarmonia nel migliore dei casi, quando non ci sono fastidi fisici veri e propri come gonfiore, stitichezza pesantezza, cefalea e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Signori uomini, avete capito bene: su un ciclo di 25-30 giorni per molte donne, sono decisamente più i giorni no che i giorni si e allora capirete che non dipende certamente da voi e dal vostro mancato fascino se la vostra lei vi rifiuta un pò troppo spesso.</p>
<p>Così mi sentirei di dire a tutti gli uomini: &#8220;Tranquilli, non dipende da voi,  a voi servirebbe un pò di relax e magari una vacanza per sentire più desiderio. E allora  cercate di trovare delle pause, dei momenti per rigenerarvi&#8221;.</p>
<p>E alle donne mi sentirei di dire: &#8220;Ascoltatevi, imparate a percepire cosa dipende dalla vostra testa e cosa dal vostro corpo, informatevi: ci sono un sacco di piccoli accorgimenti che possono migliorare i vostri disturbi e se questi sono davvero forti non esitate a chiedere aiuto. La vita sessuale e la vita sono brevi, liberatevi dalla schiavitù dei vostri ormoni, riprendete contatto con la vostra sessualità, fatevi questo regalo&#8221;.</p>
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		<title>Agopuntura e metodo scientifico: parte seconda</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2009/02/05/agopuntura-e-metodo-scientifico-parte-seconda/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 23:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno degli aspetti da affrontare quando si parla di lavori scientifici in agopuntura è il tema del &#8220;gruppo di controllo&#8221;. Un lavoro scientifico, per essere tenuto in considerazione, deve innanzi tutto raccogliere un numero significativo di partecipanti più possibile omogenei ed avere un gruppo di controllo. Vale a dire che i partecipanti vengono suddivisi casualmente in due gruppi, ognuno dei quali viene trattato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/equilibrio.jpg"></a><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/acrobata.jpg" rel="lightbox[577]"><img class="alignleft size-medium wp-image-595" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/acrobata-300x232.jpg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura e metodo scientifico: parte seconda " width="240" height="186" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Agopuntura e metodo scientifico: parte seconda " /></a>Uno degli aspetti da affrontare quando si parla di lavori scientifici in agopuntura è il tema del &#8220;gruppo di controllo&#8221;.</p>
<p>Un lavoro scientifico, per essere tenuto in considerazione, deve innanzi tutto raccogliere un numero significativo di partecipanti più possibile omogenei ed avere un gruppo di controllo.</p>
<p>Vale a dire che i partecipanti vengono suddivisi casualmente in due gruppi, ognuno dei quali viene trattato diversamente, per fornire un riferimento. In questo caso si tratta di studio randomizzato e controllato. Quando nei pazienti ne i medici sanno quale tipo di terapia venga somministrata ad un gruppo e quale all&#8217;altro, si parla di &#8220;studio a doppio cieco&#8221;.</p>
<p>Già nel caso degli studi sui farmaci è un criterio estremamente difficile da applicare. Nel caso dell&#8217;agopuntura diventa impossibile.</p>
<p>Possiamo infatti selezionare 2 gruppi omogenei e trattarli uno con l&#8217;agopuntura e l&#8217;altro con altri metodi: farmaci, TENS, ultrasuoni, massaggi o altro. Va da sè comprendere che un simile lavoro è realizzabile solo in una struttura sanitaria pubblica ove si pratichi abitualmente l&#8217;agopuntura cioè non in Italia.</p>
<p><span id="more-577"></span></p>
<p>Ma quello che in assoluto non è accettabile è quando si parla di &#8220;sham&#8221;, la cosiddetta &#8220;falsa agopuntura&#8221;! Lo sham non può essere considerato placebo; anche se si punge più in superficie, fuori dai canali, anche se si usano punti di solito non usati per quel particolare sintomo, un qualche effetto si produce comunque. </p>
<p>Non è possibile considerare questa metodica per screditare l&#8217;efficacia dell&#8217;agopuntura; come dice il mio maestro un orologio, anche se fermo, per due volte al giorno segna l&#8217;ora esatta! Il caso esiste e il corpo possiede molte più risorse di quante noi stessi possiamo immaginare. </p>
<p>Lo sham non può essere usato come trattamento senza effetto, quindi non ha alcun valore come riferimento!</p>
<p>Non credo che a qualcuno sia mai venuto in mente di far finta di operare un paziente per vedere se l&#8217;intervento sulla cuffia dei rotatori è efficace!</p>
<p>Ecco perchè il metodo scientifico, normalmente usato per controllare l&#8217;efficacia dei farmaci, non si può adattare all&#8217;architettura funzionale dell&#8217;agopuntura. Semplicemente farmaci e agopuntura agiscono in base a principi diversi.</p>
<p>Forse i medici che si apprestano a fare questi lavori dovrebbero confrontarsi con agopuntori esperti per capire come costruire un metodo scientifico adatto e non partire più da presupposti errati.</p>
<p>Credo che solo veramente insieme,  saremo in grado di sviluppare e maturare un pensiero scientifico in grado di produrre un ulteriore salto verso la qualità e la ricerca della verità.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Strattera (Atomoxetina) e bambini: tossico per il fegato, dice l&#8217;FDA</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2009/01/26/strattera-atomoxetina-e-bambini-tossico-per-il-fegato-dice-lfda/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 13:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  STRATTERA®: GRAVI DANNI AL FEGATO IN USA, L’FDA LANCIA L’ALLARME. La Food and Drug Administration ha emesso un “warning” per danni epatici potenzialmente mortali a carico dello Strattera®, lo psicofarmaco che viene somministrato anche in Italia per gestire i bambini iperattivi, agitati e distratti, ma l’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ancora preso alcuna iniziativa.    “Non siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left; "> </p>
<div style="text-align: left;"><a href="http://www.ilfannullone.it/articolo/ritalin-un-farmaco-per-una-patologia-che-non-esiste/22/"><img class="size-medium wp-image-461 alignleft" style="border: 5px solid white;" title="ritalin" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/ritalin.jpg" alt="Catherine Bellwald Strattera (Atomoxetina) e bambini: tossico per il fegato, dice lFDA" width="114" height="128" /></a></div>
<p>STRATTERA®: GRAVI DANNI AL FEGATO IN USA, L’FDA LANCIA L’ALLARME.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: left; "><span style="font-weight: normal;">La Food and Drug Administration ha emesso un “warning” per danni epatici potenzialmente mortali a carico dello Strattera®, lo psicofarmaco che viene somministrato anche in Italia per gestire i bambini iperattivi, agitati e distratti, ma l’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ancora preso alcuna iniziativa. </span></p>
<p style="text-align: left; "> </p>
<blockquote><p style="text-align: left; "><span style="font-weight: normal;">“Non siamo affatto stupiti, abbiamo evidenziato all’AIFA ed all’ISS la pericolosità dello Strattera molto tempo fa, ma hanno deciso di autorizzarlo comunque alla commercializzazione. Si assumeranno tutte le responsabilità in caso di decesso di bambini italiani”. (Poma, <a href="http://www.giulemanidaibambini.org">Giù le Mani dai Bambini</a>) </span></p>
</blockquote>
<blockquote><p style="text-align: left; ">“Oltre ai problemi al fegato, vedo bambini completamente appiattiti dallo psicofarmaco, totalmente disinteressati all&#8217;ambiente e con lo sguardo vuoto: mai come oggi è necessaria questa campagna informativa che spiega i rischi dell’uso di queste molecole sui bambini” (Prof. Fava Vizziello, Neuropsichiatra Infantile UniPadova)</p>
<p style="text-align: left; "><span id="more-459"></span><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/pills1.jpg" rel="lightbox[459]"><img class="alignright size-medium wp-image-462" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/pills1-300x200.jpg" alt="Catherine Bellwald Strattera (Atomoxetina) e bambini: tossico per il fegato, dice lFDA" width="180" height="120" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Strattera (Atomoxetina) e bambini: tossico per il fegato, dice lFDA" /></a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left; ">(Rockville, USA) &#8211; La Food and Drug Administration, dopo l’ennesimo report per gravi danni epatici – anche mortali &#8211; riportati da picoli pazienti trattati con lo psicofarmaco atomoxetina (nome commerciale Strattera®), ha emesso una comunicazione urgente indirizzata a tutti i medici autorizzati all’esercizio della professione negli Stati Uniti, sollecitandoli ad informare immediatamente le famiglie dei loro pazienti circa i rischi associati all’uso del medicinale, con preghiera – avvisa l’FDA – </p>
<blockquote><p style="text-align: left; ">“di contattare il proprio medico al primo sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, prurito, urine scure, ittero della pelle, gonfiori dell’area epatica o inspiegabili sintomi influenzali”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left; ">Lo Strattera® fu approvato il 26/11/2002 come psicofarmaco per trattare i bambini iperattivi, distratti ed agitati. Dal 2002 al 2007, circa 3,3 milioni di pazienti hanno ricevuto prescrizioni di atomoxetina nei soli Stati Uniti, e di essi circa 2,1 milioni (64%) erano minorenni. L’FDA nella sua comunicazione scrive che “mentre nella fase di pre-commercializzazione non erano stati evidenziati segnali circa possibili danni gravi al fegato, i report successivi alla commercializzazione hanno identificato nell’atomoxetina un elemento causante malattie epatiche, anche gravi ed a volte mortali”. </p>
<p style="text-align: left; ">A seguito di tali reports, nel 2004 è stata resa obbligatoria l’aggiunta di un avviso in grassetto sui foglietti illustrativi di questo psicofarmaco, indicante i potenziali rischi di gravi danni al fegato. Nonostante queste misure precauzionali, l’FDA dichiara di aver ricevuto “sei ulteriori report di gravi danni epatici in pazienti trattati con atomoxetina”.</p>
<p style="text-align: left; ">A seguito di ciò, i foglietti sono stati ulteriormente rivisti in senso ancor più restrittivo nel 2007, ma le segnalazioni non cessano di pervenire. </p>
<p style="text-align: left; ">“Gli operatori della salute e i pazienti – sostiene l’FDA - devono quindi essere messi in guardia dai gravi rischi epatici associati all’uso di atomoxetina e riferire immediatamente eventuali casi al programma federale di controllo MedWatch”. Il fegato è il principale organo che metabolizza i farmaci, ed a volte questi possono causare danni alle cellule epatiche: da aumenti di attività enzimatica nel sangue, ad un vero e proprio collasso dell’organo con conseguente necessità di trapianto. </p>
<p style="text-align: left; ">“Questo tipo di danni possono portare anche al decesso – dichiara l’FDA - e questa è una delle ragioni principali per cui un farmaco viene rimosso dal mercato”. “Non siamo purtroppo stupiti per ciò che sta accadendo il USA – ha dichiarato Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini, il più attivo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica – perchè il nostro primo avviso in Italia sulla pericolosità dello psicofarmaco Strattera® è del dicembre 2005, e l’abbiamo ripetuto nel febbraio 2007, ma l’Istituto Superiore di Sanità li ha pressochè ignorati e l’Agenzia Italiana del Farmaco ha deciso di autorizzare comunque al commercio questa molecola, che è pericolosa per i nostri bambini. Questi enti si assumeranno la piena responsabilità per tali decisioni, nella denegata ipotesi in cui qualche piccolo paziente avrà problemi gravi con questo psicofarmaco: non potranno dire che non sapevano”. </p>
<p style="text-align: left; ">Il Prof. Graziella Fava Vizziello, Primario, Neuropsichiatra Infantile e Professore Ordinario di Psicologia all’Università di Padova, ha dichiarato al riguardo: “In questo ultimo periodo continuiamo a ricevere bambini in trattamento farmacologico, etichettati ‘Adhd’ in qualche centro specializzato. Con questi ‘miracolosi’ psicofarmaci in commercio, i genitori preferiscono far classificare il figlio come ADHD piuttosto che affrontare situazioni complesse e mettersi davvero in gioco per risolverle.</p>
<p style="text-align: left; ">Spesso i genitori si rendono conto che i bambini stanno soffrendo anche gravemente a causa del trattamento farmacologico, e li portano da noi con il sospetto che qualcosa non stia funzionando, ma non decidono di far sospendere il farmaco per paura di perdere il controllo della situazione ed essere loro stessi reponsabili di conseguenze imprevedibili. </p>
<p style="text-align: left; ">Oltre agli effetti dello Strattera sul fegato, ho visto bambini completamente appiattiti, totalmente disinteressati all&#8217;ambiente, con lo sguardo vuoto ed ‘immobilizzati’ dal farmaco, più che calmati. Mai come oggi è necessaria questa campagna informativa, che illustra i rischi dell’uso di questi psicofarmaci sui bambini”.</p>
<p style="text-align: left; ">Per media relations: 337/415305 – <a href="mailto:portavoce@giulemanidaibambini.org" target="_blank">portavoce@giulemanidaibambini.org</a></p>
<p style="text-align: left; ">Il “warning” della Food and Drug Administration è attualmente consultabile in lingua inglese alla URL <a href="http://www.fda.gov/cder/dsn/2009_v2_no1/postmarketing.htm#atomoxetine" target="_blank">http://www.fda.gov/cder/dsn/2009_v2_no1/postmarketing.htm#atomoxetine</a></p>
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		<title>Nel nostro futuro:solo parto cesareo!</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2009/01/15/nel-nostro-futurosolo-parto-cesareo/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medicina generale]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; in crescente aumento il numero dei neonati venuti al mondo mediante taglio cesareo, si cerca sempre più non solo il parto senza dolore  ma anche senza fatica. Si prevede che nel nostro futuro, neanche tanto lontano, il parto naturale sarà una specie di ricordo lontano, una barbarie forse da uomini delle caverne! Non sembrerebbe niente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/sala3b.gif" rel="lightbox[314]"><img class="alignleft size-medium wp-image-317" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/sala3b-300x225.gif" alt="Catherine Bellwald Nel nostro futuro:solo parto cesareo!" width="180" height="135" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Nel nostro futuro:solo parto cesareo!" /></a>E&#8217; in crescente aumento il numero dei neonati venuti al mondo mediante taglio cesareo, si cerca sempre più non solo il parto senza dolore  ma anche senza fatica.</p>
<p>Si prevede che nel nostro futuro, neanche tanto lontano, il parto naturale sarà una specie di ricordo lontano, una barbarie forse da uomini delle caverne!</p>
<p>Non sembrerebbe niente di strano voler evitare il dolore e la fatica, ma a costo di sembrare moralisti ci sono delle cose che non possono prescindere dallo sforzo e dalla sofferenza.</p>
<p>Per imparare a camminare e per imparare qualsiasi cosa è necessario uno sforzo, per ottenere un risultato di qualunque genere esso sia,  è sempre necessario uno sforzo e ben direzionato direi.</p>
<p>E per la sofferenza uguale, non esiste amore senza sofferenza, proprio non esiste.</p>
<p>Ma noi lo vogliamo, vogliamo il risultato senza lo sforzo e senza la sofferenza.</p>
<p>Dove andremo di questo passo, non nasceranno più bambini se non in sala operatoria, non ci sarà più convenienza a disintossicare gli etilisti perchè basterà un trapianto di fegato al bisogno e qualche farmaco per evitare gli eccessi dell&#8217;etilismo, non ci saranno più le diete perchè con il bisturi si faranno miracoli, non si smetterà più di fumare perchè tanto ci sarà il trapianto di polmone ovviamente un tuo polmone cresciuto con le cellule staminali. Fantascienza o idiozia?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>La legge del tutto o nulla</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2009/01/12/la-legge-del-tutto-o-nulla/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 11:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medicina generale]]></category>
		<category><![CDATA[paura di vivere]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti mentali]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto o nulla]]></category>

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		<description><![CDATA[I primi medici ricercatori, per comprendere il funzionamento del sistema nervoso, studiavano le reazioni prodotte sui nervi di una rana decerebrata dopo l&#8217;applicazione di stimolazioni elettriche. Così facendo, si scoprì l&#8217;esistenza di una soglia di intensità oltre la quale per tutte le stimolazioni si genera un&#8217;identica risposta, indipendentemente dal tempo di applicazione e di stimolazione: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/barriera-del-suono.jpg" rel="lightbox[236]"><img class="alignleft size-medium wp-image-87" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/barriera-del-suono-300x225.jpg" alt="Catherine Bellwald La legge del tutto o nulla" width="210" height="158" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu La legge del tutto o nulla" /></a>I primi medici ricercatori, per comprendere il funzionamento del sistema nervoso, studiavano le reazioni prodotte sui nervi di una rana decerebrata dopo l&#8217;applicazione di stimolazioni elettriche. Così facendo, si scoprì l&#8217;esistenza di una soglia di intensità oltre la quale per tutte le stimolazioni si genera un&#8217;identica risposta, indipendentemente dal tempo di applicazione e di stimolazione: elettrica, chimica o meccanica.</p>
<p>Tutti gli stimoli che hanno un&#8217;intensità inferiore alla soglia non sono in grado di produrre alcuna risposta, anche se la stimolazione si protrae per ore intere. In definitiva non esiste una modulazione della risposta: questa o c&#8217;è o non c&#8217;è. E&#8217; la stessa legge che nel mondo informatico viene definita sistema binario: c&#8217;è = 1, non c&#8217;è = 0. E&#8217; la base sulla quale il nostro organismo è in grado di rispondere alle stimolazioni esterne e interne, e sulla quale si organizza il complesso del sistema nervoso. In altre parola è la &#8220;legge del tutto o nulla&#8221;.</p>
<p>Se l&#8217;intensità impiegata per seguire la nostra strada nella vita è insufficiente, non produce nessuna risposta, non serve a nulla, è tempo sprecato; non riusciamo a &#8220;passare la soglia&#8221;.</p>
<p><span id="more-236"></span></p>
<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/7976964.jpg" rel="lightbox[236]"><img class="alignright size-medium wp-image-75" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/7976964.jpg" alt="Catherine Bellwald La legge del tutto o nulla" width="100" height="100" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu La legge del tutto o nulla" /></a></p>
<p>Tutti abbiamo avuto modo di sperimentare almeno una volta nella vita l&#8217;intensità giusta, e la qualità che immediatamente questo ha generato in noi; la ricordiamo con precisione, perchè ha prodotto in noi un cambiamento oggettivo, osservabile. Oggi mi guardo indietro e vedo solo quei brevissimi lampi di crescita, e posso affermare che senza intensità il tempo è buttato via, e con esso ogni opportunità di evoluzione.</p>
<p>Ma cosa ci impedisce di essere intensi? Mi sono chiesta, perchè tanta fatica in una cosa che apparentemente sembra così semplice?</p>
<p>Siamo stati cresciuti con frasi del tipo:</p>
<p>&#8220;non ti stancare troppo&#8221; &#8211; (ovvero sei autorizzato a oziare)</p>
<p>&#8220;non fare il passo più lungo della gamba&#8221; &#8211; (ovvero non osare superare le tue paure)</p>
<p>&#8220;fai quello che puoi&#8221; &#8211; (ovvero non pensare di poter migliorare)</p>
<p>&#8220;non importa vincere ma partecipare&#8221; &#8211; (tanto si suppone che tu perda)</p>
<p>&#8220;non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca&#8221; &#8211; (ma poi perchè no?)</p>
<p>Siamo stati educati ad accontentarci di quello che abbiamo, avere troppe pretese nella vita significa non essere umili. E&#8217; una questione di morale! E questa morale, di origine fondamentalmente religiosa, è così profondamente radicata in noi da non essere neanche più riconoscibile. Ci hanno messo un freno a mano tirato di serie. Noi siamo abituati a giudicare la nostra velocità dal rumore del motore. Così quando il freno a mano è tirato noi pensiamo di essere in quinta, mentre siamo solo in seconda.</p>
<p>&#8220;Chi va piano, va sano e va lontano&#8221;. Non va da nessuna parte, per la miseria! E comunque non arriva in tempo!</p>
<p>Questa educazione non ha fatto che generare un&#8217;immensa paura di vivere e un&#8217;altrettanto immensa paura di morire. Vedere questa paura, vedere da cosa si scatena, vedere il limite della nostra idea di noi stessi permette di trovare l&#8217;energia per andare oltre, la stessa che utilizzano i bambini e che tutti noi ricordiamo e che consente di trovare l&#8217;intensità necessaria alla nostra crescita, e di non sprecare il nostro tempo.</p>
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		<title>Influenza e vaccino: la TV più clemente!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 19:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medicina generale]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il virus influenzale è alle porte e molti se ne sono già accorti, però stranamente quest&#8217;anno al TG e notiziari vari, le informazioni non sembrano essere per ora allarmistiche e si limitano a distribuire consigli e informazioni utili anche per limitare gli ingressi in ospedale da riservare ai pazienti più gravi.  Evviva! Negli ultimi tempi la campagna al vaccino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/febbre1.jpg" rel="lightbox[174]"><img class="alignleft size-medium wp-image-184" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/febbre1.jpg" alt="Catherine Bellwald Influenza e vaccino: la TV più clemente!" width="131" height="100" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Influenza e vaccino: la TV più clemente!" /></a>Il virus influenzale è alle porte e molti se ne sono già accorti, però stranamente quest&#8217;anno al TG e notiziari vari, le informazioni non sembrano essere per ora allarmistiche e si limitano a distribuire consigli e informazioni utili anche per limitare gli ingressi in ospedale da riservare ai pazienti più gravi.  Evviva!</p>
<p>Negli ultimi tempi la campagna al vaccino anti-influenzale era così marcatamente pronunciata da finire per consigliare la vaccinazione ai soggetti sani e addiritura anche bambini sani a scopo preventivo. E poi alle porte dell&#8217;influenza, &#8220;ve lo avevamo detto&#8221;, &#8220;chi non si è ancora vaccinato fa ancora in tempo&#8221;, e così via si rischiava di seminare il panico e il terrore nella popolazione che si chiedeva se non fosse opportuno vaccinarsi e  vaccinare i propri cari.</p>
<p><span id="more-174"></span></p>
<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/influenza1.jpg" rel="lightbox[174]"><img class="alignright size-medium wp-image-186" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/influenza1.jpg" alt="Catherine Bellwald Influenza e vaccino: la TV più clemente!" width="104" height="117" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Influenza e vaccino: la TV più clemente!" /></a>L&#8217;influenza è una patologia stagionale,  di solito assolutamente benigna sui soggetti sani sia adulti che bambini. La vaccinazione, come ogni farmaco, può avere effetti collaterali più o meno marcati a breve e lungo termine; va fatta se serve e come sempre con il buon senso, oltre al parere del medico di fiducia.</p>
<p>Non va fatta certamente per limitare i giorni di assenteismo dal lavoro, anche se questo aspetto è certamente notevole, in media una settimana per ogni lavoratore e poi almeno una o più  per ogni figlio! Un bel problema se lo trasformiamo in denaro perso.</p>
<p>Non va fatta nemmeno per la paura che possa arrivare un&#8217;influenza molto aggressiva, come è successo in passato.  Sarebbe come non uscire di casa per la paura di incontrare un pirata della strada e finire investiti!</p>
<p>La mutazione del virus è così rapida che anche se ci proviamo è difficile prevederla, ma soprattutto, se gli organi di informazione continuano a spaventare la popolazione, come negli anni passati, quando dovesse veramente essere necessario, non ci crederà più nessuno.</p>
<p>Personalmente ritengo incosciente e non giustificabile gridare al lupo con campagne mediatiche indiscriminate, magari per meri interessi economici, senza preoccuparsi delle possibili conseguenze future.<br class="spacer_" /></p>
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